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Frazioni & Località
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Storia-History-Geschichte-Histoire-Historia Breve storia del Comune, borgo, località e frazioni di al Mare, nella Provincia della Spezia. Regione Liguria, Italy Frazioni, borghi, località di Monterosso al Mare sono: Madonna di Soviore, Monte Albareto, Morione. BREVE STORIA
Gli abitanti si chiamano Monterossini. Il nome deriva, probabilmente, dal colore
rosso dei capelli della famiglia dominante, i Marchesi Obertenghi, detti Rufi
per il colore rosso dei capelli, e dal primo nucleo abitativo situato sul monte
Albareto. oppure dalla forma latina Mons Ruber. L'origine storica del borgo risale al 643, quando le popolazioni collinari
fuggirono dalle invasioni barbariche, stabilendosi in riva al mare.
probabilmente fu fondata dai superstiti del leggendario borgo di Albareto, distrutto dai Longobardi
del re
Rotari.
Probabilmente il primo
dominio del borgo fu di Guido degli
Obertenghi nel 1056. seguirono i
Lagneto. I Da Passano e i
Genovesi a partire dal 1276.
Durante la dominazione di Genova, ci fu una lunga contesa sui diritti di
pesca da parte delle tonnare di Monterosso con i Genovesi, nel 1619. La
pesca era una voce di importanza considerevole per l'economia locale. Oltre
alla pesca c'era, e c'è ancora, la coltivazione della vite, come tutti i
borghi della riviera di levante viene coltivata nei terrazzamenti tipici
della costa ligure. Monterosso con Corniglia, Riomaggiore, Vernazza e Manarola
formano le Cinque Terre, dando notorietà alla Provincia spezzina in tutto il
mondo. Una curiosità particolare, che rende ancor più interessante Monterosso
al Mare al fine di una visita turistica è il "Gigante" un'opera realizzata
all'inizio del 1900 nella spiaggia di Fegina e che rappresenta il dio del
mare Nettuno, diventando il simbolo di Monterosso al Mare. Una menzione
particolare va al "Santuario della Madonna di Soviore", una costruzione
risalente al Medioevo
e dal cui cortile di ingresso si può ammirare il
panorama sottostante, sino al promontorio di Punta Mesco. Monterosso è uno
dei borghi delle 5 Terre, patrimonio dell'Unesco. |
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Il Santo Patrono è: |
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Municipio:Piazza Garibaldi, 35 19016 Monterosso al Mare (SP) Tel. 0187.817525 Fax. 0187.817430 |
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Orario dei Bus / Meteo / Mappa |
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Codice ISTAT
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011019
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Codice catasto:
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F609
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Musei e Biblioteche
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QUI
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Cinema e Teatro
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QUI
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Superficie:
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11,26 Kmq
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Altezza comune: s.l.m.
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12 m
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Latitudine :
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44° 8' 51"
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Longitudine:
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9° 39' 7"
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Prefisso telefonico:
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0187
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C.A.P.
