Montaltissimo: storia,
cultura e tradizioni di un antico borgo della Garfagnana
Montaltissimo
è una frazione del
Comune di Molazzana
,
in provincia di Lucca, immersa tra i boschi e i castagneti della
Garfagnana.
Il piccolo borgo sorge a circa
520 metri di altitudine
, in
una posizione tranquilla e panoramica dalla quale si aprono belle vedute
verso la media Valle del Serchio e le montagne circostanti.
Il paese conserva ancora oggi il carattere tipico dei
piccoli centri rurali della Garfagnana: case raccolte lungo strette vie,
edifici in pietra, boschi e antichi percorsi che ricordano un'epoca
nella quale la vita quotidiana era strettamente legata alla terra e alla
montagna.
Nonostante le dimensioni ridotte, Montaltissimo
possiede una storia molto antica, testimoniata dalla chiesa dei Santi
Giacomo e Filippo e dai resti di strutture difensive presenti nella
parte più alta dell'abitato.
Le antiche origini di Montaltissimo
Le origini del paese risalgono almeno al Medioevo.
La posizione elevata dell'abitato offriva diversi
vantaggi: permetteva di controllare il territorio circostante e nello
stesso tempo lasciava disponibili per l'agricoltura e il pascolo i
terreni situati intorno al paese.
La testimonianza storica più importante relativa
all'antichità di Montaltissimo è rappresentata dalla sua chiesa.
L'
Ecclesia Sancti
Jacobi de Monte Altissimo
compare infatti in una
bolla di papa Alessandro III del 1168
.
Questo documento permette di affermare che nel XII
secolo esisteva già una comunità sufficientemente organizzata da
possedere un proprio luogo di culto.
Montaltissimo ha quindi almeno otto secoli di storia
documentata.
Il Castello
Nella parte più alta del paese si trova una località
significativamente chiamata
“Castello”
.
Qui sono ancora visibili tracce attribuite a un'antica
torre di avvistamento medievale
.
La struttura sarebbe sorta probabilmente intorno
all'anno Mille e la tradizione locale ipotizza che possa essere stata
costruita sopra strutture ancora più antiche.
La posizione era particolarmente favorevole.
Da questo punto era infatti possibile controllare
un'ampia porzione della valle e osservare le vie che collegavano i
diversi paesi della zona.
La torre faceva probabilmente parte di quel sistema di
piccoli punti fortificati e postazioni di controllo che nel Medioevo
caratterizzava la Garfagnana.
Oggi ne rimangono soltanto alcune tracce, ma il nome
“Castello” continua a conservare la memoria dell'antica funzione
difensiva del luogo.
La chiesa dei Santi Giacomo e Filippo
Il principale monumento storico di Montaltissimo è la
chiesa dei Santi Giacomo e Filippo
Apostoli
, situata nella piazza del paese.
Come testimonia la bolla di Alessandro III del 1168,
le sue origini sono medievali.
L'edificio che possiamo osservare oggi è però il
risultato di numerose trasformazioni avvenute nel corso dei secoli.
La chiesa originaria era infatti più piccola e venne
successivamente modificata per rispondere alle esigenze della
popolazione.
Una pietra conservata presso la sagrestia porta la
data
1746
, ulteriore
testimonianza delle trasformazioni che interessarono il complesso
religioso nel Settecento.
La chiesa rappresentò per secoli il principale punto
di riferimento spirituale e sociale della comunità.
Una comunità che voleva la propria
cura
Per lungo tempo Montaltissimo dipese
ecclesiasticamente dalla parrocchia di Molazzana.
Nel corso dell'Ottocento gli abitanti chiesero però di
poter disporre di una maggiore autonomia religiosa.
La richiesta portò nel
1827
all'istituzione della
cura di Montaltissimo
, sotto
il titolo dei Santi Filippo e Giacomo.
La documentazione relativa a questo avvenimento
conserva anche le richieste presentate dagli abitanti e i rapporti con
le autorità religiose e civili della Garfagnana estense.
È un particolare interessante perché mostra quanto la
presenza stabile di un sacerdote e di una comunità religiosa autonoma
fosse importante per gli abitanti di un piccolo paese di montagna.
In un'epoca nella quale gli spostamenti avvenivano
soprattutto a piedi, raggiungere un altro paese per le funzioni
religiose poteva infatti rappresentare una difficoltà considerevole.
