
Frazioni & Località
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Storia-History-Geschichte-Histoire-Historia Breve storia del Comune, borgo, località e frazioni di
Villafranca in Lunigiana - Massa Carrara.
Regione Toscana. Italy Frazioni, borghi, località di Villafranca in Lunigiana sono:
Filetto, Fornoli, Irola, Malgrate Lunigiana, Merizzo, Mocrone, Virgoletta.
BREVE STORIA Gli abitanti si chiamano Villafranchesi. Borgo medievale, nella Lunigiana, sulla
via Francigena,conserva ancora il
fascino di quei tempi, quando ancora i feudatari governavano il
territorio. Probabilmente i primi insediamenti furono nella località di
Castellaro, successivamente a Malnido sorsero le prime abitazioni, mentre
i primi signori che governarono queste terre furono dei feudatari minori
con l'appoggio del Vescovo di Luni che si contesero il feudo con
l'arrivo dei Malaspina, protetti da
Federico Barbarossa. Quando
Dante Alighieri passò da queste parti il feudo era retto da un
certo Moroello e Corradino, nipoti di
Corrado II, detto il Giovane, che Dante elaborò l'elogio
assoluto sui Malaspina imperiali nell' VIII, Canto del purgatorio della
Divina Commedia. Dopo varie conquiste da parte degli Sforza e degli
Spagnoli, venne divisa tra il Ducato di Modena e quello di Parma nel
1815 su decisione del
Congresso di Vienna.
Infine passò alla provincia di Massa Carrara nell'
Unità d'Italia. Tipico borgo medievale che vive sul turismo
incentivato dai castelli e borghi limitrofi, l'attività artigianale,
l'agricoltura e l'allevamento sono attività primarie per l'economia del borgo. |
Informazioni sul Comune |
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Il Santo Patrono è: |
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Municipio:Piazza Aeronautica, 1
54028 Villafranca in Lunigiana (Ms) Tel. 0187.49881 Fax. 0187.493526 |
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Orario dei Bus / Meteo / Mappa |
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Codice ISTAT
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045016
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Codice catasto:
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L946
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Musei e Biblioteche
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QUI
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Cinema e Teatro
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QUI
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Superficie:
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29,49 Kmq
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Altezza comune: s.l.m.
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130 m
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Latitudine :
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44° 17' 36"
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Longitudine:
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9° 57' 4"
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Prefisso telefonico:
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0187
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C.A.P.
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54028
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Villafranca in LunigianaNel cuore della Lunigiana, nella parte mediana della valle del Magra, Villafranca in Lunigiana occupa una posizione che ne ha determinato profondamente la storia. Il territorio si trova infatti in prossimità dell'incontro tra la valle del Magra e quella del Bagnone ed è attraversato da antichi percorsi di comunicazione, tra i quali la Via Francigena. La posizione geografica ha fatto di Villafranca un luogo di passaggio, di scambi commerciali e di controllo delle vie che collegavano la Toscana settentrionale alla Liguria e ai valichi appenninici. Il paesaggio attuale, prevalentemente pianeggiante e collinare, conserva boschi, castagneti, coltivazioni, vigneti e pascoli che ricordano il tradizionale carattere rurale del territorio.Le origini e il MedioevoIl territorio di Villafranca era frequentato già in epoca preistorica. La presenza dei Liguri-Apuani è documentata anche dalle statue-stele rinvenute nell'area più ampia del territorio comunale, testimonianza di una frequentazione