Filetto - Villafranca in Lunigiana

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Filetto

Filetto

Filetto

Filetto

La via principale

Antica porta

La via principale

Filetto

Torre campanaria

Passaggio

Nella via principale

In paese

Nella via principale

In paese

La piazza

In paese

In paese

In paese

In paese

Case

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

Le mura

Antica porta di accesso

Sopra all'antica porta di accesso

In paese

Stendardo dei Malaspina dello Spino Fiorito

In paese

La piazza principale

Lavoro di una scolaresca

Chiosco del convento dei frati ospitalieri

In paese

Porta di accesso al paese

In paese

In paese

In paese

In paese

Soprapasso

La Chiesa di San Giacomo e Filippo

Acquasantiera

Interno della Chiesa di S. Filippo e Giacomo

Interno della Chiesa

Interno della Chiesa

Interno della Chiesa

Interno della Chiesa

Interno della Chiesa

Interno della Chiesa

Interno della Chiesa

Interno della Chiesa

Altare

Interno della Chiesa

Informazioni storiche, culturali della località.

Filetto: il borgo fortificato tra storia, Statue Stele e castagni secolari

Filetto è una frazione del Comune di Villafranca in Lunigiana, situata nel cuore della Lunigiana, non lontano dal corso del Magra e dalla valle del torrente Bagnone. È uno dei borghi storici più affascinanti e meglio riconoscibili del territorio grazie alla sua particolare struttura urbanistica: mura, porte, piazze, strade ortogonali, passaggi voltati e palazzi raccontano infatti una storia sviluppatasi attraverso molti secoli. Alle testimonianze medievali e rinascimentali si aggiunge un patrimonio ancora più antico. Nella Selva di Filetto, il grande castagneto che si estende nei pressi del paese, sono state rinvenute numerose Statue Stele, le misteriose sculture antropomorfe preistoriche divenute il simbolo della Lunigiana. Filetto è quindi un luogo nel quale archeologia, storia feudale, architettura e tradizioni popolari convivono in uno spazio sorprendentemente raccolto.

Le origini di Filetto

L'origine del borgo è ancora oggetto di interpretazione storica. Secondo una delle ipotesi più accreditate, il primo nucleo di Filetto potrebbe essere nato come fortificazione bizantina tra il V e il VI secolo, nel periodo successivo alla caduta dell'Impero romano d'Occidente e durante le lotte che interessarono l'Italia tra Bizantini e popolazioni germaniche. Il nucleo più antico avrebbe avuto la forma di un quadrilatero fortificato, protetto da mura e da quattro torri. La regolarità della pianta del paese costituisce ancora oggi uno degli elementi utilizzati per sostenere questa interpretazione.

Il significato del nome

Anche il nome Filetto. è stato tradizionalmente collegato alle possibili origini militari dell'insediamento. Secondo l'interpretazione riportata dalle fonti turistiche locali e regionali, il toponimo deriverebbe dal termine greco fulacterion, con il significato di luogo fortificato o posto di guardia. Il nome sarebbe quindi legato alla funzione originaria del sito come punto di controllo del territorio. L'ipotesi si accorda con la particolare struttura quadrangolare del nucleo più antico, anche se, come spesso accade per toponimi così antichi, è opportuno considerarla una ricostruzione storico-linguistica e non una certezza assoluta.

Il primo quadrilatero fortificato

Il nucleo più antico è riconoscibile nella zona nord-occidentale dell'attuale abitato. Qui il paese conserva ancora un impianto geometrico caratterizzato da strade disposte in modo regolare. Al centro si trova la Piazza del Pozzo, identificata dalla tradizione storico-urbanistica come l'antica piazza d'armi della fortificazione. Intorno a questo spazio si sarebbero trovati magazzini, ricoveri e strutture destinate agli uomini incaricati della difesa. È probabilmente da questo piccolo quadrilatero che ebbe origine lo sviluppo successivo del paese.

