Lavaggiorosso, il borgo medievale sulle colline di
Levanto
A circa 275 metri di altitudine, sulle pendici della
vallata di Levanto, Lavaggiorosso è uno dei borghi storici più
caratteristici dell'entroterra levantese. Il piccolo abitato conserva
ancora oggi un impianto urbanistico di grande interesse, fatto di case
addossate le une alle altre, stretti vicoli, archi, passaggi voltati e
antichi elementi architettonici in pietra.
Lontano dalla dimensione balneare della Levanto più
conosciuta, Lavaggiorosso racconta un'altra anima della Riviera ligure:
quella dei piccoli insediamenti rurali e commerciali che per secoli
collegarono la costa con le vallate dell'interno.
Un borgo dalle origini medievali
Le origini di Lavaggiorosso sono molto antiche. Le
fonti del Comune di Levanto ricordano che, pur mancando documenti
anteriori al XIII secolo, le ricerche archeologiche hanno dimostrato
l'esistenza dell'insediamento già in quell'epoca.
Il borgo sorse in una posizione strategica, lungo
l'antica mulattiera che collegava Levanto con San Pietro Vara e Varese
Ligure. Questa strada permetteva di mettere in comunicazione la costa
con l'entroterra e contribuì allo sviluppo delle comunità collinari
della vallata.
La posizione non era casuale: Lavaggiorosso si trova
infatti su una dorsale abbastanza ripida, in una posizione naturalmente
protetta e al tempo stesso favorevole ai collegamenti attraverso le vie
di crinale e di mezza costa.
Il borgo che il tempo ha conservato
Uno degli aspetti più interessanti di Lavaggiorosso è
la straordinaria permanenza dell'impianto storico.
Già la pianta realizzata dal cartografo genovese
Matteo Vinzoni nel 1722 mostra un abitato dalle
dimensioni molto simili a quelle attuali. Questo significa che,
nonostante i cambiamenti avvenuti nei secoli, la struttura fondamentale
del borgo è rimasta sostanzialmente riconoscibile.
Le abitazioni sono costruite una accanto all'altra e
seguono l'andamento del terreno. Tra le case si aprono stretti carruggi
e passaggi coperti, mentre archi e volte collegano spesso gli edifici.
È proprio questa disposizione compatta a dare a
Lavaggiorosso quell'aspetto tipicamente ligure di borgo raccolto e quasi
verticale.
Il Comune segnala inoltre numerose testimonianze
architettoniche medievali e rinascimentali: portali del XIII-XIV secolo,
murature quattro-cinquecentesche, elementi in arenaria, ardesia e pietra
verde locale. Particolarmente interessante è un edificio dell'inizio del
XVI secolo che conserva portali più antichi, risalenti al XIV secolo.
La pietra verde e l'architettura ligure
Passeggiando per Lavaggiorosso si può osservare uno
degli aspetti più affascinanti dell'architettura tradizionale della
zona: l'utilizzo della pietra locale.
Portali, stipiti e murature testimoniano tecniche
costruttive che sfruttavano i materiali disponibili sul territorio. Il
Comune di Levanto cita in particolare elementi in pietra verde scura,
arenaria e ardesia, alcuni dei quali presentano lavorazioni di notevole
qualità.
Questi dettagli, spesso poco appariscenti a un
visitatore frettoloso, sono invece preziosi per comprendere l'età e
l'evoluzione delle abitazioni.
Lavaggiorosso è quindi quasi un piccolo museo
all'aperto dell'edilizia storica levantese.
San Sebastiano, il cuore religioso della comunità
Al margine occidentale dell'abitato si trova la chiesa
parrocchiale dedicata a San Sebastiano, patrono della
frazione.
L'esistenza di una chiesa a Lavaggiorosso viene
tradizionalmente fatta risalire al Medioevo, mentre la prima
documentazione certa della parrocchiale risale al 1584. La Diocesi della
Spezia-Sarzana-Brugnato ricorda inoltre che Lavaggiorosso divenne
parrocchia indipendente nel 1613.
Per quanto riguarda l'edificio attuale, le fonti non
sono perfettamente coincidenti sulla sua datazione: il Comune di Levanto
lo colloca agli inizi del Seicento, mentre la scheda della Diocesi
indica una costruzione al principio del XVIII secolo, probabilmente
realizzata sopra una chiesa precedente. È invece concorde la
documentazione sull'ampliamento settecentesco e sulla presenza della
data 1774 all'esterno dell'abside.
