Cerretoli - Castelnuovo Garfagnana

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Cerretoli

Vista dalla strada

Chiesa vista dalla strada

In paese

La fontana dalla Chiesa

La fontana dalla Chiesa

La fontana dalla Chiesa

Particolare

La Chiesa di Sant'Andrea

Interno della Chiesa

Interno della Chiesa di S.Andrea

Interno della Chiesa

Interno della Chiesa

Acquasantiera

Interno della Chiesa

Interno della Chiesa

Interno della Chiesa

Il pulpito

Interno della Chiesa

Interno della Chiesa

Interno della Chiesa

Case nei pressi della Chiesa

Casa

In paese

In paese

Passaggio

In paese

Immagine

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

Case

Il pozzo o vasche

Le vasche

La fontana

Maestà

Informazioni storiche, culturali della località.

Cerretoli: storia, Sant'Andrea e antico borgo della Garfagnana

Cerretoli è una frazione del Comune di Castelnuovo di Garfagnana , in provincia di Lucca. Il paese sorge a circa 535 metri di altitudine , sui rilievi che dal fondovalle salgono verso le Alpi Apuane. È un borgo piccolo e raccolto, caratterizzato soprattutto dalle sue case in pietra costruite molto vicine tra loro , quasi a formare un unico organismo. Al centro si apre la piazza dominata dalla Chiesa di Sant'Andrea Apostolo , cuore religioso della comunità e testimonianza di una storia che affonda le proprie radici nel Medioevo. Cerretoli è inoltre strettamente legato al territorio di Mont'Alfonso , la grande fortezza estense costruita sulle alture sopra Castelnuovo. Boschi, castagneti, antiche strade e terreni agricoli completano il paesaggio di un paese che per secoli ha vissuto soprattutto delle risorse della montagna.

Un borgo sui rilievi sopra Castelnuovo

Cerretoli si trova a breve distanza da Castelnuovo di Garfagnana , ma il paesaggio è già quello della montagna. Dal fondovalle la strada sale rapidamente verso boschi e piccoli nuclei rurali. Il paese occupa una posizione favorevole sui primi contrafforti delle Alpi Apuane. La vicinanza a Castelnuovo rappresentò per secoli un vantaggio importante. Gli abitanti potevano raggiungere il principale mercato della zona senza rinunciare alle risorse offerte dai boschi e dai terreni posti più in alto.

Un paese compatto

Una delle caratteristiche più evidenti di Cerretoli è la struttura del centro storico. Le case di pietra sono strette le une alle altre , quasi senza soluzione di continuità. È un'organizzazione tipica dei piccoli nuclei montani. Costruire in maniera compatta permetteva di utilizzare meno terreno agricolo e offriva una maggiore protezione. Le abitazioni si affacciavano su piccoli passaggi, cortili e spazi comuni. Il risultato è un borgo nel quale architettura e conformazione del terreno appaiono ancora strettamente collegate.

L'origine del nome

Il nome Cerretoli viene generalmente ricondotto al latino cerretum, cioè un luogo caratterizzato dalla presenza di cerri. Il toponimo conserva quindi probabilmente la memoria dell'antica vegetazione del territorio. Boschi e alberi non rappresentavano semplicemente lo sfondo del paese. Erano una risorsa economica. Fornivano legna da ardere, materiale da costruzione e spazi destinati al pascolo e alla raccolta. Il rapporto tra Cerretoli e il bosco è quindi scritto persino nel nome del paese.

Le origini medievali

Le ricostruzioni storiche locali attribuiscono a Cerretoli origini medievali molto antiche. Il territorio viene collegato nel X secolo ai Suffredinghi , importante famiglia signorile di origine longobarda presente in diverse zone della Garfagnana. Le vicende politiche dei primi secoli sono difficili da ricostruire in ogni dettaglio. Esiste però una testimonianza particolarmente importante e relativamente precoce: quella della chiesa.

L'anno 991

La Chiesa di Sant'Andrea viene ricordata già nel 991 tra gli edifici religiosi appartenenti alla pievania di Fosciana. È un dato di grande importanza. Significa che alla fine del X secolo esisteva già in questo territorio una comunità organizzata intorno a un luogo di culto. La chiesa che vediamo oggi è stata profondamente trasformata e non coincide materialmente in ogni sua parte con l'edificio di quell'epoca. La continuità religiosa del luogo rimane però straordinaria.