Dal fortilizio al borgo

Con il passare dei secoli Filetto perse progressivamente la funzione esclusivamente militare. L'aumento della popolazione rese necessario ampliare l'abitato. Durante il Medioevo il paese si sviluppò verso sud, arrivando a raddoppiare la superficie del nucleo originario. La fortificazione divenne così progressivamente un vero borgo, abitato da famiglie dedite all'agricoltura, all'artigianato e agli scambi commerciali. La struttura attuale permette ancora di distinguere le diverse fasi di questa crescita.

Filetto e i Malaspina

Nel Medioevo Filetto entrò stabilmente nella complessa geografia feudale dei Malaspina. Nel 1351, Filetto e Malgrate formarono un feudo autonomo sotto il dominio malaspiniano. Il territorio era governato dal ramo che aveva il proprio principale centro nel vicino Castello di Malgrate. Filetto rappresentava però una realtà differente rispetto al borgo fortificato posto sotto il castello. La posizione nel fondovalle e lungo importanti vie di comunicazione favorì progressivamente lo sviluppo commerciale del paese.

Il feudo di Malgrate

Malgrate costituiva il centro politico e militare del feudo. Il suo castello, con l'alta torre circolare, permetteva di controllare la valle del Bagnone e le vie circostanti. Filetto aveva invece una vocazione maggiormente commerciale. Questa distinzione divenne ancora più evidente nei secoli successivi, quando lo sviluppo delle strade e dei mercati rese sempre più importante il borgo di fondovalle. I due centri furono comunque legati politicamente per diversi secoli.

Un borgo sulla Via Francigena

Un elemento fondamentale per comprendere lo sviluppo di Filetto è la sua posizione lungo la rete della Via Francigena. e delle strade che attraversavano la media Val di Magra. La zona era percorsa da viaggiatori, mercanti e pellegrini diretti verso i principali centri della Lunigiana e della Toscana. Da Filetto una strada conduceva inoltre verso Bagnone. e da qui verso le vie appenniniche. La presenza di questi percorsi contribuì allo sviluppo di mercati, attività artigianali e servizi legati al passaggio delle persone.

Il grande ampliamento del Cinquecento

All'inizio del XVI secolo. Filetto iniziò ad assumere progressivamente la forma che ancora oggi lo caratterizza. Il borgo venne ampliato verso est. Una strada che in precedenza correva all'esterno delle mura fu inglobata nel paese, diventando uno dei principali assi viari interni. Alle sue estremità vennero organizzati gli accessi verso Bagnone e Villafranca. Questa trasformazione cambiò profondamente Filetto, trasformando l'antico nucleo fortificato in un borgo più ampio e aperto agli scambi.

Le porte del borgo

Gli ingressi monumentali costituiscono ancora oggi uno degli elementi più suggestivi di Filetto. Attraversare una delle porte significa entrare in uno spazio urbano nel quale è ancora possibile leggere chiaramente la struttura storica del paese. Le strade interne conducono verso le piazze e attraversano diversi nuclei edilizi costruiti in epoche differenti. Porte, archi e passaggi sospesi contribuiscono a creare quell'immagine particolarmente scenografica che rende Filetto uno dei borghi più riconoscibili della Lunigiana.

Il borgo mercatale

La posizione geografica favorì anche la nascita di una forte vocazione commerciale. Filetto divenne un borgo mercatale, luogo di incontro tra le comunità agricole della valle e quelle provenienti dai territori circostanti. I mercati erano momenti fondamentali nella vita della società rurale. Qui venivano venduti e scambiati animali, prodotti agricoli, tessuti, utensili e altri beni indispensabili. Ma il mercato era anche un'occasione di incontro e socializzazione tra comunità che vivevano spesso a diversi chilometri di distanza.

Dagli ultimi Malaspina agli Ariberti

Nel corso del Seicento la situazione politica del feudo cambiò profondamente. Le difficoltà finanziarie dei Malaspina portarono alla perdita del territorio. Nel 1641. il feudo di Malgrate e Filetto passò definitivamente dalla precedente signoria malaspiniana e successivamente venne acquisito dalla famiglia Ariberti di Cremona. Gli Ariberti compresero le potenzialità economiche e strategiche di Filetto e contribuirono in modo significativo alla trasformazione del borgo.

