Eglio: storia, cultura
e tradizioni di un borgo della Garfagnana
Eglio
è una piccola frazione del
Comune di
Molazzana
, in provincia di Lucca, immersa nel paesaggio montano
della Garfagnana e affacciata sulla valle del Serchio.
Il borgo sorge a circa
700 metri di altitudine
, in
una posizione panoramica dalla quale lo sguardo raggiunge le montagne e
i paesi della valle.
Case in pietra, strette vie, boschi di castagno e
antichi sentieri caratterizzano ancora oggi il paese, che conserva
l'aspetto tipico dei piccoli centri rurali della Garfagnana.
La storia di Eglio è strettamente legata a quella di
Sassi
, borgo vicino con il
quale ha condiviso per secoli vicende politiche, religiose ed
economiche.
Le antiche origini di Eglio
Le origini di Eglio risalgono al Medioevo, anche se la
frequentazione del territorio è certamente più antica.
La posizione del paese non era casuale.
Costruire gli abitati sulle alture permetteva infatti
di utilizzare i terreni circostanti per l'agricoltura e la pastorizia e,
nello stesso tempo, offriva una maggiore possibilità di controllo sulle
vie che attraversavano la montagna.
Eglio nacque e si sviluppò quindi all'interno di un
territorio nel quale piccoli insediamenti, castelli, chiese e pievi
costituivano una fitta rete di comunità.
Per molti secoli la vita del paese rimase strettamente
legata alla terra, ai boschi e alle risorse offerte dalla montagna.
Eglio e Sassi
Uno degli aspetti fondamentali della storia di Eglio è
il suo rapporto con la vicina
Sassi
.
I due paesi sono separati da una distanza
relativamente breve e hanno condiviso numerosi momenti della loro
storia.
Sassi aveva nel Medioevo una notevole importanza
strategica grazie alla presenza di un castello, mentre Eglio conservò
maggiormente il carattere di comunità agricola e rurale.
I collegamenti tra i due centri avvenivano attraverso
sentieri e mulattiere.
Questi percorsi non erano semplicemente vie di
comunicazione: venivano utilizzati quotidianamente per raggiungere
campi, boschi, chiese, mercati e altre comunità.
Ancora oggi il rapporto tra Eglio e Sassi rappresenta
uno degli elementi utili per comprendere l'identità di questa parte del
Comune di Molazzana.
La Garfagnana e gli Este
Nel Quattrocento gran parte della Garfagnana
attraversò una profonda trasformazione politica.
Numerose comunità della valle, stanche delle continue
guerre e delle rivalità locali, decisero di affidarsi alla protezione
della famiglia
Este
, signori
di Ferrara e successivamente duchi di Modena.
Anche il territorio di Molazzana entrò a far parte
della
Garfagnana estense
.
Eglio condivise quindi per secoli la storia politica
dello Stato estense, rimanendo legato amministrativamente a un
territorio che aveva come principale centro Castelnuovo di Garfagnana.
Questo lungo periodo lasciò una traccia importante
nell'identità locale.
La Garfagnana rimase infatti legata agli Este fino
alle trasformazioni politiche avvenute tra la fine del Settecento e
l'Ottocento.
Un paese tra boschi e montagne
La posizione di Eglio racconta perfettamente
l'economia che per secoli sostenne la popolazione.
Il territorio circostante offriva
boschi, pascoli e piccoli appezzamenti
coltivabili
.
Le famiglie cercavano di sfruttare ogni terreno
disponibile.
Dove la pendenza lo permetteva si coltivavano cereali,
ortaggi e altri prodotti destinati soprattutto al consumo familiare.
Le zone più alte e difficili venivano invece
utilizzate per il pascolo o per ricavare legname.
Il risultato è un paesaggio modellato lentamente dal
lavoro dell'uomo, nel quale natura e attività agricola sono rimaste
strettamente collegate.
La chiesa di San Frediano
Il principale edificio religioso del paese è la
chiesa dedicata a San Frediano Vescovo
.
