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Storia-History-Geschichte-Histoire-Historia
Breve storia del Comune, borgo, località e frazioni di
Fosciandora. Provincia di Lucca. Regione Toscana. Italy Frazioni, borghi, località di Fosciandora sono: Ceserana, La Villa, Lupinaia, Migliano, Riana, Treppignana. (garfagnana )BREVE STORIA
Gli abitanti si chiamano Fosciandorini. Il toponimo
lo fanno risalire a "Fuscandola" probabilmente indicando il colore
fucsia delle pietre utilizzate per la costruzione delle case in epoca
remota. Inizialmente sotto il dominio del Papa venne poi dato in feudo a una
dei più potenti casati dei
Longobardi, nel
996. Probabilmente il primo nucleo abitativo risale al periodo Estense e
la sua storia è legata al borgo di Ceserana, un vasto Comune, ora
frazione,che comprendeva anche Fosciandora, ottenendo dalla contessa
Matilde di
Canossa privilegi e concessioni al pari di altri Comuni
Toscani più importanti di quell'epoca storica. Nelle guerre tra Lucca e
gli estensi, la Repubblica di Lucca estese il suo potere nella Valle del
Serchio dopo la sconfitta degli estensi nel XIII secolo grazie
all'imperatore
Federico II. Alla morte del lucchese
Castruccio
Castracani i pisani e i fiorentini cercarono di impossessarsi di
queste terre causando morti e distruzioni, ma con l'intervento di Carlo
IV si ristabilì il potere della Repubblica di Lucca nella Valle del
Serchio. Dopo un certo periodo di pace relativa e sotto le spinte
espansionistiche tra Lucca, Pisa e Firenze, la quasi totalità dei
signori garfagnini si posero sotto la protezione degli
estensi nella persona del Duca di Ferrara
Borso d'Este. La posizione politica di Fosciandora iniziò a cambiare
nel XVIII secolo dopo varie guerre tra Lucca e gli estensi, con
l'annessione della garfagnana
alla
Repubblica
Cisalpina e poi all'Unità d'Italia.
Si trova alla sinistra del fiume Serchio su una collina dal clima mite per tutto l'anno, al riparo
dell'Appennino Tosco-Emiliano. Circondata da boschi di castagni di cui i
frutti ne ricavano una farina dolce molto apprezzata. una visita
turistica in queste località non nuocerebbe alla salute, passeggiate nei
boschi in cerca di funghi nel periodo favorevole.
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Informazioni utili |
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Il Santo Patrono: |
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Municipio: Via Roma, 6
55020 Fosciandora (LU)
Tel. 0583.662040
Fax. 0583.662326
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Orario dei Bus / Meteo / Mappa |
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| Codice ISTAT | 046014 |
| Codice catasto: | D734 |
| Musei e Biblioteche | QUI |
| Cinema e Teatro | QUI |
| Superficie: | 19,82 Kmq |
| Altezza comune: s.l.m. | 495 m |
| Latitudine: | 44° 7' 2'' |
| Longitudine: | 10° 27' 41'' |
| Prefisso telefonico: | 0583 |
| C.A.P. | 55020 |
Fosciandora: storia, cultura, arte, tradizioni e curiositàUna terra di confine nel cuore della GarfagnanaFosciandora occupa una posizione particolare nella Garfagnana: si trova sulla sinistra del fiume Serchio, in un territorio collinare affacciato verso le montagne e caratterizzato dalla vicinanza tra Garfagnana e Lucchesia. La sua posizione geografica ha avuto un'importanza enorme nella storia locale, tanto che Fosciandora può essere definita, a pieno titolo, una terra di confine. Il territorio comunale, relativamente piccolo — circa 19,8 km² — presenta un paesaggio fatto di colline, boschi di castagno, corsi d'acqua e zone agricole. La particolare posizione, protetta dall'Appennino, ha inoltre favorito un clima relativamente mite, permettendo storicamente la coltivazione della vite e dell'olivo, colture meno comuni nelle zone più alte della Garfagnana. Questa combinazione di paesaggio, storia e posizione geografica ha contribuito a creare un'identità molto particolare, nella quale elementi della cultura garfagnina e lucchese si sono incontrati nel corso dei secoli. Una storia segnata dai confiniLa storia di Fosciandora è strettamente legata alla posizione strategica del territorio. Nel corso del Medioevo e dell'età moderna questa parte della valle del Serchio si trovò infatti al centro delle contese tra diverse potenze: Lucca, Firenze, gli Estensi e, più in generale, i poteri che si confrontavano per il controllo della Garfagnana. Il territorio non ebbe sempre gli stessi confini e non appartenne sempre alla medesima autorità. Alcuni centri rimasero legati alla Repubblica di Lucca, mentre altre parti passarono sotto l'influenza fiorentina e successivamente estense. Questa situazione contribuì a creare una realtà territoriale complessa, nella quale il confine politico poteva trovarsi a poca distanza da quello di un'altra comunità. Le testimonianze delle antiche fortificazioni, delle rocche e degli avamposti militari ricordano ancora oggi questa lunga storia di divisioni e contese. La Rocca di Ceserana e la memoria delle fortificazioniUno dei simboli più importanti della storia di Fosciandora è la Rocca di Ceserana.
