Calavorno - Coreglia Antelminelli

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Foto - fotografie - Immagini - Borgo - frazione - Località della Mediavalle (LU = Lucca. Regione Toscana. Italy)

Calavorno

Calavorno nel lungo strada

Nella strada

Case

Case

In paese

Casa

Dal ponte di Calavorno

Casa di la dal ponte medievale

Di la dal ponte

Il torrente Surrichiana

Case vista dal ponte

Nella strada

Il ponte medievale

Il ponte sul torrente Surrichiana

Ponte sul torrente

Casa

In paese

Case

Iscrizione nella facciata di una casa

Monogramma su porta di casa

Casa

Casa

Orto in paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

Nella strada

Il ponte di Calavorno

Il ponte sul fiume Serchio

Lungo strada

Sul ponte

Cartelli stradali

La Chiesa parrocchiale dei Santi Leonardo e Silvetro

Iscrizione nella facciata della Chiesa

La Chiesa parrocchiale dei Santi Leonardo e Silvetro

Nella strada

Il Serchio

Il Serchio

Il Serchio

Il Serchio

Il ponte sul fiume Serchio

Il ponte sul fiume Serchio

Vista dalla strada per Castelnuovo Garfagnana

Vista dalla strada per Castelnuovo Garfagnana

Vista dalla strada per Castelnuovo Garfagnana

Vista dalla strada per Castelnuovo Garfagnana

Calavorno

Informazioni storiche, culturali della località.

Calavorno

Storia, cultura e territorio lungo il Serchio

Calavorno è una frazione del Comune di Coreglia Antelminelli, nella Media Valle del Serchio, in provincia di Lucca. A differenza di Coreglia, Ghivizzano e di molti altri antichi borghi della zona, sviluppati sulle alture per ragioni difensive, Calavorno si trova nel fondovalle, in stretto rapporto con il fiume Serchio e con le vie di comunicazione che collegano Lucca alla Garfagnana. Questa posizione ha determinato gran parte della sua storia. Nel Medioevo qui esistevano un castello, un importante attraversamento del fiume e un ospedale destinato anche all'accoglienza dei viaggiatori. In epoca contemporanea, invece, furono soprattutto la strada e la ferrovia a favorire lo sviluppo dell'abitato. Calavorno rappresenta quindi un interessante esempio di paese la cui storia può essere letta attraverso tre elementi fondamentali: il fiume, il ponte e la strada.

Un paese sul Serchio

Il Serchio, è uno dei principali fiumi della Toscana. Nasce nell'area appenninica e attraversa la Garfagnana e la Media Valle prima di raggiungere la pianura lucchese. Per secoli il fiume rappresentò contemporaneamente una risorsa e un ostacolo. Forniva acqua, contribuiva alle attività agricole e produttive e costituiva un importante elemento del paesaggio. Ma attraversarlo poteva essere difficile e pericoloso. Per questo i ponti assumevano un'importanza fondamentale. Controllare un ponte significava controllare uomini, merci e comunicazioni. La posizione di Calavorno deve essere compresa proprio in questa prospettiva.

Le origini di Calavorno

Le origini precise dell'insediamento non sono ancora completamente chiarite. Alcune tradizioni locali hanno proposto addirittura un'origine romana del paese. Anche il nome Calavorno è stato talvolta collegato a un presunto personaggio romano chiamato Vornius. Non esistono però prove sufficienti per trasformare questa interpretazione in un fatto storico. Per una ricerca scolastica è quindi preferibile distinguere chiaramente tra ipotesi toponomastiche, e documentazione. La storia di Calavorno diventa molto più sicura quando arriviamo al Medioevo.

Calavorno e i Rolandinghi

Durante il Medioevo il territorio era legato alla potente famiglia dei Rolandinghi, indicati nelle fonti anche con varianti del nome come Ronaldinghi o Orlandinghi. Erano una delle famiglie signorili più importanti della Valle del Serchio e possedevano diritti e proprietà in diversi territori. Particolarmente importante era il loro rapporto con Loppia, centro religioso e signorile della valle. Anche Calavorno rientrava nell'area dei loro interessi.