Il Borgo degli Ariberti

Con gli Ariberti iniziò una nuova fase urbanistica. Il paese venne ampliato con una grande strada centrale, una piazza e nuovi edifici signorili. Questa parte dell'abitato è conosciuta come Borgo degli Ariberti. La nuova sistemazione venne collegata armoniosamente al nucleo precedente attraverso archi e passaggi sopraelevati. È uno degli aspetti più interessanti di Filetto: invece di cancellare completamente la struttura più antica, le nuove espansioni si sovrapposero e si collegarono ad essa.

Piazza Immacolata

Uno degli spazi più rappresentativi del paese è la grande piazza situata nella parte inferiore del borgo. Su questo spazio si affacciano alcuni degli edifici storici più importanti di Filetto. Qui si trovano il palazzo marchionale, il complesso religioso legato ai Fatebenefratelli e la chiesa parrocchiale. La piazza rappresenta bene la trasformazione avvenuta tra Cinquecento e Seicento: da piccolo borgo fortificato, Filetto divenne un centro più aperto, dotato di edifici civili e religiosi di maggiore importanza.

Il palazzo marchionale

Il palazzo marchionale. rappresenta una delle principali testimonianze del potere signorile all'interno del borgo. L'edificio si affaccia sulla piazza ed è oggi di proprietà privata. La sua presenza ricorda il ruolo svolto dalle famiglie feudali nella storia di Filetto. Rispetto al castello medievale tradizionale, il palazzo rappresenta però una concezione diversa della residenza signorile: meno legata esclusivamente alla difesa e maggiormente inserita nella vita urbana del paese.

Il convento dei Fatebenefratelli

Nel 1665. venne fondato a Filetto un convento dei religiosi appartenenti all'ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio, conosciuti popolarmente come Fatebenefratelli. Al convento era associata anche una struttura ospedaliera. La presenza di un ospedale in un borgo come Filetto è significativa. Il paese si trovava infatti lungo importanti vie di comunicazione e poteva offrire assistenza non soltanto agli abitanti, ma anche a viaggiatori e persone di passaggio. Il complesso religioso contribuì profondamente alla trasformazione della zona inferiore del borgo.

La Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo

La principale chiesa di Filetto è dedicata ai Santi Filippo e Giacomo. Le sue origini sono però più complesse di quanto suggerisca l'edificio attuale. Una cappella de Felecto. compare già nelle Decime Bonifaciane della fine del XIII secolo come dipendente dalla Pieve di Sorano. Nel corso dei secoli il luogo di culto venne trasformato più volte. La chiesa parrocchiale attuale deriva infatti dall'ampliamento dell'oratorio della Santissima Trinità collegato al convento dei Fatebenefratelli.

Due chiese diventate una

La storia architettonica della parrocchiale presenta una particolarità. Accanto all'oratorio dei Fatebenefratelli esisteva infatti una precedente chiesa dedicata ai Santi Filippo e Giacomo. Quando il complesso religioso venne riorganizzato, parti dell'antica chiesa furono incorporate nella nuova sistemazione. Una porzione venne utilizzata per realizzare il campanile, mentre il presbiterio divenne sacrestia. La chiesa attuale conserva quindi, all'interno della propria struttura, le tracce di edifici religiosi appartenenti a epoche differenti.

La Selva di Filetto

Appena fuori dalle mura si incontra uno dei luoghi più affascinanti del territorio: la Selva di Filetto. Si tratta di un antico castagneto che per secoli rappresentò una risorsa fondamentale per la comunità. I grandi castagni creano ancora oggi un ambiente suggestivo, ma il valore della Selva non è soltanto naturalistico. Questo luogo ha restituito infatti un numero eccezionale di testimonianze archeologiche.

Le undici Statue Stele

Nell'area della Selva sono state rinvenute nel tempo undici Statue Stele. Le Statue Stele sono sculture antropomorfe realizzate in pietra arenaria e rappresentano uno degli elementi più misteriosi e caratteristici della preistoria lunigianese. Raffigurano figure umane maschili e femminili attraverso forme estremamente stilizzate. Alcuni esemplari presentano armi, ornamenti o altri attributi. Il significato preciso di queste sculture rimane ancora oggi oggetto di studio, ma la loro concentrazione nell'area di Filetto suggerisce che questo territorio avesse un'importanza particolare già in epoca preistorica.