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19016
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Monterosso al Mare: storia, arte, cultura e curiosità delle Cinque TerreMonterosso al Mare è il più grande dei borghi delle Cinque Terre e uno dei luoghi più conosciuti della Riviera ligure di Levante. Il suo paesaggio riunisce mare, montagna, vigneti terrazzati, antiche fortificazioni, chiese medievali e testimonianze di una cultura marinara e contadina che ha attraversato i secoli. Il borgo è conosciuto soprattutto per la sua spiaggia e per il panorama, ma dietro l'immagine turistica esiste una storia molto più antica: quella di una comunità nata in un territorio difficile, esposta per secoli alle incursioni dal mare e impegnata nella coltivazione della terra, nella pesca e nella produzione del vino. Monterosso è inoltre legata alla figura del poeta Eugenio Montale, premio Nobel per la Letteratura nel 1975, che trascorse qui numerose estati e trasformò il paesaggio monterossino in una presenza fondamentale della propria poesia.La storia di Monterosso al MareLe prime testimonianze documentarie di Monterosso risalgono al 1056, quando il territorio viene ricordato in un atto di donazione. Nel Medioevo il paese si sviluppò progressivamente lungo la costa e acquisì una crescente importanza strategica. La sua posizione lo rendeva infatti particolarmente esposto alle incursioni provenienti dal mare e, allo stesso tempo, interessante per le potenze che si contendevano il controllo della costa ligure. Nel XIII secolo Monterosso entrò nell'orbita della Repubblica di Genova, dopo essere stato coinvolto nelle rivalità fra Genova e Pisa. Nel 1214 la comunità organizzò le prime importanti difese contro le incursioni saracene. Nel corso dei secoli venne realizzato un articolato sistema di fortificazioni, comprendente mura, torri e strutture difensive. Il Parco Nazionale delle Cinque Terre definisce quello di Monterosso il più imponente sistema difensivo delle Cinque Terre.Monterosso tra mare, agricoltura e commercioPer secoli la vita degli abitanti di Monterosso è stata legata contemporaneamente al mare e alla terra. La pesca rappresentava una risorsa fondamentale, mentre sulle pendici venivano coltivati soprattutto vite, ulivo e altri prodotti agricoli. I versanti terrazzati richiedevano un lavoro continuo. La costruzione e la manutenzione dei muri a secco permettevano di trasformare pendii ripidi in superfici coltivabili. La viticoltura ebbe un'importanza particolare e contribuì alla formazione del paesaggio che ancora oggi caratterizza le Cinque Terre. Già in epoca genovese il territorio di Monterosso era noto per la produzione agricola e per le attività marinare. Nel XVII secolo è documentata anche la presenza di una tonnara nelle acque antistanti Punta Mesco. Questo doppio rapporto con terra e mare è fondamentale per comprendere l'identità storica di Monterosso.Il borgo medievaleIl centro storico conserva ancora l'impronta dell'antico paese medievale. Vicoli stretti, scalinate, case addossate e architetture in pietra conducono verso gli edifici religiosi e le testimonianze delle antiche fortificazioni. Il torrente Buranco costituisce uno degli elementi geografici che hanno contribuito alla formazione dell'abitato. Il centro storico è quindi particolarmente interessante per la fotografia: la luce cambia rapidamente tra le strette vie, le facciate colorate, gli archi e gli scorci verso il mare. La struttura urbana racconta anche la necessità di adattarsi alla conformazione del territorio: Monterosso non è stato progettato secondo una griglia regolare, ma si è sviluppato seguendo la montagna, i corsi d'acqua e le esigenze difensive.Cosa vedere a Monterosso al MareLa Chiesa di San Giovanni BattistaLa Chiesa di San Giovanni Battista è uno dei monumenti più importanti del centro storico. L'edificio rappresenta un significativo esempio di gotico genovese ed è caratterizzato all'esterno dal tipico rivestimento a fasce alternate bianche e scure. La facciata presenta un elegante rosone marmoreo e un portale sormontato dalla lunetta con il Battesimo di Cristo. All'interno, la chiesa conserva diverse opere d'arte, tra cui una Madonna del Rosario attribuita a Luca Cambiaso e una Crocifissione riferita dalla tradizione a un artista della scuola giottesca. Particolarmente interessante è il campanile: la