L'interno presenta caratteri barocchi, con un altare
maggiore e quattro altari laterali. Tra le opere ricordate dal Comune si
trova un crocifisso ligneo settecentesco di scuola genovese, insieme ad
alcune tele di interesse soprattutto devozionale.
La festa patronale di San Sebastiano viene celebrata
tradizionalmente nella terza domenica di giugno.
Don Emanuele Toso e la memoria della Resistenza
Una delle pagine più drammatiche della storia recente
di Lavaggiorosso è legata alla figura di don Emanuele Toso,
parroco della frazione durante la Seconda guerra mondiale.
Il 12 agosto 1944 il sacerdote venne fucilato sul
sagrato della chiesa di San Sebastiano dagli Alpini della Divisione
Monterosa, secondo la documentazione del Comune e della Diocesi. Il
Comune riferisce che don Toso si era rifiutato di collaborare
all'individuazione delle forze partigiane presenti nella zona.
Il piazzale davanti alla chiesa è oggi dedicato alla
sua memoria e ogni anno la comunità levantese ne ricorda la figura con
una cerimonia commemorativa.
La vicenda di don Toso è diventata parte della memoria
storica di Lavaggiorosso e dell'intero territorio levantese.
Una posizione strategica tra costa e Val di Vara
Prima dell'arrivo delle moderne strade carrabili,
muoversi nella Liguria interna significava soprattutto percorrere
mulattiere e sentieri.
Lavaggiorosso si trovava lungo uno degli itinerari che
dalla costa di Levanto conducevano verso San Pietro Vara e Varese
Ligure. La sua posizione permette quindi di leggere la storia del borgo
non soltanto come storia di una piccola comunità agricola, ma anche come
parte della più ampia rete di collegamenti tra il litorale e
l'entroterra.
I borghi della vallata non erano realtà isolate: erano
collegati tra loro da percorsi che permettevano il transito di persone,
merci e animali.
Questa antica rete viaria rappresenta ancora oggi uno
degli elementi più interessanti per chi ama scoprire l'entroterra delle
Cinque Terre e della Riviera di Levante.
Lavaggiorosso e la cultura del territorio
La vita tradizionale del borgo era strettamente legata
all'agricoltura e alle risorse della collina.
Come in molte comunità dell'entroterra levantese, il
paesaggio era modellato dal lavoro dell'uomo: terrazzamenti, oliveti,
vigneti, orti e piccoli appezzamenti contribuivano a creare quel
paesaggio rurale che ancora oggi caratterizza le colline sopra Levanto.
Olio, vino e prodotti della terra facevano parte
dell'economia tradizionale della vallata, insieme alle attività legate
agli scambi con il centro costiero.
Il borgo conserva quindi una testimonianza importante
di quella cultura materiale ligure fatta di
agricoltura, pietra, percorsi, case rurali e vita comunitaria.
Curiosità
Un borgo praticamente immutato da tre secoli
La planimetria di Matteo Vinzoni del 1722 mostra un
Lavaggiorosso già molto simile al borgo che possiamo vedere oggi. È uno
degli elementi che rendono particolarmente interessante una passeggiata
tra i suoi vicoli.
Portali molto più antichi delle case
Alcune abitazioni conservano elementi architettonici
riutilizzati nel corso dei secoli. Un edificio cinquecentesco, per
esempio, presenta portali riconducibili al XIV secolo. Questo dimostra
come nelle comunità liguri fosse frequente il recupero e il riutilizzo
di materiali provenienti da edifici precedenti.
Un borgo costruito seguendo la montagna
La forma di Lavaggiorosso non è il risultato di una
progettazione urbana moderna: le case seguono il pendio e le curve del
terreno. Da qui nasce la caratteristica struttura compatta e articolata
del paese.
Un nome che meriterebbe una ricerca specifica
L'origine del toponimo Lavaggiorosso
non è chiarita in modo sufficientemente documentato nelle fonti comunali
consultate. Per questo è preferibile non attribuirgli un'etimologia
precisa senza una documentazione linguistica o storica specifica.
Il paesaggio racconta la storia
A Lavaggiorosso il patrimonio storico non è costituito
soltanto dalla chiesa o dagli edifici antichi. Anche la disposizione
delle case, i vicoli, i muri in pietra e l'antica viabilità fanno parte
della storia del luogo.
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