Casciana: storia, San
Tommaso e tradizioni di un antico borgo della Garfagnana
Casciana
è una frazione del Comune di
Camporgiano
, nell'Alta Garfagnana, in provincia di Lucca.
Il paese sorge a circa
648 metri di altitudine
,
adagiato sul crinale di una collina dalla quale domina una parte della
valle.
È un borgo di origini molto antiche.
La prima testimonianza documentaria conosciuta risale
infatti al
939
, quando
Casciana compare in un atto legato al vescovo di Lucca Corrado e alla
potente famiglia dei Gherardinghi.
Da allora il paese ha attraversato più di mille anni
di storia.
Medioevo, dominazione estense, antiche comunità
rurali, terremoti, guerre ed emigrazione hanno progressivamente
trasformato Casciana, senza cancellare completamente la struttura del
suo nucleo storico.
Le origini di Casciana
Il territorio dell'Alta Garfagnana fu frequentato
dall'uomo fin da epoche molto remote.
La posizione di Casciana offriva diversi vantaggi.
Il paese si trovava in una zona elevata e facilmente
controllabile, ma allo stesso tempo relativamente vicina al fondovalle
del Serchio.
Intorno esistevano boschi, prati e terreni adatti a
un'agricoltura di montagna.
L'acqua era garantita dalle sorgenti e dai corsi
d'acqua della zona.
Queste condizioni favorirono la nascita di piccoli
insediamenti rurali già molti secoli fa.
Un nome di probabile origine romana
Secondo una tradizionale interpretazione
toponomastica, il nome
Casciana
deriverebbe dal latino Praedia Cassiana.
Il termine avrebbe indicato proprietà agricole
appartenenti a un personaggio o a una famiglia romana legata al nome
Cassius.
È un'ipotesi suggestiva e compatibile con numerosi
toponimi rurali italiani derivati da antichi nomi personali latini.
Non permette però, da sola, di dimostrare l'esistenza
dell'attuale paese in epoca romana.
La storia documentata di Casciana comincia alcuni
secoli più tardi.
Casciana nell'anno 939
La prima attestazione conosciuta del paese risale al
939
.
In quell'anno Casciana compare in un contratto
relativo a beni concessi dal vescovo di Lucca
Corrado
a Rolando, o
Rodilando, di Cunimondo, appartenente alla stirpe dei
Gherardinghi
.
Si tratta di una testimonianza estremamente
importante.
Significa che Casciana era già riconoscibile come
località oltre mille anni fa.
La sua storia documentata è quindi persino precedente
a quella di molti altri paesi della Garfagnana.
I Gherardinghi
I
Gherardinghi
furono una delle principali famiglie signorili presenti nella Garfagnana
medievale.
Possedevano terre, castelli e diritti distribuiti in
varie zone della valle.
In un'epoca nella quale il potere centrale era debole,
queste famiglie esercitavano un ruolo fondamentale nel controllo del
territorio.
La presenza di Casciana in un documento collegato ai
Gherardinghi inserisce quindi il piccolo paese nella complessa geografia
politica della Garfagnana altomedievale.
Il borgo medievale
Il nucleo più antico di Casciana si trova nella parte
superiore dell'abitato.
La posizione dominante non era casuale.
Nel Medioevo costruire un paese su un crinale
permetteva di controllare meglio il territorio e rendeva più difficile
un eventuale attacco.
Ancora oggi è possibile riconoscere alcuni elementi
dell'antico impianto.
Il borgo presenta stradine strette, abitazioni
addossate tra loro e costruzioni prevalentemente in pietra.
L'antica porta
Uno degli elementi più interessanti è un
arco in pietra
che introduce
al nucleo storico.
Secondo le ricostruzioni locali, in questo punto si
trovava anticamente una delle porte di accesso al paese.
Superato l'arco si entra nella parte più antica di
Casciana.
È una piccola testimonianza, ma aiuta a immaginare
l'aspetto che il borgo poteva avere molti secoli fa.
Il paese era più raccolto e l'accesso poteva essere
controllato.
Una comunità della montagna
La Casciana medievale era una piccola comunità rurale.
La vita dipendeva dalla terra, dai boschi e dagli
animali.
Ogni famiglia cercava di produrre quanto necessario
per sopravvivere.
I campi garantivano cereali e altri prodotti.
Gli orti fornivano verdure.
I prati servivano per produrre fieno.
Il bosco offriva legna e castagne.
Era un'economia costruita sulla capacità di utilizzare
ogni risorsa disponibile.
