Ferdana - Calice Al Cornoviglio

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Il 25 ottobre 2011 rappresenta una data fondamentale nella storia recente di Ferdana. La grande alluvione che colpì la Val di Vara provocò danni gravissimi alle infrastrutture. Ferdana e Terruggiara risultarono isolate nei giorni immediatamente successivi alla catastrofe. Le cronache dell'epoca documentano esplicitamente l'isolamento delle due frazioni. Il vecchio ponte sull'Usurana venne distrutto e successivamente sostituito da una passerella, secondo la documentazione locale. L'alluvione ha quindi prodotto una sorta di cesura nella storia del paese.Per secoli Ferdana aveva convissuto con il torrente.Nel 2011 il torrente ha ricordato violentemente quanto quella relazione fosse ancora presente...

Ferdana

Ferdana

Il paese

La campagna

Inizio del paese

Case

In paese

Case

Casa vecchia

Il ponte di ferro sul torrente Usurana

Torrente Ferdana che si immette nel torrente Usurana

Torrenre Usurana

Torrente Ferdana che si immette nel torrente Usurana

In paese

In paese

In paese

Casa vecchia

Informazioni storiche, culturali della località.

Ferdana attraverso i secoli

1. Il contesto prima di Ferdana: la Lunigiana medievale

Per capire Ferdana bisogna partire dal territorio nel quale nacque.Calice al Cornoviglio si trova nella Lunigiana storica, territorio di passaggio tra la valle del Magra, la Val di Vara e la costa ligure. Il torrente Usurana costituisce uno degli assi naturali della zona: nasce dal Monte Coppigliolo e percorre circa 10 km prima di confluire nel Vara. Ancora oggi il Comune sottolinea come la presenza di numerosi corsi d'acqua abbia fortemente condizionato l'insediamento umano e l'economia locale. Il territorio di Calice è documentato almeno dall'XI secolo: il Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche ricorda il possesso obertengo e una prima attestazione nel 1088. Successivamente il territorio passò attraverso le grandi famiglie e potenze feudali della Lunigiana: Estensi, vescovi di Luni, Fieschi, Malaspina e, dal XVI secolo, Doria. Ferdana non era quindi un luogo isolato: apparteneva a un territorio nel quale i piccoli insediamenti rurali erano collegati da sentieri, mulattiere, corsi d'acqua e percorsi commerciali.

2. XIV secolo: la nascita dell'insediamento rurale

Le fonti locali fanno risalire i manufatti più antichi di Ferdana alla prima metà del XIV secolo. È un'indicazione importante, ma va interpretata con cautela: non significa necessariamente che il paese sia stato "fondato" nel 1300. Significa piuttosto che l'attuale struttura edilizia conserva elementi riconducibili a quel periodo. Possiamo immaginare Ferdana medievale come un piccolo insediamento agricolo sviluppato lungo il corso dell'Usurana. La scelta del luogo aveva una logica precisa:disponibilità d'acqua; terreni coltivabili nelle zone meno acclivi; boschi sulle pendici; possibilità di sfruttare la forza dell'acqua; collegamento con gli altri abitati della valle; posizione sufficientemente protetta rispetto alle principali vie di transito. Questa è una caratteristica tipica della cultura insediativa ligure-lunigianese: il paese non viene costruito necessariamente intorno a una grande piazza, ma attraverso l'accostamento progressivo di case, corti, passaggi e strutture produttive. Ed è proprio qui che Ferdana diventa particolarmente interessante.

3. Il mistero dei criptoportici

La caratteristica più straordinaria di Ferdana è rappresentata dai suoi criptoportici. La Soprintendenza conserva una scheda specifica per un: Criptoportico con arconi" situato proprio a Ferdana e datato XV-XVI secolo, attribuito a maestranze locali. Questo dato è molto importante perché ci permette di passare dalla tradizione orale alla documentazione storico-architettonica. Che cos'era un criptoportico? Era una galleria coperta, spesso caratterizzata da grandi archi, che poteva attraversare o collegare più edifici. A Ferdana queste strutture non sembrano essere semplici elementi decorativi. La loro presenza, insieme alla disposizione compatta degli edifici, ha portato a descrivere alcuni complessi rurali di Calice come una sorta di "piccoli castelli". La documentazione territoriale comprende infatti Ferdana, Villagrossa, Filettino e Usurana tra i luoghi dove sopravvivono esempi di questa particolare architettura. La funzione poteva essere contemporaneamente: abitativa + agricola + di collegamento + protettiva. In caso di pioggia, per esempio, ci si poteva spostare tra gli edifici senza uscire all'aperto. Ma una struttura chiusa e facilmente controllabile aveva anche un'importante funzione di protezione della comunità. Questo ci dice qualcosa sulla società medievale di Ferdana: non era semplicemente un insieme casuale di case, ma un insediamento nel quale gli edifici erano organizzati secondo precise esigenze comunitarie.

