Madonna del Monte a
Mulazzo: storia, santuario e antichi pellegrinaggi della Lunigiana
Il Santuario della
Madonna del Monte è uno dei luoghi religiosi più suggestivi del Comune
di Mulazzo e della Lunigiana. Sorge sulla montagna sopra Crocetta, tra
Pozzo e Montereggio, in una posizione panoramica vicina agli antichi
percorsi che collegavano la valle del Magra con la Liguria. La sua
storia attraversa molti secoli: monastero benedettino, ospitale per
viandanti e pellegrini, priorato dipendente dall'Abbazia di Borzone e
infine santuario mariano profondamente legato alla devozione popolare.
Immerso nei boschi e nel silenzio della montagna, il
Santuario della Madonna del Monte è uno di quei luoghi nei quali storia,
fede e paesaggio sembrano diventare una cosa sola.
Per secoli uomini e donne sono saliti fin quassù
percorrendo mulattiere provenienti dai paesi vicini.
Alcuni erano pellegrini.
Altri erano viandanti diretti verso i valichi
appenninici.
Altri ancora erano semplicemente abitanti di Pozzo,
Montereggio, Crocetta e degli altri piccoli centri della zona che
raggiungevano il santuario per pregare la Madonna.
Dove si trova la Madonna del Monte
Il Santuario della Madonna del Monte si trova nel
Comune di Mulazzo, sulla
montagna sopra la località di Crocetta e tra gli abitati di Pozzo e
Montereggio.
Le fonti indicano una quota prossima ai
900-1000 metri sul livello del mare.
La posizione è particolarmente suggestiva.
Il santuario sorge infatti in mezzo alla natura,
circondato dai boschi e in prossimità dei percorsi che conducono verso
il Passo dei Casoni, naturale
collegamento tra Lunigiana e Liguria.
Non si tratta quindi di un luogo scelto casualmente.
La montagna sulla quale sorge il santuario apparteneva
a un antico sistema di vie che metteva in comunicazione territori oggi
divisi tra Toscana e Liguria.
Un luogo di passaggio tra Lunigiana e
Liguria
Per comprendere la storia della Madonna del Monte
bisogna immaginare un territorio senza le moderne strade.
Gli spostamenti avvenivano a piedi oppure con animali
da soma.
Sentieri e mulattiere attraversavano i boschi e
raggiungevano i valichi dell'Appennino.
Il vicino Passo dei
Casoni rappresentava uno dei punti di collegamento tra la
Lunigiana e il versante ligure.
In questo contesto un monastero dotato di un luogo di
accoglienza assumeva una funzione fondamentale.
Non offriva soltanto assistenza spirituale.
Poteva rappresentare anche un punto di riparo e
ospitalità per chi affrontava lunghi viaggi attraverso la montagna.
Le origini del santuario
Le origini precise della Madonna del Monte sono molto
antiche e non completamente chiarite.
La tradizione storica locale collega il complesso alla
presenza dei monaci benedettini
e all'Abbazia di Borzone, nell'attuale territorio di Borzonasca, in
Liguria.
Il primo documento conosciuto relativo alla
Chiesa di Santa Maria del Monte
risale al 22 novembre 1287.
In quell'anno Rambaldo, abate di Borzone, nominò un
proprio procuratore affinché difendesse i diritti della chiesa.
Si tratta di una testimonianza particolarmente
importante perché dimostra con certezza l'esistenza del luogo religioso
nel XIII secolo.
La sua origine potrebbe però essere ancora precedente.
Santa Maria del Monte nei documenti
medievali
Alla fine del Duecento il luogo compare nuovamente nei
documenti ecclesiastici.
Nella Collecta pro subsidio Regni Siciliae
del 1297, conservata
nell'Archivio Vaticano, viene ricordato come monastero di Santa Maria di
Mulazzo.
Nel 1299
compare invece una denominazione ancora più significativa, riferibile al
Monastero del Monte di Santa Maria di
Mulazzo.
Questi documenti dimostrano che già nel XIII secolo il
complesso aveva una precisa identità religiosa.
Non era quindi semplicemente una piccola cappella
isolata nel bosco.
La misteriosa data del 1302
All'interno del santuario è presente un'altra
testimonianza molto interessante.
Sul retro dell'altare compare infatti la data
1302.
Il significato preciso dell'iscrizione non è certo.