Casciana e Cascianella
La storia di Casciana è strettamente collegata a
quella della vicina
Cascianella
.
I due borghi sorgono uno di fronte all'altro e hanno
condiviso per secoli numerosi aspetti della vita comunitaria.
Pur mantenendo identità religiose distinte, Casciana e
Cascianella compaiono insieme anche nella documentazione amministrativa.
L'esempio più importante è rappresentato dagli antichi
statuti della comunità.
Gli statuti di Casciana e Cascianella
L'Archivio storico della Garfagnana conserva gli
Statuti di Casciana e Cascianella
.
Il documento porta il titolo latino Statuta,
ordines et capitula communitatis Casciane et Cascianelle.
Si tratta di una testimonianza preziosa.
Dimostra che le due comunità disponevano di norme
proprie per organizzare la vita collettiva.
Gli statuti furono inoltre oggetto di successive
riforme e conferme.
Le regole della comunità
Gli statuti rurali erano fondamentali per i piccoli
paesi.
Potevano stabilire come utilizzare i boschi e i
pascoli.
Regolavano la manutenzione delle strade.
Proteggevano le coltivazioni dai danni provocati dagli
animali.
Stabilivano modalità di utilizzo delle acque e dei
beni comuni.
Prevedevano inoltre multe e sanzioni per chi non
rispettava le regole.
Erano quindi una vera forma di autogoverno locale.
Il passaggio verso Firenze
Il Quattrocento fu un periodo particolarmente
complesso per la Garfagnana.
La crisi del dominio lucchese aprì una fase nella
quale numerose comunità cercarono nuovi protettori.
Il
4 giugno 1430
,
secondo la documentazione storica locale, gli abitanti di Casciana
prestarono obbedienza alla
Repubblica
di Firenze
.
Fu però una fase inserita in un quadro politico
estremamente instabile.
Nel giro di pochi decenni gli equilibri della
Garfagnana cambiarono nuovamente.
L'arrivo degli Este
Gran parte della Garfagnana passò progressivamente
sotto la protezione degli
Este di
Ferrara
.
Anche il territorio di Camporgiano entrò
nell'organizzazione dello stato estense.
A metà del Quattrocento l'Alta Garfagnana era ormai
stabilmente inserita nel nuovo sistema politico.
Camporgiano divenne uno dei principali centri
amministrativi della provincia.
La sua Rocca rappresentava visibilmente il potere
ducale.
Casciana faceva parte di questo territorio.
La Vicaria di Camporgiano
Durante il periodo estense
Camporgiano
fu sede di una
importante Vicaria.
Il vicario rappresentava il governo ducale e
amministrava il territorio circostante.
Le piccole comunità mantenevano comunque una notevole
organizzazione interna.
È proprio in questo contesto che devono essere letti
gli statuti di Casciana e Cascianella.
Da una parte esisteva il potere degli Este.
Dall'altra continuavano a funzionare le antiche
comunità rurali con le proprie consuetudini e regole.
San Tommaso Apostolo
Il principale riferimento religioso di Casciana è
San Tommaso Apostolo
.
La parrocchia conserva ancora oggi questa dedicazione.
San Tommaso è uno dei dodici apostoli e la tradizione
cristiana lo ricorda soprattutto per l'episodio evangelico nel quale
chiede di vedere le ferite di Cristo risorto prima di credere.
La sua festa liturgica viene celebrata il
3 luglio
.
Per Casciana rappresenta il principale riferimento
patronale.
L'antica chiesa
Prima dell'attuale edificio esisteva naturalmente una
chiesa più antica.
La storia della parrocchia precede infatti di molti
secoli la costruzione novecentesca che possiamo vedere oggi.
Come spesso accade nei paesi della Garfagnana,
l'antica chiesa fu sottoposta nel tempo a modifiche e restauri.
Il momento decisivo arrivò però all'inizio del
Novecento.
Il grande terremoto del 1920 sconvolse completamente
il paese e rese necessario ripensare anche il suo principale edificio
religioso.
Il terremoto del 7 settembre 1920
La mattina del
7
settembre 1920
un violentissimo terremoto colpì Garfagnana e
Lunigiana.
Casciana fu tra i paesi seriamente danneggiati.
L'intensità raggiunse nella località valori stimati
tra l'
VIII e il IX grado della scala
Mercalli-Cancani-Sieberg
.
Numerose abitazioni vennero distrutte o gravemente
lesionate.
Per gli abitanti fu una catastrofe.
