Cerretoli: storia,
Sant'Andrea e antico borgo della Garfagnana
Cerretoli
è una frazione del Comune di
Castelnuovo di Garfagnana
, in provincia di Lucca.
Il paese sorge a circa
535 metri di altitudine
,
sui rilievi che dal fondovalle salgono verso le Alpi Apuane.
È un borgo piccolo e raccolto, caratterizzato
soprattutto dalle sue
case in
pietra costruite molto vicine tra loro
, quasi a formare un
unico organismo.
Al centro si apre la piazza dominata dalla
Chiesa di Sant'Andrea Apostolo
,
cuore religioso della comunità e testimonianza di una storia che
affonda le proprie radici nel Medioevo.
Cerretoli è inoltre strettamente legato al
territorio di
Mont'Alfonso
,
la grande fortezza estense costruita sulle alture sopra Castelnuovo.
Boschi, castagneti, antiche strade e terreni
agricoli completano il paesaggio di un paese che per secoli ha
vissuto soprattutto delle risorse della montagna.
Un borgo sui rilievi sopra
Castelnuovo
Cerretoli si trova a breve distanza da
Castelnuovo di Garfagnana
,
ma il paesaggio è già quello della montagna.
Dal fondovalle la strada sale rapidamente verso
boschi e piccoli nuclei rurali.
Il paese occupa una posizione favorevole sui primi
contrafforti delle Alpi Apuane.
La vicinanza a Castelnuovo rappresentò per secoli
un vantaggio importante.
Gli abitanti potevano raggiungere il principale
mercato della zona senza rinunciare alle risorse offerte dai boschi
e dai terreni posti più in alto.
Un paese compatto
Una delle caratteristiche più evidenti di
Cerretoli è la struttura del centro storico.
Le
case di pietra
sono strette le une alle altre
, quasi senza soluzione di
continuità.
È un'organizzazione tipica dei piccoli nuclei
montani.
Costruire in maniera compatta permetteva di
utilizzare meno terreno agricolo e offriva una maggiore protezione.
Le abitazioni si affacciavano su piccoli passaggi,
cortili e spazi comuni.
Il risultato è un borgo nel quale architettura e
conformazione del terreno appaiono ancora strettamente collegate.
L'origine del nome
Il nome
Cerretoli
viene generalmente ricondotto al latino cerretum, cioè un
luogo caratterizzato dalla presenza di cerri.
Il toponimo conserva quindi probabilmente la
memoria dell'antica vegetazione del territorio.
Boschi e alberi non rappresentavano semplicemente
lo sfondo del paese.
Erano una risorsa economica.
Fornivano legna da ardere, materiale da
costruzione e spazi destinati al pascolo e alla raccolta.
Il rapporto tra Cerretoli e il bosco è quindi
scritto persino nel nome del paese.
Le origini medievali
Le ricostruzioni storiche locali attribuiscono a
Cerretoli origini medievali molto antiche.
Il territorio viene collegato nel X secolo ai
Suffredinghi
, importante
famiglia signorile di origine longobarda presente in diverse zone
della Garfagnana.
Le vicende politiche dei primi secoli sono
difficili da ricostruire in ogni dettaglio.
Esiste però una testimonianza particolarmente
importante e relativamente precoce: quella della chiesa.
L'anno 991
La
Chiesa di
Sant'Andrea
viene ricordata già nel
991
tra gli edifici
religiosi appartenenti alla pievania di Fosciana.
È un dato di grande importanza.
Significa che alla fine del X secolo esisteva già
in questo territorio una comunità organizzata intorno a un luogo di
culto.
La chiesa che vediamo oggi è stata profondamente
trasformata e non coincide materialmente in ogni sua parte con
l'edificio di quell'epoca.
La continuità religiosa del luogo rimane però
straordinaria.
La Pieve di Fosciana
Sant'Andrea apparteneva storicamente alla
Pieve di Fosciana
.
Nel Medioevo le pievi rappresentavano i principali
centri dell'organizzazione ecclesiastica rurale.
Intorno alla pieve gravitavano numerose chiese
minori.
Era qui che, soprattutto nelle fasi più antiche,
venivano amministrati alcuni sacramenti fondamentali.
Il rapporto con Fosciana inseriva Cerretoli in una
rete religiosa che univa diversi paesi dell'Alta Valle del Serchio.
L'estimo del 1260
La chiesa compare nuovamente nell'
estimo
della diocesi di Lucca del 1260
.
