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Informazioni storiche, culturali della località. |
Crocetta di Mulazzo: storia, territorio e vita rurale della LunigianaCrocetta è una piccola località del Comune di Mulazzo, nel cuore della Lunigiana. Inserita nel paesaggio collinare della valle del Magra, appartiene a quella fitta rete di nuclei, case sparse e antiche strade che per secoli ha caratterizzato il territorio mulazzese. La sua storia è soprattutto quella della Lunigiana rurale: una terra di boschi, campi, mulattiere e piccole comunità legate ai centri vicini e al lungo dominio dei Malaspina. Crocetta non è uno dei grandi borghi monumentali della Lunigiana e proprio per questo permette di raccontare un aspetto diverso del territorio. Accanto ai castelli e ai paesi fortificati esisteva infatti una moltitudine di piccoli insediamenti nei quali viveva gran parte della popolazione rurale. Sono questi luoghi, spesso formati da poche case, ad aver contribuito per secoli a modellare il paesaggio che ancora oggi circonda Mulazzo.Crocetta nel territorio di MulazzoCrocetta appartiene al Comune di Mulazzo, in provincia di Massa-Carrara, nella Lunigiana toscana. Il territorio comunale è caratterizzato da una particolare frammentazione degli insediamenti. Accanto al capoluogo troviamo infatti numerosi borghi e nuclei minori: Castevoli, Lusuolo, Montereggio, Parana, Groppoli, Canossa, Busatica, Castagnetoli e molte altre località. Crocetta fa parte di questa antica geografia. Per comprendere la sua storia bisogna quindi guardare non soltanto al piccolo nucleo abitato, ma al sistema di paesi, strade, campi e boschi del quale faceva parte.Il significato del nome CrocettaIl toponimo Crocetta è diffuso in diverse zone d'Italia e può essere collegato alla presenza di una piccola croce, di un'immagine religiosa oppure di un incrocio di strade. Nel mondo rurale croci e maestà venivano frequentemente collocate lungo i percorsi, nei punti di passaggio e soprattutto nei crocevia. Non disponiamo però di una documentazione sufficientemente precisa per stabilire con certezza l'origine del nome della Crocetta di Mulazzo. È quindi preferibile considerare il possibile collegamento con un crocevia o un segno religioso come un'ipotesi toponomastica e non come un fatto storico definitivamente accertato.I crocevia nella Lunigiana anticaL'ipotesi è comunque interessante perché permette di ricordare quanto fossero importanti le strade per le piccole comunità della Lunigiana. Prima della costruzione della moderna rete viaria, il territorio era attraversato da sentieri, mulattiere e percorsi rurali. Alcune strade collegavano semplicemente due paesi vicini. Altre permettevano invece di raggiungere il fondovalle, attraversare l'Appennino o entrare in comunicazione con la Liguria e l'Emilia. I punti nei quali queste vie si incontravano assumevano inevitabilmente una particolare importanza.Maestà e croci lungo le stradeUno degli elementi caratteristici del paesaggio lunigianese è la presenza delle cosiddette maestà. Si tratta di piccole immagini sacre, spesso scolpite nel marmo o nella pietra, collocate sulle facciate delle case, lungo le strade oppure in piccoli edifici votivi. Anche le croci erano frequentemente poste nei punti di passaggio. Per chi percorreva quotidianamente lunghe distanze a piedi, questi segni avevano un significato religioso ma rappresentavano anche elementi riconoscibili del territorio. La religiosità popolare era quindi strettamente intrecciata alla viabilità e alla vita quotidiana.Un territorio di antica frequentazioneCrocetta appartiene a un'area della Lunigiana abitata dall'uomo fin da epoche molto antiche. Nel territorio del Comune di Mulazzo sono state ritrovate statue stele, le celebri figure antropomorfe in pietra che rappresentano una delle testimonianze archeologiche più importanti della valle del Magra. Ritrovamenti sono documentati, tra le altre località, a Canossa, Campoli e Groppoli. Non risultano invece, allo stato delle conoscenze disponibili, statue stele attribuite direttamente a Crocetta. È importante mantenere questa distinzione. I ritrovamenti dimostrano comunque che il territorio nel quale si trova Crocetta era frequentato dall'uomo migliaia di anni prima della formazione