Lupinaia: storia,
cultura e tradizioni di un antico borgo della Garfagnana
Lupinaia
è una frazione del
Comune di
Fosciandora
, in provincia di Lucca, situata su un'altura che
domina la valle del Serchio, nel cuore della Garfagnana.
Il paese conserva ancora oggi l'aspetto raccolto degli
antichi borghi fortificati, con case addossate tra loro, vicoli, edifici
in pietra e resti delle mura che un tempo proteggevano l'abitato.
La sua posizione non fu casuale. Dall'alto del colle
era possibile controllare il fondovalle e mantenere un collegamento
visivo con le fortificazioni situate sull'altro versante.
Per secoli Lupinaia fu inoltre un paese di frontiera:
mentre gran parte della Garfagnana passò sotto il dominio degli Este,
Lupinaia rimase legata a
Lucca
.
Questa particolare situazione ha segnato profondamente
la storia del borgo.
Le antiche origini di Lupinaia
Lupinaia ha origini molto antiche.
Le prime testimonianze scritte relative al paese
risalgono addirittura all'
anno 754
,
durante il periodo longobardo.
Intorno all'anno Mille il territorio risulta legato
alla potente famiglia longobarda dei
Gherardinghi
, protagonista della storia medievale di numerose
località della Garfagnana.
La posizione strategica del paese, tuttavia, lo rese
anche luogo di scontri e contese.
Nel
1171 Lupinaia
venne messa a ferro e fuoco
durante le lotte tra Pisani e
Lucchesi per il controllo della Garfagnana.
Nei secoli successivi la storia del borgo rimase
strettamente legata a quella di Lucca.
Lupinaia, borgo lucchese sul confine
estense
Uno degli aspetti più interessanti della storia di
Lupinaia riguarda il periodo compreso tra il Quattrocento e l'Ottocento.
Quando una parte importante della Garfagnana entrò
sotto il controllo degli
Este
,
il territorio dell'attuale Comune di Fosciandora rimase diviso
politicamente.
Lupinaia, Riana e
Treppignana rimasero sotto il dominio di Lucca
,
mentre Ceserana, La Villa, Migliano e Fosciandora passarono nell'orbita
estense.
Si creò così una situazione molto particolare.
Lupinaia e la vicina
Ceserana
, separate da una distanza relativamente breve,
appartenevano a due Stati differenti.
Ceserana rappresentava un presidio degli Este, mentre
Lupinaia costituiva un avamposto lucchese.
Le fortificazioni dei due paesi testimoniano ancora
oggi questa lunga storia di confine.
L'attacco estense del 1583
La posizione di frontiera non rappresentava soltanto
una distinzione amministrativa.
In alcuni periodi le tensioni tra i due Stati si
trasformarono in veri scontri militari.
Uno degli episodi più drammatici avvenne nel
1583
, quando Lupinaia venne
attaccata dalle truppe estensi provenienti dal territorio modenese.
Il paese fu
saccheggiato e incendiato
.
L'episodio dimostrò quanto Lupinaia fosse vulnerabile
e, allo stesso tempo, strategicamente importante per la Repubblica di
Lucca.
Negli anni successivi i Lucchesi decisero quindi di
rafforzare considerevolmente le difese del borgo.
Le mura e la fortificazione di
Lupinaia
Nel
1614
venne costruita una torre di avvistamento, identificata con la struttura
che successivamente assunse la funzione di campanile.
Soltanto due anni dopo, nel
1616
, il Consiglio della
Repubblica di Lucca ordinò la costruzione di una vera e propria
cinta muraria intorno a Lupinaia
,
sostenendone le spese.
Il paese venne così protetto da alte mura, concepite
per trasformarlo in un presidio fortificato sul delicato confine con i
territori estensi.
Nel
1636
le
fortificazioni furono nuovamente restaurate e rafforzate.
Con il passare dei secoli gran parte della struttura
difensiva è scomparsa oppure è stata inglobata nelle abitazioni.
Sono però ancora visibili alcune porzioni delle
antiche mura e soprattutto la
Porta Sud
,
che permette di comprendere le dimensioni e l'importanza dell'antico
sistema difensivo.
Camminando per Lupinaia è quindi ancora possibile
riconoscere le tracce del periodo in cui il piccolo borgo rappresentava
una sentinella della Repubblica di Lucca sulla valle del Serchio.
La chiesa dei Santi Pietro e Paolo
Uno dei principali monumenti di Lupinaia è la
chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e
Paolo
.
L'Arcipretura di Lupinaia, che secondo la tradizione
sarebbe stata fondata nell'XI secolo, ebbe un'importanza religiosa
notevole nel territorio.
Fu infatti
chiesa
matrice di Riana e Treppignana
e aveva il diritto di nominare i
curati dei due paesi. Questi ultimi dovevano recarsi a Lupinaia durante
le celebrazioni del Sabato Santo per ricevere l'Olio Santo.
All'interno della chiesa sono conservate diverse opere
interessanti.