La ricostruzione ottocentesca
Durante il
XIX secolo
la chiesa dei Santi Giacomo e Filippo fu interessata da importanti
lavori di ricostruzione e trasformazione.
L'edificio assunse progressivamente l'aspetto che
ancora oggi caratterizza la piazza del paese.
La facciata è semplice, con copertura a capanna,
mentre l'interno conserva l'atmosfera raccolta tipica delle piccole
chiese della montagna garfagnina.
Le dimensioni relativamente contenute raccontano anche
quelle della comunità che per secoli utilizzò questo luogo di culto.
La chiesa non era soltanto il luogo della messa
domenicale.
Battesimi, matrimoni, funerali e feste religiose
scandivano la vita degli abitanti e facevano dell'edificio il vero
centro sociale del paese.
La Seconda guerra mondiale
Anche Montaltissimo fu coinvolto nelle drammatiche
vicende della
Seconda guerra mondiale
.
Tra il 1944 e il 1945 la Garfagnana si trovò nell'area
della
Linea Gotica
, il grande
sistema difensivo tedesco che attraversava l'Appennino e le Alpi Apuane.
Il territorio di Molazzana fu direttamente interessato
dalle operazioni militari.
La popolazione dovette affrontare bombardamenti,
sfollamenti, difficoltà negli approvvigionamenti e il continuo passaggio
delle truppe.
Anche la chiesa dei Santi Giacomo e Filippo subì danni
durante il conflitto e nel dopoguerra furono necessari nuovi interventi
di ricostruzione.
Per le piccole comunità della Garfagnana la fine della
guerra significò quindi non soltanto il ritorno alla pace, ma anche un
lungo lavoro per riparare case, chiese e infrastrutture danneggiate.
Montaltissimo e gli Este
La storia del paese è strettamente collegata a quella
del territorio di Molazzana.
Nel Quattrocento questa parte della Garfagnana passò
sotto il dominio della famiglia
Este
.
Nel
1451
,
con il lodo di papa Niccolò V, Molazzana venne assegnata agli Este ed
entrò nella Vicaria estense di Trassilico.
Montaltissimo condivise quindi per secoli le vicende
della
Garfagnana estense
,
politicamente collegata prima a Ferrara e successivamente al Ducato di
Modena.
Questo legame rimase sostanzialmente in vita fino alle
grandi trasformazioni politiche dell'età napoleonica e dell'Ottocento.
L'età napoleonica
Con l'arrivo delle truppe francesi alla fine del
Settecento, l'antico sistema amministrativo della Garfagnana venne
profondamente modificato.
Nel
1806
Molazzana e il suo territorio furono aggregati al Principato napoleonico
di Lucca.
Due anni più tardi, con il decreto del
29 ottobre 1808
, venne
organizzata la nuova Comunità di Molazzana.
Montaltissimo ne costituiva una delle sezioni insieme
a
Brucciano, Eglio, Sassi e Cascio
.
Dopo la caduta di Napoleone il territorio tornò al
Ducato di Modena.
Questi continui cambiamenti amministrativi mostrano
come anche un piccolo paese di montagna fosse coinvolto nelle grandi
trasformazioni politiche europee dell'Ottocento.
La vita nei castagneti
La storia di Montaltissimo non è fatta soltanto di
avvenimenti politici e religiosi.
Per la maggior parte degli abitanti la vita quotidiana
era legata soprattutto all'
agricoltura,
all'allevamento e ai boschi
.
Il paesaggio intorno al paese è caratterizzato ancora
oggi dalla presenza di numerosi castagneti.
Per secoli il
castagno
fu una delle risorse fondamentali delle famiglie.
Le castagne venivano raccolte in autunno e portate nei
metati, dove venivano essiccate lentamente.
Successivamente erano trasportate ai mulini e
trasformate in farina.
La farina di castagne poteva essere conservata per
molti mesi e permetteva di preparare numerosi piatti della cucina
tradizionale.
Non a caso il castagno veniva chiamato
“l'albero del pane”
.
Il problema del mulino
Un episodio particolarmente interessante della storia
locale riguarda proprio la macinazione dei cereali e delle castagne.
Per lungo tempo gli abitanti di Montaltissimo dovevano
utilizzare i mulini situati sul torrente Vescherana o recarsi fuori dal
territorio.
La distanza rendeva il trasporto delle granaglie
faticoso e provocò anche controversie con la Comunità di Molazzana, che
cercava di obbligare gli abitanti a utilizzare determinati mulini.
