Buto - Varese Ligure

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Buto rappresenta un piccolo ma significativo esempio della storia dell'Appennino ligure: da antico presidio bizantino a luogo strategico lungo le vie medievali fra Liguria e pianura padana, da feudo dei Malaspina e dei Fieschi a comunità rurale, fino alla trasformazione provocata dallo spopolamento del Novecento. La sua particolarità consiste oggi soprattutto nella capacità della comunità di conservare e ricostruire la propria memoria, trasformando documenti, fotografie , testimonianze e tradizioni in un patrimonio culturale condiviso...

Buto

Buto

Inizio del paese

Inizio del paese

La torre campanaria

La torre campanaria

Chiesa di San Pietro Apostolo

Chiesa di San Pietro

Dalla campagna

Dalla campagna

Il campo sportivo

La cappelletta nel lungostrada

La capelletta

Vista dalla capelletta

La capelletta

Madonna delle Grazie

Interno

Interno

Madonna delle Grazie

Buto

Inverno

Inverno

Inverno

La Chiesa

San Pietro Apostolo

Inverno

Inverno

Vista del paese dalla strada

Vista del paese dalla strada

Buto qualche anno dopo la 1a visita

Buto

Cartelli

Cartello

La Chiesa di Buto

Chiesa di San Pietro Apostolo

Torre campanaria

Iscrizione nella torre campanaria

Nella località

Torre campanaria

Torre campanaria

Torre campanaria

Torre campanaria

Campane

Campane

Nella località

Buto

Buto

Casa

Nella località

Nella località

Nella località

Fontana nella strada

Fontana nella strada

Il retro della Chiesa

Fontana nella strada

Nella località

La Chiesa

Nella bacheca del paese

Nella località

Cappelletta Madonna delle Grazie

Cappelletta Madonna delle Grazie

Vista dalla cappelletta

Buto

Nella strada

Nella strada

La cappelletta S. Maria delle Grazie

Nella località

Nella località

Nella località

Nella località

Nella località

La cappelletta S. Maria delle Grazie

Nella località

Nella località

Ingresso

Interno

Vista dalla cappelletta

Orologio della torre campanaria, fermo e rotto

Campane

Balla di fieno

Orti

Buto

Chiesa S.Pietro Apostolo

Torre campanaria

Nella località

Nella località

Campane

Nella località

Nella località

Nella località

Nella località

Nella località

Buto

BUTO – Storia e cultura

Buto è una frazione montana del comune di Varese Ligure, nell'alta Val di Vara, in provincia della Spezia. Sorge a circa 690 metri di altitudine, ai piedi del monte Gottero e a circa 17 km dal capoluogo comunale. La sua posizione, dominante rispetto alla valle, ha avuto nei secoli una notevole importanza strategica.

Le origini antiche

Le origini di Buto vengono tradizionalmente ricondotte all'epoca bizantina, tra il V e il VI secolo, quando l'Impero bizantino cercava di contrastare l'avanzata dei Longobardi verso le valli appenniniche. Buto sarebbe stato inserito nel sistema di presidi e fortificazioni che controllavano questa parte dell'Appennino ligure. La posizione non era casuale: il territorio si trovava lungo una direttrice di collegamento fra la costa ligure e la pianura padana. La viabilità antica passava infatti attraverso l'alta Val di Vara e raggiungeva il Passo del Cento Croci, mettendo in comunicazione il territorio di Levanto e della Riviera con le valli del Taro e del Gotra. Questa funzione di controllo del territorio contribuì alla formazione dell'insediamento e alla sua successiva importanza commerciale.

Buto nel Medioevo

Nel Medioevo Buto si trovava lungo una delle vie utilizzate da mercanti, viandanti e carovane. I percorsi di crinale erano allora particolarmente importanti perché consentivano di attraversare l'Appennino evitando, per quanto possibile, le zone più difficili e insalubri dei fondovalle. La località entrò nell'orbita dei Malaspina, importante famiglia feudale della Lunigiana e dell'Appennino settentrionale. Successivamente il territorio passò sotto il controllo dei Fieschi, famiglia genovese che ebbe un ruolo fondamentale nella storia della Val di Vara e di Varese Ligure. Il Comune di Varese Ligure ricorda infatti Buto come antico feudo prima dei Malaspina e poi dei Fieschi. La presenza di un antico castello o presidio fortificato testimonia l'importanza strategica della località. Del castello oggi non rimane una struttura integra, ma le sue pietre furono successivamente riutilizzate nella costruzione della chiesa di San Pietro e alcuni elementi di reimpiego sono visibili anche nel campanile.

