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Massa SassorossoUn piccolo borgo dell'alta GarfagnanaMassa Sassorosso, conosciuta anche come Massa di Sassorosso, è una frazione del comune di Villa Collemandina, nell'alta Garfagnana. Il paese sorge in un territorio montano dominato dalla Pania di Corfino e caratterizzato da boschi, castagneti, prati e piccoli nuclei abitati che conservano ancora molti elementi dell'antica architettura rurale. La storia di Massa è strettamente legata a quella della vicina Sassorosso, con la quale per secoli formò un'unica comunità. Ancora oggi i due nomi rimangono uniti nella denominazione di Massa Sassorosso e negli antichi documenti che ricordano la Comunità di Massa-Sasso Rosso di Garfagnana.Massa e Sassorosso: una storia comunePer comprendere le origini di Massa bisogna partire proprio dal rapporto con Sassorosso. Anticamente Massa faceva parte della comunità di Sassorosso e i due paesi condivisero per lungo tempo istituzioni, territorio e vita religiosa. Le fonti archivistiche documentano successivamente l'esistenza di una vera e propria Comunità di Massa-Sasso Rosso di Garfagnana, un ente territoriale preunitario del quale sono sopravvissute alcune importanti testimonianze. La documentazione più antica è purtroppo incompleta e non permette di stabilire con precisione il momento nel quale Massa e Sassorosso si organizzarono come Comune autonomo. È però certo che la comunità possedesse proprie norme e proprie forme di amministrazione.I Capitoli di Massa e SassorossoUna testimonianza particolarmente interessante è rappresentata dai Capitoli di Massa e Sassorosso del 1625, conservati attraverso una copia successiva nell'Archivio della Garfagnana. I capitoli erano raccolte di norme utilizzate dalle comunità rurali per disciplinare la vita collettiva. Potevano stabilire regole sull'utilizzo dei boschi, dei pascoli e delle acque, sulla manutenzione delle strade, sulle proprietà comuni, sulle attività agricole, sulle imposizioni fiscali e sui rapporti tra gli abitanti. Per piccoli paesi di montagna queste norme erano fondamentali. Boschi e pascoli rappresentavano infatti una parte essenziale dell'economia locale e il loro utilizzo doveva essere regolato attentamente per evitare conflitti tra le famiglie. L'esistenza dei Capitoli dimostra quindi che Massa e Sassorosso possedevano una comunità organizzata e una precisa identità territoriale.L'antico Comune di Massa e SassorossoAnche la documentazione conservata negli archivi storici conferma l'esistenza dell'antico Comune di Massa e Sassorosso di Garfagnana. Tra le carte sopravvissute si trovano registri di ordini relativi al periodo compreso tra il 1624 e il 1752 e documenti riguardanti le imposizioni fiscali dell'Ottocento. Si tratta di testimonianze preziose perché gran parte dell'archivio storico di Villa Collemandina andò distrutta nel devastante terremoto del 1920. Le carte rimaste permettono comunque di ricostruire almeno in parte la vita amministrativa delle antiche comunità che oggi costituiscono le frazioni del comune.Massa nella Garfagnana estenseLe vicende politiche di Massa Sassorosso seguirono quelle di Villa Collemandina e di buona parte dell'alta Garfagnana. Dopo il periodo di influenza lucchese, nel XV secolo il territorio passò sotto il dominio degli Estensi di Modena. Massa e Sassorosso entrarono quindi a far parte della Garfagnana estense, inserita amministrativamente nella Vicaria di Castelnuovo. Per diversi secoli questa parte della valle del Serchio rimase politicamente legata a Modena, pur conservando profondi rapporti geografici, economici e religiosi con Lucca e con il resto della Toscana. La dominazione estense terminò definitivamente nel XIX secolo e, con la formazione dello Stato italiano, il territorio entrò nel nuovo ordinamento amministrativo nazionale.La nascita della parrocchia di MassaUn momento fondamentale nella storia del paese avvenne nel 1417. Fino