Montereggio di Mulazzo:
il paese dei librai della Lunigiana
Montereggio è uno dei
borghi più affascinanti del Comune di Mulazzo e della Lunigiana. Antico
centro fortificato dei Malaspina, situato sulle montagne che separano la
valle del Magra dalla Liguria, è conosciuto soprattutto come il "Paese
dei Librai". Da queste case partirono generazioni di venditori ambulanti
che attraversarono l'Italia e l'Europa portando con sé pietre per
affilare, stampe e soprattutto libri. Una straordinaria storia di
emigrazione e cultura dalla quale nacque anche la tradizione che avrebbe
portato al Premio Bancarella.
Montereggio è un paese nel quale i libri non
rappresentano soltanto cultura.
Rappresentano la storia stessa della comunità.
Le piazze e le strade ricordano scrittori ed editori,
mentre la memoria delle antiche famiglie di librai continua a essere uno
degli elementi più caratteristici del borgo.
Ma la storia di Montereggio comincia molto prima dei
venditori ambulanti.
Dove si trova Montereggio
Montereggio è una frazione del
Comune di Mulazzo, nella
Lunigiana toscana.
Il paese sorge sulle montagne della parte occidentale
del territorio comunale, non lontano dal confine con la provincia della
Spezia.
La posizione è particolarmente significativa.
Attraverso il vicino
Passo dei Casoni, infatti, gli antichi percorsi permettevano di
mettere in comunicazione la valle del Magra con il versante ligure.
Montereggio era quindi inserito in una rete di strade
montane che per secoli vennero percorse da viandanti, mercanti e
abitanti dei paesi vicini.
Un antico borgo fortificato
Prima di diventare il paese dei librai, Montereggio fu
un borgo fortificato.
La sua posizione consentiva di controllare le strade
che attraversavano la montagna e conducevano verso la Liguria.
L'importanza strategica del luogo è testimoniata anche
da un particolare sorprendente: Montereggio venne rappresentato nella
celebre Galleria delle Carte
Geografiche dei Musei Vaticani.
Per un piccolo paese della Lunigiana si tratta di una
testimonianza significativa.
Dimostra quanto la posizione di Montereggio fosse
considerata importante all'interno della geografia storica del
territorio.
Montereggio e i Malaspina
Come gran parte del territorio di Mulazzo, anche
Montereggio appartenne per secoli al mondo feudale dei
Malaspina.
La potente famiglia, discendente dagli Obertenghi,
controllò durante il Medioevo una vasta area compresa tra Lunigiana,
Liguria ed Emilia.
Le continue divisioni ereditarie portarono
progressivamente alla nascita di numerosi piccoli feudi.
Castelli e paesi che distavano pochi chilometri
potevano quindi appartenere a marchesi differenti.
Anche Montereggio conobbe per un breve periodo una
propria autonomia politica.
La nascita del Feudo di Montereggio
Nel 1573, in
seguito alla divisione dell'eredità del marchese Morello Malaspina di
Mulazzo, nacque il Feudo di Montereggio.
Il primo marchese fu
Giovan Paolo Malaspina.
A lui andarono i possedimenti situati sulla sinistra
del torrente Mangiola e Montereggio divenne sede marchionale.
Per il piccolo borgo iniziava così un periodo nel
quale non era più semplicemente una località dipendente da Mulazzo, ma
il centro di un proprio dominio feudale.
Giovan Paolo Malaspina
Giovan Paolo Malaspina stabilì a Montereggio la sede
del nuovo marchesato.
Morì nel 1583
e venne sepolto nella Chiesa di Sant'Apollinare.
La storia del feudo continuò attraverso i suoi
discendenti, ma le complicate successioni familiari ne resero fragile
l'esistenza.
Come accadde spesso nella Lunigiana dei Malaspina,
matrimoni, eredità e mancanza di discendenti maschi potevano cambiare
completamente il destino di un territorio.
Ottavio Malaspina
Una figura importante nella storia del feudo fu il
marchese Ottavio Malaspina.
Nel 1644, non avendo avuto figli dal matrimonio con
Matilde Malaspina di Mulazzo, redasse il proprio testamento.
Tra le sue disposizioni compare un elemento
particolarmente interessante per la storia religiosa del territorio.
Ottavio stabilì infatti che venissero realizzate le
stazioni del Rosario lungo le
mulattiere che da Montereggio e Pozzo conducevano al Santuario della
Madonna del Monte.