Un luogo sacro prima del borgo

La straordinaria concentrazione di Statue Stele permette di ipotizzare che la Selva fosse frequentata o considerata significativa molto prima della nascita del paese medievale. Questo non significa naturalmente che esista una continuità diretta tra le popolazioni preistoriche e gli abitanti di Filetto. Dimostra però che la zona fu utilizzata dall'uomo per millenni. La presenza di antiche sculture, castagni secolari e luoghi di culto cristiani ha contribuito nel tempo a creare intorno alla Selva un'atmosfera particolare, sospesa tra archeologia, religiosità e tradizione popolare.

I menhir della Selva

Oltre alle Statue Stele, nella Selva vengono segnalati anche due grandi monoliti, tradizionalmente interpretati come menhir. Questi elementi rafforzano il carattere archeologico e simbolico del luogo. La loro interpretazione deve essere affrontata con cautela, perché datazione e funzione dei grandi monoliti non sono sempre facili da determinare. Resta comunque evidente l'eccezionale concentrazione di testimonianze lapidee antiche nell'area intorno a Filetto.

L'Oratorio di San Genesio

All'interno della Selva sorge l'Oratorio di San Genesio. L'edificio risale al XVI secolo. e apparteneva alla Confraternita del Corpo di Cristo. Si tratta di un edificio semplice e isolato, composto da un'aula allungata con una cappella laterale. Le caratteristiche delle volte fanno pensare che l'edificio possa essere stato ampliato rispetto a un nucleo originario più piccolo. La presenza dell'oratorio rafforza ulteriormente il carattere religioso e comunitario della Selva.

La Fiera di San Genesio

Intorno all'oratorio si svolge da secoli la tradizionale Fiera di San Genesio, legata alla ricorrenza del santo intorno al 25 agosto. La fiera è documentata come una tradizione storica almeno dal Seicento. In origine aveva soprattutto una funzione economica. Prima dell'arrivo dell'autunno e dell'inverno, contadini e allevatori si incontravano nella Selva per vendere e acquistare bestiame e altri prodotti. Era quindi uno degli appuntamenti più importanti dell'anno agricolo.

La tradizione degli innamorati

Alla Fiera di San Genesio è legata anche una curiosa tradizione popolare. Secondo la memoria locale, durante la festa gli innamorati donavano alle ragazze piccoli uccelli come promessa di fidanzamento. La fiera non era quindi soltanto un'occasione commerciale. Era anche un grande momento di incontro tra giovani provenienti dai diversi paesi della zona. In una società nella quale gli spostamenti erano limitati, mercati e fiere rappresentavano infatti occasioni fondamentali per creare nuove relazioni.

La civiltà del castagno

La Selva ricorda anche l'enorme importanza economica che il castagno. ebbe per la popolazione. Durante il Medioevo, con l'espansione del borgo, parte dei boschi circostanti venne trasformata in castagneti da frutto. Per secoli le castagne rappresentarono una delle principali risorse alimentari della Lunigiana. Venivano consumate fresche oppure essiccate e trasformate in farina. La cosiddetta farina dolce permetteva di preparare numerosi alimenti e garantiva una preziosa riserva durante l'inverno.

Filetto e la cultura rurale

Nonostante la presenza di mercati e palazzi signorili, la vita della maggioranza degli abitanti rimase a lungo legata all'agricoltura. Campi, orti, vigne, prati e castagneti circondavano il borgo. Le famiglie allevavano animali e utilizzavano intensamente il bosco. Il mercato di Filetto permetteva però di trasformare parte della produzione agricola in una risorsa commerciale. Questa combinazione tra agricoltura e commercio contribuì alla vitalità del paese.

Le piazze come luoghi di incontro

Una delle caratteristiche urbanistiche più evidenti di Filetto è la presenza di grandi spazi aperti all'interno delle mura. Le piazze svolgevano funzioni differenti. La Piazza del Pozzo. conserva la memoria del nucleo fortificato più antico, mentre le piazze sviluppatesi nelle successive espansioni erano legate soprattutto al mercato, agli edifici signorili e alla vita religiosa. Questa successione permette quasi di leggere la storia del paese semplicemente attraversandolo a piedi.

