Lusuolo di Mulazzo:
storia, castello e antico borgo fortificato della Lunigiana
Lusuolo è uno dei
borghi storici più affascinanti del Comune di Mulazzo, in Lunigiana.
Arroccato su uno sperone che domina il fiume Magra, conserva un
imponente castello, un antico borgo fortificato e la Chiesa di San
Matteo. La sua posizione strategica fece di Lusuolo un importante punto
di controllo della valle e delle vie di comunicazione, tanto da essere
conteso per secoli tra Malaspina, Genova e Firenze. Oggi il Castello di
Lusuolo ospita il Museo dell'Emigrazione della Gente di Toscana.
La storia di Lusuolo è strettamente legata alla sua
posizione.
Chi osserva il borgo comprende immediatamente perché
questo piccolo paese abbia avuto, nei secoli passati, un'importanza
molto superiore alle sue dimensioni.
Da Lusuolo era infatti possibile controllare il
fondovalle, il fiume Magra e uno dei suoi antichi punti di
attraversamento.
Dove si trova Lusuolo
Lusuolo è una frazione del
Comune di Mulazzo, in
provincia di Massa-Carrara.
Il borgo sorge su un'altura rocciosa affacciata sulla
valle del Magra, in una posizione dominante e facilmente difendibile.
Ancora oggi il castello e il nucleo fortificato sono
ben riconoscibili osservando il paesaggio della valle.
In passato questa posizione permetteva di controllare
chi percorreva il fondovalle e chi attraversava il fiume.
Lusuolo era quindi un luogo strategico sia dal punto
di vista militare sia per il controllo delle comunicazioni.
Un borgo nato lungo una strada
Una delle caratteristiche più interessanti di Lusuolo
è la struttura dell'abitato.
Il borgo si sviluppa sostanzialmente lungo
un'unica strada principale che segue il
dorso del colle.
Nella parte più elevata si trova il castello.
Le abitazioni si dispongono lungo la via, mentre le
fortificazioni proteggevano gli accessi.
È una forma urbana che racconta chiaramente la
funzione originaria del paese.
Lusuolo non era semplicemente un gruppo di case: era
un vero borgo fortificato
organizzato attorno alla propria strada e alla fortezza.
Il Castello di Lusuolo
Il monumento simbolo del paese è il
Castello di Lusuolo.
La fortezza domina ancora oggi il paesaggio
circostante e rappresenta una delle testimonianze più importanti
dell'architettura fortificata della Lunigiana.
La sua posizione permetteva di sorvegliare la media
valle del Magra e soprattutto un antico punto di attraversamento del
fiume.
Il castello era quindi contemporaneamente residenza
signorile, struttura militare e punto di controllo territoriale.
L'antico guado del Magra
Prima della costruzione dei moderni ponti,
attraversare un grande fiume rappresentava un problema fondamentale per
viaggiatori, mercanti ed eserciti.
I guadi
erano quindi luoghi strategici.
Chi controllava un punto sicuro per attraversare il
Magra poteva sorvegliare una delle principali vie di comunicazione della
Lunigiana.
Il Castello di Lusuolo venne costruito proprio in una
posizione dalla quale era possibile controllare uno di questi
attraversamenti.
Questa caratteristica spiega gran parte della
travagliata storia della fortezza.
Lusuolo e le antiche vie di
comunicazione
La valle del Magra è stata per secoli un naturale
corridoio tra l'Italia settentrionale e la Toscana.
Viaggiatori, mercanti, pellegrini ed eserciti
attraversavano la Lunigiana seguendo percorsi che utilizzavano il
fondovalle e i valichi appenninici.
Nei pressi di Lusuolo esistevano anche strutture
destinate all'assistenza dei viaggiatori.
La storia del borgo deve quindi essere letta
all'interno di questo grande sistema di comunicazioni.
Controllare Lusuolo significava controllare un tratto
importante della valle.
La Via Francigena e i pellegrini
La zona era inoltre interessata dal grande sistema di
percorsi della Via Francigena,
utilizzata durante il Medioevo dai pellegrini diretti verso Roma.
Nei pressi del guado e della Chiesa di Santa Maria
Assunta esisteva un ospitale destinato ad accogliere pellegrini e
viaggiatori.
