Cascio: storia, mura e
tradizioni di un borgo fortificato della Garfagnana
Cascio
è una frazione del
Comune di Molazzana
,
in provincia di Lucca, e uno dei borghi fortificati più interessanti
della Garfagnana.
Situato a circa
450
metri di altitudine
, il paese occupa una posizione panoramica
sulla valle del Serchio, dalla quale lo sguardo può spaziare verso
l'Appennino Tosco-Emiliano e le Alpi Apuane.
La caratteristica più evidente di Cascio è però il suo
centro storico.
Il nucleo antico è ancora circondato da una poderosa
cinta muraria seicentesca
, con
torrioni e porte d'accesso che ricordano il periodo nel quale il paese
rappresentava un importante punto strategico lungo il confine tra i
territori di Lucca e quelli appartenenti agli Este.
Entrare a Cascio significa quindi entrare in un
piccolo borgo nel quale l'impianto difensivo del passato è ancora
chiaramente leggibile.
Le origini medievali di Cascio
La storia documentata di Cascio affonda le proprie
radici nel Medioevo.
In origine il territorio fu
feudo dei nobili Porcaresi
,
potente famiglia che possedeva numerosi beni e castelli nella Toscana
nord-occidentale.
Nel
1292 Cascio venne
acquistato dal Comune di Lucca
.
La posizione del paese aveva una notevole importanza
strategica e i Lucchesi vi costruirono una piccola rocca destinata al
controllo del territorio.
La Garfagnana medievale era infatti attraversata da
strade e mulattiere che mettevano in comunicazione la valle del Serchio
con le montagne e con i territori circostanti.
Possedere un centro come Cascio significava quindi
controllare non soltanto una comunità, ma anche una parte importante
delle vie di comunicazione.
Cascio e gli Este
Nel Quattrocento gli equilibri politici della
Garfagnana cambiarono profondamente.
Numerose comunità della valle passarono sotto la
protezione degli
Este
, signori
di Ferrara e successivamente duchi di Modena.
Anche Cascio entrò a far parte dei territori estensi.
Il paese si trovò così in una zona particolarmente
delicata, vicina ai possedimenti rimasti sotto il controllo di Lucca.
Per diversi secoli questa parte della Garfagnana
rappresentò una vera
terra di confine
.
Le comunità appartenenti a Stati differenti potevano
trovarsi a pochi chilometri di distanza e le controversie territoriali
erano frequenti.
Cascio, proprio per la sua posizione, divenne uno dei
punti strategici di questo sistema difensivo.
La guerra del 1603
Uno degli episodi più importanti della storia del
paese avvenne all'inizio del Seicento.
Nel
1603
,
durante uno dei conflitti che opposero Lucca e gli Este per il controllo
delle zone di confine,
Cascio venne
conquistato dalle forze lucchesi
.
L'episodio dimostrò la vulnerabilità delle precedenti
difese.
Quando il paese tornò sotto il controllo estense,
divenne evidente la necessità di trasformarlo in una vera cittadella
fortificata.
Fu così avviato uno dei più importanti interventi
militari realizzati nella Garfagnana del Seicento.
Le mura di Cascio
Le nuove fortificazioni furono progettate
dall'ingegnere
Pasio Pasi
,
figura particolarmente importante nell'organizzazione delle difese della
Garfagnana estense.
Intorno al
1615
Cascio venne circondato da una nuova e poderosa cinta muraria.
Il borgo assunse così l'aspetto di una piccola
cittadella fortificata
.
Le mura formano un quadrilatero irregolare e
originariamente erano rafforzate da
cinque torrioni semicircolari
, oltre a strutture destinate alle
sentinelle.
Due porte permettevano l'ingresso nel paese.
L'obiettivo era quello di creare una fortificazione
capace di resistere a nuovi attacchi e di controllare le vie che
attraversavano questa parte della Garfagnana.
Un borgo dentro le mura
Ancora oggi la cinta muraria costituisce l'elemento
che maggiormente caratterizza Cascio.
Attraversando una delle porte si entra in un centro
storico formato da vicoli, passaggi, archi e case in pietra.
Le abitazioni sono raccolte all'interno dello spazio
delimitato dalle fortificazioni, secondo una struttura tipica dei
piccoli centri difensivi.
Passeggiando lungo il perimetro è possibile osservare
i torrioni e diversi tratti delle mura.
