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Informazioni storiche, culturali della località. |
CeragetoIl borgo degli orti sulla strada del Passo delle RadiciCerageto è una frazione del comune di Castiglione di Garfagnana, situata nella parte settentrionale del territorio comunale, lungo la strada che dalla valle sale verso il Passo delle Radici. Il paese occupa una posizione montana particolarmente suggestiva, sul versante appenninico della Garfagnana, circondato da boschi, prati e terreni coltivati. Il nucleo abitato si raccoglie intorno alla grande Chiesa di San Martino Vescovo, che con la sua mole rappresenta il principale punto di riferimento del paese. Cerageto possiede però anche un'altra caratteristica che lo rende particolare: la presenza di numerosi orti all'interno e immediatamente intorno all'abitato. Questa tradizione è rimasta così evidente nel paesaggio che Cerageto è stato riconosciuto come il “Paese degli Orti”.Un paese sulla strada della montagnaLa posizione geografica ha avuto un ruolo fondamentale nella storia di Cerageto. Il paese si trova lungo la direttrice che da Castiglione di Garfagnana sale verso le montagne dell'Appennino e il Passo delle Radici. Oggi questa strada permette di raggiungere San Pellegrino in Alpe e il confine tra Toscana ed Emilia-Romagna. In passato i collegamenti montani avevano un'importanza ancora maggiore. Attraverso i valichi passavano pastori, mercanti, pellegrini, eserciti e abitanti delle comunità situate sui due versanti dell'Appennino. Cerageto si trovava quindi lungo un territorio di passaggio tra la valle del Serchio e la montagna.L'origine del nome CeragetoL'origine del nome non è completamente certa. Secondo una tradizione locale, Cerageto potrebbe derivare da una forma dialettale collegata al ciliegio e quindi indicare originariamente un luogo caratterizzato dalla presenza di questi alberi. L'interpretazione è suggestiva e viene riportata dalle fonti turistiche locali, ma deve essere considerata come una probabile spiegazione toponomastica e non come un'origine definitivamente dimostrata. Il rapporto tra i nomi dei paesi e la vegetazione è comunque molto comune. Boschi, alberi, coltivazioni e caratteristiche del terreno hanno infatti dato origine a moltissimi toponimi della Garfagnana.Le origini del borgoLe origini di Cerageto sono antiche. Alcuni studi locali ritengono che il paese esistesse come comunità già prima del XII secolo. Una delle testimonianze più importanti riguarda la sua chiesa. Nel 1168, infatti, la Chiesa di San Martino viene ricordata nella celebre bolla di Papa Alessandro III che elenca numerosi edifici religiosi del territorio garfagnino. La presenza di una chiesa documentata nel XII secolo dimostra che a quell'epoca Cerageto era già un insediamento organizzato e dotato di una propria identità religiosa.La Chiesa di San Martino VescovoIl principale monumento del paese è la Chiesa di San Martino Vescovo. L'edificio domina il nucleo abitato e ancora oggi costituisce il cuore religioso di Cerageto. San Martino di Tours è uno dei santi più diffusi nella tradizione medievale europea. Soldato romano convertitosi al cristianesimo e successivamente divenuto vescovo, è ricordato soprattutto per il celebre episodio nel quale divise il proprio mantello con un povero. Il suo culto si diffuse molto presto anche nell'Italia settentrionale e centrale. La dedicazione di una chiesa medievale a San Martino costituisce quindi un elemento perfettamente coerente con l'antichità dell'insediamento.La testimonianza del 1168La menzione del 1168 è particolarmente importante perché inserisce Cerageto nella geografia religiosa medievale della Garfagnana. Le chiese dei piccoli villaggi non erano isolate. Facevano parte di un sistema organizzato intorno alle pievi e alla diocesi. Le pievi rappresentavano i principali centri religiosi del territorio rurale e svolgevano funzioni che le chiese minori non possedevano. La documentazione ecclesiastica permette quindi di seguire la presenza di Cerageto attraverso i secoli anche quando le informazioni sulla vita civile del paese sono più frammentarie.Una chiesa trasformata nei secoliLa Chiesa di San Martino che osserviamo oggi è il risultato di numerose trasformazioni. Non bisogna quindi immaginare che l'edificio attuale corrisponda integralmente alla chiesa ricordata nel XII secolo. Come accadde in quasi tutti i borghi della Garfagnana, la struttura religiosa venne modificata, ampliata, restaurata e adattata alle esigenze della popolazione. La tradizione locale descrive un edificio dotato di più altari, organo, campanile e