Secondo la ricostruzione storica del santuario,
potrebbe indicare non l'anno della costruzione dell'edificio originario,
ma il momento nel quale la primitiva cappella venne ufficialmente
destinata al culto.
In ogni caso, la data conferma l'antichità del luogo.
Quando pensiamo alla Madonna del Monte dobbiamo quindi
immaginare una storia religiosa lunga almeno sette secoli e
probabilmente ancora più antica.
I monaci benedettini
Per molti secoli la storia del santuario fu legata ai
Benedettini dell'Abbazia di Borzone.
L'Abbazia di Borzone, situata nell'entroterra ligure,
possedeva dipendenze e beni anche sul versante lunigianese.
La presenza di questi monaci dimostra ancora una volta
quanto fossero stretti i rapporti tra Lunigiana e Liguria.
I confini amministrativi contemporanei non devono
infatti ingannare.
Per secoli persone, merci e istituzioni religiose
attraversarono continuamente l'Appennino.
La Madonna del Monte si trovava proprio lungo questo
mondo di collegamenti.
Il priorato della Madonna del Monte
Nel 1371
compare nei documenti il titolo di
priorato dipendente dall'Abbazia di Borzone.
Il santuario non era quindi soltanto un luogo di culto
frequentato dagli abitanti della zona.
Possedeva una vera organizzazione religiosa.
Ancora nel Quattrocento risulta collegato ai monaci
benedettini.
Una traccia di questa antica presenza monastica
sarebbe conservata anche nell'edificio vicino alla chiesa, dove
un'insegna scolpita nell'architrave è stata interpretata come
testimonianza della funzione abbaziale del complesso.
L'ospitalità ai pellegrini
Uno degli aspetti più affascinanti della Madonna del
Monte è il suo antico ruolo di
ospitalità.
Accanto alla chiesa sorse infatti una struttura
destinata ad accogliere pellegrini e viandanti.
Secondo la ricostruzione storica del santuario,
attorno alla metà del Trecento era già in costruzione un edificio
destinato a ospitare persone provenienti anche da paesi lontani.
Bisogna immaginare cosa significasse viaggiare in
quell'epoca.
Le distanze venivano percorse a piedi.
Attraversare l'Appennino poteva richiedere giorni.
Maltempo, neve e oscurità rendevano il viaggio
particolarmente difficile.
Trovare un luogo religioso capace di offrire riparo
sulla montagna poteva essere fondamentale.
Un antico ospitale sulla montagna
La funzione di ospitale rende la Madonna del Monte
qualcosa di più di un semplice santuario.
Era anche un luogo di incontro.
Tra queste mura potevano fermarsi religiosi,
pellegrini, mercanti e semplici viaggiatori.
Persone provenienti dalla Lunigiana potevano
incontrare uomini e donne arrivati dalla Liguria o diretti verso altri
territori.
Il santuario partecipava così a quella cultura
dell'ospitalità che caratterizzava le grandi vie medievali.
Fede e viaggio erano strettamente legati.
Il rapporto con la Via Francigena
La Lunigiana era attraversata dal grande sistema
viario della Via Francigena,
percorso per secoli da pellegrini diretti verso Roma.
La Madonna del Monte non deve essere immaginata come
una tappa del principale tracciato di fondovalle della Francigena, ma
apparteneva a una rete di percorsi secondari e collegamenti montani che
mettevano in comunicazione la valle del Magra con la Liguria e i valichi
appenninici.
Questa posizione aiuta a comprendere la presenza
dell'ospitale e l'importanza religiosa raggiunta dal luogo.
Il Santuario e i Malaspina
Anche i Malaspina,
signori di Mulazzo, entrarono nella storia della Madonna del Monte.
La potente famiglia feudale dominò per secoli questa
parte della Lunigiana.
Il rapporto tra i marchesi e il santuario fu complesso
e attraversò diverse fasi.
Nel Quattrocento esistevano rapporti tra i Malaspina e
i titolari del beneficio religioso.
Successivamente, dopo l'abbandono della presenza
monastica, i marchesi di Mulazzo acquisirono un ruolo ancora maggiore
nella gestione dei beni legati al santuario.
La secolarizzazione del 1450
Un momento importante avvenne nel
1450.
Papa Niccolò V,
originario di Sarzana, secolarizzò il santuario.