Cascio rappresenta quindi un interessante esempio di
come doveva apparire un piccolo centro militare della Garfagnana estense
nel XVII secolo.
A differenza di molti altri paesi, dove le
fortificazioni sono quasi completamente scomparse, qui l'impianto
difensivo è ancora uno degli elementi fondamentali del paesaggio urbano.
La chiesa di San Lorenzo
Nel cuore del borgo si trova la
chiesa parrocchiale di San Lorenzo
,
principale edificio religioso di Cascio.
La parrocchia è dedicata a
San Lorenzo diacono e martire
,
patrono del paese, celebrato tradizionalmente il
10 agosto
.
La chiesa ha origini antiche, anche se l'edificio è
stato profondamente trasformato nel corso dei secoli e presenta oggi
soprattutto forme derivanti dai successivi interventi architettonici.
La sua posizione all'interno delle mura dimostra il
ruolo centrale che la parrocchia aveva nella vita della comunità.
Per generazioni la chiesa non fu soltanto luogo di
culto, ma anche uno dei principali punti di riferimento sociale del
paese.
La Madonna col Bambino
All'interno della chiesa è conservata una delle opere
artistiche più importanti di Cascio: una
Madonna col Bambino in terracotta
invetriata
.
L'opera appartiene alla grande tradizione della
scultura rinascimentale toscana e testimonia come anche i piccoli centri
della Garfagnana fossero in contatto con importanti ambienti artistici.
La presenza di un'opera di questo livello all'interno
di una chiesa di paese rappresenta uno degli elementi di maggiore
interesse culturale di Cascio.
Accanto alle fortificazioni militari, il patrimonio
religioso permette quindi di scoprire un altro volto della storia del
borgo.
San Lorenzo, patrono di Cascio
La festa di
San
Lorenzo
rappresenta tradizionalmente uno dei momenti più
importanti dell'anno.
Come avveniva in numerose comunità della Garfagnana,
la festa patronale non aveva soltanto un significato religioso.
Era anche un'occasione per riunire le famiglie,
incontrare gli abitanti dei paesi vicini e celebrare l'identità della
comunità.
A Cascio la tradizione di San Lorenzo si è legata nel
tempo anche a uno dei prodotti gastronomici più caratteristici del
paese: la
Criscioletta
.
La Criscioletta di Cascio
Cascio è conosciuto in tutta la Garfagnana soprattutto
per la
Criscioletta
, una
preparazione tradizionale profondamente legata alla cultura contadina
locale.
La criscioletta è una sottile cialda preparata
utilizzando un impasto a base di
farina
di granturco e farina di grano
, mescolate con acqua.
L'impasto viene cotto tra due appositi dischi di
ferro, tradizionalmente chiamati
testi
o
cotte
, precedentemente
riscaldati sul fuoco.
Il risultato è una focaccia sottile, croccante in
alcuni punti e più morbida in altri.
Può essere mangiata da sola oppure accompagnata con
prodotti tipici come formaggio e pancetta.
Una preparazione semplice, nata da ingredienti poveri,
che è diventata uno dei simboli gastronomici del paese.
La Sagra della Criscioletta
Alla criscioletta è dedicata una delle manifestazioni
tradizionali più conosciute della zona.
La
Sagra della
Criscioletta
nacque nel
1969
ed è quindi una delle sagre storiche della Garfagnana.
La manifestazione viene organizzata nel periodo
estivo, in prossimità delle celebrazioni dedicate a San Lorenzo.
Durante la festa le crisciolette vengono preparate
secondo il metodo tradizionale utilizzando i testi di ferro.
La sagra rappresenta oggi molto più di un semplice
appuntamento gastronomico.
È diventata uno dei momenti nei quali la comunità di
Cascio mantiene e trasmette una tradizione che appartiene alla propria
storia.
Granturco, castagne e cucina
contadina
La criscioletta racconta anche qualcosa dell'antica
economia agricola del paese.
La farina di mais e quella di grano erano ingredienti
preziosi per le famiglie contadine, perché permettevano di preparare
alimenti semplici ma nutrienti.
Nel territorio avevano grande importanza anche i
castagneti
.
Una descrizione ottocentesca di Cascio ricordava un
territorio ricco di pascoli, segale e castagne.
Come nel resto della Garfagnana, il castagno
rappresentò per secoli una delle principali risorse alimentari.
