Colle: storia,
San Michele Arcangelo e borgo panoramico della Garfagnana
Colle
è una piccola frazione del Comune di
Castelnuovo di Garfagnana
,
in provincia di Lucca.
Il nome descrive perfettamente il luogo.
Il paese sorge infatti sulla sommità di un
rilievo, a circa
620 metri di
altitudine
, in una posizione aperta e panoramica sui
monti e sulla valle.
È uno dei piccoli borghi che circondano
Castelnuovo e che, pur trovandosi a pochi chilometri dal
capoluogo, conservano ancora un carattere profondamente rurale.
Il cuore storico è rappresentato dalla
Chiesa di San Michele Arcangelo
,
la cui presenza è documentata fin dal Medioevo.
Intorno si raccolgono case, vecchi edifici
rurali, portali in pietra e terreni che ricordano una società
vissuta per secoli di agricoltura, allevamento e utilizzo del
bosco.
Un paese costruito su un
colle
La posizione è la prima caratteristica che
distingue il borgo.
Colle occupa infatti la parte alta di un
rilievo sui contrafforti delle Alpi Apuane.
Da qui lo sguardo può spaziare verso una vasta
parte della Garfagnana e verso il versante appenninico.
Prima che il panorama diventasse un elemento
turistico, una posizione simile aveva soprattutto un valore
pratico.
Permetteva di osservare il territorio
circostante, riceveva una buona esposizione e lasciava liberi
per l'agricoltura i terreni più favorevoli.
Il nome
Il toponimo
Colle
non ha bisogno di complesse interpretazioni.
Deriva direttamente dalla conformazione
geografica del luogo.
È uno dei tanti nomi medievali nati dalla
semplice osservazione del paesaggio.
Per chi percorreva le antiche strade della
Garfagnana, indicare una comunità come quella del “Colle”
significava identificarla immediatamente attraverso il rilievo
sul quale era costruita.
Ancora oggi il rapporto tra nome e territorio
è perfettamente leggibile.
Il panorama
La posizione elevata permette di osservare
un'ampia porzione della valle.
Particolarmente suggestivo è lo sguardo verso
il lato appenninico della Garfagnana e verso il massiccio della
Pania di Corfino
.
Il paesaggio contemporaneo è dominato dal
verde.
Boschi e prati circondano il paese.
In passato, però, il territorio doveva
apparire molto più aperto.
Campi coltivati, prati falciati e castagneti
curati occupavano superfici oggi riconquistate dal bosco.
Le origini medievali
La storia documentata di Colle risale almeno
al
XII secolo
.
La prima attestazione ricordata dalle fonti
locali è del
1168
.
In quell'anno compare anche la Chiesa di
San Michele Arcangelo
in un importante documento pontificio.
Si tratta della bolla di papa Alessandro III
relativa all'organizzazione ecclesiastica del territorio
lucchese.
Alla fine del XII secolo esisteva quindi già
sul colle una comunità sufficientemente stabile da possedere un
proprio edificio religioso.
La bolla di Alessandro III
Il
1168
rappresenta così una delle date fondamentali della storia del
paese.
Le bolle pontificie sono documenti
particolarmente preziosi per ricostruire l'esistenza delle
piccole comunità medievali.
Molti borghi compaiono infatti nelle fonti
scritte proprio attraverso le loro chiese.
L'edificio religioso costituiva un punto di
riferimento stabile in un territorio nel quale gli abitati
potevano essere minuscoli e la popolazione distribuita tra case
e poderi.
L'estimo del 1260
La chiesa viene ricordata nuovamente nell'
estimo
della Diocesi di Lucca del 1260
.
A quasi un secolo dalla prima attestazione,
San Michele continuava quindi a rappresentare il centro
religioso del paese.
La continuità documentaria è importante.
Dimostra che Colle non era un insediamento
occasionale.
Era ormai una comunità rurale consolidata
all'interno dell'organizzazione ecclesiastica della Garfagnana.
San Michele Arcangelo
La dedicazione a
San Michele Arcangelo
è particolarmente significativa.
Il culto di San Michele ebbe enorme diffusione
durante il Medioevo.
L'Arcangelo veniva rappresentato come
guerriero celeste, impegnato nella lotta contro il male.
