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Informazioni storiche, culturali della località. |
Molunghi: storia, arte e cultura di un antico borgo rurale1. Dove si trova e perché il luogo è importanteMolunghi è una delle località storiche del territorio di Calice al Cornoviglio. Lo Statuto comunale riconosce ufficialmente Molunghi tra le località storiche del territorio e ne riporta anche l'antica denominazione "Mollonghi". Si trova sul versante orientale del territorio comunale, a circa 425 metri di quota, in una zona montana che mette in relazione la valle del Vara con il versante della Lunigiana. Una stazione pluviometrica regionale è tuttora indicata come "Calice al Cornoviglio - Molunghi", alla quota di 425 m. La posizione è importante per comprendere la storia dell'abitato: non siamo davanti a un centro nato intorno a una grande fortificazione, come Madrignano, ma a un insediamento rurale sviluppatosi nel sistema di piccoli nuclei e percorsi montani di Calice.Il Comune stesso sottolinea che il territorio calicese è caratterizzato da numerosi passi e percorsi che consentono comunicazioni tra la valle del Magra e quella del Vara. 2. Molunghi nella Lunigiana storica. Per capire Molunghi bisogna partire dal quadro territoriale. Calice al Cornoviglio appartiene storicamente alla Lunigiana, anche se dal punto di vista geografico si trova nel bacino del Vara. Questa doppia appartenenza è fondamentale per capire la cultura locale. Lo Statuto comunale lo dichiara espressamente: il Comune riconosce la propria appartenenza storica e culturale alla Lunigiana storica. Contemporaneamente, il territorio ha avuto rapporti economici e geografici molto forti con la Val di Vara. Molunghi si trova quindi dentro quella particolare zona di confine nella quale per secoli si sono incontrati: Lunigiana + Val di Vara + Liguria + Toscana. È una delle caratteristiche culturali più interessanti dell'intero territorio calicese. 3. Le origini medievali: cosa possiamo dire?Qui è importante
essere prudenti. A differenza di
Calice o Madrignano, non ho
trovato una fonte che permetta di datare con certezza la fondazione di
Molunghi al Medioevo. Questo non significa
che il nucleo non esistesse. Significa
semplicemente che, allo stato della documentazione online consultabile,
non possiamo attribuirgli una data di fondazione precisa. Il territorio di
Calice è comunque documentato almeno dall'XI
secolo: il possesso obertengo è ricordato nel 1088 e
successivamente il territorio passa attraverso Estensi, vescovi di Luni,
Fieschi e Malaspina. È quindi ragionevole
collocare la formazione dei piccoli insediamenti rurali del territorio
all'interno di questo lungo processo di organizzazione agricola e
feudale della Lunigiana. Per Molunghi, però,
preferirei parlare di: "antico
insediamento rurale di origine non precisamente documentata" anziché attribuirgli
arbitrariamente una data medievale.
4. I Malaspina e il territorio di Calice. 6. Santa Maria AnnunziataL'oratorio è dedicato alla Santissima Annunziata, la celebrazione liturgica della quale ricorre il 25 marzo. La dedica non è casuale. Il culto dell'Annunciazione alla Vergine Maria è molto diffuso in Liguria e Lunigiana e spesso è legato alle comunità rurali e alle confraternite. Nel caso di Molunghi, l'oratorio deve essere letto come: luogo religioso + luogo comunitario + elemento identitario del borgo.Il Comune segnala inoltre che vi viene celebrato anche San Giuseppe il 19 marzo. Queste feste religiose costituivano tradizionalmente momenti importanti di aggregazione. 7. Il terremoto del 1920: la distruzione dell'antico oratorioQuesta è probabilmente la pagina più drammatica della storia moderna di Molunghi. Nel 1920 un forte terremoto colpì soprattutto l'area di Fivizzano e della Lunigiana. Il sisma provocò danni anche nel territorio calicese. L'Oratorio di Molunghi venne distrutto. La cosa particolarmente interessante è che la ricostruzione non fu semplicemente un intervento pubblico. Il Comune racconta che l'edificio venne ricostruito per volontà di Donna Armida Pirero Paita, indicata come ultima discendente diretta dell'antica famiglia lunense dei Paita. Questa informazione apre una finestra importante sulla storia sociale del borgo. 8. La famiglia Paita e Armida Pirero PaitaLa figura di Armida Pirero Paita è probabilmente uno dei personaggi più interessanti da approfondire nella storia di Molunghi. Secondo la tradizione documentata dal Comune, la donna volle ricostruire l'oratorio come ringraziamento per una sua "prodigiosa guarigione" da una malattia ritenuta inguaribile. Quindi il nuovo edificio non nasce soltanto dalla necessità di sostituire quello distrutto dal terremoto. È anche un atto votivo. Possiamo leggerlo attraverso tre elementi: terremoto → distruzione → guarigione → ricostruzione votiva. Questo trasforma l'oratorio in un monumento non soltanto religioso, ma anche alla memoria familiare e alla devozione personale. 9. L'oratorio attuale racconta quindi due epocheQuesto è un aspetto molto interessante. L'edificio che vediamo oggi non è semplicemente l'oratorio seicentesco. È il risultato di due momenti storici: XVII secolo Costruzione dell'Oratorio di Santa Maria Annunziata. 1920 Terremoto e distruzione. Anni successivi Ricostruzione voluta da Armida Pirero Paita. Quindi l'edificio attuale può essere letto come una memoria del Seicento reinterpretata nel Novecento. 