Capanne di Careggine - Careggine

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Capanne di Careggine

Vista dal bivio per Capanne

Vista dal bivio per Capanne

Case al bivio per Capanne

Chiesa di San Giacomo Appostolo

La torre campanaria

Chiesa di San Giacomo Appostolo

Casolari

Torre campanaria

Sulla torre campanaria

Ingresso alla torre campanaria

Campanile

Vista dal paese

La Chiesa

Piazzale della Chiesa

La torre campanaria

Casolare

Casa

In paese

Il camposanto

Casa

La torre campanaria

Campanile

La torre campanaria

La fontana

La Chiesa

Il rosone

Dietro alla Chiesa

Torre campanaria

Vista dalla strada

Vista dalla strada

Paesaggio rupestre

Paesaggio rupestre

Paesaggio rupestre

Paesaggio rupestre

Nel lungostrada

Paesaggio rupestre

Paesaggio rupestre

Informazioni storiche, culturali della località.

Capanne di Careggine: storia, pastori e tradizioni ai piedi del Monte Sumbra

Capanne di Careggine è una piccola frazione montana del Comune di Careggine , in provincia di Lucca, nel cuore della Garfagnana e sul versante orientale delle Alpi Apuane. Il borgo sorge a circa 840 metri di altitudine , sulle pendici che scendono dal Monte Sumbra , circondato da castagneti, boschi e montagne. È un paese profondamente diverso dai tradizionali borghi fortificati della Garfagnana. Le sue origini sono infatti legate soprattutto alla pastorizia e alla transumanza : prima di diventare un insediamento permanente, questa zona era utilizzata dagli abitanti di Careggine come luogo stagionale dove portare il bestiame. Ancora oggi le vecchie case, i balconi in legno di castagno, i tetti tradizionalmente ricoperti con lastre di pietra e gli antichi sentieri raccontano la storia di una comunità nata dalla montagna.

Un paese nato dalle capanne dei pastori

Il nome stesso Capanne racconta probabilmente l'origine del paese. Durante la bella stagione i pastori provenienti da Careggine salivano verso le zone più elevate portando con sé greggi e altri animali. Per potersi fermare vicino ai pascoli costruivano semplici ricoveri destinati agli uomini, agli animali e agli attrezzi. Erano appunto le “capanne”. Con il passare del tempo alcuni di questi insediamenti stagionali divennero sempre più stabili. Le strutture provvisorie furono sostituite da edifici in pietra e alcune famiglie iniziarono a vivere sulla montagna per periodi sempre più lunghi. Nacque così progressivamente Capanne di Careggine . È un processo particolarmente interessante perché permette di osservare come un antico alpeggio pastorale potesse trasformarsi, nel corso dei secoli, in un vero paese.

La transumanza

La transumanza rappresentò per generazioni uno degli elementi fondamentali della vita degli abitanti. Gli animali venivano spostati in base alle stagioni. Durante l'estate si sfruttavano i pascoli montani intorno al Sumbra, mentre con l'arrivo dell'inverno pastori e greggi potevano scendere verso zone più miti. La pratica sopravvisse a lungo. Testimonianze raccolte sulla transumanza in Garfagnana ricordano ancora nel Novecento pastori provenienti da Capanne che durante l'inverno scendevano con le proprie pecore verso i poderi del fondovalle. La montagna e la pianura erano quindi parti di un unico sistema economico. L'anno dei pastori era scandito dal movimento degli animali e dalla disponibilità stagionale dei pascoli.

I Capannelli del Sumbra

Salendo sopra il paese si incontrano le tracce di un altro antico insediamento pastorale: i Capannelli del Sumbra , conosciuti anche come Capannelli di Careggine. Si trovano a una quota superiore rispetto al borgo. Qui sono ancora visibili ruderi di piccoli edifici in pietra e tracce di terreni un tempo utilizzati per il pascolo e l'agricoltura. La loro presenza mostra chiaramente come l'utilizzo della montagna avvenisse per fasce successive. Il paese rappresentava l'insediamento permanente, mentre durante la bella stagione uomini e animali potevano salire ancora più in alto, verso pascoli più vicini alle cime. I Capannelli costituiscono quindi una preziosa testimonianza della civiltà pastorale delle Alpi Apuane .

Un paesaggio costruito dal lavoro dell'uomo

Oggi molte pendici intorno a Capanne appaiono ricoperte dalla vegetazione. In passato il paesaggio era molto diverso. Prati, piccoli campi e terrazzamenti occupavano superfici oggi riconquistate dal bosco. Ogni terreno sufficientemente pianeggiante veniva sfruttato. Si coltivavano prodotti destinati principalmente al consumo delle famiglie e si raccoglieva il fieno necessario per alimentare gli animali durante l'inverno. I muri in pietra e i vecchi terrazzamenti che ancora si incontrano nei boschi rappresentano quindi le tracce di un paesaggio che per secoli fu intensamente lavorato.