Questo elemento permette di immaginare una Lusuolo
molto diversa dall'attuale piccolo e tranquillo borgo.
Nel Medioevo il territorio doveva vedere il passaggio
di persone provenienti da regioni e paesi lontani.
I Malaspina
La storia di Lusuolo è profondamente legata alla
famiglia dei Malaspina.
Discendenti degli Obertenghi, i Malaspina dominarono
per secoli una vasta parte della Lunigiana.
Le continue divisioni ereditarie portarono alla
nascita di numerosi piccoli feudi e marchesati.
Lusuolo apparteneva inizialmente ai possedimenti di
Corrado Malaspina detto l'Antico,
appartenente al ramo dello Spino Secco.
Successivamente il castello divenne sede di un proprio
ramo marchionale.
Azzone Malaspina e il feudo di
Lusuolo
Nel corso del Trecento Lusuolo assunse maggiore
autonomia sotto Azzone Malaspina.
Il castello divenne residenza marchionale e centro
politico del territorio.
È a questa fase che vengono ricondotte alcune delle
strutture più antiche ancora riconoscibili nella fortificazione.
Come accadde spesso in Lunigiana, tuttavia, le
divisioni familiari indebolirono progressivamente il piccolo feudo.
La mancanza di eredi e le continue contese tra i
diversi rami dei Malaspina contribuirono a rendere Lusuolo vulnerabile
alle ambizioni delle potenze vicine.
Una terra contesa
Tra Medioevo e Rinascimento la Lunigiana era una terra
politicamente frammentata.
Genova, Firenze e Milano cercavano di estendere la
propria influenza sui piccoli feudi locali.
Lusuolo era particolarmente appetibile proprio per la
sua posizione sul Magra.
Il castello si trovò così coinvolto in guerre, assedi
e passaggi di potere.
La storia della fortezza racconta perfettamente la
condizione della Lunigiana: una terra di confine posta tra grandi
potenze e piccoli domini feudali.
L'attacco dei Campofregoso
Uno degli episodi più drammatici avvenne nel
XV secolo.
Nel 1449, durante l'espansione genovese in Lunigiana,
il castello venne attaccato dalle forze legate alla famiglia
Campofregoso, potente casato
genovese.
Dopo un lungo assedio la fortezza venne conquistata e
gravemente danneggiata.
Per Lusuolo fu un momento decisivo.
Il castello che aveva protetto il borgo per secoli
dimostrava di non essere più invulnerabile davanti alle nuove forme
della guerra e alle ambizioni degli stati regionali.
Il ritorno dei Malaspina
Nel 1467 i
Malaspina riuscirono a riprendere il castello.
L'operazione avvenne con l'aiuto del marchese di
Fosdinovo e del duca di Milano Galeazzo
Maria Sforza.
Ma Lusuolo era ormai entrato definitivamente nel gioco
politico delle grandi potenze.
Il piccolo marchesato continuò a essere coinvolto in
dispute familiari e nelle pressioni esercitate soprattutto da Firenze e
Milano.
Il Cinquecento avrebbe portato a un cambiamento ancora
più radicale.
Ercole Malaspina e Firenze
Nella seconda metà del XVI secolo il marchese
Ercole Malaspina dovette
affrontare anche le tensioni interne al proprio dominio.
In seguito alle rivolte dei sudditi e alla difficile
situazione politica, cercò la protezione del granduca di Toscana.
Nel 1575
Ercole cedette la signoria a Francesco
I de' Medici.
Con questo atto terminò sostanzialmente il dominio
malaspiniano su Lusuolo.
Il borgo entrò nell'orbita dello Stato fiorentino.
Da castello medievale a fortezza
moderna
Il passaggio sotto Firenze trasformò profondamente il
castello.
Tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento la
struttura venne ampliata e adattata alle nuove esigenze militari.
Le armi da fuoco e l'artiglieria avevano infatti
modificato completamente il modo di costruire le fortificazioni.
Il vecchio castello medievale non era più sufficiente.
Lusuolo venne quindi trasformato in una
fortezza moderna, capace di
controllare militarmente la valle e resistere alle nuove tecniche
d'assedio.
Il castello che vediamo oggi
Il complesso conserva ancora numerosi elementi che
permettono di comprendere la vita all'interno della fortezza.