torre a base quadrangolare ebbe originariamente anche una funzione difensiva. La chiesa è quindi un esempio perfetto di come, a Monterosso, architettura religiosa e architettura militare siano strettamente collegate.Il complesso dei Cappuccini e la Chiesa di San FrancescoSul colle che domina il paese si trova il Convento dei Frati Cappuccini, fondato all'inizio del XVII secolo. La prima pietra del convento venne posta nel 1619 e il complesso fu completato pochi anni dopo, con la partecipazione economica e materiale della comunità locale. I frati fecero il loro ingresso solenne nel convento nel 1622. Il complesso comprende la Chiesa di San Francesco e conserva un patrimonio artistico di grande interesse. Tra le opere ricordate figurano la Crocifissione attribuita a Van Dyck, il San Girolamo penitente di Luca Cambiaso e la Veronica di Bernardo Strozzi. Il convento non è stato soltanto un luogo religioso: per secoli i Cappuccini hanno rappresentato un importante punto di riferimento per la comunità monterossina. La sua posizione panoramica ne fa inoltre uno dei luoghi più suggestivi per osservare il borgo e la costa.Torre AuroraLa Torre Aurora è uno dei simboli della storia militare di Monterosso. La torre venne costruita nel XVI secolo dalla Repubblica di Genova per difendere la costa dalle incursioni dei pirati e dei corsari. La sua posizione sul promontorio permetteva di controllare il tratto di mare antistante il paese. Ancora oggi la torre è un elemento fortemente caratterizzante del paesaggio: vista dal mare, contribuisce a definire la silhouette del borgo e racconta visivamente il passato difensivo delle Cinque Terre.Le antiche fortificazioniIl sistema difensivo di Monterosso comprendeva mura, torri e un castello. Dell'antica fortificazione rimangono diverse testimonianze, mentre l'area del castello è oggi in gran parte occupata dal cimitero comunale. La presenza delle fortificazioni permette di comprendere quanto il mare, che oggi rappresenta soprattutto una risorsa turistica, costituisse un tempo anche una possibile fonte di pericolo. Nel 1545, Monterosso subì una violenta incursione della flotta del corsaro ottomano Dragut, episodio che provocò gravi danni e il rapimento di numerosi abitanti. Questa vicenda rappresenta una delle pagine più drammatiche della storia del paese.Il Gigante di MonterossoUna delle immagini più riconoscibili di Monterosso è la grande statua del Gigante, conosciuta anche come statua di Nettuno. La monumentale opera venne realizzata nel 1910 dallo scultore Arrigo Minerbi e dall'architetto Francesco Levacher. La statua, alta circa 14 metri e realizzata in cemento armato, rappresentava Nettuno e faceva parte della scenografica sistemazione di Villa Pastine, dove sorreggeva una grande terrazza a forma di conchiglia. I bombardamenti della Seconda guerra mondiale danneggiarono gravemente la struttura. Oggi ciò che resta del Gigante è diventato uno degli elementi più fotografati della costa di Monterosso.Una curiosità fotograficaIl Gigante dimostra come il paesaggio di Monterosso sia composto da elementi di epoche completamente diverse: fortificazioni medievali, architetture religiose, case liguri, infrastrutture moderne e opere monumentali del Novecento convivono nello stesso panorama.Eugenio Montale e MonterossoPochi luoghi delle Cinque Terre sono legati alla letteratura quanto Monterosso. Il paese fu particolarmente caro a Eugenio Montale, uno dei maggiori poeti italiani del Novecento e premio Nobel per la Letteratura nel 1975. Montale trascorse numerose estati a Monterosso e il paesaggio del paese entrò profondamente nella sua esperienza poetica. Il mare, gli scogli, i sentieri, la vegetazione, il vento e la luce della costa diventano nella sua poesia elementi capaci di evocare memoria, solitudine e ricerca interiore. Il Parco Nazionale ricorda Monterosso proprio come il paese amato da Montale e sottolinea il rapporto fra il poeta e questo paesaggio.Monterosso nella poesiaIl legame con Montale rappresenta un patrimonio culturale particolare perché permette di guardare il paesaggio con occhi diversi. Le terrazze, i muri a secco e il mare non sono soltanto elementi da fotografare: diventano parte di una memoria letteraria. Per un sito fotografico come Ama La Spezia, questo rapporto fra immagine e poesia può rappresentare un tema narrativo particolarmente forte.Gli