Cascio - Molazzana

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Cascio

Baluardo del castello

Abitazione entro le mura del castello

Dalle mura del castello

Abitazione

Mura del castello

Dalle mura del castello

Il campetto

Vista sulla Chiesa di San Lorenzo e Stefano

Le vasche

In paese

Case

Fontana

Dal piazzale

Antica porta Nord

Antica porta Sud

Antica porta Sud

Antica porta Sud

Antica porta Sud

Il campo sportivo

Anica porta

Il campo da bocce

La torre campanaria

Forno

Antica porta a Sud

Feritoia nella porta a Sud

La Chiesa di S.Lorenzo e Stefano

La torre campanaria

La torre campanaria

Immagine nella facciata della canonica

Antica porta Sud

Vista dalla piazza della Chiesa

Portale della torre campanaria

Casa

La Chiesa

Sagrato della Chiesa

Portale

In paese

In paese

Antichi stemmi corrosi dal tempo

In paese

In paese

Porta Nord del castello

Porta Nord del castello

Porta Nord del castello

Porta del castello

Locandina

Porta del castello

Porta del castello

Le mura

Vista dalla località

Vista dalla località

Informazioni storiche, culturali della località.

Cascio: storia, mura e tradizioni di un borgo fortificato della Garfagnana

Cascio è una frazione del Comune di Molazzana , in provincia di Lucca, e uno dei borghi fortificati più interessanti della Garfagnana. Situato a circa 450 metri di altitudine , il paese occupa una posizione panoramica sulla valle del Serchio, dalla quale lo sguardo può spaziare verso l'Appennino Tosco-Emiliano e le Alpi Apuane. La caratteristica più evidente di Cascio è però il suo centro storico. Il nucleo antico è ancora circondato da una poderosa cinta muraria seicentesca , con torrioni e porte d'accesso che ricordano il periodo nel quale il paese rappresentava un importante punto strategico lungo il confine tra i territori di Lucca e quelli appartenenti agli Este. Entrare a Cascio significa quindi entrare in un piccolo borgo nel quale l'impianto difensivo del passato è ancora chiaramente leggibile.

Le origini medievali di Cascio

La storia documentata di Cascio affonda le proprie radici nel Medioevo. In origine il territorio fu feudo dei nobili Porcaresi , potente famiglia che possedeva numerosi beni e castelli nella Toscana nord-occidentale. Nel 1292 Cascio venne acquistato dal Comune di Lucca . La posizione del paese aveva una notevole importanza strategica e i Lucchesi vi costruirono una piccola rocca destinata al controllo del territorio. La Garfagnana medievale era infatti attraversata da strade e mulattiere che mettevano in comunicazione la valle del Serchio con le montagne e con i territori circostanti. Possedere un centro come Cascio significava quindi controllare non soltanto una comunità, ma anche una parte importante delle vie di comunicazione.

Cascio e gli Este

Nel Quattrocento gli equilibri politici della Garfagnana cambiarono profondamente. Numerose comunità della valle passarono sotto la protezione degli Este , signori di Ferrara e successivamente duchi di Modena. Anche Cascio entrò a far parte dei territori estensi. Il paese si trovò così in una zona particolarmente delicata, vicina ai possedimenti rimasti sotto il controllo di Lucca. Per diversi secoli questa parte della Garfagnana rappresentò una vera terra di confine . Le comunità appartenenti a Stati differenti potevano trovarsi a pochi chilometri di distanza e le controversie territoriali erano frequenti. Cascio, proprio per la sua posizione, divenne uno dei punti strategici di questo sistema difensivo.

La guerra del 1603

Uno degli episodi più importanti della storia del paese avvenne all'inizio del Seicento. Nel 1603 , durante uno dei conflitti che opposero Lucca e gli Este per il controllo delle zone di confine, Cascio venne conquistato dalle forze lucchesi . L'episodio dimostrò la vulnerabilità delle precedenti difese. Quando il paese tornò sotto il controllo estense, divenne evidente la necessità di trasformarlo in una vera cittadella fortificata. Fu così avviato uno dei più importanti interventi militari realizzati nella Garfagnana del Seicento.

Le mura di Cascio

Le nuove fortificazioni furono progettate dall'ingegnere Pasio Pasi , figura particolarmente importante nell'organizzazione delle difese della Garfagnana estense. Intorno al 1615 Cascio venne circondato da una nuova e poderosa cinta muraria. Il borgo assunse così l'aspetto di una piccola cittadella fortificata . Le mura formano un quadrilatero irregolare e originariamente erano rafforzate da cinque torrioni semicircolari , oltre a strutture destinate alle sentinelle. Due porte permettevano l'ingresso nel paese. L'obiettivo era quello di creare una fortificazione capace di resistere a nuovi attacchi e di controllare le vie che attraversavano questa parte della Garfagnana.