La viabilità e il declino dell'antico percorso

Per secoli la fortuna di Buto fu legata alla sua posizione lungo le vie che attraversavano l'Appennino. Da qui transitavano persone e merci dirette verso il Passo del Cento Croci e verso la pianura padana. Quando la viabilità principale venne progressivamente spostata verso il fondovalle, Buto perse parte della sua originaria funzione commerciale e strategica. Il paese rimase così legato soprattutto all'economia agricola e pastorale e alla vita della propria comunità montana.

La tradizione religiosa

La storia di Buto è strettamente legata alla sua tradizione religiosa. La parrocchia di Buto fu istituita nel 1657, separandone il territorio dalla parrocchia di Costola. La chiesa parrocchiale è dedicata a San Pietro Apostolo. L'edificio attuale deriva da una precedente costruzione religiosa e conserva elementi provenienti dall'antico insediamento fortificato. Nel campanile sono inoltre presenti frammenti di bassorilievi cristiani databili, secondo la tradizione locale, al VII-VIII secolo, considerati una testimonianza della presenza cristiana antica nella zona. Nel territorio della frazione si trova anche l'Oratorio di Nostra Signora del Rosario, nella località Focetta, edificio oggetto di interventi di restauro e conservazione. La festa patronale viene celebrata l'8 settembre, in occasione del Santissimo Nome di Maria, una ricorrenza che continua a rappresentare un importante momento di incontro per la comunità.

Focetta e gli antichi percorsi

Particolarmente interessante dal punto di vista storico è la località Focetta, legata alle origini e alla viabilità antica di Buto. Secondo la documentazione raccolta dalla comunità locale, Focetta avrebbe avuto un ruolo importante nell'antico sistema viario, trovandosi in corrispondenza della diramazione delle strade verso lo Zerasco e verso Parma. Una relazione tecnica relativa all'oratorio della località ricorda inoltre l'antico percorso proveniente dalla costa ligure e diretto verso Caranza, Albareto, Gotra e Borgotaro. Questi antichi itinerari spiegano perché un piccolo centro montano come Buto abbia potuto assumere, in epoca medievale, un'importanza superiore a quella che le sue dimensioni attuali potrebbero far immaginare.

La cultura contadina

Per molti secoli la vita di Buto è stata caratterizzata dall'agricoltura di montagna, dall'allevamento, dalla gestione dei boschi e da un'economia basata sull'autosufficienza familiare. La cultura materiale del paese comprendeva lavori agricoli, raccolta delle castagne, attività nei boschi, allevamento e numerosi mestieri tradizionali. La montagna richiedeva un grande impiego di lavoro manuale e favoriva una forte solidarietà fra le famiglie. Il patrimonio culturale di Buto non è quindi costituito soltanto dagli edifici storici, ma anche dalla memoria delle persone, dai mestieri, dalle tradizioni religiose, dalle fotografie , dai documenti e dalla toponomastica locale.

Lo spopolamento e la memoria

Come molti paesi dell'Appennino ligure, Buto fu interessato dal forte spopolamento del secondo dopoguerra. Molti abitanti lasciarono il paese per trasferirsi soprattutto nelle città e nelle aree costiere, in particolare alla ricerca di nuove opportunità di lavoro. L'esodo modificò profondamente la struttura sociale della comunità e molti terreni agricoli furono progressivamente abbandonati, permettendo al bosco di riconquistare ampie porzioni del territorio. La memoria locale di questo fenomeno è particolarmente sentita dagli abitanti e dai discendenti emigrati.

ButoCultur@

Un'esperienza particolarmente significativa è rappresentata da ButoCultur@, iniziativa nata nel 2000 per volontà di persone originarie del paese con l'obiettivo di recuperare e conservare la memoria storica di Buto. Il progetto ha raccolto testimonianze degli abitanti, documenti, fotografie , tradizioni e informazioni sulla vita quotidiana del passato. Nel tempo l'attività si è trasformata in un importante lavoro di ricerca e divulgazione sulla storia locale, coinvolgendo anche i discendenti degli emigrati. Sono stati pubblicati numerosi libri dedicati a Buto e ad altre località del territorio, organizzate mostre e iniziative culturali e recuperate testimonianze della civiltà contadina. Nel corso degli anni il progetto ha inoltre collaborato con studiosi e università e ha contribuito alla valorizzazione dei percorsi storici e delle antiche chiese della Val di Vara.

Buto oggi

Oggi Buto conserva le caratteristiche di un piccolo borgo montano immerso nel paesaggio dell'alta Val di Vara. La sua identità è legata soprattutto alla posizione ai piedi del monte Gottero, alla presenza della chiesa di San Pietro, alle antiche testimonianze fortificate e religiose e alla memoria della comunità. Durante il periodo estivo il paese torna ad animarsi grazie alla presenza di abitanti, originari del luogo e visitatori. La conservazione della memoria storica rappresenta un elemento importante per mantenere vivo il legame fra il paese e le generazioni che, nel corso del Novecento, si sono trasferite altrove.

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