Irola: un antico borgo
montano sulla Via del Volto Santo
Irola è una frazione del Comune di
Villafranca in Lunigiana,
situata sui primi rilievi che dalla valle del Magra salgono verso
l'Appennino Tosco-Emiliano.
Immerso in un paesaggio di boschi e castagneti, il
paese è formato da diversi piccoli nuclei:
Irola di Sotto, Irola di Sopra e
Numbria. Questa particolare struttura racconta già una parte
della sua storia, perché il centro più antico è Irola di Sotto, mentre
Irola di Sopra si sviluppò successivamente.
Case in pietra, grandi portali in arenaria, antichi
percorsi, una casa-torre e piccoli edifici religiosi fanno di Irola un
interessante esempio della Lunigiana rurale e montana.
Ma la posizione del paese racconta anche una storia di
viaggi e collegamenti: attraverso Irola passava infatti l'antica
Strada Lombarda, conosciuta
anche come Via del Volto Santo,
che dal Passo del Cirone scendeva verso la Val di Magra e proseguiva in
direzione di Lucca.
Un borgo tra la Val di Magra e
l'Appennino
Irola si trova sulla sinistra idrografica del Magra,
nel territorio compreso tra le valli dei torrenti
Monia e Bagnone.
Dal fondovalle il paesaggio cambia rapidamente.
Le aree agricole lasciano progressivamente spazio ai
boschi e soprattutto ai castagneti che per secoli hanno costituito una
delle principali risorse delle comunità montane.
La posizione di Irola, lungo i rilievi che precedono
l'Appennino, permetteva inoltre di controllare e utilizzare percorsi che
collegavano la Val di Magra ai passi montani.
Le origini di Irola
Stabilire una data precisa per la nascita del paese
non è semplice.
Le fonti locali collegano però il primo insediamento
all'alto Medioevo, quando
piccoli gruppi familiari dediti all'agricoltura e alla pastorizia si
stabilirono stabilmente su questi versanti.
Il nucleo originario sarebbe quello oggi conosciuto
come Irola di Sotto.
Qui si concentrano infatti le testimonianze
architettoniche considerate più antiche: la casa-torre, l'Oratorio della
Madonna delle Grazie e alcune abitazioni caratterizzate da imponenti
portali in arenaria.
Irola di Sotto
Irola di Sotto rappresenta quindi il cuore storico del
paese.
Il borgo conserva una struttura raccolta,
profondamente legata alla morfologia del terreno.
Le abitazioni tradizionali furono costruite
utilizzando soprattutto pietra locale, mentre l'arenaria venne impiegata
per portali, architravi, finestre e altri elementi architettonici.
Alcuni edifici mostrano dimensioni e strutture
particolarmente robuste, testimonianza di una società rurale nella quale
l'abitazione doveva rispondere contemporaneamente a esigenze familiari,
agricole e difensive.
La casa-torre
L'elemento più caratteristico di Irola di Sotto è la
casa-torre a pianta quadrangolare.
La struttura domina il piccolo nucleo abitato e
rappresenta una delle testimonianze più interessanti dell'architettura
storica locale.
La casa-torre non deve essere immaginata
necessariamente come un grande castello.
Si trattava piuttosto di un edificio robusto e
sviluppato verticalmente, capace di svolgere contemporaneamente diverse
funzioni.
Poteva essere abitazione, deposito e luogo nel quale
trovare maggiore protezione in caso di pericolo.
Una dimora fortificata
Il Museo Etnografico della Lunigiana descrive la
casa-torre di Irola come ricovero,
residenza abitativa ed estremo rifugio. per gruppi familiari
legati all'agricoltura e alla pastorizia.
Questa definizione aiuta a comprendere bene la
funzione dell'edificio.
Nelle campagne medievali la sicurezza non dipendeva
soltanto dai grandi castelli.
Anche le famiglie e le piccole comunità potevano
realizzare edifici particolarmente solidi, capaci di offrire una forma
di protezione.
La casa-torre di Irola costituisce quindi una preziosa
testimonianza di questa organizzazione del territorio.
I grandi portali in arenaria
Un altro elemento caratteristico di Irola di Sotto è
rappresentato dai portali in arenaria.
Alcune abitazioni conservano ingressi di notevoli
dimensioni, realizzati con grandi blocchi lavorati.
L'arenaria era uno dei materiali più importanti
dell'architettura lunigianese.
Relativamente facile da scolpire, permetteva agli
scalpellini di realizzare portali, finestre, cornici, stemmi e
iscrizioni.
