Leccia - Castelnuovo Val di Cecina

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Leccia

Cartelli

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Vista dalla località

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Leccia

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In paese

La Pieve di San Bartolomeo

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La piazza principale

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Leccia

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La fontanella

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Leccia

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Informazioni storiche, culturali della località.

La Leccia

Comune di Castelnuovo di Val di Cecina – Provincia di Pisa – Toscana

Storia

La Leccia è un piccolo borgo di origine medievale nel Comune di Castelnuovo di Val di Cecina, in provincia di Pisa, immerso nel paesaggio delle Colline Metallifere. L'abitato sorge su uno sperone collinare nell'area compresa tra la valle del fiume Cornia e quella del Cecina, lungo la strada che collega Sasso Pisano con Larderello. Nonostante le dimensioni ridotte, La Leccia possiede una storia sorprendentemente ricca. Nel Medioevo fu un castello conteso tra importanti poteri feudali ed ecclesiastici, divenne poi una comunità autonoma e mantenne per secoli un forte legame politico con Volterra. Il territorio circostante conserva inoltre testimonianze molto più antiche del borgo stesso, legate alla presenza etrusca e romana e allo sfruttamento delle sorgenti termali naturali.

L'origine del nome

Il nome Leccia è tradizionalmente collegato alla vegetazione che circondava il castello. Le colline della zona erano infatti ricoperte da boschi di lecci e sughere, specie caratteristiche della vegetazione mediterranea. Il toponimo avrebbe quindi indicato originariamente un luogo particolarmente ricco di lecci. Ancora oggi il borgo è circondato da una vegetazione molto estesa, che costituisce uno degli elementi più caratteristici del paesaggio.

Prima del borgo medievale

La storia del territorio della Leccia precede di molti secoli la nascita del castello. L'intera zona di Castelnuovo Val di Cecina conserva infatti importanti testimonianze archeologiche di epoca etrusca e romana. Particolarmente significativo è il vicino complesso sacro-termale del Bagnone, situato lungo la strada tra Sasso Pisano e La Leccia. Gli scavi hanno portato alla luce un articolato complesso legato all'utilizzo delle acque termali e delle manifestazioni geotermiche naturali. Il sito fu frequentato almeno dal III secolo a.C. e continuò a essere utilizzato durante l'età romana, fino alla tarda età imperiale. La presenza di questo complesso dimostra che le risorse termali e geotermiche caratteristiche dell'area erano conosciute e sfruttate già nell'antichità.

Il Castello della Leccia

Il nucleo dell'attuale paese nacque nel Medioevo intorno a un castello fortificato. La prima testimonianza conosciuta della fortificazione risale al 1028. Nel corso dell'XI e XII secolo sul castello vantavano diritti diversi poteri del territorio. Tra questi figuravano i conti Cadolingi, il monastero benedettino di San Pietro in Palazzuolo presso Monteverdi e soprattutto i vescovi di Volterra. Questa sovrapposizione di diritti testimonia l'importanza assunta dal castello nel sistema politico e territoriale della Toscana medievale. La posizione elevata permetteva infatti di controllare la valle del Cornia e le vie di comunicazione che attraversavano questa parte delle Colline Metallifere.

La Leccia e Volterra

Durante il XII secolo i vescovi volterrani continuarono a rivendicare i propri diritti sul castello. La situazione cambiò progressivamente con l'espansione politica del Comune di Volterra, intenzionato a consolidare il proprio controllo sui castelli del contado. Nel 1204 gli uomini della Leccia si sottomisero al Comune di Volterra. Da quel momento il borgo entrò sempre più stabilmente nell'orbita politica volterrana. Il legame con Volterra avrebbe segnato profondamente i secoli successivi della storia locale.

La chiesa di San Bartolomeo Apostolo

All'interno del borgo sorge la chiesa di San Bartolomeo Apostolo, antica chiesa castellana della Leccia. L'edificio è documentato almeno dal 1275, quando compare come rettoria dipendente dalla pieve di Morba. All'inizio del XV secolo la chiesa disponeva già del fonte battesimale, segno della crescente importanza religiosa raggiunta dalla comunità. Nel corso dei secoli l'edificio ha subito numerosi interventi che ne hanno modificato l'aspetto originario. La chiesa conserva tuttavia importanti testimonianze della storia religiosa del paese, compresa una campana sulla quale è incisa la data 1333.

