Filicaia: storia, San
Rocco e tradizioni di un borgo della Garfagnana
Filicaia
è una frazione del Comune di
Camporgiano
, nell'Alta Garfagnana, in provincia di Lucca.
Il paese sorge a circa
360 metri di altitudine
, in
una zona più aperta e fertile rispetto a molti borghi montani della
valle.
Boschi di castagno, prati e terreni coltivati
circondano l'abitato, mentre la posizione lungo l'asse naturale della
valle ha favorito per secoli i collegamenti con Camporgiano, Castelnuovo
di Garfagnana e gli altri centri del territorio.
Filicaia possiede origini medievali documentate e una
storia strettamente intrecciata a quella della vicina
Sillicano
, dalla cui
parrocchia rimase dipendente fino al Novecento.
Il centro religioso del paese è la
Chiesa di San Rocco
, ma la
storia di Filicaia comprende anche antichi percorsi di pellegrinaggio,
ville signorili, agricoltura, castagneti e alcune figure importanti
della cultura scientifica italiana.
Un paese nella valle del Serchio
La posizione geografica ha avuto un'importanza
fondamentale nello sviluppo di Filicaia.
A differenza dei piccoli borghi arroccati sui versanti
più elevati della Garfagnana, Filicaia si trova in un territorio di
alta collina
, relativamente
vicino alle principali vie di comunicazione della valle.
Questa condizione favorì gli scambi e rese più
semplice raggiungere i centri vicini.
Il paesaggio tradizionale era formato da campi, prati,
castagneti e piccoli appezzamenti agricoli.
Ancora oggi è possibile riconoscere i terrazzamenti
costruiti nel corso dei secoli per rendere coltivabili i pendii.
Le origini medievali
La storia documentata di Filicaia risale almeno al
XII secolo
.
Una delle testimonianze più importanti è contenuta
nella bolla di papa
Alessandro III del
1168
, nella quale viene ricordata la realtà ecclesiastica di
Filicaia.
Pochi anni dopo, nel
1175
, altri documenti ecclesiastici ricordano beni posseduti in
questa località dalle
monache di Santa
Giustina di Lucca
.
Alla fine del XII secolo Filicaia era quindi già una
comunità riconoscibile e inserita nell'organizzazione religiosa e
patrimoniale della Lucchesia.
Le monache di Santa Giustina
La presenza di proprietà appartenenti alle monache di
Santa Giustina di Lucca
è
particolarmente significativa.
Nel Medioevo monasteri e istituzioni religiose
possedevano numerosi terreni anche lontano dalle città.
Campi, boschi, case e altri beni venivano amministrati
direttamente oppure affidati a famiglie locali attraverso contratti.
Filicaia faceva parte di questo sistema economico.
La documentazione del 1175 costituisce quindi una
delle prime finestre sulla vita del paese medievale.
Un borgo lungo un'antica strada
Filicaia non nacque in una posizione casuale.
Il territorio era attraversato da percorsi che
seguivano la valle del Serchio e permettevano di collegare la Garfagnana
con la Lunigiana e con Lucca.
Prima della costruzione delle strade moderne si
trattava naturalmente di sentieri, mulattiere e tratti percorribili con
animali da soma.
Su queste vie viaggiavano mercanti, contadini,
religiosi, pellegrini e soldati.
La posizione lungo un'importante direttrice contribuì
quindi alla storia del paese.
La Via del Volto Santo
Filicaia si trova lungo la
Via del Volto Santo
,
itinerario storico che attraversa Lunigiana e Garfagnana in direzione di
Lucca.
La meta religiosa del percorso era il celebre
Volto Santo
, il crocifisso
venerato nella Cattedrale di San Martino a Lucca.
Per i viaggiatori provenienti dal nord, la valle del
Serchio costituiva una naturale direttrice verso la città.
Filicaia si inseriva quindi in un territorio
attraversato non soltanto dagli abitanti della valle, ma anche da
persone impegnate in viaggi molto più lunghi.
Pellegrini e viandanti
Il viaggio medievale era profondamente diverso da
quello moderno.
Le distanze venivano percorse soprattutto a piedi.
Ogni paese rappresentava una possibile tappa dove
trovare acqua, cibo, assistenza o semplicemente indicazioni sulla strada
da seguire.
I pellegrini condividevano i percorsi con mercanti,
mulattieri e abitanti locali.