Le castagne venivano essiccate nei metati e
successivamente macinate nei mulini per ottenere la farina dolce.
La cucina tradizionale di Cascio nasce quindi da
un'economia nella quale quasi tutto ciò che veniva prodotto localmente
doveva essere utilizzato e conservato.
Il Progetto Semina
La tradizione agricola non appartiene soltanto al
passato.
Negli ultimi anni a Cascio è nato il
Progetto Semina
, iniziativa
finalizzata al recupero delle coltivazioni tradizionali e della
biodiversità agricola.
Il progetto punta a riportare in produzione terreni
abbandonati e a coltivare varietà locali, tra cui il
granturco nano di Verni
e il
fagiolo giallorino della Garfagnana
.
L'obiettivo è mantenere vivo un patrimonio che non
riguarda soltanto il cibo.
Dietro ogni varietà agricola tradizionale esistono
infatti tecniche di coltivazione, ricette, parole e conoscenze
tramandate per generazioni.
La Criscioletta diventa così anche uno strumento per
raccontare e proteggere la biodiversità della Garfagnana.
Le antiche mulattiere
Prima della costruzione delle strade moderne, Cascio
era collegato agli altri centri attraverso una rete di
mulattiere e sentieri
.
Particolarmente interessante è l'antico collegamento
tra Cascio e Molazzana.
Il percorso attraversa la zona dei
mulini di Vescherana
,
ricordando quanto fosse importante in passato la presenza dell'acqua per
l'economia rurale.
I mulini permettevano di trasformare cereali e
castagne in farine, alimentando un sistema economico nel quale le
comunità cercavano di produrre localmente gran parte di ciò di cui
avevano bisogno.
Percorrere oggi queste vecchie vie significa
riscoprire il territorio con lo stesso ritmo con cui veniva attraversato
per secoli da contadini, mercanti e animali da soma.
Cascio e la Via del Volto Santo
Il borgo si trova inoltre lungo il percorso della
Via del Volto Santo
, antico
itinerario che attraversa la Lunigiana e la Garfagnana in direzione di
Lucca.
Il cammino prende il nome dal celebre Volto Santo
conservato nella Cattedrale di San Martino a Lucca.
Nel Medioevo queste vie erano percorse da pellegrini,
mercanti e viaggiatori.
La posizione di Cascio lungo uno di questi itinerari
aiuta a comprendere perché il controllo del paese fosse così importante.
Le mura proteggevano infatti non soltanto gli
abitanti, ma anche un punto di passaggio lungo le vie che attraversavano
la valle.
Cascio nella Seconda guerra mondiale
Anche Cascio fu coinvolto nelle drammatiche vicende
della
Seconda guerra mondiale
.
Tra il 1944 e il 1945 la Garfagnana si trovò a ridosso
della
Linea Gotica
e l'intero
territorio di Molazzana fu interessato dalle operazioni militari.
Bombardamenti, sfollamenti e combattimenti coinvolsero
direttamente la popolazione civile.
Nel borgo una lapide ricorda ancora oggi i caduti
militari e le vittime civili della guerra.
La memoria del conflitto costituisce quindi un altro
importante capitolo della storia contemporanea di Cascio e dell'intero
territorio comunale.
Cascio oggi
Oggi
Cascio
è la frazione più popolosa del Comune di Molazzana e conserva una forte
identità comunitaria.
Il paese riesce a riunire in uno spazio relativamente
piccolo molti degli elementi che caratterizzano la storia della
Garfagnana.
Le mura e i torrioni raccontano le guerre di confine
tra Lucca e gli Este; la chiesa di San Lorenzo conserva la memoria
religiosa e artistica; le antiche mulattiere ricordano un territorio
attraversato a piedi per secoli; la Criscioletta racconta invece la
cucina e il mondo contadino.
Passeggiare nel centro storico significa ancora oggi
attraversare le porte di una vera
cittadella fortificata del Seicento
.
Cascio non è quindi soltanto un luogo da osservare.
È un borgo da percorrere lentamente, entrando dalle
sue antiche porte, seguendo i vicoli tra le case e fermandosi davanti ai
torrioni che per oltre quattro secoli hanno sorvegliato la valle.
Un piccolo paese della Garfagnana nel quale
storia, architettura militare e
tradizione gastronomica
continuano a essere parte della vita
della comunità. |