Montaretto - Bonassola

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Montaretto ha un elemento narrativo davvero forte:è più antico del borgo marinaro di Bonassola nella struttura storica della valle. Il Comune stesso sottolinea che i primi insediamenti si svilupparono probabilmente nella zona occidentale, proprio fra Montaretto e Reggimonti, mentre l'attuale Bonassola sul mare si sviluppò molto più tardi

Montaretto

Oratorio San Rocco

Oratorio San Rocco

Oratorio San Rocco

Case

Passaggio

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Vicolo

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Informazioni storiche, culturali della località.

Un antico borgo sulle alture di Bonassola

A circa 300 metri sul livello del mare, alle spalle del golfo di Bonassola e sulle pendici del Monte Brino, Montaretto è uno dei più antichi nuclei abitati del territorio comunale di Bonassola. Oggi appare come un tranquillo borgo collinare, circondato dal verde e affacciato verso il mare, ma la sua posizione racconta una storia molto più antica. Prima ancora che Bonassola diventasse il borgo marinaro che conosciamo oggi, la vita della valle si concentrava soprattutto sulle alture. Montaretto e la vicina Reggimonti occupavano infatti una posizione favorevole rispetto alle antiche vie di comunicazione e alle aree agricole. Secondo la ricostruzione storica pubblicata dal Comune di Bonassola, la particolare conformazione geologica della parte occidentale della valle, dove prevalgono rocce più facilmente lavorabili, potrebbe aver favorito proprio qui i primi insediamenti umani. La tradizione storica locale individua quindi in Montaretto e Reggimonti i nuclei più antichi della valle di Bonassola.

Prima di Bonassola

Per comprendere la storia di Montaretto bisogna immaginare un territorio molto diverso da quello attuale. L'attuale centro di Bonassola, affacciato sul mare, si sviluppò infatti soltanto più tardi. Secondo la ricostruzione del Comune, prima del XV-XVI secolo l'area oggi occupata dal borgo era in larga parte interessata dal mare e dalla pianura alluvionale. Il territorio abitato si trovava quindi soprattutto sulle colline. Montaretto, Reggimonti e San Giorgio costituivano alcuni dei principali nuclei della Vallis Bonazolae, l'antica denominazione con la quale veniva indicata la valle che si estendeva tra Levanto e Framura. La posizione di Montaretto era particolarmente favorevole perché permetteva di dominare dall'alto la valle e di mantenere i collegamenti con i territori vicini.

Le antiche vie di comunicazione

Uno degli aspetti più interessanti della storia di Montaretto è il rapporto con le antiche strade. La valle di Bonassola era attraversata da percorsi che collegavano la costa ligure con l'entroterra. Il Comune di Bonassola ricorda un'antica direttrice che, provenendo da Ceula, l'attuale Montale sopra Levanto, raggiungeva Reggimonti, Montaretto e Scernio, superava il Monte Bardellone e proseguiva verso Brugnato e la Lunigiana. Esisteva inoltre una direttrice costiera che collegava i diversi insediamenti del Levante ligure. Secondo le fonti locali, nelle vicinanze della Chiesarotta, presso Reggimonti, gli scavi archeologici effettuati tra il 1959 e il 1960 portarono alla luce, sotto i resti di un antico edificio religioso, una struttura attribuita all'Alto Medioevo e un breve tratto stradale interpretato come possibile parte della via Ligurum, un'antica direttrice precedente alla conquista romana. Questi ritrovamenti non dimostrano che l'attuale borgo di Montaretto esistesse già in epoca romana, ma confermano l'antichità della frequentazione dell'intera valle e l'importanza dei suoi percorsi.

Montaretto nel Medioevo

Le prime notizie documentarie esplicite sui centri di mezza costa di Bonassola risalgono alla prima metà del Quattrocento. A quel tempo Montaretto e Reggimonti facevano parte del territorio amministrativamente dipendente dalla Podesteria di Framura. La vita economica era prevalentemente agricola. Le fonti ricordano in particolare la produzione di: vino; olio; castagne. La popolazione dei centri collinari era già consistente: le fonti locali ricordano circa 300 habitatores complessivi per Montaretto e Reggimonti nella prima metà del XV secolo. Il dato è importante perché mostra come, molto prima dello sviluppo turistico della costa, l'economia della valle fosse fondata su una popolazione rurale stabile e organizzata.