La Pieve di Fosciana

Sant'Andrea apparteneva storicamente alla Pieve di Fosciana . Nel Medioevo le pievi rappresentavano i principali centri dell'organizzazione ecclesiastica rurale. Intorno alla pieve gravitavano numerose chiese minori. Era qui che, soprattutto nelle fasi più antiche, venivano amministrati alcuni sacramenti fondamentali. Il rapporto con Fosciana inseriva Cerretoli in una rete religiosa che univa diversi paesi dell'Alta Valle del Serchio.

L'estimo del 1260

La chiesa compare nuovamente nell' estimo della diocesi di Lucca del 1260 . A questa altezza cronologica Cerretoli era ormai una comunità medievale pienamente strutturata. La documentazione ecclesiastica è particolarmente preziosa perché spesso rappresenta una delle poche fonti sopravvissute per ricostruire la storia dei piccoli paesi. Chiese, pievi e parrocchie permettono così di seguire l'esistenza delle comunità anche quando le fonti civili sono scarse.

Un antico Castrum

Le tradizioni storiografiche locali ricordano Cerretoli anche come un antico castrum , cioè un insediamento fortificato. La definizione è coerente con la struttura compatta del borgo e con la storia generale della Garfagnana medievale. È però prudente non immaginare automaticamente una grande fortezza. Molti castra della montagna erano piccoli nuclei protetti da strutture relativamente semplici. Potevano comprendere una torre, alcune difese e abitazioni raccolte.

Una terra contesa

Nel Medioevo la Garfagnana fu attraversata da continue contese. Lucca cercava di controllare la valle. Famiglie feudali mantenevano proprietà e diritti. Firenze tentava di estendere la propria influenza. I Malaspina possedevano numerosi territori tra Lunigiana e Alta Garfagnana. In questo scenario anche un piccolo paese poteva trovarsi coinvolto in vicende politiche molto più grandi delle proprie dimensioni.

Tra Malaspina e Firenze

Una tradizione storica locale collega Cerretoli ai possedimenti ceduti nel Trecento dai Malaspina ai Fiorentini. L'informazione è riportata dalla storiografia locale, ma richiede prudenza quando si vogliono ricostruire con esattezza i singoli passaggi di proprietà. Ciò che emerge chiaramente è la posizione di Cerretoli all'interno di un territorio nel quale, tra Trecento e Quattrocento, si confrontavano diversi poteri.

Il Quattrocento

Nel corso del Quattrocento gli equilibri della Garfagnana cambiarono radicalmente. Molte comunità si affidarono agli Este . Castelnuovo divenne il principale centro politico dei loro possedimenti garfagnini. Un documento del 1451 colloca Cerretoli nell'orbita della vicaria estense di Castelnuovo. Da quel momento la storia del paese rimase sempre più strettamente legata al capoluogo.

La Garfagnana estense

Per Cerretoli iniziò così una lunga appartenenza alla Garfagnana estense . Castelnuovo divenne sede dei rappresentanti del duca. La Rocca controllava il centro amministrativo. Le piccole comunità circostanti continuarono però a vivere soprattutto di agricoltura, bosco e allevamento. Per gli abitanti di Cerretoli il governo degli Este rappresentava una realtà politica importante, ma la vita quotidiana continuava a essere scandita dalle stagioni.

Ludovico Ariosto

Tra il 1522 e il 1525 il governatore estense della Garfagnana fu Ludovico Ariosto . Il poeta risiedeva nella Rocca di Castelnuovo e doveva amministrare un territorio difficile, segnato da conflitti tra comunità, banditismo e problemi di comunicazione. Non è necessario attribuire ad Ariosto episodi specifici a Cerretoli senza documentazione. La sua presenza aiuta però a ricostruire il contesto politico nel quale viveva anche il piccolo paese.

La Fortezza di Mont'Alfonso

Poco pi�� di mezzo secolo dopo il governo di Ariosto, gli Este decisero di costruire una nuova grande struttura militare sulle alture sopra Castelnuovo: la Fortezza di Mont'Alfonso . La fortificazione nacque alla fine del Cinquecento per rafforzare la difesa della capitale garfagnina e controllare il territorio circostante. La sua posizione è strettamente legata alla zona di Cerretoli. Ancora oggi la strada che conduce alla fortezza passa proprio da questo versante.