dei borghi medievali.Crocetta e la Lunigiana dei MalaspinaLa storia medievale del territorio di Mulazzo è inseparabile da quella dei Malaspina. La grande famiglia feudale, discendente dalla stirpe degli Obertenghi, controllò per secoli una vasta area compresa tra Lunigiana, Liguria ed Emilia. Nel 1221 una grande divisione familiare portò alla formazione dei due principali rami dello Spino Secco e dello Spino Fiorito. Mulazzo divenne uno dei centri principali dei Malaspina dello Spino Secco. Crocetta apparteneva quindi a un territorio nel quale il potere politico e amministrativo era organizzato attraverso castelli, piccoli marchesati e comunità rurali.I piccoli nuclei e i castelliLa Lunigiana dei Malaspina non era costituita soltanto dai castelli. Attorno alle fortificazioni viveva una popolazione distribuita in numerosi paesi e nuclei rurali. Erano gli abitanti di queste comunità a coltivare la terra, utilizzare i boschi, allevare gli animali e mantenere in funzione le vie di comunicazione. I piccoli insediamenti erano quindi una parte essenziale dell'organizzazione economica del territorio. Crocetta deve essere letta proprio all'interno di questo sistema. La sua storia non è necessariamente quella di un centro politicamente autonomo, ma quella di una piccola comunità inserita nel più ampio mondo rurale mulazzese.Mulazzo, Dante e i MalaspinaIl territorio di Mulazzo è inoltre legato alla presenza di Dante Alighieri in Lunigiana. Nel 1306 il poeta svolse un'importante missione diplomatica per conto dei Malaspina. Il 6 ottobre partecipò come procuratore del marchese Franceschino Malaspina alle trattative che portarono alla pace con il vescovo-conte di Luni. Dante ricordò inoltre i Malaspina nella Divina Commedia, celebrandone la fama e la cortesia. Non esistono elementi per collegare direttamente Dante alla località di Crocetta. Il piccolo nucleo appartiene però allo stesso territorio storico malaspiniano nel quale si inserisce la presenza del poeta in Lunigiana.La vita nelle campagnePer secoli la vita degli abitanti delle piccole località del territorio fu strettamente legata alla terra. Le famiglie disponevano generalmente di piccoli appezzamenti. Si coltivavano ortaggi, cereali, viti e alberi da frutto, adattando le produzioni alle caratteristiche del terreno. L'allevamento forniva latte, carne e animali utilizzati anche per il trasporto e il lavoro agricolo. Ogni parte del territorio aveva una funzione. I campi fornivano alimenti, i prati nutrivano gli animali e il bosco offriva legna e numerose altre risorse.La civiltà del castagnoIl castagno rappresentò per secoli una delle risorse più importanti della Lunigiana. Nelle zone collinari e montane la castagna poteva sostituire almeno in parte i cereali. Dopo la raccolta, una parte delle castagne veniva essiccata e successivamente macinata. Si produceva così la farina di castagne, ingrediente fondamentale della cucina popolare. Il castagno era tanto importante da essere chiamato l'albero del pane. I boschi che oggi caratterizzano gran parte del paesaggio di Mulazzo devono quindi essere osservati anche come testimonianza di un'antica economia.I metatiAlla lavorazione delle castagne erano collegati i metati, piccoli edifici destinati all'essiccazione. Le castagne venivano sistemate sopra un graticcio, mentre al piano inferiore veniva mantenuto acceso un fuoco lento. Il processo poteva durare diverse settimane. Una volta essiccate, le castagne venivano pulite e portate ai mulini per essere trasformate in farina. Era un lavoro lungo, che coinvolgeva intere famiglie e rappresentava uno dei momenti più importanti dell'anno agricolo.Le case ruraliAnche l'architettura delle piccole località racconta il passato agricolo. Le abitazioni tradizionali della Lunigiana erano generalmente costruite utilizzando materiali disponibili sul territorio, soprattutto pietra e legname. La casa non era soltanto il luogo nel quale abitare. Era anche parte dell'attività economica della famiglia. Cantine, depositi, stalle e altri locali di servizio potevano occupare i piani inferiori, mentre gli ambienti destinati alle persone si trovavano ai livelli superiori. Attorno alle abitazioni si distribuivano orti e piccoli appezzamenti.Le mulattiere, antiche strade della montagnaPrima