Fontona: Foto, storia e informazioni del borgo

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Fontona conserva in modo significativo la propria identità storica. La struttura del borgo è rimasta in gran parte leggibile, mentre la recente riqualificazione della piazza ha interessato uno degli spazi centrali dell'abitato. Il paese continua inoltre a essere punto di passaggio per itinerari escursionistici e a far parte delle iniziative che valorizzano l'entroterra levantese. Fontona rappresenta quindi una delle località attraverso cui è possibile comprendere meglio la storia della valle di Levanto: un territorio di acqua, mulini, agricoltura, percorsi e devozione.

Fontona

Fontona

Il paese

Il paese

Fontona

Fontona

Torre campanaria

San Michele Arcangelo

San Michele Arcangelo

San Michele Arcangelo

San Michele Arcangelo

Il Sagrato

Vista dalla località

Casa

San Michele Arcangelo

La Chiesa

San Michele Arcangelo

Il campanile

In paese

Case

Case

In paese

In paese

Case

In paese

In paese

In paese

Vista

Fontona, antico borgo d'acqua nella valle di Levanto

Fontona è uno dei centri storici più antichi e caratteristici dell'entroterra di Levanto. Situata a circa 136 metri sul livello del mare, occupa la parte più orientale della valle e si sviluppa lungo un antico percorso che per secoli ha collegato Levanto con l'entroterra e con il territorio delle Cinque Terre. Il paese conserva ancora oggi la struttura tipica del borgo lineare ligure, con le abitazioni disposte a schiera lungo la strada principale. La sua storia è strettamente legata all'acqua, ai mulini, ai percorsi religiosi e alla vita rurale della valle.

Un borgo sulla strada per Soviore

La posizione di Fontona ha avuto per secoli un'importanza particolare. Fino a circa la metà del Novecento, il borgo era attraversato da chi da Levanto si dirigeva verso il Santuario di Nostra Signora di Soviore, uno dei più antichi santuari mariani della Liguria. La strada che attraversa Fontona prosegue verso Colle di Gritta, a circa 330 metri di altitudine, seguendo il crinale e i percorsi dell'entroterra. Il paese rappresentava quindi una tappa naturale lungo gli antichi itinerari che collegavano la costa con i santuari e con le comunità delle zone collinari.

Le origini medievali

Le prime testimonianze documentarie conosciute di Fontona risalgono al 1229. In quell'anno, quando i signori Da Passano cedettero a Genova i loro diritti su Levanto, tra gli uomini della prima Università di Borgo e Valle di Levanto compaiono tre abitanti di Fontona: Rustiguinus, Guitonus e Rolandinus. Un'altra importante testimonianza risale al 1377, quando alcuni rappresentanti della villa parteciparono alla prima stesura degli Statuti di Levanto, prendendo parte anche alle successive aggiunte del 1482. Questi documenti mostrano come Fontona fosse già nel Medioevo una comunità riconoscibile e inserita nella vita politica e amministrativa del territorio levantese.

Un paese che è cresciuto poco nei secoli

La struttura attuale di Fontona conserva molti elementi dell'antico insediamento. Nella prima metà del Cinquecento il paese contava circa 100 abitanti. Nel 1607 gli abitanti erano saliti a 135 e nella prima metà dell'Ottocento superarono le 300 persone. Interessante è il confronto tra la planimetria del borgo realizzata dal cartografo Matteo Vinzoni nel 1722 e la configurazione attuale. Il confronto mostra che gli edifici sono aumentati relativamente poco in oltre due secoli e mezzo. Questo rende Fontona particolarmente interessante per chi vuole comprendere la forma degli antichi borghi della valle di Levanto.

Il borgo lineare

Fontona è un esempio molto leggibile di borgo lineare ligure. Le abitazioni sono disposte prevalentemente a schiera sui due lati della strada che attraversa l'abitato. Questa forma deriva dalla funzione originaria della strada come principale asse di collegamento. Il paese non si sviluppa quindi attorno a una grande piazza centrale, come avviene in altri centri storici, ma segue il percorso che attraversava la valle. Camminando lungo il borgo è possibile riconoscere questa organizzazione ancora oggi.

Fontona, il paese dell'acqua

Uno degli aspetti più caratteristici della storia di Fontona è il rapporto con l'acqua. Il territorio è infatti particolarmente ricco di sorgenti e corsi d'acqua, caratteristica che sembra essere riflessa anche nel toponimo. La presenza dell'acqua ebbe conseguenze importanti sull'economia locale. Nel 1722 la carta di Matteo Vinzoni registra infatti tre mulini funzionanti lungo i torrenti che circondano il paese. I mulini utilizzavano l'energia dei corsi d'acqua attraverso apposite ruote e rimasero in attività fino a pochi decenni fa. La storia di Fontona è quindi anche la storia di un antico sistema produttivo nel quale l'acqua rappresentava una risorsa fondamentale.

Gli antichi mulini

Gli antichi mulini costituiscono una delle testimonianze più interessanti della cultura rurale di Fontona. Queste strutture permettevano di trasformare i prodotti agricoli della valle e rappresentavano un elemento essenziale dell'economia delle comunità locali. La loro presenza racconta un territorio nel quale agricoltura, acqua e architettura erano strettamente collegati. Oggi i mulini non svolgono più la loro funzione originaria, ma la loro memoria contribuisce a comprendere il paesaggio storico della valle.