della Lunigiana risalente a millenni prima della nascita dei centri medievali. Nel Medioevo la posizione di Villafranca divenne particolarmente importante. Il punto strategico era costituito dalla vicinanza del fiume Magra e dalle strade che attraversavano la valle. Il castello di Malnido, costruito su un rilievo roccioso presso il fiume, controllava il percorso principale della valle e gli itinerari secondari provenienti dalle valli circostanti. Il toponimo Malnido è documentato almeno dal 1202 e il castello svolgeva anche una funzione legata alla riscossione dei pedaggi e al controllo dei transiti. Accanto al castello si sviluppò il borgo di Villafranca. Una delle più antiche testimonianze del centro risale al 1191, quando il borgo viene ricordato nell'itinerario seguito dal re di Francia Filippo Augusto al ritorno dalla Terza crociata.I Malaspina e il castello di MalnidoLa storia medievale di Villafranca è strettamente legata ai Malaspina, una delle grandi famiglie feudali della Lunigiana, discendente dagli Obertenghi. Villafranca costituì un'eccezione importante nella complessa divisione dei domini malaspiniani. Nel XIII secolo i territori dei Malaspina furono infatti suddivisi in diversi rami e domini, ma Villafranca rimase legata alla linea dello Spino Secco. Il motivo della particolare importanza del luogo era soprattutto economico e strategico: il controllo del borgo significava controllare una posizione favorevole lungo le vie di transito della valle del Magra. Il castello di Malnido divenne anche sede di una corte signorile nella quale si sviluppò quella cultura aristocratica e cortese che caratterizzò alcune delle corti malaspiniane della Lunigiana. Oggi del castello rimangono soprattutto le rovine, ma esse rappresentano una delle testimonianze più importanti della storia medievale di Villafranca.Villafranca e Dante AlighieriIl rapporto con Dante Alighieri è uno degli aspetti più affascinanti della storia culturale di Villafranca. Durante il suo esilio Dante ebbe rapporti stretti con la Lunigiana e con i Malaspina. La corte di Villafranca apparteneva infatti all'ambiente politico e culturale nel quale il poeta si trovò a muoversi durante il soggiorno lunigianese. La tradizione e gli studi locali ritengono assai probabile una presenza di Dante presso il castello di Malnido. Il Comune stesso ricorda il ruolo della corte malaspiniana di Villafranca nella cultura cortese celebrata dal poeta nel Canto VIII del Purgatorio. Il legame con Dante non è quindi soltanto una curiosità turistica: Villafranca si inserisce realmente nella complessa rete di rapporti politici e familiari che Dante incontrò durante il suo esilio in Lunigiana.La corte malaspiniana e la cultura corteseLe corti dei Malaspina non erano esclusivamente luoghi militari. Attorno ai signori si sviluppavano rapporti diplomatici, matrimoni, scambi culturali e forme di vita cortese. Villafranca partecipò a questo mondo aristocratico medievale, nel quale la Lunigiana costituiva una terra di passaggio tra Toscana, Liguria, Emilia e Lombardia. La presenza di una corte signorile in un territorio attraversato da importanti vie di comunicazione contribuì a fare di Villafranca un luogo nel quale si incontravano interessi politici, commerciali e culturali.Il Marchesato di VillafrancaNel corso dei secoli il territorio rimase legato ai feudi imperiali dei Malaspina. Le divisioni ereditarie all'interno della famiglia produssero una complessa geografia politica, caratteristica della Lunigiana, dove numerosi piccoli feudi convivevano accanto ai territori controllati dalle grandi potenze regionali. Nel XVI secolo il dominio malaspiniano fu ulteriormente articolato. I signori locali cercarono protezione presso potenze più grandi, mentre il territorio continuò a mantenere particolari forme di autonomia feudale. Questa situazione terminò alla fine del Settecento, quando la soppressione dei feudi imperiali nel 1797, durante l'epoca napoleonica, pose fine al sistema feudale che aveva caratterizzato la Lunigiana per secoli.Dal mondo feudale all'Italia contemporaneaLa fine del sistema feudale modificò profondamente l'organizzazione politica della Lunigiana. Durante l'età napoleonica furono introdotti nuovi ordinamenti amministrativi. Dopo la Restaurazione