Cisigliana: un borgo
di pietra tra boschi e antichi pascoli
Cisigliana è una piccola frazione del Comune di
Licciana Nardi, situata sulle pendici del
Monte Bocco, nella parte
montana della Lunigiana.
Il borgo si trova a pochi chilometri da Bastia ed è
immerso in un ambiente caratterizzato da boschi, antichi pascoli e ampi
panorami verso la valle, l'Appennino e le Alpi Apuane.
Le abitazioni basse, costruite prevalentemente in
pietra, conservano ancora oggi l'aspetto tipico dei piccoli insediamenti
rurali della Lunigiana montana.
La storia di Cisigliana è strettamente legata al
vicino feudo di Bastia, alla famiglia Malaspina e alle antiche vie che
collegavano le comunità dell'Appennino con la valle del Taverone.
Le origini del nome
Il toponimo
Cisigliana potrebbe avere origini molto antiche.
Secondo una delle interpretazioni proposte, il nome
deriverebbe da un antico fondo agricolo romano collegato al nome
personale latino Caecilius.
Si tratterebbe quindi di un toponimo prediale, cioè
nato dal nome del proprietario di un terreno.
Nelle fonti medievali la località compare anche con
forme differenti. Particolarmente interessante è la denominazione
“Cesiliana”, conservata nella
documentazione ecclesiastica relativa all'antica cappella del paese.
Come spesso accade per i piccoli borghi della
Lunigiana, il nome potrebbe quindi conservare la memoria di una
frequentazione del territorio molto precedente alla formazione
dell'attuale insediamento.
Cisigliana nel Medioevo
Una testimonianza particolarmente importante della
Cisigliana medievale è rappresentata dalla sua chiesa.
Nelle Decime
Bonifaciane del 1298-1299 viene infatti ricordata una
cappella de Cesiliana.
Alla fine del XIII secolo esisteva quindi una comunità
organizzata intorno a un proprio luogo di culto.
La posizione del borgo, sulle pendici del Monte Bocco,
lo inseriva inoltre in un territorio strategico compreso tra le vallate
interne e i percorsi che scendevano verso la valle del Taverone.
La Torre del Nocciolo
Poco distante dall'abitato si trovano i resti della
Torre del Nocciolo, una delle
testimonianze più misteriose del territorio.
Della struttura rimane oggi principalmente la base.
La sua origine non è completamente chiarita: viene
interpretata come possibile castellaro
ligure oppure come fortificazione di epoca medievale.
La posizione della torre è comunque significativa.
Il luogo consentiva infatti un ampio controllo visivo
sul territorio circostante e la fortificazione poteva comunicare
visivamente con altri punti di controllo presenti nella zona.
Qualunque sia la sua origine precisa, la Torre del
Nocciolo testimonia l'importanza strategica che queste alture ebbero nei
secoli passati.
Il feudo dei Malaspina di Bastia
Durante l'età moderna Cisigliana fu strettamente
legata alla vicina Bastia.
Nel 1535
Bastia divenne un feudo autonomo sotto il marchese Fioramonte II
Malaspina e Cisigliana entrò a far parte di questo piccolo territorio
feudale.
Per oltre due secoli il paese seguì quindi le vicende
dei Malaspina di Bastia.
Questa situazione durò fino al
1783, quando si estinse la
linea ereditaria dei marchesi di Bastia.
Cisigliana passò allora sotto il marchese Claudio
Malaspina di Pontebosio.
Il sistema feudale terminò definitivamente nel
1797, con le trasformazioni
politiche portate in Lunigiana dall'età napoleonica.
La Chiesa di San Lorenzo Martire
Il principale monumento del borgo è la
Chiesa di San Lorenzo Martire.
Le sue origini sono medievali: l'antica cappella
de Cesiliana è ricordata nelle decime ecclesiastiche della fine del
XIII secolo.
L'edificio originario aveva caratteristiche romaniche
e alcuni elementi di quella costruzione sono ancora riconoscibili.
La chiesa venne profondamente trasformata nel
1728, quando Cisigliana
apparteneva ancora ai marchesi Malaspina di Bastia.
Una lapide collocata sopra il portale ricorda proprio
questo importante rifacimento.
L'antica abside romanica
La trasformazione settecentesca della Chiesa di San
Lorenzo presenta un elemento architettonico particolarmente
interessante.
Durante i lavori venne infatti
modificato l'orientamento dell'edificio.
L'antica abside della chiesa romanica non fu
completamente demolita, ma venne inglobata nel fianco settentrionale
della nuova costruzione e trasformata in cappella.
I suoi resti sono ancora visibili.
Questo permette di leggere direttamente
nell'architettura della chiesa almeno due importanti fasi della storia
del paese: quella medievale e quella settecentesca.
Il portale e il campanile
La facciata della Chiesa di San Lorenzo è
caratterizzata da un portale in
arenaria, decorato con motivi floreali e accompagnato dalla
data 1728.
L'arenaria è uno dei materiali più caratteristici
dell'architettura storica della Lunigiana ed è stata utilizzata per
secoli nella realizzazione di portali, finestre, stemmi e decorazioni.