Cerretoli e Mont'Alfonso

Il rapporto geografico tra Cerretoli e Mont'Alfonso è uno degli elementi più interessanti del paese. Il borgo si trova infatti lungo il sistema di rilievi che circonda la fortezza. Per gli abitanti del passato quei boschi non erano luoghi destinati alle passeggiate. Erano territori di lavoro. Si raccoglieva legna. Si conducevano animali al pascolo. Si raggiungevano campi e castagneti. La grande fortezza estense faceva quindi parte del paesaggio quotidiano della comunità.

La Chiesa di Sant'Andrea Apostolo

Il monumento principale di Cerretoli è la Chiesa di Sant'Andrea Apostolo . L'edificio attuale è il risultato di numerosi rifacimenti. La sua origine medievale è documentata almeno dal 991, mentre le forme oggi visibili appartengono soprattutto alle trasformazioni avvenute in età moderna e contemporanea. La chiesa domina la piccola piazza centrale. Per secoli rappresentò il principale punto di incontro della comunità.

Sant'Andrea Apostolo

Sant'Andrea era fratello di San Pietro e, secondo i Vangeli, fu uno dei primi discepoli chiamati da Gesù. La tradizione cristiana lo considera martirizzato su una croce dalla particolare forma diagonale, diventata poi famosa come croce di Sant'Andrea . La sua festa viene celebrata il 30 novembre . Il culto era molto diffuso nell'Europa medievale. La dedicazione della chiesa di Cerretoli appartiene quindi a una tradizione molto antica.

La visita pastorale del 1684

Una preziosa fotografia storica della chiesa ci arriva dalla visita pastorale del 1684 . All'epoca la facciata presentava già tre portali . Sopra quello centrale si trovava però un'apertura rettangolare oggi scomparsa. Il documento dimostra che alla fine del Seicento l'edificio aveva già assunto una struttura relativamente ampia. La presenza di tre ingressi corrispondeva all'organizzazione interna in tre navate.

Le tre navate

L'interno della chiesa è infatti articolato in tre navate . Grandi pilastri sostengono archi a tutto sesto. La navata centrale è coperta da una volta a botte con lunette, intervallata da arconi rinforzati con catene metalliche. Le navate laterali presentano invece volte a crociera. È una struttura notevole per una comunità delle dimensioni di Cerretoli. Dimostra l'importanza raggiunta dalla parrocchia nel corso dell'età moderna.

La pala del Crocifisso

Tra le opere ricordate nella chiesa figura una pala con il Crocifisso accompagnato dai santi Andrea, Maria Maddalena e Antonio da Padova . L'opera è attribuita al pittore Niccolò Azzi , artista attivo in Garfagnana. La presenza di una pala di questo tipo mostra ancora una volta come anche le chiese dei piccoli paesi potessero custodire opere commissionate ad artisti attivi nel territorio. La chiesa non era soltanto luogo di culto. Era anche il principale spazio artistico della comunità.

Gli altari laterali

Come molte chiese della Garfagnana, Sant'Andrea conserva una struttura interna sviluppatasi nel corso di epoche differenti. Gli altari laterali erano collegati alle devozioni della popolazione. Una famiglia poteva contribuire al loro mantenimento. Una confraternita poteva occuparsi delle celebrazioni. Un'immagine sacra poteva diventare il centro di una devozione particolarmente sentita. La storia religiosa del paese era così distribuita in diversi spazi all'interno dello stesso edificio.

Il campanile

Accanto alla chiesa sorge il campanile . Per secoli le campane rappresentarono il principale sistema di comunicazione collettiva. Annunciavano la Messa. Segnalavano funerali e matrimoni. Scandivano le principali ore della giornata. In caso di emergenza potevano richiamare la popolazione. Il loro suono raggiungeva campi, boschi e case sparse, collegando idealmente l'intera comunità.

La vita nei boschi

Cerretoli era circondato da un territorio intensamente utilizzato. Il bosco forniva legna da ardere. Il legname serviva per travi, mobili e attrezzi. Le foglie potevano essere raccolte per le stalle. Alcune aree venivano utilizzate per il pascolo. La montagna non era quindi uno spazio selvatico separato dal paese. Era una componente essenziale della sua economia.

