Casciana - Camporgiano

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Foto - Foto - fotografie - Immagini - Borgo - Località - Frazione nella Garfagnana (LU = Lucca. Regione Toscana. Italy)

Casciana

Dalla strada

Dalla strada

Casupole

Case

Parte nuova del paese

Parte nuova del paese

Casupola

Parte nuova del paese

Vista dal paese

Dal piazzale/parcheggio della Chiesa nel lungostrada

La Chiesa di San Tommaso

La Chiesa di San Tommaso

Nella facciata della Chiesa

Portale

Acquasantiera

Interno della Chiesa di San Tommaso

Interno della Chiesa di San Tommaso

Pulpito

Confessionale

Interno della Chiesa di San Tommaso

Interno della Chiesa di San Tommaso

Interno della Chiesa di San Tommaso

Interno della Chiesa di San Tommaso

La volta della Chiesa

Interno

Interno

Interno

Confessionale

In paese

L'Oratorio Immacolata Concezione

L'Oratorio Immacolata Concezione

Nella facciata

Il paese

Antica porta

Antica porta

In paese

Antica porta

Antica porta

Antica porta

Casa e torre campanaria

Fregio di un portale

Portale

La fontana

In paese

Il paese

Torre campanaria

Case sotto alla torre campanaria

Vista dalla torre campanaria

Vista dalla torre campanaria

Cascianella

Base della torre campanaria

Torre campanaria

Torre campanaria

Casa

Ingresso alla torre campanaria

Torre campanaria

Il borgo

Il borgo

Vista

Nel centro storico

Nel centro storico

Nel centro storico

Nel centro storico

Vista dal paese

Baracca

Fontana nel lungostrada

Vista dalla località

Nel lungostrada

Edicola

La fontana dalla strada

Il borgo

Il borgo visto da Cascianella

Il borgo visto da Cascianella

Casciana visto da Cascianella

Informazioni storiche, culturali della località.

Casciana: storia, San Tommaso e tradizioni di un antico borgo della Garfagnana

Casciana è una frazione del Comune di Camporgiano , nell'Alta Garfagnana, in provincia di Lucca. Il paese sorge a circa 648 metri di altitudine , adagiato sul crinale di una collina dalla quale domina una parte della valle. È un borgo di origini molto antiche. La prima testimonianza documentaria conosciuta risale infatti al 939 , quando Casciana compare in un atto legato al vescovo di Lucca Corrado e alla potente famiglia dei Gherardinghi. Da allora il paese ha attraversato più di mille anni di storia. Medioevo, dominazione estense, antiche comunità rurali, terremoti, guerre ed emigrazione hanno progressivamente trasformato Casciana, senza cancellare completamente la struttura del suo nucleo storico.

Le origini di Casciana

Il territorio dell'Alta Garfagnana fu frequentato dall'uomo fin da epoche molto remote. La posizione di Casciana offriva diversi vantaggi. Il paese si trovava in una zona elevata e facilmente controllabile, ma allo stesso tempo relativamente vicina al fondovalle del Serchio. Intorno esistevano boschi, prati e terreni adatti a un'agricoltura di montagna. L'acqua era garantita dalle sorgenti e dai corsi d'acqua della zona. Queste condizioni favorirono la nascita di piccoli insediamenti rurali già molti secoli fa.

Un nome di probabile origine romana

Secondo una tradizionale interpretazione toponomastica, il nome Casciana deriverebbe dal latino Praedia Cassiana. Il termine avrebbe indicato proprietà agricole appartenenti a un personaggio o a una famiglia romana legata al nome Cassius. È un'ipotesi suggestiva e compatibile con numerosi toponimi rurali italiani derivati da antichi nomi personali latini. Non permette però, da sola, di dimostrare l'esistenza dell'attuale paese in epoca romana. La storia documentata di Casciana comincia alcuni secoli più tardi.