Montaretto e la nascita di Bonassola

La storia di Montaretto è strettamente collegata alla formazione del borgo di Bonassola. Mentre le comunità collinari erano già consolidate, tra XV e XVI secolo cominciò a svilupparsi il centro sul mare. Il progressivo arretramento della linea costiera e la formazione della pianura alluvionale permisero infatti la costruzione delle prime case. Il nuovo insediamento marinaro crebbe progressivamente, ma per molto tempo Montaretto e gli altri nuclei collinari continuarono a rappresentare una parte fondamentale della popolazione della valle. Questa situazione spiega perché, ancora nel XVI secolo, le fonti considerassero Montaretto una comunità di notevole importanza.

Il Cinquecento e la vita agricola

Nel 1531, durante un rilevamento fiscale effettuato dalla Repubblica di Genova, la popolazione di Bonassola e della sua valle risultava composta prevalentemente da agricoltori, marinai e mercanti di vino. Le coltivazioni principali erano la vite, l'olivo e il castagno. Il vino aveva un'importanza particolare e veniva anche esportato. Montaretto, grazie alla posizione e all'esposizione dei suoi terreni, era particolarmente legato alla viticoltura. Il paesaggio doveva essere molto diverso da quello attuale: ampie superfici collinari erano occupate da vigneti, mentre oliveti e castagneti completavano il sistema agricolo. La coltivazione della terra non era soltanto un'attività economica, ma il fondamento della vita della comunità.

Il saccheggio del 2 maggio 1560

Uno degli episodi più drammatici della storia di Montaretto avvenne il 2 maggio 1560. Il Levante ligure era da tempo esposto alle incursioni dei corsari barbareschi. La posizione di Montaretto, pur essendo lontana dalla costa, non garantiva sicurezza. Quella mattina una flotta corsara arrivò davanti a Bonassola. Secondo il rapporto inviato lo stesso giorno dal podestà di Sestri Levante al Senato della Repubblica di Genova, i primi uomini sbarcati si diressero proprio verso Montaretto, che venne saccheggiato. Successivamente i corsari si mossero verso Bonassola. Il rapporto parla di persone catturate e portate via come schiavi. Una seconda relazione, inviata dal podestà di Framura, riferisce di 53 persone di Bonassola e 13 uomini di Levanto catturati durante l'incursione; una parte riuscì successivamente a essere riscattata. L'episodio lasciò una memoria profondissima nella popolazione. Non era soltanto una razzia economica: il pericolo significava distruzione delle abitazioni, perdita dei raccolti e soprattutto cattura degli abitanti.

La difesa contro i corsari

L'incursione del 1560 rese ancora più evidente la necessità di costruire un sistema difensivo. Già il 23 marzo 1557, prima del saccheggio, gli abitanti di Bonassola, Montaretto e San Giorgio si erano riuniti nella pieve di San Martino a Framura per discutere la costruzione di una fortificazione presso la marina. Dopo il disastro del 1560, le discussioni ripresero. Nel 1561 gli abitanti di Montaretto e Reggimonti manifestarono però la volontà di costruire una struttura difensiva più arretrata rispetto alla costa, in posizione che ritenevano più sicura. Alla fine intervenne direttamente il Senato della Repubblica di Genova. Il 12 dicembre 1561 venne approvata la costruzione del castello di Bonassola, destinato alla difesa della marina. Questa vicenda mostra bene la particolare posizione di Montaretto: la comunità collinare non era semplicemente una realtà periferica rispetto a Bonassola, ma partecipava direttamente alle decisioni riguardanti la sicurezza dell'intera valle.