4. XV-XVI secolo: Ferdana nel mondo dei Fieschi e dei Doria

Questo è il periodo nel quale Ferdana va inserita nel quadro delle grandi trasformazioni politiche della zona. Calice fu a lungo conteso tra Fieschi e Malaspina. Nel 1417 il territorio fu conquistato ai Malaspina dai Fregoso; successivamente tornò ai Fieschi. Dopo la celebre congiura dei Fieschi del 1547, i beni della famiglia furono confiscati e Calice entrò nell'orbita dei Doria. Per Ferdana queste vicende politiche probabilmente significarono soprattutto una cosa: cambiavano i signori, ma continuava la vita quotidiana della comunità rurale. Il contadino di Ferdana continuava a coltivare, allevare, raccogliere legna e castagne, lavorare nei mulini e nei frantoi. Ed è proprio questa la caratteristica che rende interessante la storia di Ferdana: le grandi vicende feudali si svolgevano a Calice, nei castelli e nei palazzi, mentre a Ferdana la storia si manifestava soprattutto attraverso case, mulini, acqua e lavoro.

5. Il Seicento e il Settecento: l'economia dell'acqua

Qui arriviamo a uno degli aspetti più importanti. Le fonti ricordano che Ferdana ebbe in passato una presenza significativa di: mulini; frantoi;attività artigianali; produzione alimentare. Il torrente Usurana diventava quindi una vera e propria infrastruttura energetica naturale. L'acqua permetteva di trasformare una risorsa naturale in energia meccanica. Il mulino poteva servire alla macinazione dei cereali; il frantoio alla lavorazione delle olive. Questo significa che Ferdana non viveva soltanto di agricoltura di sussistenza. Era inserita in una piccola economia di trasformazione, nella quale i prodotti provenienti dal territorio venivano lavorati localmente. E qui compare una tradizione molto particolare. Ferdana e la vicina Terruggiara erano conosciute come il "paese dei pastai", grazie alla produzione artigianale di pasta. Questo è un elemento di grande valore per la storia culturale del paese. La pasta non rappresentava soltanto un alimento: significava: farina → impasto → lavorazione → essiccazione → vendita/scambio. Dietro questa attività c'erano quindi famiglie, competenze tramandate, strumenti, rapporti commerciali e una precisa organizzazione del lavoro.

6. 1770-1815: la fine del sistema feudale

Nel XVIII secolo arriva un cambiamento fondamentale. I Malaspina di Mulazzo vendettero il territorio di Calice al Granduca di Toscana intorno al 1770. Da questo momento Calice entrò stabilmente nell'orbita toscana.  Poi arrivò l'età napoleonica. Durante l'occupazione francese il territorio venne inserito nella nuova organizzazione amministrativa napoleonica. Per la popolazione di Ferdana il cambiamento più importante non fu necessariamente visibile nell'architettura, ma nell'amministrazione: veniva progressivamente superato il vecchio sistema feudale e prendevano forma le moderne strutture dello Stato.È proprio in questo periodo che la documentazione catastale diventa particolarmente interessante.

7. La scoperta archivistica più interessante: esiste una mappa catastale di Ferdana

Questa è probabilmente la pista più promettente per approfondire davvero la storia della frazione.Il Sistema Archivistico Nazionale segnala tra i documenti cartografici relativi a Calice una: "Section dite de la Ferdana" cioè una sezione catastale denominata Ferdana, rilevata dal geometra Bianchetti. Questa è una fonte eccezionale perché una mappa catastale può permetterci di ricostruire materialmente il paese:posizione delle case; strade;corsi d'acqua;terreni; edifici produttivi; proprietà; divisione delle particelle; eventuali mulini; rapporti tra l'abitato e il torrente. In altre parole, la Ferdana storica può essere ricostruita sulla carta, non soltanto raccontata. E questo ci permette di andare molto più avanti rispetto alla semplice storia generale di Calice.

