Foto, storia e informazioni della località
BUTO – Storia e culturaButo è una frazione montana del comune di Varese Ligure, nell'alta Val di Vara, in provincia della Spezia. Sorge a circa 690 metri di altitudine, ai piedi del monte Gottero e a circa 17 km dal capoluogo comunale. La sua posizione, dominante rispetto alla valle, ha avuto nei secoli una notevole importanza strategica.Le origini anticheLe origini di Buto vengono tradizionalmente ricondotte all'epoca bizantina, tra il V e il VI secolo, quando l'Impero bizantino cercava di contrastare l'avanzata dei Longobardi verso le valli appenniniche. Buto sarebbe stato inserito nel sistema di presidi e fortificazioni che controllavano questa parte dell'Appennino ligure. La posizione non era casuale: il territorio si trovava lungo una direttrice di collegamento fra la costa ligure e la pianura padana. La viabilità antica passava infatti attraverso l'alta Val di Vara e raggiungeva il Passo del Cento Croci, mettendo in comunicazione il territorio di Levanto e della Riviera con le valli del Taro e del Gotra. Questa funzione di controllo del territorio contribuì alla formazione dell'insediamento e alla sua successiva importanza commerciale.Buto nel MedioevoNel Medioevo Buto si trovava lungo una delle vie utilizzate da mercanti, viandanti e carovane. I percorsi di crinale erano allora particolarmente importanti perché consentivano di attraversare l'Appennino evitando, per quanto possibile, le zone più difficili e insalubri dei fondovalle. La località entrò nell'orbita dei Malaspina, importante famiglia feudale della Lunigiana e dell'Appennino settentrionale. Successivamente il territorio passò sotto il controllo dei Fieschi, famiglia genovese che ebbe un ruolo fondamentale nella storia della Val di Vara e di Varese Ligure. Il Comune di Varese Ligure ricorda infatti Buto come antico feudo prima dei Malaspina e poi dei Fieschi. La presenza di un antico castello o presidio fortificato testimonia l'importanza strategica della località. Del castello oggi non rimane una struttura integra, ma le sue pietre furono successivamente riutilizzate nella costruzione della chiesa di San Pietro e alcuni elementi di reimpiego sono visibili anche nel campanile.La viabilità e il declino dell'antico percorsoPer secoli la fortuna di Buto fu legata alla sua posizione lungo le vie che attraversavano l'Appennino. Da qui transitavano persone e merci dirette verso il Passo del Cento Croci e verso la pianura padana. Quando la viabilità principale venne progressivamente spostata verso il fondovalle, Buto perse parte della sua originaria funzione commerciale e strategica. Il paese rimase così legato soprattutto all'economia agricola e pastorale e alla vita della propria comunità montana.La tradizione religiosaLa storia di Buto è strettamente legata alla sua tradizione religiosa. La parrocchia di Buto fu istituita nel 1657, separandone il territorio dalla parrocchia di Costola. La chiesa parrocchiale è dedicata a San Pietro Apostolo. L'edificio attuale deriva da una precedente costruzione religiosa e conserva elementi provenienti dall'antico insediamento fortificato. Nel campanile sono inoltre presenti frammenti di bassorilievi cristiani databili, secondo la tradizione locale, al VII-VIII secolo, considerati una testimonianza della presenza cristiana antica nella zona. Nel territorio della frazione si trova anche l'Oratorio di Nostra Signora del Rosario, nella località Focetta, edificio oggetto di interventi di restauro e conservazione. La festa patronale viene celebrata l'8 settembre, in occasione del Santissimo Nome di Maria, una ricorrenza che continua a rappresentare un importante momento di incontro per la comunità.Focetta e gli antichi percorsiParticolarmente interessante dal punto di vista storico è la località Focetta, legata alle origini e alla viabilità antica di Buto. Secondo la documentazione raccolta dalla comunità locale, Focetta avrebbe avuto un ruolo importante nell'antico sistema viario, trovandosi in corrispondenza della diramazione delle strade verso lo Zerasco e verso Parma. Una relazione tecnica relativa all'oratorio della località ricorda inoltre l'antico percorso proveniente dalla costa ligure e diretto verso Caranza, Albareto, Gotra e Borgotaro. Questi antichi itinerari spiegano perché un piccolo centro montano come Buto abbia potuto assumere, in epoca medievale, un'importanza superiore a quella che le sue dimensioni attuali potrebbero far immaginare.La cultura contadinaPer molti secoli la vita di Buto è stata caratterizzata dall'agricoltura di montagna, dall'allevamento, dalla gestione dei boschi e da un'economia basata sull'autosufficienza familiare. La cultura materiale del paese comprendeva lavori agricoli, raccolta delle castagne, attività nei boschi, allevamento e numerosi mestieri tradizionali. La montagna richiedeva un grande impiego di lavoro manuale e favoriva una forte solidarietà fra le famiglie. Il patrimonio culturale di Buto non è quindi costituito soltanto dagli edifici storici, ma anche dalla memoria delle persone, dai mestieri, dalle tradizioni religiose, dalle fotografie , dai documenti e dalla toponomastica locale.Lo spopolamento e la memoriaCome molti paesi dell'Appennino ligure, Buto fu interessato dal forte spopolamento del secondo dopoguerra. Molti abitanti lasciarono il paese per trasferirsi soprattutto nelle città e nelle aree costiere, in particolare alla ricerca di nuove opportunità di lavoro. L'esodo modificò profondamente la struttura sociale della comunità e molti terreni agricoli furono progressivamente abbandonati, permettendo al bosco di riconquistare ampie porzioni del territorio. La memoria locale di questo fenomeno è particolarmente sentita dagli abitanti e dai discendenti emigrati.ButoCultur@Un'esperienza particolarmente significativa è rappresentata da ButoCultur@, iniziativa nata nel 2000 per volontà di persone originarie del paese con l'obiettivo di recuperare e conservare la memoria storica di Buto. Il progetto ha raccolto testimonianze degli abitanti, documenti, fotografie , tradizioni e informazioni sulla vita quotidiana del passato. Nel tempo l'attività si è trasformata in un importante lavoro di ricerca e divulgazione sulla storia locale, coinvolgendo anche i discendenti degli emigrati. Sono stati pubblicati numerosi libri dedicati a Buto e ad altre località del territorio, organizzate mostre e iniziative culturali e recuperate testimonianze della civiltà contadina. Nel corso degli anni il progetto ha inoltre collaborato con studiosi e università e ha contribuito alla valorizzazione dei percorsi storici e delle antiche chiese della Val di Vara.Buto oggiOggi Buto conserva le caratteristiche di un piccolo borgo montano immerso nel paesaggio dell'alta Val di Vara. La sua identità è legata soprattutto alla posizione ai piedi del monte Gottero, alla presenza della chiesa di San Pietro, alle antiche testimonianze fortificate e religiose e alla memoria della comunità. Durante il periodo estivo il paese torna ad animarsi grazie alla presenza di abitanti, originari del luogo e visitatori. La conservazione della memoria storica rappresenta un elemento importante per mantenere vivo il legame fra il paese e le generazioni che, nel corso del Novecento, si sono trasferite altrove. |