il territorio venne nuovamente inserito in una complessa geografia politica, fino al processo di unificazione italiana. Con la nascita del Regno d'Italia, Villafranca entrò nella provincia di Massa Carrara. Il passaggio dall'antico sistema feudale allo Stato moderno segnò una trasformazione profonda: i castelli persero la loro funzione militare e politica, mentre il territorio assunse progressivamente l'organizzazione amministrativa che conosciamo oggi.Arte e patrimonio storicoIl castello di MalnidoIl Castello di Malnido è il simbolo storico di Villafranca. La sua posizione presso il Magra spiega perfettamente la scelta del luogo: il castello permetteva di sorvegliare le strade e il passaggio del fiume. La fortificazione medievale arrivò a essere un complesso importante, ma subì nel tempo trasformazioni, abbandono e distruzioni. I bombardamenti della Seconda guerra mondiale causarono ulteriori danni e contribuirono alla perdita di gran parte della struttura originaria. Oggi sopravvivono le rovine, che conservano tuttavia un forte valore storico e paesaggistico. Le rovine del Malnido sono particolarmente significative perché permettono di leggere direttamente il rapporto tra il sistema dei castelli medievali e la viabilità della Lunigiana.Le chiese e il patrimonio religiosoLa storia di Villafranca comprende anche un importante patrimonio religioso. Le chiese del territorio hanno svolto per secoli una duplice funzione: religiosa e comunitaria. Intorno agli edifici sacri si concentravano infatti feste, ricorrenze, confraternite e momenti fondamentali della vita collettiva. Il patrimonio religioso ha inoltre subito, come quello civile, le conseguenze delle trasformazioni urbanistiche e dei danni provocati dagli eventi bellici del Novecento.Il Museo Etnografico della LunigianaUno dei luoghi più importanti per comprendere Villafranca non è però un castello, ma un antico complesso legato alla produzione e al lavoro: il Museo Etnografico della Lunigiana. Il museo nasce dalle ricerche dell'Associazione Manfredo Giuliani, fondata a Villafranca nel 1969 da un gruppo di giovani interessati a salvaguardare la cultura e le tradizioni della Lunigiana. Aperto al pubblico nel 1977, il museo documenta la vita quotidiana delle comunità lunigianesi e conserva strumenti agricoli, oggetti domestici, attrezzi artigianali e testimonianze dei lavori tradizionali. La sua importanza va oltre la semplice raccolta di oggetti antichi. Il museo racconta infatti un intero modo di vivere: il rapporto con la terra, il bosco, gli animali, la casa, la produzione alimentare e l'artigianato. Tra gli argomenti documentati vi sono la castagnicoltura, la lavorazione del latte, la canapa, la tessitura, la filatura e l'intreccio del vimine. In questo senso il museo costituisce una vera memoria della società rurale lunigianese.Tradizioni e cultura contadinaPer secoli la vita economica di Villafranca è stata legata all'agricoltura e alle risorse del territorio. Il paesaggio tradizionale comprendeva castagneti, boschi, campi coltivati, pascoli e vigneti. L'economia agricola iniziò a trasformarsi soprattutto tra la fine dell'Ottocento e il secondo dopoguerra, con il progressivo sviluppo delle attività produttive e del settore terziario. La cultura contadina era profondamente legata al ritmo delle stagioni. La raccolta delle castagne, la produzione del vino, la coltivazione dei cereali, la lavorazione del latte e le attività artigianali scandivano l'anno. Molte di queste attività richiedevano la collaborazione di più persone e contribuivano quindi a rafforzare i legami tra le famiglie e le comunità.La castagnaCome in gran parte della Lunigiana, anche a Villafranca il castagno ha avuto per secoli un ruolo fondamentale. La castagna rappresentava una risorsa alimentare, ma anche economica: poteva essere consumata direttamente, essiccata oppure trasformata in farina. Il castagneto era contemporaneamente luogo di lavoro, fonte di legname e parte essenziale del paesaggio rurale. La memoria di questo mondo è ancora oggi documentata dal Museo Etnografico e dalle attività di ricerca sulla cultura materiale lunigianese.La cucina della tradizioneLa gastronomia locale è legata alla necessità, tipica delle comunità rurali dell'Appennino, di utilizzare ciò