Centocroci. Il valico
storico tra la Val di Vara e la Val di Taro
Centocroci
,
nel territorio comunale di
Varese
Ligure
, occupa una posizione di particolare importanza
nell'Appennino ligure. Il Passo di Cento Croci, posto a circa
1.055 metri di altitudine
,
costituisce da secoli una naturale porta di collegamento tra l'Alta Val
di Vara, in Liguria, e la Val di Taro, nel territorio parmense.
La sua posizione sul crinale appenninico ha fatto di
Centocroci non soltanto un luogo di passaggio, ma anche un punto
strategico per i commerci, gli spostamenti delle popolazioni e il
controllo delle vie transappenniniche.
Un antico percorso tra Liguria ed
Emilia
Fin dal Medioevo il valico rappresentava una delle vie
attraverso cui la costa ligure e l'entroterra della Val di Vara erano
collegati con la pianura Padana.
Le fonti della Regione Liguria ricordano la presenza,
già dall'
XI secolo
, di un
ospizio per i viandanti
presso
il Passo di Cento Croci. La presenza di questa struttura testimonia
l'importanza del valico per pellegrini, mercanti, viaggiatori e
popolazioni locali che percorrevano le antiche mulattiere appenniniche.
La posizione di confine acquistò ulteriore importanza
nei secoli successivi. La zona segnava infatti il limite tra territori
sottoposti a differenti poteri politici, in particolare tra la
Repubblica di Genova
e il
Ducato di Parma
. Nei pressi
del passo sono documentati anche antichi cippi di confine.
Il Comune di Varese Ligure ricorda inoltre come il
passo costituisse una delle principali direttrici verso la pianura
Padana, mentre il vicino abitato di Taglieto si sviluppò proprio ai
piedi della salita verso Centocroci.
Il significato del nome "Cento Croci"
L'origine del toponimo
Cento Croci
è legata a diverse
tradizioni popolari.
Una delle spiegazioni più diffuse racconta di antiche
bande di briganti che avrebbero infestato il crinale e ucciso numerosi
viandanti. Le croci poste a ricordo delle vittime avrebbero dato origine
al nome del valico.
Si tratta però di una
tradizione popolare
, che va distinta dalle notizie storicamente
documentate. Il racconto delle numerose croci appartiene infatti alla
memoria e alla cultura orale legata al passo e contribuisce ancora oggi
al fascino del luogo.
Il "Monte dei Greci"
Un elemento particolarmente interessante riguarda
l'antico nome del rilievo sul quale si trova il passo.
Il Comune di Varese Ligure ricorda infatti che il
Monte di Cento Croci era anticamente
chiamato "Monte dei Greci"
. Il toponimo viene inserito nel
quadro delle testimonianze che potrebbero indicare una frequentazione
del territorio già in epoca bizantina. Nella stessa area sono presenti
altri toponimi considerati di possibile origine greca, come
Grecino
e
Baselica
.
Questi elementi non consentono da soli di ricostruire
con certezza la storia dell'insediamento sul passo, ma testimoniano
l'antichità e la complessità delle vicende storiche dell'Alta Val di
Vara.
La presenza di un ospizio e di una
cappella
La funzione di passaggio del valico ebbe anche una
dimensione religiosa e assistenziale.
Le fonti storiche del Comune ricordano che presso
Centocroci erano presenti un
ospedale e
una cappella dedicati a San Michele
, collegati alla rete di
assistenza ai viandanti che attraversavano l'Appennino.
La presenza di strutture di questo tipo era
particolarmente importante in un ambiente montano dove il viaggio poteva
essere difficile e pericoloso, soprattutto durante i mesi invernali.
Centocroci e il territorio di Varese
Ligure
Il passo deve essere considerato all'interno della più
ampia storia di
Varese Ligure
,
il cui sviluppo fu fortemente condizionato dalla posizione geografica.
Le strade provenienti dalla Riviera e dalla Val di
Vara permettevano di raggiungere attraverso i passi appenninici il
territorio parmense e la pianura Padana. Proprio questa posizione favorì
lo sviluppo di Varese come luogo di scambio e di transito.
Nel Medioevo il territorio entrò nell'orbita dei
Fieschi
, potente famiglia
genovese, che contribuì allo sviluppo agricolo e insediativo dell'Alta
Val di Vara.
Anche il paesaggio attuale conserva le tracce di
questa lunga storia: boschi, pascoli, antiche mulattiere, piccoli nuclei
abitati e testimonianze di fortificazioni raccontano il rapporto tra
l'uomo e la montagna.
Il castello di Monte Tanano
L'itinerario verso Centocroci è legato anche alla
storia delle fortificazioni medievali.
Sulla strada che sale da Varese Ligure al passo si
trovano i ruderi del
Castello di Monte
Tanano
, fatto edificare dai Fieschi nel XIII secolo in
posizione strategica sul crinale tra le valli dello Stora e del Crovana.
Il castello ebbe una funzione difensiva importante e
fu coinvolto nelle vicende militari che interessarono il territorio nei
secoli successivi. Il Comune ricorda, tra gli episodi più significativi,
il passaggio del territorio sotto il controllo dei Visconti nel 1435 e
la successiva riconquista da parte dei Fieschi.
Centocroci durante la Resistenza
Un capitolo fondamentale della storia più recente del
passo è quello legato alla
Seconda
guerra mondiale e alla Resistenza
.
Proprio dal nome del valico prese il nome la
formazione partigiana
"Centocroci"
,
nata tra la fine del 1943 e l'inizio del 1944 nell'area compresa tra la
Val di Taro e la Val di Vara.
Secondo la documentazione dell'Istituto spezzino per
la storia della Resistenza, il
4 marzo
1944
si svolse un incontro all'Albergo Alpino di Centocroci tra
diversi gruppi che sarebbero confluiti nella formazione partigiana. La
brigata ebbe successivamente un ruolo nelle vicende della Resistenza
ligure e parmense e partecipò agli scontri e ai rastrellamenti che
interessarono l'Appennino nel 1944 e nel 1945.
Nel gennaio 1945 la formazione si divise in due
tronconi, uno dei quali operò nel territorio spezzino assumendo la
denominazione di
Brigata Garibaldi
Cento Croci
.
Il legame tra il nome del luogo e la storia della
Resistenza è oggi ricordato anche da un monumento dedicato ai partigiani
caduti, situato presso il passo.
Un paesaggio di boschi e pascoli
Centocroci non è soltanto un luogo di interesse
storico.
Il paesaggio del passo è caratterizzato da
boschi, prati, pascoli e crinali
appenninici
, con un ambiente che conserva ancora forti
caratteristiche rurali e montane. Il territorio comunale di Varese
Ligure comprende una vasta area appenninica nella quale il rapporto tra
agricoltura, allevamento e ambiente ha contribuito a mantenere nel tempo
un paesaggio di particolare interesse.
Il passo rappresenta inoltre un punto di passaggio per
itinerari escursionistici dell'Appennino ligure e per percorsi che
collegano la Val di Vara con l'Emilia. |