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Manarola. Il borgo tra mare, vigneti e antiche
tradizioni delle Cinque Terre
Manarola è uno
dei borghi storici del Comune di Riomaggiore e uno dei luoghi più
conosciuti delle Cinque Terre. Costruito lungo la stretta valle del
torrente Groppo e affacciato sul Mar Ligure, il paese presenta la
caratteristica architettura ligure delle case addossate una all'altra,
sviluppate lungo i ripidi versanti della valle.
Il borgo è circondato da un paesaggio nel quale mare,
roccia, vigneti, uliveti e terrazzamenti raccontano una storia secolare
di rapporto fra l'uomo e la natura.
Manarola è oggi una delle località più visitate della
Liguria, ma dietro la sua immagine da cartolina conserva ancora le
tracce di una comunità agricola e marinara che per secoli ha vissuto
grazie alla coltivazione della terra, alla pesca, al commercio e ai
collegamenti con gli altri borghi delle Cinque Terre.
Le origini di Manarola
Le origini di Manarola si inseriscono nella storia più
antica degli insediamenti delle Cinque Terre.
A differenza di Monterosso e Vernazza, documentati già
dall'XI secolo, per Manarola, Riomaggiore e Volastra le prime
testimonianze scritte risalgono al XIII secolo. Prima dello
sviluppo dei borghi sulla costa esistevano insediamenti collinari,
collegati alle attività agricole e alla rete dei percorsi verso
l'entroterra.
La storia di Manarola è quindi strettamente legata a
quella del territorio circostante. Il paese non può essere separato dai
vigneti di Volastra, dai terrazzamenti di Groppo e dai sentieri che per
secoli hanno collegato la costa alle zone agricole.
Il paesaggio che oggi appare così spettacolare è in
gran parte il risultato di questo lungo processo di trasformazione.
Un paese costruito sulla roccia
Manarola si sviluppa nella valle del torrente
Groppo, con le abitazioni disposte sui ripidi versanti e lungo
la strada principale che attraversa il paese.
Le caratteristiche case liguri, spesso alte e strette,
si susseguono creando uno degli scorci urbani più riconoscibili delle
Cinque Terre.
Il rapporto con la roccia è evidente soprattutto nella
zona della marina, dove le abitazioni e i percorsi pedonali arrivano
quasi direttamente sul mare.
La piccola marina di Manarola non deve essere
immaginata come un porto tradizionale: è piuttosto un approdo naturale
incastonato tra le rocce, utilizzato storicamente dalle piccole
imbarcazioni locali.
La chiesa di San Lorenzo
Uno dei principali monumenti storici di Manarola è la chiesa di San Lorenzo.
La sua origine è documentata da un'importante epigrafe
posta sulla facciata, che ricorda la fondazione dell'edificio nel
1338.
L'iscrizione indica che la chiesa fu fondata nel mese
di agosto del 1338 dalla comunità e dagli uomini di Manarola e Volastra,
originariamente sotto il titolo della Natività della Vergine
Maria.
L'intitolazione attuale a San Lorenzo risale invece a
un cambiamento avvenuto nel XVI secolo, quando vennero invertiti i
titoli delle chiese di Manarola e Volastra.
La chiesa rappresenta quindi una testimonianza
particolarmente importante della storia medievale della comunità.
Il sagrato della chiesa costituisce inoltre uno dei
punti privilegiati dai quali osservare la collina terrazzata sopra
Manarola, soprattutto durante il periodo natalizio, quando viene
illuminato il celebre presepe di Mario Andreoli.
Manarola e la civiltà della vite
La storia di Manarola è inseparabile dalla
viticoltura.
I versanti intorno al paese sono stati trasformati nei
secoli attraverso la costruzione di migliaia di metri di muri a secco,
creando le cosiddette fasce, piccoli appezzamenti sui
quali venivano coltivate soprattutto viti e, in misura importante,
ulivi.
Questo lavoro richiedeva una continua manutenzione del
territorio.
La terra doveva essere lavorata a mano, le pietre
trasportate e sistemate nei muri, le viti coltivate su pendii spesso
molto ripidi e l'uva trasportata attraverso scalinate e sentieri.
