Filetto: il borgo
fortificato tra storia, Statue Stele e castagni secolari
Filetto è una frazione del Comune di
Villafranca in Lunigiana,
situata nel cuore della Lunigiana, non lontano dal corso del Magra e
dalla valle del torrente Bagnone.
È uno dei borghi storici più affascinanti e meglio
riconoscibili del territorio grazie alla sua particolare struttura
urbanistica: mura, porte, piazze, strade ortogonali, passaggi voltati e
palazzi raccontano infatti una storia sviluppatasi attraverso molti
secoli.
Alle testimonianze medievali e rinascimentali si
aggiunge un patrimonio ancora più antico. Nella
Selva di Filetto, il grande
castagneto che si estende nei pressi del paese, sono state rinvenute
numerose Statue Stele, le misteriose sculture antropomorfe preistoriche
divenute il simbolo della Lunigiana.
Filetto è quindi un luogo nel quale archeologia,
storia feudale, architettura e tradizioni popolari convivono in uno
spazio sorprendentemente raccolto.
Le origini di Filetto
L'origine del borgo è ancora oggetto di
interpretazione storica.
Secondo una delle ipotesi più accreditate, il primo
nucleo di Filetto potrebbe essere nato come
fortificazione bizantina tra il V e il
VI secolo, nel periodo successivo alla caduta dell'Impero
romano d'Occidente e durante le lotte che interessarono l'Italia tra
Bizantini e popolazioni germaniche.
Il nucleo più antico avrebbe avuto la forma di un
quadrilatero fortificato, protetto da mura e da quattro torri.
La regolarità della pianta del paese costituisce
ancora oggi uno degli elementi utilizzati per sostenere questa
interpretazione.
Il significato del nome
Anche il nome Filetto.
è stato tradizionalmente collegato alle possibili origini militari
dell'insediamento.
Secondo l'interpretazione riportata dalle fonti
turistiche locali e regionali, il toponimo deriverebbe dal termine greco
fulacterion, con il
significato di luogo fortificato o posto di guardia.
Il nome sarebbe quindi legato alla funzione originaria
del sito come punto di controllo del territorio.
L'ipotesi si accorda con la particolare struttura
quadrangolare del nucleo più antico, anche se, come spesso accade per
toponimi così antichi, è opportuno considerarla una ricostruzione
storico-linguistica e non una certezza assoluta.
Il primo quadrilatero fortificato
Il nucleo più antico è riconoscibile nella zona
nord-occidentale dell'attuale abitato.
Qui il paese conserva ancora un impianto geometrico
caratterizzato da strade disposte in modo regolare.
Al centro si trova la
Piazza del Pozzo, identificata dalla tradizione
storico-urbanistica come l'antica piazza d'armi della fortificazione.
Intorno a questo spazio si sarebbero trovati
magazzini, ricoveri e strutture destinate agli uomini incaricati della
difesa.
È probabilmente da questo piccolo quadrilatero che
ebbe origine lo sviluppo successivo del paese.
Dal fortilizio al borgo
Con il passare dei secoli Filetto perse
progressivamente la funzione esclusivamente militare.
L'aumento della popolazione rese necessario ampliare
l'abitato.
Durante il Medioevo il paese si sviluppò verso sud,
arrivando a raddoppiare la superficie del nucleo originario.
La fortificazione divenne così progressivamente un
vero borgo, abitato da famiglie dedite all'agricoltura, all'artigianato
e agli scambi commerciali.
La struttura attuale permette ancora di distinguere le
diverse fasi di questa crescita.
Filetto e i Malaspina
Nel Medioevo Filetto entrò stabilmente nella complessa
geografia feudale dei Malaspina.
Nel 1351,
Filetto e Malgrate formarono un feudo autonomo sotto il dominio
malaspiniano.
Il territorio era governato dal ramo che aveva il
proprio principale centro nel vicino
Castello di Malgrate.
Filetto rappresentava però una realtà differente
rispetto al borgo fortificato posto sotto il castello.
La posizione nel fondovalle e lungo importanti vie di
comunicazione favorì progressivamente lo sviluppo commerciale del paese.