La conquista fiorentina del 1472

Un momento decisivo nella storia della Leccia arrivò nel 1472. In quell'anno Firenze attaccò Volterra durante il conflitto legato anche al controllo delle preziose risorse minerarie del territorio. La conquista e il saccheggio di Volterra segnarono la fine dell'autonomia politica della città e determinarono anche il destino dei castelli del suo contado. La Leccia venne così sottomessa alla Repubblica di Firenze. Da quel momento il borgo entrò nel sistema amministrativo dello Stato fiorentino insieme alle vicine comunità di Sasso, Serrazzano e Lustignano.

La Comunità della Leccia

La Leccia non era soltanto un castello, ma costituiva una vera e propria comunità amministrativa. Prima del 1472 La Leccia, Sasso, Serrazzano e Lustignano possedevano ciascuno un proprio ordinamento. Dopo la sottomissione a Firenze venne istituito un sistema amministrativo comune. La Leccia e Sasso ebbero inoltre uno statuto condiviso e fecero parte dello stesso ufficialato. L'ufficiale incaricato dell'amministrazione della giustizia civile risiedeva alternativamente nei diversi castelli. Per un periodo La Leccia fu quindi non soltanto un piccolo centro rurale, ma anche una sede amministrativa e giudiziaria per il territorio circostante.

Matteo da Leccia

Uno dei personaggi più importanti legati al borgo è il pittore Matteo di Pierantonio de' Gondi, conosciuto come Matteo da Leccia e, in America, come Mateo Pérez de Alesio. Nato nel territorio della Leccia nel XVI secolo, fu un artista dalla vita particolarmente avventurosa. Operò a Roma e successivamente si trasferì nel continente americano, lavorando soprattutto in Perù. La sua figura costituisce un collegamento davvero singolare tra questo minuscolo borgo delle Colline Metallifere e il mondo artistico dell'America coloniale. Alla sua attività è legata anche una delle opere più importanti conservate nel paese: la Madonna del Libro.

Il Santuario della Madonna del Libro

Poco fuori dal borgo si trova il suggestivo Santuario della Madonna del Libro, conosciuto anche come Madonna delle Grazie. La devozione locale viene tradizionalmente collegata agli avvenimenti del 1472. Secondo la tradizione, durante la guerra tra Firenze e Volterra gli abitanti della Leccia, spaventati dalle devastazioni che stavano interessando il territorio, invocarono la protezione della Vergine. La Madonna sarebbe apparsa a una donna del luogo promettendo protezione e pace. Da questo episodio sarebbe nata la particolare devozione mariana della comunità. L'attuale santuario fu costruito agli inizi del XVII secolo.

Un'insolita architettura

Il Santuario della Madonna del Libro presenta caratteristiche architettoniche particolari. L'edificio ha una pianta a T ed è preceduto e circondato in parte da un portico sostenuto da pilastri. La tradizione locale collega questa insolita soluzione architettonica proprio a Matteo da Leccia e alle esperienze maturate dall'artista durante il suo soggiorno in America meridionale. Per questo motivo nell'edificio sono stati riconosciuti richiami alle architetture religiose del mondo andino. È un elemento particolarmente curioso: in un piccolo borgo della Toscana si trova così un edificio religioso che conserva idealmente il ricordo dei viaggi di un artista nato alla Leccia e vissuto tra Europa e America.

La Madonna del Libro

Il santuario prende il nome da un dipinto attribuito a Matteo da Leccia. L'opera raffigura la Madonna con il Bambino, con Maria intenta nella lettura di un libro. Per secoli il dipinto costituì il centro della devozione religiosa locale. Nel 1958, per ragioni di conservazione e sicurezza, l'opera venne trasferita dal santuario alla chiesa di San Bartolomeo Apostolo, nel borgo. È quindi nella chiesa parrocchiale che oggi si conserva una delle testimonianze artistiche più significative della storia della Leccia.

La Fonte del Latte

Tra i luoghi più curiosi del territorio si trova la cosiddetta Fonte del Latte. Si tratta di una sorgente leggermente termale alla quale la tradizione popolare attribuiva particolari proprietà. Secondo un'antica credenza, le donne che avevano difficoltà ad allattare si recavano alla fonte e bevevano la sua acqua, invocando l'aiuto della Madonna affinché tornasse loro il latte. La fama della sorgente è documentata almeno dal Cinquecento. Con il tempo la devozione popolare legata alla fonte si intrecciò profondamente con il culto cristiano della Madonna. Nei pressi della sorgente esisteva infatti anche una piccola chiesa della Madonna del Latte, successivamente scomparsa. La Fonte del Latte costituisce un interessante esempio della continuità tra antiche credenze legate alle acque e devozione religiosa popolare.