Il castello di Calavorno

Nel Medioevo Calavorno possedeva un castello. Non bisogna immaginare necessariamente un grande palazzo fortificato come quelli delle rappresentazioni romantiche. Nel linguaggio medievale un castrum poteva indicare un insediamento protetto da mura e strutture difensive, eventualmente comprendente abitazioni e una fortificazione principale. La posizione presso il Serchio rendeva il luogo particolarmente importante. Il castello poteva controllare il passaggio sul fiume e una delle principali vie di comunicazione della valle.

Il 1171: una data importante

Una delle date fondamentali nella storia medievale di Calavorno è il 1171. Le fonti ricordano in quell'anno l'area di Calavorno e l'Ospedale di San Leonardo, collegato al patronato dei signori di Loppia. La tradizione cronachistica ricorda inoltre una violenta azione dei Lucchesi contro il castello di Calavorno, che sarebbe stato incendiato nel corso delle lotte per il controllo della valle. L'episodio dimostra quanto fossero delicati i rapporti tra le comunità locali, le famiglie feudali e la crescente potenza politica di Lucca.

Attenzione alle date

Nella divulgazione locale si incontrano talvolta date differenti per la distruzione del castello, in particolare 1171 e 1187. Per una pagina destinata anche alle scuole è preferibile non nascondere questa differenza. Le ricostruzioni basate sulla tradizione cronachistica lucchese collocano l'incendio di Calavorno nel 1171. Il 1187 compare invece in relazione ad altre testimonianze sulla chiesa e sull'ospedale. Quando le fonti non concordano perfettamente, il compito dello storico non è scegliere arbitrariamente una data, ma spiegare il problema.

L'Ospedale di San Leonardo

Uno degli aspetti più interessanti della storia di Calavorno è l'esistenza dell'Ospedale di San Leonardo. La struttura è documentata dalle fonti medievali a partire dal XII secolo. Sorgeva nei pressi del ponte e apparteneva al sistema assistenziale e religioso della valle. Era legata ai Rolandinghi di Loppia, che ne esercitavano il patronato. L'ospedale rappresentava quindi contemporaneamente un'istituzione religiosa, assistenziale e territoriale.

Che cos'era un ospedale medievale?

La parola ospedale, può creare confusione. Un ospedale medievale non corrispondeva necessariamente a un moderno ospedale con medici, reparti e cure specialistiche. Il termine deriva dall'idea di ospitalità. Queste strutture potevano accogliere poveri, pellegrini, viaggiatori e persone bisognose. Alcune assistevano anche malati e infermi. Per questo gli ospedali medievali venivano spesso costruiti lungo le principali strade e vicino ai ponti. Calavorno rappresenta un esempio particolarmente chiaro di questo rapporto tra viaggio, ponte e assistenza.

San Leonardo e i viaggiatori

La dedicazione a San Leonardo, è significativa. San Leonardo di Noblac fu un santo particolarmente venerato nel Medioevo e il suo culto si diffuse lungo numerose vie percorse da pellegrini e viaggiatori. Era considerato protettore dei prigionieri e degli uomini in difficoltà. La presenza di un ospedale dedicato a San Leonardo presso un importante attraversamento del Serchio si inserisce quindi perfettamente nella cultura religiosa medievale.

L'ospedale nel 1260

Un documento particolarmente interessante risale al 1260. Nell'estimo della Diocesi di Lucca compilato per la raccolta delle decime, l'Ospedale di Calavorno risulta tassato per un imponibile molto superiore a quello della chiesa annessa. Il dato è importante perché dimostra che l'istituzione possedeva un patrimonio economico non trascurabile. Gli ospedali potevano infatti disporre di terreni, rendite, donazioni e lasciti testamentari. Non vivevano soltanto delle offerte occasionali dei viaggiatori.

La chiesa dell'ospedale

Accanto all'ospedale esisteva una chiesa. Le fonti medievali la ricordano con differenti dedicazioni nel corso della sua lunga storia. L'antico complesso religioso e assistenziale subì numerose trasformazioni. Le visite pastorali dei secoli successivi documentano progressivamente il deterioramento degli edifici. La storia della chiesa attuale deve quindi essere distinta da quella del primo complesso medievale.