La Compagnia di Bonassola

La paura dei corsari portò anche alla nascita di una forma particolare di solidarietà. Il 13 marzo 1569 oltre settanta uomini di Bonassola si riunirono nella chiesa di Santa Caterina per fondare una società di mutuo soccorso. La Compagnia aveva uno scopo molto concreto: raccogliere denaro destinato al riscatto delle persone catturate dai corsari. Si trattava di una forma di solidarietà organizzata particolarmente significativa per l'epoca. La memoria del saccheggio di Montaretto del 1560 era ancora molto recente e la possibilità di essere catturati durante una nuova incursione costituiva una minaccia concreta. La Compagnia rappresentò quindi una risposta collettiva a una delle paure più profonde della popolazione della Riviera.

La chiesa e l'Oratorio di San Rocco

Uno degli edifici più caratteristici del borgo è l'Oratorio di San Rocco. La costruzione si trova all'inizio della parte più antica di Montaretto e presenta forme semplici, tipiche dell'architettura religiosa delle comunità rurali liguri. L'oratorio era sede della Confraternita di San Rocco. Gli associati vi si riunivano regolarmente e svolgevano attività religiose e assistenziali. La confraternita si occupava inoltre dell'assistenza agli ammalati e dell'organizzazione delle celebrazioni dedicate al santo. Accanto all'oratorio esisteva anche un ricovero per poveri e pellegrini. La documentazione ricorda che ancora all'inizio del Seicento vi era un ospitaliere incaricato di assistere i viandanti e amministrare i beni dell'opera pia. L'ospitalità e l'assistenza rappresentavano quindi una parte importante della cultura comunitaria di Montaretto. Oggi l'Oratorio di San Rocco è anche riconosciuto nell'elenco dei beni immobili sottoposti a tutela dalla Soprintendenza.

San Pietro Martire

La vita religiosa di Montaretto è legata anche alla chiesa parrocchiale di San Pietro Martire. La parrocchia è tuttora indicata dalla Diocesi della Spezia nel vicariato della Riviera con il titolo di San Pietro Martire. È importante non confondere questa chiesa con l'antica chiesa di San Pietro di Flerno, ricordata nelle fonti medievali e identificata con l'area di Scernio. Quest'ultima dipendeva dalla pieve di Ceula e ancora nel XVI secolo era collegata alla parrocchia di Bonassola. La distinzione è significativa perché mostra quanto fosse articolata la geografia religiosa della valle: diverse chiese, oratori e comunità erano collegati fra loro attraverso una rete ecclesiastica sviluppatasi nel corso del Medioevo.

Montaretto nel Seicento

Dopo le drammatiche incursioni del Cinquecento, la vita della comunità proseguì legata all'agricoltura. Il censimento della Repubblica di Genova del 1612 mostra un territorio caratterizzato da coltivazioni di vite, olivo, castagno, limone, gelso e fichi, oltre a numerosi orti. La vite aveva un'importanza superiore rispetto all'olivo. Erano inoltre numerosi i frantoi, distribuiti lungo i principali corsi d'acqua e nei territori compresi fra Montaretto e la marina. Il paesaggio agricolo era quindi estremamente diversificato. La produzione non era destinata esclusivamente all'autoconsumo: vino e altri prodotti agricoli alimentavano gli scambi con i centri vicini e contribuivano all'economia della valle.

I Vinzoni: una famiglia di Montaretto

Uno dei legami più importanti fra Montaretto e la storia della Liguria è rappresentato dalla famiglia Vinzoni. Le fonti locali fanno risalire al XV secolo le prime notizie documentarie della famiglia, originaria di Montaretto. La famiglia diede origine a diversi personaggi legati alle professioni notarili, commerciali e cartografiche. Il più celebre fu Matteo Vinzoni, nato a Montaretto il 6 dicembre 1690 e morto a Levanto nel 1773. L'Archivio di Stato di Genova lo identifica come cartografo ufficiale della Repubblica di Genova. Matteo apprese l'arte cartografica dal padre Panfilio Vinzoni. La sua attività non consisteva semplicemente nel disegnare mappe. Prima di realizzare le carte, Vinzoni si recava personalmente nei territori da rappresentare, osservandone la conformazione geografica, le strade, i centri abitati e gli elementi naturali. Il risultato più importante della sua attività fu l'Atlante dei Domini della Serenissima Repubblica di Genova e Terraferma, costituito da 44 mappe raccolte in due volumi e presentato al Senato genovese il 2 agosto 1773. Per Montaretto questa presenza è particolarmente significativa: uno dei più importanti cartografi della Liguria settecentesca era nato proprio nel borgo.