Il documento dimostra quanto fossero importanti i
percorsi devozionali che attraversavano queste montagne.
La fine del Feudo di Montereggio
Ottavio Malaspina morì nel
1646.
La sua morte provocò una disputa sulla successione del
feudo.
Il governo di Milano tentò di impossessarsi del
territorio, ma il marchese Morello Malaspina di Mulazzo riuscì a
opporsi.
La controversia venne infine risolta dal Tribunale
Imperiale a favore del marchese di Mulazzo.
Terminava così, dopo circa
settant'anni, l'esperienza
autonoma del Feudo di Montereggio.
Il paese tornò a essere unito al marchesato di
Mulazzo.
La Chiesa di Sant'Apollinare
Uno dei principali luoghi storici del borgo è la
Chiesa di Sant'Apollinare.
La chiesa è strettamente legata alla storia della
comunità e dei marchesi che governarono Montereggio.
Qui trovò sepoltura Giovan Paolo Malaspina, primo
marchese del feudo.
Nel corso dei secoli Sant'Apollinare fu il centro
della vita religiosa del paese.
Battesimi, matrimoni, funerali e feste religiose
scandivano l'esistenza degli abitanti.
Ma la chiesa conserva anche la memoria di uno dei
personaggi più importanti nati a Montereggio.
San Francesco Fogolla
Montereggio è infatti il paese natale di
Francesco Fogolla, missionario
francescano e vescovo, martirizzato in Cina durante la rivolta dei
Boxer.
Fogolla nacque a Montereggio nel
1839.
Entrato nell'ordine francescano, partì come
missionario per la Cina, dove svolse per molti anni la propria attività
religiosa.
Nel 1900 venne ucciso insieme ad altri religiosi e
fedeli durante le persecuzioni anticristiane.
Fu beatificato da papa Pio XII nel 1946 e
canonizzato da Giovanni Paolo II nel
2000.
Le reliquie di San Francesco Fogolla
La memoria del santo è ancora profondamente legata al
paese.
Nella Chiesa di
Sant'Apollinare sono custodite sue reliquie e viene conservato
il fonte battesimale nel quale ricevette il battesimo.
Sulla casa natale una lapide ricorda il missionario e
il suo martirio.
Ogni anno la comunità continua a ricordare San
Francesco Fogolla con celebrazioni religiose.
La sua storia aggiunge così un ulteriore capitolo alla
sorprendente vicenda di questo piccolo paese della Lunigiana.
Il Santuario della Madonna del Monte
Montereggio possiede inoltre uno stretto rapporto con
il vicino Santuario della Madonna del
Monte.
Antiche mulattiere salivano dal paese verso il
santuario attraversando i boschi.
Nel Seicento, per volontà del marchese Ottavio
Malaspina, lungo questi percorsi furono realizzate le stazioni del
Rosario.
La salita alla Madonna del Monte non rappresentava
quindi soltanto uno spostamento.
Era un vero percorso religioso.
Ancora oggi questi antichi itinerari permettono di
collegare la visita di Montereggio alla scoperta del santuario e del
paesaggio montano circostante.
La vita nelle montagne
Per secoli la popolazione di Montereggio visse
soprattutto delle risorse offerte dalla montagna.
Agricoltura, piccoli allevamenti e boschi costituivano
la base dell'economia familiare.
Ma il territorio era difficile.
I terreni coltivabili erano limitati e le possibilità
di guadagno erano ridotte.
Il castagno
rappresentava una risorsa fondamentale.
Le castagne venivano raccolte, essiccate e trasformate
in farina, garantendo una parte importante dell'alimentazione durante i
mesi invernali.
Nonostante tutto, però, la montagna non riusciva
sempre a garantire il sostentamento delle famiglie.
E proprio da questa difficoltà sarebbe nata una delle
storie più straordinarie della Lunigiana.
Montereggio, il Paese
dei Librai
Quando gli abitanti iniziarono a
partire
Tra la fine del Settecento e soprattutto nel corso
dell'Ottocento molti abitanti di Montereggio iniziarono a lasciare
periodicamente il paese per cercare lavoro altrove.
All'inizio non erano librai.
Molti commerciavano
pietre per affilare le falci, prodotto utile nelle campagne e
relativamente facile da trasportare.
