Casatico: storia,
antichi statuti e tradizioni di un borgo della Garfagnana
Casatico
è una frazione del Comune di
Camporgiano
, nell'Alta Garfagnana, in provincia di Lucca.
Il piccolo borgo sorge sulle colline che dominano la
valle del Serchio, circondato da boschi, castagneti, prati e terreni che
per secoli sono stati modellati dal lavoro dell'uomo.
Casatico è strettamente legato alla vicina
Vitoio
, distante appena un
chilometro.
Le due comunità hanno condiviso buona parte della
propria storia civile e religiosa, tanto che ancora oggi formano insieme
la parrocchia di
Santa Maria Assunta di
Vitoio-Casatico
.
Casatico conserva però una propria identità molto
precisa.
Case in pietra, antichi portali, vicoli, boschi e
l'Oratorio dello Spirito Santo raccontano la storia di una piccola
comunità rurale che per secoli ha vissuto di agricoltura, allevamento e
sfruttamento delle risorse della montagna.
Un borgo dell'Alta Garfagnana
Il territorio di Camporgiano occupa una posizione
importante nell'Alta Valle del Serchio.
Il paesaggio è caratterizzato dall'alternanza di
boschi di castagno, prati, seminativi e
terreni terrazzati
.
In questo ambiente si svilupparono numerosi piccoli
nuclei abitati.
Casatico è uno di questi.
Il borgo si trova sotto il monte che porta il suo
stesso nome ed è interessato dal corso del
Rio Cavo
.
La presenza dell'acqua, dei boschi e dei terreni
coltivabili rese possibile per secoli la sopravvivenza di una comunità
agricola relativamente autosufficiente.
Le origini medievali
Le origini di Casatico sono considerate
medievali
.
Non conosciamo con precisione il momento nel quale
nacque il primo nucleo abitato.
L'aspetto del paese e la documentazione storica
testimoniano però una comunità formatasi molti secoli fa.
Particolarmente interessante è la parte più antica del
borgo, esposta verso mezzogiorno.
Qui si incontrano edifici in pietra e portali che
conservano date comprese tra il
1472 e
il 1825
.
Sono piccoli dettagli, ma permettono di leggere
direttamente sulle case alcuni secoli della storia del paese.
Le due borgate
Casatico presenta una struttura particolare.
Il paese è infatti tradizionalmente diviso in
due borgate
.
La parte esposta maggiormente verso sud viene
considerata il nucleo più antico.
Le abitazioni seguono il pendio e utilizzano
prevalentemente la pietra locale.
La seconda parte rappresenta invece uno sviluppo
successivo dell'insediamento.
Questa struttura permette ancora oggi di riconoscere
le diverse fasi di crescita del paese.
La leggenda delle formiche rosse
Casatico conserva anche una curiosa leggenda sulle
proprie origini.
Secondo la tradizione popolare, il primo villaggio non
si sarebbe trovato nella posizione attuale, ma in una località chiamata
Canepai
.
Gli abitanti sarebbero stati costretti ad abbandonare
quel nucleo a causa di una straordinaria invasione di
formiche rosse
.
Si sarebbero quindi trasferiti nel luogo dove oggi si
trova la parte più antica di Casatico.
Naturalmente non possiamo considerare questo racconto
una ricostruzione storica documentata.
È però una tradizione interessante perché appartiene a
un fenomeno molto diffuso nella Garfagnana: le leggende che cercano di
spiegare lo spostamento o la scomparsa degli antichi villaggi.
Il paese di pietra
Il carattere storico di Casatico è particolarmente
evidente nelle abitazioni.
Le case sono costruite prevalentemente in
pietra
e appoggiate sul pendio
della collina.
Portali, architravi e vecchie murature ricordano
un'epoca nella quale quasi tutti i materiali necessari alla costruzione
provenivano dal territorio circostante.
La pietra garantiva solidità e permetteva di
realizzare edifici adatti al clima della montagna.
Le abitazioni erano inoltre strettamente legate
all'economia familiare.
La casa contadina
La tipica abitazione rurale non era soltanto uno
spazio domestico.
Al piano inferiore potevano trovarsi cantine, depositi
o ricoveri per gli animali.