Particolarmente imponente è anche la
torre campanaria a base quadrata,
collocata in corrispondenza di quella che era l'antica facciata della
chiesa.
L'edificio religioso diventa così una sorta di
documento architettonico capace di raccontare le trasformazioni avvenute
nel borgo nel corso dei secoli.
L'interno della chiesa
La Chiesa di San Lorenzo presenta oggi un interno ad
aula unica.
Tra gli elementi di maggiore interesse si trova un
affresco raffigurante la Vergine con il
Bambino e Santi.
È presente inoltre un altare policromo caratterizzato
da influenze artistiche di gusto ligure.
Questo elemento ricorda ancora una volta la
particolare posizione culturale della Lunigiana, territorio toscano ma
da sempre in stretto rapporto con la Liguria e con le vie che
conducevano verso Genova.
Il borgo di pietra
Uno degli aspetti più caratteristici di Cisigliana è
la sua architettura rurale.
Il Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano
descrive il borgo come formato da
abitazioni basse costruite interamente in pietra non lavorata.
Si tratta di un'architettura essenziale, strettamente
legata ai materiali disponibili sul territorio.
Le abitazioni erano costruite cercando di adattarsi
alle caratteristiche della montagna e alle necessità della vita
agricola.
Il risultato è un piccolo nucleo compatto nel quale
case, strade e ambiente naturale sembrano ancora oggi profondamente
collegati.
Il palazzo signorile
All'ingresso del borgo si trova anche un interessante
palazzo signorile.
L'edificio presenta un portale in pietra sormontato da
uno stemma e si distingue dalle più semplici abitazioni rurali del
paese.
Nei pressi del palazzo si trovano inoltre alcune case
collegate da passaggi e strutture a galleria.
Questi elementi contribuiscono a rendere il piccolo
centro storico di Cisigliana più articolato di quanto le sue dimensioni
possano far immaginare.
La piazzetta e le opere d'arte
Nel cuore del borgo una piccola piazza ospita anche
alcune opere artistiche realizzate in
ferro battuto e altri materiali.
Si tratta di interventi più recenti che dialogano con
l'architettura tradizionale del paese.
La presenza di queste opere introduce un elemento
contemporaneo all'interno di un ambiente dominato dalla pietra e dalle
forme dell'antica civiltà rurale.
I Prati di Cisigliana
Uno dei luoghi più suggestivi del territorio è
rappresentato dai Prati, o Prada, di
Cisigliana.
Si tratta di antiche aree di pascolo situate sopra il
borgo.
Questi spazi aperti ricordano una delle attività
fondamentali delle comunità montane: l'allevamento e l'utilizzo
stagionale dei pascoli.
Dai prati si apre un panorama particolarmente ampio
sulla Lunigiana, sull'Appennino e sulle
Alpi Apuane.
Il contrasto tra i prati aperti e i boschi circostanti
rende questa zona una delle più interessanti dal punto di vista
paesaggistico.
Boschi, castagni e cultura della
montagna
Per secoli gli abitanti di Cisigliana hanno vissuto
grazie alle risorse offerte dalla montagna.
Il castagno
rivestiva un'importanza fondamentale.
Le castagne venivano raccolte, essiccate e trasformate
in farina, diventando una delle principali risorse alimentari durante
l'inverno.
Accanto ai castagneti erano presenti pascoli, piccoli
appezzamenti coltivati e aree utilizzate per l'allevamento.
Bosco e prato non erano quindi semplicemente elementi
del paesaggio, ma costituivano la base dell'economia delle famiglie.
Dall'età napoleonica al Ducato di
Modena
Con la fine dei feudi malaspiniani alla fine del
Settecento, anche Cisigliana entrò in una nuova fase della propria
storia.
Dopo il periodo napoleonico e il
Congresso di Vienna, il
territorio entrò a far parte del Ducato
di Modena e Reggio.
Nell'Ottocento Cisigliana costituì anche una delle
sezioni amministrative nelle quali era suddiviso il Comune di Licciana.
Il piccolo paese continuava quindi a mantenere una
propria identità territoriale ben riconoscibile all'interno della
comunità liccianese.
Un balcone naturale sulla Lunigiana
Cisigliana è un borgo nel quale storia e paesaggio
sono difficili da separare.
La Chiesa di San Lorenzo conserva ancora l'abside
dell'antico edificio romanico; la Torre del Nocciolo ricorda la
necessità di controllare il territorio; il palazzo signorile e le case
in pietra raccontano differenti aspetti della società rurale.
Intorno al paese, i Prati di Cisigliana e i boschi del
Monte Bocco testimoniano invece secoli di pastorizia, agricoltura e
utilizzo delle risorse della montagna.
Visitare Cisigliana significa quindi scoprire uno dei
volti più appartati della Lunigiana: un
piccolo borgo di pietra sospeso tra boschi e antichi pascoli, con lo
sguardo aperto verso l'Appennino e le Alpi Apuane. |