spazi annessi. La sua imponenza rispetto alle dimensioni del paese testimonia il ruolo centrale che la chiesa ha avuto per generazioni nella vita della comunità.Cerageto diventa parrocchiaUn documento particolarmente interessante permette di seguire un'altra fase della storia religiosa del paese. L'Archivio Storico Diocesano conserva infatti una pratica relativa all'erezione di Cerageto in parrocchia, datata 26 settembre 1828. Il fascicolo comprende documentazione prodotta tra il 1825 e il 1829 e riguarda la costituzione del nuovo beneficio parrocchiale sotto il titolo di San Martino. È una testimonianza molto importante perché permette di distinguere due momenti diversi. La chiesa esisteva già nel Medioevo, ma l'organizzazione parrocchiale autonoma documentata dalle fonti archivistiche appartiene all'Ottocento.San Martino patrono religiosoLa festa di San Martino viene celebrata l'11 novembre. La ricorrenza cade in un periodo particolarmente significativo per la società contadina. Tradizionalmente novembre segnava infatti la conclusione di molti lavori agricoli, il momento del vino nuovo e l'inizio della stagione invernale. Il proverbio dell'“estate di San Martino” è ancora oggi diffuso in tutta Italia. In un paese profondamente legato alla terra come Cerageto, questa festa assumeva quindi anche un significato stagionale.San Lorenzo e la festa del paeseAccanto alla ricorrenza di San Martino, la tradizione locale attribuisce particolare importanza anche alla festa di San Lorenzo, celebrata il 10 agosto. Le fonti locali la indicano come una delle principali feste paesane. La data cade nel pieno dell'estate, quando anche le comunità montane tradizionalmente tornavano a riempirsi grazie al rientro temporaneo di famiglie ed emigranti. Le feste patronali e religiose erano infatti importanti occasioni di incontro. Permettevano alle famiglie disperse sul territorio di ritrovarsi e rafforzavano il senso di appartenenza alla comunità.Cerageto nella Garfagnana lucchesePer molti secoli Cerageto condivise le vicende politiche di Castiglione di Garfagnana. Questa zona possiede una storia particolare rispetto a gran parte della Garfagnana. Mentre numerose comunità della valle passarono nel Quattrocento sotto il dominio degli Este, Castiglione e il suo territorio rimasero legati a Lucca. La posizione di Castiglione era strategicamente fondamentale perché controllava una delle principali direttrici verso il Passo delle Radici. Cerageto faceva quindi parte di un territorio lucchese circondato, per lunghi periodi, da aree politicamente legate agli Estensi.Una terra di confineQuesta situazione trasformò Castiglione e le sue comunità in una vera zona di frontiera. La Garfagnana non costituiva infatti un territorio politicamente uniforme. Confini, enclave e territori appartenenti a differenti stati si alternavano lungo la valle. Per gli abitanti dei piccoli paesi questo significava convivere con sistemi amministrativi differenti, dazi, controlli e cambiamenti politici. Cerageto, situato inoltre lungo la strada verso l'Appennino, partecipava pienamente a questa cultura di confine.La comunità di CeragetoLe fonti archivistiche dimostrano che Cerageto non era considerato semplicemente un gruppo di case dipendente dal capoluogo. Possedeva una propria identità comunitaria. La documentazione relativa all'Archivio storico di Castiglione cita infatti espressamente Cerageto tra le comunità comprese nella precedente organizzazione territoriale lucchese. Questa distinzione è importante. Nel mondo preunitario le piccole comunità rurali potevano possedere forme di amministrazione locale, beni collettivi e proprie responsabilità fiscali pur facendo parte di circoscrizioni territoriali più ampie.L'età napoleonicaLa fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento portarono profondi cambiamenti anche in Garfagnana. Le campagne napoleoniche modificarono gli antichi stati italiani e introdussero nuovi sistemi amministrativi. Un documento conservato nell'Archivio della Garfagnana registra, tra il 1809 e il 1811, un ruolo per la contribuzione prediale del comune di Castiglione e delle sue frazioni di Cerageto e Chiozza. È una piccola ma significativa testimonianza della presenza di Cerageto nella documentazione fiscale dell'età napoleonica. La terra, ancora una volta, era al centro della vita della comunità.La Potesteria di CastiglioneDopo la caduta di Napoleone l'organizzazione amministrativa cambiò nuovamente. Nel 1815 venne istituita la Potesteria di Castiglione di Garfagnana. Secondo il Sistema Informativo degli Archivi di Stato, la sua competenza