Per questo le grandi vie storiche non erano
necessariamente strade nel senso moderno.
Erano fasci di itinerari che potevano cambiare a
seconda delle stagioni e delle condizioni del territorio.
La Garfagnana medievale
Durante il Medioevo l'Alta Garfagnana fu contesa tra
differenti poteri.
Famiglie feudali, Lucca, Firenze e successivamente gli
Este cercarono di controllare la valle.
Camporgiano assunse progressivamente una notevole
importanza strategica.
La sua posizione permetteva infatti di sorvegliare una
delle principali direttrici dell'Alta Valle del Serchio.
Filicaia, poco distante, condivise le vicende
politiche di questo territorio.
L'arrivo degli Este
Nel corso del Quattrocento gran parte della Garfagnana
passò sotto la protezione degli
Este
.
Anche Camporgiano e le comunità circostanti entrarono
definitivamente nell'organizzazione politica della Garfagnana estense.
A partire dalla metà del XV secolo Camporgiano divenne
uno dei principali centri amministrativi del territorio ducale.
La sua Rocca rappresentava il potere militare e
politico degli Este.
Filicaia entrò quindi in un sistema destinato a
durare, con alcune interruzioni, fino al XIX secolo.
La Vicaria di Camporgiano
Durante il periodo estense Camporgiano fu sede di una
Vicaria
.
Il vicario amministrava il territorio per conto del
duca.
Le comunità rurali conservavano comunque proprie
consuetudini e forme di organizzazione.
Per gli abitanti di Filicaia il capoluogo
rappresentava il principale riferimento amministrativo.
Mercati, attività commerciali e questioni pubbliche
portavano frequentemente gli abitanti verso Camporgiano.
La Chiesa di San Rocco
Il principale monumento religioso del paese è la
Chiesa di San Rocco
.
La parrocchia di Filicaia possiede origini molto
antiche.
La documentazione ecclesiastica ricorda infatti
Filicaia già nella bolla papale del 1168 e negli atti del 1175 relativi
alle proprietà delle monache di Santa Giustina.
L'edificio che vediamo oggi è però il risultato di
numerose trasformazioni.
L'antica chiesa era molto più semplice rispetto alla
struttura attuale.
L'antica chiesa
Fino all'Ottocento la chiesa presentava una
pianta rettangolare
, conclusa
da un'abside semicircolare.
L'aula era coperta da una volta.
Era quindi una struttura relativamente semplice e
adatta alle dimensioni della comunità.
Con l'aumento della popolazione e il cambiamento delle
esigenze religiose si rese però necessario ampliare l'edificio.
Il grande intervento arrivò nella seconda metà
dell'Ottocento.
L'ampliamento del 1865
Nel
1865
la
Chiesa di San Rocco fu profondamente trasformata.
Vennero realizzate le
due navate laterali
, modificando radicalmente la pianta
precedente.
L'edificio assunse così una struttura a tre navate.
Una lapide marmorea conservata all'interno ricorda
ancora questo intervento.
L'ampliamento dimostra che nell'Ottocento Filicaia era
una comunità sufficientemente popolosa da richiedere spazi religiosi
maggiori.
Una chiesa costruita su un terreno
difficile
La posizione dell'edificio creò però alcuni problemi.
La chiesa sorge infatti su un terreno particolarmente
acclive.
Inoltre il lato settentrionale è molto vicino alla
strada.
Nel corso del tempo si verificarono cedimenti che
interessarono soprattutto le fondazioni.
La storia moderna di San Rocco è quindi caratterizzata
anche da importanti lavori di consolidamento.
Gli interventi del Novecento
Tra il
1965 e il 1977
venne realizzato un importante intervento di ristrutturazione.
Fu costruita una sottofondazione per contrastare i
cedimenti del terreno.
Una lapide sulla facciata ricorda i lavori e il
contributo della famiglia
Vecchiacchi
.
Altri interventi di consolidamento furono effettuati
tra il
2006 e il 2010
,
interessando fondazioni, lesioni interne e sistema di smaltimento delle
acque.
La conservazione della chiesa è quindi il risultato di
un lungo impegno della comunità.
L'interno di San Rocco
Oggi l'interno presenta
tre navate
.
La navata centrale è sensibilmente più ampia rispetto
a quelle laterali.