Rocca di Ceserana
La
fortificazione sorge in posizione dominante e rappresenta una delle
testimonianze più significative del passato militare della zona. La
sua funzione era legata al controllo del territorio e delle vie di
comunicazione lungo la valle.
La rocca fu più
volte modificata e rafforzata nel corso dei secoli. Nel XVII secolo
venne restaurata con l'aggiunta di torrioni semicircolari, ancora
oggi riconoscibili. Al suo interno si trovano anche elementi della
struttura difensiva originaria, come il camminamento, le feritoie,
il pozzo e la cisterna per l'acqua.
Particolarmente
interessante è il rapporto tra la rocca e la
chiesa romanica di
Sant'Andrea, costruita nell'area dell'antico insediamento
fortificato.
Nel 1983 il
Comune di Fosciandora acquistò la fortificazione dagli eredi
dell'ultimo castellano, contribuendo al recupero e alla
conservazione di una delle testimonianze più importanti della storia
locale.
La Rocca non è
quindi soltanto un monumento: è il simbolo di una Fosciandora che
per secoli visse in una zona strategica, dove confini politici e
fortificazioni facevano parte della vita quotidiana.
La presenza di
strutture difensive non riguarda soltanto Ceserana.
Nel territorio
esistevano infatti diversi sistemi fortificati, costruiti per
proteggere gli abitati e controllare le vie di passaggio.
Nel capoluogo
storico di Fosciandora le fortificazioni furono costruite nel 1606 e
comprendevano cinque porte
e altrettante torri. Di queste strutture rimangono oggi
soltanto poche tracce, ma la loro presenza testimonia l'importanza
strategica che il centro aveva assunto.
È significativo
che un territorio oggi percepito soprattutto come rurale e
paesaggistico abbia avuto in passato una vera e propria funzione
militare.
La storia di
Fosciandora affonda le proprie radici nel Medioevo.
Secondo lo
storico Lorenzo Angelini, il territorio potrebbe essere ricordato
già in un documento dell'832,
insieme a Migliano. Si tratta di un'ipotesi storica che testimonia
comunque l'antichità degli insediamenti della zona.
Anche la
presenza di numerosi edifici religiosi di origine medievale o
successiva dimostra come il territorio fosse gi����� organizzato in
comunità stabili.
La storia di
Fosciandora va quindi cercata non soltanto negli avvenimenti
politici, ma anche nelle piccole comunità agricole, nelle
parrocchie, nelle fortificazioni e nelle strade che per secoli hanno
collegato la valle.
L'arte di
Fosciandora è fortemente legata alla tradizione religiosa.
Le chiese
storiche conservano testimonianze artistiche e architettoniche che
permettono di ricostruire l'evoluzione delle comunità locali.
Nel territorio
si trovano edifici religiosi di epoche diverse: dalle testimonianze
medievali fino alle costruzioni e agli ampliamenti realizzati tra
Seicento, Settecento e Ottocento.
Particolarmente
interessante è il patrimonio costituito da altari, dipinti, croci
processionali, arredi sacri e sculture, elementi che raccontano non
soltanto la devozione religiosa, ma anche il livello economico e
sociale raggiunto dalle comunità nel corso dei secoli.