La civiltà del castagno

Accanto alla pastorizia, una risorsa fondamentale era il castagno . Capanne è circondata da castagneti che per generazioni contribuirono in modo decisivo all'alimentazione della popolazione. Le castagne venivano raccolte durante l'autunno e successivamente essiccate. Una volta secche erano portate ai mulini per ottenere la farina di castagne, ingrediente fondamentale della cucina garfagnina. La farina poteva essere conservata a lungo e permetteva alle famiglie di affrontare i mesi più difficili dell'inverno. Il castagno forniva inoltre legname utilizzato per costruire travi, mobili, attrezzi e le caratteristiche balconate delle abitazioni. Non sorprende quindi che in Garfagnana il castagno sia stato tradizionalmente chiamato “l'albero del pane” .

Le case di Capanne

Uno degli elementi più caratteristici del borgo è rappresentato dalla sua architettura rurale . Le abitazioni tradizionali sono costruite prevalentemente in pietra e alcune conservano ancora vecchie balconate realizzate in legno di castagno. Particolarmente caratteristici erano anche i tetti ricoperti con pesanti lastre di pietra , una soluzione tipica delle costruzioni montane. I materiali provenivano direttamente dal territorio. Pietra e legno permettevano di costruire edifici capaci di resistere al clima della montagna e alle abbondanti precipitazioni. L'aspetto delle case racconta quindi le condizioni nelle quali vivevano le famiglie e la capacità degli abitanti di utilizzare ciò che la montagna metteva a disposizione.

L'Oratorio di San Pellegrino

Per molto tempo gli abitanti di Capanne dipendevano religiosamente dalla vicina Isola Santa . Raggiungere la chiesa non era però semplice. Gli spostamenti avvenivano a piedi attraverso sentieri montani, particolarmente difficili durante l'inverno e in caso di maltempo. Per questo motivo nel 1683 venne costruito a Capanne un oratorio dedicato a San Pellegrino . Finalmente gli abitanti disponevano di un luogo di culto vicino alle proprie abitazioni. La costruzione dell'oratorio rappresentò un passaggio importante nella trasformazione di Capanne da semplice insediamento pastorale a vera comunità stabile.

Da San Pellegrino a San Giacomo

Un secolo più tardi si verificò un cambiamento particolarmente importante. Nel 1783 la parrocchia di Isola Santa venne trasferita a Capanne. Con la parrocchia arrivò anche la dedicazione a San Giacomo Apostolo , santo titolare della chiesa di Isola Santa. La decisione provocò contrasti tra le due comunità. Gli abitanti di Isola Santa non volevano infatti perdere la propria autonomia religiosa e il proprio antico ruolo parrocchiale. La questione rimase aperta per circa mezzo secolo.

La parrocchia di Capanne

La lunga controversia tra Capanne e Isola Santa si concluse nell'Ottocento. Il 28 novembre 1834 le due comunità vennero rese ecclesiasticamente indipendenti. Capanne ottenne così una propria parrocchia dedicata a San Giacomo Apostolo . La documentazione archivistica conserva ancora gli atti relativi all'erezione della chiesa di San Giacomo delle Capanne in parrocchiale e alla successiva separazione da Isola Santa. L'istituzione della parrocchia rappresentò un momento fondamentale nella storia del paese. La comunità nata secoli prima intorno alle capanne dei pastori possedeva ormai una propria identità religiosa e amministrativa ben definita.

La chiesa di San Giacomo Apostolo

Nel centro del paese sorge oggi la chiesa di San Giacomo Apostolo . L'edificio rappresenta il principale punto di riferimento religioso di Capanne. Di fronte alla chiesa si innalza il campanile, costruito alla fine dell'Ottocento. Il complesso religioso domina una piccola piazza dalla quale si possono ammirare suggestivi panorami verso le montagne delle Alpi Apuane. Per generazioni la chiesa è stata il centro della vita della comunità. Battesimi, matrimoni, funerali e feste religiose scandivano la vita degli abitanti e rappresentavano importanti occasioni di incontro per famiglie che vivevano sparse sulle pendici della montagna.

La devozione popolare

La religiosità non era limitata alla chiesa. Lungo le strade e i sentieri della montagna si trovavano maestà, immagini sacre e piccoli segni devozionali . A Capanne è ricordata, tra le altre, una maestà in marmo datata 1792 , raffigurante la Madonna con il Bambino. Queste immagini venivano collocate lungo le vie percorse quotidianamente da pastori e contadini. Rappresentavano punti di preghiera, ma anche riferimenti familiari lungo itinerari che potevano diventare difficili o pericolosi durante l'inverno.