La questione divenne così importante che gli abitanti
di Montaltissimo e della vicina Promiana arrivarono a chiedere una
maggiore autonomia.
Nel
1742
venne finalmente concesso agli uomini di Montaltissimo di costruire, a
proprie spese,
un mulino per la
comunità
.
Il Molino di Grignetola
Il nuovo mulino fu costruito rapidamente.
All'inizio del
1743
il
Molino di Grignetola
,
conosciuto anche come Molino del Diversi, risultava già terminato.
La costruzione rappresentò un miglioramento importante
nella vita quotidiana degli abitanti.
Non era più necessario affrontare lunghi spostamenti
per macinare cereali e castagne.
L'episodio permette di comprendere quanto i mulini
fossero importanti nell'economia delle comunità rurali.
Prima dell'arrivo dell'elettricità e dei moderni
sistemi di produzione, la forza dell'acqua rappresentava infatti una
delle poche fonti di energia disponibili per trasformare i prodotti
agricoli.
Un semplice mulino poteva quindi avere un'importanza
enorme per la vita di un intero paese.
Agricoltura e allevamento
Accanto ai castagneti, le famiglie coltivavano i
piccoli terreni disponibili intorno al borgo.
L'economia era prevalentemente di
sussistenza
.
Gran parte di ciò che veniva prodotto serviva
direttamente all'alimentazione della famiglia.
L'allevamento forniva latte, formaggi, carne e animali
utilizzati anche per il lavoro e il trasporto.
Ogni spazio aveva una funzione.
I terreni migliori erano destinati alle coltivazioni,
i prati fornivano il fieno, mentre le aree più alte e difficili erano
utilizzate per il pascolo o lasciate al bosco.
Il paesaggio attuale è quindi anche il risultato di
secoli di lavoro umano.
Le mulattiere e gli antichi
collegamenti
Prima della costruzione delle strade moderne,
Montaltissimo era collegato agli altri paesi attraverso
sentieri e mulattiere
.
Queste erano le vere vie di comunicazione della
montagna.
Venivano percorse a piedi oppure con muli e altri
animali da soma.
Attraverso le mulattiere si trasportavano castagne,
farina, legna, fieno, prodotti agricoli e merci.
Gli stessi percorsi permettevano di raggiungere
Molazzana, i paesi vicini e i centri commerciali della valle.
Oggi molte di queste antiche vie hanno perso la loro
funzione economica, ma rimangono una preziosa testimonianza del modo in
cui il territorio veniva vissuto prima dell'arrivo delle automobili.
Il panorama sulla Garfagnana
Uno degli elementi più belli di Montaltissimo è la sua
posizione panoramica.
Dalla parte alta del borgo e dai sentieri circostanti
si aprono scorci verso la
media Valle
del Serchio
e le
Alpi Apuane
.
La presenza delle montagne accompagna costantemente il
paesaggio.
Per gli abitanti del passato quelle montagne non erano
semplicemente un panorama.
Erano luoghi di lavoro, boschi da utilizzare, pascoli
e vie di comunicazione.
Oggi lo stesso ambiente rappresenta invece una delle
principali ricchezze naturalistiche e turistiche della zona.
Montaltissimo oggi
Oggi
Montaltissimo
conserva il carattere tranquillo di un piccolo borgo della Garfagnana.
La piazza con la chiesa dei Santi Giacomo e Filippo
costituisce il cuore del paese, mentre salendo verso la località
Castello si ritrovano le tracce della sua storia medievale.
Intorno all'abitato dominano ancora i castagneti che
per generazioni hanno sostenuto l'economia delle famiglie.
Il paese conserva inoltre una caratteristica
importante: nonostante le piccole dimensioni, ospita ancora una
scuola dell'infanzia e una scuola
primaria
, mantenendo quindi una funzione significativa per la
comunità locale.
Visitare Montaltissimo significa scoprire una
Garfagnana lontana dai grandi itinerari turistici.
Una Garfagnana fatta di
piccole chiese medievali, antiche
torri, castagneti, mulini e mulattiere
, nella quale la storia
non è concentrata in un singolo monumento ma è distribuita nell'intero
paesaggio.
Montaltissimo è proprio questo: un piccolo paese di
montagna che, dietro la sua apparente semplicità, conserva oltre otto
secoli di storia documentata. |