I castagneti

Come in gran parte della Garfagnana, un ruolo fondamentale era svolto dal castagno . I castagneti venivano puliti e curati. Gli alberi erano innestati. In autunno la raccolta impegnava intere famiglie. Le castagne potevano essere consumate fresche, bollite o arrostite. La maggior parte veniva però destinata all'essiccazione e alla produzione della farina.

I metati

L'essiccazione avveniva nei tradizionali metati . Le castagne venivano distribuite sopra un graticcio di legno. Al piano inferiore ardeva lentamente un fuoco. L'operazione durava settimane. Bisognava controllare costantemente temperatura e fumo. Terminata l'essiccazione, le castagne venivano sbucciate e portate al mulino. Il metato era quindi uno dei luoghi più importanti della vita autunnale.

La farina di neccio

Dalla macinazione delle castagne si otteneva la farina di neccio . Era un alimento prezioso perché poteva essere conservato durante l'inverno. Con la farina si preparavano polente, necci e altre pietanze tradizionali. Per le famiglie più povere rappresentava spesso una parte fondamentale dell'alimentazione. Il castagno era per questo chiamato anche “albero del pane”.

Campi e orti

Accanto al bosco esistevano naturalmente i terreni coltivati. Si producevano cereali, patate, legumi e ortaggi. Vicino alle abitazioni si trovavano piccoli orti. Ogni appezzamento utilizzabile aveva valore. La fertilità non era paragonabile a quella delle grandi pianure agricole. Per questo le famiglie dovevano combinare molte attività differenti. Agricoltura, allevamento e bosco funzionavano insieme.

Prati e allevamento

I prati erano indispensabili per produrre fieno. Durante l'estate l'erba veniva falciata e lasciata asciugare. Il fieno veniva poi trasportato nei fienili. Serviva per alimentare gli animali durante l'inverno. Bovini, pecore, capre, maiali e animali da cortile completavano l'economia domestica. Gli animali producevano anche il letame necessario per fertilizzare i campi.

Le case sparse

La comunità storica di Cerretoli non viveva soltanto all'interno del borgo. Una parte consistente della popolazione abitava nelle case sparse distribuite nel territorio agricolo. Questo dato emerge chiaramente dai censimenti. Nel 1921 il centro di Cerretoli contava 126 abitanti , mentre ben 166 persone vivevano nelle case sparse della frazione. La popolazione rurale distribuita sul territorio era quindi addirittura superiore a quella raccolta nel paese.

Quasi trecento abitanti

Sommando il centro e le case sparse, nel censimento del 1921 l'area censuaria di Cerretoli raggiungeva quasi trecento residenti . È un dato che cambia completamente la percezione del paese. Oggi il borgo appare piccolo e tranquillo. Un secolo fa il territorio era invece pieno di famiglie. Campi, prati e castagneti erano continuamente frequentati. Le case rurali erano abitate. I sentieri erano percorsi quotidianamente.

Le mulattiere

Prima della diffusione dell'automobile, gli spostamenti avvenivano attraverso mulattiere e strade rurali . Cerretoli era collegato naturalmente a Castelnuovo. Altri percorsi attraversavano i boschi verso Mont'Alfonso e le località circostanti. Le persone camminavano. Le merci più pesanti venivano trasportate con muli e altri animali da soma. Quella che oggi può sembrare una rete escursionistica era in realtà il sistema stradale della vita quotidiana.

Castelnuovo e il mercato

La vicinanza a Castelnuovo rappresentava un vantaggio fondamentale. Il mercato del capoluogo era uno dei più importanti della Garfagnana. Gli abitanti di Cerretoli potevano vendervi prodotti agricoli, animali, formaggi e castagne. Potevano acquistare sale, tessuti, utensili e merci non prodotte localmente. Il paese era quindi rurale, ma non isolato. La città e la campagna vivevano in stretto rapporto.

La Prima guerra mondiale

La Prima guerra mondiale colpì duramente anche le piccole comunità della Garfagnana. Numerosi giovani vennero richiamati al fronte. Alcuni non tornarono. Cerretoli conserva sulla facciata della Chiesa di Sant'Andrea una lapide dedicata ai propri caduti. La sua collocazione risale al 27 settembre 1919 , appena un anno dopo la conclusione del conflitto.