Le visite pastorali

Le visite pastorali, rappresentano una fonte storica molto importante. Periodicamente il vescovo o un suo rappresentante visitava le parrocchie della diocesi. Durante la visita venivano controllati la chiesa, gli altari, gli arredi, i beni, il comportamento del clero e le condizioni degli edifici. I verbali di queste visite permettono oggi agli storici di conoscere chiese scomparse o profondamente trasformate. Nel caso di Calavorno sono particolarmente utili per seguire il declino dell'antico ospedale.

Il declino dell'ospedale

Tra la fine del Medioevo e l'inizio dell'età moderna l'Ospedale di Calavorno perse progressivamente la propria importanza. Le fonti descrivono una situazione di crescente degrado. Nel Quattrocento e nel Cinquecento le condizioni della chiesa e delle strutture assistenziali erano ormai problematiche. Il sistema delle comunicazioni e dell'assistenza stava inoltre cambiando. L'antica istituzione medievale non svolgeva più la funzione che aveva avuto nei secoli precedenti.

Il trasferimento a Ghivizzano

Nel 1564, l'antico ospedale venne trasferito a Ghivizzano. È una data importante perché segna simbolicamente la fine di una fase della storia di Calavorno. Per circa quattro secoli il luogo presso il ponte era stato associato all'ospitalità e all'assistenza dei viaggiatori. Con il trasferimento dell'istituzione, Calavorno perse una delle funzioni che ne avevano determinato l'importanza medievale.

Il ponte medievale

L'altro grande protagonista della storia di Calavorno è il ponte. Le fonti storiche ricordano un antico attraversamento del Serchio legato al castello e all'ospedale. Alcuni studiosi del passato attribuirono la costruzione originaria ai Rolandinghi. L'attribuzione è plausibile nel quadro del loro controllo territoriale, ma non può essere considerata una certezza assoluta. Anche l'eventuale distruzione del primo ponte durante l'incendio medievale del castello rimane un'ipotesi.

Il ponte nel Trecento

Più sicura è la documentazione del XIV secolo. Nel 1376, il ponte era in condizioni così cattive da rendere necessaria una grande opera di ricostruzione. Le comunità della zona chiesero alla Repubblica di Lucca un contributo economico. La richiesta coinvolse numerosi centri della valle. Questo particolare dimostra che il ponte non serviva soltanto agli abitanti di Calavorno. Era un'infrastruttura di interesse territoriale.

Perché tutti contribuivano al ponte?

Un ponte medievale era costoso da costruire e mantenere. Servivano pietra, legname, maestranze specializzate e molto lavoro. Se il ponte si trovava lungo una strada importante, però, veniva utilizzato dagli abitanti di numerose comunità. Per questo poteva essere necessario dividere le spese. La vicenda del ponte di Calavorno ci permette quindi di comprendere un problema ancora molto moderno: chi deve pagare per un'infrastruttura utilizzata da tutti?

Il ponte sul torrente Surricchiana

Nel territorio di Calavorno è conservato anche un importante ponte in pietra sul torrente Surricchiana. La sua costruzione viene fatta risalire al XIV secolo. Fu realizzato in pietra arenaria da maestranze locali. La struttura si trovava lungo la strada di fondovalle diretta verso Castelnuovo e la Garfagnana. È particolarmente interessante perché nacque come ponte carrabile, e continua ancora oggi a svolgere questa funzione, anche se il traffico principale utilizza ormai la viabilità moderna.

I ponti come patrimonio storico

I ponti antichi sono monumenti particolari. A differenza di una chiesa o di un palazzo, sono stati costruiti principalmente per essere utilizzati. Per secoli hanno sopportato il passaggio di uomini, animali, carri e merci. La loro conservazione permette quindi di osservare direttamente un elemento della viabilità storica. Un ponte racconta contemporaneamente storia dell'architettura, commercio, trasporti e organizzazione del territorio.

Calavorno e la strada della Garfagnana

Calavorno si trovava lungo uno dei principali percorsi di fondovalle che collegavano Lucca alla Garfagnana. La posizione contribuì alla sua importanza, ma lo rese anche vulnerabile. Gli eserciti che volevano penetrare nella valle cercavano di controllare ponti e passaggi obbligati. Per questo Calavorno compare anche nelle vicende militari medievali.