I piani superiori erano destinati alla famiglia.
Intorno alle case esistevano orti, piccoli campi,
fienili e altri edifici utilizzati per le attività agricole.
Casa e lavoro costituivano quindi un unico sistema.
Il borgo stesso era organizzato in funzione
dell'economia contadina.
Casatico e Vitoio
La storia di Casatico è inseparabile da quella di
Vitoio
.
I due paesi si trovano molto vicini e hanno condiviso
per secoli istituzioni religiose, rapporti familiari e attività
economiche.
La chiesa parrocchiale comune è quella di
Santa Maria Assunta
, situata
nel territorio di Vitoio-Casatico.
La documentazione ecclesiastica continua ancora oggi a
utilizzare la denominazione congiunta
Vitoio-Casatico
.
Casatico possiede però anche un proprio luogo di
culto: l'Oratorio dello Spirito Santo.
L'Oratorio dello Spirito Santo
L'
Oratorio dello
Spirito Santo
sorge nella parte elevata del paese, accanto a
una delle strade principali.
È una chiesa di piccole dimensioni, perfettamente
inserita nel tessuto rurale del borgo.
La facciata presenta la pietra lasciata a vista.
Il portale ligneo è incorniciato dalla pietra serena.
L'interno è formato da una sola navata.
La copertura a capriate lignee contribuisce a
conservare il carattere semplice dell'edificio.
Una piccola chiesa di paese
L'Oratorio dello Spirito Santo non possiede le
dimensioni delle grandi parrocchiali della Garfagnana.
Proprio questa semplicità costituisce però una parte
importante del suo fascino.
L'edificio nasceva per servire una piccola comunità.
Il rapporto tra la chiesa e le abitazioni è molto
stretto.
Il modesto spazio davanti all'edificio si confonde
quasi con le aree appartenenti alle case vicine.
È un esempio significativo di come nei piccoli paesi
la vita religiosa fosse completamente integrata nella quotidianità.
L'interno
All'interno dell'oratorio meritano attenzione
soprattutto gli elementi del presbiterio.
Il
leggio, l'altare e
il basamento del tabernacolo
sono stati realizzati utilizzando
blocchi di marmo.
Nella parte posteriore della chiesa si trova inoltre
una statua della
Madonna con il Bambino
,
inserita all'interno di una composizione architettonica con colonne
tortili.
Sulla parete laterale è conservato anche un grande
crocifisso.
L'insieme testimonia la cura dedicata dalla comunità
al proprio piccolo edificio religioso.
Lo Spirito Santo
La dedicazione allo
Spirito Santo
richiama direttamente la festa della Pentecoste.
Nella tradizione cristiana lo Spirito Santo viene
spesso rappresentato attraverso una colomba oppure attraverso le lingue
di fuoco che, secondo il racconto degli Atti degli Apostoli, discesero
sui discepoli.
La dedicazione distingue l'oratorio di Casatico dalle
chiese dei paesi vicini.
Ancora oggi l'edificio appartiene alla parrocchia di
Santa Maria Assunta di Vitoio-Casatico.
Santa Maria Assunta
Il principale riferimento parrocchiale rimane infatti
la
Chiesa di Santa Maria Assunta
.
Il rapporto ecclesiastico tra Vitoio e Casatico è
antico.
I registri battesimali della comunità risalgono almeno
alla metà del Cinquecento.
Per gli abitanti dei due paesi la parrocchia
rappresentava un'istituzione fondamentale.
Battesimi, matrimoni, funerali e feste religiose
scandivano le principali tappe della vita.
Una comunità con propri statuti
Uno degli aspetti storicamente più importanti di
Casatico è la conservazione dei suoi
statuti comunitari
.
L'Archivio storico della Garfagnana conserva infatti
gli
Statuti di Casatico del 1568
.
Il documento originale venne successivamente integrato
con riforme e conferme.
È una testimonianza di grande valore.
Dimostra che Casatico non era semplicemente un gruppo
di case dipendente passivamente da un centro maggiore.
Possedeva una propria organizzazione comunitaria.
Gli Statuti del 1568
Gli statuti delle comunità rurali regolavano numerosi
aspetti della vita quotidiana.
