Magnano - Villa Collemandina

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Magnano

Il paese

Magnano

Chiesa di Santa Maria Assunta

S.M. Assunta

Santa Maria Assunta

Torre campanaria

La Chiesa

Interno

Acquasantiera

Interno

Interno

Interno

Interno

Interno

Interno

Interno

Interno

Interno

Fonte Battesimale

Interno

Portale della torre campanaria

Lucertola locale

Vista dalla Chiesa

La Chiesa

Torre campanaria

La fontana nel lungostrada

Fontana

In paese

In paese

In paese

Case

Edicola

In paese

Vista dal paese

Casa

In paese

In paese

In paese

Vecchia casa

In paese

In paese

Immagine

Magnano

Informazioni storiche, culturali della località.

Magnano

Un antico borgo della Garfagnana

Magnano è una frazione del comune di Villa Collemandina, nell'alta Garfagnana, situata in una delle zone più aperte e fertili del territorio comunale. Il piccolo borgo sorge lungo la strada che da Villa Collemandina conduce verso Corfino e le montagne dell'Orecchiella, in un paesaggio caratterizzato da prati, campi, castagneti e rilievi montuosi. Pur essendo oggi una piccola frazione, Magnano possiede origini molto antiche e una storia documentata da oltre mille anni. Il cuore storico e religioso del paese è la Chiesa di Santa Maria Assunta, attorno alla quale si è sviluppata per secoli la vita della comunità.

Le antiche origini di Magnano

La storia documentata di Magnano risale all'Alto Medioevo. Una delle testimonianze più antiche riguarda proprio la sua chiesa, ricordata in un documento vescovile dell'889. Nei secoli successivi il nome del paese compare nelle forme medievali di Maniano e S. Maria de Maniano. Nel 1168 la chiesa viene ricordata tra quelle dipendenti dalla Pieve di San Giovanni Battista di Pieve Fosciana, uno dei più importanti centri religiosi medievali della Garfagnana. La presenza di una chiesa già in epoca così antica dimostra che in questo territorio esisteva una comunità organizzata almeno fin dai primi secoli del Medioevo.

Santa Maria de Maniano

Una delle testimonianze più importanti risale al 23 dicembre 1168, quando papa Alessandro III emanò una bolla nella quale la chiesa di Santa Maria de Maniano compare tra le chiese appartenenti alla Pieve di Fosciana. Magnano faceva quindi parte di un'organizzazione ecclesiastica molto più ampia. Nel Medioevo le pievi non erano soltanto edifici religiosi: rappresentavano veri centri territoriali dai quali dipendevano numerose chiese minori e comunità rurali. La chiesa di Magnano compare nuovamente nella documentazione del XIII secolo e nel 1396 avvenne un passaggio particolarmente importante per la comunità.

Il 1396 e l'autonomia religiosa di Magnano

Nel 1396 Magnano si rese autonomo dalla Pievania di Pieve Fosciana. Il vescovo di Lucca confermò il parroco scelto dalla popolazione locale, riconoscendo così una maggiore autonomia religiosa alla comunità. Per un piccolo paese medievale questo rappresentava un passaggio molto importante. La possibilità di avere un proprio rettore e una propria organizzazione parrocchiale rafforzava infatti l'identità della comunità e rendeva la chiesa il vero centro della vita sociale del paese. Da quel momento la storia di Magnano rimase strettamente legata alla sua parrocchia dedicata a Santa Maria Assunta.

La Chiesa di Santa Maria Assunta

La Chiesa di Santa Maria Assunta rappresenta il principale monumento storico di Magnano. L'edificio sorge sul margine orientale dell'abitato, in posizione leggermente rialzata rispetto al territorio circostante. La struttura conserva testimonianze di epoche differenti, risultato dei numerosi interventi effettuati nel corso dei secoli. Una visita pastorale del 1684 ci offre una preziosa testimonianza dell'aspetto che la chiesa possedeva nel Seicento. All'epoca l'edificio aveva una pianta rettangolare a navata unica e non possedeva ancora il campanile che vediamo oggi. Gli ampliamenti successivi modificarono progressivamente la struttura, con l'aggiunta di nuovi ambienti sul fianco destro e del campanile isolato posto in asse con la facciata.

Un edificio costruito nella pietra

Uno degli elementi più caratteristici della chiesa è rappresentato dalle sue murature in pietra. Parte dell'esterno presenta infatti una lavorazione a filaretto, tecnica muraria ottenuta disponendo le pietre in corsi abbastanza regolari. È un tipo di costruzione molto diffuso nell'architettura medievale della Toscana e dell'Appennino. Le murature della chiesa raccontano quindi materialmente le numerose fasi della sua storia. All'interno l'edificio presenta una sola navata e conserva elementi decorativi e opere d'arte realizzati in epoche differenti.