La stessa storia
ecclesiastica di Fosciandora mostra quanto fossero importanti le
parrocchie nella vita delle popolazioni: esse non erano solamente
luoghi di culto, ma veri punti di riferimento per la vita sociale,
amministrativa e culturale.
Tra i luoghi
religiosi più significativi del territorio si trova il
Santuario di Maria
Santissima della Stella.
Santuario di Maria
SS. della Stella
La sua storia è
legata a un'antica devozione mariana.
Il primo
edificio religioso risaliva probabilmente al XII secolo, ma nel
corso del tempo cadde in rovina. Un episodio particolarmente
importante avvenne nel
1798, quando venne ritrovato un antico affresco
raffigurante la Madonna.
Il ritrovamento
riaccese la devozione popolare e portò alla decisione di costruire
un nuovo santuario, inaugurato e benedetto nel
1827.
Il santuario
rappresenta quindi un interessante esempio di come la memoria
religiosa possa sopravvivere anche alla scomparsa di un edificio e
rinascere attraverso il culto popolare.
La storia di
Fosciandora è anche la storia di una comunità contadina.
Per secoli gli
abitanti hanno vissuto grazie all'agricoltura, all'allevamento, alla
raccolta dei prodotti del bosco e alla coltivazione della terra.
I boschi di
castagno hanno avuto un ruolo fondamentale nell'economia
tradizionale. Il castagno forniva legname, frutti e farina e
rappresentava una risorsa indispensabile soprattutto nei periodi in
cui i raccolti dei cereali erano insufficienti.
Anche la
presenza della vite e dell'olivo è significativa. Il clima
relativamente mite del versante ha permesso lo sviluppo di queste
colture, creando una tradizione agricola diversa rispetto alle zone
più alte e fredde della Garfagnana.
La
castagna è uno
degli elementi più caratteristici della cultura alimentare e rurale
di Fosciandora.
Il castagneto
non era soltanto un bosco: era una vera risorsa economica e
alimentare.
La raccolta
delle castagne coinvolgeva tradizionalmente intere famiglie e
scandiva il calendario agricolo. I frutti potevano essere consumati
freschi, essiccati oppure trasformati in farina, diventando
ingrediente fondamentale di numerose preparazioni.
Ancora oggi la
tradizione viene celebrata attraverso manifestazioni dedicate alla
castagna, che rappresentano un'occasione per mantenere vivo il
legame fra gastronomia, memoria contadina e socialità. Il calendario
comunale comprende infatti una tradizionale
Festa della Castagna.
Una curiosità di
Fosciandora è proprio la presenza di vigneti e oliveti.
La Garfagnana è
generalmente associata soprattutto al castagno, ai boschi e alle
coltivazioni di montagna. A Fosciandora, invece, la particolare
esposizione e il clima hanno favorito anche colture tipicamente
associate a zone più miti.
Questo
contribuisce a rendere il paesaggio agricolo del territorio
particolarmente interessante.
La presenza
della vite è inoltre all'origine di iniziative enogastronomiche
locali, tra cui la tradizionale
Festa del Vino,
che testimonia la permanenza di questa cultura agricola.
La cultura di
Fosciandora non è fatta soltanto di monumenti.
Un patrimonio
altrettanto importante è rappresentato dalla
memoria orale,
dai racconti, dalle tradizioni contadine, dai soprannomi, dalle
feste e dalle storie tramandate di generazione in generazione.
Un esempio
curioso è costituito dalle storie popolari legate agli abitanti di
Ceserana, ai quali veniva attribuito il soprannome scherzoso di "ciciorani".
Una delle
storie raccontate fin dal Settecento narra, in maniera evidentemente
umoristica, di una comunità che avrebbe cercato di rendere salata
l'acqua di una fonte aggiungendovi grandi quantità di sale, con
l'idea di non dover più salare le pietanze durante la cottura.
Al di là della
veridicità dell'aneddoto, queste storie sono preziose perché
mostrano un aspetto tipico della cultura popolare: il modo in cui le
comunità costruiscono racconti, scherzi e stereotipi sui paesi
vicini.