Il diritto di conferire il titolo e il relativo
beneficio venne quindi ricondotto alla Santa Sede.
Nei secoli successivi furono diversi i vescovi e i
cardinali che ottennero il titolo collegato alla Madonna del Monte.
Nel 1603,
per esempio, una bolla di papa Clemente VIII indicava come titolare il
cardinale Paolo Emilio Zacchia, originario di Vezzano.
Anche un piccolo santuario della montagna lunigianese
poteva quindi essere inserito in una rete ecclesiastica molto più ampia.
Le trasformazioni del Cinquecento
All'inizio del XVI secolo il santuario conobbe
importanti interventi.
Alcune testimonianze presenti nell'edificio riportano
le date 1502 e
1506.
La prima è associata a un bassorilievo della Madonna
delle Grazie, mentre la seconda compare sull'architrave della porta.
Sono tracce preziose perché permettono di leggere
direttamente sulle pietre alcune delle trasformazioni avvenute più di
cinquecento anni fa.
Nel corso del Cinquecento terminò progressivamente
anche la presenza dei monaci legati a Borzone.
Il santuario e i Malaspina di Mulazzo
Nel 1548 il
marchese Ottaviano Malaspina di Mulazzo
acquisì la proprietà del complesso.
Iniziò così una nuova fase della storia della Madonna
del Monte.
Il santuario rimase a lungo legato ai marchesi di
Mulazzo, anche se i rapporti relativi ai beni e ai diritti ecclesiastici
non furono sempre semplici.
Documenti del Settecento testimoniano controversie
riguardanti proprio i beni di Santa Maria del Monte.
Il santuario era infatti anche un patrimonio
economico, costituito da terreni e diritti accumulati nel corso dei
secoli.
Le antiche vie del Rosario
La devozione alla Madonna del Monte non riguardava
soltanto l'edificio.
Anche le strade che conducevano al santuario
assumevano un significato religioso.
Nel Seicento furono realizzate
stazioni del Rosario lungo le
mulattiere provenienti da Montereggio e Pozzo.
Il pellegrinaggio iniziava quindi molto prima di
arrivare alla chiesa.
La salita stessa diventava una forma di preghiera.
Passo dopo passo, le immagini sacre accompagnavano i
fedeli attraverso il bosco fino al santuario.
La Via delle Maestà
Questa tradizione sopravvive oggi soprattutto nella
cosiddetta Via delle Maestà.
Il percorso collega il territorio di Montereggio alla
Madonna del Monte ed è caratterizzato dalla presenza di piccole
testimonianze religiose.
Le maestà sono uno degli elementi più caratteristici
della cultura popolare della Lunigiana.
Si tratta di immagini sacre collocate lungo le strade,
sulle facciate delle case o all'interno di piccole edicole.
Per il viandante rappresentavano punti di preghiera,
protezione e orientamento.
Percorrere oggi questi sentieri significa quindi
attraversare non soltanto un paesaggio naturale, ma anche un antico
paesaggio religioso.
La Madonna venerata nel santuario
Per generazioni il cuore della devozione popolare fu
un'antica immagine della Madonna
conservata all'interno del santuario.
La Vergine era particolarmente venerata dagli abitanti
dei paesi circostanti.
Nel corso del tempo l'immagine era stata decorata e
arricchita con doni offerti dai fedeli.
Questi oggetti rappresentavano spesso ringraziamenti
per grazie ricevute oppure richieste di protezione.
La Madonna del Monte divenne così un punto di
riferimento spirituale per molte famiglie della zona.
Il furto dell'antica Madonna
Purtroppo l'antica immagine venerata nel santuario
venne trafugata nel Novecento.
Le fonti locali collocano il furto tra la fine degli
anni Settanta e gli anni Ottanta.
La perdita rappresentò un colpo doloroso per la
comunità, perché non si trattava semplicemente di un'opera d'arte.
Quell'immagine aveva accompagnato la devozione di
generazioni di abitanti.
Oggi nel santuario è conservata una
copia della Madonna, che
continua a essere oggetto di venerazione.
La leggenda della Madonna del Monte
Accanto alla storia documentata esiste una suggestiva
leggenda popolare sulla
fondazione del santuario.
La tradizione racconta di un uomo proveniente dalla
Liguria accusato ingiustamente di omicidio.
Per evitare la condanna, l'uomo sarebbe fuggito
rifugiandosi nelle montagne tra Pozzo e Crocetta.