La battaglia del 1345

Nel 1345, l'area di Calavorno fu coinvolta in un importante scontro militare. Le lotte riguardavano il controllo politico della Valle del Serchio e coinvolgevano forze legate a Pisa e agli avversari dei Pisani. La zona del ponte aveva una evidente importanza strategica. Bloccare il passaggio significava infatti ostacolare l'avanzata di uomini e cavalli verso la Garfagnana. Per una ricerca scolastica l'episodio è utile soprattutto per comprendere perché le guerre medievali si concentrassero frequentemente presso ponti, valichi e strettoie.

Francesco Castracani degli Antelminelli

Un'altra data importante è il 12 maggio 1355. In quel giorno l'imperatore Carlo IV di Lussemburgo, con un diploma emanato a Pisa, investì Francesco Castracani degli Antelminelli, della Contea di Coreglia. Nel territorio assegnato al Castracani era compresa anche Calavorno. Il paese entrò quindi formalmente nella contea governata da Francesco Castracani.

Gli Antelminelli

Gli Antelminelli, furono una potente famiglia lucchese. Il suo esponente più famoso fu Castruccio Castracani, signore di Lucca nel XIV secolo. Francesco Castracani apparteneva allo stesso ambiente familiare e politico. La memoria degli Antelminelli è ancora oggi presente nel nome ufficiale del Comune. La denominazione Coreglia Antelminelli, venne infatti adottata nell'Ottocento proprio per ricordare il rapporto storico con questa famiglia.

Dalla contea alla Vicaria di Coreglia

Dopo le vicende legate alla signoria dei Castracani, Calavorno seguì progressivamente la storia politica del territorio di Coreglia. Entrò nel sistema amministrativo controllato dalla Repubblica di Lucca. Per secoli la zona fu organizzata attraverso la Vicaria di Coreglia. Una vicaria era una circoscrizione amministrativa e giudiziaria attraverso la quale lo Stato lucchese governava il territorio.

Che cos'era una vicaria?

La Repubblica di Lucca non amministrava direttamente ogni singolo paese dalla città. Il territorio era suddiviso in circoscrizioni chiamate vicarie. A capo della vicaria si trovava un funzionario che rappresentava l'autorità centrale. Le comunità locali conservavano però proprie forme di amministrazione. La vicaria può quindi essere considerata, con le dovute differenze, un livello territoriale intermedio tra la singola comunità e lo Stato.

Calavorno e Vitiana

La storia di Calavorno è strettamente collegata anche a Vitiana, antico paese situato più in alto sul versante. Per lungo tempo il piccolo insediamento del fondovalle fu conosciuto con il nome di Capanne di Vitiana. Questo nome ricorda il rapporto tra gli abitati montani e le strutture create lungo il fondovalle. Le “capanne” potevano nascere inizialmente come edifici collegati alle attività agricole, al commercio o alla sosta lungo la strada. Con il miglioramento delle comunicazioni, alcuni di questi nuclei finirono per svilupparsi in veri paesi.

Dal monte al fondovalle

Il rapporto tra Vitiana e Calavorno permette di osservare un fenomeno importante nella storia della Media Valle del Serchio. Per molti secoli la popolazione preferì abitare sui versanti e sulle alture. Le zone elevate erano spesso più sicure dalle inondazioni e più facilmente difendibili. Con il passare del tempo, soprattutto tra Ottocento e Novecento, la situazione cambiò. Strade, ferrovie, industrie e commerci favorirono sempre di più gli insediamenti del fondovalle. Calavorno è un ottimo esempio di questa trasformazione.

La chiesa dei Santi Leonardo e Silvestro

La principale chiesa dell'abitato moderno è dedicata ai Santi Leonardo e Silvestro. La dedicazione a San Leonardo mantiene viva la memoria dell'antico ospedale medievale. L'edificio religioso attuale appartiene però a una storia molto più complessa rispetto alla prima cappella dell'ospedale. Nel corso dei secoli edifici, titoli e funzioni ecclesiastiche subirono trasformazioni. È quindi opportuno evitare di identificare automaticamente la chiesa attuale con quella documentata nel XII secolo.

San Leonardo

Il patrono tradizionalmente legato a Calavorno è San Leonardo, celebrato il 6 novembre. San Leonardo di Noblac fu uno dei santi più popolari dell'Europa medievale. Il suo culto si diffuse soprattutto lungo le vie percorse da pellegrini e viaggiatori. La dedicazione dell'antico ospedale di Calavorno acquista quindi un significato particolare. Il santo proteggeva simbolicamente proprio quelle persone che attraversavano strade, ponti e territori lontani da casa.

