Colle - Castelnuovo Garfagnana

Foto, storia e informazioni della località

Home La Garfagnana Comune di Castelnuovo Garfagnana Storia-Informazioni Presentazione foto Mappa

Frazioni & Località

Scegli una località dal menu.

Foto - fotografie - Immagini - Paese - Borgo - Frazione - Località (LU= Lucca. Italy)

Colle

Colle

Vista dalla strada

Vista dalla strada

Il paese

In paese

In paese

In paese

Le vasche

Torre campanaria

In paese

Dalle vasche

Vista dalle vasche

Base della torre campanaria

In paese

Torre campanaria

Vista

Vista su Cerretoli

Vista

Vista

In paese

Sagrato

Chiesa di San Michele Arcangelo

Interno della Chiesa

Fonte battesimale

Confessionale

Interno

Interno

Il pulpito

Altare

Interno

Interno

Fonte battesimale

Nella volta

Interno

Vista dal Sagrato

In paese

In paese

In paese

Vecchio portale

Pietra su casa

In paese

Casa torre

In paese

In paese

In paese

In paese

La fontana all'inizio del paese

Informazioni storiche, culturali della località.

Colle: storia, San Michele Arcangelo e borgo panoramico della Garfagnana

Colle è una piccola frazione del Comune di Castelnuovo di Garfagnana , in provincia di Lucca. Il nome descrive perfettamente il luogo. Il paese sorge infatti sulla sommità di un rilievo, a circa 620 metri di altitudine , in una posizione aperta e panoramica sui monti e sulla valle. È uno dei piccoli borghi che circondano Castelnuovo e che, pur trovandosi a pochi chilometri dal capoluogo, conservano ancora un carattere profondamente rurale. Il cuore storico è rappresentato dalla Chiesa di San Michele Arcangelo , la cui presenza è documentata fin dal Medioevo. Intorno si raccolgono case, vecchi edifici rurali, portali in pietra e terreni che ricordano una società vissuta per secoli di agricoltura, allevamento e utilizzo del bosco.

Un paese costruito su un colle

La posizione è la prima caratteristica che distingue il borgo. Colle occupa infatti la parte alta di un rilievo sui contrafforti delle Alpi Apuane. Da qui lo sguardo può spaziare verso una vasta parte della Garfagnana e verso il versante appenninico. Prima che il panorama diventasse un elemento turistico, una posizione simile aveva soprattutto un valore pratico. Permetteva di osservare il territorio circostante, riceveva una buona esposizione e lasciava liberi per l'agricoltura i terreni più favorevoli.

Il nome

Il toponimo Colle non ha bisogno di complesse interpretazioni. Deriva direttamente dalla conformazione geografica del luogo. È uno dei tanti nomi medievali nati dalla semplice osservazione del paesaggio. Per chi percorreva le antiche strade della Garfagnana, indicare una comunità come quella del “Colle” significava identificarla immediatamente attraverso il rilievo sul quale era costruita. Ancora oggi il rapporto tra nome e territorio è perfettamente leggibile.

Il panorama

La posizione elevata permette di osservare un'ampia porzione della valle. Particolarmente suggestivo è lo sguardo verso il lato appenninico della Garfagnana e verso il massiccio della Pania di Corfino . Il paesaggio contemporaneo è dominato dal verde. Boschi e prati circondano il paese. In passato, però, il territorio doveva apparire molto più aperto. Campi coltivati, prati falciati e castagneti curati occupavano superfici oggi riconquistate dal bosco.

Le origini medievali

La storia documentata di Colle risale almeno al XII secolo . La prima attestazione ricordata dalle fonti locali è del 1168 . In quell'anno compare anche la Chiesa di San Michele Arcangelo in un importante documento pontificio. Si tratta della bolla di papa Alessandro III relativa all'organizzazione ecclesiastica del territorio lucchese. Alla fine del XII secolo esisteva quindi già sul colle una comunità sufficientemente stabile da possedere un proprio edificio religioso.