ad allora Massa apparteneva alla comunità religiosa di Sassorosso. In quell'anno il vescovo di Lucca concesse agli abitanti la possibilità di costruire una propria chiesa dedicata a San Michele Arcangelo. La costruzione dell'edificio religioso segnò un passaggio importante verso una maggiore autonomia della comunità. Avere una propria chiesa significava infatti non soltanto disporre di un luogo di culto più vicino, ma anche rafforzare l'identità del paese. La comunità religiosa divenne successivamente autonoma e la chiesa di San Michele rappresentò da allora il principale punto di riferimento degli abitanti di Massa.La Chiesa di San Michele ArcangeloLa Chiesa di San Michele Arcangelo è il principale edificio storico e religioso del borgo. La sua origine è legata alla licenza concessa dal vescovo di Lucca nel 1417 per la costruzione di un luogo di culto destinato agli abitanti di Massa. La dedicazione a San Michele mantenne simbolicamente un legame con la precedente comunità religiosa di Sassorosso. Nel corso dei secoli l'edificio è stato modificato e restaurato più volte, come avvenuto per molte chiese della Garfagnana. La chiesa continua ancora oggi a rappresentare il cuore religioso del paese e una delle principali testimonianze della sua storia.San Michele ArcangeloLa dedicazione della chiesa a San Michele Arcangelo richiama un culto particolarmente diffuso nel Medioevo. San Michele era considerato il difensore contro il male e il protettore delle comunità cristiane. Il suo culto si diffuse frequentemente in luoghi elevati e nei territori montani, dove chiese e santuari dedicati all'Arcangelo divennero importanti punti di riferimento per le popolazioni. La festa di San Michele viene celebrata tradizionalmente il 29 settembre. Per comunità come Massa Sassorosso la festa patronale rappresentava non soltanto un appuntamento religioso, ma anche un momento di incontro tra le famiglie del paese.Un paese di pietraPasseggiando per Massa Sassorosso si incontrano ancora diversi elementi tipici dell'architettura tradizionale della Garfagnana. Case in pietra, portali, scalinate, archi e piccoli sottopassaggi testimoniano un modo di costruire profondamente legato ai materiali disponibili sul territorio. Gli edifici erano spesso realizzati direttamente dalle famiglie utilizzando pietra locale e legname proveniente dai boschi circostanti. Le abitazioni erano strettamente collegate alle attività agricole e pastorali. Al piano inferiore potevano trovarsi stalle, cantine e locali destinati agli attrezzi, mentre i piani superiori erano utilizzati come abitazione. Questa organizzazione è ancora riconoscibile in numerosi edifici rurali del borgo.Castagneti, allevamento e pastoriziaPer secoli l'economia di Massa Sassorosso è stata basata soprattutto sull'agricoltura, sull'allevamento e sullo sfruttamento dei boschi. Il castagno rappresentava una delle principali risorse. Le castagne venivano raccolte in autunno, essiccate nei metati e successivamente macinate per ottenere la farina dolce, alimento fondamentale nella cucina tradizionale della Garfagnana. Molto importante era anche la pastorizia. Durante la stagione estiva gli animali potevano essere condotti verso i pascoli più elevati del crinale appenninico. L'allevamento permetteva di produrre latte, formaggi e altri alimenti indispensabili per l'economia familiare. Ancora oggi la tradizione dell'allevamento e della produzione artigianale di formaggi sopravvive nel territorio.Il vicino borgo di SassorossoLa storia di Massa non può essere separata da quella della vicina Sassorosso. Quest'ultimo paese deve il proprio nome alla particolare roccia sulla quale è costruito. Il termine viene tradizionalmente ricondotto al latino saxum rubeum, cioè "sasso rosso". Nel territorio affiora infatti una particolare varietà di marmo rosso che conferisce al paesaggio e agli edifici una caratteristica tonalità. Molte case del borgo furono costruite