Le decorazioni sono relativamente semplici e
appartengono in gran parte a epoche recenti.
Nelle navate sono conservate diverse immagini
devozionali.
Tra queste figurano una
Pietà
, la Madonna delle
Grazie, il Sacro Cuore e una statua lignea di San Giovanni Bosco.
Nel presbiterio è naturalmente presente anche
l'immagine di
San Rocco
.
San Rocco
San Rocco è uno dei santi più profondamente legati
alla religiosità popolare europea.
Vissuto secondo la tradizione tra XIII e XIV secolo,
divenne soprattutto il santo invocato contro le
epidemie di peste
.
Il suo culto si diffuse rapidamente anche nei piccoli
paesi.
In una società nella quale le epidemie potevano
cancellare intere famiglie, la devozione a San Rocco assumeva un
significato molto concreto.
Numerose chiese e oratori della Garfagnana
testimoniano ancora oggi questa antica devozione.
Da Sillicano alla parrocchia autonoma
Per lungo tempo Filicaia rimase ecclesiasticamente
dipendente dalla vicina
Sillicano
.
La situazione cambiò soltanto nel Novecento.
Il
5 agosto 1921
il vescovo Giuseppe Bertazzoni emanò il decreto con il quale la Chiesa
di San Rocco veniva eretta in
parrocchia autonoma
, separandola da Sillicano.
Per la comunità si trattò di un passaggio molto
importante.
Dopo secoli di dipendenza, Filicaia possedeva
finalmente una propria parrocchia indipendente.
Una comunità diventata autonoma
L'autonomia parrocchiale non aveva soltanto un valore
religioso.
Nei piccoli paesi la parrocchia rappresentava una
delle istituzioni principali.
Possedere una propria chiesa parrocchiale significava
avere maggiore autonomia nella celebrazione dei sacramenti e
nell'organizzazione delle feste.
Battesimi, matrimoni e funerali potevano essere
gestiti direttamente dalla comunità.
La decisione del 1921 rappresenta quindi uno dei
momenti fondamentali della storia moderna di Filicaia.
La Madonna Pellegrina
Tra le tradizioni religiose del paese merita di essere
ricordata anche la
Madonna Pellegrina
.
La celebrazione è accompagnata dalla processione per
le strade della frazione.
Le vie illuminate e la partecipazione della comunità
trasformano la festa in uno dei momenti più sentiti della vita religiosa
locale.
La presenza della banda musicale richiama inoltre
un'altra tradizione molto importante nei paesi della Garfagnana: quella
delle filarmoniche e delle bande popolari.
La filarmonica
Le bande musicali hanno avuto un ruolo importante
nella vita dei paesi tra Ottocento e Novecento.
Non erano soltanto gruppi musicali.
Rappresentavano vere istituzioni sociali.
Accompagnavano processioni, feste patronali,
commemorazioni e cerimonie civili.
Per molti giovani costituivano inoltre una delle poche
possibilità di ricevere un'educazione musicale.
Anche le tradizioni di Filicaia sono state
accompagnate nel tempo dalla musica della filarmonica locale.
Villa Turri
Tra gli edifici più caratteristici di Filicaia si
trova
Villa Turri
.
La villa e il suo parco rappresentano una presenza
molto diversa rispetto alle tradizionali abitazioni rurali del paese.
Il complesso è associato a un
giardino all'italiana
e alla
presenza di alberi monumentali.
La villa testimonia l'esistenza di famiglie
proprietarie capaci di costruire residenze signorili anche nei piccoli
centri della Garfagnana.
Il contrasto tra la villa e le case rurali racconta
anche la diversa struttura sociale delle campagne del passato.
Il paesaggio agricolo
Filicaia sorge in una delle zone relativamente più
fertili del territorio di Camporgiano.
Il paesaggio tradizionale era caratterizzato da
seminativi, prati e castagneti
.
I pendii venivano adattati attraverso terrazzamenti.
Muri a secco permettevano di creare piccole superfici
pianeggianti e di limitare l'erosione.
Il paesaggio era quindi in gran parte costruito dal
lavoro dell'uomo.
Quello che oggi può sembrare un ambiente naturale era
il risultato di secoli di attività agricola.
Il castagno
Il
castagno
rappresentava una delle principali risorse.
Le castagne venivano raccolte in autunno.