Negli ultimi
anni Fosciandora ha valorizzato anche il proprio patrimonio storico
e paesaggistico attraverso una rete di sentieri
storico-culturali-naturalistici.
Il progetto
dei "Sentieri delle Tre Terre" nasce proprio dalla volontà di
collegare il paesaggio alla storia e alle tradizioni locali.
L'idea è
particolarmente interessante perché permette di leggere il
territorio direttamente attraverso il cammino: una strada, un
rudere, una chiesa, un bosco o un'antica fortificazione diventano
elementi di un unico racconto.
In questo
senso il paesaggio di Fosciandora può essere considerato un vero museo diffuso,
dove la storia non è racchiusa in un solo edificio ma distribuita
lungo il territorio.
I boschi che
circondano Fosciandora sono parte integrante della sua identità.
Il castagneto
ha rappresentato per secoli una sorta di "dispensa naturale" della
montagna: legname, frutti, funghi e altri prodotti del sottobosco
erano fondamentali per l'economia familiare.
L'autunno era
quindi un momento particolarmente importante nella vita delle
comunità.
La raccolta
delle castagne e dei funghi, la lavorazione dei prodotti agricoli e
la preparazione delle provviste per l'inverno facevano parte di un
calendario stagionale molto preciso.
Ancora oggi
questo rapporto con il bosco rimane uno degli elementi più
riconoscibili del paesaggio fosciandorino.
Una delle
curiosità storiche più interessanti riguarda proprio la
frammentazione politica
del territorio.Per secoli le
comunità che oggi fanno parte dello stesso Comune appartennero a
realtà politiche differenti.
La divisione
tra le zone legate a Lucca e quelle sottoposte agli Estensi non era
soltanto una questione amministrativa: significava avere leggi,
autorità e riferimenti politici diversi a poca distanza l'uno
dall'altro.
Il territorio
venne progressivamente riunificato nel XIX secolo e raggiunse
l'attuale configurazione amministrativa nel periodo successivo alle
trasformazioni politiche che accompagnarono l'Unità d'Italia.
Questa lunga
vicenda spiega perché Fosciandora possieda una storia tanto ricca
rispetto alle sue dimensioni.
Fosciandora
dimostra bene come la dimensione di un Comune non sia
necessariamente proporzionale alla ricchezza della sua storia.
In un
territorio relativamente piccolo si concentrano infatti
fortificazioni, chiese,
santuari, antiche vie, boschi, castagneti, coltivazioni, tradizioni
pastorali e memorie della cultura contadina.
La sua
caratteristica più originale è forse proprio quella di essere stata
per secoli una terra di passaggio e di confine.
Le tracce di
questa storia sono ancora leggibili nel paesaggio: le rocche
ricordano le guerre e le divisioni politiche, le chiese raccontano
la devozione delle comunità, i castagneti testimoniano l'antica
economia rurale e le feste popolari mantengono vivo il patrimonio
immateriale.
Per questo
Fosciandora può essere raccontata come un piccolo territorio
nel quale la storia della Garfagnana si concentra in forma
particolarmente intensa.
Cinque
porte e cinque torri: l'antico
sistema fortificato del capoluogo comprendeva cinque porte e cinque
torri, costruite nel 1606.
Un
comune dalla storia "divisa": per
secoli parti dell'attuale territorio furono legate a Lucca, Firenze
e agli Estensi.
La
Rocca acquistata dal Comune: nel 1983
la Rocca di Ceserana fu acquistata dal Comune dagli eredi
dell'ultimo castellano.
Una
fonte "salata": la tradizione
popolare dei "ciciorani" racconta in modo scherzoso il tentativo di
rendere salata l'acqua di una fonte per evitare di salare le
pietanze.
Vite e
olivi in Garfagnana: la particolare
posizione climatica ha favorito colture che normalmente si
incontrano meno frequentemente nelle zone montane della Garfagnana.
Un
santuario nato da un ritrovamento: il
Santuario della Madonna della Stella è legato al ritrovamento, nel
1798, di un antico affresco mariano.
Un
"museo" senza pareti: i sentieri del
territorio sono stati organizzati anche per raccontare
contemporaneamente storia, natura e cultura contadina
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