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Storia-History-Geschichte-Histoire-Historia
Breve storia del Comune, borgo,
località e frazioni di Camporgiano. Provincia di Lucca. Regione Toscana. Italy
Frazioni, borghi, località di Camporgiano sono: Borelletta, Casatico,
Casciana, Cascianella, Colle Aprico, Filicaia, Poggio, Puglianella,
Roccalberti, Sillicano, Vitoio.(Garfagnana) BREVE STORIA
Gli abitanti si chiamano Camporgiani. Il nome deriva
presumibilmente da campus e Rogiana, una località vicina. Come per
tutta la Garfagnana, i Romani presero possesso del territorio nella
loro espansione verso Nord, prima con la deportazione in massa dei
bellicosi Liguri Apuani, poi alla disfatta completa nel 56 a.C. I
Romani ebbero modo di stabilirsi in questi luoghi, oltre a fondare
la città di Lucca e il porto di Luni in Lunigiana. Alla decadenza
inesorabile dell'Impero Romano sopraggiunsero i Longobardi che
presero possesso del territorio. Dai primi anni 1000 i vescovi
di Luni e Lucca, i marchesi Malaspina e la
Contessa Matilde di
Canossa si contesero il controllo della zona. All'epoca del
ghibellino Castruccio Castracani (1281-1328) l'egemonia sul
territorio passò saldamente in mano lucchese ma alla sua morte
le dispute sul possesso ripresero con fervore dai vari signori
dell'epoca. I marchesi Spinetta da Fivizzano, ramo dei Malaspina, i
Fiorentini, che la comprarono nel 1341, di nuovo i Lucchesi nel 1377
e ancora i Fiorentini, dopo l'assedio di Lucca, dominarono il
territorio di Camporgiano, fino all'anno 1446, quando gli stessi
abitanti scelsero di passare sotto il controllo dei marchesi di
Ferrara passando a far parte della Garfagnana Estense fino all'unità
d'Italia, nel 1861, sotto l'Amministrazione di Massa Carrara, infine
di Lucca nel 1925. Il borgo si trova alla destra del
fiume Serchio e
l'economia è prevalentemente rurale, con allevamenti e coltivazione
tipica di montagna. Il turismo è attratto dalla natura circostante e
da costruzioni medievali. La Rocca di Camporgiano collocata su una
sporgenza rocciosa e alcune chiese meritano una visita turistica. |
Informazioni sul Comune |
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Il Santo Patrono è: |
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Municipio: Piazza Roma, 1
55031 Camporgiano (LU) Tel. 0583.618888 Fax. 0583.618433 |
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Orario dei Bus / Meteo / Mappa |
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Codice ISTAT
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046006
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Codice catasto:
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A577
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Musei e Biblioteche
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QUI
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Cinema e Teatro
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QUI
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Superficie:
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27,01 Kmq
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Altezza comune: s.l.m.
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475 m
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Latitudine :
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44° 9' 32"
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Longitudine:
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10° 20' 2"
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Prefisso telefonico:
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0583
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C.A.P.
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55031
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Camporgiano: storia, cultura, arte, tradizioni e curiositàCamporgiano è un antico
borgo della Garfagnana, nella provincia di Lucca, adagiato sulla
destra del fiume Serchio e dominato dalla possente Rocca Estense. Il
paese conserva ancora oggi l'impronta di una lunga storia fatta di
fortificazioni, contese territoriali, dominio estense, vita rurale e
devozione religiosa.
Il centro storico, raccolto
attorno alla rocca e alla piazza principale, rappresenta uno degli
esempi più interessanti dell'identità storica della Garfagnana.