Le opere conservate nella chiesa

Nonostante le dimensioni contenute, la Chiesa di Santa Maria Assunta conserva diverse opere di interesse storico e artistico. Tra queste si trovano dipinti seicenteschi, tra cui una rappresentazione dell'Assunzione della Vergine. È inoltre conservato un fonte battesimale in pietra scolpita del XVIII secolo. Particolarmente interessante è anche una croce astile trecentesca, testimonianza della lunga storia religiosa della comunità. Gli arredi e le opere conservate nella chiesa permettono così di seguire diversi secoli di devozione e di arte religiosa, dal Medioevo fino all'età moderna.

L'antico Comune di Magnano

Magnano non è sempre stato soltanto una frazione. Come accadde per altre località dell'attuale territorio di Villa Collemandina, per lungo tempo costitu������ una comunità dotata di proprie forme di amministrazione. L'esistenza dell'antico Comune di Magnano è documentata dalle carte sopravvissute negli archivi storici. Sono conservati documenti relativi a pagamenti, ricordi e scritture compresi tra il 1709 e il 1794, oltre a registri delle cosiddette Colte, cioè imposizioni e contribuzioni fiscali della comunità, per gli anni compresi tra il 1723 e il 1773. Queste carte sono particolarmente preziose perché permettono di conoscere non soltanto i grandi avvenimenti politici, ma anche la vita quotidiana e amministrativa di una piccola comunità della Garfagnana.

I Capitoli della Comunità di Magnano

Una testimonianza ancora più antica è conservata nell'Archivio della Garfagnana. Tra gli statuti rurali, i capitoli e le memorie delle comunità del territorio sono infatti ricordati i Capitoli della Comunità di Magnano del 1564, giunti attraverso una copia ottocentesca. I capitoli erano una sorta di insieme di norme attraverso le quali le comunità regolavano diversi aspetti della vita collettiva. Potevano riguardare l'utilizzo dei boschi e dei pascoli, le proprietà comuni, le strade, le acque, i tributi, i rapporti tra gli abitanti e numerose altre questioni della vita quotidiana. La loro esistenza dimostra come Magnano possedesse già nel Cinquecento una precisa identità comunitaria.

Magnano e gli Estensi

La storia di Magnano seguì in larga parte quella di Villa Collemandina e della Garfagnana estense. Nel 1451 Villa Collemandina e le comunità del territorio passarono sotto il governo degli Estensi di Modena. Magnano entrò quindi a far parte di quella porzione della Garfagnana che per diversi secoli rimase politicamente separata da Lucca. Il territorio era compreso nella Vicaria di Castelnuovo di Garfagnana, principale centro amministrativo del dominio estense nella valle. Questa situazione durò, con alcune interruzioni durante l'età napoleonica, fino alla metà dell'Ottocento. Dal 1815 la documentazione amministrativa comprende Magnano nella comunità di Villa Collemandina insieme a Canigiano, Corfino, Pianacci, Massa e Sassorosso.

Magnano nell'Ottocento

Una bella descrizione di Magnano nell'Ottocento ci viene lasciata dal geografo e storico toscano Emanuele Repetti nel suo Dizionario geografico fisico storico della Toscana, pubblicato nella prima metà del XIX secolo. Repetti indica il paese con l'antico nome latino di Manianum e lo descrive come un casale della Valle del Serchio in Garfagnana. Ricorda la sua chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta e la dipendenza originaria dalla Pieve di Fosciana. Nel 1832 la parrocchia di Magnano contava 260 abitanti. La descrizione di Repetti è interessante anche perché racconta alcune caratteristiche naturali e geologiche del territorio circostante.

Le cave e il marmo rosso

Il territorio di Magnano si trova vicino alle formazioni rocciose che caratterizzano Sassorosso e le montagne circostanti. Emanuele Repetti ricordava la presenza, nei dintorni del paese, di cave di marmo di colore rosso cupo. La particolare natura geologica di questa zona della Garfagnana è evidente ancora oggi nel vicino borgo di Sassorosso, che deve proprio alla colorazione della roccia il suo nome. Il marmo e le rocce calcaree rappresentano quindi uno degli elementi caratteristici del paesaggio compreso tra Magnano, Massa e Sassorosso.

Grotte, acque e fenomeni carsici

Repetti descriveva inoltre nei dintorni di Magnano la presenza di grandi cavità naturali caratterizzate da stalattiti e stalagmiti. Il territorio è infatti interessato da fenomeni carsici, favoriti dalla natura calcarea delle rocce. L'acqua penetra nelle fratture della montagna, scava lentamente la pietra e può creare cavità, grotte e sorgenti. Questi fenomeni naturali sono particolarmente diffusi in varie zone della Garfagnana e delle vicine Alpi Apuane.

La sorgente del Pollone

Tra le curiosità naturali ricordate nell'Ottocento compare anche la sorgente del Pollone. Repetti la descrive come una ricca vena d'acqua che sgorgava da una fenditura cavernosa della montagna. La presenza di sorgenti era fondamentale per le comunità rurali. L'acqua serviva naturalmente per le necessità domestiche e per gli animali, ma alimentava anche fontane, lavatoi, mulini e sistemi di irrigazione. Le sorgenti e i corsi d'acqua rappresentavano quindi elementi essenziali nell'organizzazione del territorio.