In pochi secondi una parte consistente del patrimonio
costruito nel corso dei secoli venne compromessa.
I giorni dopo il terremoto
La situazione dopo il sisma fu particolarmente
difficile.
Casciana e Cascianella erano frazioni interne e i
soccorsi incontrarono notevoli difficoltà nel raggiungerle.
Le testimonianze dell'epoca raccontano che ancora
diversi giorni dopo il terremoto mancavano vestiti, calzature e ricoveri
adeguati.
Le tende disponibili non erano sufficienti e il
maltempo peggiorò ulteriormente le condizioni.
Gli abitanti costruirono rifugi provvisori utilizzando
legname, paglia e materiali recuperati sul posto.
Pioggia, freddo e baracche
Il terremoto non fu quindi l'unico problema.
Nei giorni successivi forti piogge investirono la
Garfagnana.
Le tende e i ripari improvvisati offrivano una
protezione insufficiente.
Le autorità decisero così di accelerare la costruzione
di
baraccamenti in legno
destinati alle popolazioni delle frazioni montane.
Per Casciana iniziò un lungo periodo di emergenza e
ricostruzione.
Il terremoto del 1920 avrebbe lasciato un segno
profondo anche nell'aspetto futuro del paese.
Un borgo trasformato
Una parte delle abitazioni che oggi appaiono
relativamente recenti deriva proprio dalle trasformazioni successive al
terremoto.
Il nucleo più antico rimase concentrato soprattutto
nella zona superiore.
Intorno sorsero invece costruzioni nuove o
ricostruite.
Il sisma rappresenta quindi una vera linea di
separazione nella storia urbanistica di Casciana.
Esiste una Casciana precedente al 1920 e una Casciana
ricostruita dopo la catastrofe.
La nuova Chiesa di San Tommaso
Anche la parrocchiale dovette essere profondamente
ripensata.
La chiesa attuale venne iniziata nel
1931
.
I lavori furono sostenuti direttamente dalla comunità
e dal parroco.
Una lapide collocata sulla facciata ricorda con
orgoglio che l'edificio venne realizzato
senza sussidi
, grazie alla
volontà del parroco e della popolazione.
I lavori terminarono nel 1933.
La consacrazione del 1933
Nel
1933
,
Anno Santo della Redenzione, la nuova chiesa venne solennemente
consacrata e inaugurata.
La costruzione aveva quindi richiesto soltanto pochi
anni.
Per la comunità fu un risultato importante.
A poco più di un decennio dal terremoto, Casciana
possedeva nuovamente un edificio religioso capace di diventare il centro
della vita del paese.
La chiesa rappresentava contemporaneamente fede e
ricostruzione.
La facciata
La facciata della Chiesa di San Tommaso è semplice e
chiara.
Il portale principale è realizzato in legno e
circondato da una cornice lapidea.
Sopra l'ingresso si trova la lapide che ricorda la
costruzione del 1931-1933.
Più in alto compare un rosone decorativo.
Due nicchie ospitano statue religiose.
L'insieme restituisce l'immagine di una chiesa
novecentesca costruita secondo forme tradizionali e perfettamente
inserita nel piccolo paese.
L'interno
L'interno è costituito da
una sola navata
con un piccolo
transetto.
Le superfici sono riccamente decorate.
Particolare attenzione merita la volta del
presbiterio, dove compare la
colomba
dello Spirito Santo
circondata dalle raffigurazioni dei quattro
Evangelisti.
Le decorazioni contribuiscono a rendere l'interno
molto più ricco di quanto lasci immaginare la semplice facciata esterna.
La Madonna e San Rocco
Nella parte absidale si trova un dipinto raffigurante
la
Madonna
, venerata da figure
di sante martiri e da
San Rocco
.
Il dipinto è inserito all'interno di una struttura
decorativa caratterizzata da eleganti colonne.
San Rocco è una figura molto frequente nelle chiese
della Garfagnana.
Per secoli fu infatti invocato contro epidemie e
malattie.
La sua presenza testimonia una devozione profondamente
radicata nelle comunità rurali.
Il campanile
Accanto alla chiesa si trova il campanile.
Come in tutti i piccoli paesi, il suono delle campane
aveva un ruolo che andava ben oltre la semplice funzione religiosa.
Segnalava le celebrazioni.
Annunciava matrimoni e funerali.
Poteva avvertire la popolazione in caso di pericolo.
Prima dei moderni mezzi di comunicazione, le campane
costituivano una vera voce collettiva del paese.
La strada del 1862-1863
Un cambiamento importante nella vita di Casciana era
iniziato già alcuni decenni prima del terremoto.