Qui avrebbe pregato la Madonna chiedendo che venisse
scoperta la verità.
Il sogno dell'angelo
Secondo la leggenda, durante la notte un angelo
apparve all'uomo in sogno.
Gli annunciò che il vero responsabile dell'omicidio
era stato catturato e che poteva quindi tornare tranquillamente nel
proprio paese.
L'uomo decise di fidarsi.
Quando tornò in Liguria scoprì che il sogno diceva la
verità: il colpevole era stato trovato e lui era stato riconosciuto
innocente.
Per ringraziare la Madonna della grazia ricevuta
decise allora di costruire un santuario.
Gli attrezzi che scomparivano
L'uomo scelse inizialmente un luogo nei pressi di
Pozzo.
Fece portare materiali e attrezzi necessari alla
costruzione.
Ma durante la notte accadde qualcosa di inspiegabile.
Il mattino seguente tutto era scomparso.
Convinto che si trattasse di un furto, fece portare
nuovamente il materiale.
Anche questa volta, però, durante la notte gli
attrezzi sparirono.
L'episodio si sarebbe ripetuto più volte.
L'angelo e il luogo scelto dalla
Madonna
Alla fine uno degli operai decise di rimanere nascosto
durante la notte per scoprire il responsabile.
Secondo la tradizione vide allora un
angelo trasportare miracolosamente gli
attrezzi e i materiali sulla montagna.
Seguendolo, gli uomini raggiunsero il punto nel quale
oggi sorge il santuario.
Qui trovarono tutto ciò che era scomparso.
Compresero allora il significato del prodigio.
Era la Madonna stessa a indicare il luogo nel quale
desiderava fosse costruita la chiesa.
Il santuario sarebbe quindi sorto proprio lì.
È una leggenda, non un fatto storicamente documentato,
ma rappresenta una parte importante della memoria popolare del luogo.
Il passaggio alla parrocchia di Pozzo
Alla fine dell'Ottocento si verificò un altro
importante cambiamento.
Nel 1887 il
santuario venne affidato come cappellania alla
parrocchia di San Giorgio di Pozzo.
Terminava così definitivamente una lunga fase della
sua storia legata ai beni e ai diritti dei Malaspina.
Il santuario continuò però a essere frequentato dagli
abitanti di tutto il territorio.
La devozione popolare non era infatti limitata a una
singola parrocchia.
Madonna del Monte apparteneva idealmente a tutte le
comunità circostanti.
Madonna del Monte e Montereggio
Particolarmente forte è il rapporto con
Montereggio.
Il celebre paese dei librai si trova non lontano dal
santuario ed è collegato alla montagna attraverso antichi percorsi.
Le stazioni del Rosario lungo la mulattiera
testimoniano quanto fosse importante il pellegrinaggio verso la Madonna
del Monte per gli abitanti di Montereggio.
Oggi questo collegamento ha anche un grande interesse
escursionistico.
Il visitatore può unire la scoperta del paese dei
librai alla salita verso uno dei più antichi luoghi religiosi del
territorio.
Madonna del Monte e Pozzo
Altrettanto importante è il rapporto con
Pozzo.
La parrocchia di San Giorgio ha avuto un ruolo diretto
nella vita moderna del santuario.
Gli antichi percorsi provenienti da Pozzo permettevano
ai fedeli di raggiungere la montagna a piedi.
Anche qui la strada aveva una funzione spirituale.
Salire al santuario significava compiere un piccolo
pellegrinaggio attraverso il paesaggio della Lunigiana.
Madonna del Monte e Crocetta
Ai piedi del santuario si trova
Crocetta, altra piccola
località del Comune di Mulazzo.
Negli ultimi decenni Crocetta ha acquisito una curiosa
caratteristica grazie alle sculture in
legno di Gino Fogola.
Alcune opere dello scultore sono state collocate anche
nell'area della Madonna del Monte.
Si crea così un interessante incontro tra l'antico
santuario e una forma contemporanea di arte popolare legata al legno e
al bosco.
Chi visita la zona può quindi scoprire sia la storia
religiosa della montagna sia le particolari sculture che caratterizzano
Crocetta.
Natura e spiritualità
Uno degli elementi più affascinanti della Madonna del
Monte è il rapporto con la natura.
Il santuario è circondato dal verde e da una grande
area boschiva.