utilizzando direttamente la pietra locale. Il risultato è uno degli insediamenti più singolari della Garfagnana, nel quale architettura e geologia sembrano fondersi.La torre di SassorossoSul colle di Sassorosso esisteva anticamente anche una torre di avvistamento e difesa. La sua posizione permetteva di controllare il territorio circostante e le vie di comunicazione. Oggi della struttura rimangono soltanto tracce delle fondamenta, ma la sua presenza testimonia l'importanza strategica che il luogo doveva possedere nel Medioevo. I piccoli borghi fortificati e le torri erano infatti fondamentali in una Garfagnana divisa tra signorie, comunità e territori sottoposti a diverse autorità politiche.Le grotte e la presenza dell'uomo nella preistoriaIl territorio intorno a Sassorosso è interessante anche dal punto di vista archeologico. Nelle numerose cavità naturali presenti nella zona sono stati rinvenuti reperti che testimoniano una frequentazione umana risalente alla preistoria. La natura calcarea delle montagne ha favorito la formazione di grotte e cavità, alcune delle quali furono utilizzate dall'uomo in epoche molto antiche. Questi ritrovamenti dimostrano che il territorio intorno a Massa e Sassorosso era frequentato molti secoli prima della nascita dei borghi medievali.Il terremoto del 1920La storia moderna di Massa Sassorosso è stata profondamente segnata dal grande terremoto della Garfagnana e della Lunigiana del 7 settembre 1920. Il comune di Villa Collemandina fu tra i territori maggiormente colpiti. Il sisma provocò distruzioni gravissime, vittime e il crollo di numerosi edifici. Oltre alle conseguenze sulla popolazione e sul patrimonio architettonico, il terremoto causò anche la perdita di una parte considerevole dell'archivio storico comunale. Per questo motivo i documenti dell'antica Comunità di Massa-Sasso Rosso sopravvissuti alla distruzione sono oggi particolarmente importanti per ricostruire la storia locale.L'emigrazione dalla GarfagnanaTra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento anche Massa Sassorosso fu interessata da uno dei fenomeni che maggiormente hanno segnato la storia della Garfagnana: l'emigrazione. Le difficili condizioni economiche dei paesi di montagna spinsero numerose famiglie a lasciare l'Appennino alla ricerca di nuove opportunità. Molti garfagnini partirono per l'Europa, gli Stati Uniti, il Brasile e soprattutto l'Argentina. Da Massa Sassorosso partì una comunità particolarmente numerosa diretta verso Mar del Plata. Tra questi emigranti si trovavano anche due persone il cui nome sarebbe rimasto indirettamente legato alla storia della musica mondiale.Le origini garfagnine di Astor PiazzollaMassa Sassorosso possiede infatti un legame sorprendente con Astor Piazzolla, il grande compositore e bandoneonista argentino che rivoluzionò il tango nel Novecento. La madre di Piazzolla, Assunta Manetti, era figlia di due emigrati originari di Massa Sassorosso. I suoi genitori lasciarono la Garfagnana per raggiungere l'Argentina, stabilendosi a Mar del Plata, dove si era formata una consistente comunità di famiglie provenienti da questi paesi dell'Appennino. Assunta nacque in Argentina e successivamente divenne la madre di Astor Piazzolla, nato a Mar del Plata l'11 marzo 1921. Le radici materne di uno dei più grandi protagonisti della musica del Novecento affondano quindi proprio in questo piccolo borgo della Garfagnana.Astor Piazzolla e il Nuevo TangoAstor Piazzolla trasformò profondamente il tango argentino. Compositore, arrangiatore e straordinario interprete del bandoneon, introdusse nella tradizione del tango elementi provenienti dalla musica classica, dal jazz e dalle avanguardie musicali del Novecento. Da questa ricerca nacque quello che sarebbe diventato conosciuto come Nuevo Tango. La sua musica, inizialmente contestata dai tradizionalisti argentini, raggiunse successivamente una fama internazionale. Oggi Piazzolla è considerato uno