Negli anni
1862-1863
venne costruita la strada che collegava il fondovalle con il paese.
Secondo la ricostruzione storica locale, l'opera fu
realizzata a spese del Comune e con il lavoro degli stessi abitanti.
Prima di allora gli spostamenti avvenivano soprattutto
lungo mulattiere e sentieri.
La nuova strada modificò profondamente i collegamenti
con il resto della valle.
Prima della strada
Per comprendere l'importanza dell'opera bisogna
immaginare la vita precedente.
Merci e materiali venivano trasportati soprattutto con
muli e altri animali da soma.
Le persone si spostavano normalmente a piedi.
Raggiungere Camporgiano o il fondovalle richiedeva
tempo.
Le antiche mulattiere erano quindi infrastrutture
essenziali.
La costruzione di una strada carrozzabile significava
avvicinare improvvisamente il paese ai mercati e ai servizi della valle.
La vita nei campi
Nonostante i nuovi collegamenti, Casciana rimase a
lungo una comunità prevalentemente
agricola
.
Le famiglie coltivavano piccoli appezzamenti
distribuiti intorno al paese.
L'Alta Garfagnana non offre grandi pianure.
I terreni dovevano quindi essere adattati attraverso
terrazzamenti e muri a secco.
Si coltivavano cereali, patate, legumi e ortaggi.
Gran parte della produzione era destinata al consumo
familiare.
Il castagno
Il
castagno
aveva un ruolo fondamentale.
Per secoli le castagne costituirono una delle
principali risorse alimentari della popolazione.
La raccolta autunnale coinvolgeva intere famiglie.
I frutti potevano essere consumati freschi oppure
essiccati.
Una volta secchi venivano macinati.
La farina di castagne permetteva di preparare polente,
necci e altri alimenti della cucina tradizionale.
I metati
L'essiccazione avveniva nei
metati
.
Erano piccoli edifici costruiti vicino ai castagneti.
Le castagne venivano sistemate sopra un graticcio
mentre al piano inferiore veniva mantenuto acceso lentamente un fuoco.
Il processo durava diverse settimane.
Bisognava evitare che la fiamma diventasse troppo
forte.
L'essiccazione richiedeva quindi esperienza e
attenzione continua.
Il farro
L'intero territorio di Camporgiano mantiene ancora
oggi una forte vocazione agricola.
Tra le coltivazioni più caratteristiche figura il
farro della Garfagnana
.
Il cereale si adatta particolarmente bene ai terreni e
al clima dell'Alta Valle del Serchio.
La sua presenza contemporanea richiama una tradizione
agricola molto più antica.
Cereali rustici di questo tipo erano particolarmente
preziosi nelle zone dove colture più delicate potevano risultare
difficili.
La mela casciana
Una curiosità particolarmente interessante è
rappresentata dalla
mela casciana
.
Si tratta di una varietà tradizionale della
Garfagnana, un tempo diffusissima nei poderi della valle.
La Regione Toscana la inserisce tra i prodotti
tradizionali e ne sottolinea l'antica presenza nel territorio.
L'origine precisa del nome non è però certa.
È stata proposta una relazione con un paese della zona
di Camporgiano, ma questa interpretazione non può essere considerata
definitivamente dimostrata.
La mela casciana è comunque una testimonianza
importante dell'antica biodiversità agricola della Garfagnana.
Gli alberi da frutto
Un tempo gli alberi da frutto erano presenti
praticamente in ogni podere.
Non esistevano grandi frutteti specializzati.
Meli, peri, susini e ciliegi venivano piantati vicino
ai campi e alle abitazioni.
Le varietà locali erano scelte soprattutto per la
capacità di resistere al clima e per la conservabilità dei frutti.
Questa agricoltura produceva una straordinaria
diversità che nel corso del Novecento si è progressivamente ridotta.
L'allevamento
Anche l'
allevamento
contribuiva all'economia familiare.
Le famiglie possedevano bovini, pecore, capre, maiali
e animali da cortile.
Gli animali fornivano latte, formaggi, carne e forza
da lavoro.
I prati venivano falciati durante l'estate per
ottenere il fieno necessario durante l'inverno.
Agricoltura e allevamento formavano quindi un sistema
strettamente integrato.
Il bosco
Il
bosco
completava l'economia della comunità.
Forniva legna per riscaldare le abitazioni.
Offriva materiale per costruzioni e attrezzi.
Permetteva di raccogliere castagne e altri prodotti.