Il feudo di Malgrate
Malgrate costituiva il centro politico e militare del
feudo.
Il suo castello, con l'alta torre circolare,
permetteva di controllare la valle del Bagnone e le vie circostanti.
Filetto aveva invece una vocazione maggiormente
commerciale.
Questa distinzione divenne ancora più evidente nei
secoli successivi, quando lo sviluppo delle strade e dei mercati rese
sempre più importante il borgo di fondovalle.
I due centri furono comunque legati politicamente per
diversi secoli.
Un borgo sulla Via Francigena
Un elemento fondamentale per comprendere lo sviluppo
di Filetto è la sua posizione lungo la rete della
Via Francigena. e delle strade
che attraversavano la media Val di Magra.
La zona era percorsa da viaggiatori, mercanti e
pellegrini diretti verso i principali centri della Lunigiana e della
Toscana.
Da Filetto una strada conduceva inoltre verso
Bagnone. e da qui verso le vie
appenniniche.
La presenza di questi percorsi contribuì allo sviluppo
di mercati, attività artigianali e servizi legati al passaggio delle
persone.
Il grande ampliamento del Cinquecento
All'inizio del XVI
secolo. Filetto iniziò ad assumere progressivamente la forma che
ancora oggi lo caratterizza.
Il borgo venne ampliato verso est.
Una strada che in precedenza correva all'esterno delle
mura fu inglobata nel paese, diventando uno dei principali assi viari
interni.
Alle sue estremità vennero organizzati gli accessi
verso Bagnone e Villafranca.
Questa trasformazione cambiò profondamente Filetto,
trasformando l'antico nucleo fortificato in un borgo più ampio e aperto
agli scambi.
Le porte del borgo
Gli ingressi monumentali costituiscono ancora oggi uno
degli elementi più suggestivi di Filetto.
Attraversare una delle porte significa entrare in uno
spazio urbano nel quale è ancora possibile leggere chiaramente la
struttura storica del paese.
Le strade interne conducono verso le piazze e
attraversano diversi nuclei edilizi costruiti in epoche differenti.
Porte, archi e passaggi sospesi contribuiscono a
creare quell'immagine particolarmente scenografica che rende Filetto uno
dei borghi più riconoscibili della Lunigiana.
Il borgo mercatale
La posizione geografica favorì anche la nascita di una
forte vocazione commerciale.
Filetto divenne un
borgo mercatale, luogo di incontro tra le comunità agricole
della valle e quelle provenienti dai territori circostanti.
I mercati erano momenti fondamentali nella vita della
società rurale.
Qui venivano venduti e scambiati animali, prodotti
agricoli, tessuti, utensili e altri beni indispensabili.
Ma il mercato era anche un'occasione di incontro e
socializzazione tra comunità che vivevano spesso a diversi chilometri di
distanza.
Dagli ultimi Malaspina agli Ariberti
Nel corso del Seicento la situazione politica del
feudo cambiò profondamente.
Le difficoltà finanziarie dei Malaspina portarono alla
perdita del territorio.
Nel 1641. il
feudo di Malgrate e Filetto passò definitivamente dalla precedente
signoria malaspiniana e successivamente venne acquisito dalla famiglia
Ariberti di Cremona.
Gli Ariberti compresero le potenzialità economiche e
strategiche di Filetto e contribuirono in modo significativo alla
trasformazione del borgo.
Il Borgo degli Ariberti
Con gli Ariberti iniziò una nuova fase urbanistica.
Il paese venne ampliato con una grande strada
centrale, una piazza e nuovi edifici signorili.
Questa parte dell'abitato è conosciuta come
Borgo degli Ariberti.
La nuova sistemazione venne collegata armoniosamente
al nucleo precedente attraverso archi e passaggi sopraelevati.
È uno degli aspetti più interessanti di Filetto:
invece di cancellare completamente la struttura più antica, le nuove
espansioni si sovrapposero e si collegarono ad essa.
Piazza Immacolata
Uno degli spazi più rappresentativi del paese è la
grande piazza situata nella parte inferiore del borgo.
Su questo spazio si affacciano alcuni degli edifici
storici più importanti di Filetto.