Per questo molte chiese dedicate a San Michele
sorgono in posizioni elevate.
Montagne, colli e luoghi dominanti erano
considerati particolarmente adatti al suo culto.
La chiesa di Colle appartiene perfettamente a
questo paesaggio religioso.
San Michele e la montagna
L'associazione tra San Michele e i luoghi
elevati attraversa gran parte dell'Europa cristiana.
Il santuario di Monte Sant'Angelo sul Gargano
ne è l'esempio più famoso in Italia.
Anche lungo l'Appennino numerose chiese
dedicate all'Arcangelo sorgono su alture.
Non significa necessariamente che ogni
edificio sia stato costruito per la stessa ragione.
Nel caso di Colle, però, la posizione
panoramica della chiesa rende questa dedicazione particolarmente
suggestiva.
Il borgo medievale
Intorno alla chiesa si sviluppò il piccolo
abitato.
Le case venivano costruite utilizzando
soprattutto materiali disponibili localmente.
La pietra costituiva l'elemento principale
delle murature.
Il legname proveniva dai boschi.
Portali, cornici delle finestre e cantonali
potevano essere realizzati con pietre accuratamente lavorate.
Ancora oggi questi elementi rappresentano uno
degli aspetti più interessanti dell'architettura tradizionale di
Colle.
I portali in pietra
Nel paese si incontrano edifici caratterizzati
da
portali, riquadri delle
finestre e cantonali in pietra
.
Sono dettagli apparentemente semplici, ma
raccontano molto.
Un portale ben lavorato richiedeva uno
scalpellino esperto.
La qualità della cornice poteva anche indicare
la disponibilità economica della famiglia proprietaria.
La pietra non era quindi soltanto un materiale
da costruzione.
Poteva diventare un elemento di prestigio.
Le case rurali
Le abitazioni erano strettamente legate
all'economia agricola.
Al piano inferiore potevano trovarsi stalle,
cantine e depositi.
Ai piani superiori viveva la famiglia.
Fienili e piccoli edifici di servizio
completavano il complesso.
Intorno alle case si trovavano orti e
appezzamenti coltivati.
La separazione moderna tra abitazione e luogo
di lavoro praticamente non esisteva.
La casa era parte integrante dell'azienda
familiare.
La Garfagnana medievale
Durante il Medioevo l'intera Garfagnana fu
attraversata da conflitti e cambiamenti politici.
La Repubblica di Lucca cercò a lungo di
consolidare il proprio controllo sulla valle.
Famiglie feudali mantennero però proprietà e
diritti.
Firenze e i Malaspina intervennero in diversi
momenti.
Le piccole comunità rurali si trovarono quindi
inserite in un territorio politicamente molto frammentato.
Anche Colle seguì queste vicende.
Il dominio lucchese
Per un periodo il paese rientrò nell'orbita di
Lucca
.
La Repubblica cercava di controllare le vie
della valle e le comunità dell'entroterra.
Il rapporto non fu sempre semplice.
La distanza dal capoluogo, la conformazione
montuosa e le rivalità locali rendevano difficile
l'amministrazione.
Nel Quattrocento la situazione cambiò
profondamente.
Molti paesi della Garfagnana cercarono un
nuovo protettore.
L'arrivo degli Este
Verso la metà del
XV secolo
, Colle entrò
nell'orbita degli
Este di
Ferrara
.
Era una trasformazione destinata a segnare per
secoli la storia del territorio.
Castelnuovo divenne il principale centro
amministrativo della Garfagnana estense.
Colle, trovandosi nelle immediate vicinanze
del capoluogo, venne inserito nel nuovo sistema politico.
Cominciò così una lunga fase di appartenenza
ai domini estensi.
Castelnuovo capitale estense
Gli Este trasformarono Castelnuovo nel centro
politico della provincia.
La Rocca ospitava i commissari ducali.
Nel capoluogo si amministrava la giustizia e
si concentravano molte attività economiche.
Per gli abitanti di Colle il rapporto con
Castelnuovo doveva essere quotidiano.
Il paese rimaneva rurale, ma il principale
centro della valle era raggiungibile attraverso le strade che
scendevano dal rilievo.