A questa altezza cronologica Cerretoli era ormai
una comunità medievale pienamente strutturata.
La documentazione ecclesiastica è particolarmente
preziosa perché spesso rappresenta una delle poche fonti
sopravvissute per ricostruire la storia dei piccoli paesi.
Chiese, pievi e parrocchie permettono così di
seguire l'esistenza delle comunità anche quando le fonti civili sono
scarse.
Un antico Castrum
Le tradizioni storiografiche locali ricordano
Cerretoli anche come un antico
castrum
, cioè un insediamento fortificato.
La definizione è coerente con la struttura
compatta del borgo e con la storia generale della Garfagnana
medievale.
È però prudente non immaginare automaticamente una
grande fortezza.
Molti castra della montagna erano piccoli
nuclei protetti da strutture relativamente semplici.
Potevano comprendere una torre, alcune difese e
abitazioni raccolte.
Una terra contesa
Nel Medioevo la Garfagnana fu attraversata da
continue contese.
Lucca cercava di controllare la valle.
Famiglie feudali mantenevano proprietà e diritti.
Firenze tentava di estendere la propria influenza.
I Malaspina possedevano numerosi territori tra
Lunigiana e Alta Garfagnana.
In questo scenario anche un piccolo paese poteva
trovarsi coinvolto in vicende politiche molto più grandi delle
proprie dimensioni.
Tra Malaspina e Firenze
Una tradizione storica locale collega Cerretoli ai
possedimenti ceduti nel Trecento dai
Malaspina
ai Fiorentini.
L'informazione è riportata dalla storiografia
locale, ma richiede prudenza quando si vogliono ricostruire con
esattezza i singoli passaggi di proprietà.
Ciò che emerge chiaramente è la posizione di
Cerretoli all'interno di un territorio nel quale, tra Trecento e
Quattrocento, si confrontavano diversi poteri.
Il Quattrocento
Nel corso del Quattrocento gli equilibri della
Garfagnana cambiarono radicalmente.
Molte comunità si affidarono agli
Este
.
Castelnuovo divenne il principale centro politico
dei loro possedimenti garfagnini.
Un documento del
1451
colloca Cerretoli nell'orbita della vicaria estense di
Castelnuovo.
Da quel momento la storia del paese rimase sempre
più strettamente legata al capoluogo.
La Garfagnana estense
Per Cerretoli iniziò così una lunga appartenenza
alla
Garfagnana estense
.
Castelnuovo divenne sede dei rappresentanti del
duca.
La Rocca controllava il centro amministrativo.
Le piccole comunità circostanti continuarono però
a vivere soprattutto di agricoltura, bosco e allevamento.
Per gli abitanti di Cerretoli il governo degli
Este rappresentava una realtà politica importante, ma la vita
quotidiana continuava a essere scandita dalle stagioni.
Ludovico Ariosto
Tra il
1522 e il
1525
il governatore estense della Garfagnana fu
Ludovico Ariosto
.
Il poeta risiedeva nella Rocca di Castelnuovo e
doveva amministrare un territorio difficile, segnato da conflitti
tra comunità, banditismo e problemi di comunicazione.
Non è necessario attribuire ad Ariosto episodi
specifici a Cerretoli senza documentazione.
La sua presenza aiuta però a ricostruire il
contesto politico nel quale viveva anche il piccolo paese.
La Fortezza di Mont'Alfonso
Poco pi�� di mezzo secolo dopo il governo di
Ariosto, gli Este decisero di costruire una nuova grande struttura
militare sulle alture sopra Castelnuovo: la
Fortezza di Mont'Alfonso
.
La fortificazione nacque alla fine del Cinquecento
per rafforzare la difesa della capitale garfagnina e controllare il
territorio circostante.
La sua posizione è strettamente legata alla zona
di Cerretoli.
Ancora oggi la strada che conduce alla fortezza
passa proprio da questo versante.
Cerretoli e Mont'Alfonso
Il rapporto geografico tra Cerretoli e
Mont'Alfonso è uno degli elementi più interessanti del paese.
Il borgo si trova infatti lungo il sistema di
rilievi che circonda la fortezza.
Per gli abitanti del passato quei boschi non erano
luoghi destinati alle passeggiate.
Erano territori di lavoro.
Si raccoglieva legna.
Si conducevano animali al pascolo.