Qui si trovano il
palazzo marchionale, il complesso religioso legato ai
Fatebenefratelli e la chiesa parrocchiale.
La piazza rappresenta bene la trasformazione avvenuta
tra Cinquecento e Seicento: da piccolo borgo fortificato, Filetto
divenne un centro più aperto, dotato di edifici civili e religiosi di
maggiore importanza.
Il palazzo marchionale
Il palazzo
marchionale. rappresenta una delle principali testimonianze del
potere signorile all'interno del borgo.
L'edificio si affaccia sulla piazza ed è oggi di
proprietà privata.
La sua presenza ricorda il ruolo svolto dalle famiglie
feudali nella storia di Filetto.
Rispetto al castello medievale tradizionale, il
palazzo rappresenta però una concezione diversa della residenza
signorile: meno legata esclusivamente alla difesa e maggiormente
inserita nella vita urbana del paese.
Il convento dei Fatebenefratelli
Nel 1665.
venne fondato a Filetto un convento dei religiosi appartenenti
all'ordine ospedaliero di San Giovanni
di Dio, conosciuti popolarmente come Fatebenefratelli.
Al convento era associata anche una struttura
ospedaliera.
La presenza di un ospedale in un borgo come Filetto è
significativa.
Il paese si trovava infatti lungo importanti vie di
comunicazione e poteva offrire assistenza non soltanto agli abitanti, ma
anche a viaggiatori e persone di passaggio.
Il complesso religioso contribuì profondamente alla
trasformazione della zona inferiore del borgo.
La Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo
La principale chiesa di Filetto è dedicata ai
Santi Filippo e Giacomo.
Le sue origini sono però più complesse di quanto
suggerisca l'edificio attuale.
Una cappella de
Felecto. compare già nelle Decime Bonifaciane della fine del
XIII secolo come dipendente dalla Pieve
di Sorano.
Nel corso dei secoli il luogo di culto venne
trasformato più volte.
La chiesa parrocchiale attuale deriva infatti
dall'ampliamento dell'oratorio della Santissima Trinità collegato al
convento dei Fatebenefratelli.
Due chiese diventate una
La storia architettonica della parrocchiale presenta
una particolarità.
Accanto all'oratorio dei Fatebenefratelli esisteva
infatti una precedente chiesa dedicata ai Santi Filippo e Giacomo.
Quando il complesso religioso venne riorganizzato,
parti dell'antica chiesa furono incorporate nella nuova sistemazione.
Una porzione venne utilizzata per realizzare il
campanile, mentre il presbiterio divenne sacrestia.
La chiesa attuale conserva quindi, all'interno della
propria struttura, le tracce di edifici religiosi appartenenti a epoche
differenti.
La Selva di Filetto
Appena fuori dalle mura si incontra uno dei luoghi più
affascinanti del territorio: la Selva
di Filetto.
Si tratta di un antico castagneto che per secoli
rappresentò una risorsa fondamentale per la comunità.
I grandi castagni creano ancora oggi un ambiente
suggestivo, ma il valore della Selva non è soltanto naturalistico.
Questo luogo ha restituito infatti un numero
eccezionale di testimonianze archeologiche.
Le undici Statue Stele
Nell'area della Selva sono state rinvenute nel tempo
undici Statue Stele.
Le Statue Stele sono sculture antropomorfe realizzate
in pietra arenaria e rappresentano uno degli elementi più misteriosi e
caratteristici della preistoria lunigianese.
Raffigurano figure umane maschili e femminili
attraverso forme estremamente stilizzate.
Alcuni esemplari presentano armi, ornamenti o altri
attributi.
Il significato preciso di queste sculture rimane
ancora oggi oggetto di studio, ma la loro concentrazione nell'area di
Filetto suggerisce che questo territorio avesse un'importanza
particolare già in epoca preistorica.
Un luogo sacro prima del borgo
La straordinaria concentrazione di Statue Stele
permette di ipotizzare che la Selva fosse frequentata o considerata
significativa molto prima della nascita del paese medievale.
Questo non significa naturalmente che esista una
continuità diretta tra le popolazioni preistoriche e gli abitanti di
Filetto.