10. L'arte: un patrimonio piccolo ma significativoMolunghi non possiede, per quanto emerge dal Catalogo Generale dei Beni Culturali consultabile online, un patrimonio artistico paragonabile a quello delle principali chiese di Calice o Madrignano. Ed è proprio questo che rende interessante il suo patrimonio. Qui il valore non sta nella presenza di grandi opere monumentali, ma nella storia dell'edificio e della devozione locale.Il patrimonio di Molunghi appartiene alla categoria dell'arte religiosa rurale: architettura dell'oratorio; culto mariano; devozione a San Giuseppe; memoria votiva; rapporto tra edificio religioso e comunità. Il Catalogo Generale dei Beni Culturali censisce complessivamente nel territorio comunale numerosi beni storico-artistici e architettonici, prevalentemente legati a edifici religiosi, manufatti e opere della tradizione ligure. 11. Molunghi e la parrocchia di Santa Maria di CaliceOggi l'Oratorio di San Giuseppe di Molunghi risulta collegato alla parrocchia di Santa Maria Assunta di Calice. La Diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato lo indica esplicitamente tra gli edifici religiosi dipendenti dalla parrocchia. La storia parrocchiale di Calice è essa stessa molto interessante. La parrocchia di Santa Maria si ritiene costituita intorno al 1600; nel 1667 la rettoria venne elevata a pievania; nel 1787 passò alla nuova diocesi di Pontremoli, nel 1901 alla diocesi di Massa e nel 1959 alla diocesi di Brugnato. Molunghi deve quindi essere inserita dentro questa rete ecclesiastica. 12. Il significato sociale dell'oratorioPer una piccola comunità rurale l'oratorio non era semplicemente il posto dove andare a Messa.Era un punto di riferimento per: feste patronali; processioni; preghiere; devozioni; incontri comunitari; memoria dei defunti; identità del borgo. La festa dell'Annunciazione, il 25 marzo, doveva quindi rappresentare un momento particolarmente importante nella vita collettiva di Molunghi. La celebrazione di San Giuseppe il 19 marzo aggiunge un'altra importante ricorrenza al calendario religioso. 13. Molunghi e l'economia ruraleCome gli altri piccoli nuclei di Calice, Molunghi è nato e si è sviluppato in un ambiente caratterizzato da: castagneti; boschi; piccoli appezzamenti agricoli; pascoli; allevamento; raccolta dei prodotti del bosco. L'economia storica del territorio comunale era infatti prevalentemente agricola e forestale. Il Comune sottolinea esplicitamente questo carattere tradizionale. Il castagno aveva un'importanza enorme nella società rurale ligure-lunigianese. Non era semplicemente una pianta: castagna → farina → alimento → allevamento → legname. Il bosco costituiva quindi una vera infrastruttura economica. 14. La cultura materialeLa storia di Molunghi va quindi cercata anche nelle cose apparentemente più semplici:case in pietra; muri a secco; sentieri; piccoli orti; castagneti; essiccatoi; fontane; forni;stalle; terrazzamenti. Sono elementi che raramente entrano nei libri di storia, ma che permettono di capire come viveva la popolazione. Per questo Molunghi rappresenta bene la cultura materiale della montagna lunigianese. 15. I collegamenti con la LunigianaC'è un particolare interessante: lo Statuto comunale conserva per Molunghi la denominazione storica "Mollonghi". Questi antichi toponimi sono importanti perché spesso sopravvivono molto più a lungo delle strutture amministrative. Il nome del luogo è quindi una piccola testimonianza della continuità storica della comunità. In un lavoro storico più approfondito sarebbe interessante confrontare: Mollonghi → Molunghi con i toponimi delle località vicine, per capire se il nome abbia un'origine legata a una famiglia, a una caratteristica geografica, a un'attività o a un termine dialettale antico. Su questo punto, però, non ho trovato una spiegazione etimologica sufficientemente documentata e preferisco non inventarne una. 16. L'Ottocento: il paese nella nuova societàNel XIX secolo Molunghi attraversa la grande trasformazione che interessa tutta la zona. Prima il territorio passa attraverso l'amministrazione toscana e poi, nel 1847, entra nel Ducato di Modena, nella cosiddetta Lunigiana estense. Dopo l'Unità d'Italia entra nel nuovo Stato italiano. Nel 1863 il comune assume ufficialmente il nome di Calice al Cornoviglio. Molunghi rimane però una comunità rurale. La sua vita quotidiana continua a dipendere soprattutto dalla terra e dal bosco. 17. Scuola, amministrazione e vita quotidianaUn elemento che potrebbe permettere di ricostruire molto bene la vita di Molunghi è l'Archivio Storico comunale di Calice. Il Comune conserva documenti che vanno dagli inizi del Settecento agli anni Sessanta del Novecento, comprese: anagrafe; stato civile; fiscalità; lavori pubblici; scuole; elezioni; deliberazioni amministrative. Sono presenti anche registri scolastici dalla seconda metà dell'Ottocento fino agli anni Cinquanta del Novecento. Questo significa che, con una ricerca archivistica specifica, sarebbe possibile ricostruire le famiglie e la vita quotidiana di Molunghi, non soltanto la storia dell'oratorio. 18. Il Novecento e lo spopolamentoCome molte località montane della Liguria e della Lunigiana, Molunghi ha conosciuto nel Novecento un progressivo ridimensionamento della popolazione. Il fenomeno è legato soprattutto a: emigrazione; abbandono dell'agricoltura tradizionale; industrializzazione; maggiore attrattiva dei centri urbani; difficoltà dei piccoli nuclei montani. Questo ha modificato radicalmente il rapporto tra abitanti e territorio. Un tempo il bosco, i campi e i sentieri erano spazi produttivi. Oggi sono sempre più spesso percepiti come paesaggio e patrimonio naturale. |
Informazioni storiche, culturali della località. |