delle automobili, le distanze venivano percorse soprattutto a piedi. Le mulattiere rappresentavano quindi vere e proprie strade. Erano costruite per consentire il passaggio delle persone e degli animali da soma e permettevano di trasportare legna, castagne, vino, farina e altri prodotti. Attraverso queste vie gli abitanti raggiungevano le chiese, i mercati e i paesi vicini. Una località come Crocetta deve essere immaginata all'interno di questa rete di collegamenti, e non come un luogo isolato.La religiosità popolareLa vita delle comunità rurali era profondamente segnata anche dalla religione. Oltre alle chiese parrocchiali, nel territorio erano presenti oratori, cappelle, croci ed edicole votive. Le immagini della Madonna e dei santi potevano essere collocate lungo le strade o sulle facciate delle abitazioni. Queste testimonianze avevano spesso anche una funzione di protezione simbolica del viandante, della famiglia o della comunità. Ancora oggi le maestà costituiscono uno degli elementi più caratteristici del patrimonio culturale della Lunigiana.La fine del feudalesimoIl sistema politico dei Malaspina sopravvisse per molti secoli. La situazione cambiò radicalmente alla fine del Settecento. Nel 1797, in seguito alle trasformazioni provocate dall'espansione napoleonica, vennero aboliti gli antichi feudi imperiali della Lunigiana. Terminava così un'organizzazione politica che aveva segnato profondamente la valle per secoli. Per gli abitanti delle campagne, tuttavia, la vita quotidiana continuò ancora a lungo a essere basata sull'agricoltura e sul bosco.L'Ottocento e le comunità ruraliDurante l'Ottocento il territorio attraversò diversi cambiamenti politici e amministrativi. La vita delle piccole località rimase però prevalentemente rurale. Le famiglie vivevano in comunità molto strette, nelle quali i rapporti di parentela avevano grande importanza. Matrimoni, battesimi, feste religiose e fiere rappresentavano occasioni di incontro. I rapporti con i paesi vicini erano mantenuti attraverso quelle stesse strade e mulattiere percorse da generazioni.L'emigrazioneTra la fine dell'Ottocento e il Novecento la Lunigiana fu interessata da un'intensa emigrazione. Le limitate possibilità economiche spinsero molti abitanti a lasciare i paesi d'origine. Alcuni si trasferirono in altre regioni italiane, altri partirono verso l'estero. Nel secondo dopoguerra lo sviluppo industriale delle città del Nord e dei centri della costa provocò un'ulteriore diminuzione della popolazione rurale. Anche le piccole località del Comune di Mulazzo furono coinvolte in questa trasformazione.Lo spopolamento e il ritorno del boscoLa diminuzione degli abitanti cambiò anche il paesaggio. Molti terreni agricoli vennero progressivamente abbandonati. Il bosco riconquistò campi, prati e terrazzamenti che per secoli erano stati lavorati. Numerose mulattiere persero la loro funzione quotidiana e si trasformarono in sentieri. Per questo il paesaggio attuale non deve essere considerato immutabile. Dietro molti boschi di oggi si nasconde la memoria di terreni un tempo coltivati.Crocetta oggiOggi Crocetta conserva soprattutto il carattere di una piccola località della campagna lunigianese. Il suo valore non dipende dalla presenza di un grande castello o di un monumento celebre. È piuttosto il paesaggio nel suo insieme a renderla interessante. Le abitazioni, le strade, i boschi e i collegamenti con gli altri nuclei del territorio raccontano una forma di insediamento che ha caratterizzato Mulazzo per secoli.La Lunigiana minoreLuoghi come Crocetta permettono di conoscere quella che potremmo chiamare la Lunigiana minore. Non minore per importanza, ma perché composta da piccole storie. È la Lunigiana delle famiglie, delle case sparse, delle maestà, delle mulattiere, dei castagneti e dei lavori agricoli. Senza questi piccoli nuclei sarebbe impossibile comprendere completamente la storia del territorio. I castelli raccontano la storia dei signori. I piccoli paesi raccontano soprattutto quella delle persone che coltivavano la terra e mantenevano vive le comunità.Crocetta, una piccola memoria del territorio di MulazzoCrocetta rappresenta una delle tante tessere che formano il complesso mosaico del Comune di Mulazzo.Le sculture in legno di Gino