8. L'Ottocento: dal mondo rurale alla comunità moderna

Con l'Ottocento Ferdana entra progressivamente nel mondo amministrativo dello Stato moderno. Abbiamo una fonte archivistica molto utile: il fondo dello Stato civile del Comune di Calice al Cornoviglio conserva registri dal 1866 al 1945, oltre a documentazione precedente e ai registri dello stato civile napoleonico. Questo significa che, per la seconda metà dell'Ottocento, sarebbe teoricamente possibile ricostruire: famiglie residenti a Ferdana; nascite; matrimoni; morti; cognomi;professioni; trasferimenti; composizione delle famiglie. È probabilmente il modo migliore per passare dalla storia dell'architettura alla storia delle persone. Potremmo arrivare a dire, per esempio: "Nel 1880 a Ferdana abitavano queste famiglie, composte da questi nuclei, e svolgevano queste professioni." Questa parte, però, richiederebbe la consultazione puntuale dei registri, perché le fonti online che ho trovato non forniscono ancora l'elenco nominativo.

9. La religiosità: l'Oratorio del Rosario

La vita della comunità non era soltanto economica. Ferdana aveva un proprio luogo di culto: l'Oratorio della Beata Vergine del Rosario, ancora oggi collegato alla parrocchia di Santa Maria Lauretana di Calice. La Diocesi lo elenca esplicitamente insieme agli altri oratori delle frazioni. Questo è importante perché un oratorio in una piccola frazione rappresentava molto più di un edificio religioso. Era:luogo di preghiera; luogo delle feste; punto di aggregazione; spazio delle confraternite; elemento identitario della comunità. La presenza dell'oratorio ci dice quindi che Ferdana possedeva una vita comunitaria autonoma, pur rimanendo inserita nella parrocchia di Calice.

10. La chiesa del Bozzo e il rapporto pericoloso con l'Usurana

Esiste anche una testimonianza oggi scomparsa: la piccola chiesa del Bozzo, nei pressi di Ferdana. Secondo le fonti locali venne distrutta da un'esondazione dell'Usurana. È un dettaglio apparentemente secondario, ma in realtà è fondamentale per capire il paese. Per secoli Ferdana ha vissuto in un rapporto ambivalente con il torrente: l'acqua dava energia e lavoro, ma poteva anche distruggere. Questa è una delle chiavi interpretative più forti della storia della frazione.

11. Il ponte medievale

Un'altra struttura importante era il ponte sull'Usurana. Il ponte aveva anche un elemento architettonico particolare, un criptoportico, e faceva parte della rete dei collegamenti locali. Le fonti divulgative lo collegano a un percorso secondario della rete viaria storicamente associata alla Via Francigena. Qui farei però una precisazione storica: è meglio parlare di rete di percorsi medievali collegati agli itinerari francigeni, piuttosto che affermare senza ulteriori prove che Ferdana fosse attraversata dalla "Via Francigena" principale. Era comunque una posizione strategica per le comunicazioni locali tra i borghi della valle.

12. Novecento: la grande trasformazione

Il Novecento cambia radicalmente la vita di Ferdana. La società rurale tradizionale comincia lentamente a perdere la propria centralità. Le attività che per secoli avevano caratterizzato la valle, agricoltura, allevamento, mulini, frantoi e lavorazioni artigianali — entrano progressivamente in crisi con:industrializzazione;nuovi sistemi di trasporto; spopolamento delle aree montane; emigrazione; meccanizzazione agricola; concentrazione del lavoro nei centri maggiori. È un processo che interessa tutta la montagna ligure e lunigianese. Il risultato è quello che vediamo oggi: un piccolo abitato nel quale l'importanza storica degli edifici è molto maggiore del numero di persone che vi abitano.

13. 1923: Ferdana diventa parte della provincia della Spezia

Un altro passaggio amministrativo importante avviene nel 1923, quando viene istituita la provincia della Spezia e Calice entra nella nuova provincia. Fino a quel momento il territorio aveva avuto una storia amministrativa molto particolare, con forti legami verso la Lunigiana e la Toscana. Questo spiega anche perché la cultura di Ferdana non sia semplicemente "ligure". È una cultura di confine: Liguria + Lunigiana + Toscana + Val di Vara. Questo carattere ibrido è ancora leggibile nell'architettura, nella cucina tradizionale e nella storia economica.  

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