Montaretto nelle mappe di Matteo Vinzoni

Le carte di Vinzoni rappresentano oggi una fonte storica di enorme valore. La carta del 1773 permette infatti di osservare l'organizzazione del territorio di Bonassola e dei suoi borghi in un'epoca nella quale il paesaggio era ancora fortemente agricolo. Le mappe mostrano la presenza dei nuclei collinari e delle vie che li collegavano alla costa. Per la storia locale le carte di Vinzoni hanno quindi un valore doppio: sono contemporaneamente documenti geografici e fotografie storiche del territorio. Per Montaretto sono particolarmente preziose perché permettono di comprendere la posizione del borgo all'interno della rete di insediamenti della valle.

Il vino e il paesaggio agricolo

La storia di Montaretto è inseparabile dalla viticoltura. La produzione di vino è documentata almeno dal XV-XVI secolo e rappresentò per lungo tempo una delle principali risorse economiche della valle. Il paesaggio era caratterizzato da vigne coltivate sulle pendici collinari, spesso sostenute da muri e terrazzamenti. La coltivazione della vite richiedeva un enorme lavoro manuale. La costruzione e la manutenzione dei terrazzamenti, la potatura, la vendemmia e il trasporto dell'uva erano attività alle quali partecipava l'intera famiglia. Questa agricoltura ha lasciato una traccia profonda nella cultura locale e nel paesaggio che ancora oggi circonda Montaretto.

Il periodo napoleonico

Alla fine del Settecento la struttura amministrativa del territorio cambiò profondamente. Con la nascita della Repubblica Ligure, nel 1798 Montaretto assunse un ruolo amministrativo di particolare rilievo. Il nuovo ordinamento napoleonico individuò infatti Montaretto come capoluogo del VI cantone della Giurisdizione del Mesco, comprendente gli attuali territori di Bonassola e Framura, con alcune eccezioni. Nel 1803 il sistema amministrativo venne ulteriormente modificato e Montaretto rimase comunque un importante centro di riferimento territoriale. È un episodio poco conosciuto ma molto interessante: per un periodo Montaretto, pur essendo oggi una piccola frazione collinare, ebbe un ruolo amministrativo superiore rispetto a quello che riveste nell'organizzazione contemporanea.

Gli uomini di Montaretto e il mare

L'immagine di Montaretto come paese esclusivamente agricolo sarebbe però incompleta. La crescita dell'economia marittima di Bonassola coinvolse anche gli abitanti dei nuclei collinari. Alla fine del Settecento risultavano assenti dal territorio di origine 31 abitanti di Montaretto e San Giorgio perché imbarcati. La comunità era quindi collegata al mondo della navigazione e dei traffici marittimi. Questo rapporto fra collina e mare è uno degli aspetti più caratteristici della storia di Bonassola. Gli abitanti vivevano sulle alture, coltivavano la terra, ma contemporaneamente potevano imbarcarsi e partecipare ai traffici che avevano reso Bonassola uno dei centri marittimi più importanti della Riviera di Levante.

Il 1799 e le truppe francesi

La posizione strategica di Montaretto tornò ad assumere importanza alla fine del Settecento. Nel 1799, durante le campagne militari che coinvolsero la Liguria e il territorio genovese, truppe francesi sconfitte nella battaglia della Trebbia transitarono nella regione dirette verso Genova. Secondo la memoria storica locale, reparti francesi si accamparono a Montaretto dal 10 al 20 luglio 1799. L'episodio testimonia ancora una volta il ruolo del borgo come punto di passaggio e di controllo delle vie collinari.