Casciana nell'anno 939

La prima attestazione conosciuta del paese risale al 939 . In quell'anno Casciana compare in un contratto relativo a beni concessi dal vescovo di Lucca Corrado a Rolando, o Rodilando, di Cunimondo, appartenente alla stirpe dei Gherardinghi . Si tratta di una testimonianza estremamente importante. Significa che Casciana era già riconoscibile come località oltre mille anni fa. La sua storia documentata è quindi persino precedente a quella di molti altri paesi della Garfagnana.

I Gherardinghi

I Gherardinghi furono una delle principali famiglie signorili presenti nella Garfagnana medievale. Possedevano terre, castelli e diritti distribuiti in varie zone della valle. In un'epoca nella quale il potere centrale era debole, queste famiglie esercitavano un ruolo fondamentale nel controllo del territorio. La presenza di Casciana in un documento collegato ai Gherardinghi inserisce quindi il piccolo paese nella complessa geografia politica della Garfagnana altomedievale.

Il borgo medievale

Il nucleo più antico di Casciana si trova nella parte superiore dell'abitato. La posizione dominante non era casuale. Nel Medioevo costruire un paese su un crinale permetteva di controllare meglio il territorio e rendeva più difficile un eventuale attacco. Ancora oggi è possibile riconoscere alcuni elementi dell'antico impianto. Il borgo presenta stradine strette, abitazioni addossate tra loro e costruzioni prevalentemente in pietra.

L'antica porta

Uno degli elementi più interessanti è un arco in pietra che introduce al nucleo storico. Secondo le ricostruzioni locali, in questo punto si trovava anticamente una delle porte di accesso al paese. Superato l'arco si entra nella parte più antica di Casciana. È una piccola testimonianza, ma aiuta a immaginare l'aspetto che il borgo poteva avere molti secoli fa. Il paese era più raccolto e l'accesso poteva essere controllato.

Una comunità della montagna

La Casciana medievale era una piccola comunità rurale. La vita dipendeva dalla terra, dai boschi e dagli animali. Ogni famiglia cercava di produrre quanto necessario per sopravvivere. I campi garantivano cereali e altri prodotti. Gli orti fornivano verdure. I prati servivano per produrre fieno. Il bosco offriva legna e castagne. Era un'economia costruita sulla capacità di utilizzare ogni risorsa disponibile.

Casciana e Cascianella

La storia di Casciana è strettamente collegata a quella della vicina Cascianella . I due borghi sorgono uno di fronte all'altro e hanno condiviso per secoli numerosi aspetti della vita comunitaria. Pur mantenendo identità religiose distinte, Casciana e Cascianella compaiono insieme anche nella documentazione amministrativa. L'esempio più importante è rappresentato dagli antichi statuti della comunità.

Gli statuti di Casciana e Cascianella

L'Archivio storico della Garfagnana conserva gli Statuti di Casciana e Cascianella . Il documento porta il titolo latino Statuta, ordines et capitula communitatis Casciane et Cascianelle. Si tratta di una testimonianza preziosa. Dimostra che le due comunità disponevano di norme proprie per organizzare la vita collettiva. Gli statuti furono inoltre oggetto di successive riforme e conferme.

Le regole della comunità

Gli statuti rurali erano fondamentali per i piccoli paesi. Potevano stabilire come utilizzare i boschi e i pascoli. Regolavano la manutenzione delle strade. Proteggevano le coltivazioni dai danni provocati dagli animali. Stabilivano modalità di utilizzo delle acque e dei beni comuni. Prevedevano inoltre multe e sanzioni per chi non rispettava le regole. Erano quindi una vera forma di autogoverno locale.

Il passaggio verso Firenze

Il Quattrocento fu un periodo particolarmente complesso per la Garfagnana. La crisi del dominio lucchese aprì una fase nella quale numerose comunità cercarono nuovi protettori. Il 4 giugno 1430 , secondo la documentazione storica locale, gli abitanti di Casciana prestarono obbedienza alla Repubblica di Firenze . Fu però una fase inserita in un quadro politico estremamente instabile. Nel giro di pochi decenni gli equilibri della Garfagnana cambiarono nuovamente.