San Silvestro

Accanto a San Leonardo compare San Silvestro papa. Silvestro I fu vescovo di Roma nel IV secolo, durante il regno dell'imperatore Costantino. La sua memoria liturgica ricorre il 31 dicembre. La doppia dedicazione della parrocchia collega quindi due figure molto diverse della tradizione cristiana: un papa dell'antichità e un santo medievale fortemente legato all'ospitalità e ai viaggiatori.

Il Serchio e le alluvioni

Vivere nel fondovalle significava convivere con il fiume. Il Serchio poteva offrire risorse ma, durante le piene, diventava pericoloso. Ponti e strade potevano essere danneggiati o distrutti. Per questo la manutenzione delle infrastrutture rappresentò per secoli una delle principali preoccupazioni delle comunità. La storia dei ponti di Calavorno è inseparabile dalla storia delle acque.

Il paese moderno

Tra Ottocento e Novecento il fondovalle cambiò rapidamente. Le nuove strade resero più facile il trasporto delle merci. Le attività economiche cominciarono a concentrarsi maggiormente vicino alle principali vie di comunicazione. Il nucleo precedentemente conosciuto come Capanne di Vitiana aumentò di importanza e recuperò progressivamente l'antico nome di Calavorno. La storia medievale e quella contemporanea finirono così per sovrapporsi nello stesso luogo.

La ferrovia Lucca-Aulla

Un cambiamento decisivo arrivò con la ferrovia Lucca-Aulla. La linea ferroviaria venne costruita progressivamente per collegare la pianura lucchese con la Garfagnana e, successivamente, con la Lunigiana. Il tratto Bagni di Lucca-Castelnuovo di Garfagnana, venne aperto al traffico nel 1911. Calavorno ebbe una propria fermata ferroviaria. Per il paese significava poter raggiungere molto più rapidamente Lucca, la Garfagnana e gli altri centri della valle.

La stazione di Calavorno

La stazione di Calavorno, divenne uno degli elementi caratteristici del paese novecentesco. La ferrovia favorì gli spostamenti di lavoratori, studenti e merci. Il rapporto tra Calavorno e le comunicazioni continuava quindi, in forma moderna, una storia iniziata molti secoli prima con il ponte e l'ospedale. L'antico viaggiatore medievale attraversava il Serchio e poteva trovare ospitalità presso San Leonardo. Il viaggiatore del Novecento arrivava invece in treno.

Un paese trasformato dai trasporti

Pochi luoghi permettono di osservare così chiaramente l'evoluzione delle vie di comunicazione. Nel Medioevo troviamo: il castello, il ponte, l'ospedale. Nell'età moderna troviamo la strada di fondovalle. Nel Novecento arrivano: la ferrovia, la viabilità automobilistica, i nuovi collegamenti con i centri industriali e commerciali. La funzione del luogo rimane in parte la stessa: mettere in comunicazione territori differenti. Cambiano soltanto i mezzi utilizzati.

La Seconda guerra mondiale

La posizione strategica del fondovalle tornò ad avere conseguenze drammatiche durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1944 la Valle del Serchio divenne un'importante zona militare. Ponti, ferrovie e strade erano infrastrutture fondamentali per gli eserciti e potevano diventare obiettivi di bombardamenti o demolizioni. Durante la ritirata tedesca diversi ponti della zona vennero minati e fatti saltare. Anche le infrastrutture presso Calavorno furono coinvolte nelle distruzioni dell'autunno del 1944.

Perché i ponti erano obiettivi militari?

La ragione è semplice. Un esercito moderno ha bisogno di spostare rapidamente soldati, mezzi, munizioni e rifornimenti. Distruggere un ponte può rallentare l'avversario anche per giorni. Per questo gli stessi luoghi che erano stati strategici nel Medioevo tornarono ad esserlo durante il Novecento. La tecnologia era completamente diversa, ma la geografia continuava a condizionare la guerra.