Antonio Vinzoni e l'epoca napoleonica

La famiglia Vinzoni continuò a distinguersi anche durante il periodo rivoluzionario. Nel 1798 Antonio Vinzoni, appartenente alla famiglia originaria di Montaretto, fu eletto nell'assemblea dei Sessanta della neonata Repubblica Democratica Ligure. Nel gennaio 1809, durante l'epoca napoleonica, il colonnello Antonio Vinzoni raccontò inoltre in una lettera al sindaco un episodio militare nel quale, con pochi uomini armati, avrebbe respinto un tentativo inglese di depredare un bastimento diretto a Livorno. La vicenda mostra come la storia della famiglia Vinzoni continui a intrecciarsi con quella politica e militare della Liguria.

L'Ottocento e il cambiamento del territorio

Nel corso dell'Ottocento la vita di Montaretto venne coinvolta nelle grandi trasformazioni che interessarono Bonassola. La costruzione della strada carrozzabile della Baracca e successivamente della ferrovia modificò profondamente i collegamenti della valle. L'arrivo della ferrovia ridusse l'isolamento dei centri costieri e collinari e accelerò il declino della tradizionale economia marinara. Contemporaneamente venne scoperto e sfruttato il marmo di Bonassola, la cui estrazione divenne una delle attività caratteristiche del territorio. La vita economica iniziò quindi a trasformarsi: all'agricoltura e alla navigazione si affiancarono nuove attività legate all'estrazione, ai trasporti e, successivamente, al turismo.

Montaretto e il marmo

Il marmo costituisce una delle caratteristiche geologiche ed economiche più note del territorio bonassolese. Secondo le fonti locali, la scoperta di un importante filone avvenne nel 1832, durante la costruzione della strada della Baracca. L'attività estrattiva si sviluppò nel corso dell'Ottocento e contribuì alla trasformazione dell'economia locale. Anche Montaretto rimase inserito nel territorio produttivo nel quale agricoltura, estrazione e attività marittime convivevano. La pietra e il marmo non rappresentano quindi soltanto una caratteristica naturale del territorio, ma una parte della storia economica della comunità.

La Casa del Popolo

Un capitolo particolarmente interessante della storia più recente di Montaretto è rappresentato dalla Casa del Popolo. L'edificio nacque per iniziativa di alcuni giovani del paese che desideravano creare uno spazio comune nel quale incontrarsi, organizzare feste e ballare, ma anche leggere i giornali e discutere di politica. La Casa del Popolo rappresenta quindi una testimonianza della trasformazione sociale del borgo tra Ottocento e Novecento. Non è soltanto un edificio: racconta la nascita di una nuova idea di comunità, nella quale accanto alla parrocchia e alle confraternite compaiono associazioni, circoli e luoghi di partecipazione civile.

Montaretto nella Seconda guerra mondiale

La posizione geografica di Montaretto tornò ad avere un ruolo drammatico durante la Seconda guerra mondiale. Nella notte del 22 marzo 1944, quindici uomini delle forze speciali statunitensi sbarcarono sulla costa fra Bonassola e Framura. La missione aveva l'obiettivo di sabotare la linea ferroviaria utilizzata dai tedeschi per rifornire le truppe impegnate sul fronte italiano. Il gruppo fu individuato e catturato il 24 marzo. Il 26 marzo 1944 i prigionieri furono fucilati. L'episodio divenne successivamente noto come il caso Dostler, dal nome del generale tedesco Anton Dostler, ritenuto responsabile dell'ordine di esecuzione. Il processo contro Dostler nel dopoguerra divenne uno dei casi emblematici nella discussione sulla responsabilità degli ordini militari e sulla tutela dei prigionieri di guerra. La memoria dell'episodio è ancora oggi legata al territorio costiero sottostante Montaretto.

Un borgo costruito sulla memoria

Montaretto conserva ancora oggi molti segni delle diverse epoche della sua storia. Le case in pietra, i passaggi stretti, i portali, l'Oratorio di San Rocco, la chiesa di San Pietro e gli edifici storici della famiglia Vinzoni formano un tessuto urbano nel quale è possibile leggere il passato. La posizione del paese racconta inoltre il rapporto costante fra collina e mare. Da una parte i vigneti, gli oliveti, i castagneti e i sentieri dell'entroterra; dall'altra Bonassola, il mare e le rotte commerciali. Questa doppia identità ha accompagnato Montaretto per secoli.