La Chiesa di San Michele Arcangelo

Nel centro di Fontona si trova la chiesa di San Michele Arcangelo, affacciata sulla piazza del paese. La chiesa costituisce uno dei principali punti di riferimento del borgo e contribuisce a definire lo spazio pubblico dell'antico abitato. Nel 2025 il Comune ha completato un intervento di riqualificazione della piazza e del tratto di collegamento con il carruggio del borgo. I lavori hanno riguardato la pavimentazione, l'interramento dei cavi elettrici e la valorizzazione dell'area circostante la chiesa. La riqualificazione ha restituito maggiore leggibilità a uno degli spazi centrali del paese, mantenendone il rapporto con il tessuto storico.

La Madonna del Soccorso

Uno dei luoghi più suggestivi legati a Fontona si trova poco fuori dal centro abitato: è il Santuario della Madonna del Soccorso. Per raggiungerlo si percorre il sentiero CAI n. 12 in direzione di Colle di Gritta. Prima di Casa Trinchetto si incontra una deviazione che conduce al sacro edificio, nascosto tra la vegetazione e gli alberi d'alto fusto. Tra questi si trovano anche due lecci secolari posti davanti alla facciata. La posizione isolata del santuario, immerso nel verde e lontano dal traffico, crea un'atmosfera particolarmente tranquilla.

Un piccolo santuario immerso nel verde

Il santuario si trova a circa 200 metri sul livello del mare, su un'ampia spianata compresa tra due affluenti del torrente Fontona. L'edificio è di dimensioni modeste, circa 6 metri per 15, ma la sua posizione contribuisce a renderlo particolarmente suggestivo. La presenza dei corsi d'acqua e la collocazione tra la vegetazione creano un ambiente profondamente legato al paesaggio naturale. Il Comune segnala anche la presenza di numerose chiavi metalliche sulle murature, testimonianza degli interventi necessari per contrastare i problemi di stabilità del terreno.

Una storia architettonica fatta di trasformazioni

La struttura del santuario è semplice, ma conserva le tracce di diversi interventi realizzati nel corso dei secoli. Tra il XVIII e il XIX secolo l'edificio venne radicalmente restaurato e modificato in alcuni suoi elementi, senza però cancellare completamente la struttura precedente. All'inizio del Novecento la parte esterna venne nuovamente intonacata e dipinta. Le diverse fasi di intervento permettono quindi di leggere il santuario come un edificio stratificato, nel quale la devozione religiosa si è adattata nel tempo alle esigenze della comunità e alle condizioni del luogo.

Fontona e il turismo religioso

La posizione di Fontona lungo la direttrice verso Soviore conferisce al paese anche un'importante dimensione legata al turismo religioso e ai pellegrinaggi. Per secoli, chi percorreva i sentieri tra Levanto e il santuario attraversava questo territorio. Oggi quegli stessi percorsi possono essere riscoperti in chiave di escursionismo, turismo lento e valorizzazione del patrimonio storico. Fontona diventa così un punto di incontro tra storia, natura e spiritualità.

Fontona e la Mangialonga

Fontona è inoltre inserita nei percorsi della Mangialonga, manifestazione che attraversa la parte orientale della valle di Levanto. L'itinerario passa attraverso diversi borghi e paesaggi agricoli, tra vigneti, oliveti, mulini, frantoi e antiche case coloniche. Fontona rappresenta una delle tappe del percorso e, nell'edizione descritta dal Comune, è stata associata alla degustazione del brandacujun, specialità della tradizione ligure. Questo legame tra gastronomia e territorio permette di raccontare Fontona non soltanto attraverso i suoi monumenti, ma anche attraverso le tradizioni alimentari della valle.

Il paesaggio agricolo

Intorno a Fontona si trova il paesaggio tipico dell'entroterra levantese. Vigneti, uliveti, boschi e corsi d'acqua hanno contribuito nei secoli alla formazione di un ambiente nel quale la presenza dell'uomo è strettamente legata alla natura. Gli antichi mulini, i sentieri e le case rurali sono parte di questo paesaggio e ne raccontano l'evoluzione. È proprio questa combinazione di natura e patrimonio storico a rendere interessante una visita al paese.

Un borgo da scoprire lentamente

Fontona non richiede una visita frettolosa. Il suo fascino sta nella possibilità di percorrere lentamente la strada del borgo, osservare le case, raggiungere la piazza di San Michele e proseguire verso i sentieri dell'entroterra. La storia emerge dai dettagli: dalla forma lineare delle abitazioni alla presenza dei corsi d'acqua, dalla memoria dei mulini alle antiche vie verso Soviore.

Cosa vedere a Fontona

Durante una visita meritano particolare attenzione: il borgo storico lineare; la strada principale e i caratteristici carruggi; la chiesa di San Michele Arcangelo; la piazza recentemente riqualificata; le tracce degli antichi mulini; il torrente Fontona e i corsi d'acqua della valle; il Santuario della Madonna del Soccorso; i due lecci secolari davanti al santuario; il sentiero verso Colle di Gritta; il paesaggio di uliveti, vigneti e boschi.

Un itinerario tra Fontona e Soviore

Per chi ama camminare, Fontona può essere inserita in un itinerario verso Colle di Gritta e il Santuario di Soviore. Il percorso permette di seguire una delle direttrici storiche dell'entroterra, attraversando un paesaggio nel quale natura e storia si intrecciano. È un modo diverso di conoscere Levanto: non dalla costa verso il mare, ma dalla costa verso le colline e i santuari.