Ludovico Ariosto
Tra il
1522 e
il 1525
Castelnuovo ospitò uno dei suoi governatori più
celebri:
Ludovico Ariosto
.
Il poeta venne inviato dagli Este come
commissario della Garfagnana.
Dovette affrontare banditismo, rivalità tra
comunità e difficoltà amministrative.
Non abbiamo bisogno di attribuire ad Ariosto
episodi specifici a Colle per comprendere l'importanza di questo
periodo.
Il piccolo paese faceva parte proprio del
territorio che il poeta cercava faticosamente di governare.
La Chiesa di San Michele nel
Seicento
Un'altra testimonianza importante della chiesa
compare nella
visita pastorale
del 1684
.
Le visite pastorali permettono di conoscere le
condizioni materiali degli edifici religiosi.
Il vescovo o i suoi rappresentanti
controllavano altari, arredi, coperture e organizzazione della
parrocchia.
San Michele attraversò così i secoli
mantenendo la propria funzione di riferimento religioso della
comunità.
Il grande ampliamento del
1735
Uno degli interventi più importanti avvenne
nel
1735
.
La chiesa venne ampliata e modificata
profondamente.
A questa fase viene ricondotta anche la
sopraelevazione che trasformò la facciata.
L'edificio medievale assunse così forme più
vicine a quelle che possiamo osservare oggi.
È un processo comune a molte chiese della
Garfagnana.
La struttura antica veniva conservata, ma
adattata alle esigenze di una popolazione e di una liturgia
ormai differenti.
La facciata
La facciata di San Michele presenta oggi un
aspetto semplice.
Al centro si trova il
portale con cornice in pietra
.
Più in alto si aprono due piccole finestre
anch'esse incorniciate in pietra.
La parte superiore termina con un frontone.
Una gronda molto sporgente, con struttura
lignea, protegge la muratura.
L'insieme conserva il carattere delle chiese
rurali della Garfagnana.
L'interno
La chiesa presenta una
navata unica rettangolare
.
Ai lati si aprono due cappelle.
In fondo si trova l'abside semicircolare.
La navata è coperta da una volta a botte con
lunette.
Arconi trasversali dividono lo spazio e sono
rinforzati da catene metalliche.
La struttura attuale riflette soprattutto le
trasformazioni avvenute durante l'età moderna.
Le cappelle laterali
Le due cappelle rappresentavano importanti
spazi devozionali.
Nelle chiese di paese gli altari laterali
potevano essere legati a confraternite, famiglie o particolari
culti.
Qui venivano celebrate Messe.
Si pregava davanti alle immagini dei santi.
Le famiglie potevano contribuire alla
manutenzione degli altari.
La chiesa diventava così anche un luogo nel
quale la storia religiosa e quella sociale della comunità si
intrecciavano.
Il presbiterio
Il presbiterio è collocato nella parte
terminale dell'edificio.
L'abside semicircolare conclude visivamente la
navata.
Le trasformazioni settecentesche contribuirono
a creare uno spazio liturgico più ampio rispetto alla piccola
chiesa medievale originaria.
Il passaggio da una semplice cappella
medievale a una chiesa più articolata racconta indirettamente
anche la crescita e l'organizzazione della comunità.
Il campanile
Accanto alla chiesa sorge il
campanile
.
Per secoli le campane furono la voce del
paese.
Annunciavano le celebrazioni.
Segnalavano matrimoni e funerali.
Scandivano le ore.
Potevano richiamare gli abitanti in caso di
incendio o altre emergenze.
Il loro suono raggiungeva anche le case
sparse, i campi e i boschi.
Era quindi un vero sistema di comunicazione
collettiva.
San Michele patrono
La festa di
San Michele Arcangelo
ricorre il
29 settembre
.
La data cade in un momento molto importante
per la tradizionale economia agricola.
L'estate è ormai terminata.
Il fieno è stato raccolto.
Si avvicina la stagione delle castagne.
Le giornate cominciano ad accorciarsi.
Per le comunità contadine le feste religiose
erano strettamente inserite nel calendario del lavoro e delle
stagioni.
I castagneti
Intorno a Colle il
castagno
ebbe per
secoli un'importanza fondamentale.
I castagneti non erano boschi lasciati a se
stessi.
Venivano puliti.
Gli alberi erano potati e innestati.