Calavorno nel secondo Novecento

Nel dopoguerra il fondovalle continuò a svilupparsi. La maggiore facilità di comunicazione favorì abitazioni, servizi e attività economiche. Come in molti territori della Media Valle, la popolazione tendeva sempre più a concentrarsi lungo le principali strade. Il contrasto con i paesi montani diventò evidente. Mentre alcuni piccoli centri sulle alture perdevano abitanti, gli insediamenti del fondovalle mantenevano una maggiore vitalità.

La fine del servizio ferroviario locale

La fermata ferroviaria di Calavorno cessò di essere utilizzata tra la fine del Novecento e l'inizio degli anni Duemila. La linea Lucca-Aulla rimase attiva, ma non tutti i piccoli punti di fermata conservarono la propria funzione. Anche questo cambiamento fa parte della storia dei trasporti. Le infrastrutture non sono permanenti: vengono create, modificate o abbandonate in base alle esigenze economiche e sociali.

Calavorno oggi

Oggi Calavorno conserva una fisionomia molto diversa dai borghi fortificati delle alture. È un paese del fondovalle, cresciuto in rapporto con la viabilità moderna. Ma sotto questa immagine contemporanea rimane una storia molto più antica. Il ponte, la memoria dell'ospedale di San Leonardo, la chiesa, le antiche vie e il rapporto con il Serchio permettono di ricostruire quasi nove secoli di trasformazioni.

Un luogo di passaggio

Se dovessimo scegliere una sola espressione per raccontare Calavorno, potremmo definirlo “un luogo di passaggio”. Nel Medioevo vi passavano viaggiatori e pellegrini. L'ospedale offriva assistenza. Il ponte permetteva di superare il fiume. Gli eserciti cercavano di controllarlo. Le merci percorrevano la strada della Garfagnana. Nel Novecento arrivarono treni e automobili. Il passaggio delle persone ha quindi lasciato una traccia profonda nell'identità del paese.

Storia documentata, ipotesi e tradizione

Per studiare Calavorno è importante distinguere diversi livelli. È documentata, l'esistenza medievale dell'Ospedale di San Leonardo e il patronato dei signori di Loppia. È documentata l'importanza del ponte e la sua ricostruzione nel XIV secolo. È documentata l'inclusione di Calavorno nella Contea di Coreglia assegnata a Francesco Castracani nel 1355. Sono invece da considerare con maggiore prudenza l'origine romana del paese, l'etimologia collegata al presunto Vornius e l'attribuzione del primo ponte direttamente ai Rolandinghi. Anche l'esatta relazione tra la distruzione del castello e quella del ponte non è completamente certa. Separare fatti e ipotesi rende la storia più precisa e, allo stesso tempo, più interessante.

Per una ricerca scolastica: perché Calavorno è importante

Calavorno è particolarmente adatto a una ricerca scolastica perché permette di studiare la storia attraverso le vie di comunicazione. Il castello introduce al sistema feudale e al controllo militare del territorio. L'Ospedale di San Leonardo permette di spiegare che cosa fosse un ospedale medievale. Il documento del XII secolo mostra il ruolo delle famiglie signorili come i Rolandinghi. L'estimo del 1260, permette di studiare le decime e il patrimonio delle istituzioni religiose. Le vicende militari medievali spiegano l'importanza strategica dei ponti. La ricostruzione del ponte nel 1376, mostra come le comunità collaborassero per finanziare infrastrutture di interesse comune. L'investitura di Francesco Castracani nel 1355, collega Calavorno alla storia degli Antelminelli e di Coreglia. Il rapporto con Vitiana permette di comprendere il progressivo spostamento della popolazione dalle montagne al fondovalle. La ferrovia, arrivata nel 1911, introduce alla modernizzazione della Valle del Serchio. Le distruzioni del 1944, mostrano infine come ponti e strade continuassero ad avere un'importanza militare anche nell'età contemporanea. Calavorno permette quindi di seguire una storia lunga secoli attraverso un'unica domanda: perché gli uomini hanno sempre avuto bisogno di attraversare questo luogo? La risposta si trova nella sua geografia. Il Serchio, il ponte, la strada e la ferrovia hanno fatto di Calavorno un punto di incontro tra la Media Valle, la Garfagnana e Lucca. Ed è proprio questa continuità, dal viaggiatore medievale al treno del Novecento, a rendere particolare la storia del paese.
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