La lapide ai Caduti

Il monumento è realizzato in marmo bianco delle Alpi Apuane e marmo grigio. La scelta del materiale lega direttamente la memoria della guerra al territorio. Le lapidi dei piccoli paesi erano molto più di semplici monumenti pubblici. I nomi incisi appartenevano a famiglie conosciute da tutti. In una comunità di poche centinaia di persone, ogni caduto rappresentava una perdita avvertita dall'intero paese.

Il terremoto del 1920

Meno di un anno dopo l'inaugurazione della lapide, Cerretoli fu colpita da un'altra tragedia. Il 7 settembre 1920 un violentissimo terremoto devastò Garfagnana e Lunigiana. A Cerretoli l'intensità macrosismica raggiunse l' VIII grado della scala MCS . La scossa provocò il crollo di due abitazioni e danneggiò altri edifici.

La chiesa danneggiata

Anche la Chiesa di Sant'Andrea subì seri danni. Fu necessario intervenire negli anni immediatamente successivi. Nel 1922 l'edificio venne sottoposto a lavori di ristrutturazione. Il terremoto del 1920 rappresentò un passaggio fondamentale nella storia architettonica di numerosi paesi della Garfagnana. Molte chiese e abitazioni che oggi sembrano antiche conservano in realtà importanti ricostruzioni novecentesche determinate proprio dal sisma.

La Seconda guerra mondiale

Tra il 1944 e il 1945 Cerretoli si trovò nuovamente vicino a una zona di guerra. La Linea Gotica attraversava le montagne della Toscana settentrionale. Castelnuovo e il suo territorio furono coinvolti direttamente nelle operazioni militari. Bombardamenti, requisizioni, sfollamenti e presenza di truppe sconvolsero la vita quotidiana. I boschi e le vecchie mulattiere tornarono ad avere un ruolo fondamentale per gli spostamenti e la ricerca di riparo.

I caduti della Seconda guerra mondiale

La memoria della guerra è conservata ancora oggi sulla facciata della chiesa. Accanto alla lapide dedicata ai caduti del primo conflitto è stata collocata una seconda testimonianza commemorativa. Nel 2018 il complesso memoriale è stato integrato per ricordare anche i caduti della Seconda guerra mondiale. La facciata di Sant'Andrea è diventata così anche il luogo della memoria civile del paese.

Il dopoguerra

Dopo il conflitto iniziò una trasformazione rapidissima. Le condizioni di vita migliorarono. Le strade divennero più facilmente percorribili. Automobili e mezzi agricoli sostituirono progressivamente gli animali da soma. Molti abitanti trovarono lavoro a Castelnuovo oppure fuori dalla Garfagnana. L'agricoltura tradizionale cominciò a perdere il ruolo centrale che aveva avuto per secoli.

Il censimento del 1961

Il cambiamento è visibile nei dati demografici. Nel 1961 il censimento registrava 110 abitanti nel centro di Cerretoli . Altri nuclei e case sparse completavano la popolazione della frazione geografica. Il confronto con il 1921 mostra già l'inizio di una trasformazione profonda. Il territorio rurale non ospitava più la stessa quantità di famiglie del passato.

Lo spopolamento

Nei decenni successivi il fenomeno continuò. Molti piccoli campi vennero abbandonati. I prati non furono più falciati regolarmente. I castagneti persero una parte delle cure tradizionali. Il bosco riconquistò progressivamente terreni che erano stati mantenuti aperti per generazioni. È uno dei motivi per cui il paesaggio contemporaneo appare molto più forestale rispetto a quello conosciuto dagli abitanti dell'Ottocento.

I lavori del 1967

Nel 1967 la Chiesa di Sant'Andrea venne nuovamente sottoposta a importanti lavori. L'edificio fu sopraelevato. Vennero rifatte le volte e la copertura. Il campanile fu consolidato. Durante l'intervento venne inoltre eliminata l'apertura rettangolare che si trovava sopra il portale centrale e che era ancora documentata nella visita pastorale del 1684. L'aspetto della facciata cambiò quindi sensibilmente.

Il restauro del 1978

Altri lavori seguirono nel 1978 . In questa occasione venne effettuata manutenzione alla copertura e furono rifatti alcuni intonaci. Sono interventi che testimoniano la continua necessità di conservare gli edifici storici della montagna. Pioggia, neve, umidità e variazioni di temperatura mettono infatti continuamente alla prova tetti e murature.