L'arrivo degli Este

Gran parte della Garfagnana passò progressivamente sotto la protezione degli Este di Ferrara . Anche il territorio di Camporgiano entrò nell'organizzazione dello stato estense. A metà del Quattrocento l'Alta Garfagnana era ormai stabilmente inserita nel nuovo sistema politico. Camporgiano divenne uno dei principali centri amministrativi della provincia. La sua Rocca rappresentava visibilmente il potere ducale. Casciana faceva parte di questo territorio.

La Vicaria di Camporgiano

Durante il periodo estense Camporgiano fu sede di una importante Vicaria. Il vicario rappresentava il governo ducale e amministrava il territorio circostante. Le piccole comunità mantenevano comunque una notevole organizzazione interna. È proprio in questo contesto che devono essere letti gli statuti di Casciana e Cascianella. Da una parte esisteva il potere degli Este. Dall'altra continuavano a funzionare le antiche comunità rurali con le proprie consuetudini e regole.

San Tommaso Apostolo

Il principale riferimento religioso di Casciana è San Tommaso Apostolo . La parrocchia conserva ancora oggi questa dedicazione. San Tommaso è uno dei dodici apostoli e la tradizione cristiana lo ricorda soprattutto per l'episodio evangelico nel quale chiede di vedere le ferite di Cristo risorto prima di credere. La sua festa liturgica viene celebrata il 3 luglio . Per Casciana rappresenta il principale riferimento patronale.

L'antica chiesa

Prima dell'attuale edificio esisteva naturalmente una chiesa più antica. La storia della parrocchia precede infatti di molti secoli la costruzione novecentesca che possiamo vedere oggi. Come spesso accade nei paesi della Garfagnana, l'antica chiesa fu sottoposta nel tempo a modifiche e restauri. Il momento decisivo arrivò però all'inizio del Novecento. Il grande terremoto del 1920 sconvolse completamente il paese e rese necessario ripensare anche il suo principale edificio religioso.

Il terremoto del 7 settembre 1920

La mattina del 7 settembre 1920 un violentissimo terremoto colpì Garfagnana e Lunigiana. Casciana fu tra i paesi seriamente danneggiati. L'intensità raggiunse nella località valori stimati tra l' VIII e il IX grado della scala Mercalli-Cancani-Sieberg . Numerose abitazioni vennero distrutte o gravemente lesionate. Per gli abitanti fu una catastrofe. In pochi secondi una parte consistente del patrimonio costruito nel corso dei secoli venne compromessa.

I giorni dopo il terremoto

La situazione dopo il sisma fu particolarmente difficile. Casciana e Cascianella erano frazioni interne e i soccorsi incontrarono notevoli difficoltà nel raggiungerle. Le testimonianze dell'epoca raccontano che ancora diversi giorni dopo il terremoto mancavano vestiti, calzature e ricoveri adeguati. Le tende disponibili non erano sufficienti e il maltempo peggiorò ulteriormente le condizioni. Gli abitanti costruirono rifugi provvisori utilizzando legname, paglia e materiali recuperati sul posto.

Pioggia, freddo e baracche

Il terremoto non fu quindi l'unico problema. Nei giorni successivi forti piogge investirono la Garfagnana. Le tende e i ripari improvvisati offrivano una protezione insufficiente. Le autorità decisero così di accelerare la costruzione di baraccamenti in legno destinati alle popolazioni delle frazioni montane. Per Casciana iniziò un lungo periodo di emergenza e ricostruzione. Il terremoto del 1920 avrebbe lasciato un segno profondo anche nell'aspetto futuro del paese.