Stabilivano norme sull'utilizzo dei boschi e dei
pascoli.
Potevano disciplinare la manutenzione delle strade e
delle fonti.
Regolavano i rapporti tra gli abitanti e l'utilizzo
dei beni comuni.
Stabilivano inoltre sanzioni per chi danneggiava
proprietà o risorse appartenenti alla comunità.
Per un piccolo paese di montagna erano quindi una vera
e propria costituzione locale.
Gli
Statuti di
Casatico del 1568
testimoniano una società capace di
amministrare collettivamente il proprio territorio.
Casatico nella Garfagnana estense
Nel Quattrocento gran parte della Garfagnana passò
progressivamente sotto il controllo degli
Este
.
Anche Casatico entrò nella provincia estense.
La comunità apparteneva all'area amministrativa di
Camporgiano
, uno dei
principali centri politici dell'Alta Garfagnana.
Il territorio sarebbe rimasto legato agli Este, con le
interruzioni e trasformazioni dell'età napoleonica, fino al processo che
portò all'Unità d'Italia.
La Vicaria di Camporgiano
Camporgiano aveva un'importanza particolare perché era
sede di una
Vicaria
.
La sua posizione permetteva di controllare una parte
strategica dell'Alta Valle del Serchio.
La Rocca di Camporgiano rappresentava visibilmente il
potere politico e militare degli Este.
Casatico faceva parte del sistema di piccoli paesi e
comunità rurali che gravitavano intorno a questo centro amministrativo.
Gli statuti locali convivevano quindi con le norme e
l'autorità della più ampia provincia estense.
Le Terre Nuove
Nel Quattrocento Casatico compare inoltre nel
complesso riassetto politico delle cosiddette
Terre Nuove
della Garfagnana
estense.
La comunità fu inserita insieme ad altri paesi
provenienti dalle antiche circoscrizioni di Camporgiano e Castiglione.
Questo passaggio ricorda quanto frammentata fosse la
Garfagnana medievale.
Paesi oggi appartenenti allo stesso territorio
comunale potevano avere storie amministrative differenti.
Boschi e castagneti
La vita economica di Casatico dipendeva soprattutto
dalla terra.
Il territorio è circondato da
boschi di castagno e conifere
.
Per secoli il bosco rappresentò una risorsa
fondamentale.
Forniva legna da ardere, materiale da costruzione e
prodotti utilizzati dalle famiglie.
Ma soprattutto i castagneti garantivano una delle
principali fonti alimentari della montagna.
Il castagno
Il
castagno
era spesso definito il pane della montagna.
Le castagne venivano raccolte durante l'autunno.
Una parte veniva consumata fresca.
La maggior parte poteva invece essere essiccata e
successivamente trasformata in farina.
Questa farina si conservava per lunghi periodi e
permetteva di superare i mesi nei quali la produzione agricola era più
scarsa.
Con essa si preparavano polente, necci e numerose
altre pietanze tradizionali.
I metati
Le castagne venivano essiccate nei
metati
.
Questi piccoli edifici erano costruiti nei castagneti
oppure vicino ai paesi.
Le castagne venivano sistemate al piano superiore
sopra un graticcio.
Al piano inferiore veniva acceso un fuoco molto lento.
Il processo durava settimane.
Era necessario controllare continuamente temperatura e
fumo.
L'essiccazione delle castagne rappresentava quindi un
momento importante della vita familiare e comunitaria.
I mulini
Dopo l'essiccazione le castagne dovevano essere
trasformate in farina.
Entravano così in gioco i
mulini
.
I corsi d'acqua della Garfagnana permettevano di
azionare le macine attraverso ruote idrauliche.
Anche il Rio Cavo e la rete di torrenti del territorio
contribuivano a caratterizzare un paesaggio nel quale l'acqua aveva un
ruolo essenziale.
La farina prodotta nei mulini costituiva una delle
basi dell'alimentazione.
Campi e seminativi
Casatico non viveva soltanto di castagne.
Il territorio comunale di Camporgiano è
tradizionalmente caratterizzato anche da
seminativi e prati
, spesso
ricavati attraverso terrazzamenti.