Si raggiungevano campi e castagneti.
La grande fortezza estense faceva quindi parte del
paesaggio quotidiano della comunità.
La Chiesa di Sant'Andrea Apostolo
Il monumento principale di Cerretoli è la
Chiesa di Sant'Andrea Apostolo
.
L'edificio attuale è il risultato di numerosi
rifacimenti.
La sua origine medievale è documentata almeno dal
991, mentre le forme oggi visibili appartengono soprattutto alle
trasformazioni avvenute in età moderna e contemporanea.
La chiesa domina la piccola piazza centrale.
Per secoli rappresentò il principale punto di
incontro della comunità.
Sant'Andrea Apostolo
Sant'Andrea era fratello di San Pietro e, secondo
i Vangeli, fu uno dei primi discepoli chiamati da Gesù.
La tradizione cristiana lo considera martirizzato
su una croce dalla particolare forma diagonale, diventata poi famosa
come
croce di Sant'Andrea
.
La sua festa viene celebrata il
30 novembre
.
Il culto era molto diffuso nell'Europa medievale.
La dedicazione della chiesa di Cerretoli
appartiene quindi a una tradizione molto antica.
La visita pastorale del 1684
Una preziosa fotografia storica della chiesa ci
arriva dalla
visita pastorale del
1684
.
All'epoca la facciata presentava già
tre portali
.
Sopra quello centrale si trovava però un'apertura
rettangolare oggi scomparsa.
Il documento dimostra che alla fine del Seicento
l'edificio aveva già assunto una struttura relativamente ampia.
La presenza di tre ingressi corrispondeva
all'organizzazione interna in tre navate.
Le tre navate
L'interno della chiesa è infatti articolato in
tre navate
.
Grandi pilastri sostengono archi a tutto sesto.
La navata centrale è coperta da una volta a botte
con lunette, intervallata da arconi rinforzati con catene
metalliche.
Le navate laterali presentano invece volte a
crociera.
È una struttura notevole per una comunità delle
dimensioni di Cerretoli.
Dimostra l'importanza raggiunta dalla parrocchia
nel corso dell'età moderna.
La pala del Crocifisso
Tra le opere ricordate nella chiesa figura una
pala con il
Crocifisso accompagnato
dai santi Andrea, Maria Maddalena e Antonio da Padova
.
L'opera è attribuita al pittore
Niccolò Azzi
, artista
attivo in Garfagnana.
La presenza di una pala di questo tipo mostra
ancora una volta come anche le chiese dei piccoli paesi potessero
custodire opere commissionate ad artisti attivi nel territorio.
La chiesa non era soltanto luogo di culto.
Era anche il principale spazio artistico della
comunità.
Gli altari laterali
Come molte chiese della Garfagnana, Sant'Andrea
conserva una struttura interna sviluppatasi nel corso di epoche
differenti.
Gli altari laterali erano collegati alle devozioni
della popolazione.
Una famiglia poteva contribuire al loro
mantenimento.
Una confraternita poteva occuparsi delle
celebrazioni.
Un'immagine sacra poteva diventare il centro di
una devozione particolarmente sentita.
La storia religiosa del paese era così distribuita
in diversi spazi all'interno dello stesso edificio.
Il campanile
Accanto alla chiesa sorge il
campanile
.
Per secoli le campane rappresentarono il
principale sistema di comunicazione collettiva.
Annunciavano la Messa.
Segnalavano funerali e matrimoni.
Scandivano le principali ore della giornata.
In caso di emergenza potevano richiamare la
popolazione.
Il loro suono raggiungeva campi, boschi e case
sparse, collegando idealmente l'intera comunità.
La vita nei boschi
Cerretoli era circondato da un territorio
intensamente utilizzato.
Il bosco forniva legna da ardere.
Il legname serviva per travi, mobili e attrezzi.
Le foglie potevano essere raccolte per le stalle.
Alcune aree venivano utilizzate per il pascolo.
La montagna non era quindi uno spazio selvatico
separato dal paese.
Era una componente essenziale della sua economia.
I castagneti
Come in gran parte della Garfagnana, un ruolo
fondamentale era svolto dal
castagno
.
I castagneti venivano puliti e curati.
Gli alberi erano innestati.
In autunno la raccolta impegnava intere famiglie.
Le castagne potevano essere consumate fresche,
bollite o arrostite.
La maggior parte veniva però destinata
all'essiccazione e alla produzione della farina.