Partivano a piedi dalla Lunigiana e raggiungevano
mercati e fiere sempre più lontani.
A poco a poco alle pietre si aggiunsero altri oggetti.
Tra questi comparvero anche stampe e libri.
L'anno senza estate
La tradizione locale collega un momento decisivo al
1816, passato alla storia come
"l'anno senza estate".
In gran parte dell'Europa il clima eccezionalmente
freddo provocò raccolti disastrosi e una grave crisi alimentare.
Per una comunità montana già povera come Montereggio
la situazione dovette essere particolarmente difficile.
La necessità spinse sempre più abitanti a cercare
nuove forme di commercio lontano dal paese.
Secondo la tradizione dei librai montereggini, proprio
in questo periodo il commercio ambulante dei libri iniziò ad assumere
un'importanza crescente.
Le gerle piene di libri
I primi venditori partivano con mezzi semplicissimi.
Portavano sulle spalle una
gerla oppure una cassetta
contenente la merce.
Insieme alle pietre per affilare cominciarono a
trasportare libri, almanacchi, stampe e pubblicazioni popolari.
Alcuni dei primi venditori avevano una scarsa
istruzione e imparavano a riconoscere i volumi soprattutto dalle
copertine, dalle immagini e dalle caratteristiche esteriori.
Ma possedevano qualcosa di altrettanto importante: una
straordinaria capacità commerciale.
I librai ambulanti
Con il tempo il libro divenne il centro della loro
attività.
I montereggini iniziarono a frequentare mercati, fiere
e piazze dell'Italia settentrionale e centrale.
Partivano in primavera e potevano rimanere lontani dal
paese per molti mesi.
Il lavoro era duro.
Bisognava percorrere grandi distanze, affrontare il
maltempo, trovare luoghi dove dormire e convincere le persone ad
acquistare i libri.
Ma quella forma di commercio iniziò lentamente a
produrre risultati.
I "pontremolesi"
Durante l'Ottocento questi venditori ambulanti
venivano spesso chiamati genericamente
"pontremolesi".
Pontremoli era infatti il centro più conosciuto della
valle del Magra.
In realtà molte delle famiglie che si dedicarono al
commercio dei libri provenivano proprio da
Montereggio e da altre
località del territorio di Mulazzo.
Il nome "pontremolesi" finì così per indicare
un'intera tradizione commerciale nata nella Lunigiana.
I contrabbandieri della cultura
Durante il Risorgimento alcuni librai ambulanti
svolsero anche un ruolo particolare nella diffusione delle idee.
Le autorità austriache controllavano la circolazione
delle pubblicazioni considerate politicamente pericolose.
Secondo la memoria tramandata dai librai, alcuni
venditori lunigianesi trasportavano dalla Francia e da altri territori
libri proibiti dalla censura.
Per questo sono stati ricordati come veri e propri
"contrabbandieri della cultura".
Il libro non era più soltanto una merce.
Poteva diventare uno strumento attraverso il quale
circolavano idee politiche, conoscenze e desiderio di cambiamento.
Dalla gerla alla bancarella
Il percorso professionale di molti librai seguiva uno
schema simile.
Si iniziava a piedi, con una cassetta o una gerla.
Quando gli affari miglioravano si acquistava una
bicicletta oppure un piccolo carretto.
Il passo successivo poteva essere una
bancarella fissa in una piazza
o in un mercato.
Infine, chi riusciva a mettere da parte abbastanza
denaro poteva aprire una vera libreria.
Per alcune famiglie il percorso non terminò neppure
lì.
Dalle librerie nacquero attività editoriali e vere e
proprie case editrici.
Il documento del 1859
Una testimonianza particolarmente importante è un
lasciapassare del 17 marzo 1859.
Il documento riguarda
Francesco Tarantola, originario di Montereggio, indicato come
venditore di pietre e libri.
Il lasciapassare gli consentiva di viaggiare verso
Francia, Belgio e Svizzera con i propri effetti e bagagli.
È una testimonianza preziosa perché documenta
concretamente la presenza, già alla metà dell'Ottocento, di venditori
montereggini che univano il commercio delle pietre a quello dei libri e
percorrevano l'Europa.
Le grandi famiglie di librai
Con il tempo alcuni cognomi di Montereggio divennero
strettamente associati al mondo librario.