Il terreno veniva mantenuto libero per
facilitare la raccolta.
Ogni autunno intere famiglie partecipavano
alla raccolta delle castagne.
Era uno dei momenti decisivi dell'anno.
Il pane della montagna
Le castagne garantivano una riserva alimentare
essenziale.
Una volta essiccate potevano essere conservate
e trasformate in farina.
La
farina di
castagne
permetteva di preparare polente, necci e
numerosi altri alimenti.
In annate difficili poteva sostituire almeno
in parte i cereali.
Per questo il castagno era chiamato anche
“albero del pane”.
La sopravvivenza di molte famiglie dipendeva
direttamente dalla qualità del raccolto.
I metati
L'essiccazione avveniva nei
metati
.
Le castagne venivano distribuite su un
graticcio al piano superiore.
Sotto veniva acceso un fuoco lento.
Il calore e il fumo attraversavano lentamente
i frutti.
Il procedimento durava settimane.
Occorreva sorvegliare continuamente il fuoco.
Il metato diventava così uno dei luoghi più
caratteristici dell'autunno garfagnino.
Il bosco
Il bosco offriva molte altre risorse.
La legna serviva per cucinare e riscaldarsi.
Il legname era utilizzato per costruire travi,
mobili e attrezzi.
Le foglie potevano essere raccolte per le
stalle.
Alcune aree venivano utilizzate per il
pascolo.
Nulla veniva considerato inutile.
Il paesaggio forestale era intensamente
lavorato e amministrato.
I prati
I prati erano altrettanto importanti.
Durante l'estate venivano falciati per
produrre il
fieno
necessario agli animali.
L'erba doveva essere tagliata, fatta asciugare
e raccolta prima dell'arrivo del maltempo.
Il fieno veniva poi conservato nei fienili.
Una quantità insufficiente poteva creare gravi
problemi durante l'inverno.
La fienagione era quindi uno dei lavori più
impegnativi dell'anno.
L'allevamento
Le famiglie allevavano bovini, pecore, capre,
maiali e animali da cortile.
Il bestiame forniva latte, formaggi, carne e
forza da lavoro.
Il letame veniva utilizzato per fertilizzare i
campi.
Anche gli appezzamenti più piccoli potevano
produrre patate, legumi, cereali e ortaggi.
L'economia tradizionale cercava di utilizzare
ogni risorsa disponibile.
Le mulattiere
Prima della costruzione delle moderne strade,
Colle comunicava con Castelnuovo e con i paesi vicini attraverso
mulattiere e sentieri
.
Si camminava a piedi.
I muli trasportavano legna, castagne, fieno e
altre merci.
I percorsi verso il fondovalle erano
frequentati continuamente.
Quella che oggi può apparire come una rete di
sentieri immersa nel verde costituiva un tempo il vero sistema
stradale della comunità.
La strada verso Careggine
La posizione di Colle è legata anche alla
direttrice che da Castelnuovo sale verso il territorio di
Careggine
.
La montagna metteva in comunicazione comunità
differenti.
Contadini, pastori, commercianti e viaggiatori
utilizzavano queste vie per raggiungere paesi, pascoli e
mercati.
Le moderne strade hanno modificato i percorsi,
ma il rapporto geografico tra Colle, Castelnuovo e le montagne
apuane rimane evidente.
Il mercato di Castelnuovo
Per gli abitanti di Colle il mercato di
Castelnuovo rappresentava un riferimento fondamentale.
Qui potevano essere venduti prodotti agricoli,
animali, formaggi, castagne e legname.
Si acquistavano invece sale, tessuti, utensili
e beni non prodotti in paese.
Il piccolo borgo era quindi profondamente
rurale ma non isolato.
Viveva in continuo rapporto con il principale
centro commerciale della Garfagnana.
L'Ottocento
Durante l'Ottocento la società di Colle rimase
ancora prevalentemente agricola.
Le grandi trasformazioni politiche
modificarono lo Stato di appartenenza.
Il dominio estense venne interrotto dall'età
napoleonica, restaurato dopo il 1815 e definitivamente superato
con il processo di unificazione italiana.
Per le famiglie del paese, però, i cambiamenti
più importanti continuavano a essere quelli legati al raccolto,
agli animali e alle condizioni del territorio.