Archi e passaggi sospesi

Particolarmente caratteristici sono gli archi che attraversano le strade. e collegano alcuni degli edifici principali. Questi elementi appartengono soprattutto alle trasformazioni avvenute durante le espansioni rinascimentali e seicentesche. Oltre alla funzione pratica, contribuiscono a creare uno spazio urbano molto scenografico. Passeggiando sotto questi passaggi si percepisce chiaramente la sovrapposizione tra l'antico borgo medievale e le trasformazioni signorili dei secoli successivi.

Le case del borgo

L'architettura minore rappresenta un'altra componente fondamentale di Filetto. Accanto ai palazzi più importanti si trovano abitazioni costruite in pietra, portali, sottopassi e piccoli cortili. Le case erano spesso organizzate in funzione delle attività familiari. Cantine, depositi e ambienti destinati al lavoro convivevano con gli spazi abitativi. L'intero paese era quindi strettamente collegato all'economia agricola e artigianale.

Filetto e la Via Francigena oggi

La presenza della Via Francigena. continua oggi a rappresentare un elemento importante per il territorio. Gli antichi itinerari sono diventati percorsi escursionistici e culturali frequentati da camminatori provenienti da molti paesi. Filetto costituisce una tappa particolarmente interessante perché permette di unire il tema del viaggio medievale alla visita di un borgo fortificato eccezionalmente ben leggibile. Da qui è inoltre possibile proseguire verso Villafranca, Malgrate, Bagnone e altri centri storici della Lunigiana.

Tradizioni e manifestazioni

Filetto conserva ancora oggi una forte vocazione per mercati, fiere e manifestazioni. La Fiera di San Genesio. continua a rappresentare uno degli appuntamenti tradizionali più importanti. A questa si aggiungono mercati, iniziative dedicate all'artigianato e manifestazioni che utilizzano le piazze e le strade del borgo come scenario. Questa continuità è particolarmente significativa. Un paese che per secoli fu luogo di mercato continua infatti a utilizzare i propri spazi storici come luoghi di incontro.

La cucina della Lunigiana

La visita a Filetto permette anche di entrare in contatto con la tradizione gastronomica lunigianese. Il castagno, protagonista della storia del paese, continua a vivere nelle preparazioni a base di farina di castagne. Nel territorio sono inoltre diffuse specialità come i testaroli. e la torta d'erbi, insieme a salumi, formaggi e altre produzioni legate alla cultura contadina. La gastronomia rappresenta quindi un'altra forma attraverso la quale sopravvive la memoria della società rurale.

Un borgo che racconta la propria evoluzione

La caratteristica più straordinaria di Filetto è probabilmente la possibilità di leggere la sua storia direttamente nella forma del paese. Il possibile quadrilatero fortificato tardoantico, l'espansione medievale, gli ampliamenti rinascimentali e il Borgo degli Ariberti rappresentano fasi diverse che sono ancora riconoscibili. Filetto non è quindi soltanto un insieme di monumenti. È l'intero tessuto urbano a essere un documento storico. Porte, piazze, strade, archi e palazzi raccontano il modo in cui il paese è cambiato attraverso i secoli.

Un borgo da scoprire

Filetto rappresenta uno dei luoghi nei quali la storia della Lunigiana appare con maggiore immediatezza. Le possibili origini bizantine, il dominio dei Malaspina, la trasformazione operata dagli Ariberti, il convento dei Fatebenefratelli e la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo raccontano oltre mille anni di storia del borgo. La Selva di Filetto, con le undici Statue Stele, porta invece il racconto ancora più indietro, fino alla preistoria. A tutto questo si aggiungono la Fiera di San Genesio, la cultura del castagno, la Via Francigena e una struttura urbana ancora sorprendentemente leggibile. Visitare Filetto significa quindi attraversare diverse epoche della Lunigiana in pochi passi: dalla preistoria delle Statue Stele al borgo fortificato, dai Malaspina agli Ariberti, fino alle tradizioni che ancora oggi animano le sue piazze e la sua antica Selva.
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