San Frediano è una figura particolarmente importante
nella storia religiosa lucchese.
Secondo la tradizione nacque in Irlanda e nel VI
secolo divenne vescovo di Lucca, lasciando una profonda devozione in
tutto il territorio.
La dedicazione della chiesa di Eglio a San Frediano
rappresenta quindi anche una testimonianza dell'antico legame religioso
tra la Garfagnana e Lucca.
Per secoli la chiesa fu il principale punto di
riferimento della comunità.
Intorno ad essa si svolgevano le celebrazioni
religiose, i battesimi, i matrimoni e i funerali, oltre alle feste che
scandivano il calendario agricolo.
La festa di San Frediano
Il patrono di Eglio è
San Frediano
, tradizionalmente celebrato il
18 novembre
.
La festa patronale costituiva uno dei momenti più
importanti dell'anno.
In una comunità piccola e relativamente isolata,
queste ricorrenze avevano infatti un significato che andava ben oltre la
dimensione religiosa.
Erano occasioni di incontro tra le famiglie e
permettevano di mantenere rapporti con gli abitanti delle località
vicine.
Processioni, celebrazioni e momenti conviviali
contribuivano così a rafforzare l'identità del paese.
La civiltà del castagno
Tra le risorse più importanti per gli abitanti di
Eglio vi era il
castagno
.
Per secoli i castagneti hanno rappresentato una delle
basi dell'economia delle comunità montane della Garfagnana.
Le castagne venivano raccolte durante l'autunno e
successivamente portate nei
metati
,
piccoli edifici nei quali venivano essiccate lentamente sopra un fuoco.
Una volta secche, venivano pulite e trasportate ai
mulini per ottenere la farina.
La farina di castagne poteva essere conservata a lungo
e permetteva di preparare numerosi piatti della cucina tradizionale.
Per questo motivo il castagno veniva chiamato anche
“l'albero del pane”
.
Agricoltura e allevamento
Accanto al castagno, l'
allevamento
rappresentava un'altra componente fondamentale dell'economia locale.
Le famiglie possedevano animali che fornivano latte,
carne e altri prodotti indispensabili alla vita quotidiana.
Durante la bella stagione il bestiame poteva essere
condotto verso i pascoli più alti.
Il lavoro agricolo seguiva invece il ritmo delle
stagioni.
La primavera era dedicata alla preparazione dei campi,
l'estate alla cura delle coltivazioni e alla raccolta del fieno, mentre
l'autunno era il periodo delle castagne e della preparazione delle
riserve per l'inverno.
La vita degli abitanti dipendeva quindi direttamente
dalla montagna e dalle sue risorse.
I metati e gli edifici rurali
Nel territorio intorno a Eglio rimangono testimonianze
dell'antica economia montana.
Oltre alle case in pietra si possono incontrare
edifici rurali, stalle, fienili e strutture un tempo utilizzate per
l'essiccazione delle castagne.
Queste costruzioni erano realizzate quasi interamente
con materiali disponibili sul posto.
La pietra veniva utilizzata per i muri, mentre il
legno proveniva dai boschi circostanti.
L'architettura rurale era semplice e funzionale.
Ogni edificio aveva una precisa funzione e rispondeva
alle necessità di una comunità che doveva essere in gran parte
autosufficiente.
Le antiche mulattiere
Prima dell'arrivo delle strade moderne, Eglio era
collegato agli altri paesi attraverso una rete di
sentieri e mulattiere
.
Questi percorsi permettevano di raggiungere Sassi,
Molazzana e le località della valle.
Le mulattiere erano percorse quotidianamente da
contadini, pastori, boscaioli e animali da soma.
Attraverso queste vie si trasportavano legna,
castagne, farina, prodotti agricoli e tutto ciò che era necessario alla
vita delle famiglie.
Oggi molti di questi percorsi hanno perso la loro
funzione economica originaria, ma sono diventati interessanti itinerari
per escursionisti e camminatori.
Eglio e le Alpi Apuane
Uno degli elementi più affascinanti del paese è il
panorama.