Le famiglie coltivavano cereali, legumi, patate e
ortaggi.
Ogni superficie utile veniva sfruttata.
L'agricoltura era prevalentemente destinata
all'autoconsumo.
Le eccedenze potevano essere scambiate o vendute nei
mercati dei centri vicini.
Il farro
Tra le coltivazioni caratteristiche della Garfagnana
occupa un posto particolare il
farro
.
Il territorio di Camporgiano conserva ancora oggi una
forte vocazione agricola e la coltivazione del farro è particolarmente
diffusa.
Questo cereale si adatta bene alle condizioni
climatiche della montagna.
La sua presenza rappresenta un collegamento tra
l'agricoltura contemporanea e una tradizione cerealicola molto più
antica.
L'allevamento
Accanto all'agricoltura era fondamentale l'
allevamento
.
Le famiglie possedevano animali che fornivano latte,
formaggi, carne e forza da lavoro.
Prati e pascoli venivano mantenuti aperti proprio per
garantire il foraggio.
Il fieno raccolto durante la bella stagione doveva
essere conservato per l'inverno.
Ogni attività era quindi collegata alle altre.
Campi, animali, boschi e castagneti formavano un unico
sistema economico.
Le mulattiere
Prima della costruzione delle strade moderne, Casatico
comunicava con Camporgiano, Vitoio e gli altri paesi attraverso
sentieri e mulattiere
.
Si viaggiava soprattutto a piedi.
Per il trasporto delle merci venivano utilizzati muli
e altri animali da soma.
Le distanze che oggi percorriamo in pochi minuti
richiedevano molto più tempo.
Eppure le comunità non erano isolate.
Una fitta rete di percorsi collegava continuamente i
piccoli borghi della valle.
Il rapporto con Camporgiano
La vicinanza con
Camporgiano
ebbe naturalmente grande importanza.
Il capoluogo rappresentava il principale centro
amministrativo e commerciale della zona.
La presenza della Rocca ricordava inoltre il ruolo
politico esercitato dal paese durante il periodo estense.
Gli abitanti di Casatico raggiungevano Camporgiano per
questioni amministrative, mercati, commerci e servizi.
Allo stesso tempo il piccolo borgo conservava la
propria organizzazione e identità.
L'Ottocento
Durante l'Ottocento Casatico era molto più popoloso e
il territorio veniva sfruttato intensamente.
Un censimento del
1881
registrava
177 abitanti
presenti
nella frazione.
Il dato permette di immaginare un paese molto più
animato di quello attuale.
Numerose famiglie lavoravano campi, castagneti e
prati.
Le abitazioni oggi utilizzate solo occasionalmente
erano allora parte di una comunità rurale attiva durante tutto l'anno.
Il terremoto del 1920
La data più drammatica della storia contemporanea di
Casatico è il
7 settembre 1920
.
Quella mattina un violentissimo terremoto colpì la
Garfagnana e la Lunigiana.
Casatico fu investito con un'intensità valutata al
IX grado della scala
Mercalli-Cancani-Sieberg
.
I danni furono gravissimi.
Le testimonianze storiche riferiscono che le case
crollarono oppure furono rese
inabitabili
.
Per una piccola comunità fu una catastrofe.
Un paese da ricostruire
Il terremoto modificò inevitabilmente l'aspetto di
Casatico.
Molte costruzioni antiche furono danneggiate o
andarono perdute.
Altre dovettero essere consolidate e ricostruite.
Questo aiuta a comprendere perché nel borgo convivano
edifici molto antichi e costruzioni appartenenti a fasi successive.
Il sisma del 1920 rappresenta una vera cesura nella
storia architettonica di numerosi paesi dell'Alta Garfagnana.
Casatico fu tra quelli colpiti più duramente.
La perdita dell'archivio
Il Novecento provocò anche un'altra perdita importante
per la memoria storica del territorio.
L'
Archivio storico
comunale di Camporgiano
venne in gran parte distrutto a causa
del terremoto del 1920 e degli eventi bellici della Seconda guerra
mondiale.
Andarono perduti anche documenti appartenenti agli
antichi comunelli, compresi quelli di
Casatico e Vitoio
.