Per questo i terrazzamenti non sono soltanto un
elemento paesaggistico: sono la testimonianza materiale di una vera e
propria civiltà rurale delle Cinque Terre. Il Comune di
Riomaggiore descrive questa interazione fra comunità umane e ambiente
come uno degli elementi fondamentali della storia del territorio.
Il vino delle Cinque Terre
Il vino ha avuto per secoli un'importanza economica e
culturale fondamentale.
Le fonti storiche del Comune ricordano il legame
medievale fra le Cinque Terre e la produzione di vini come vernaccia,
razzese e amabile, mentre la tradizione vitivinicola è arrivata fino
alle attuali denominazioni Cinque Terre DOC e
Cinque Terre Sciacchetrà.
Per comprendere Manarola è quindi importante osservare
il territorio anche dal punto di vista agricolo.
Dietro le fotografie delle case colorate si trova un
paesaggio costruito lentamente attraverso secoli di lavoro: vigneti,
muri a secco, scalinate e sentieri costituiscono un unico sistema.
Manarola, Groppo e Volastra
Manarola è il punto di partenza naturale per scoprire
il territorio collinare circostante.
Salendo verso Groppo e
Volastra, il paesaggio urbano lascia progressivamente spazio a
vigneti, uliveti e terrazzamenti.
La rete degli antichi sentieri conserva la memoria dei
collegamenti utilizzati dagli abitanti per raggiungere i campi e
trasportare i prodotti agricoli.
Uno degli itinerari del Parco Nazionale delle Cinque
Terre attraversa proprio Riomaggiore, Manarola, Groppo,
Volastra, Case Pianca e Corniglia, seguendo il paesaggio dei
vigneti terrazzati. Il percorso passa da Punta Bonfiglio, dalla chiesa
di San Lorenzo e quindi prosegue verso Groppo e Volastra.
È un modo particolarmente efficace per comprendere il
territorio al di là del centro abitato.
Punta Bonfiglio
Uno dei luoghi più suggestivi di Manarola è
Punta Bonfiglio, sul promontorio che domina il mare.
Da questo punto il visitatore può osservare il borgo
da una prospettiva particolarmente spettacolare, con le case raccolte
nella valle e il mare aperto davanti alla costa.
Il punto panoramico permette inoltre di comprendere la
particolare conformazione geografica del paese: Manarola appare quasi
sospesa tra la montagna e il mare.
Il panorama verso ponente consente, nelle giornate
limpide, di spingere lo sguardo verso Punta Mesco e, in condizioni di
particolare visibilità, fino alle Alpi Marittime e alla Corsica.
La marina di Manarola
Scendendo attraverso il borgo si raggiunge la piccola
marina, uno degli angoli più caratteristici del paese.
Qui il rapporto fra abitato e mare è particolarmente
evidente. Le rocce formano un piccolo anfiteatro naturale utilizzato
come approdo e punto di accesso all'acqua.
La marina è oggi uno dei luoghi più fotografati di
Manarola, ma conserva il ricordo della dimensione marinara della
comunità.
Per secoli, infatti, i collegamenti fra i borghi delle
Cinque Terre e l'esterno avvenivano soprattutto via mare oppure
a piedi. Fino alla fine del XIX secolo Manarola e Riomaggiore
erano ancora raggiungibili essenzialmente attraverso queste due vie di
comunicazione.
La Via dell'Amore
Manarola è inoltre indissolubilmente legata alla Via dell'Amore, lo storico percorso che collega
Manarola e Riomaggiore.
La sua fama moderna ha contribuito enormemente alla
notorietà internazionale delle Cinque Terre, ma il sistema dei sentieri
deve essere letto anche all'interno della storia più ampia della
viabilità locale.
Per gli abitanti, i sentieri non erano originariamente
percorsi panoramici destinati al turismo: erano infrastrutture
essenziali per spostarsi fra i paesi, raggiungere i terreni agricoli,
trasportare l'uva e mantenere i collegamenti con le comunità vicine.
La Via dell'Amore rappresenta oggi uno dei simboli
turistici delle Cinque Terre e viene gestita con modalità di accesso e
tutela specifiche.
Il Presepe luminoso di Mario Andreoli
Uno degli elementi culturali più originali di Manarola
è il Presepe luminoso di Mario Andreoli.