Il restauro del 1984

Un'ulteriore fase di restauro arrivò nel 1984 . La copertura venne nuovamente sistemata e la facciata fu rifatta. È l'intervento ricordato anche dalle schede turistiche dedicate al paese. La Sant'Andrea che osserviamo oggi è quindi il risultato di quasi mille anni di storia religiosa, ma anche di numerose trasformazioni relativamente recenti.

La strada di Mont'Alfonso

Oggi uno dei collegamenti più conosciuti della zona è proprio la via per Cerretoli , utilizzata anche per raggiungere la Fortezza di Mont'Alfonso. La relazione tra borgo e fortezza è quindi ancora perfettamente leggibile nella viabilità contemporanea. La grande costruzione estense domina il territorio vicino a Castelnuovo. Cerretoli rappresenta invece il volto rurale dello stesso paesaggio storico. Due realtà differenti, ma profondamente collegate.

Sant'Andrea oggi

La Chiesa di Sant'Andrea Apostolo continua a rappresentare il centro simbolico del borgo. La piccola piazza davanti all'edificio costituisce il cuore dell'abitato. Le case si raccolgono intorno. Le lapidi ricordano i caduti. Il campanile continua a dominare il profilo del paese. È difficile trovare un'immagine che riassuma meglio la struttura tradizionale di una comunità rurale garfagnina.

Cerretoli oggi

Oggi Cerretoli conserva un carattere profondamente diverso dal vicino centro urbano di Castelnuovo. Bastano pochi chilometri per passare dalle strade del capoluogo a un piccolo nucleo di case in pietra circondato dal verde . Questa vicinanza rappresenta una delle caratteristiche più interessanti della frazione. Cerretoli non è mai stato completamente isolato. Allo stesso tempo ha conservato un'identità rurale molto evidente.

La memoria nelle case

Le abitazioni storiche raccontano ancora l'organizzazione della vecchia società contadina. Spazi che oggi possono apparire semplicemente rustici avevano funzioni precise. Una cantina conservava alimenti e vino. Una stalla ospitava gli animali. Un fienile custodiva il foraggio. Un cortile serviva per numerosi lavori. La casa era contemporaneamente abitazione, magazzino e luogo di produzione.

Dal Medioevo al Novecento

La storia di Cerretoli attraversa epoche molto differenti. La chiesa è documentata nel 991 . Nel Medioevo il paese apparteneva a un territorio controllato da famiglie feudali e poteri concorrenti. Nel Quattrocento entrò nell'orbita estense. Tra Cinquecento e Seicento Castelnuovo e Mont'Alfonso trasformarono il paesaggio politico e militare. L'Ottocento vide ancora una comunità prevalentemente agricola. Il Novecento portò guerra, terremoto, ricostruzione e spopolamento.

Mille anni intorno a Sant'Andrea

È soprattutto la Chiesa di Sant'Andrea a creare un filo continuo tra queste epoche. Generazioni completamente differenti hanno attraversato la sua porta. Contadini medievali. Famiglie della Garfagnana estense. Abitanti dell'Ottocento. Soldati in partenza per la Prima guerra mondiale. Sopravvissuti al terremoto del 1920. Famiglie durante la Linea Gotica. Emigranti tornati per le feste del paese. L'edificio è cambiato molte volte, ma la sua funzione comunitaria è rimasta.

Un borgo da riscoprire

Visitare Cerretoli significa scoprire una Garfagnana raccolta e autenticamente rurale. La storia è nelle case di pietra addossate le une alle altre. È nel nome del paese, che conserva il ricordo degli antichi boschi. È nella Chiesa di Sant'Andrea, documentata da più di mille anni. È nella pala attribuita a Niccolò Azzi. È nelle lapidi dei caduti. È nelle tracce del terremoto del 1920. È nei castagneti, nei metati e nelle vecchie strade che salgono verso Mont'Alfonso. Cerretoli racconta così la storia di una piccola comunità cresciuta tra Castelnuovo e le montagne , capace di conservare nel proprio borgo le tracce del Medioevo, della Garfagnana estense e della grande civiltà contadina che per secoli ha modellato questo territorio.
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