Una parte era consumata direttamente.
Il resto veniva essiccato e trasformato in farina.
La farina di castagne era particolarmente importante
perché poteva essere conservata per molti mesi.
Permetteva quindi di garantire una riserva alimentare
durante l'inverno.
I metati
L'essiccazione delle castagne avveniva nei
metati
.
Questi piccoli edifici erano presenti nei castagneti
di tutta la Garfagnana.
Al piano superiore venivano distribuite le castagne.
Sotto veniva mantenuto un fuoco lento.
Il processo durava settimane e richiedeva una continua
sorveglianza.
Terminata l'essiccazione, le castagne venivano pulite
e portate al mulino.
Il farro
Un'altra coltura caratteristica dell'Alta Garfagnana è
il
farro
.
Il territorio di Camporgiano continua ancora oggi a
essere particolarmente adatto a questo antico cereale.
Il farro resiste bene alle condizioni climatiche della
montagna e può essere coltivato anche in terreni relativamente
difficili.
La sua presenza rappresenta una continuità con
l'antica economia agricola della valle.
Prati e allevamento
I
prati
avevano un'importanza altrettanto grande.
Venivano falciati durante la bella stagione per
produrre il fieno necessario agli animali durante l'inverno.
Bovini, pecore, capre e animali da cortile
contribuivano all'economia familiare.
Fornivano latte, formaggi, carne e forza da lavoro.
Agricoltura e allevamento erano quindi strettamente
collegati.
Ogni risorsa veniva utilizzata e quasi nulla poteva
essere sprecato.
La ferrovia
Tra Ottocento e Novecento la costruzione della
ferrovia della Garfagnana
trasformò profondamente l'intera valle.
La possibilità di raggiungere più rapidamente Lucca e
i principali centri cambiò i commerci e gli spostamenti.
Le antiche mulattiere non scomparvero immediatamente,
ma persero progressivamente la loro centralità.
Per comunità come Filicaia iniziava una nuova epoca.
La valle diventava sempre meno isolata.
Francesco Vecchiacchi
Una delle personalità più importanti legate a Filicaia
è
Francesco Vecchiacchi
, nato
nel paese nel
1902
.
Ingegnere e studioso, fu uno dei pionieri italiani
delle
telecomunicazioni e dei ponti
radio
.
La sua attività scientifica riguardò anche le misure
elettriche e la propagazione delle microonde.
Le sue ricerche contribuirono allo sviluppo di
tecnologie che avrebbero assunto un'importanza enorme nel corso del
Novecento.
È una figura particolarmente significativa perché
collega un piccolo paese della Garfagnana alla storia della moderna
ingegneria delle telecomunicazioni.
Dalla Garfagnana alla ricerca
scientifica
La figura di Vecchiacchi racconta anche i profondi
cambiamenti avvenuti nel Novecento.
Per secoli l'orizzonte professionale degli abitanti di
Filicaia era stato legato soprattutto all'agricoltura, ai boschi e
all'artigianato.
Nel nuovo secolo l'istruzione e le moderne professioni
offrirono possibilità completamente differenti.
Da un piccolo paese della valle poteva così partire un
giovane destinato a diventare uno studioso di rilievo internazionale.
La Prima guerra mondiale
Come tutte le comunità italiane, anche Filicaia pagò
un prezzo durante la
Prima guerra
mondiale
.
Diversi uomini del paese morirono nel conflitto.
Negli anni successivi venne costituito un comitato per
realizzare un monumento dedicato alla loro memoria.
Il
Monumento ai
Caduti
fu completato nel
1925
e inaugurato nel novembre dello stesso anno.
Accanto al monumento esisteva anche un Parco della
Rimembranza.
Il Monumento ai Caduti
Il monumento fu realizzato dallo scultore lucchese
Guido Cheli
.
Sulla lapide furono incisi i nomi degli uomini di
Filicaia caduti durante la Grande Guerra.
Dopo il secondo conflitto mondiale venne aggiunta
anche la memoria dei caduti del 1940-1945.
Il monumento fu restaurato nel
1978
e nuovamente inaugurato
il 5 novembre.
È quindi uno dei principali luoghi della memoria
civile del paese.
Il terremoto del 1920
Pochi anni prima della nascita della parrocchia
autonoma, l'intera Garfagnana era stata sconvolta dal grande
terremoto del 7 settembre 1920
.