dei compositori più importanti del XX secolo. Sapere che una parte della sua storia familiare ebbe origine in un piccolo paese della Garfagnana rappresenta una delle curiosità culturali più affascinanti di Massa Sassorosso.Largo Astor PiazzollaIl legame tra il paese e il musicista argentino è oggi ricordato anche nel centro storico. A Piazzolla è stato infatti dedicato il Largo Astor Piazzolla. Questo piccolo spazio rappresenta simbolicamente il collegamento tra la Garfagnana e l'Argentina e ricorda le migliaia di persone che, partendo dai paesi dell'Appennino, costruirono una nuova vita oltreoceano. La storia di Piazzolla diventa così anche una storia dell'emigrazione garfagnina. Non soltanto la vicenda di un grande musicista, ma quella di famiglie che continuarono a mantenere un legame con i propri paesi d'origine anche dopo aver attraversato l'Atlantico.Massa Sassorosso oggiOggi Massa Sassorosso conserva il carattere tranquillo di un piccolo paese di montagna. Le case in pietra, le strette vie, gli archi e le scalinate raccontano ancora l'antica organizzazione rurale dell'abitato. Il paesaggio circostante è dominato dai boschi e dai castagneti, mentre poco distante si innalzano la Pania di Corfino e le montagne dell'Appennino. Il paese può essere inserito facilmente in un itinerario alla scoperta delle altre frazioni di Villa Collemandina, collegando Massa con Magnano, Sassorosso, Corfino e il territorio dell'Orecchiella.Cosa vedere a Massa SassorossoIl principale edificio storico è la Chiesa di San Michele Arcangelo, la cui origine risale alla concessione vescovile del 1417. Merita poi una passeggiata il piccolo centro storico, dove sono ancora visibili edifici rurali, portali in pietra, archi, sottopassaggi e scalinate. Una tappa particolare è il Largo Astor Piazzolla, che ricorda le origini garfagnine della famiglia materna del grande compositore argentino. Da Massa è inoltre possibile raggiungere facilmente il vicino borgo di Sassorosso, caratterizzato dagli edifici costruiti con la particolare pietra rossastra locale.Curiosità su Massa SassorossoMassa e Sassorosso erano un'unica comunitàGli archivi documentano l'antica Comunità di Massa-Sasso Rosso di Garfagnana. I Capitoli del 1625 Sono sopravvissuti i Capitoli della comunità di Massa e Sassorosso, testimonianza delle antiche regole con cui gli abitanti amministravano il territorio. Una parrocchia dal 1417 In quell'anno il vescovo di Lucca autorizzò gli abitanti di Massa a costruire una chiesa dedicata a San Michele Arcangelo. Il paese degli antenati di Piazzolla I nonni materni di Astor Piazzolla erano originari di Massa Sassorosso e partirono dalla Garfagnana per l'Argentina. Da Massa Sassorosso a Mar del Plata Nella città argentina si formò una numerosa comunità di emigrati provenienti da questa parte della Garfagnana. Un largo dedicato al tango Nel paese si trova oggi il Largo Astor Piazzolla, dedicato al grande compositore argentino e alle sue radici garfagnine. Il vicino paese rosso Sassorosso deve il proprio nome alla particolare roccia rossastra sulla quale sorge il borgo e con la quale sono stati costruiti molti dei suoi edifici. Perché visitare Massa SassorossoMassa Sassorosso è un piccolo paese che racchiude una storia sorprendentemente ampia. Le antiche istituzioni della comunità, la Chiesa di San Michele, le attività agricole e pastorali e le case in pietra raccontano secoli di vita della montagna garfagnina. Ma è soprattutto la storia dell'emigrazione a rendere questo borgo particolare. Da queste montagne partirono uomini e donne diretti verso l'Argentina e da una di quelle famiglie sarebbe nato Astor Piazzolla, destinato a trasformare per sempre la storia del tango. Tra la Garfagnana e Mar del Plata esiste quindi un filo invisibile che attraversa l'oceano. Un filo che parte dalle piccole strade di Massa Sassorosso e arriva fino alle note del bandoneon di uno dei più grandi musicisti del Novecento. |