La qualità di un portale poteva inoltre testimoniare
il prestigio della famiglia proprietaria dell'abitazione.
L'Oratorio della Madonna delle Grazie
A Irola di Sotto si trova anche l'antico
Oratorio della Madonna delle Grazie.
Le fonti locali collegano l'edificio alla medievale
“cappella de Urola”,
attestando quindi l'esistenza di un luogo di culto nel nucleo più antico
del paese.
L'oratorio rappresentava un punto fondamentale per una
comunità relativamente distante dai maggiori centri religiosi.
Qui gli abitanti potevano riunirsi per le celebrazioni
e affidare alla protezione della Madonna la propria famiglia, i raccolti
e gli animali.
La religiosità delle comunità montane
Nei piccoli borghi della Lunigiana la religione era
strettamente intrecciata alla vita quotidiana.
Le feste seguivano il calendario agricolo, mentre
cappelle, maestà e immagini sacre accompagnavano le strade percorse
dagli abitanti.
La devozione mariana era particolarmente diffusa.
Il titolo di Madonna
delle Grazie. richiama proprio l'idea di una protezione
richiesta nei momenti di difficoltà e di ringraziamento per un beneficio
ricevuto.
Irola di Sopra
Il secondo nucleo principale è
Irola di Sopra, sviluppatosi
in un'epoca successiva rispetto al borgo originario.
Qui si trova la chiesa parrocchiale dedicata a
San Geminiano vescovo.
La crescita di Irola di Sopra mostra come
l'insediamento non sia rimasto immutato nel corso dei secoli.
Con l'aumento della popolazione e il mutare delle
esigenze agricole e religiose, nuove abitazioni si svilupparono più in
alto lungo il versante.
La Chiesa di San Geminiano
La Chiesa di San
Geminiano. costituisce il principale edificio religioso di Irola
di Sopra.
Le fonti locali fanno risalire l'edificio al
XVI secolo.
La facciata presenta forme semplici ed è
caratterizzata da un portale sormontato da una nicchia contenente la
statua del santo.
Anche il campanile si inserisce in maniera particolare
all'interno del tessuto del paese, lungo la stretta via compresa tra
abitazioni di differenti altezze.
Questa disposizione contribuisce a creare l'immagine
raccolta tipica dei piccoli borghi montani della Lunigiana.
San Geminiano
La dedicazione a San
Geminiano, vescovo di Modena vissuto tra IV e V secolo, è
particolarmente interessante in un territorio storicamente collegato
attraverso l'Appennino all'area emiliana.
Il santo è infatti il patrono di Modena e il suo culto
ebbe una notevole diffusione nei territori legati culturalmente e
politicamente all'Emilia.
La sua presenza a Irola ricorda quindi anche la
posizione di frontiera e di collegamento propria della Lunigiana, terra
toscana ma storicamente aperta verso i territori padani.
Numbria
Accanto a Irola di Sopra e Irola di Sotto esiste il
piccolo nucleo di Numbria.
I tre insediamenti costituiscono insieme la frazione
di Irola.
La presenza di più nuclei separati è caratteristica di
molti territori montani.
Le famiglie tendevano infatti a costruire le
abitazioni in relazione alla disponibilità di terreni, sorgenti,
percorsi e aree coltivabili.
Il risultato era un paesaggio formato non da un unico
grande paese, ma da piccoli gruppi di case distribuiti lungo il
versante.
L'antica Strada Lombarda
Uno degli elementi storicamente più importanti di
Irola è il passaggio dell'antica Strada
Lombarda.
Si trattava di un itinerario che collegava la Val di
Magra con l'Appennino e i territori settentrionali.
Il nome stesso richiama i collegamenti con la
“Lombardia��, termine che nel Medioevo poteva indicare in senso ampio i
territori dell'Italia settentrionale.
La strada saliva verso il
Passo del Cirone, uno dei
valichi storici attraverso i quali era possibile superare l'Appennino.
La Via del Volto Santo
La Strada Lombarda era conosciuta anche come
Via del Volto Santo.
Il nome deriva dal celebre
Volto Santo di Lucca, il
grande crocifisso venerato nella cattedrale lucchese e meta di
pellegrinaggi fin dal Medioevo.
Viaggiatori e pellegrini provenienti dall'Italia
settentrionale potevano attraversare l'Appennino, entrare in Lunigiana e
proseguire verso Lucca.
Irola si trovava lungo uno di questi percorsi.