comprendeva anche il territorio della parrocchia di Cerageto. Questa organizzazione ebbe però vita breve. Le vicende politiche della Restaurazione stavano infatti preparando un altro importante cambiamento.Il passaggio al Ducato di ModenaNel 1819 si verificò un passaggio particolarmente interessante. Castiglione di Garfagnana e alcune delle sue comunità entrarono nel Ducato di Modena, governato dagli Austria-Este. La documentazione archivistica indica espressamente che la nuova comunità comprendeva, oltre a Castiglione, anche Cerageto, Chiozza, Alpi, Mozzanella e Piano di Cerreto. Cerageto entrò quindi in quella stessa organizzazione politica estense alla quale apparteneva già gran parte della Garfagnana. Fu una trasformazione importante, perché pose fine alla lunga appartenenza del territorio al sistema lucchese.Un paese tra valle e AppenninoNonostante i cambiamenti politici, la vita quotidiana degli abitanti continuava a essere determinata soprattutto dalla montagna. La disponibilità di terreno coltivabile era limitata. I versanti erano ripidi e il clima più rigido rispetto al fondovalle. Ogni piccolo appezzamento utilizzabile assumeva quindi un grande valore. Campi, prati, castagneti e orti costituivano un sistema attraverso il quale le famiglie cercavano di produrre quanto necessario alla propria sopravvivenza. È proprio in questo contesto che nasce una delle caratteristiche più interessanti di Cerageto.Cerageto, il Paese degli OrtiCerageto è conosciuto come il “Paese degli Orti”. La definizione non è soltanto uno slogan turistico. Nel paese la pratica dell'orticoltura è rimasta particolarmente diffusa. Numerosi piccoli appezzamenti coltivati si trovano infatti sia all'interno dell'abitato sia immediatamente intorno alle case. Questa presenza rende gli orti parte integrante del paesaggio urbano. Non sono semplicemente terreni agricoli situati fuori dal paese. Sono spazi inseriti tra abitazioni, strade e muri in pietra.L'orto come parte della casaNella società contadina l'orto aveva una funzione fondamentale. Mentre i campi più grandi potevano essere destinati ai cereali o al foraggio, l'orto produceva gli alimenti necessari alla cucina quotidiana. Cavoli, patate, fagioli, cipolle, insalate, erbe aromatiche e altri ortaggi potevano essere coltivati vicino all'abitazione. La vicinanza permetteva di curare continuamente le piante e utilizzare in maniera intensiva anche piccoli spazi. L'orto era quindi quasi un'estensione della casa.Un paesaggio agricolo dentro il paeseQuesta organizzazione è ancora particolarmente leggibile a Cerageto. Gli orti si inseriscono tra gli edifici e contribuiscono all'aspetto del borgo. Muri, recinzioni, piccoli terrazzamenti e appezzamenti coltivati raccontano un modo di utilizzare lo spazio che deriva direttamente dall'economia tradizionale. È una caratteristica importante perché molti paesi di montagna hanno progressivamente perso queste coltivazioni a causa dello spopolamento. Cerageto, invece, ne ha conservato una presenza significativa.Il riconoscimento del 2011Nel 2011 l'Amministrazione comunale, insieme alle associazioni del paese, ha voluto valorizzare ufficialmente questa caratteristica. Cerageto è stato così individuato come “Paese degli Orti”. Il riconoscimento sottolinea il valore non soltanto agricolo, ma anche culturale e paesaggistico dell'orticoltura. Un orto tradizionale conserva infatti sementi, tecniche, conoscenze e abitudini tramandate nel tempo. Mantenerlo significa preservare una piccola parte della cultura rurale della Garfagnana.La Festa degli OrtiAlla tradizione è legata anche la Festa degli Orti. Durante la manifestazione gli orti del paese vengono osservati e valorizzati attraverso una sorta di gara che tiene conto di caratteristiche come ordine, qualità e cura degli appezzamenti. La festa trasforma quindi un'attività normalmente privata e familiare in un momento collettivo. È un modo originale per ricordare che il paesaggio di un borgo non è formato soltanto dai monumenti. Anche uno spazio apparentemente semplice come un orto può diventare patrimonio culturale.Castagne e boschiOltre agli orti, anche il bosco ha avuto un'importanza fondamentale. Come in tutta la Garfagnana, il castagno ha rappresentato per secoli una delle principali risorse alimentari. Le castagne potevano essere consumate fresche oppure essiccate e trasformate in farina. La farina di castagne aveva il grande vantaggio di conservarsi e permetteva alle famiglie di affrontare l'inverno. Necci, polente e altre preparazioni costituivano quindi parte essenziale dell'alimentazione contadina.L'allevamento e i