La bolla di Alessandro III

Il 1168 rappresenta così una delle date fondamentali della storia del paese. Le bolle pontificie sono documenti particolarmente preziosi per ricostruire l'esistenza delle piccole comunità medievali. Molti borghi compaiono infatti nelle fonti scritte proprio attraverso le loro chiese. L'edificio religioso costituiva un punto di riferimento stabile in un territorio nel quale gli abitati potevano essere minuscoli e la popolazione distribuita tra case e poderi.

L'estimo del 1260

La chiesa viene ricordata nuovamente nell' estimo della Diocesi di Lucca del 1260 . A quasi un secolo dalla prima attestazione, San Michele continuava quindi a rappresentare il centro religioso del paese. La continuità documentaria è importante. Dimostra che Colle non era un insediamento occasionale. Era ormai una comunità rurale consolidata all'interno dell'organizzazione ecclesiastica della Garfagnana.

San Michele Arcangelo

La dedicazione a San Michele Arcangelo è particolarmente significativa. Il culto di San Michele ebbe enorme diffusione durante il Medioevo. L'Arcangelo veniva rappresentato come guerriero celeste, impegnato nella lotta contro il male. Per questo molte chiese dedicate a San Michele sorgono in posizioni elevate. Montagne, colli e luoghi dominanti erano considerati particolarmente adatti al suo culto. La chiesa di Colle appartiene perfettamente a questo paesaggio religioso.

San Michele e la montagna

L'associazione tra San Michele e i luoghi elevati attraversa gran parte dell'Europa cristiana. Il santuario di Monte Sant'Angelo sul Gargano ne è l'esempio più famoso in Italia. Anche lungo l'Appennino numerose chiese dedicate all'Arcangelo sorgono su alture. Non significa necessariamente che ogni edificio sia stato costruito per la stessa ragione. Nel caso di Colle, però, la posizione panoramica della chiesa rende questa dedicazione particolarmente suggestiva.

Il borgo medievale

Intorno alla chiesa si sviluppò il piccolo abitato. Le case venivano costruite utilizzando soprattutto materiali disponibili localmente. La pietra costituiva l'elemento principale delle murature. Il legname proveniva dai boschi. Portali, cornici delle finestre e cantonali potevano essere realizzati con pietre accuratamente lavorate. Ancora oggi questi elementi rappresentano uno degli aspetti più interessanti dell'architettura tradizionale di Colle.

I portali in pietra

Nel paese si incontrano edifici caratterizzati da portali, riquadri delle finestre e cantonali in pietra . Sono dettagli apparentemente semplici, ma raccontano molto. Un portale ben lavorato richiedeva uno scalpellino esperto. La qualità della cornice poteva anche indicare la disponibilità economica della famiglia proprietaria. La pietra non era quindi soltanto un materiale da costruzione. Poteva diventare un elemento di prestigio.

Le case rurali

Le abitazioni erano strettamente legate all'economia agricola. Al piano inferiore potevano trovarsi stalle, cantine e depositi. Ai piani superiori viveva la famiglia. Fienili e piccoli edifici di servizio completavano il complesso. Intorno alle case si trovavano orti e appezzamenti coltivati. La separazione moderna tra abitazione e luogo di lavoro praticamente non esisteva. La casa era parte integrante dell'azienda familiare.

La Garfagnana medievale

Durante il Medioevo l'intera Garfagnana fu attraversata da conflitti e cambiamenti politici. La Repubblica di Lucca cercò a lungo di consolidare il proprio controllo sulla valle. Famiglie feudali mantennero però proprietà e diritti. Firenze e i Malaspina intervennero in diversi momenti. Le piccole comunità rurali si trovarono quindi inserite in un territorio politicamente molto frammentato. Anche Colle seguì queste vicende.

Il dominio lucchese

Per un periodo il paese rientrò nell'orbita di Lucca . La Repubblica cercava di controllare le vie della valle e le comunità dell'entroterra. Il rapporto non fu sempre semplice. La distanza dal capoluogo, la conformazione montuosa e le rivalità locali rendevano difficile l'amministrazione. Nel Quattrocento la situazione cambiò profondamente. Molti paesi della Garfagnana cercarono un nuovo protettore.