Una comunità molto più
popolosa
I censimenti mostrano quanto il territorio
fosse un tempo più abitato.
Nel
1901
,
Colle risultava una frazione del Comune di Castelnuovo di
Garfagnana con una popolazione complessiva molto superiore a
quella odierna.
Il dato comprendeva il nucleo e il territorio
rurale della frazione.
Campi, poderi e case sparse ospitavano
famiglie che vivevano direttamente delle risorse agricole.
Il paesaggio doveva quindi apparire molto più
popolato e lavorato.
La Prima guerra mondiale
La
Prima
guerra mondiale
raggiunse anche questo piccolo paese.
Giovani di Colle furono chiamati alle armi.
Alcuni non tornarono.
Poco dopo la fine del conflitto, la comunità
decise di ricordarli pubblicamente.
La memoria venne affidata a una lapide
collocata sulla parete esterna della Chiesa di San Michele.
La lapide del 1919
La lapide venne inaugurata il
28 settembre 1919
.
È realizzata in marmo.
L'iscrizione ricorda tre uomini del paese
caduti durante la guerra:
Giovanni
Boschi
, del 133° Fanteria.
Pietro
Venturelli
, del 54° Fanteria.
Roberto
Quirici
, del 26° Fanteria.
Per una piccola comunità erano perdite enormi.
La memoria sulla chiesa
La collocazione della lapide sulla chiesa non
è casuale.
Nei piccoli paesi la parrocchiale era spesso
il principale edificio pubblico e comunitario.
Era il luogo nel quale tutti prima o poi si
incontravano.
Affidare alla sua parete i nomi dei caduti
significava inserirli nella memoria permanente del paese.
La lapide di Colle conserva ancora oggi questa
funzione.
Il terremoto del 1920
Nemmeno un anno dopo l'inaugurazione della
lapide, la Garfagnana venne colpita da un'altra tragedia.
La mattina del
7 settembre 1920
un
violentissimo terremoto devastò una vasta area tra Garfagnana e
Lunigiana.
A Colle la scossa raggiunse l'
VIII
grado della scala MCS
.
I danni furono importanti.
Due case crollate
Le fonti macrosismiche documentano a Colle il
crollo di due abitazioni
.
Altre
cinque
case furono danneggiate
.
In un paese di piccole dimensioni si trattava
di un impatto notevole.
Il sisma dimostrò ancora una volta la
vulnerabilità delle tradizionali murature in pietra.
Fortunatamente le fonti utilizzate non
segnalano per Colle le distruzioni estreme che interessarono
altri paesi dell'Alta Garfagnana.
Ricostruire
Dopo il terremoto cominciò la fase della
riparazione.
Le famiglie dovevano rendere nuovamente sicure
le abitazioni.
La chiesa necessitava di manutenzione.
Nel
1926
è documentato un intervento su San Michele.
La ricostruzione post-sismica cambiò l'aspetto
di moltissimi paesi della valle.
Catene metalliche, nuove coperture e rinforzi
murari diventarono elementi comuni nell'architettura garfagnina
del Novecento.
La Seconda guerra mondiale
Tra il
1944 e
il 1945
arrivò un nuovo periodo drammatico.
La Garfagnana si trovò vicina alla
Linea Gotica
.
Castelnuovo e il territorio circostante furono
direttamente coinvolti nelle operazioni militari.
Le comunità rurali dovettero convivere con
requisizioni, presenza di truppe, scarsità di alimenti e
pericolo dei bombardamenti.
Boschi e sentieri tornarono ad avere una
funzione fondamentale.
Il dopoguerra
La fine della guerra aprì una fase
completamente nuova.
Le strade migliorarono.
Arrivarono automobili e mezzi agricoli.
L'elettricità e i servizi moderni modificarono
le abitazioni.
Contemporaneamente diminuì la necessità di
vivere direttamente vicino ai campi.
Molti giovani cercarono lavoro a Castelnuovo,
nelle città toscane o nell'Italia settentrionale.
Lo spopolamento
Colle conobbe così lo stesso fenomeno che
interessò gran parte della montagna italiana.
La popolazione diminuì.
Le case sparse vennero progressivamente
abbandonate.
I campi più difficili da raggiungere non
furono più coltivati.