Dimostra però che la zona fu utilizzata dall'uomo per
millenni.
La presenza di antiche sculture, castagni secolari e
luoghi di culto cristiani ha contribuito nel tempo a creare intorno alla
Selva un'atmosfera particolare, sospesa tra archeologia, religiosità e
tradizione popolare.
I menhir della Selva
Oltre alle Statue Stele, nella Selva vengono segnalati
anche due grandi monoliti,
tradizionalmente interpretati come menhir.
Questi elementi rafforzano il carattere archeologico e
simbolico del luogo.
La loro interpretazione deve essere affrontata con
cautela, perché datazione e funzione dei grandi monoliti non sono sempre
facili da determinare.
Resta comunque evidente l'eccezionale concentrazione
di testimonianze lapidee antiche nell'area intorno a Filetto.
L'Oratorio di San Genesio
All'interno della Selva sorge l'Oratorio
di San Genesio.
L'edificio risale al
XVI secolo. e apparteneva alla Confraternita del Corpo di
Cristo.
Si tratta di un edificio semplice e isolato, composto
da un'aula allungata con una cappella laterale.
Le caratteristiche delle volte fanno pensare che
l'edificio possa essere stato ampliato rispetto a un nucleo originario
più piccolo.
La presenza dell'oratorio rafforza ulteriormente il
carattere religioso e comunitario della Selva.
La Fiera di San Genesio
Intorno all'oratorio si svolge da secoli la
tradizionale Fiera di San Genesio,
legata alla ricorrenza del santo intorno al
25 agosto.
La fiera è documentata come una tradizione storica
almeno dal Seicento.
In origine aveva soprattutto una funzione economica.
Prima dell'arrivo dell'autunno e dell'inverno,
contadini e allevatori si incontravano nella Selva per vendere e
acquistare bestiame e altri prodotti.
Era quindi uno degli appuntamenti più importanti
dell'anno agricolo.
La tradizione degli innamorati
Alla Fiera di San Genesio è legata anche una curiosa
tradizione popolare.
Secondo la memoria locale, durante la festa gli
innamorati donavano alle ragazze
piccoli uccelli come promessa di fidanzamento.
La fiera non era quindi soltanto un'occasione
commerciale.
Era anche un grande momento di incontro tra giovani
provenienti dai diversi paesi della zona.
In una società nella quale gli spostamenti erano
limitati, mercati e fiere rappresentavano infatti occasioni fondamentali
per creare nuove relazioni.
La civiltà del castagno
La Selva ricorda anche l'enorme importanza economica
che il castagno. ebbe per la
popolazione.
Durante il Medioevo, con l'espansione del borgo, parte
dei boschi circostanti venne trasformata in castagneti da frutto.
Per secoli le castagne rappresentarono una delle
principali risorse alimentari della Lunigiana.
Venivano consumate fresche oppure essiccate e
trasformate in farina.
La cosiddetta farina dolce permetteva di preparare
numerosi alimenti e garantiva una preziosa riserva durante l'inverno.
Filetto e la cultura rurale
Nonostante la presenza di mercati e palazzi signorili,
la vita della maggioranza degli abitanti rimase a lungo legata
all'agricoltura.
Campi, orti, vigne, prati e castagneti circondavano il
borgo.
Le famiglie allevavano animali e utilizzavano
intensamente il bosco.
Il mercato di Filetto permetteva però di trasformare
parte della produzione agricola in una risorsa commerciale.
Questa combinazione tra agricoltura e commercio
contribuì alla vitalità del paese.
Le piazze come luoghi di incontro
Una delle caratteristiche urbanistiche più evidenti di
Filetto è la presenza di grandi spazi aperti all'interno delle mura.
Le piazze svolgevano funzioni differenti.
La Piazza del Pozzo.
conserva la memoria del nucleo fortificato più antico, mentre le piazze
sviluppatesi nelle successive espansioni erano legate soprattutto al
mercato, agli edifici signorili e alla vita religiosa.
Questa successione permette quasi di leggere la storia
del paese semplicemente attraversandolo a piedi.
Archi e passaggi sospesi
Particolarmente caratteristici sono gli
archi che attraversano le strade.
e collegano alcuni degli edifici principali.