Un borgo dentro le mura

Ancora oggi la cinta muraria costituisce l'elemento che maggiormente caratterizza Cascio. Attraversando una delle porte si entra in un centro storico formato da vicoli, passaggi, archi e case in pietra. Le abitazioni sono raccolte all'interno dello spazio delimitato dalle fortificazioni, secondo una struttura tipica dei piccoli centri difensivi. Passeggiando lungo il perimetro è possibile osservare i torrioni e diversi tratti delle mura. Cascio rappresenta quindi un interessante esempio di come doveva apparire un piccolo centro militare della Garfagnana estense nel XVII secolo. A differenza di molti altri paesi, dove le fortificazioni sono quasi completamente scomparse, qui l'impianto difensivo è ancora uno degli elementi fondamentali del paesaggio urbano.

La chiesa di San Lorenzo

Nel cuore del borgo si trova la chiesa parrocchiale di San Lorenzo , principale edificio religioso di Cascio. La parrocchia è dedicata a San Lorenzo diacono e martire , patrono del paese, celebrato tradizionalmente il 10 agosto . La chiesa ha origini antiche, anche se l'edificio è stato profondamente trasformato nel corso dei secoli e presenta oggi soprattutto forme derivanti dai successivi interventi architettonici. La sua posizione all'interno delle mura dimostra il ruolo centrale che la parrocchia aveva nella vita della comunità. Per generazioni la chiesa non fu soltanto luogo di culto, ma anche uno dei principali punti di riferimento sociale del paese.

La Madonna col Bambino

All'interno della chiesa è conservata una delle opere artistiche più importanti di Cascio: una Madonna col Bambino in terracotta invetriata . L'opera appartiene alla grande tradizione della scultura rinascimentale toscana e testimonia come anche i piccoli centri della Garfagnana fossero in contatto con importanti ambienti artistici. La presenza di un'opera di questo livello all'interno di una chiesa di paese rappresenta uno degli elementi di maggiore interesse culturale di Cascio. Accanto alle fortificazioni militari, il patrimonio religioso permette quindi di scoprire un altro volto della storia del borgo.

San Lorenzo, patrono di Cascio

La festa di San Lorenzo rappresenta tradizionalmente uno dei momenti più importanti dell'anno. Come avveniva in numerose comunità della Garfagnana, la festa patronale non aveva soltanto un significato religioso. Era anche un'occasione per riunire le famiglie, incontrare gli abitanti dei paesi vicini e celebrare l'identità della comunità. A Cascio la tradizione di San Lorenzo si è legata nel tempo anche a uno dei prodotti gastronomici più caratteristici del paese: la Criscioletta .

La Criscioletta di Cascio

Cascio è conosciuto in tutta la Garfagnana soprattutto per la Criscioletta , una preparazione tradizionale profondamente legata alla cultura contadina locale. La criscioletta è una sottile cialda preparata utilizzando un impasto a base di farina di granturco e farina di grano , mescolate con acqua. L'impasto viene cotto tra due appositi dischi di ferro, tradizionalmente chiamati testi o cotte , precedentemente riscaldati sul fuoco. Il risultato è una focaccia sottile, croccante in alcuni punti e più morbida in altri. Può essere mangiata da sola oppure accompagnata con prodotti tipici come formaggio e pancetta. Una preparazione semplice, nata da ingredienti poveri, che è diventata uno dei simboli gastronomici del paese.

La Sagra della Criscioletta

Alla criscioletta è dedicata una delle manifestazioni tradizionali più conosciute della zona. La Sagra della Criscioletta nacque nel 1969 ed è quindi una delle sagre storiche della Garfagnana. La manifestazione viene organizzata nel periodo estivo, in prossimità delle celebrazioni dedicate a San Lorenzo. Durante la festa le crisciolette vengono preparate secondo il metodo tradizionale utilizzando i testi di ferro. La sagra rappresenta oggi molto più di un semplice appuntamento gastronomico. È diventata uno dei momenti nei quali la comunità di Cascio mantiene e trasmette una tradizione che appartiene alla propria storia.