Il sisma colpì duramente numerosi centri dell'Alta
Valle del Serchio.
Anche la popolazione di Filicaia visse l'emergenza
provocata dal terremoto e dalle successive difficoltà della
ricostruzione.
Per tutta la Garfagnana il 1920 rappresentò una cesura
profonda tra il vecchio mondo rurale e la difficile ricostruzione del
Novecento.
La Seconda guerra mondiale
Una nuova fase drammatica arrivò con la
Seconda guerra mondiale
.
Tra il 1944 e il 1945 la Garfagnana si trovò
direttamente coinvolta nelle operazioni militari legate alla Linea
Gotica.
Anche Filicaia ebbe i propri caduti.
Il monumento del paese conserva oggi i nomi delle
vittime militari del secondo conflitto mondiale accanto a quelli della
Grande Guerra.
La memoria delle due guerre è così riunita nello
stesso luogo.
Il secondo dopoguerra
Dopo il 1945 la vita cambiò rapidamente.
Migliorarono le strade e i collegamenti.
Le automobili iniziarono progressivamente a sostituire
gli animali da trasporto.
L'agricoltura tradizionale perse parte della propria
importanza.
Molti abitanti cercarono lavoro nei centri maggiori
oppure nelle città industriali.
Anche Filicaia partecipò quindi al grande processo di
trasformazione sociale che interessò la Garfagnana nel secondo
Novecento.
Un paese meno isolato
La posizione di Filicaia lungo la principale viabilità
della valle rese però il paese differente rispetto ai nuclei montani più
remoti.
I collegamenti più semplici favorirono la permanenza
di servizi e abitazioni.
Il borgo storico continuò a convivere con aree
residenziali più recenti.
Il paese assunse quindi progressivamente una struttura
più allungata lungo la strada.
È una trasformazione tipica dei centri di fondovalle e
di bassa collina.
La memoria fotografica
Filicaia possiede anche una significativa memoria
fotografica del Novecento.
L'archivio dell'Unione Comuni Garfagnana conserva
serie fotografiche dedicate a
Filicaia
nel 1951
e a
Filicaia e alla
Garfagnana durante l'inverno del 1952-1953
.
Sono documenti particolarmente preziosi.
Permettono di osservare il paesaggio, le abitazioni e
la vita quotidiana prima delle grandi trasformazioni economiche avvenute
negli anni successivi.
Filicaia oggi
Oggi
Filicaia
conserva un'identità differente da quella dei piccoli borghi arroccati
sulle montagne.
La sua posizione lungo la valle la rende facilmente
raggiungibile.
Intorno rimangono prati, terreni agricoli e
castagneti.
La Chiesa di San Rocco continua a rappresentare il
principale riferimento religioso.
Villa Turri ricorda invece una pagina differente della
storia sociale del paese.
L'antica Via del Volto Santo collega idealmente
Filicaia alla grande rete dei cammini storici.
Tra tradizione e modernità
Forse è proprio questo il carattere più interessante
di Filicaia.
Da una parte esiste il paese medievale documentato nel
XII secolo.
Ci sono San Rocco, i castagneti, i campi e gli antichi
percorsi.
Dall'altra esiste la Filicaia del Novecento.
Quella della strada moderna, della ferrovia, della
ricostruzione, dell'emigrazione e delle telecomunicazioni studiate da
Francesco Vecchiacchi.
Due mondi apparentemente lontani che appartengono alla
stessa comunità.
Un borgo da riscoprire
Visitare Filicaia significa quindi scoprire un paese
che racconta una parte importante della storia dell'Alta Garfagnana.
La sua memoria è nella Chiesa di San Rocco, ricordata
da documenti medievali e ampliata nell'Ottocento.
È nel paesaggio dei castagneti e dei campi terrazzati.
È lungo la Via del Volto Santo.
È nel parco di Villa Turri.
È nel Monumento ai Caduti.
Ed è anche nella storia di Francesco Vecchiacchi,
partito da questo piccolo paese per diventare uno dei protagonisti della
ricerca italiana sulle telecomunicazioni.
Filicaia racconta così il passaggio della
Garfagnana
dal mondo delle mulattiere e
dei castagneti a quello delle strade, della scienza e delle
comunicazioni moderne
, conservando ancora oggi le tracce di
entrambi. |