Le famiglie conoscevano perfettamente il territorio
circostante.
Ogni sentiero, sorgente, campo e bosco aveva un nome e
una funzione.
Il paesaggio non era uno spazio selvatico, ma un
ambiente intensamente utilizzato.
L'emigrazione
Tra Ottocento e Novecento molti abitanti della
Garfagnana furono costretti a cercare lavoro lontano.
Anche le famiglie dei piccoli paesi dell'Alta Valle
del Serchio conobbero il fenomeno dell'
emigrazione
.
Alcuni partirono verso altre regioni italiane.
Altri raggiunsero paesi europei o attraversarono
l'oceano.
L'emigrazione modificò profondamente la struttura
delle comunità.
Per molte famiglie il denaro inviato da chi lavorava
lontano diventò una risorsa fondamentale.
La Seconda guerra mondiale
Dopo la ricostruzione seguita al terremoto, Casciana
dovette affrontare un'altra fase drammatica.
Durante la
Seconda
guerra mondiale
, soprattutto tra il 1944 e il 1945, la
Garfagnana fu interessata direttamente dal fronte.
La Linea Gotica attraversava le montagne della Toscana
settentrionale.
Il territorio di Camporgiano si trovò quindi coinvolto
nelle operazioni militari.
Per i civili furono mesi di paura, difficoltà negli
approvvigionamenti e continui spostamenti.
Il dopoguerra
Con la fine della guerra cominciò una nuova
trasformazione.
Le strade migliorarono.
Arrivarono automobili, elettricità e nuovi servizi.
L'agricoltura tradizionale iniziò però a perdere
rapidamente importanza.
Le città e le zone industriali offrivano salari più
elevati e condizioni di vita differenti.
Molti giovani lasciarono quindi Casciana.
Lo spopolamento
Il fenomeno dello
spopolamento
interessò quasi tutti i piccoli paesi della
Garfagnana.
I campi vennero progressivamente abbandonati.
I castagneti furono curati meno intensamente.
Molti prati non vennero più falciati.
Il bosco tornò così a occupare superfici che per
secoli erano state coltivate.
Il paesaggio che osserviamo oggi è quindi molto più
boscoso di quello conosciuto dagli abitanti dell'Ottocento.
La parrocchia oggi
Casciana conserva ancora la propria
Parrocchia di San Tommaso Apostolo
,
tradizionalmente classificata come prioria.
La ricorrenza liturgica di San Tommaso è il
3 luglio
.
La chiesa continua a rappresentare uno dei principali
punti di riferimento della comunità.
È significativo che l'edificio attuale sia nato
direttamente dalla volontà degli abitanti dopo il terremoto.
San Tommaso è quindi contemporaneamente un luogo di
culto e un monumento alla capacità del paese di ricostruirsi.
Casciana oggi
Oggi
Casciana
conserva il carattere di un piccolo borgo dell'Alta Garfagnana.
Il nucleo antico occupa ancora la parte superiore del
paese.
L'arco in pietra ricorda l'antico accesso.
La Chiesa di San Tommaso domina uno degli spazi
principali dell'abitato.
Intorno si estendono boschi, prati e terreni agricoli.
Di fronte, la vicina Cascianella ricorda
l'antichissimo rapporto tra le due comunità.
Un paese con più di mille anni di
storia
Pochi elementi raccontano Casciana meglio delle sue
date.
939
:
la prima testimonianza documentaria.
1430
:
l'obbedienza prestata a Firenze durante le complesse lotte politiche
della Garfagnana.
I secoli della dominazione estense.
1862-1863
:
la costruzione della strada dal fondovalle.
1920
:
il devastante terremoto.
1931-1933
:
la costruzione della nuova Chiesa di San Tommaso.
Sono momenti molto diversi, ma insieme permettono di
seguire oltre mille anni della vita del paese.
Un borgo da riscoprire
Visitare Casciana significa scoprire una parte della
Garfagnana che conserva ancora fortemente il carattere della propria
storia rurale.
Il passato è nell'arco che introduce al nucleo antico.
È nelle case costruite sul crinale.
È nei boschi di castagno.
È negli antichi statuti condivisi con Cascianella.
Ed è soprattutto nella Chiesa di San Tommaso,
costruita dalla popolazione dopo la devastazione del terremoto.
Casciana racconta così la storia di una
comunità capace di
abitare la montagna
per oltre mille anni
, adattandosi continuamente ai cambiamenti
senza perdere completamente il rapporto con la terra, il paese e la
propria memoria. |