Una comunità agricola

A differenza dei paesi più elevati del comune, Magnano si trova in una zona relativamente aperta e fertile. Questa caratteristica ha favorito per secoli le attività agricole. Campi, prati e castagneti rappresentavano la base dell'economia locale. Come nel resto della Garfagnana, un ruolo fondamentale era svolto dal castagno. Le castagne venivano raccolte in autunno, essiccate nei tradizionali metati e successivamente macinate per ottenere la farina dolce. Per le famiglie della montagna la farina di castagne rappresentò per secoli uno degli alimenti fondamentali. Accanto alla coltivazione dei campi erano praticati l'allevamento e lo sfruttamento dei boschi.

Le case in pietra e i loggiati

Magnano conserva ancora alcuni elementi dell'architettura rurale tradizionale della Garfagnana. Nel borgo si possono osservare abitazioni in pietra e antichi loggiati che sono sopravvissuti alle trasformazioni del Novecento e, soprattutto, al devastante terremoto del 1920. Questi edifici sono particolarmente importanti perché aiutano a immaginare l'aspetto che possedevano i paesi della zona prima delle ricostruzioni successive al sisma. La pietra locale era il materiale principale utilizzato per costruire abitazioni, stalle, muri, fontane e altri edifici rurali.

Il terremoto del 1920

Anche Magnano fu coinvolto nel grande terremoto della Garfagnana e della Lunigiana del 7 settembre 1920. Il sisma provocò gravissime distruzioni in tutta l'alta valle del Serchio. Villa Collemandina fu uno dei centri maggiormente colpiti e numerosi edifici del territorio comunale subirono danni. Il terremoto ebbe conseguenze anche sulla memoria storica delle comunità. Gran parte dell'archivio storico comunale di Villa Collemandina andò infatti distrutta. Per questo motivo i documenti sopravvissuti relativi all'antico Comune di Magnano assumono oggi un valore ancora maggiore.

Magnano oggi

Oggi Magnano conserva il carattere tranquillo di un piccolo borgo della Garfagnana. La sua posizione permette di raggiungere facilmente Villa Collemandina, Corfino e le altre frazioni del territorio comunale. Proseguendo verso la montagna si raggiungono inoltre la Pania di Corfino e il territorio dell'Orecchiella, oggi compreso nel Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano. Magnano può quindi essere considerato una tappa di un itinerario più ampio alla scoperta dei piccoli paesi dell'alta Garfagnana.

Cosa vedere a Magnano

Il principale luogo da visitare è la Chiesa di Santa Maria Assunta, cuore storico del paese e testimonianza di oltre mille anni di storia religiosa. Meritano attenzione le sue murature in pietra, le opere conservate all'interno e il fonte battesimale settecentesco. Passeggiando nel borgo è interessante osservare anche le vecchie abitazioni in pietra e i loggiati tradizionali sopravvissuti al terremoto del 1920. Magnano può inoltre essere utilizzato come punto di partenza per conoscere le altre frazioni di Villa Collemandina e il paesaggio naturale compreso tra Sassorosso, Corfino, la Pania e l'Orecchiella.

Curiosità su Magnano

Più di mille anni di storia
La Chiesa di Santa Maria Assunta è ricordata in un documento vescovile già nell'889. L'antico nome era Maniano

Nei documenti medievali Magnano compare anche come Maniano e la sua chiesa come Santa Maria de Maniano. L'autonomia del 1396

Nel 1396 la comunità ottenne una propria autonomia religiosa dalla Pievania di Pieve Fosciana. Un antico Comune

Magnano possedeva proprie forme di amministrazione e sono sopravvissuti documenti dell'antico Comune risalenti al Settecento. I Capitoli del 1564

Nell'Archivio della Garfagnana sono conservate testimonianze dei Capitoli della Comunità di Magnano, risalenti al XVI secolo. Marmo rosso e grotte

Nell'Ottocento Emanuele Repetti descriveva nei dintorni cave di marmo rosso e grandi cavità naturali con stalattiti e stalagmiti. La sorgente del Pollone

Lo stesso Repetti ricordava una sorgente che sgorgava da una cavità della montagna e presso la quale erano visibili anche trote.

Perché visitare Magnano

Magnano è un piccolo paese, ma la sua storia è molto più ricca di quanto le sue dimensioni possano far immaginare. La Chiesa di Santa Maria Assunta documenta una presenza religiosa che risale all'Alto Medioevo, mentre le carte dell'antico Comune raccontano una comunità capace per secoli di amministrare il proprio territorio. Le case in pietra, i loggiati, i prati e i castagneti conservano invece l'immagine della Garfagnana rurale. Magnano rappresenta quindi una tappa interessante per chi vuole conoscere non soltanto i grandi monumenti, ma anche la storia quotidiana dei piccoli paesi della valle. Un borgo apparentemente semplice, nel quale oltre mille anni di storia sono ancora leggibili nella chiesa, nelle pietre delle case, negli antichi documenti e nel paesaggio che lo circonda.
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