I metati
L'essiccazione avveniva nei tradizionali
metati
.
Le castagne venivano distribuite sopra un
graticcio di legno.
Al piano inferiore ardeva lentamente un fuoco.
L'operazione durava settimane.
Bisognava controllare costantemente temperatura e
fumo.
Terminata l'essiccazione, le castagne venivano
sbucciate e portate al mulino.
Il metato era quindi uno dei luoghi più importanti
della vita autunnale.
La farina di neccio
Dalla macinazione delle castagne si otteneva la
farina di neccio
.
Era un alimento prezioso perché poteva essere
conservato durante l'inverno.
Con la farina si preparavano polente, necci e
altre pietanze tradizionali.
Per le famiglie più povere rappresentava spesso
una parte fondamentale dell'alimentazione.
Il castagno era per questo chiamato anche “albero
del pane”.
Campi e orti
Accanto al bosco esistevano naturalmente i terreni
coltivati.
Si producevano cereali, patate, legumi e ortaggi.
Vicino alle abitazioni si trovavano piccoli orti.
Ogni appezzamento utilizzabile aveva valore.
La fertilità non era paragonabile a quella delle
grandi pianure agricole.
Per questo le famiglie dovevano combinare molte
attività differenti.
Agricoltura, allevamento e bosco funzionavano
insieme.
Prati e allevamento
I
prati
erano indispensabili per produrre fieno.
Durante l'estate l'erba veniva falciata e lasciata
asciugare.
Il fieno veniva poi trasportato nei fienili.
Serviva per alimentare gli animali durante
l'inverno.
Bovini, pecore, capre, maiali e animali da cortile
completavano l'economia domestica.
Gli animali producevano anche il letame necessario
per fertilizzare i campi.
Le case sparse
La comunità storica di Cerretoli non viveva
soltanto all'interno del borgo.
Una parte consistente della popolazione abitava
nelle
case sparse
distribuite nel territorio agricolo.
Questo dato emerge chiaramente dai censimenti.
Nel 1921 il centro di Cerretoli contava
126 abitanti
, mentre ben
166 persone
vivevano nelle
case sparse della frazione.
La popolazione rurale distribuita sul territorio
era quindi addirittura superiore a quella raccolta nel paese.
Quasi trecento abitanti
Sommando il centro e le case sparse, nel
censimento del 1921 l'area censuaria di Cerretoli raggiungeva quasi
trecento residenti
.
È un dato che cambia completamente la percezione
del paese.
Oggi il borgo appare piccolo e tranquillo.
Un secolo fa il territorio era invece pieno di
famiglie.
Campi, prati e castagneti erano continuamente
frequentati.
Le case rurali erano abitate.
I sentieri erano percorsi quotidianamente.
Le mulattiere
Prima della diffusione dell'automobile, gli
spostamenti avvenivano attraverso
mulattiere e strade rurali
.
Cerretoli era collegato naturalmente a
Castelnuovo.
Altri percorsi attraversavano i boschi verso
Mont'Alfonso e le località circostanti.
Le persone camminavano.
Le merci più pesanti venivano trasportate con muli
e altri animali da soma.
Quella che oggi può sembrare una rete
escursionistica era in realtà il sistema stradale della vita
quotidiana.
Castelnuovo e il mercato
La vicinanza a Castelnuovo rappresentava un
vantaggio fondamentale.
Il mercato del capoluogo era uno dei più
importanti della Garfagnana.
Gli abitanti di Cerretoli potevano vendervi
prodotti agricoli, animali, formaggi e castagne.
Potevano acquistare sale, tessuti, utensili e
merci non prodotte localmente.
Il paese era quindi rurale, ma non isolato.
La città e la campagna vivevano in stretto
rapporto.
La Prima guerra mondiale
La
Prima guerra
mondiale
colpì duramente anche le piccole comunità della
Garfagnana.
Numerosi giovani vennero richiamati al fronte.
Alcuni non tornarono.
Cerretoli conserva sulla facciata della Chiesa di
Sant'Andrea una lapide dedicata ai propri caduti.
La sua collocazione risale al
27 settembre 1919
, appena
un anno dopo la conclusione del conflitto.
La lapide ai Caduti
Il monumento è realizzato in
marmo bianco delle Alpi Apuane
e marmo grigio.
La scelta del materiale lega direttamente la
memoria della guerra al territorio.