Montaretto oggi

Oggi Montaretto è una piccola frazione collinare del Comune di Bonassola, posta a circa 300 metri di quota. Il borgo conserva una dimensione raccolta e un carattere fortemente legato alla storia rurale della Liguria orientale. La sua importanza non deriva soltanto dai monumenti, ma dalla continuità del paesaggio e della struttura dell'abitato. Camminando nelle vie del centro storico si possono ancora riconoscere le caratteristiche di un paese nato in rapporto alla collina, quando la costa non costituiva ancora il principale centro della valle. Montaretto rappresenta quindi una testimonianza preziosa di quella Liguria di mezza costa che per secoli ha preceduto e sostenuto la crescita dei borghi marinari.

Una storia più antica di Bonassola

La storia di Montaretto permette di comprendere meglio la storia dell'intera valle. Prima del borgo marinaro c'erano le comunità collinari. Prima delle strade moderne c'erano sentieri e antiche vie. Prima del turismo c'erano vigneti, castagneti, oliveti e una società rurale capace di vivere delle proprie risorse. E prima ancora della formazione dell'attuale Comune esisteva una rete di insediamenti, chiese e percorsi che collegava Levanto, Bonassola, Montaretto, Reggimonti e Framura. Per questo Montaretto non deve essere considerato semplicemente una frazione di Bonassola. È uno dei luoghi nei quali è possibile leggere la storia più antica della valle.

Le date fondamentali

Prima del Medioevo
Frequentazione della valle di Bonassola e dei suoi percorsi; gli scavi della Chiesarotta documentano una presenza altomedievale nell'area occidentale della valle.
1154
Il privilegio di papa Anastasio IV conferma al vescovo di Luni la giurisdizione sulla pieve di Ceula e sulle chiese dipendenti, nel territorio dell'attuale Bonassola.
XIII secolo
La chiesa di San Giorgio de Resegunti costituisce il principale centro religioso dell'area di Reggimonti e della valle.
Prima metà del XV secolo
Compaiono le prime notizie documentarie esplicite sui centri collinari di Montaretto e Reggimonti. La loro economia è fondata soprattutto su vino, olio e castagne.
1531
Il territorio viene rilevato dalla Repubblica di Genova per finalità fiscali.
1537
Agostino Giustiniani registra i nuclei abitati della valle e le relative famiglie.
1557
Gli abitanti di Bonassola, Montaretto e San Giorgio discutono la costruzione di un sistema difensivo contro le incursioni corsare.
2 maggio 1560
Montaretto viene saccheggiato dai corsari barbareschi durante la grande incursione contro Bonassola.
1561
Dopo nuove tensioni e discussioni viene decisa la costruzione del castello di Bonassola.
1569
Nasce la Compagnia di mutuo soccorso destinata al riscatto degli abitanti catturati dai corsari.
XVII secolo
L'agricoltura rimane alla base dell'economia; la vite conserva un'importanza particolare.
1690
Nasce a Montaretto Matteo Vinzoni, destinato a diventare uno dei principali cartografi della Repubblica di Genova.
1773
Vinzoni presenta al Senato genovese il suo grande Atlante dei Domini della Repubblica di Genova e Terraferma.
1798
Montaretto diventa capoluogo del VI cantone della Giurisdizione del Mesco durante la Repubblica Ligure.
1799
Truppe francesi si accampano a Montaretto durante la campagna militare in Liguria.
1809
Antonio Vinzoni documenta in una lettera un episodio militare avvenuto durante l'epoca napoleonica.
1832
La scoperta del marmo durante i lavori della strada della Baracca apre una nuova fase economica per il territorio.
XX secolo
La ferrovia, il declino della marineria e lo sviluppo del turismo trasformano progressivamente l'economia della valle.
22 marzo 1944
Sbarco di un gruppo di militari statunitensi sulla costa sotto Montaretto durante una missione di sabotaggio.
1944
I militari catturati vengono fucilati nell'ambito dell'episodio successivamente noto come caso Dostler.
Oggi
Montaretto conserva il carattere di borgo storico collinare e costituisce una delle testimonianze più interessanti della storia rurale di Bonassola.

Informazioni storiche, culturali della località.

 
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