Tra queste si trova una
piletta in marmo per l'acqua santa
,
caratterizzata da un fusto con mascheroni alla base e da una tazza
baccellata. La sua datazione è stata oggetto di diverse interpretazioni:
una stima del 1914 la considerava risalente circa al Duecento, mentre
una successiva valutazione del 1937 la attribuì al XVI secolo.
Di particolare interesse è inoltre un
altare ligneo dedicato a Sant'Antonio
Abate
, datato
1549
.
Alla chiesa appartiene anche una
croce astile in lamina d'argento
,
lavorata a sbalzo e a bulino e attribuita al XV secolo.
La Madonna del Rosario e la Madonna
delle Grazie
La chiesa parrocchiale non è l'unico edificio
religioso legato alla storia di Lupinaia.
Nel paese si trova anche una chiesa dedicata alla
Madonna del Rosario
, costruita
nel
1630
.
Al suo interno è conservato un dipinto su tela del
XVII secolo, attribuito al pittore lucchese
Pietro Paolini
, raffigurante
San Rocco in adorazione.
Appena fuori dall'abitato si trova inoltre un piccolo
oratorio dedicato alla Madonna delle
Grazie
, costruito nel
1610
.
Questi edifici testimoniano la forte presenza della
religiosità nella vita quotidiana dell'antica comunità.
Lupinaia, il Borgo della Castagna
Accanto alla storia militare e religiosa esiste
un'altra caratteristica fondamentale dell'identità di Lupinaia: il
castagno
.
Il paese è conosciuto anche come
“Borgo della Castagna”
, grazie
alla presenza dei castagneti che circondano l'abitato e alla lunga
tradizione legata alla raccolta e alla lavorazione di questo frutto.
Per secoli il castagno rappresentò una delle
principali fonti di sostentamento delle famiglie della Garfagnana.
Non a caso veniva chiamato
“albero del pane”
.
Le castagne raccolte in autunno venivano portate nei
metati
, tradizionali edifici
in pietra utilizzati per l'essiccazione.
Il procedimento poteva durare circa quaranta giorni.
Una volta essiccate e pulite, le castagne venivano portate ai mulini per
essere trasformate in farina.
La farina di castagne rappresentava un alimento
fondamentale per le famiglie contadine e veniva utilizzata nella
preparazione di numerosi piatti della cucina tradizionale.
L'importanza di questa attività era notevole: nella
seconda metà dell'Ottocento risultavano attivi nel territorio comunale
almeno undici mulini ad acqua
.
Ancora oggi i castagneti costituiscono uno degli
elementi più caratteristici del paesaggio intorno a Lupinaia e la
cultura della castagna continua a essere valorizzata attraverso
iniziative e manifestazioni locali.
Il terremoto del 1920
Un'altra pagina importante della storia di Lupinaia è
legata al grande
terremoto della
Garfagnana del 1920
.
Il sisma provocò gravissimi danni in numerosi paesi
della valle e colpì duramente anche Lupinaia.
La chiesa dei Santi Pietro e Paolo venne
successivamente restaurata e il paese dovette affrontare una lunga opera
di ricostruzione.
Ancora oggi alcuni edifici conservano testimonianze
degli interventi effettuati dopo il terremoto, ricordando uno degli
eventi più traumatici della storia moderna della Garfagnana.
L'unione con Fosciandora
Per molti secoli Lupinaia ebbe una storia
amministrativa differente rispetto ad altre località dell'attuale
comune.
Proprio a causa dell'antico confine, Lupinaia, Riana e
Treppignana rimasero separate dai territori che erano appartenuti agli
Este.
La situazione cambiò definitivamente nell'Ottocento.
Nel
1846 Lupinaia,
Riana e Treppignana furono aggregate al Comune di Fosciandora
,
contribuendo alla formazione del territorio comunale nella sua
configurazione moderna.
Si concludeva così, dal punto di vista amministrativo,
una divisione territoriale che aveva caratterizzato questa parte della
Garfagnana per diversi secoli.
Lupinaia oggi
Oggi Lupinaia conserva numerose testimonianze della
propria lunga storia.
Passeggiando nel borgo si incontrano case in pietra,
vicoli, resti delle antiche mura e scorci sulla valle del Serchio.
La chiesa dei Santi Pietro e Paolo, la Porta Sud e ciò
che rimane delle fortificazioni raccontano il passato militare e
religioso del paese, mentre i castagneti che circondano l'abitato
ricordano l'antica economia delle famiglie della montagna.
Lupinaia è inoltre attraversata da percorsi
escursionistici che consentono di riscoprire gli antichi collegamenti
con Fosciandora e con gli altri paesi della zona.
Uno di questi è l'
Anello
di Fosciandora-Lupinaia
, itinerario storico che attraversa
anche i castagneti e permette di ripercorrere idealmente quello che un
tempo era il confine tra i possedimenti lucchesi e quelli estensi.
Visitare Lupinaia significa quindi entrare in uno dei
piccoli borghi che meglio raccontano la particolare storia di
Fosciandora.
Un paese antichissimo, documentato fin dall'VIII
secolo, diventato nei secoli
fortezza
lucchese, terra di confine e borgo della castagna
.
Una storia che ancora oggi si può leggere nelle pietre
delle sue case, nelle antiche mura e nei castagneti che circondano il
paese. |