L'arrivo degli Este

Verso la metà del XV secolo , Colle entrò nell'orbita degli Este di Ferrara . Era una trasformazione destinata a segnare per secoli la storia del territorio. Castelnuovo divenne il principale centro amministrativo della Garfagnana estense. Colle, trovandosi nelle immediate vicinanze del capoluogo, venne inserito nel nuovo sistema politico. Cominciò così una lunga fase di appartenenza ai domini estensi.

Castelnuovo capitale estense

Gli Este trasformarono Castelnuovo nel centro politico della provincia. La Rocca ospitava i commissari ducali. Nel capoluogo si amministrava la giustizia e si concentravano molte attività economiche. Per gli abitanti di Colle il rapporto con Castelnuovo doveva essere quotidiano. Il paese rimaneva rurale, ma il principale centro della valle era raggiungibile attraverso le strade che scendevano dal rilievo.

Ludovico Ariosto

Tra il 1522 e il 1525 Castelnuovo ospitò uno dei suoi governatori più celebri: Ludovico Ariosto . Il poeta venne inviato dagli Este come commissario della Garfagnana. Dovette affrontare banditismo, rivalità tra comunità e difficoltà amministrative. Non abbiamo bisogno di attribuire ad Ariosto episodi specifici a Colle per comprendere l'importanza di questo periodo. Il piccolo paese faceva parte proprio del territorio che il poeta cercava faticosamente di governare.

La Chiesa di San Michele nel Seicento

Un'altra testimonianza importante della chiesa compare nella visita pastorale del 1684 . Le visite pastorali permettono di conoscere le condizioni materiali degli edifici religiosi. Il vescovo o i suoi rappresentanti controllavano altari, arredi, coperture e organizzazione della parrocchia. San Michele attraversò così i secoli mantenendo la propria funzione di riferimento religioso della comunità.

Il grande ampliamento del 1735

Uno degli interventi più importanti avvenne nel 1735 . La chiesa venne ampliata e modificata profondamente. A questa fase viene ricondotta anche la sopraelevazione che trasformò la facciata. L'edificio medievale assunse così forme più vicine a quelle che possiamo osservare oggi. È un processo comune a molte chiese della Garfagnana. La struttura antica veniva conservata, ma adattata alle esigenze di una popolazione e di una liturgia ormai differenti.

La facciata

La facciata di San Michele presenta oggi un aspetto semplice. Al centro si trova il portale con cornice in pietra . Più in alto si aprono due piccole finestre anch'esse incorniciate in pietra. La parte superiore termina con un frontone. Una gronda molto sporgente, con struttura lignea, protegge la muratura. L'insieme conserva il carattere delle chiese rurali della Garfagnana.

L'interno

La chiesa presenta una navata unica rettangolare . Ai lati si aprono due cappelle. In fondo si trova l'abside semicircolare. La navata è coperta da una volta a botte con lunette. Arconi trasversali dividono lo spazio e sono rinforzati da catene metalliche. La struttura attuale riflette soprattutto le trasformazioni avvenute durante l'età moderna.

Le cappelle laterali

Le due cappelle rappresentavano importanti spazi devozionali. Nelle chiese di paese gli altari laterali potevano essere legati a confraternite, famiglie o particolari culti. Qui venivano celebrate Messe. Si pregava davanti alle immagini dei santi. Le famiglie potevano contribuire alla manutenzione degli altari. La chiesa diventava così anche un luogo nel quale la storia religiosa e quella sociale della comunità si intrecciavano.

Il presbiterio

Il presbiterio è collocato nella parte terminale dell'edificio. L'abside semicircolare conclude visivamente la navata. Le trasformazioni settecentesche contribuirono a creare uno spazio liturgico più ampio rispetto alla piccola chiesa medievale originaria. Il passaggio da una semplice cappella medievale a una chiesa più articolata racconta indirettamente anche la crescita e l'organizzazione della comunità.

Il campanile

Accanto alla chiesa sorge il campanile . Per secoli le campane furono la voce del paese. Annunciavano le celebrazioni. Segnalavano matrimoni e funerali. Scandivano le ore. Potevano richiamare gli abitanti in caso di incendio o altre emergenze. Il loro suono raggiungeva anche le case sparse, i campi e i boschi. Era quindi un vero sistema di comunicazione collettiva.