I prati smisero di essere falciati.
Anche molti castagneti ricevettero meno cure.
Il paesaggio cominciò lentamente a cambiare.
Il ritorno del bosco
Dove l'agricoltura arretrava, avanzava il
bosco
.
È una trasformazione relativamente recente.
Il paesaggio che oggi appare naturale è spesso
il risultato dell'abbandono di terreni lavorati per secoli.
Vecchi muri a secco, terrazzamenti e sentieri
nascosti tra gli alberi ricordano questa storia.
Sono le tracce di un territorio che un tempo
era molto più intensamente utilizzato.
Il restauro del 1993
La Chiesa di San Michele è stata oggetto di un
altro importante intervento nel
1993
.
I restauri contemporanei hanno permesso di
conservare un edificio che porta con sé più di otto secoli di
storia documentata.
Dal 1168 a oggi la chiesa ha subito
ampliamenti, manutenzioni e trasformazioni.
La sua funzione, però, è rimasta
sostanzialmente la stessa.
Continua a essere il principale simbolo
religioso del paese.
Colle oggi
Oggi Colle è una comunità molto piccola.
La sua dimensione attuale contrasta con quella
del territorio rurale del passato.
Proprio questa tranquillità permette però di
osservare meglio il paesaggio.
Le case in pietra.
I portali.
La chiesa.
I boschi.
Le montagne.
E soprattutto il grande panorama sulla
Garfagnana.
Un balcone sulla valle
La posizione è probabilmente il tratto che
rimane più impresso.
Dal paese la vista si apre verso il lato
appenninico della valle.
La
Pania di
Corfino
emerge nel paesaggio.
Durante le giornate limpide è possibile
comprendere immediatamente la particolare geografia della
Garfagnana: una grande conca circondata da montagne, con paesi
distribuiti sui versanti e il Serchio nel fondovalle.
Colle è uno dei punti dai quali questo
paesaggio si legge meglio.
La chiesa e il paese
San Michele continua a dominare simbolicamente
la comunità.
La sua prima attestazione del 1168 collega il
paese direttamente al Medioevo.
L'ampliamento del 1735 racconta la Garfagnana
estense.
La lapide del 1919 conserva la memoria della
Grande Guerra.
Gli interventi successivi al terremoto
ricordano il 1920.
In un solo edificio si concentrano quindi
secoli differenti della storia locale.
Una storia scritta nella
pietra
Anche le case raccontano questa continuità.
I portali lavorati.
Le cornici delle finestre.
I cantonali.
I vecchi muri.
Sono elementi che spesso passano inosservati,
ma rappresentano il vero patrimonio dei piccoli borghi.
Non sono grandi monumenti.
Sono il risultato del lavoro quotidiano di
generazioni di muratori, scalpellini e contadini.
Dal Medioevo alla Garfagnana
moderna
La storia di Colle può essere riassunta come
una lunga trasformazione.
Nel XII secolo esisteva già una comunità con
la propria chiesa.
Durante il Medioevo il paese entrò nell'orbita
lucchese.
Nel Quattrocento passò sotto gli Este.
Nel Settecento San Michele venne ampliata.
L'Ottocento fu ancora dominato dalla società
agricola.
Il Novecento portò guerra, terremoto,
emigrazione e progressivo abbandono delle campagne.
Il paese di oggi è il risultato di tutte
queste fasi.
Un borgo da riscoprire
Visitare
Colle
significa scoprire una delle piccole comunità che
circondano Castelnuovo di Garfagnana e che spesso rimangono
fuori dagli itinerari più conosciuti.
La sua storia è nella Chiesa di
San Michele Arcangelo
,
documentata dal 1168.
È nei portali e nelle cornici di pietra delle
vecchie abitazioni.
È nella lapide che ricorda i caduti del
1915-1918.
È nelle case colpite dal terremoto del 1920.
È nei castagneti, nei prati e nelle vecchie
mulattiere.
Ed è soprattutto nella posizione del paese.
Un piccolo nucleo costruito in cima a un
colle, affacciato sulla valle e sulle montagne della Garfagnana.
Un luogo nel quale
paesaggio, storia medievale e
memoria della civiltà contadina
continuano ancora oggi
a raccontarsi insieme. |