che il territorio offriva. La cucina tradizionale lunigianese nasce quindi da castagne, cereali, erbe, verdure, latte, formaggi e prodotti dell'allevamento. Tra le preparazioni caratteristiche della Lunigiana rientrano anche le torte d'erbi, i testaroli, le focacce e le preparazioni a base di farina di castagne. La cucina tradizionale non va però considerata soltanto come un insieme di ricette: è una parte della memoria del territorio, legata ai cicli agricoli e alle occasioni comunitarie.La Via FrancigenaUno degli elementi che ancora oggi collega Villafranca alla sua storia medievale è la Via Francigena. Il territorio si trova infatti lungo uno degli antichi percorsi che attraversavano la Lunigiana diretti verso Roma. La presenza della strada favorì per secoli il passaggio di pellegrini, viaggiatori e mercanti. La posizione di Villafranca presso il Magra contribuì quindi alla sua importanza come luogo di transito e di collegamento tra diverse aree dell'Italia settentrionale. La Francigena rappresenta oggi non soltanto un itinerario religioso, ma anche un percorso culturale e paesaggistico che permette di riScopri la storia dei territori attraversati.Una curiosità: perché "Villafranca"?Il nome Villafranca richiama probabilmente la particolare condizione del borgo come luogo dotato di agevolazioni e franchigie. Il concetto di "villa franca" è legato infatti, nel mondo medievale, a insediamenti ai quali venivano riconosciute particolari esenzioni o condizioni favorevoli per attirare abitanti, commerci e attività economiche. La posizione strategica lungo le vie di comunicazione rende questa interpretazione particolarmente interessante nel caso di Villafranca. Il borgo era infatti collocato in un punto nel quale il transito lungo la valle del Magra poteva essere controllato e valorizzato economicamente.Una curiosità: il matrimonio legato ai Malaspina e ai Della GherardescaLa corte di Malnido fu teatro anche di importanti relazioni dinastiche. Nel 1285, nella chiesa di San Nicolò di Malnido, si celebrò per procura il matrimonio tra una componente della famiglia Malaspina e un figlio del conte Ugolino della Gherardesca, il celebre personaggio ricordato da Dante nell'Inferno. L'episodio testimonia l'importanza delle alleanze matrimoniali nella politica delle famiglie aristocratiche medievali e mostra quanto fossero estesi i rapporti tra le casate che dominavano i territori dell'Italia centro-settentrionale.Una curiosità letteraria: Dante e BoccaccioIl rapporto tra Villafranca e la letteratura medievale non si limita a Dante. La figura di Corrado Malaspina il Giovane, legata alla storia della corte malaspiniana, ebbe una fortuna letteraria che arrivò fino a Giovanni Boccaccio.Boccaccio dedicò infatti una novella del Decameron alla vicenda di Corrado Malaspina e della figlia Spina. È un particolare significativo: la storia della corte lunigianese uscì dai confini regionali e arrivò nella grande letteratura italiana del Trecento. La memoria della cultura popolareUna delle caratteristiche più interessanti di Villafranca è la capacità di conservare la memoria della vita quotidiana. L'attività dell'Associazione Manfredo Giuliani, nata proprio a Villafranca, ha avuto un ruolo fondamentale nella raccolta di testimonianze, documenti e oggetti della cultura popolare lunigianese. Questa attività ha permesso di conservare non soltanto gli strumenti del lavoro agricolo, ma anche conoscenze immateriali: tecniche, racconti, usanze e modi di vivere che rischiavano di scomparire con la modernizzazione delle campagne.Villafranca tra storia e paesaggioIl paesaggio di Villafranca racconta ancora oggi la lunga relazione tra uomo e ambiente. Il Magra, i boschi, i castagneti, i terreni agricoli e le colline non costituiscono semplicemente uno scenario naturale: sono il risultato di secoli di utilizzo, trasformazione e adattamento. Il territorio conserva quindi contemporaneamente due memorie. Da una parte quella medievale, rappresentata dal castello, dalla Via Francigena e dalla presenza dei Malaspina. Dall'altra quella contadina, rappresentata dai mulini, dagli strumenti agricoli, dai castagneti e dalle tradizioni raccolte dal Museo Etnografico. Questa doppia identità è forse uno degli aspetti più interessanti di Villafranca |