FogolaUna delle particolarità più curiose e affascinanti di Crocetta di Mulazzo è rappresentata dalle numerose sculture in legno di Gino Fogola, che nel corso degli anni hanno trasformato questo piccolo angolo della Lunigiana in una sorta di museo all'aperto. Le opere si incontrano percorrendo la strada che da Arpiola sale verso Crocetta, la Madonna del Monte e Montereggio. Tra alberi, case e boschi appaiono figure scolpite nel legno che sembrano appartenere naturalmente al paesaggio.Gino Fogola, da Crocetta alla Svizzera e ritornoGino Fogola nasce a Crocetta di Mulazzo il 5 dicembre 1941 e trascorre qui la propria infanzia. Come molti lunigianesi della sua generazione, da giovane deve confrontarsi con le limitate possibilità di lavoro offerte dal territorio. A 21 anni decide così di partire per la Svizzera, dove lavora nel settore alberghiero. Il legame con la sua terra rimane però molto forte e durante i periodi trascorsi in Lunigiana comincia a progettare il proprio ritorno. Dopo circa quattordici anni all'estero rientra definitivamente a Crocetta. Tra il 1972 e il 1976 realizza il suo progetto di creare una struttura ricettiva nel paese, dando vita a quello che diventerà il Rustichello, costruito richiamando nell'aspetto gli chalet di montagna conosciuti durante gli anni trascorsi in Svizzera.La passione per il legnoConclusa l'esperienza professionale nel settore della ristorazione e dell'ospitalità, Gino Fogola inizia a dedicarsi sempre maggiormente alla lavorazione del legno. La materia prima non manca. Crocetta è circondata dai boschi e proprio i vecchi tronchi degli alberi diventano il punto di partenza delle sue creazioni. Fogola non segue un progetto artistico accademico. È la forma stessa del tronco a suggerirgli ciò che potrebbe diventare. Osservando il legno, le sue curve, i nodi e le irregolarità, immagina la figura nascosta al suo interno e inizia a scolpirla. Nascono così personaggi e animali che mantengono volutamente un forte legame con la forma naturale dell'albero dal quale sono stati ricavati.Animali e personaggi a grandezza naturaleLe sculture di Crocetta rappresentano animali, personaggi e figure fantastiche. Alcune raggiungono dimensioni vicine a quelle naturali. Il visitatore può quindi incontrare improvvisamente una figura che emerge da un tronco oppure scoprire un volto scolpito direttamente nel legno di un albero. È proprio questa collocazione a rendere particolare l'opera di Fogola. Le sculture non sono raccolte all'interno di un museo tradizionale. Vivono all'aperto, nello stesso ambiente dal quale proviene il materiale utilizzato per realizzarle.I volti scolpiti negli alberiTra le opere più suggestive vi sono i volti umani scolpiti direttamente nei tronchi degli alberi nei pressi dell'abitazione di Gino Fogola. Il tronco rimane riconoscibile, ma dalla superficie del legno emergono occhi, nasi, bocche ed espressioni. L'albero sembra così acquistare un volto. Il risultato crea un rapporto particolare tra scultura e natura: non è sempre immediato capire dove finisca il tronco e dove inizi l'opera dell'uomo. Passeggiando nella zona, queste figure contribuiscono a dare a Crocetta un'atmosfera quasi fiabesca.Crocetta, il paese delle scultureAnno dopo anno le opere sono aumentate. Quello che era nato come interesse personale si è progressivamente trasformato in qualcosa che caratterizza l'intera località. Le figure sono diventate parte del paesaggio e della memoria contemporanea di Crocetta. Per questo il piccolo paese è stato descritto anche come una sorta di "paese da fiaba", popolato dai personaggi creati dalle mani di Gino Fogola. È un esempio interessante di come anche un singolo abitante possa contribuire a dare una nuova identità culturale a un piccolo paese.La Natività in legnoTra le realizzazioni più significative c'è anche una Natività. La sua costruzione venne iniziata nel 2015, con la realizzazione di una capanna e di figure che assumono una suggestione particolare durante il periodo natalizio. Il tema religioso si inserisce perfettamente nel territorio di Crocetta, dominato più in alto dall'antico Santuario della Madonna del Monte. La Natività diventa così un punto d'incontro tra arte popolare, tradizione cristiana e cultura del legno.Le opere alla Madonna