Un grande cortile costituisce il cuore del castello.
Sono presenti ambienti residenziali, grandi camini,
spazi destinati alle attività quotidiane e strutture connesse alla
funzione militare.
Tra gli ambienti recuperati si possono riconoscere la
cucina con il grande camino e il forno, le scuderie, la cappella dei
soldati, gli alloggi destinati ai bombardieri e gli spazi del piano
nobile.
Il castello era quindi una piccola cittadella nella
quale convivevano soldati, servitori e signori.
Le mura e il borgo fortificato
Il castello non deve essere osservato separatamente
dal paese.
Lusuolo era infatti un vero
sistema fortificato.
Le mura proteggevano il borgo e gli accessi erano
controllati.
La strada principale attraversava l'abitato fino alla
zona dominata dalla fortezza.
Ancora oggi questa struttura urbana è uno degli
elementi più affascinanti di Lusuolo.
Passeggiare nel borgo permette di comprendere come le
abitazioni e il castello facessero parte di un unico organismo
difensivo.
La Chiesa di San Matteo Apostolo
Accanto alla storia militare esiste naturalmente
quella religiosa.
La chiesa parrocchiale del borgo è dedicata a
San Matteo Apostolo.
Le origini della presenza religiosa a Lusuolo sono
molto antiche.
Una cappella del paese compare infatti in un documento
del 14 dicembre 1187, una
bolla di papa Gregorio VIII.
La cappella dipendeva dal Capitolo della Cattedrale di
Luni e apparteneva al territorio religioso della Pieve di Vico,
l'attuale area di Castevoli.
Si tratta di una testimonianza importante perché
dimostra l'esistenza di un luogo di culto a Lusuolo già nel XII secolo.
La chiesa attuale
La chiesa che osserviamo oggi non corrisponde però
integralmente all'edificio medievale.
L'attuale Chiesa di
San Matteo venne costruita nella seconda metà del Cinquecento.
Documenti del 1584 attestano ancora l'esistenza della
precedente chiesa, anche se non è conosciuta con certezza la sua esatta
posizione.
La parrocchia venne istituita attorno alla metà del
XVI secolo e rimase per un periodo unita a quella di Canossa, fino al
1612.
Anche la storia religiosa dimostra quindi gli stretti
rapporti esistenti tra i diversi piccoli centri del territorio di
Mulazzo.
La perdita dell'importanza militare
Per secoli la forza di Lusuolo era stata la sua
posizione strategica.
Ma proprio i cambiamenti politici finirono per
renderla meno importante.
Quando Pontremoli
entrò stabilmente nel Granducato di Toscana nel XVII secolo,
Firenze non ebbe più la stessa necessità di mantenere una grande
fortezza militare a Lusuolo.
La struttura iniziò così a perdere progressivamente la
propria funzione difensiva.
Cominciò una lunga fase di smilitarizzazione e
parziale abbandono.
Dal declino al recupero
Nei secoli successivi il castello attraversò diverse
vicende.
Nel Novecento appartenne alla
famiglia Porrini.
Il terremoto che colpì duramente la Lunigiana nel
1920 provocò danni anche alla
struttura.
Successivamente il castello passò allo Stato.
Soltanto attraverso importanti lavori di recupero e
restauro è stato possibile restituire alla fortezza una parte
significativa del suo antico aspetto.
Oggi Lusuolo rappresenta uno dei più interessanti
esempi di recupero del patrimonio fortificato della Lunigiana.
Il Museo dell'Emigrazione della Gente
di Toscana
Dal 2004 il
Castello di Lusuolo ospita il Museo
dell'Emigrazione della Gente di Toscana.
La scelta del luogo è particolarmente significativa.
La Lunigiana è infatti una delle terre toscane che
hanno conosciuto maggiormente il fenomeno dell'emigrazione.
Tra Ottocento e Novecento migliaia di persone
lasciarono i propri paesi alla ricerca di lavoro e di migliori
condizioni di vita.
Il museo raccoglie e conserva questa memoria.
Le storie degli emigranti
Il percorso museale utilizza
fotografie
, lettere, documenti,
passaporti, oggetti e testimonianze per raccontare le vicende
dei toscani partiti verso altre regioni e soprattutto verso l'estero.
Il museo non racconta soltanto il viaggio.