San Michele patrono

La festa di San Michele Arcangelo ricorre il 29 settembre . La data cade in un momento molto importante per la tradizionale economia agricola. L'estate è ormai terminata. Il fieno è stato raccolto. Si avvicina la stagione delle castagne. Le giornate cominciano ad accorciarsi. Per le comunità contadine le feste religiose erano strettamente inserite nel calendario del lavoro e delle stagioni.

I castagneti

Intorno a Colle il castagno ebbe per secoli un'importanza fondamentale. I castagneti non erano boschi lasciati a se stessi. Venivano puliti. Gli alberi erano potati e innestati. Il terreno veniva mantenuto libero per facilitare la raccolta. Ogni autunno intere famiglie partecipavano alla raccolta delle castagne. Era uno dei momenti decisivi dell'anno.

Il pane della montagna

Le castagne garantivano una riserva alimentare essenziale. Una volta essiccate potevano essere conservate e trasformate in farina. La farina di castagne permetteva di preparare polente, necci e numerosi altri alimenti. In annate difficili poteva sostituire almeno in parte i cereali. Per questo il castagno era chiamato anche “albero del pane”. La sopravvivenza di molte famiglie dipendeva direttamente dalla qualità del raccolto.

I metati

L'essiccazione avveniva nei metati . Le castagne venivano distribuite su un graticcio al piano superiore. Sotto veniva acceso un fuoco lento. Il calore e il fumo attraversavano lentamente i frutti. Il procedimento durava settimane. Occorreva sorvegliare continuamente il fuoco. Il metato diventava così uno dei luoghi più caratteristici dell'autunno garfagnino.

Il bosco

Il bosco offriva molte altre risorse. La legna serviva per cucinare e riscaldarsi. Il legname era utilizzato per costruire travi, mobili e attrezzi. Le foglie potevano essere raccolte per le stalle. Alcune aree venivano utilizzate per il pascolo. Nulla veniva considerato inutile. Il paesaggio forestale era intensamente lavorato e amministrato.

I prati

I prati erano altrettanto importanti. Durante l'estate venivano falciati per produrre il fieno necessario agli animali. L'erba doveva essere tagliata, fatta asciugare e raccolta prima dell'arrivo del maltempo. Il fieno veniva poi conservato nei fienili. Una quantità insufficiente poteva creare gravi problemi durante l'inverno. La fienagione era quindi uno dei lavori più impegnativi dell'anno.

L'allevamento

Le famiglie allevavano bovini, pecore, capre, maiali e animali da cortile. Il bestiame forniva latte, formaggi, carne e forza da lavoro. Il letame veniva utilizzato per fertilizzare i campi. Anche gli appezzamenti più piccoli potevano produrre patate, legumi, cereali e ortaggi. L'economia tradizionale cercava di utilizzare ogni risorsa disponibile.

Le mulattiere

Prima della costruzione delle moderne strade, Colle comunicava con Castelnuovo e con i paesi vicini attraverso mulattiere e sentieri . Si camminava a piedi. I muli trasportavano legna, castagne, fieno e altre merci. I percorsi verso il fondovalle erano frequentati continuamente. Quella che oggi può apparire come una rete di sentieri immersa nel verde costituiva un tempo il vero sistema stradale della comunità.

La strada verso Careggine

La posizione di Colle è legata anche alla direttrice che da Castelnuovo sale verso il territorio di Careggine . La montagna metteva in comunicazione comunità differenti. Contadini, pastori, commercianti e viaggiatori utilizzavano queste vie per raggiungere paesi, pascoli e mercati. Le moderne strade hanno modificato i percorsi, ma il rapporto geografico tra Colle, Castelnuovo e le montagne apuane rimane evidente.

Il mercato di Castelnuovo

Per gli abitanti di Colle il mercato di Castelnuovo rappresentava un riferimento fondamentale. Qui potevano essere venduti prodotti agricoli, animali, formaggi, castagne e legname. Si acquistavano invece sale, tessuti, utensili e beni non prodotti in paese. Il piccolo borgo era quindi profondamente rurale ma non isolato. Viveva in continuo rapporto con il principale centro commerciale della Garfagnana.