Statuti di MonterossoUn documento di straordinario interesse storico sono gli Statuti di Monterosso, risalenti agli inizi del XV secolo. Si tratta di un manoscritto che conserva norme relative alla vita della comunità e costituisce una preziosa testimonianza dell'organizzazione sociale e amministrativa del paese nel tardo Medioevo. Il Comune di Monterosso ha collaborato con il Laboratorio di Cultura Digitale dell'Università di Pisa alla valorizzazione e alla pubblicazione digitale degli Statuti, con l'obiettivo di rendere questo patrimonio documentario più accessibile. Gli Statuti permettono di conoscere Monterosso non soltanto attraverso monumenti e opere d'arte, ma anche attraverso le regole che governavano concretamente la vita degli abitanti.La cultura religiosa di MonterossoLa religione ha avuto un ruolo centrale nella formazione della comunità. La presenza della Chiesa di San Giovanni Battista, degli oratori, del convento dei Cappuccini e di altri edifici religiosi testimonia una vita spirituale intensa. La Diocesi ricorda come la parrocchia di Monterosso fosse già documentata nel XIII secolo e direttamente soggetta al vescovo. Le confraternite e gli oratori svolgevano inoltre funzioni che andavano oltre la dimensione religiosa: erano luoghi di aggregazione, assistenza e solidarietà. Questa componente della storia locale è ancora leggibile negli edifici e nelle tradizioni che sopravvivono nel paese.Tradizioni e cultura popolareLe tradizioni monterossine nascono dall'incontro di tre elementi fondamentali:
Il paesaggio dei terrazzamentiUno dei patrimoni culturali più importanti di Monterosso è il sistema dei terrazzamenti agricoli. Le cosiddette "fasce" hanno trasformato i versanti in una successione di piccoli terreni coltivabili. Per costruirle è stato necessario trasportare pietre, innalzare muri a secco e mantenere nel tempo una complessa rete di percorsi agricoli. Il paesaggio delle Cinque Terre è quindi un esempio di paesaggio culturale, nel quale l'intervento dell'uomo è diventato parte integrante dell'ambiente. Per un fotografo, questo significa che molte delle immagini più belle di Monterosso non mostrano semplicemente una natura spettacolare: mostrano il risultato di secoli di lavoro umano.Monterosso e il turismoLa vocazione turistica di Monterosso si è sviluppata soprattutto nel corso del Novecento. La presenza di una delle più importanti spiagge delle Cinque Terre ha favorito la trasformazione del paese in una delle principali destinazioni balneari della Liguria. Il turismo ha portato nuove attività, strutture ricettive e servizi, modificando profondamente l'economia locale. Allo stesso tempo, Monterosso continua a conservare una parte significativa del proprio patrimonio storico e paesaggistico. Questa convivenza fra borgo storico e destinazione balneare è una delle caratteristiche che distinguono Monterosso dagli altri paesi delle Cinque Terre.Curiosità su Monterosso al MareLo sapevi che...Monterosso è il borgo più grande delle Cinque Terre.La sua maggiore estensione e la presenza di un'importante spiaggia gli hanno conferito una vocazione turistica particolare rispetto agli altri borghi. La prima testimonianza documentaria risale al 1056. Monterosso è quindi documentato da quasi un millennio. Il campanile di San Giovanni Battista era anche una torre difensiva. L'edificio religioso conserva quindi una traccia concreta del passato militare del borgo. Monterosso fu attaccata dal corsaro Dragut. L'8 luglio 1545 una flotta ottomana guidata da Dragut aggredì il paese, provocando devastazioni e rapimenti. Il Gigante non è antico. Nonostante sembri una presenza "storica" del paesaggio, la grande statua di Nettuno risale al 1910. Il Gigante un tempo sosteneva una terrazza. La statua faceva parte della scenografia di Villa Pastine e sosteneva sulle spalle una grande terrazza a forma di conchiglia. Monterosso ha ispirato Eugenio Montale. Il poeta trascorse qui numerose estati e il paesaggio monterossino entrò nella sua esperienza letteraria. Il Convento dei Cappuccini conserva opere di grande valore. Fra quelle ricordate figurano opere attribuite a Van Dyck, Luca Cambiaso e Bernardo Strozzi. Gli Statuti raccontano la vita quotidiana medievale. Il manoscritto degli Statuti di Monterosso permette di conoscere le regole e l'organizzazione della comunità agli inizi del Quattrocento. |