pratiI prati circostanti permettevano inoltre di mantenere animali. Bovini, ovini e altri capi fornivano latte, formaggi, carne e letame per concimare i terreni. Il fieno raccolto durante l'estate veniva conservato per l'inverno. Agricoltura e allevamento non erano quindi attività separate. Facevano parte dello stesso sistema. L'orto produceva verdure, i campi cereali e patate, i boschi castagne e legna, mentre prati e pascoli sostenevano gli animali.Le case del borgoIl nucleo storico di Cerageto conserva l'aspetto tipico di un paese appenninico. Le abitazioni seguono la conformazione della collina e si dispongono intorno alla chiesa. La pietra rappresenta naturalmente uno dei materiali principali dell'architettura tradizionale. Le case dovevano rispondere alle necessità di una società agricola. Cantine, depositi e spazi destinati agli animali occupavano spesso i livelli inferiori, mentre gli ambienti abitativi si trovavano ai piani superiori. Anche l'architettura raccontava quindi il lavoro quotidiano.Il terremoto del 1920Il 7 settembre 1920 Cerageto fu colpito dal grande terremoto della Garfagnana e della Lunigiana. La documentazione macrosismica attribuisce alla località un'intensità pari all'VIII grado della scala Mercalli-Cancani-Sieberg. Le fonti storiche riportano che il terremoto danneggiò gravemente il paese. Cerageto si trovava infatti all'interno di una delle aree maggiormente interessate dal sisma. Per una comunità costituita in larga parte da edifici tradizionali in muratura di pietra, un terremoto di tale intensità rappresentava un evento devastante.Un territorio segnato dai terremotiIl sisma del 1920 non rappresenta soltanto un episodio della storia locale. Ha lasciato conseguenze visibili nell'architettura di gran parte della Garfagnana. Molte chiese, campanili e abitazioni furono restaurati o ricostruiti. In alcuni paesi interi nuclei abitati cambiarono aspetto. Anche quando gli edifici sopravvissero, furono spesso necessari consolidamenti e modifiche strutturali. Osservare oggi i borghi della valle significa quindi vedere un patrimonio nel quale elementi medievali e moderni convivono anche a causa delle numerose ricostruzioni.Il terremoto del 2013La vulnerabilità sismica della Garfagnana si è manifestata nuovamente in epoca recente. Il terremoto del 2013 provocò danni anche a diversi edifici religiosi del territorio di Castiglione. La Chiesa di San Martino di Cerageto fu interessata da interventi di recupero e rimase per un periodo non utilizzabile. Nel 2016 le cronache locali ricordavano la chiesa di Cerageto tra gli edifici religiosi restaurati e prossimi alla riapertura al culto. È un ulteriore esempio del continuo lavoro necessario per conservare il patrimonio storico dei piccoli paesi appenninici.La memoria dei CadutiSulla parete esterna della Chiesa di San Martino si trova anche una lapide dedicata ai Caduti. La lapide venne collocata il 25 marzo 1938. Vi sono incisi i nomi di uomini di Cerageto morti per la patria e per cause legate al servizio militare. Anche questa testimonianza fa parte della storia del paese. Dietro i nomi scolpiti nel marmo si trovano famiglie e generazioni direttamente coinvolte nelle guerre del Novecento.Una comunità molto legata alla propria chiesaLa Chiesa di San Martino continua ancora oggi a rappresentare un punto centrale per Cerageto. Un esempio particolarmente significativo è la storia di Rodolfo Morganti, nato nel 1925 e per decenni sagrestano della parrocchia. Nel 2025, in occasione dei suoi cento anni, la stampa locale lo ha ricordato come uno dei sagrestani in servizio più anziani d'Italia. La sua storia racconta bene il rapporto che nei piccoli paesi può esistere tra una comunità e la propria chiesa. Non si tratta soltanto di un edificio monumentale. È un luogo curato e mantenuto attraverso il lavoro quotidiano degli abitanti.La strada verso il Passo delle RadiciCerageto rappresenta anche una tappa naturale lungo la salita verso il Passo delle Radici. Proseguendo verso la montagna si raggiungono località come Casone e successivamente le zone più elevate dell'Appennino. Il Passo delle Radici mette in comunicazione la Garfagnana con il versante emiliano. Per secoli questa direttrice ha rappresentato una delle vie naturali attraverso le montagne. La posizione di Cerageto lungo questo percorso permette quindi di collegare la visita del borgo a un itinerario più ampio dedicato all'Appennino.Boschi e passeggiateLa zona circostante offre numerose possibilità per passeggiate ed escursioni. Salendo di quota, il paesaggio agricolo lascia progressivamente spazio ai boschi e