Legnaro - Levanto

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Legnaro

Vista su Legnaro

Vista su Legnaro

Vista su Legnaro

Vista su Legnaro

Vista su Legnaro

Vista su Legnaro

Torre campanaria

Torre campanaria

Vista su Legnaro

Vista su Legnaro

Vista su Legnaro

Vista su Legnaro

Vista su Legnaro

Vista su Legnaro

Legnaro

Il borgo

Vista

Vista

Vista dalla strada

Vista dalla strada

In paese

Case

La Chiesa di San Pietro

S.Pietro

Il campanile

Passaggio

Casa vecchia

In paese

In paese

Passaggio

Case

In paese

Vista da Fontona

Legnaro

Il borgo

In paese

In paese

Vista dalla località

Vista dalla località

In paese

In paese

In paese

Case

La fontana

In paese

In paese

Vista dalla località

Vista

Chiesa di San Pietro

Chiesa di San Pietro

Chiesa di San Pietro

Colonne

Iscrizione

Chiesa di San Pietro

Vista

In paese

Case

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

La fontana

La fontana

In paese

Legnaro

Torre campanaria

Vista dalla località

Vista dalla località

Informazioni storiche, culturali della località.

Legnaro, l'antico borgo tra Levanto e la Val di Vara

A circa 185 metri sul livello del mare, sulle colline alle spalle di Levanto, si trova Legnaro, uno dei borghi storici più importanti dell'entroterra levantese. Il paese sorge lungo l'antica mulattiera che conduce verso Bardellone, sul crinale compreso tra le vallette di Gallona e Villanova. La sua posizione racconta già una parte importante della sua storia: Legnaro fu per secoli un punto di collegamento tra la costa e l'entroterra e, soprattutto, ebbe un ruolo particolare nei rapporti tra Levanto e la diocesi di Brugnato. Oggi il borgo conserva una struttura urbana molto riconoscibile e un patrimonio storico e religioso che testimonia l'importanza raggiunta dalla comunità nei secoli.

Un borgo antico sulla strada di Bardellone

Legnaro apparteneva in origine al Terziere di Levante di Levanto. Il paese si sviluppò lungo la mulattiera diretta a Bardellone, uno dei percorsi che mettevano in comunicazione il territorio costiero con le vallate dell'interno. Dal nucleo di Legnaro partivano inoltre antichi percorsi verso Bardellone, Casale, nel territorio di Pignone, e Gallona. Questa rete di mulattiere era fondamentale in un'epoca nella quale i collegamenti tra i borghi avvenivano prevalentemente a piedi o con animali da soma. Legnaro non era quindi un semplice paese agricolo isolato sulle colline: la sua posizione lo inseriva all'interno di una rete territoriale che collegava Levanto alla Val di Vara.

Un borgo formato da tre nuclei

Una delle caratteristiche più interessanti di Legnaro è la sua particolare struttura urbana. Il paese è formato da tre nuclei contigui: un nucleo centrale, più grande e organizzato secondo uno schema concentrico; un nucleo a valle, caratterizzato da una particolare forma a pentagono; un nucleo a monte, organizzato lungo tre assi viari dai quali partivano le antiche mulattiere. Questa struttura è il risultato della lunga evoluzione del paese e del rapporto tra abitato e viabilità. La posizione della torre campanaria della chiesa di San Pietro rende inoltre il borgo immediatamente riconoscibile anche osservandolo a distanza.

Legnaro e la diocesi di Brugnato

Uno degli aspetti più importanti della storia di Legnaro è il suo particolare rapporto con la diocesi di Brugnato. A partire dal XII secolo e fino alla prima metà dell'Ottocento, il territorio di Legnaro rappresentò un centro giurisdizionale della diocesi di Brugnato. Si trattava di una situazione particolare: il territorio della diocesi costituiva una sorta di cuneo della curia brugnatese proteso verso il mare all'interno della vallata di Levanto. Secondo la documentazione del Comune, Legnaro rappresentava per la diocesi il suo unico sbocco marittimo. Questa posizione spiega l'importanza storica del paese ben oltre le sue dimensioni: Legnaro era infatti un punto d'incontro tra il mondo della costa levantese e quello dell'entroterra legato a Brugnato.

Legnaro nei documenti medievali

L'antichità di Legnaro è testimoniata da documenti risalenti al Medioevo. Nel 1229, quando i signori Da Passano cedettero a Genova i loro diritti su Levanto, tra gli uomini della prima Università di Borgo e Valle di Levanto compare Accursus Ardizonus de Legnario. È una delle prime attestazioni documentarie del borgo. Un'altra testimonianza significativa risale al 1429: il notaio Nicolò de Legnario partecipò alla stesura delle aggiunte agli Statuti di Levanto. La presenza di un notaio originario di Legnaro tra gli autori o partecipanti alla redazione degli statuti dimostra come il borgo fosse inserito nella vita amministrativa e istituzionale della comunità levantese.

La crescita della popolazione

I documenti permettono anche di seguire l'evoluzione demografica di Legnaro. Nella prima metà del Cinquecento il paese contava circa 147 abitanti. Nel 1607 gli abitanti erano saliti a 225, mentre nel 1834 raggiunsero circa 330 persone. L'incremento è significativo perché testimonia la vitalità della comunità nel corso dell'età moderna. La planimetria realizzata nel 1722 da Matteo Vinzoni, celebre cartografo levantese al servizio della Repubblica di Genova, mostra inoltre che il nucleo abitato di Legnaro era già molto simile a quello arrivato fino ai giorni nostri. Anche in questo caso la cartografia storica permette quindi di confrontare il paese di tre secoli fa con quello attuale.