Dalla Toscana medicea alle riforme di Pietro Leopoldo

Dopo la conquista fiorentina, La Leccia rimase per secoli inserita nell'organizzazione amministrativa del territorio volterrano. La sua autonomia terminò definitivamente nel 1776, durante le grandi riforme amministrative promosse dal granduca Pietro Leopoldo di Lorena. La Comunità della Leccia venne soppressa e il territorio fu aggregato alla nuova Comunità di Pomarance. Si concludeva così una lunga fase durante la quale La Leccia aveva mantenuto una propria identità amministrativa.

L'unione con Castelnuovo Val di Cecina

La situazione cambiò nuovamente dopo l'Unità d'Italia. Con il Regio Decreto del 19 giugno 1870, Leccia e Sasso furono staccate dal Comune di Pomarance e aggregate al Comune di Castelnuovo di Val di Cecina. Da allora La Leccia appartiene al territorio comunale di Castelnuovo. Parte dell'antica documentazione amministrativa relativa al borgo venne successivamente trasferita nell'archivio comunale di Castelnuovo, dove sono conservati documenti che testimoniano la lunga storia della comunità.

Olio, vite e vita rurale

Accanto alle vicende politiche e religiose, la storia della Leccia è stata per secoli soprattutto una storia di agricoltura. Rispetto alle zone più alte e montuose del Comune di Castelnuovo, il territorio intorno alla Leccia presenta condizioni particolarmente favorevoli alla coltivazione. L'olivo costituisce una delle colture tradizionali più caratteristiche e la produzione di olio continua a rappresentare un elemento importante dell'identità locale. Nel territorio sono presenti anche vigneti e terreni agricoli alternati a boschi di lecci, querce e altra vegetazione mediterranea. È proprio questa combinazione tra bosco e campagna coltivata a creare il caratteristico paesaggio della Leccia.

La Torraccia

Nel fondovalle del Cornia si trova inoltre una costruzione conosciuta come Torraccia. L'imponente struttura costituisce una delle testimonianze storiche del territorio circostante e viene indicata dal Comune tra gli elementi di interesse della zona. Insieme al castello, al santuario, alle sorgenti e alle testimonianze archeologiche, contribuisce a mostrare quanto fosse articolata la presenza umana nella valle del Cornia.

La Leccia oggi

Oggi La Leccia è un borgo piccolissimo, ma conserva ancora chiaramente la propria fisionomia medievale. Sono visibili resti delle antiche mura e di alcune strutture appartenenti al castello, mentre l'organizzazione compatta dell'abitato ricorda ancora la sua origine fortificata. Il silenzio, i boschi e il paesaggio rurale contribuiscono a creare un'atmosfera molto diversa da quella dei maggiori centri della zona. La Leccia rappresenta inoltre un ottimo punto per comprendere le molte anime del territorio di Castelnuovo Val di Cecina: quella medievale dei castelli, quella agricola dell'olivo e della vite, quella etrusco-romana delle antiche terme e quella geotermica che caratterizza l'intera area.

Cosa vedere

Il cuore della visita è il borgo medievale della Leccia, dove sono ancora riconoscibili resti della cinta muraria e delle strutture dell'antico castello. Nel paese merita una visita la chiesa di San Bartolomeo Apostolo, che conserva la Madonna del Libro attribuita a Matteo da Leccia e testimonianze provenienti dagli antichi luoghi di culto del territorio. Poco fuori dall'abitato si trova il Santuario della Madonna del Libro, particolarmente interessante per la sua insolita architettura e per il legame con la tradizione religiosa locale. La Fonte del Latte costituisce invece uno dei luoghi più curiosi, legato alle antiche credenze popolari sulle proprietà delle sue acque. Nei dintorni è infine di grande interesse il complesso sacro-termale etrusco-romano del Bagnone, testimonianza dello sfruttamento delle sorgenti e delle risorse geotermiche già nell'antichità. Da ricordare: La Leccia è un piccolo borgo medievale il cui castello è documentato almeno dal 1028. Nel 1204 gli abitanti si sottomisero al Comune di Volterra e nel 1472 il territorio passò sotto il controllo fiorentino. La comunità mantenne una propria autonomia fino alle riforme del 1776 e nel 1870 fu aggregata, insieme a Sasso, al Comune di Castelnuovo di Val di Cecina. Tra i simboli del paese spiccano la Madonna del Libro, il pittore Matteo da Leccia e la suggestiva Fonte del Latte.
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