Foto, storia e informazioni del borgo
Informazioni storiche, culturali della località. |
Montale, l’antico borgo della Pieve di San SiroA circa 150 metri sul livello del mare, Montale occupa una posizione centrale nella valle di Levanto, disteso sulla dorsale compresa tra le vallette di Vignana e Casella. È uno dei borghi più importanti dal punto di vista storico dell'intero territorio levantese. Qui, infatti, non troviamo soltanto un antico nucleo di case, ma una delle principali pievi medievali della zona, una torre di origine medievale, un oratorio cinquecentesco e tracce di una storia che affonda le proprie radici ben prima della nascita dell'attuale abitato. La sua posizione fu determinante: Montale si trovava lungo una delle principali direttrici che collegavano Levanto con l'entroterra e la Val Padana, percorsa nel corso dei secoli da mercanti, pellegrini e viaggiatori.Un borgo molto anticoIl nome Montale compare per la prima volta in un documento notarile del 1259. Ma la storia del luogo è molto più antica. Le indagini archeologiche svolte alla fine del Novecento hanno infatti evidenziato che l'insediamento esisteva già nel XIII secolo, e che l'edificazione del borgo proseguì poi senza grandi interruzioni dal XIV fino al XIX secolo. È interessante anche il modo in cui il paese si è sviluppato: in diversi casi le abitazioni più recenti vennero costruite sopra preesistenze tardo-medievali oppure utilizzando elementi architettonici appartenenti a edifici precedenti. Questo spiega perché, passeggiando per Montale, sia possibile trovare tracce di epoche differenti all'interno dello stesso tessuto edilizio. Il toponimo stesso, però, non rappresenta l'origine più antica del luogo. Per questa bisogna guardare alla Ceula di epoca romana.Prima di Montale c'era CeulaLa tradizione storica del territorio identifica sulle colline dell'attuale Montale un antico insediamento chiamato Ceula, o Cebula. Il toponimo Cebula è ricordato già nel VII secolo dall'Anonimo Ravennate nella sua Cosmographia, dove viene indicato un antico distretto rurale di origine romana. Secondo la ricostruzione storica, il progressivo declino di questo insediamento avrebbe portato alla formazione della pieve che divenne il centro religioso e territoriale della zona. Il passaggio da Ceula a Montale rappresenta quindi una delle trasformazioni più interessanti della storia locale: un antico centro di epoca romana lascia progressivamente spazio a un insediamento medievale organizzato attorno alla propria pieve. È importante però non trasformare questa ricostruzione in una certezza assoluta su ogni fase della continuità abitativa: le fonti permettono di ricostruire bene alcuni passaggi, mentre altri restano oggetto di interpretazione storica e archeologica.La posizione strategica sulla Via dei MontiMontale deve gran parte della propria importanza alla posizione. Da Levanto partiva infatti un'antica direttrice che, attraverso le colline, permetteva di raggiungere l'entroterra e proseguire verso Pontremoli e la Val Padana. Era una strada percorsa da mercanti e pellegrini, e la presenza della pieve trasformò Montale in un punto di riferimento religioso e logistico lungo il percorso. Non dobbiamo immaginare una strada nel senso moderno del termine. Era una rete di mulattiere e sentieri, adattata al territorio montuoso, sulla quale si viaggiava a piedi oppure con animali da soma. In questo sistema i borghi collinari assumevano un'importanza molto maggiore rispetto a quella che possono avere oggi. Un paese come Montale non era semplicemente un luogo dove abitavano contadini: era anche un punto di passaggio, un luogo di culto e un nodo della rete territoriale.La Pieve di San SiroIl cuore storico di Montale è la Pieve di San Siro. La chiesa è ricordata nei documenti già dall'XI secolo. Un documento del 1077 cita infatti la pieve, facendo ritenere plausibile che prima dell'edificio attuale esistesse una costruzione religiosa più antica e di dimensioni inferiori. L'edificio oggi conservato non è però archeologicamente databile a prima del XII secolo. È quindi possibile che la pieve più antica sia stata demolita e sostituita da una costruzione più grande. La sua importanza storica era enorme. In passato dalla Pieve di San Siro dipendevano infatti molte delle chiese e cappelle degli attuali territori di Levanto e Bonassola. Non era dunque soltanto la chiesa di Montale: era una vera chiesa matrice, punto di riferimento religioso per un territorio molto più ampio. Per questo la storia della pieve coincide, per molti secoli, con una parte importante della storia stessa della valle.La pieve tra Medioevo e BaroccoL'aspetto attuale della Pieve di San Siro è il risultato di numerose trasformazioni. All'interno sono ancora leggibili elementi della struttura medievale, soprattutto nel ritmo delle colonne in pietra e degli archi a tutto sesto che dividono lo spazio in tre navate. La facciata, invece, rivela soprattutto le trasformazioni di epoca barocca, con forme più mosse e linee curve. Questa sovrapposizione di stili rende la