L'Ottocento

Durante l'Ottocento la società di Colle rimase ancora prevalentemente agricola. Le grandi trasformazioni politiche modificarono lo Stato di appartenenza. Il dominio estense venne interrotto dall'età napoleonica, restaurato dopo il 1815 e definitivamente superato con il processo di unificazione italiana. Per le famiglie del paese, però, i cambiamenti più importanti continuavano a essere quelli legati al raccolto, agli animali e alle condizioni del territorio.

Una comunità molto più popolosa

I censimenti mostrano quanto il territorio fosse un tempo più abitato. Nel 1901 , Colle risultava una frazione del Comune di Castelnuovo di Garfagnana con una popolazione complessiva molto superiore a quella odierna. Il dato comprendeva il nucleo e il territorio rurale della frazione. Campi, poderi e case sparse ospitavano famiglie che vivevano direttamente delle risorse agricole. Il paesaggio doveva quindi apparire molto più popolato e lavorato.

La Prima guerra mondiale

La Prima guerra mondiale raggiunse anche questo piccolo paese. Giovani di Colle furono chiamati alle armi. Alcuni non tornarono. Poco dopo la fine del conflitto, la comunità decise di ricordarli pubblicamente. La memoria venne affidata a una lapide collocata sulla parete esterna della Chiesa di San Michele.

La lapide del 1919

La lapide venne inaugurata il 28 settembre 1919 . È realizzata in marmo. L'iscrizione ricorda tre uomini del paese caduti durante la guerra: Giovanni Boschi , del 133° Fanteria. Pietro Venturelli , del 54° Fanteria. Roberto Quirici , del 26° Fanteria. Per una piccola comunità erano perdite enormi.

La memoria sulla chiesa

La collocazione della lapide sulla chiesa non è casuale. Nei piccoli paesi la parrocchiale era spesso il principale edificio pubblico e comunitario. Era il luogo nel quale tutti prima o poi si incontravano. Affidare alla sua parete i nomi dei caduti significava inserirli nella memoria permanente del paese. La lapide di Colle conserva ancora oggi questa funzione.

Il terremoto del 1920

Nemmeno un anno dopo l'inaugurazione della lapide, la Garfagnana venne colpita da un'altra tragedia. La mattina del 7 settembre 1920 un violentissimo terremoto devastò una vasta area tra Garfagnana e Lunigiana. A Colle la scossa raggiunse l' VIII grado della scala MCS . I danni furono importanti.

Due case crollate

Le fonti macrosismiche documentano a Colle il crollo di due abitazioni . Altre cinque case furono danneggiate . In un paese di piccole dimensioni si trattava di un impatto notevole. Il sisma dimostrò ancora una volta la vulnerabilità delle tradizionali murature in pietra. Fortunatamente le fonti utilizzate non segnalano per Colle le distruzioni estreme che interessarono altri paesi dell'Alta Garfagnana.

Ricostruire

Dopo il terremoto cominciò la fase della riparazione. Le famiglie dovevano rendere nuovamente sicure le abitazioni. La chiesa necessitava di manutenzione. Nel 1926 è documentato un intervento su San Michele. La ricostruzione post-sismica cambiò l'aspetto di moltissimi paesi della valle. Catene metalliche, nuove coperture e rinforzi murari diventarono elementi comuni nell'architettura garfagnina del Novecento.

La Seconda guerra mondiale

Tra il 1944 e il 1945 arrivò un nuovo periodo drammatico. La Garfagnana si trovò vicina alla Linea Gotica . Castelnuovo e il territorio circostante furono direttamente coinvolti nelle operazioni militari. Le comunità rurali dovettero convivere con requisizioni, presenza di truppe, scarsità di alimenti e pericolo dei bombardamenti. Boschi e sentieri tornarono ad avere una funzione fondamentale.

Il dopoguerra

La fine della guerra aprì una fase completamente nuova. Le strade migliorarono. Arrivarono automobili e mezzi agricoli. L'elettricità e i servizi moderni modificarono le abitazioni. Contemporaneamente diminuì la necessità di vivere direttamente vicino ai campi. Molti giovani cercarono lavoro a Castelnuovo, nelle città toscane o nell'Italia settentrionale.