Racconta la separazione dalle famiglie, le difficoltà
incontrate nei nuovi paesi e la costruzione di una nuova vita lontano
dalla terra d'origine.
È una storia collettiva nella quale molte famiglie
della Lunigiana possono riconoscere una parte del proprio passato.
I librai di Montereggio
Tra le vicende ricordate nel percorso museale troviamo
anche quella dei librai di Montereggio.
Partendo dalle montagne del territorio di Mulazzo,
intere famiglie si dedicarono alla vendita ambulante dei libri.
Alcuni raggiunsero città lontane e perfino altri
continenti.
Da questa particolare tradizione culturale nacque
anche il legame della Lunigiana con il
Premio Bancarella.
Il museo di Lusuolo permette quindi di collegare
idealmente due importanti aspetti della storia mulazzese: i castelli dei
Malaspina e le partenze degli emigranti.
La vita quotidiana nel borgo
Naturalmente la storia di Lusuolo non è soltanto
quella dei marchesi e delle guerre.
Per secoli all'interno e attorno al borgo vivevano
famiglie di agricoltori, artigiani e lavoratori.
La posizione lungo le vie di comunicazione favoriva
inoltre il passaggio di mercanti e viaggiatori.
Campi, orti, vigneti e boschi contribuivano
all'economia locale.
Come nel resto della Lunigiana, anche il castagno
rappresentava una risorsa preziosa per l'alimentazione delle famiglie.
Un balcone sulla valle del Magra
Uno degli aspetti più spettacolari di Lusuolo è ancora
oggi il panorama.
Dalla zona del castello lo sguardo domina il
fondovalle del Magra e
raggiunge i rilievi circostanti.
Quello che oggi rappresenta un magnifico punto
panoramico aveva in passato soprattutto una funzione militare.
Da questa posizione era possibile controllare
movimenti, strade e attraversamenti del fiume.
Il panorama permette quindi di comprendere
direttamente la ragione per la quale il castello venne costruito proprio
qui.
Lusuolo oggi
Oggi Lusuolo conserva un patrimonio storico
eccezionale rispetto alle dimensioni del paese.
Il borgo fortificato,
il Castello, la
Chiesa di San Matteo e il
Museo dell'Emigrazione
permettono di attraversare quasi mille anni di storia.
Pochi luoghi del Comune di Mulazzo consentono di
leggere in maniera altrettanto evidente le diverse fasi della storia
della Lunigiana.
Il Medioevo dei Malaspina, le guerre tra Genova e
Firenze, la trasformazione delle fortificazioni, la religiosità delle
comunità rurali e infine l'emigrazione moderna convivono nello stesso
piccolo borgo.
Un luogo da visitare lentamente
Lusuolo merita di essere scoperto a piedi.
Entrando nel borgo e percorrendo la sua strada
principale si può osservare la particolare struttura dell'abitato e
raggiungere il castello.
La visita alla fortezza permette poi di affacciarsi
sulla valle del Magra e comprendere immediatamente la sua importanza
strategica.
All'interno, il Museo dell'Emigrazione aggiunge un
capitolo completamente diverso alla visita.
Dalle battaglie dei marchesi si passa alle valigie
degli emigranti.
Sono due storie lontane nel tempo ma entrambe
profondamente legate alla posizione della Lunigiana come terra di
passaggio, partenze e incontri.
Lusuolo, sentinella della Lunigiana
Per secoli Lusuolo è stato una vera
sentinella sulla valle del Magra.
Il suo castello controllava il fiume, il guado e le
strade.
I Malaspina ne fecero una residenza e una fortezza.
Genova cercò di conquistarla.
Firenze la trasformò in un presidio militare moderno.
Quando le frontiere cambiarono, il castello perse la
propria funzione e iniziò lentamente il suo declino.
Oggi quelle stesse mura hanno una funzione
completamente diversa.
Non difendono più un confine, ma custodiscono la
memoria.
La memoria dei Malaspina e delle lotte che
attraversarono la Lunigiana, ma anche quella di migliaia di toscani
costretti a lasciare la propria terra.
È questo incontro tra
castello, borgo, paesaggio e memoria dell'emigrazione a rendere
Lusuolo uno dei luoghi più interessanti da conoscere nel territorio di
Mulazzo.
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