Le origini di CamporgianoLe origini di Camporgiano sono molto antiche. La Garfagnana fu frequentata e successivamente conquistata dai Romani, dopo la sottomissione delle popolazioni liguri-apuane. Il territorio entrò quindi nel più ampio sistema politico e viario romano dell'alta valle del Serchio. Con la fine dell'Impero romano arrivarono nuove dominazioni e, nell'Alto Medioevo, il territorio divenne oggetto delle contese tra autorità religiose e poteri feudali. Tra i protagonisti della storia della Garfagnana medievale vi furono i vescovi di Lucca e di Luni, i Malaspina e, in un periodo precedente, la contessa Matilde di Canossa. Il nome Camporgiano viene tradizionalmente ricondotto all'unione di elementi toponimici antichi; l'origine precisa del nome, tuttavia, non è del tutto certa.Un territorio conteso tra Lucca, Firenze e gli EstensiDurante il Medioevo la posizione di Camporgiano ebbe grande importanza strategica. Il paese si trovava infatti lungo una delle vie di comunicazione dell'alta valle del Serchio e la sua posizione permetteva di controllare il territorio circostante. Nel XIII e XIV secolo Camporgiano fu coinvolto nelle lotte che interessarono la Garfagnana e la vicina Lucca. Il territorio passò attraverso il controllo di diversi poteri, tra cui i Lucchesi, i Fiorentini e i signori legati alla famiglia Malaspina. Un passaggio fondamentale avvenne nel 1446, quando Camporgiano entrò nei domini degli Este di Ferrara. Da quel momento il paese fece parte della Garfagnana Estense, una realtà politica destinata a durare fino all'Unità d'Italia. La dominazione estense lasciò un'impronta profonda nell'assetto politico e militare della zona e trasformò Camporgiano in un importante centro amministrativo e difensivo.La Rocca Estense, simbolo di CamporgianoIl monumento che più di ogni altro identifica Camporgiano è la Rocca Estense, costruita su uno sperone roccioso che domina il borgo. Le origini della fortificazione sono medievali e il complesso venne progressivamente rafforzato nel corso dei secoli. Le strutture furono potenziate dai Lucchesi nel Trecento e successivamente dagli Estensi, che trasformarono la rocca in un importante presidio militare della Garfagnana. La fortificazione presenta una cinta muraria e possenti torrioni, elementi che ancora oggi permettono di riconoscere la funzione difensiva che il complesso ebbe per secoli. La posizione della rocca non era casuale: dall'alto era possibile sorvegliare una parte significativa della valle e controllare una delle principali direttrici di accesso alla Garfagnana. La Rocca fu anche sede della Vicaria di Camporgiano, e il suo ruolo amministrativo e giudiziario contribuì a fare del paese un centro di riferimento per il territorio.Camporgiano e Ludovico AriostoLa storia estense porta Camporgiano anche nell'orbita di Ludovico Ariosto, il grande poeta dell'Orlando Furioso. Durante il periodo della dominazione estense, Ariosto ricoprì importanti incarichi amministrativi in Garfagnana e frequentò i principali centri del territorio. Anche Camporgiano, sede di una vicaria estense, è legato a questa presenza. È una delle curiosità più interessanti del paese: dietro le mura della rocca medievale non si svolse soltanto la vita militare e amministrativa della Garfagnana, ma si intrecciarono anche le vicende del mondo estense al quale appartenne il poeta.Il terremoto del 1920Un altro momento decisivo nella storia di Camporgiano è il terremoto del 7 settembre 1920, che colpì duramente la Garfagnana e la Lunigiana. Il sisma provocò gravi danni anche al patrimonio edilizio e religioso del paese. La storica chiesa di San Giacomo, che sorgeva nelle vicinanze della rocca, venne gravemente danneggiata e successivamente non fu ricostruita nella sua forma originaria. Il terremoto rappresenta quindi una cesura nella storia urbanistica di Camporgiano: una parte dell'aspetto del paese che oggi vediamo è il risultato delle ricostruzioni e delle trasformazioni avvenute nel corso del Novecento.La chiesa di San GiacomoLa tradizione religiosa di Camporgiano è legata in particolare a San Giacomo Apostolo, patrono del paese. Una chiesa dedicata originariamente a San Cristoforo e successivamente ai santi Cristoforo e Giacomo è documentata già nel 1154, in un privilegio papale di Anastasio IV. La sua presenza testimonia l'antichità dell'insediamento e dell'organizzazione religiosa locale. L'attuale chiesa parrocchiale è legata alle trasformazioni successive al terremoto del 1920. L'edificio conserva comunque importanti testimonianze artistiche e devozionali. Tra queste spicca una Madonna col Bambino di epoca trecentesca, attribuita a un artista noto nella storia dell'arte con il nome convenzionale di Maestro di Camporgiano. Si tratta di un particolare motivo di interesse artistico, perché il nome stesso dell'artista deriva proprio dall'opera legata a questo territorio. All'interno della chiesa sono inoltre presenti altari di epoca barocca e altre opere di interesse storico e artistico.La Civica Raccolta di Ceramiche RinascimentaliUno dei patrimoni meno conosciuti ma più curiosi di Camporgiano è la Civica Raccolta di Ceramiche Rinascimentali, ospitata