Un borgo trasformato

Una parte delle abitazioni che oggi appaiono relativamente recenti deriva proprio dalle trasformazioni successive al terremoto. Il nucleo più antico rimase concentrato soprattutto nella zona superiore. Intorno sorsero invece costruzioni nuove o ricostruite. Il sisma rappresenta quindi una vera linea di separazione nella storia urbanistica di Casciana. Esiste una Casciana precedente al 1920 e una Casciana ricostruita dopo la catastrofe.

La nuova Chiesa di San Tommaso

Anche la parrocchiale dovette essere profondamente ripensata. La chiesa attuale venne iniziata nel 1931 . I lavori furono sostenuti direttamente dalla comunità e dal parroco. Una lapide collocata sulla facciata ricorda con orgoglio che l'edificio venne realizzato senza sussidi , grazie alla volontà del parroco e della popolazione. I lavori terminarono nel 1933.

La consacrazione del 1933

Nel 1933 , Anno Santo della Redenzione, la nuova chiesa venne solennemente consacrata e inaugurata. La costruzione aveva quindi richiesto soltanto pochi anni. Per la comunità fu un risultato importante. A poco più di un decennio dal terremoto, Casciana possedeva nuovamente un edificio religioso capace di diventare il centro della vita del paese. La chiesa rappresentava contemporaneamente fede e ricostruzione.

La facciata

La facciata della Chiesa di San Tommaso è semplice e chiara. Il portale principale è realizzato in legno e circondato da una cornice lapidea. Sopra l'ingresso si trova la lapide che ricorda la costruzione del 1931-1933. Più in alto compare un rosone decorativo. Due nicchie ospitano statue religiose. L'insieme restituisce l'immagine di una chiesa novecentesca costruita secondo forme tradizionali e perfettamente inserita nel piccolo paese.

L'interno

L'interno è costituito da una sola navata con un piccolo transetto. Le superfici sono riccamente decorate. Particolare attenzione merita la volta del presbiterio, dove compare la colomba dello Spirito Santo circondata dalle raffigurazioni dei quattro Evangelisti. Le decorazioni contribuiscono a rendere l'interno molto più ricco di quanto lasci immaginare la semplice facciata esterna.

La Madonna e San Rocco

Nella parte absidale si trova un dipinto raffigurante la Madonna , venerata da figure di sante martiri e da San Rocco . Il dipinto è inserito all'interno di una struttura decorativa caratterizzata da eleganti colonne. San Rocco è una figura molto frequente nelle chiese della Garfagnana. Per secoli fu infatti invocato contro epidemie e malattie. La sua presenza testimonia una devozione profondamente radicata nelle comunità rurali.

Il campanile

Accanto alla chiesa si trova il campanile. Come in tutti i piccoli paesi, il suono delle campane aveva un ruolo che andava ben oltre la semplice funzione religiosa. Segnalava le celebrazioni. Annunciava matrimoni e funerali. Poteva avvertire la popolazione in caso di pericolo. Prima dei moderni mezzi di comunicazione, le campane costituivano una vera voce collettiva del paese.

La strada del 1862-1863

Un cambiamento importante nella vita di Casciana era iniziato già alcuni decenni prima del terremoto. Negli anni 1862-1863 venne costruita la strada che collegava il fondovalle con il paese. Secondo la ricostruzione storica locale, l'opera fu realizzata a spese del Comune e con il lavoro degli stessi abitanti. Prima di allora gli spostamenti avvenivano soprattutto lungo mulattiere e sentieri. La nuova strada modificò profondamente i collegamenti con il resto della valle.

Prima della strada

Per comprendere l'importanza dell'opera bisogna immaginare la vita precedente. Merci e materiali venivano trasportati soprattutto con muli e altri animali da soma. Le persone si spostavano normalmente a piedi. Raggiungere Camporgiano o il fondovalle richiedeva tempo. Le antiche mulattiere erano quindi infrastrutture essenziali. La costruzione di una strada carrozzabile significava avvicinare improvvisamente il paese ai mercati e ai servizi della valle.