La quota e la posizione regalano un'atmosfera
completamente diversa rispetto ai paesi del fondovalle.
Il silenzio, gli alberi e la montagna contribuiscono
ancora oggi al carattere spirituale del luogo.
È facile comprendere perché, nel corso dei secoli,
questo punto sia stato scelto da religiosi e pellegrini.
Il panorama
Dalla zona della Madonna del Monte si possono
osservare ampi panorami sulla Lunigiana
e sui rilievi circostanti.
Lo sguardo può raggiungere le Alpi Apuane, l'Appennino
e le montagne che segnano il confine tra Toscana e Liguria.
Anche il panorama aiuta quindi a comprendere la
posizione geografica del santuario.
Siamo in una vera terra di confine.
Da una parte la valle del Magra.
Dall'altra le montagne e i percorsi che conducono
verso la Liguria.
Un luogo da raggiungere anche a piedi
Madonna del Monte è particolarmente interessante per
chi ama camminare.
La zona è attraversata da sentieri ed è vicina ai
percorsi escursionistici che collegano Montereggio, Crocetta, Pozzo e i
valichi montani.
Raggiungere il santuario a piedi permette di vivere il
territorio in modo simile, almeno in parte, a quello dei pellegrini del
passato.
Naturalmente oggi il viaggio è molto più semplice.
Ma il bosco, la salita e l'arrivo davanti alla piccola
chiesa permettono ancora di percepire il significato che questo luogo
doveva avere per chi lo raggiungeva dopo ore o giorni di cammino.
Un santuario tra Toscana e Liguria
La Madonna del Monte rappresenta perfettamente la
particolare identità della Lunigiana
storica.
Amministrativamente ci troviamo oggi in Toscana.
Ma la storia del santuario guarda continuamente verso
la Liguria.
L'Abbazia di Borzone si trova nell'entroterra
genovese.
La leggenda della fondazione parla di un uomo
proveniente dalla Liguria.
Gli antichi percorsi attraversavano l'Appennino.
Il vicino Passo dei Casoni continua ancora oggi a
collegare i due versanti.
Madonna del Monte è quindi un luogo profondamente
lunigianese proprio perché appartiene a una terra che per secoli ha
unito mondi differenti.
Madonna del Monte oggi
Oggi il Santuario della Madonna del Monte continua a
essere un luogo di culto e di incontro.
Ma è anche una meta interessante per chi desidera
conoscere il territorio di Mulazzo dal punto di vista storico, culturale
e naturalistico.
Il visitatore trova una piccola chiesa antica, edifici
che ricordano la funzione di ospitalità, sentieri, maestà e un grande
paesaggio montano.
Non è un monumento isolato.
È un luogo che deve essere letto insieme alle strade
che lo raggiungono e ai paesi che lo circondano.
Sette secoli di storia sulla montagna
La storia documentata della Madonna del Monte
attraversa almeno sette secoli.
Il documento del 1287, le citazioni della fine del
Duecento, la data del 1302, il priorato benedettino, i pellegrini, i
Malaspina, le stazioni del Rosario e la devozione popolare raccontano un
luogo che ha cambiato funzione senza perdere la propria identità.
Prima monastero e ospitale.
Poi priorato.
Successivamente santuario legato ai Malaspina e infine
luogo di culto affidato alla parrocchia di Pozzo.
Ogni epoca ha lasciato una traccia.
Madonna del Monte, il santuario nel
bosco
La Madonna del Monte è uno dei luoghi nei quali si
comprende meglio il carattere profondo della Lunigiana.
Una piccola chiesa nel bosco racconta
contemporaneamente religione, viaggi,
pellegrinaggi, rapporti con la Liguria, storia dei Malaspina e cultura
popolare.
Le antiche mulattiere ricordano le persone che
salivano fin quassù a piedi.
Le maestà raccontano la loro fede.
Gli edifici ricordano i monaci e i pellegrini.
La copia della Madonna continua una devozione
secolare.
E la leggenda dell'angelo che trasportava gli attrezzi
sulla montagna conserva ancora oggi il fascino delle storie tramandate
di generazione in generazione.
Per questo Madonna del Monte non è soltanto un
santuario.
È uno dei luoghi della memoria del territorio di
Mulazzo, sospeso tra i boschi della Lunigiana e le antiche strade che
conducevano verso la Liguria. |