nel torrione principale della Rocca. La raccolta comprende ceramiche appartenenti a un lungo arco cronologico, dal tardo Medioevo all'età moderna. Molti dei reperti furono rinvenuti nei cosiddetti "pozzi da butto" della fortificazione durante gli scavi e i lavori di restauro. Questi pozzi, utilizzati nel passato per gettare rifiuti e oggetti non più utilizzati, si sono trasformati involontariamente in una sorta di "archivio archeologico": attraverso piatti, recipienti e frammenti ceramici è stato possibile ricostruire aspetti della vita quotidiana degli abitanti della rocca. È una delle curiosità più affascinanti di Camporgiano: i rifiuti di secoli fa sono diventati oggi una fonte preziosa per conoscere la vita quotidiana del passato.Il "Pilon", la fontana ai piedi della RoccaAi piedi della fortificazione si trova un'antica fontana in pietra, tradizionalmente conosciuta come "il Pilon". È un elemento apparentemente semplice, ma rappresenta bene il rapporto tra il borgo medievale e l'acqua, elemento fondamentale nella vita quotidiana delle comunità montane. Prima della diffusione degli acquedotti moderni, fontane, sorgenti e lavatoi costituivano luoghi essenziali della vita comunitaria. Non erano soltanto punti dove procurarsi l'acqua, ma anche spazi di incontro e socialità.Arte e architettura nel centro storicoPasseggiando nel centro di Camporgiano si incontrano edifici, muri in pietra, portali e scorci che conservano la struttura di un antico borgo della Garfagnana. La Rocca costituisce il fulcro monumentale dell'abitato, mentre le strade e gli edifici circostanti restituiscono la dimensione di un paese cresciuto intorno alla fortificazione. Il carattere del centro storico è quello tipico dei borghi montani della valle del Serchio: pietra, edifici addossati, passaggi stretti e una relazione molto forte tra abitato e territorio.La cultura della montagnaLa storia di Camporgiano non è soltanto storia di castelli e dominazioni. È anche storia di agricoltura, boschi, allevamento e lavoro. Per secoli la vita economica della comunità è stata legata alle risorse offerte dalla montagna. Il castagno ha avuto un'importanza straordinaria nell'economia e nell'alimentazione della Garfagnana: la farina ottenuta dalle castagne, conosciuta come farina di neccio, veniva utilizzata per preparare numerosi alimenti della cucina tradizionale. Tra le preparazioni più caratteristiche della cultura garfagnina figurano la polenta di neccio, i necci, il castagnaccio e altri piatti poveri ma sostanziosi nati dalla necessità di valorizzare le risorse disponibili localmente. Anche il farro, oggi riconosciuto con l'indicazione geografica protetta, appartiene alla tradizione agricola della Garfagnana. Questa cucina racconta una cultura contadina nella quale nulla doveva essere sprecato e nella quale bosco, castagneti, campi e allevamento costituivano un unico sistema economico.Tradizioni, religiosità e identità localeLa tradizione di Camporgiano è profondamente legata alla religiosità popolare. Il culto di San Jacopo, celebrato il 25 luglio, costituisce uno degli elementi identitari del paese. La devozione a San Giacomo si inserisce inoltre nel più ampio sistema di percorsi storici e religiosi della Garfagnana, territorio attraversato anche dalla Via del Volto Santo. Accanto alle grandi architetture religiose esisteva una religiosità quotidiana fatta di immagini sacre, piccole edicole, croci, preghiere e tradizioni tramandate all'interno delle famiglie. Questa dimensione della cultura popolare è parte importante dell'identità garfagnina: una spiritualità semplice, strettamente collegata alla natura e ai ritmi agricoli.Camporgiano e il paesaggioIl paesaggio costituisce una componente essenziale della storia del paese. Camporgiano si trova in un'area nella quale il paesaggio della valle del Serchio dialoga con le montagne dell'Appennino e delle Alpi Apuane. Boschi, prati, coltivi e pendii terrazzati raccontano il lungo lavoro dell'uomo per rendere abitabile e produttiva la montagna. Ancora oggi la relazione tra borgo e ambiente naturale è uno degli elementi che maggiormente caratterizzano Camporgiano.Curiosità su CamporgianoIl paese ha dato il nome al "Maestro di Camporgiano".Nella chiesa di San Giacomo è conservata una Madonna col Bambino trecentesca attribuita a un artista anonimo identificato dagli studiosi con il nome convenzionale di Maestro di Camporgiano. La Rocca è più antica della dominazione estense. La fortificazione non nasce semplicemente con gli Estensi: il sito aveva già una funzione difensiva medievale e venne modificato e rafforzato nel corso dei secoli. Gli Estensi ne fecero uno dei presidi della loro Garfagnana. La ceramica racconta la vita quotidiana. I reperti recuperati nei pozzi da butto della rocca permettono di conoscere non soltanto l'architettura militare, ma anche le abitudini e gli oggetti utilizzati dagli abitanti del passato. Il terremoto cambiò il volto del paese. Il sisma del 1920 non fu soltanto una tragedia umana: modificò profondamente anche il patrimonio architettonico di Camporgiano, determinando demolizioni, ricostruzioni e cambiamenti nell'assetto del centro abitato. |