chiesa particolarmente interessante: entrando, è possibile percepire contemporaneamente la struttura medievale e gli interventi che nei secoli successivi hanno aggiornato l'edificio secondo i gusti del momento.La Madonna lignea e il nome di MaraglianoTra le opere più curiose conservate nella pieve c'è una Madonna lignea dipinta, riferibile alla bottega dello scultore genovese Anton Maria Maragliano, attivo tra XVII e XVIII secolo. Qui però entra in gioco una tradizione locale particolarmente affascinante. Secondo il racconto tramandato dagli abitanti di Montale, la statua sarebbe stata realizzata direttamente da Maragliano. La tradizione racconta che nello stesso periodo lo scultore avrebbe realizzato anche un'altra Madonna destinata alla chiesa di Sant'Andrea di Levanto. Le due statue sarebbero state trasportate via mare fino all'approdo levantese sulla stessa imbarcazione. I Levantesi avrebbero scelto la statua di dimensioni maggiori, destinata originariamente alla Pieve di San Siro, lasciando a Montale l'altra. La vicenda avrebbe provocato le proteste dei fedeli montalesi, placate soltanto quando sarebbe stato loro assicurato che la statua conservata nella pieve era stata effettivamente eseguita dallo stesso Maragliano. È una tradizione popolare, non un fatto documentato con certezza, ma è ancora oggi parte della memoria della comunità montalese.Le opere d'arte della PieveLa Pieve di San Siro conserva un patrimonio artistico notevole per un borgo delle dimensioni di Montale. Nell'abside si trova un coro ligneo realizzato da maestranze locali nella prima metà del Settecento. È un'opera di gusto barocco, anche se conserva alcuni motivi decorativi che richiamano la tradizione tardo-cinquecentesca. Nel presbiterio si trova invece un altare maggiore settecentesco in marmo, decorato con foglie d'acanto dorate, accompagnato da una balaustrata. Anche il pulpito e l'altare collocato in fondo alla navata sinistra appartengono alla stagione barocca. La pieve conserva inoltre due tele attribuite a importanti pittori della scuola barocca genovese: una Pietà con San Michele Arcangelo e San Rocco, datata 1620 e attribuita a Giochino Assereto; una Madonna in trono con il Bambino e due Santi, attribuita a Orazio de Ferrari. Ma forse il pezzo più singolare è custodito nella sacrestia. Si tratta di un calice in argento sbalzato, cesellato e dorato, opera di un argentiere genovese della metà del Quattrocento. Un oggetto di piccole dimensioni, ma capace di raccontare indirettamente i rapporti commerciali e artistici che collegavano i piccoli centri della Liguria con Genova.La torre: prima campanile, poi torre di avvistamento?Accanto alla pieve si trova uno degli elementi più affascinanti di Montale: la sua torre quadrangolare. La struttura oggi visibile è realizzata quasi completamente in pietra calcarea locale, con muri di oltre un metro di spessore e conci disposti in corsi abbastanza regolari. La torre è databile al XII secolo, mentre la cella campanaria che la completa è un'aggiunta molto più recente, risalente al XIX secolo. La sua funzione originaria è uno degli argomenti più interessanti. Secondo una ricostruzione riportata dalle fonti locali, la torre potrebbe essere sorta come struttura difensiva e di avvistamento della costa. Una fonte dedicata alla Via dei Monti la considera infatti impostata su una precedente torre di controllo costiero, mentre il Comune segnala anche l'ipotesi, più suggestiva ma non dimostrata, di una fortificazione molto più antica, forse addirittura preromana. Su quest'ultima interpretazione è bene mantenere cautela: si tratta di una congettura, non di un dato archeologico acquisito. Resta invece certa la straordinaria posizione della torre, che spiega bene perché questo punto fosse adatto al controllo del territorio.Una torre prima del campanileÈ proprio questo uno dei dettagli più curiosi di Montale. Oggi siamo abituati a vedere la struttura come il campanile della Pieve di San Siro, ma la sua storia è probabilmente più complessa. La parte inferiore della costruzione è infatti una vera torre medievale, mentre la cella campanaria è stata aggiunta nel XIX secolo. Quello che appare oggi come un normale campanile è quindi il risultato della trasformazione di una struttura che aveva avuto in origine una funzione diversa. È un esempio perfetto di come, nei borghi liguri, gli edifici abbiano spesso cambiato funzione nel corso dei secoli senza perdere completamente la loro struttura originaria.L'Oratorio di Santa CroceAccanto alla pieve si trova l'Oratorio di Santa Croce, probabilmente costruito all'inizio del XVI secolo. L'edificio è quasi nascosto dalla stessa pieve: osservandolo dal livello della strada se ne percepisce soprattutto la facciata, mentre la sua posizione risulta molto più evidente guardando il complesso dall'alto. L'oratorio ha pianta rettangolare ed è diviso internamente in quattro campate. Particolarmente curioso è l'oggetto tradizionalmente conservato al suo interno: una “batuèla”, uno strumento ligneo a percussione che veniva utilizzato durante la