Le lapidi dei piccoli paesi erano molto più di
semplici monumenti pubblici.
I nomi incisi appartenevano a famiglie conosciute
da tutti.
In una comunità di poche centinaia di persone,
ogni caduto rappresentava una perdita avvertita dall'intero paese.
Il terremoto del 1920
Meno di un anno dopo l'inaugurazione della lapide,
Cerretoli fu colpita da un'altra tragedia.
Il
7 settembre
1920
un violentissimo terremoto devastò Garfagnana e
Lunigiana.
A Cerretoli l'intensità macrosismica raggiunse l'
VIII
grado della scala MCS
.
La scossa provocò il
crollo di due abitazioni
e
danneggiò altri edifici.
La chiesa danneggiata
Anche la Chiesa di Sant'Andrea subì seri danni.
Fu necessario intervenire negli anni
immediatamente successivi.
Nel
1922
l'edificio venne sottoposto a lavori di ristrutturazione.
Il terremoto del 1920 rappresentò un passaggio
fondamentale nella storia architettonica di numerosi paesi della
Garfagnana.
Molte chiese e abitazioni che oggi sembrano
antiche conservano in realtà importanti ricostruzioni novecentesche
determinate proprio dal sisma.
La Seconda guerra mondiale
Tra il
1944 e il
1945
Cerretoli si trovò nuovamente vicino a una zona di
guerra.
La
Linea Gotica
attraversava le montagne della Toscana settentrionale.
Castelnuovo e il suo territorio furono coinvolti
direttamente nelle operazioni militari.
Bombardamenti, requisizioni, sfollamenti e
presenza di truppe sconvolsero la vita quotidiana.
I boschi e le vecchie mulattiere tornarono ad
avere un ruolo fondamentale per gli spostamenti e la ricerca di
riparo.
I caduti della Seconda guerra
mondiale
La memoria della guerra è conservata ancora oggi
sulla facciata della chiesa.
Accanto alla lapide dedicata ai caduti del primo
conflitto è stata collocata una seconda testimonianza commemorativa.
Nel
2018
il complesso memoriale è stato integrato per ricordare anche i
caduti della Seconda guerra mondiale.
La facciata di Sant'Andrea è diventata così anche
il luogo della memoria civile del paese.
Il dopoguerra
Dopo il conflitto iniziò una trasformazione
rapidissima.
Le condizioni di vita migliorarono.
Le strade divennero più facilmente percorribili.
Automobili e mezzi agricoli sostituirono
progressivamente gli animali da soma.
Molti abitanti trovarono lavoro a Castelnuovo
oppure fuori dalla Garfagnana.
L'agricoltura tradizionale cominciò a perdere il
ruolo centrale che aveva avuto per secoli.
Il censimento del 1961
Il cambiamento è visibile nei dati demografici.
Nel
1961
il censimento registrava
110
abitanti nel centro di Cerretoli
.
Altri nuclei e case sparse completavano la
popolazione della frazione geografica.
Il confronto con il 1921 mostra già l'inizio di
una trasformazione profonda.
Il territorio rurale non ospitava più la stessa
quantità di famiglie del passato.
Lo spopolamento
Nei decenni successivi il fenomeno continuò.
Molti piccoli campi vennero abbandonati.
I prati non furono più falciati regolarmente.
I castagneti persero una parte delle cure
tradizionali.
Il bosco riconquistò progressivamente terreni che
erano stati mantenuti aperti per generazioni.
È uno dei motivi per cui il paesaggio
contemporaneo appare molto più forestale rispetto a quello
conosciuto dagli abitanti dell'Ottocento.
I lavori del 1967
Nel
1967
la Chiesa di Sant'Andrea venne nuovamente sottoposta a importanti
lavori.
L'edificio fu sopraelevato.
Vennero rifatte le volte e la copertura.
Il campanile fu consolidato.
Durante l'intervento venne inoltre eliminata
l'apertura rettangolare che si trovava sopra il portale centrale e
che era ancora documentata nella visita pastorale del 1684.
L'aspetto della facciata cambiò quindi
sensibilmente.
Il restauro del 1978
Altri lavori seguirono nel
1978
.
In questa occasione venne effettuata manutenzione
alla copertura e furono rifatti alcuni intonaci.
Sono interventi che testimoniano la continua
necessità di conservare gli edifici storici della montagna.
Pioggia, neve, umidità e variazioni di temperatura
mettono infatti continuamente alla prova tetti e murature.