La storia comincia nel 1961, quando
Mario Andreoli, ferroviere originario della zona, realizzò sulla collina
delle Tre Croci una prima installazione luminosa per esaudire il
desiderio del padre.
Da quella prima iniziativa nacque progressivamente una
grande opera di arte ambientale.
Negli anni Andreoli realizzò centinaia di figure
utilizzando soprattutto materiali poveri, di recupero e oggetti
destinati altrimenti allo scarto. Le figure furono collocate sulle
terrazze della collina, integrandosi con il paesaggio agricolo di
Manarola.
Il presepe è diventato nel tempo uno dei simboli
culturali del paese e delle Cinque Terre.
Mario Andreoli è scomparso nel 2022, ma la tradizione
è proseguita grazie all'Associazione Presepe di Manarola – Mario
Andreoli, con il sostegno del Parco Nazionale delle Cinque
Terre e del Comune di Riomaggiore.
Nel 2025 il presepe ha raggiunto la 64ª
edizione, con oltre 250 figure illuminate.
Un'opera nata dal territorio
Il valore del presepe di Manarola non risiede soltanto
nelle sue dimensioni o nella spettacolarità delle luci.
La sua particolarità è il rapporto con il paesaggio.
Le figure sono collocate direttamente sulle terrazze
agricole della collina, trasformando temporaneamente un paesaggio
vitivinicolo in una grande scena luminosa.
Per questo il presepe è diventato una forma di
arte ambientale e memoria collettiva, nella quale creatività,
riciclo, tradizione religiosa e paesaggio agricolo si incontrano.
Il mulino storico di Piè de Campu
Tra le testimonianze della cultura materiale di
Manarola merita attenzione anche il mulino storico di Piè de
Campu, legato alle attività agricole tradizionali del
territorio.
La sua apertura al pubblico in occasione delle
iniziative dedicate al presepe permette di riscoprire un'altra parte
della storia del paese: quella delle attività produttive e degli
strumenti utilizzati dalla comunità prima della trasformazione turistica
delle Cinque Terre.
Manarola oggi
Oggi Manarola è uno dei luoghi più conosciuti delle
Cinque Terre e accoglie visitatori provenienti da tutto il mondo.
Il turismo, tuttavia, convive con un territorio
particolarmente fragile.
Il Comune di Riomaggiore ha evidenziato negli ultimi
anni la necessità di gestire i flussi turistici e di valorizzare
maggiormente esperienze legate a cultura, agricoltura, sentieri
ed enogastronomia, con l'obiettivo di distribuire meglio le
presenze sul territorio. Nel 2026 il Comune ha inoltre avviato una rete
di destinazione specificamente dedicata a Riomaggiore e Manarola.
Per chi visita Manarola, questo significa che il paese
merita di essere scoperto non soltanto attraverso i suoi punti
panoramici più celebri, ma anche attraverso la sua storia, i sentieri, i
vigneti e le testimonianze della vita quotidiana.
Cosa vedere a Manarola
Tra i principali luoghi e aspetti da scoprire:
Chiesa di San Lorenzo,
fondata nel 1338;
Piazza e sagrato di San Lorenzo;
Punta Bonfiglio,
uno dei principali punti panoramici;
la marina e l'antico approdo;
le case-torri e il centro storico;
i vigneti e i terrazzamenti;
il torrente Groppo;
la Via dell'Amore,
quando accessibile;
il Presepe luminoso di Mario Andreoli,
nel periodo invernale;
i sentieri verso Groppo e Volastra;
il paesaggio agricolo delle Cinque Terre.
Manarola da vivere a piedi
Il modo più interessante per conoscere Manarola è
probabilmente quello di muoversi lentamente, alternando il centro
abitato ai sentieri.
Dalla marina si può risalire il borgo, raggiungere il
sagrato di San Lorenzo e poi osservare la collina terrazzata.
Proseguendo verso l'alto, il paesaggio cambia gradualmente e mostra la
struttura agricola che per secoli ha sostenuto la comunità.
Da Manarola si entra così in una storia più ampia che
comprende Groppo, Volastra, Riomaggiore e Corniglia.
È una storia fatta di mare e montagna, di agricoltura
e commercio, di devozione religiosa e lavoro quotidiano.
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