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Groppo, l'antico borgo sulla via della Val di Vara
A circa 215 metri di altitudine, sulle colline alle
spalle di Levanto, si trova Groppo, piccolo borgo
storico della vallata levantese.
Compatto, raccolto e caratterizzato da una particolare
struttura urbana, Groppo conserva ancora oggi l'aspetto di un antico
insediamento ligure. Le sue case, i vicoli e i percorsi che lo
attraversano raccontano una storia strettamente legata alle antiche vie
di comunicazione tra la costa e l'entroterra.
È uno dei luoghi della vallata dove il rapporto tra
paesaggio, viabilità storica e architettura rurale è
ancora particolarmente leggibile.
Un borgo nato lungo le antiche mulattiere
Groppo apparteneva in passato al Terziere di
Ponente di Levanto.
Il nucleo abitato si sviluppò intorno a una principale
via mulattiera, affiancata da due percorsi di mezza
costa. Questi antichi tracciati hanno determinato la particolare forma
del borgo, che il Comune di Levanto descrive come un pentagono
irregolare.
La mulattiera principale partiva da Levanto, risaliva
passando per Fossato e proseguiva verso Lavaggiorosso,
per poi raggiungere la media e alta Val di Vara.
Questa posizione spiega molto della storia di Groppo:
il paese non nacque in un luogo casuale, ma lungo una delle direttrici
che collegavano la costa con le comunità dell'entroterra.
Prima delle moderne strade carrabili, le mulattiere
rappresentavano infatti vere e proprie arterie di comunicazione. Lungo
questi percorsi si spostavano persone, animali, merci e prodotti
agricoli.
Un piccolo borgo, ma con una storia documentata
Le vicende storiche di Groppo sono relativamente ben
documentate.
All'inizio del Cinquecento il paese contava circa
70 abitanti. Lo stesso numero viene registrato nel
1607 e ancora alla fine del Settecento.
Questo dato è particolarmente interessante perché
mostra come, per diversi secoli, Groppo abbia mantenuto una dimensione
demografica molto stabile.
Ancora più sorprendente è il confronto tra la pianta
del paese realizzata nel 1722 dal cartografo Matteo Vinzoni
e l'assetto attuale.
Secondo il Comune di Levanto, la parte edificata del
centro storico è rimasta pressoché immutata.
In altre parole, camminando oggi tra le case di Groppo
è possibile riconoscere in larga parte la stessa struttura urbana che
poteva vedere un abitante del paese più di tre secoli fa.
La forma del borgo
La particolare forma di Groppo è uno dei suoi elementi
più curiosi.
Il paese si sviluppa in maniera molto compatta attorno
all'incrocio dei suoi antichi percorsi.
La strada principale e il percorso di mezza costa si
incontrano nel cuore del nucleo storico, proprio nei pressi della
cappella di Sant'Anna.
Ne deriva un piccolo centro raccolto, nel quale gli
edifici sembrano quasi costruire una continuità con le vie e i passaggi.
È una caratteristica tipica di molti antichi borghi
liguri: lo spazio abitato era ridotto e il terreno collinare rendeva
necessario sfruttare al massimo le superfici disponibili.
La cappella di Sant'Anna
Nel centro di Groppo si trova la cappella di
Sant'Anna, uno degli elementi architettonici più caratteristici
del borgo.
La cappella è documentata almeno dalla prima
metà del XVIII secolo ed è costruita direttamente a contatto
con le abitazioni circostanti. I suoi fianchi sono infatti uniti alle
case e sul retro confina con la via pubblica.
L'edificio è molto semplice, come molte piccole
cappelle rurali della vallata di Levanto.
La facciata presenta due piccoli finestrini
quadrangolari ai lati della porta e una lunetta sopra l'ingresso.
Particolarmente curioso è il campanile a vela,
posto sul timpano e datato 1841. La sua presenza
contribuisce a rendere immediatamente riconoscibile la cappella
all'interno del piccolo tessuto urbano.
All'interno, la struttura è costituita da una semplice
aula rettangolare separata dal presbiterio da due lesene.
Nella nicchia del presbiterio si trova la
statua marmorea di Sant'Anna, caratterizzata da un'espressione
particolarmente dolce e dal panneggio fluente del manto.
Le case storiche e le piccole opere d'arte
Di fronte alla cappella di Sant'Anna si trova un
edificio risalente al XVI-XVII secolo, che conserva un
portale settecentesco.
Sopra il portale è inserita una nicchia con una
Madonna in marmo bianco di Carrara, elemento che
testimonia l'attenzione riservata alla decorazione delle abitazioni
anche nei piccoli centri rurali.
Nell'edificio adiacente si trova invece una seconda
nicchia con una piccola statua marmorea raffigurante
Sant'Antonio da Padova.
Sono dettagli apparentemente minori, ma molto
importanti per comprendere la cultura degli antichi borghi liguri.
Le case non erano semplicemente luoghi destinati
all'abitazione: portali, immagini sacre, nicchie e decorazioni
contribuivano a costruire l'identità della comunità.
Agostino di Benedetto, l'orafo di Groppo
Una delle curiosità più importanti legate a Groppo
riguarda un personaggio che portò il nome del piccolo borgo ben oltre la
Liguria.