Questi elementi appartengono soprattutto alle
trasformazioni avvenute durante le espansioni rinascimentali e
seicentesche.
Oltre alla funzione pratica, contribuiscono a creare
uno spazio urbano molto scenografico.
Passeggiando sotto questi passaggi si percepisce
chiaramente la sovrapposizione tra l'antico borgo medievale e le
trasformazioni signorili dei secoli successivi.
Le case del borgo
L'architettura minore rappresenta un'altra componente
fondamentale di Filetto.
Accanto ai palazzi più importanti si trovano
abitazioni costruite in pietra, portali, sottopassi e piccoli cortili.
Le case erano spesso organizzate in funzione delle
attività familiari.
Cantine, depositi e ambienti destinati al lavoro
convivevano con gli spazi abitativi.
L'intero paese era quindi strettamente collegato
all'economia agricola e artigianale.
Filetto e la Via Francigena oggi
La presenza della Via
Francigena. continua oggi a rappresentare un elemento importante
per il territorio.
Gli antichi itinerari sono diventati percorsi
escursionistici e culturali frequentati da camminatori provenienti da
molti paesi.
Filetto costituisce una tappa particolarmente
interessante perché permette di unire il tema del viaggio medievale alla
visita di un borgo fortificato eccezionalmente ben leggibile.
Da qui è inoltre possibile proseguire verso
Villafranca, Malgrate, Bagnone e altri centri storici della Lunigiana.
Tradizioni e manifestazioni
Filetto conserva ancora oggi una forte vocazione per
mercati, fiere e manifestazioni.
La Fiera di San
Genesio. continua a rappresentare uno degli appuntamenti
tradizionali più importanti.
A questa si aggiungono mercati, iniziative dedicate
all'artigianato e manifestazioni che utilizzano le piazze e le strade
del borgo come scenario.
Questa continuità è particolarmente significativa.
Un paese che per secoli fu luogo di mercato continua
infatti a utilizzare i propri spazi storici come luoghi di incontro.
La cucina della Lunigiana
La visita a Filetto permette anche di entrare in
contatto con la tradizione gastronomica lunigianese.
Il castagno, protagonista della storia del paese,
continua a vivere nelle preparazioni a base di
farina di castagne.
Nel territorio sono inoltre diffuse specialità come i
testaroli. e la
torta d'erbi, insieme a
salumi, formaggi e altre produzioni legate alla cultura contadina.
La gastronomia rappresenta quindi un'altra forma
attraverso la quale sopravvive la memoria della società rurale.
Un borgo che racconta la propria
evoluzione
La caratteristica più straordinaria di Filetto è
probabilmente la possibilità di leggere la sua storia direttamente nella
forma del paese.
Il possibile
quadrilatero fortificato tardoantico, l'espansione medievale,
gli ampliamenti rinascimentali e il Borgo degli Ariberti rappresentano
fasi diverse che sono ancora riconoscibili.
Filetto non è quindi soltanto un insieme di monumenti.
È l'intero tessuto urbano a essere un documento
storico.
Porte, piazze, strade, archi e palazzi raccontano il
modo in cui il paese è cambiato attraverso i secoli.
Un borgo da scoprire
Filetto rappresenta uno dei luoghi nei quali la storia
della Lunigiana appare con maggiore immediatezza.
Le possibili origini
bizantine, il dominio dei
Malaspina, la trasformazione operata dagli
Ariberti, il convento dei
Fatebenefratelli e la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo raccontano
oltre mille anni di storia del borgo.
La Selva di Filetto,
con le undici Statue Stele, porta invece il racconto ancora più
indietro, fino alla preistoria.
A tutto questo si aggiungono la Fiera di San Genesio,
la cultura del castagno, la Via Francigena e una struttura urbana ancora
sorprendentemente leggibile.
Visitare Filetto significa quindi attraversare diverse
epoche della Lunigiana in pochi passi: dalla
preistoria delle Statue Stele al borgo
fortificato, dai Malaspina agli Ariberti, fino alle tradizioni che
ancora oggi animano le sue piazze e la sua antica Selva. |