La chiesa di San Pietro

Il principale edificio religioso di Legnaro è la chiesa parrocchiale di San Pietro. La chiesa è documentata almeno dal 1235, dato che ne fa uno degli edifici religiosi più antichi della vallata di Levanto. Nel corso dei secoli l'edificio subì numerosi interventi. Un'importante trasformazione avvenne nel 1482, data ricordata da una lapide murata sulla facciata accanto al portale d'ingresso. Gli interventi successivi modificarono profondamente l'edificio originario, tanto che dell'architettura medievale della prima chiesa rimangono poche tracce. Nel Cinquecento il tempio venne ulteriormente trasformato e ampliato, mentre altri lavori interessarono la struttura nei secoli successivi. Il presbiterio venne ampliato nel Settecento.

Le opere d'arte di San Pietro

La chiesa conserva alcune opere di particolare interesse. Tra queste viene ricordata una Madonna delle Grazie, attribuita al cosiddetto Maestro di Legnaro, artista attivo nel XV secolo. La tavola è stata sottoposta a un intervento di restauro. Nella chiesa è inoltre conservata una tavola cinquecentesca raffigurante Sant'Antonio Abate, Santa Lucia e un Santo Vescovo. La presenza di queste opere testimonia il ruolo che anche le piccole comunità rurali potevano avere nella circolazione di opere d'arte e nella costruzione di un patrimonio devozionale di notevole qualità.

L'oratorio della Madonna delle Grazie

Accanto alla chiesa di San Pietro si trova l'oratorio della Madonna delle Grazie. L'edificio risale al XVI secolo e rappresenta un'altra testimonianza della tradizione religiosa della comunità. L'oratorio conserva una tela cinquecentesca dedicata alla Madonna delle Grazie. La sua vicinanza alla parrocchiale crea un piccolo complesso religioso che costituisce uno dei punti più interessanti del borgo storico.

Domenico Viviani, il botanico nato a Legnaro

La figura più celebre legata a Legnaro è senza dubbio Domenico Viviani, nato nel paese nel 1722. Viviani fu uno dei più importanti naturalisti e botanici liguri. Si dedicò soprattutto allo studio delle scienze naturali, fondò l'Orto botanico dell'Università di Genova e pubblicò numerose opere dedicate alla flora italiana e a quella di diverse regioni mediterranee. Si interessò anche alla flora della Corsica e della Libia. Ma la sua attività non si limitò alla botanica: Viviani si dedicò in modo particolare anche alla micologia, cioè allo studio dei funghi. Tra le sue opere più importanti figura I funghi d'Italia, nella quale realizzò ben 1.105 tavole raffiguranti le varietà di funghi allora conosciute. È una curiosità straordinaria per un piccolo borgo come Legnaro: un paese di poche centinaia di abitanti diede i natali a uno studioso che avrebbe contribuito allo sviluppo della botanica e della micologia italiana.

Una curiosità: il “Maestro di Legnaro”

Legnaro è legato anche alla storia dell'arte attraverso il nome convenzionale di Maestro di Legnaro, attribuito all'autore della quattrocentesca Madonna delle Grazie conservata nella chiesa di San Pietro. Il nome non significa necessariamente che l'artista fosse nato a Legnaro. Si tratta di una denominazione storico-artistica utilizzata per identificare un autore o una personalità artistica sulla base dell'opera associata al luogo. È un particolare interessante perché il nome del piccolo borgo è così entrato anche nella terminologia della storia dell'arte.

Il paesaggio intorno a Legnaro

Il borgo si trova in una zona caratterizzata dal tipico paesaggio collinare ligure. Le colline della vallata sono state modellate nei secoli dall'agricoltura, con terrazzamenti, uliveti, vigneti e muri a secco. Gli antichi percorsi che partono da Legnaro permettono ancora oggi di leggere il rapporto tra il borgo e il territorio. La mulattiera non era semplicemente una strada: era il collegamento quotidiano con gli altri paesi, con i campi, con i boschi e con le località dell'entroterra. Seguire oggi questi tracciati significa quindi ripercorrere una parte della storia quotidiana delle comunità collinari di Levanto.

Curiosità

Un borgo documentato dal Duecento

Uno dei primi abitanti di Legnaro conosciuti per nome è Accursus Ardizonus de Legnario, citato nel documento del 1229 relativo alla cessione dei diritti dei Da Passano a Genova.

Un notaio di Legnaro negli Statuti di Levanto

Nel 1429 il notaio Nicolò de Legnario partecipò alla redazione delle aggiunte agli Statuti di Levanto. È una delle testimonianze più interessanti dell'inserimento della comunità di Legnaro nella vita civile e amministrativa del territorio.

147, 225, 330

Tre numeri raccontano la crescita del paese: 147 abitanti nella prima metà del Cinquecento,
225 nel 1607,
330 nel 1834.
Una piccola comunità che attraversò l'età moderna mantenendo una presenza significativa nella vallata.

La data 1482

Se si osserva la facciata della chiesa di San Pietro si può trovare una lapide che ricorda i lavori del 1482. È una piccola traccia materiale che permette di collegare direttamente l'edificio attuale alla storia del borgo rinascimentale.

1.105 tavole sui funghi

Domenico Viviani dedicò una parte importante della sua attività allo studio dei funghi e nella sua opera I funghi d'Italia realizzò 1.105 tavole. È probabilmente una delle curiosità più singolari legate alla storia di Legnaro.

Un piccolo territorio della diocesi di Brugnato proiettato verso il mare

Per secoli Legnaro costituì una particolare presenza della diocesi di Brugnato nella vallata di Levanto. La sua posizione rappresentava infatti lo sbocco marittimo della giurisdizione brugnatese. Questo contribuisce a spiegare l'importanza storica del borgo, nonostante le sue dimensioni relativamente ridotte.

Informazioni storiche, culturali della località.

 
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