Settimana Santa. Quando le campane venivano legate e non potevano essere suonate, in segno di lutto per la morte di Cristo, la batuèla serviva a produrre il segnale sonoro che sostituiva temporaneamente quello delle campane. È una piccola testimonianza della vita religiosa quotidiana di un tempo, oggi quasi completamente scomparsa.Il Volto Santo di LuccaSul portale dell'Oratorio di Santa Croce è presente un'immagine del Volto Santo di Lucca. Il particolare è interessante perché il culto del Volto Santo era strettamente legato ai percorsi medievali frequentati da mercanti e pellegrini. La sua presenza a Montale si inserisce quindi perfettamente nel carattere viario del borgo e della Pieve di San Siro. È uno di quei dettagli che, osservati isolatamente, possono sembrare semplicemente decorativi. Ma inseriti nella storia del territorio acquistano un significato molto più ampio: ricordano che da queste strade passavano persone dirette verso altri luoghi di culto, mercati e città.Montale, “Capo Contone”Un'altra pagina curiosa della storia del borgo si apre alla fine del Settecento. Nel 1798, con la nascita della Repubblica Ligure, Montale divenne Capo Contone, esercitando la propria giurisdizione su Chiesanuova, Ridarolo, Fontona, Lavaggiorosso e Legnaro. È un particolare che sorprende se si pensa alle dimensioni attuali del borgo. Montale non era infatti soltanto una frazione rurale: in quella fase della storia amministrativa divenne il centro di riferimento per un territorio comprendente diversi altri nuclei della valle.La Cappella di Santa Maria di LoretoLa storia di Montale comprende anche un piccolo edificio religioso situato più in alto, nella località Sorlana. Si tratta della Cappella di Santa Maria di Loreto, posta lungo il sentiero che da Montale sale verso la Foce di Montale. La costruzione è semplice: una piccola aula rettangolare con abside semicircolare, rialzata di alcuni gradini rispetto al terreno. Davanti alla facciata è presente un portico rustico in legno, con due arcate. La sua posizione non era casuale: la cappella si trovava circa a metà strada tra Montale e il Monte Piano, lungo un percorso utilizzato dai viandanti, e il portico offriva un riparo a chi percorreva il sentiero. È un esempio molto concreto di come le piccole cappelle della valle fossero legate non soltanto alla devozione, ma anche alla viabilità quotidiana.Montale e il paesaggio agricoloCome gli altri borghi della valle, anche Montale era strettamente legato all'agricoltura. Le abitazioni si sviluppavano sulla dorsale, mentre intorno si estendeva un paesaggio fatto di terrazzamenti, uliveti, boschi e piccoli appezzamenti coltivati. Ancora oggi, nei dintorni del borgo, la rete di sentieri permette di percepire questo antico rapporto tra abitato e territorio. La posizione centrale di Montale rendeva inoltre il paese un punto naturale di passaggio tra i diversi nuclei della valle. È significativo che ancora oggi dalla piazza del borgo partano diversi percorsi escursionistici locali.Il borgo nella storia contemporaneaMontale ha conservato una parte importante della propria struttura storica anche in epoca contemporanea. Negli ultimi anni il Comune di Levanto ha avviato interventi di valorizzazione delle frazioni collinari. Nel 2025, dopo la riqualificazione della piazza davanti alla Pieve di San Siro, è stata annunciata anche la progettazione di interventi per la pavimentazione dei vicoli interni del borgo. È un aspetto importante perché nei piccoli centri storici la conservazione non riguarda soltanto i grandi monumenti. Anche un carruggio, una pavimentazione, un muro in pietra o una piccola piazza contribuiscono a mantenere leggibile la struttura storica dell'abitato.Curiosità su Montale1. Montale è documentato dal 1259.È la prima attestazione nota del toponimo, anche se l'insediamento è più antico. 2. Prima di Montale c'era Ceula. Il territorio è associato all'antico insediamento romano di Ceula, ricordato già nella Cosmographia dell'Anonimo Ravennate nel VII secolo. 3. La torre non nacque come campanile ottocentesco. La struttura medievale risale al XII secolo; la cella campanaria è stata aggiunta nel XIX secolo. 4. La Pieve di San Siro era molto più importante della sola comunità di Montale. In passato dalla pieve dipendevano numerose chiese e cappelle dei territori di Levanto e Bonassola. 5. Nella sacrestia c'è un calice del Quattrocento. È un'opera in argento sbalzato, cesellato e dorato realizzata da un argentiere genovese della metà del XV secolo. 6. A Montale si conserva la “batuèla”. Era lo strumento utilizzato durante la Settimana Santa quando le campane non potevano essere suonate. 7. Nel 1798 Montale divenne Capo Contone. In quell'epoca esercitava la giurisdizione anche su Chiesanuova, Ridarolo, Fontona, Lavaggiorosso e Legnaro. 8. La Madonna di Maragliano ha una storia curiosa. La tradizione locale sostiene che la statua sia stata eseguita direttamente da Anton Maria Maragliano, ma questa è una tradizione popolare riportata dalle fonti comunali e non una certezza documentaria. |