Lo spopolamento

Colle conobbe così lo stesso fenomeno che interessò gran parte della montagna italiana. La popolazione diminuì. Le case sparse vennero progressivamente abbandonate. I campi più difficili da raggiungere non furono più coltivati. I prati smisero di essere falciati. Anche molti castagneti ricevettero meno cure. Il paesaggio cominciò lentamente a cambiare.

Il ritorno del bosco

Dove l'agricoltura arretrava, avanzava il bosco . È una trasformazione relativamente recente. Il paesaggio che oggi appare naturale è spesso il risultato dell'abbandono di terreni lavorati per secoli. Vecchi muri a secco, terrazzamenti e sentieri nascosti tra gli alberi ricordano questa storia. Sono le tracce di un territorio che un tempo era molto più intensamente utilizzato.

Il restauro del 1993

La Chiesa di San Michele è stata oggetto di un altro importante intervento nel 1993 . I restauri contemporanei hanno permesso di conservare un edificio che porta con sé più di otto secoli di storia documentata. Dal 1168 a oggi la chiesa ha subito ampliamenti, manutenzioni e trasformazioni. La sua funzione, però, è rimasta sostanzialmente la stessa. Continua a essere il principale simbolo religioso del paese.

Colle oggi

Oggi Colle è una comunità molto piccola. La sua dimensione attuale contrasta con quella del territorio rurale del passato. Proprio questa tranquillità permette però di osservare meglio il paesaggio. Le case in pietra. I portali. La chiesa. I boschi. Le montagne. E soprattutto il grande panorama sulla Garfagnana.

Un balcone sulla valle

La posizione è probabilmente il tratto che rimane più impresso. Dal paese la vista si apre verso il lato appenninico della valle. La Pania di Corfino emerge nel paesaggio. Durante le giornate limpide è possibile comprendere immediatamente la particolare geografia della Garfagnana: una grande conca circondata da montagne, con paesi distribuiti sui versanti e il Serchio nel fondovalle. Colle è uno dei punti dai quali questo paesaggio si legge meglio.

La chiesa e il paese

San Michele continua a dominare simbolicamente la comunità. La sua prima attestazione del 1168 collega il paese direttamente al Medioevo. L'ampliamento del 1735 racconta la Garfagnana estense. La lapide del 1919 conserva la memoria della Grande Guerra. Gli interventi successivi al terremoto ricordano il 1920. In un solo edificio si concentrano quindi secoli differenti della storia locale.

Una storia scritta nella pietra

Anche le case raccontano questa continuità. I portali lavorati. Le cornici delle finestre. I cantonali. I vecchi muri. Sono elementi che spesso passano inosservati, ma rappresentano il vero patrimonio dei piccoli borghi. Non sono grandi monumenti. Sono il risultato del lavoro quotidiano di generazioni di muratori, scalpellini e contadini.

Dal Medioevo alla Garfagnana moderna

La storia di Colle può essere riassunta come una lunga trasformazione. Nel XII secolo esisteva già una comunità con la propria chiesa. Durante il Medioevo il paese entrò nell'orbita lucchese. Nel Quattrocento passò sotto gli Este. Nel Settecento San Michele venne ampliata. L'Ottocento fu ancora dominato dalla società agricola. Il Novecento portò guerra, terremoto, emigrazione e progressivo abbandono delle campagne. Il paese di oggi è il risultato di tutte queste fasi.

Un borgo da riscoprire

Visitare Colle significa scoprire una delle piccole comunità che circondano Castelnuovo di Garfagnana e che spesso rimangono fuori dagli itinerari più conosciuti. La sua storia è nella Chiesa di San Michele Arcangelo , documentata dal 1168. È nei portali e nelle cornici di pietra delle vecchie abitazioni. È nella lapide che ricorda i caduti del 1915-1918. È nelle case colpite dal terremoto del 1920. È nei castagneti, nei prati e nelle vecchie mulattiere. Ed è soprattutto nella posizione del paese. Un piccolo nucleo costruito in cima a un colle, affacciato sulla valle e sulle montagne della Garfagnana. Un luogo nel quale paesaggio, storia medievale e memoria della civiltà contadina continuano ancora oggi a raccontarsi insieme.
↑