La vita nei campi

Nonostante i nuovi collegamenti, Casciana rimase a lungo una comunità prevalentemente agricola . Le famiglie coltivavano piccoli appezzamenti distribuiti intorno al paese. L'Alta Garfagnana non offre grandi pianure. I terreni dovevano quindi essere adattati attraverso terrazzamenti e muri a secco. Si coltivavano cereali, patate, legumi e ortaggi. Gran parte della produzione era destinata al consumo familiare.

Il castagno

Il castagno aveva un ruolo fondamentale. Per secoli le castagne costituirono una delle principali risorse alimentari della popolazione. La raccolta autunnale coinvolgeva intere famiglie. I frutti potevano essere consumati freschi oppure essiccati. Una volta secchi venivano macinati. La farina di castagne permetteva di preparare polente, necci e altri alimenti della cucina tradizionale.

I metati

L'essiccazione avveniva nei metati . Erano piccoli edifici costruiti vicino ai castagneti. Le castagne venivano sistemate sopra un graticcio mentre al piano inferiore veniva mantenuto acceso lentamente un fuoco. Il processo durava diverse settimane. Bisognava evitare che la fiamma diventasse troppo forte. L'essiccazione richiedeva quindi esperienza e attenzione continua.

Il farro

L'intero territorio di Camporgiano mantiene ancora oggi una forte vocazione agricola. Tra le coltivazioni più caratteristiche figura il farro della Garfagnana . Il cereale si adatta particolarmente bene ai terreni e al clima dell'Alta Valle del Serchio. La sua presenza contemporanea richiama una tradizione agricola molto più antica. Cereali rustici di questo tipo erano particolarmente preziosi nelle zone dove colture più delicate potevano risultare difficili.

La mela casciana

Una curiosità particolarmente interessante è rappresentata dalla mela casciana . Si tratta di una varietà tradizionale della Garfagnana, un tempo diffusissima nei poderi della valle. La Regione Toscana la inserisce tra i prodotti tradizionali e ne sottolinea l'antica presenza nel territorio. L'origine precisa del nome non è però certa. È stata proposta una relazione con un paese della zona di Camporgiano, ma questa interpretazione non può essere considerata definitivamente dimostrata. La mela casciana è comunque una testimonianza importante dell'antica biodiversità agricola della Garfagnana.

Gli alberi da frutto

Un tempo gli alberi da frutto erano presenti praticamente in ogni podere. Non esistevano grandi frutteti specializzati. Meli, peri, susini e ciliegi venivano piantati vicino ai campi e alle abitazioni. Le varietà locali erano scelte soprattutto per la capacità di resistere al clima e per la conservabilità dei frutti. Questa agricoltura produceva una straordinaria diversità che nel corso del Novecento si è progressivamente ridotta.

L'allevamento

Anche l' allevamento contribuiva all'economia familiare. Le famiglie possedevano bovini, pecore, capre, maiali e animali da cortile. Gli animali fornivano latte, formaggi, carne e forza da lavoro. I prati venivano falciati durante l'estate per ottenere il fieno necessario durante l'inverno. Agricoltura e allevamento formavano quindi un sistema strettamente integrato.

Il bosco

Il bosco completava l'economia della comunità. Forniva legna per riscaldare le abitazioni. Offriva materiale per costruzioni e attrezzi. Permetteva di raccogliere castagne e altri prodotti. Le famiglie conoscevano perfettamente il territorio circostante. Ogni sentiero, sorgente, campo e bosco aveva un nome e una funzione. Il paesaggio non era uno spazio selvatico, ma un ambiente intensamente utilizzato.