agli ambienti appenninici. In primavera e in estate domina il verde. In autunno i castagneti e le altre essenze del bosco trasformano completamente i colori del paesaggio. La posizione di Cerageto permette quindi di unire facilmente la visita del borgo a una giornata dedicata alla natura.Cerageto oggiOggi Cerageto conserva una dimensione tranquilla e prevalentemente residenziale. Come molti piccoli paesi della montagna ha conosciuto il fenomeno dello spopolamento, che nel corso del Novecento ha ridotto la popolazione di numerose comunità della Garfagnana. La presenza degli orti rappresenta però un segnale di continuità. Coltivare un piccolo appezzamento significa mantenere vivo un rapporto quotidiano con la terra. È probabilmente questo l'aspetto che distingue maggiormente Cerageto. Il paese non conserva soltanto edifici storici. Conserva ancora una parte del paesaggio produttivo che per secoli ha circondato le case.Cosa vedere a CeragetoLa visita può iniziare dalla Chiesa di San Martino Vescovo, cuore monumentale e religioso del paese, documentata almeno dal XII secolo. Vale la pena osservare con attenzione anche il borgo che la circonda, con le case adattate al pendio e gli elementi dell'architettura tradizionale. Una caratteristica da non perdere sono naturalmente gli orti di Cerageto. Passeggiando attraverso il paese si può osservare come gli appezzamenti coltivati si inseriscano tra le abitazioni e nelle immediate vicinanze del centro. Sulla Chiesa di San Martino è inoltre possibile osservare la lapide dedicata ai Caduti, collocata nel 1938. La visita può poi proseguire lungo la strada verso il Passo delle Radici, entrando progressivamente nel paesaggio montano dell'Appennino.Curiosità su CeragetoLa Chiesa di San Martino è documentata dal 1168Una bolla di Papa Alessandro III ricorda l'edificio religioso già nel XII secolo. Il nome potrebbe ricordare i ciliegi Secondo una spiegazione locale, Cerageto potrebbe derivare da una forma dialettale collegata al nome del ciliegio. Cerageto possedeva una propria identità comunitaria Le fonti archivistiche distinguono la comunità di Cerageto all'interno dell'antica organizzazione territoriale di Castiglione. Nel 1828 venne eretta la parrocchia L'Archivio Storico Diocesano conserva la pratica relativa all'istituzione della parrocchia di San Martino. Per secoli appartenne al territorio lucchese A differenza di molte comunità della Garfagnana, Castiglione e Cerageto rimasero a lungo legati a Lucca. Nel 1819 passò al Ducato di Modena Cerageto entrò nella nuova comunità di Castiglione appartenente agli Austria-Este. È il Paese degli Orti Dal 2011 questa particolare identità viene ufficialmente valorizzata dall'amministrazione e dalle associazioni locali. Gli orti sono anche dentro il borgo Una delle caratteristiche più interessanti è proprio la presenza di appezzamenti coltivati tra le abitazioni. Il terremoto del 1920 raggiunse qui l'VIII grado La documentazione storica segnala gravi danni nel paese. San Martino si festeggia l'11 novembre La ricorrenza è legata al titolare della chiesa. San Lorenzo si festeggia il 10 agosto La tradizione locale indica questa come una delle principali feste della comunità. Un sagrestano centenario Rodolfo Morganti, nato nel 1925, ha continuato per decenni a occuparsi della Chiesa di San Martino, diventando una figura particolarmente conosciuta nella comunità. Perché visitare CeragetoCerageto permette di conoscere una Garfagnana diversa da quella delle grandi fortezze e dei borghi più monumentali. Qui il patrimonio principale è costituito dal rapporto tra il paese e la terra. La Chiesa di San Martino racconta oltre otto secoli di storia religiosa. Le fonti archivistiche mostrano invece una comunità capace di mantenere nei secoli una propria identità, attraversando il periodo lucchese, l'età napoleonica e infine il passaggio al Ducato di Modena. Il terremoto del 1920 ricorda la fragilità di questi borghi di montagna. Ma sono soprattutto gli orti a raccontare Cerageto. Piccoli appezzamenti coltivati tra le case conservano ancora oggi una pratica che per generazioni è stata indispensabile alla sopravvivenza delle famiglie. È un patrimonio apparentemente semplice, ma proprio per questo particolarmente autentico. A Cerageto la storia non è conservata soltanto nella pietra della chiesa o nei documenti degli archivi. Continua anche nella terra lavorata accanto alle abitazioni. Ed è questa unione tra borgo, orti e paesaggio appenninico a rendere Cerageto una tappa interessante lungo la strada che da Castiglione di Garfagnana sale verso il Passo delle Radici. |