del MonteLe sculture di Gino Fogola non si trovano soltanto nel nucleo di Crocetta. Alcune opere sono state collocate anche presso il Santuario della Madonna del Monte, situato sulla montagna sopra il paese, tra Pozzo e Montereggio. Il santuario è uno dei luoghi religiosi storicamente più importanti di questa parte del territorio di Mulazzo. Le sculture contemporanee di Fogola si inseriscono quindi in un luogo che da secoli rappresenta un punto di riferimento per gli abitanti della zona e per i pellegrini. Il rapporto tra Crocetta, le sculture e la Madonna del Monte crea oggi un itinerario particolarmente interessante.Dal bosco alla sculturaLe opere di Fogola possiedono anche un significato che va oltre il loro aspetto artistico. Il legno è infatti uno dei materiali più importanti nella storia della civiltà rurale lunigianese. Per secoli il bosco ha fornito agli abitanti legna da ardere, travi per le abitazioni, attrezzi agricoli, mobili e numerosi oggetti della vita quotidiana. Nelle sculture di Crocetta questo antico materiale assume una funzione nuova. Il tronco che un tempo sarebbe stato utilizzato esclusivamente come risorsa diventa un personaggio, un animale o un volto. In questo senso le opere mantengono un forte legame con la cultura del territorio.Arte popolare e territorioLe sculture di Crocetta possono essere considerate una particolare forma di arte popolare contemporanea. Non nascono per essere esposte in una galleria. Nascono nel paese e rimangono nel paese. Il bosco fornisce il materiale e lo stesso paesaggio diventa lo spazio nel quale le opere vengono esposte. È questa probabilmente la loro caratteristica più interessante. Le figure di legno non potrebbero essere separate facilmente dal luogo nel quale sono nate, perché Crocetta e i suoi boschi fanno parte della loro storia.Una sorpresa lungo la strada per MontereggioChi percorre la strada che sale da Arpiola verso Crocetta, Madonna del Monte e Montereggio può quindi incontrare qualcosa di inaspettato. Accanto al paesaggio tradizionale della Lunigiana compaiono personaggi e animali scolpiti nel legno. È una piccola sorpresa che rende Crocetta diversa dagli altri nuclei del Comune di Mulazzo. Le opere invitano anche a rallentare. Bisogna osservare i tronchi, guardare tra gli alberi e scoprire le diverse figure disseminate lungo il percorso.Gino Fogola e il legame con CrocettaLa storia delle sculture è soprattutto la storia del forte legame tra Gino Fogola e il suo paese natale. Dopo l'emigrazione giovanile in Svizzera, Fogola scelse infatti di tornare nella sua Lunigiana. Prima contribuì allo sviluppo dell'ospitalità locale e successivamente dedicò tempo ed energie alla realizzazione delle sue opere. Le sculture rappresentano quindi anche una storia di ritorno. Una vicenda che ricorda quella di molti lunigianesi partiti per cercare lavoro lontano dalla propria terra e rimasti profondamente legati ai paesi d'origine.Un museo all'aperto nel cuore della LunigianaOggi le sculture in legno costituiscono uno degli elementi più originali di Crocetta di Mulazzo. Non esiste un biglietto d'ingresso e non ci sono sale espositive. Il museo è il paese stesso. Le opere convivono con le abitazioni, gli alberi, il bosco e la strada che sale verso la Madonna del Monte. È proprio questa semplicità a renderle particolari. Chi arriva a Crocetta trova un piccolo mondo di legno nato dalla fantasia e dalla manualità di un abitante del luogo.Crocetta, il borgo dove gli alberi prendono vitaLe sculture di Gino Fogola aggiungono alla storia rurale di Crocetta un capitolo contemporaneo. I vecchi tronchi diventano animali, personaggi e volti; il bosco diventa spazio espositivo e un piccolo paese della Lunigiana acquista una caratteristica tutta sua. Sono opere che raccontano creatività, manualità e soprattutto un profondo legame con il territorio. Per questo, percorrendo la strada verso Crocetta, vale la pena osservare con attenzione ciò che si trova attorno. Tra le case e gli alberi può apparire improvvisamente un volto scolpito nel legno. È il segno lasciato da Gino Fogola, che con le sue mani ha trasformato i tronchi dei boschi della Lunigiana nei silenziosi abitanti di un piccolo paese da fiaba.
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