Fortunatamente alcuni documenti più antichi erano
conservati altrove.
Tra questi sono sopravvissuti proprio gli Statuti di
Casatico del 1568 conservati nell'Archivio storico della Garfagnana.
La Seconda guerra mondiale
Durante la
Seconda
guerra mondiale
, anche l'Alta Garfagnana attraversò un periodo
estremamente difficile.
Tra il 1944 e il 1945 il territorio si trovò coinvolto
nelle vicende del fronte della Linea Gotica.
La presenza di soldati, le requisizioni e le
difficoltà negli approvvigionamenti condizionarono profondamente la vita
delle comunità.
Per gli abitanti della montagna, già provati da
un'economia difficile, furono mesi particolarmente duri.
Il secondo dopoguerra
Dopo la guerra iniziò una trasformazione ancora più
profonda.
Le nuove strade migliorarono i collegamenti.
L'elettricità e i mezzi motorizzati modificarono il
lavoro agricolo.
Contemporaneamente le città e le aree industriali
offrivano nuove possibilità di occupazione.
Molti giovani lasciarono quindi i piccoli borghi.
Anche Casatico venne interessato dal progressivo
spopolamento della montagna.
L'abbandono dei campi
Con la diminuzione degli abitanti cambiò anche il
paesaggio.
Molti terreni non furono più coltivati.
I prati vennero falciati meno frequentemente.
Alcuni castagneti furono abbandonati.
Il bosco iniziò lentamente a riconquistare le
superfici che per secoli erano state mantenute aperte dal lavoro
dell'uomo.
Il paesaggio attuale è quindi molto più boscoso
rispetto a quello conosciuto dagli abitanti dell'Ottocento.
Casatico oggi
Oggi
Casatico
conserva l'atmosfera tranquilla di un piccolo borgo dell'Alta
Garfagnana.
Le case di pietra continuano a seguire il pendio.
Gli antichi portali ricordano secoli di storia
familiare.
L'Oratorio dello Spirito Santo rappresenta il
principale monumento religioso del paese.
Boschi e prati circondano l'abitato.
Poco distante si trova Vitoio, con il quale Casatico
continua a condividere la propria parrocchia.
Casatico e Vitoio, due comunità
vicine
Il rapporto tra Casatico e Vitoio costituisce uno
degli aspetti più caratteristici della storia locale.
Sono due paesi distinti ma vicinissimi.
Per secoli hanno condiviso la vita religiosa e
numerosi aspetti della vita sociale.
La denominazione parrocchiale
Vitoio-Casatico
conserva
ancora oggi questa unione.
Allo stesso tempo Casatico ha mantenuto il proprio
oratorio, i propri statuti e una propria memoria collettiva.
È quindi un ottimo esempio di come funzionavano le
piccole comunità della Garfagnana.
La leggenda e la storia
Casatico possiede anche una caratteristica
particolarmente affascinante: la convivenza tra
storia documentata e memoria popolare
.
Da una parte abbiamo documenti precisi.
Gli Statuti del 1568.
I vecchi portali datati.
I censimenti ottocenteschi.
Le testimonianze del terremoto del 1920.
Dall'altra abbiamo la leggenda dell'antico villaggio
dei Canepai abbandonato a causa delle formiche rosse.
Due modi diversi di raccontare il passato.
Entrambi fanno parte dell'identità del paese.
Un borgo da riscoprire
Visitare Casatico significa scoprire una Garfagnana
lontana dai grandi monumenti e dalle mete più conosciute.
La sua storia è conservata soprattutto nelle piccole
cose.
Nei muri di pietra.
Nelle date scolpite sui portali.
Nell'Oratorio dello Spirito Santo.
Negli antichi statuti della comunità.
Nei castagneti che circondano il paese.
E nella memoria del terribile terremoto che nel 1920
costrinse gli abitanti a ricostruire gran parte della propria vita.
Casatico racconta così la storia di una
piccola comunità rurale dell'Alta
Garfagnana
, capace di organizzarsi già nel Cinquecento
attraverso propri statuti e di conservare, nonostante terremoti, guerre
e spopolamento, un'identità profondamente legata alla pietra, alla terra
e alla montagna. |