Il paese faceva quindi parte di una rete di
comunicazioni molto più ampia rispetto alle sue dimensioni.
Dal Passo del Cirone verso Lucca
Il Passo del Cirone.
rappresentava uno dei punti di attraversamento dell'Appennino tra la
Lunigiana e l'area parmense.
Superato il valico, la strada scendeva attraverso le
vallate lunigianesi.
Il percorso proseguiva poi verso sud, collegandosi
agli itinerari diretti a Lucca.
Non bisogna immaginare queste strade come moderne vie
perfettamente tracciate.
Erano sistemi di sentieri e mulattiere che potevano
avere varianti differenti in base alle condizioni del terreno, alle
stagioni e alla sicurezza politica.
Pellegrini, mercanti e viaggiatori
Il passaggio di una strada appenninica significava che
attraverso il territorio potevano transitare persone molto diverse.
Pellegrini diretti verso santuari e città sacre
condividevano i percorsi con mercanti, pastori, artigiani, soldati e
semplici viaggiatori.
Le comunità situate lungo questi itinerari non erano
quindi completamente isolate.
Anche un piccolo paese montano poteva entrare in
contatto con persone provenienti da territori lontani.
Questo continuo movimento contribuiva alla
circolazione non soltanto delle merci, ma anche di notizie, tradizioni e
forme di devozione.
Irola e il territorio di Malgrate
Per comprendere la storia politica di Irola bisogna
guardare anche al vicino Malgrate.
Per lungo tempo Irola appartenne infatti al territorio
feudale che aveva nel castello di Malgrate uno dei propri principali
centri.
La grande torre circolare di Malgrate dominava la
valle e costituiva un importante punto di controllo.
Irola, Mocrone, Filetto e altri piccoli nuclei erano
inseriti in questo sistema territoriale.
La vita delle comunità rurali era quindi strettamente
collegata alle vicende delle famiglie signorili che controllavano
castelli e feudi.
Dai Malaspina agli Ariberti
Malgrate e il territorio circostante furono per secoli
legati alla grande famiglia dei
Malaspina.
Le continue divisioni ereditarie della casata
produssero numerosi piccoli feudi autonomi.
In epoca moderna il feudo di Malgrate, comprendente
anche Irola, passò agli Ariberti,
famiglia che acquisì importanti territori nella zona.
Alla fine dell'età feudale Irola faceva quindi parte
di una realtà politica nella quale convivevano antiche strutture
signorili e comunità rurali dotate di proprie consuetudini.
La fine dei feudi
La situazione cambiò radicalmente alla fine del
Settecento.
L'arrivo delle truppe francesi e le riforme
napoleoniche determinarono la soppressione degli antichi feudi imperiali
della Lunigiana.
Scomparvero così le strutture politiche che per secoli
avevano frammentato il territorio tra Malaspina e altre famiglie
signorili.
Per comunità come Irola iniziò un lungo processo di
riorganizzazione amministrativa che avrebbe portato alla nascita dei
moderni comuni.
Irola e Villafranca
Nel corso dell'Ottocento il territorio attraversò
diverse trasformazioni politiche.
Una fonte archivistica particolarmente importante
documenta che con la disposizione dell'8
agosto 1854, la comunità di Villafranca comprendeva anche
Irola, insieme a Filetto,
Malgrate, Mocrone, Orturana e Virgoletta.
Con l'unificazione italiana e la legge comunale del
1865 si consolidò progressivamente l'assetto amministrativo moderno.
Irola divenne così definitivamente una frazione del
Comune di Villafranca in Lunigiana.
Una testimonianza del Cinquecento
Una curiosa testimonianza dimostra inoltre che il nome
di Irola era già ben conosciuto nel XVI secolo.
Un documento romano relativo all'immigrazione
successiva al Sacco di Roma registra nel
1548. un uomo chiamato
Nicolò, di professione
giardiniere, indicandolo esplicitamente come proveniente da Irola,
Villafranca in Lunigiana.
È un piccolo frammento di storia, ma molto
significativo.
Dimostra come anche gli abitanti dei piccoli paesi
lunigianesi potessero spostarsi a grande distanza alla ricerca di lavoro
e nuove opportunità.
Agricoltura e pastorizia
La vita tradizionale di Irola era fondata soprattutto
su agricoltura e pastorizia.
La morfologia del territorio rendeva difficile
praticare una grande agricoltura di pianura.