L'emigrazione

Tra Ottocento e Novecento molti abitanti della Garfagnana furono costretti a cercare lavoro lontano. Anche le famiglie dei piccoli paesi dell'Alta Valle del Serchio conobbero il fenomeno dell' emigrazione . Alcuni partirono verso altre regioni italiane. Altri raggiunsero paesi europei o attraversarono l'oceano. L'emigrazione modificò profondamente la struttura delle comunità. Per molte famiglie il denaro inviato da chi lavorava lontano diventò una risorsa fondamentale.

La Seconda guerra mondiale

Dopo la ricostruzione seguita al terremoto, Casciana dovette affrontare un'altra fase drammatica. Durante la Seconda guerra mondiale , soprattutto tra il 1944 e il 1945, la Garfagnana fu interessata direttamente dal fronte. La Linea Gotica attraversava le montagne della Toscana settentrionale. Il territorio di Camporgiano si trovò quindi coinvolto nelle operazioni militari. Per i civili furono mesi di paura, difficoltà negli approvvigionamenti e continui spostamenti.

Il dopoguerra

Con la fine della guerra cominciò una nuova trasformazione. Le strade migliorarono. Arrivarono automobili, elettricità e nuovi servizi. L'agricoltura tradizionale iniziò però a perdere rapidamente importanza. Le città e le zone industriali offrivano salari più elevati e condizioni di vita differenti. Molti giovani lasciarono quindi Casciana.

Lo spopolamento

Il fenomeno dello spopolamento interessò quasi tutti i piccoli paesi della Garfagnana. I campi vennero progressivamente abbandonati. I castagneti furono curati meno intensamente. Molti prati non vennero più falciati. Il bosco tornò così a occupare superfici che per secoli erano state coltivate. Il paesaggio che osserviamo oggi è quindi molto più boscoso di quello conosciuto dagli abitanti dell'Ottocento.

La parrocchia oggi

Casciana conserva ancora la propria Parrocchia di San Tommaso Apostolo , tradizionalmente classificata come prioria. La ricorrenza liturgica di San Tommaso è il 3 luglio . La chiesa continua a rappresentare uno dei principali punti di riferimento della comunità. È significativo che l'edificio attuale sia nato direttamente dalla volontà degli abitanti dopo il terremoto. San Tommaso è quindi contemporaneamente un luogo di culto e un monumento alla capacità del paese di ricostruirsi.

Casciana oggi

Oggi Casciana conserva il carattere di un piccolo borgo dell'Alta Garfagnana. Il nucleo antico occupa ancora la parte superiore del paese. L'arco in pietra ricorda l'antico accesso. La Chiesa di San Tommaso domina uno degli spazi principali dell'abitato. Intorno si estendono boschi, prati e terreni agricoli. Di fronte, la vicina Cascianella ricorda l'antichissimo rapporto tra le due comunità.

Un paese con più di mille anni di storia

Pochi elementi raccontano Casciana meglio delle sue date. 939 : la prima testimonianza documentaria. 1430 : l'obbedienza prestata a Firenze durante le complesse lotte politiche della Garfagnana. I secoli della dominazione estense. 1862-1863 : la costruzione della strada dal fondovalle. 1920 : il devastante terremoto. 1931-1933 : la costruzione della nuova Chiesa di San Tommaso. Sono momenti molto diversi, ma insieme permettono di seguire oltre mille anni della vita del paese.

Un borgo da riscoprire

Visitare Casciana significa scoprire una parte della Garfagnana che conserva ancora fortemente il carattere della propria storia rurale. Il passato è nell'arco che introduce al nucleo antico. È nelle case costruite sul crinale. È nei boschi di castagno. È negli antichi statuti condivisi con Cascianella. Ed è soprattutto nella Chiesa di San Tommaso, costruita dalla popolazione dopo la devastazione del terremoto. Casciana racconta così la storia di una comunità capace di abitare la montagna per oltre mille anni , adattandosi continuamente ai cambiamenti senza perdere completamente il rapporto con la terra, il paese e la propria memoria.
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