Castello L'antico borgo fortificato di Carro
Sulla collina che domina il territorio di Carro,
nell'alta Val di Vara, si trova Castello, una delle
frazioni più interessanti del comune dal punto di vista storico.
Il nome stesso racconta la sua origine: durante
l'epoca feudale il territorio era distinto in Carro Soprano
e Carro Sottano. Il primo corrispondeva all'area
fortificata posta più in alto e conservò nel tempo il nome di
Castello; il secondo era invece il borgo sviluppatosi più in basso,
nell'area dell'attuale capoluogo.
Questa distinzione rifletteva una precisa
funzione: Carro era il borgo legato alla vita civile e ai
commerci, mentre Castello aveva soprattutto un ruolo di controllo e
di difesa.
Oggi della fortificazione non rimane un castello
visitabile nel senso tradizionale del termine. Le sue tracce, però,
sono ancora leggibili nella struttura del borgo e soprattutto nella
chiesa di San Giorgio, costruita sull'area occupata
dall'antica fortificazione.
Un punto strategico dell'alta Val di Vara
Per comprendere la storia di Castello bisogna
considerare la posizione geografica di Carro.
L'alta Val di Vara costituiva infatti un
importante territorio di passaggio fra la costa ligure e
l'entroterra appenninico, lungo itinerari che permettevano di
raggiungere la valle del Vara e, attraverso i valichi, la regione
padana.
Questa posizione conferiva al territorio
un'importanza che andava ben oltre le dimensioni dei suoi piccoli
abitati.
La presenza di un insediamento fortificato in
posizione dominante rispondeva quindi alla necessità di
controllare le vie di comunicazione e sorvegliare il territorio.
Secondo la tradizione storica riportata dalla
Diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato, Castello fu una creazione
militare legata all'Abbazia e al Vescovato di Brugnato e appartenne
successivamente ai Da Passano, che lo ebbero in
feudo dagli abati e dai vescovi.
Estensi, Malaspina, Da Passano e Fieschi
La storia di Castello si inserisce nelle complesse
vicende feudali che interessarono la Val di Vara durante il
Medioevo.
Il territorio fu inizialmente legato agli
Estensi, per passare successivamente ai Malaspina.
In seguito il controllo del territorio fu affidato ai Da Passano,
signori di importanti località della Liguria orientale.
Nel corso del Duecento comparve sulla scena anche
la potente famiglia dei Fieschi, una delle grandi
famiglie aristocratiche liguri.
Le vicende politiche e militari di questo periodo
furono complesse e coinvolsero direttamente il sistema di
fortificazioni della valle. Il castello di Castello divenne una
delle strutture che caratterizzavano questo territorio conteso fra
poteri feudali, autorità ecclesiastiche e la crescente influenza di
Genova.
Nel 1229 Carro si costituì in
comune ed entrò nell'alleanza della Compagna Januae,
il sistema di alleanze che collegava diversi centri alla Repubblica
di Genova.
Successivamente, dopo le vicende che coinvolsero i
Fieschi, il territorio entrò stabilmente nell'orbita genovese. Nel 1299 Carro venne elevato a podesteria, a conferma
dell'importanza strategica che il territorio aveva assunto lungo le
vie di comunicazione verso l'entroterra.
Il castello scomparso
Del castello medievale oggi non restano le mura e
le torri che ci si potrebbe aspettare visitando una fortificazione.
La sua memoria è però rimasta nel nome della
frazione e soprattutto nella struttura dell'abitato.
Le fonti locali sottolineano infatti come i
resti dell'antica fortificazione siano stati inglobati nelle
abitazioni e nella successiva chiesa di San Giorgio. Il
borgo conserva così una particolare stratificazione: le case attuali
occupano lo spazio dell'antico insediamento fortificato e la chiesa
sorge sulle strutture del precedente castello.
È un esempio interessante di come, nei piccoli
borghi dell'entroterra, le trasformazioni avvenute nel corso dei
secoli non abbiano cancellato completamente le strutture precedenti,
ma le abbiano spesso incorporate nei nuovi edifici.
La chiesa di San Giorgio
Il principale edificio di Castello è la
chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire, dedicata al
santo che la tradizione cristiana rappresenta come il cavaliere
vincitore del drago.
La chiesa attuale occupa l'area dell'antico
castello e costituisce quindi uno dei punti più importanti per
comprendere la storia del borgo.
Secondo la Diocesi, gli atti dei registri
parrocchiali risalgono al 1560, mentre la parrocchia fu
elevata al titolo di prevostura nel 1802.
La festa patronale di San Giorgio,
celebrata il 24 aprile, mantiene vivo il legame fra
la chiesa e la comunità locale.
L'edificio religioso testimonia inoltre il
progressivo passaggio da una funzione prevalentemente militare a una
funzione religiosa e comunitaria: là dove un tempo si controllava il
territorio e si difendeva il borgo, oggi rimane un luogo di culto e
di aggregazione.
Le tracce del Medioevo nel borgo
Una passeggiata a Castello permette di riconoscere
alcune caratteristiche tipiche dei borghi medievali dell'entroterra
ligure.
Le abitazioni sono raccolte e le strade interne
hanno un andamento strettamente legato alla conformazione della
collina e all'antica struttura dell'insediamento.
Il visitatore attento può osservare
portali in pietra arenaria, architravi e decorazioni scolpite,
testimonianze di quella che viene comunemente definita arte popolare
o arte paesana.