Eglio si trova infatti in una posizione dalla quale è
possibile osservare il grande scenario delle
Alpi Apuane
.
Le montagne hanno sempre rappresentato una presenza
fondamentale nella vita degli abitanti.
In passato erano luoghi di lavoro, pascolo e
sfruttamento del bosco.
Oggi costituiscono soprattutto una straordinaria
risorsa naturalistica e paesaggistica.
Dal territorio di Molazzana è possibile raggiungere
alcuni dei luoghi più spettacolari delle Apuane, comprese le zone
dell'Alpe di Sant'Antonio e del gruppo delle Panie.
Il terremoto del 1920
Il
7 settembre 1920
la Garfagnana e la Lunigiana furono colpite da un violentissimo
terremoto.
Fu uno degli eventi sismici più distruttivi della
storia italiana del Novecento.
Numerosi paesi della Garfagnana subirono gravi danni e
anche le comunità del territorio di Molazzana furono duramente colpite.
Le case tradizionali in pietra erano particolarmente
vulnerabili alle scosse.
Il terremoto lasciò quindi un segno profondo nella
memoria degli abitanti e determinò interventi di ricostruzione e
consolidamento in molti borghi.
Per le piccole comunità montane fu un'altra difficile
prova da affrontare in un periodo già caratterizzato da condizioni
economiche molto dure.
La Seconda guerra mondiale
Un altro momento drammatico arrivò durante la
Seconda guerra mondiale
.
Tra il 1944 e il 1945 il territorio di Molazzana si
trovò vicino alla
Linea Gotica
,
il grande sistema difensivo tedesco che attraversava l'Appennino e le
Alpi Apuane.
Le montagne divennero luogo di attività partigiana,
movimenti di truppe e operazioni militari.
Per la popolazione civile furono mesi segnati dalla
paura, dalla scarsità di viveri e dagli sfollamenti.
Le famiglie cercavano rifugio nei luoghi ritenuti più
sicuri, mentre i sentieri e i boschi che per secoli erano stati
utilizzati per il lavoro quotidiano assunsero improvvisamente
un'importanza militare.
La memoria di quegli anni è rimasta a lungo nei
racconti delle famiglie del paese.
Lo spopolamento della montagna
Nel secondo dopoguerra Eglio conobbe una
trasformazione comune a moltissimi piccoli centri della Garfagnana.
Le opportunità di lavoro nelle città e nelle zone
industriali portarono numerosi abitanti a lasciare la montagna.
L'agricoltura tradizionale diminuì progressivamente e
molti campi e castagneti furono abbandonati.
Il bosco iniziò così a riconquistare spazi che per
secoli erano stati coltivati o utilizzati come pascoli.
Questo processo modificò profondamente il paesaggio e
la vita sociale del paese.
Allo stesso tempo contribuì a conservare quella
tranquillità e quel carattere rurale che oggi rappresentano uno degli
elementi più affascinanti di Eglio.
Eglio oggi
Oggi
Eglio
conserva l'atmosfera di un autentico piccolo borgo della Garfagnana.
Le case in pietra, la chiesa di San Frediano, le
strette vie e il paesaggio montano permettono di riscoprire una
dimensione lontana dai grandi centri turistici.
Il paese rappresenta inoltre un interessante punto di
partenza per conoscere il territorio di Molazzana, insieme ai vicini
borghi di Sassi, Cascio e Brucciano e alle zone montane dell'Alpe di
Sant'Antonio.
Ma il valore di Eglio è soprattutto nella sua
semplicità.
Non è un paese caratterizzato da grandi monumenti o da
spettacolari fortificazioni.
La sua storia si trova nelle
case, nei castagneti, nelle vecchie
mulattiere e nel paesaggio costruito da generazioni di contadini e
pastori
.
Visitare Eglio significa quindi scoprire quella parte
della Garfagnana fatta di piccoli paesi, silenzio e montagne, dove il
rapporto tra uomo e territorio è ancora leggibile nelle pietre delle
abitazioni e negli antichi sentieri che attraversano i boschi. |