Le famiglie utilizzavano quindi piccoli appezzamenti
distribuiti lungo i versanti.
Orti, campi, prati e boschi formavano un sistema
economico integrato.
Gli animali fornivano latte, carne, lana e concime,
mentre i terreni coltivati garantivano cereali, ortaggi e altri prodotti
necessari alla famiglia.
La civiltà del castagno
Tra tutte le risorse del territorio, il
castagno. ebbe un'importanza
fondamentale.
Irola è ancora oggi circondata da folti boschi di
castagni.
Per secoli questi alberi furono una delle principali
garanzie alimentari delle comunità montane.
Le castagne venivano raccolte in autunno, consumate
fresche oppure essiccate e macinate.
Dalla macinazione si otteneva la farina di castagne,
utilizzata durante tutto l'inverno.
Non a caso il castagno è stato spesso definito il
“pane dei poveri”. o “albero
del pane” delle montagne.
Il bosco come risorsa
Il bosco non forniva soltanto castagne.
Da esso provenivano legna da ardere, materiale per
costruire, foglie per le stalle, funghi e altri prodotti spontanei.
Era inoltre utilizzato per il pascolo degli animali.
Ogni parte del territorio aveva quindi una funzione
precisa.
Il paesaggio montano che oggi appare prevalentemente
naturale è in realtà il risultato di secoli di lavoro e gestione da
parte delle comunità locali.
Le case rurali
Anche l'architettura di Irola riflette questa
economia.
Le abitazioni erano costruite pensando alle necessità
della famiglia contadina.
I livelli inferiori potevano ospitare stalle, cantine
e depositi.
I piani superiori erano invece destinati alla vita
domestica.
La vicinanza tra uomini, animali e prodotti agricoli
non era casuale: permetteva di utilizzare meglio lo spazio e di
affrontare con maggiore facilità i lunghi mesi invernali.
Un paesaggio di mulattiere
Prima della costruzione delle moderne strade, Irola
era collegata al fondovalle e ai paesi vicini attraverso una rete di
mulattiere.
Questi percorsi seguivano spesso i crinali o
attraversavano i boschi evitando le zone più instabili.
Venivano percorsi quotidianamente a piedi o con
animali da soma.
Alcuni appartenevano a itinerari locali, utilizzati
per raggiungere campi e castagneti; altri si inserivano invece nella più
ampia rete della Strada Lombarda e delle vie appenniniche.
Emigrazione e trasformazioni del
Novecento
Come molte comunità montane della Lunigiana, anche
Irola conobbe nel Novecento una progressiva diminuzione della
popolazione.
Le difficoltà della vita agricola e le nuove
opportunità offerte dalle città e dalle aree industriali spinsero molte
famiglie ad abbandonare i paesi montani.
L'emigrazione modificò profondamente il paesaggio.
Terreni un tempo coltivati vennero progressivamente
abbandonati e il bosco riconquistò molti versanti.
Il paesaggio di oggi
Oggi Irola conserva proprio nel paesaggio uno dei suoi
elementi più suggestivi.
Salendo da Mocrone verso il paese, ci si inoltra
progressivamente tra castagneti, boschi
e macchie di ginestra.
Dai punti più aperti lo sguardo raggiunge la valle del
Magra e i rilievi circostanti.
Il contrasto tra i piccoli nuclei di pietra e la
vegetazione restituisce l'immagine di una Lunigiana appartata e montana,
molto diversa dai centri sviluppatisi nel fondovalle.
Un borgo da scoprire
Irola è un piccolo paese, ma conserva diversi elementi
capaci di raccontare la storia della Lunigiana.
Irola di Sotto.,
con la casa-torre, l'Oratorio della Madonna delle Grazie e i grandi
portali in arenaria, conserva la memoria del nucleo più antico.
Irola di Sopra.,
con la Chiesa di San Geminiano, testimonia la successiva espansione
dell'abitato.
I boschi e i castagneti raccontano invece una civiltà
fondata per secoli sull'agricoltura e sulla pastorizia.
Ma è soprattutto il passaggio dell'antica
Strada Lombarda o Via del Volto Santo.
a inserire Irola in una storia più ampia: quella delle vie che
attraversavano l'Appennino mettendo in comunicazione la Pianura Padana,
la Lunigiana e Lucca.
Visitare Irola significa quindi scoprire un piccolo
borgo montano dove architettura in
pietra, antiche vie di pellegrinaggio e cultura del castagno.
conservano la memoria di una Lunigiana profondamente legata
all'Appennino. |