Granturco, castagne e cucina contadina

La criscioletta racconta anche qualcosa dell'antica economia agricola del paese. La farina di mais e quella di grano erano ingredienti preziosi per le famiglie contadine, perché permettevano di preparare alimenti semplici ma nutrienti. Nel territorio avevano grande importanza anche i castagneti . Una descrizione ottocentesca di Cascio ricordava un territorio ricco di pascoli, segale e castagne. Come nel resto della Garfagnana, il castagno rappresentò per secoli una delle principali risorse alimentari. Le castagne venivano essiccate nei metati e successivamente macinate nei mulini per ottenere la farina dolce. La cucina tradizionale di Cascio nasce quindi da un'economia nella quale quasi tutto ciò che veniva prodotto localmente doveva essere utilizzato e conservato.

Il Progetto Semina

La tradizione agricola non appartiene soltanto al passato. Negli ultimi anni a Cascio è nato il Progetto Semina , iniziativa finalizzata al recupero delle coltivazioni tradizionali e della biodiversità agricola. Il progetto punta a riportare in produzione terreni abbandonati e a coltivare varietà locali, tra cui il granturco nano di Verni e il fagiolo giallorino della Garfagnana . L'obiettivo è mantenere vivo un patrimonio che non riguarda soltanto il cibo. Dietro ogni varietà agricola tradizionale esistono infatti tecniche di coltivazione, ricette, parole e conoscenze tramandate per generazioni. La Criscioletta diventa così anche uno strumento per raccontare e proteggere la biodiversità della Garfagnana.

Le antiche mulattiere

Prima della costruzione delle strade moderne, Cascio era collegato agli altri centri attraverso una rete di mulattiere e sentieri . Particolarmente interessante è l'antico collegamento tra Cascio e Molazzana. Il percorso attraversa la zona dei mulini di Vescherana , ricordando quanto fosse importante in passato la presenza dell'acqua per l'economia rurale. I mulini permettevano di trasformare cereali e castagne in farine, alimentando un sistema economico nel quale le comunità cercavano di produrre localmente gran parte di ciò di cui avevano bisogno. Percorrere oggi queste vecchie vie significa riscoprire il territorio con lo stesso ritmo con cui veniva attraversato per secoli da contadini, mercanti e animali da soma.

Cascio e la Via del Volto Santo

Il borgo si trova inoltre lungo il percorso della Via del Volto Santo , antico itinerario che attraversa la Lunigiana e la Garfagnana in direzione di Lucca. Il cammino prende il nome dal celebre Volto Santo conservato nella Cattedrale di San Martino a Lucca. Nel Medioevo queste vie erano percorse da pellegrini, mercanti e viaggiatori. La posizione di Cascio lungo uno di questi itinerari aiuta a comprendere perché il controllo del paese fosse così importante. Le mura proteggevano infatti non soltanto gli abitanti, ma anche un punto di passaggio lungo le vie che attraversavano la valle.

Cascio nella Seconda guerra mondiale

Anche Cascio fu coinvolto nelle drammatiche vicende della Seconda guerra mondiale . Tra il 1944 e il 1945 la Garfagnana si trovò a ridosso della Linea Gotica e l'intero territorio di Molazzana fu interessato dalle operazioni militari. Bombardamenti, sfollamenti e combattimenti coinvolsero direttamente la popolazione civile. Nel borgo una lapide ricorda ancora oggi i caduti militari e le vittime civili della guerra. La memoria del conflitto costituisce quindi un altro importante capitolo della storia contemporanea di Cascio e dell'intero territorio comunale.

Cascio oggi

Oggi Cascio è la frazione più popolosa del Comune di Molazzana e conserva una forte identità comunitaria. Il paese riesce a riunire in uno spazio relativamente piccolo molti degli elementi che caratterizzano la storia della Garfagnana. Le mura e i torrioni raccontano le guerre di confine tra Lucca e gli Este; la chiesa di San Lorenzo conserva la memoria religiosa e artistica; le antiche mulattiere ricordano un territorio attraversato a piedi per secoli; la Criscioletta racconta invece la cucina e il mondo contadino. Passeggiare nel centro storico significa ancora oggi attraversare le porte di una vera cittadella fortificata del Seicento . Cascio non è quindi soltanto un luogo da osservare. È un borgo da percorrere lentamente, entrando dalle sue antiche porte, seguendo i vicoli tra le case e fermandosi davanti ai torrioni che per oltre quattro secoli hanno sorvegliato la valle. Un piccolo paese della Garfagnana nel quale storia, architettura militare e tradizione gastronomica continuano a essere parte della vita della comunità.
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