Si tratta di Agostino di Benedetto,
orafo originario di Groppo e attivo a Genova e Venezia nella
metà del XVI secolo.
Il Comune di Levanto lo ricorda come un artista di
grande valore.
Agostino ebbe un ruolo importante nella realizzazione
della cassa processionale del Corpus Domini, oggi
conservata presso il Museo del Tesoro di San Lorenzo a Genova.
Secondo la documentazione comunale, nell'esecuzione
dell'opera potrebbero averlo affiancato anche i suoi figli
Giulio e Cesare.
È una storia particolarmente significativa perché
dimostra come anche un piccolo borgo dell'entroterra levantese potesse
essere collegato ai grandi centri artistici e commerciali dell'Italia
del Rinascimento.
Groppo e la cultura della valle
La storia di Groppo deve essere letta insieme a quella
dell'intera vallata di Levanto.
Il Comune descrive questo territorio come un paesaggio
nel quale i borghi hanno conservato molto della loro identità antica,
inseriti tra colline caratterizzate da oliveti e vigneti.
Groppo è collegato agli altri insediamenti della vallata attraverso
l'antica rete di percorsi di mezza costa.
La vita della comunità era quindi legata alle attività
agricole, alla cura del territorio e agli scambi con Levanto e con
l'entroterra.
Le mulattiere non erano soltanto strade: erano i
percorsi quotidiani attraverso i quali la comunità viveva e manteneva i
propri rapporti economici e sociali.
Un paesaggio costruito dall'uomo
Visitando Groppo è facile concentrarsi sulle case e
sulla cappella di Sant'Anna, ma anche il paesaggio circostante è parte
integrante della sua storia.
La collina ligure è il risultato di secoli di lavoro:
muri a secco, terrazzamenti, uliveti, vigne e sentieri testimoniano il
rapporto continuo tra la popolazione e un territorio difficile da
coltivare.
La presenza di Groppo lungo un'antica direttrice verso
la Val di Vara rende inoltre evidente quanto fossero importanti i
collegamenti tra costa e montagna.
Ancora oggi i percorsi della vallata permettono di
riscoprire questo antico sistema di collegamenti.
Curiosità
Un paese quasi uguale a quello del 1722
È probabilmente la curiosità più affascinante di
Groppo.
La planimetria realizzata da Matteo Vinzoni
nel 1722 mostra un abitato molto simile a quello attuale.
Per questo il centro storico può essere considerato
una vera e propria testimonianza della continuità urbanistica del borgo.
Solo 70 abitanti per secoli
All'inizio del Cinquecento Groppo contava circa 70
abitanti. Lo stesso numero risulta nel 1607 e alla fine del Settecento.
Una sorprendente stabilità demografica per un piccolo
borgo di collina.
La forma di un pentagono
Il tracciato delle antiche mulattiere e dei percorsi
di mezza costa ha dato al centro storico una particolare forma definita
dal Comune come pentagono irregolare.
È un esempio interessante di come la viabilità antica
possa determinare la forma stessa di un paese.
Un orafo tra Genova e Venezia
Agostino di Benedetto è forse il personaggio più
curioso della storia di Groppo: nato in questo piccolo borgo, lavorò in
due delle più importanti città artistiche e commerciali dell'Italia del
Cinquecento, Genova e Venezia.
La cappella nel cuore del borgo
Sant'Anna non si trova semplicemente accanto alle
case: è letteralmente inserita nel tessuto dell'abitato, con gli edifici
che la affiancano sui due lati.
Questa caratteristica aiuta a comprendere quanto fosse
stretta la relazione tra vita religiosa e vita quotidiana nelle piccole
comunità rurali.
Groppo e i sentieri della vallata
Ancora oggi Groppo può essere raggiunto e attraversato
seguendo la rete di percorsi che collega i borghi della vallata.
La stessa Mangialunga, manifestazione
escursionistica ed enogastronomica organizzata nella vallata di Levanto,
include Groppo in uno dei suoi itinerari insieme a Fossato, Lizza,
Lavaggiorosso, Dosso, Casella, Montale e Ghiare.
È un modo contemporaneo per riscoprire una rete di
collegamenti che per secoli ha rappresentato la struttura portante della
vita della valle.
Groppo oggi
Groppo conserva ancora oggi il carattere di un piccolo
borgo ligure raccolto e silenzioso.
Il suo interesse non risiede soltanto nei singoli
monumenti, ma soprattutto nella continuità dell'insieme:
la forma delle strade, la disposizione delle case, la cappella, gli
antichi portali e il paesaggio circostante permettono di riconoscere una
struttura urbana che ha attraversato secoli di storia.
Visitare Groppo significa quindi scoprire una parte
meno conosciuta di Levanto, lontana dalla costa ma profondamente legata
alla sua storia.
È un luogo da attraversare lentamente, seguendo gli
antichi percorsi e osservando i dettagli delle case: una nicchia votiva,
un portale in pietra, una piccola cappella.
Sono proprio questi particolari a raccontare la storia
di Groppo e della sua gente.
Un piccolo borgo di 70 abitanti che,
attraverso le sue mulattiere, arrivò idealmente fino a Genova e Venezia:
questa è una delle storie più affascinanti dell'entroterra di Levanto.
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