Sono elementi apparentemente semplici, ma
importanti per comprendere la cultura materiale della valle: la
pietra locale veniva lavorata direttamente dagli abitanti o da
maestranze della zona e diventava parte integrante delle case.
Le teste apotropaiche
Come in altri borghi del territorio di Carro,
anche a Castello si conserva una testimonianza delle antiche
credenze popolari: una figura apotropaica scolpita nella
pietra.
Il termine "apotropaico" indica qualcosa cui viene
attribuita una funzione di protezione contro il male o contro
influenze negative.
Queste raffigurazioni, spesso costituite da volti
umani dai tratti fortemente marcati, si trovano inserite in edifici,
portali e muri di antiche abitazioni.
La loro origine e il loro significato preciso non
sono sempre facilmente determinabili. Possono però essere
interpretate nel contesto delle tradizioni popolari dell'area ligure
e lunigianese, dove immagini e simboli protettivi venivano collocati
sulle abitazioni per difendere la casa e chi vi abitava.
La presenza di queste sculture aggiunge al borgo
un ulteriore elemento di curiosità e testimonia la sopravvivenza di
una cultura popolare molto più antica delle case sulle quali oggi
possiamo osservarle.
Castello e il paesaggio della Val di Vara
Il borgo non può essere separato dal paesaggio nel
quale è inserito.
Il territorio comunale di Carro è caratterizzato
da boschi di castagno, corsi d'acqua, prati e antichi
sentieri. Per secoli queste risorse hanno rappresentato una
parte essenziale dell'economia locale.
Il castagno, in particolare, ebbe un ruolo
fondamentale nella vita delle comunità rurali della valle. Le
castagne costituivano una importante risorsa alimentare e venivano
essiccate in piccoli edifici rurali chiamati "casun",
ancora riconoscibili in varie zone del territorio di Carro.
I boschi fornivano inoltre legna, mentre i terreni
agricoli garantivano produzioni destinate in primo luogo al consumo
delle famiglie.
Ancora oggi i sentieri e le antiche mulattiere
permettono di leggere il rapporto secolare fra l'uomo e il
territorio.
Un borgo legato alle vie di comunicazione
La storia di Castello è inseparabile da quella
delle antiche vie di comunicazione.
Il territorio di Carro rappresentava infatti un
punto di passaggio fra la Liguria e la pianura padana. Le strade di
oggi hanno sostituito in gran parte gli antichi percorsi, ma la
posizione del borgo permette ancora di comprendere la logica con cui
venivano scelti gli insediamenti medievali.
Un luogo elevato, facilmente difendibile e capace
di controllare le vie di transito aveva un valore strategico molto
maggiore di quello che potrebbe suggerire la sua dimensione attuale.
È proprio questa funzione che spiega la presenza
dell'antica fortificazione e, indirettamente, il nome stesso di
Castello.
Da vedere a Castello
• La chiesa di San Giorgio Martire
Il principale monumento della frazione, costruito sull'area
dell'antico castello. • Le tracce della fortificazione
Resti e strutture dell'antico insediamento difensivo sono stati
inglobati nel tessuto del borgo e negli edifici successivi. • I portali in arenaria
Testimonianze dell'arte e dell'abilità degli scalpellini locali. • La figura apotropaica
Una curiosa testimonianza delle antiche credenze popolari legate
alla protezione della casa. • Le piccole vie del borgo
Il modo migliore per cogliere la struttura raccolta dell'antico
insediamento fortificato. • Il paesaggio dell'alta Val di Vara
Boschi, castagneti e antichi percorsi circondano la frazione e ne
completano il carattere.
Curiosità
Castello e Carro: due borghi, una stessa storia
La distinzione medievale fra Carro Soprano
e Carro Sottano è una delle particolarità più interessanti
del territorio.
Castello rappresentava la parte alta e
fortificata, mentre Carro era il borgo sviluppatosi più in basso.
Con il passare dei secoli le due realtà sono
rimaste strettamente collegate e oggi fanno parte dello stesso
comune, ma la differenza originaria è ancora evidente nella
posizione e nei nomi dei due abitati.
Una chiesa costruita sul castello
La particolarità più importante di Castello è
probabilmente questa: per visitare oggi il luogo dell'antica
fortificazione bisogna guardare alla chiesa di San Giorgio.
Il castello è scomparso come edificio autonomo, ma
la sua presenza è rimasta nella memoria del luogo e nelle strutture
che ne hanno occupato l'area.
È un esempio perfetto di quella stratificazione
storica che caratterizza molti borghi dell'Appennino ligure.
Il nome che ha conservato la memoria
Anche quando la fortificazione non era più
utilizzata e le sue strutture venivano progressivamente trasformate,
il nome Castello è rimasto.
È così diventato una sorta di monumento
immateriale: ancora oggi, pronunciando il nome della frazione, si
richiama indirettamente la presenza di una fortificazione medievale
che per secoli ebbe un ruolo nella storia del territorio.
Castello, tra storia e memoria
Castello è uno di quei piccoli borghi nei quali la
storia non si presenta attraverso un monumento isolato, ma
attraverso la forma stessa dell'abitato.
Il nome, la posizione, la chiesa di San Giorgio,
le tracce della fortificazione, i portali in arenaria e le sculture
popolari raccontano episodi diversi di una storia che attraversa il
Medioevo e arriva fino ai nostri giorni.
Quello che oggi appare come un tranquillo paese
dell'entroterra era un tempo un punto strategico, inserito nelle
vicende di signorie feudali, autorità ecclesiastiche e della
Repubblica di Genova.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto di ChatGPT (OpenAI)
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