Il restauro del 1984
Un'ulteriore fase di restauro arrivò nel
1984
.
La copertura venne nuovamente sistemata e la
facciata fu rifatta.
È l'intervento ricordato anche dalle schede
turistiche dedicate al paese.
La Sant'Andrea che osserviamo oggi è quindi il
risultato di quasi mille anni di storia religiosa, ma anche di
numerose trasformazioni relativamente recenti.
La strada di Mont'Alfonso
Oggi uno dei collegamenti più conosciuti della
zona è proprio la
via per Cerretoli
,
utilizzata anche per raggiungere la Fortezza di Mont'Alfonso.
La relazione tra borgo e fortezza è quindi ancora
perfettamente leggibile nella viabilità contemporanea.
La grande costruzione estense domina il territorio
vicino a Castelnuovo.
Cerretoli rappresenta invece il volto rurale dello
stesso paesaggio storico.
Due realtà differenti, ma profondamente collegate.
Sant'Andrea oggi
La Chiesa di
Sant'Andrea Apostolo
continua a rappresentare il centro
simbolico del borgo.
La piccola piazza davanti all'edificio costituisce
il cuore dell'abitato.
Le case si raccolgono intorno.
Le lapidi ricordano i caduti.
Il campanile continua a dominare il profilo del
paese.
È difficile trovare un'immagine che riassuma
meglio la struttura tradizionale di una comunità rurale garfagnina.
Cerretoli oggi
Oggi Cerretoli conserva un carattere profondamente
diverso dal vicino centro urbano di Castelnuovo.
Bastano pochi chilometri per passare dalle strade
del capoluogo a un piccolo nucleo di
case in pietra circondato dal verde
.
Questa vicinanza rappresenta una delle
caratteristiche più interessanti della frazione.
Cerretoli non è mai stato completamente isolato.
Allo stesso tempo ha conservato un'identità rurale
molto evidente.
La memoria nelle case
Le abitazioni storiche raccontano ancora
l'organizzazione della vecchia società contadina.
Spazi che oggi possono apparire semplicemente
rustici avevano funzioni precise.
Una cantina conservava alimenti e vino.
Una stalla ospitava gli animali.
Un fienile custodiva il foraggio.
Un cortile serviva per numerosi lavori.
La casa era contemporaneamente abitazione,
magazzino e luogo di produzione.
Dal Medioevo al Novecento
La storia di Cerretoli attraversa epoche molto
differenti.
La chiesa è documentata nel
991
.
Nel Medioevo il paese apparteneva a un territorio
controllato da famiglie feudali e poteri concorrenti.
Nel Quattrocento entrò nell'orbita estense.
Tra Cinquecento e Seicento Castelnuovo e
Mont'Alfonso trasformarono il paesaggio politico e militare.
L'Ottocento vide ancora una comunità
prevalentemente agricola.
Il Novecento portò guerra, terremoto,
ricostruzione e spopolamento.
Mille anni intorno a Sant'Andrea
È soprattutto la
Chiesa di Sant'Andrea
a creare un filo continuo tra queste
epoche.
Generazioni completamente differenti hanno
attraversato la sua porta.
Contadini medievali.
Famiglie della Garfagnana estense.
Abitanti dell'Ottocento.
Soldati in partenza per la Prima guerra mondiale.
Sopravvissuti al terremoto del 1920.
Famiglie durante la Linea Gotica.
Emigranti tornati per le feste del paese.
L'edificio è cambiato molte volte, ma la sua
funzione comunitaria è rimasta.
Un borgo da riscoprire
Visitare Cerretoli significa scoprire una
Garfagnana raccolta e autenticamente rurale.
La storia è nelle case di pietra addossate le une
alle altre.
È nel nome del paese, che conserva il ricordo
degli antichi boschi.
È nella Chiesa di Sant'Andrea, documentata da più
di mille anni.
È nella pala attribuita a Niccolò Azzi.
È nelle lapidi dei caduti.
È nelle tracce del terremoto del 1920.
È nei castagneti, nei metati e nelle vecchie
strade che salgono verso Mont'Alfonso.
Cerretoli racconta così la storia di una
piccola comunità cresciuta tra
Castelnuovo e le montagne
, capace di conservare nel proprio
borgo le tracce del Medioevo, della Garfagnana estense e della
grande civiltà contadina che per secoli ha modellato questo
territorio.