Il Passo di Scala

Uno degli elementi più affascinanti della storia di Capanne riguarda le antiche vie di comunicazione. Prima della costruzione della strada moderna, per raggiungere il paese da Isola Santa era necessario attraversare il celebre Passo di Scala . Il vecchio percorso superava un tratto particolarmente impressionante scavato nella roccia sopra la valle della Turrite Secca. Nell'Ottocento il passaggio veniva descritto come una stretta via con la parete rocciosa da un lato e un profondo precipizio dall'altro. Per gli abitanti non era un itinerario turistico. Era una strada necessaria per raggiungere Isola Santa e comunicare con il resto della valle.

Le antiche vie verso Careggine

Da Capanne passava inoltre un'antica via che collegava Careggine con Isola Santa . Il percorso attraversava il Passo della Formica e la zona dei Colli di Capricchia. Qui incontrava altre vie provenienti dal territorio di Castelnuovo di Garfagnana. Questa rete di mulattiere dimostra che Capanne, pur trovandosi in una zona apparentemente isolata, faceva parte di un sistema di collegamenti molto importante. Lungo questi sentieri si muovevano pastori, contadini, commercianti e viandanti. Venivano trasportati formaggi, castagne, legna, animali e prodotti agricoli.

Adriano Tardelli e la Seconda guerra mondiale

L'antico Passo di Scala tornò ad avere grande importanza durante la Seconda guerra mondiale . Tra il 1944 e il 1945 questa parte delle Alpi Apuane si trovava vicino al fronte della Linea Gotica. Il territorio era attraversato da partigiani, militari, sfollati e persone che cercavano di superare le linee. Il partigiano Adriano Tardelli utilizzò più volte il vecchio percorso del Passo di Scala per aiutare perseguitati dal regime nazifascista ad attraversare il fronte. Lungo la strada che oggi porta il suo nome, una lapide ne conserva la memoria. L'antica mulattiera dei pastori divenne così, durante la guerra, anche una via di salvezza.

Lo spopolamento del Novecento

Ancora intorno alla metà del Novecento Capanne era una comunità viva e popolata. Le fonti locali ricordano oltre centocinquanta abitanti , impegnati soprattutto nell'agricoltura e nella pastorizia. A partire dagli anni Cinquanta iniziò però un rapido processo di spopolamento. Le difficili condizioni di vita in montagna e le nuove opportunità di lavoro offerte dalle città e dalle zone industriali spinsero molte famiglie a trasferirsi. Campi e pascoli furono progressivamente abbandonati. Il bosco iniziò a riconquistare i terrazzamenti e numerose abitazioni rimasero vuote. Capanne divenne così un piccolo borgo montano scarsamente abitato, conservando però numerose testimonianze della propria storia.

Il Monte Sumbra

Oggi Capanne è conosciuta anche come uno dei punti di accesso al Monte Sumbra , una delle montagne più caratteristiche delle Alpi Apuane. La cima raggiunge i 1.765 metri e domina il territorio circostante con le sue spettacolari pareti rocciose. Dal paese parte il sentiero CAI 145 , uno degli itinerari utilizzati dagli escursionisti per salire verso il Sumbra. Il percorso attraversa inizialmente castagneti e boschi, per poi raggiungere ambienti sempre più aperti e panoramici. L'escursionista moderno percorre così gli stessi versanti utilizzati per secoli da pastori e abitanti della montagna.

Capanne di Careggine oggi

Oggi Capanne di Careggine conserva un fascino particolare. Non è un borgo monumentale e non possiede grandi castelli o palazzi. Il suo patrimonio è rappresentato soprattutto dal paesaggio e dalla memoria della civiltà pastorale . Le case in pietra ricordano le famiglie che vivevano sulla montagna; i castagneti raccontano un'economia basata sulle risorse del bosco; la chiesa di San Giacomo testimonia la lenta trasformazione del nucleo pastorale in una comunità stabile; i Capannelli del Sumbra conservano invece le tracce degli antichi alpeggi. A tutto questo si aggiungono il Passo di Scala, la memoria della Seconda guerra mondiale e i sentieri diretti verso il Monte Sumbra. Visitare Capanne significa quindi scoprire una Garfagnana diversa da quella dei castelli e dei grandi borghi medievali. È la Garfagnana dei pastori, della transumanza, dei castagneti e delle antiche mulattiere . Un piccolo paese nato dalle capanne stagionali degli uomini che portavano gli animali verso i pascoli delle Apuane e che, con il passare dei secoli, decisero di trasformare quel luogo di montagna nella propria casa.
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