Tra questi troviamo
Tarantola, Maucci, Giovannacci, Bertoni e Ghelfi.
Le loro vicende portarono gli abitanti di un minuscolo
paese della Lunigiana verso Milano, Modena, Como, Verona, Pescara,
Parigi, Barcellona, Buenos Aires e molte altre città.
Alcuni rimasero venditori ambulanti.
Altri aprirono librerie.
Altri ancora entrarono nel mondo dell'editoria.
I Maucci e l'editoria internazionale
Particolarmente significativa è la storia della
famiglia Maucci.
Alcuni suoi componenti portarono l'attività libraria
fuori dall'Italia e contribuirono alla nascita di importanti imprese
editoriali.
L'esperienza dei Maucci dimostra fino a dove poteva
arrivare il percorso iniziato con il commercio ambulante.
Dalla piccola Montereggio, attraversando mercati e
città europee, alcuni discendenti di queste famiglie arrivarono a
inserirsi stabilmente nel mondo internazionale del libro.
Il ritorno al paese
Non tutti gli emigranti dimenticavano Montereggio.
Al contrario, molti mantenevano un fortissimo rapporto
con il luogo d'origine.
Quando gli affari andavano bene, una parte dei
guadagni veniva investita nel paese.
Furono costruite e rinnovate abitazioni.
Chi tornava portava con sé nuove esperienze, abitudini
e idee.
Il paese cambiava così anche grazie ai suoi emigranti.
La storia di Montereggio è quindi contemporaneamente
una storia di partenze e di ritorni.
I "Mericani"
Gli abitanti rimasti stabilmente in paese chiamavano
talvolta ironicamente "Mericani"
coloro che rientravano dopo aver trascorso lunghi periodi lontano.
Non era necessario essere stati davvero in America.
Poteva bastare aver lavorato alla Spezia, in Francia o
in un'altra città.
Il soprannome racconta bene la distanza culturale che
poteva crearsi tra chi rimaneva nella piccola comunità montana e chi
tornava dopo aver conosciuto il mondo esterno.
Dal commercio ambulante al Premio
Bancarella
La tradizione dei librai lunigianesi è alla base di
una delle manifestazioni letterarie più conosciute d'Italia: il
Premio Bancarella.
Il premio nacque nel
1953 dall'ambiente dei librai legati a questa particolare
storia.
L'idea era semplice e originale.
A scegliere il libro vincitore non doveva essere
soltanto una giuria di critici letterari, ma proprio chi i libri li
vendeva e conosceva direttamente i gusti dei lettori.
Il nome "Bancarella" ricordava le origini ambulanti di
molti di questi librai.
Montereggio e il Premio Bancarella
Anche se il Premio Bancarella è oggi strettamente
associato a Pontremoli, le sue radici culturali sono profondamente
legate alla tradizione dei librai provenienti da Montereggio e dal
territorio mulazzese.
La bancarella rappresenta simbolicamente il passaggio
dalla gerla del venditore ambulante al commercio moderno del libro.
È una storia straordinaria.
Un piccolo paese povero della montagna lunigianese ha
contribuito alla nascita di una delle più note tradizioni letterarie
italiane.
Il monumento al libraio
Nel 1959, un
secolo dopo il lasciapassare di Francesco Tarantola, venne realizzato a
Montereggio un monumento dedicato al
libraio ambulante.
Il monumento celebra le generazioni di uomini che
lasciarono il paese con cassette, gerle e carri carichi di libri.
Non è soltanto il ricordo di un mestiere.
È il simbolo dell'identità stessa di Montereggio.
Il libro, nato inizialmente come una merce da vendere
per sopravvivere, è diventato il principale elemento culturale del
paese.
Le piazze dedicate agli editori
Oggi camminare per Montereggio significa incontrare
continuamente riferimenti al mondo dei libri.
Piazze e spazi del borgo ricordano protagonisti
dell'editoria e della letteratura.
Il paese ha trasformato la propria storia in una vera
identità culturale.
Il visitatore non trova soltanto targhe e monumenti.
Trova soprattutto la memoria di famiglie che hanno
fatto del libro un mestiere tramandato attraverso le generazioni.
La Festa del Libro
Questa tradizione continua anche attraverso iniziative
culturali dedicate alla lettura e all'editoria.
Durante l'estate Montereggio torna a riempirsi di
libri, incontri, presentazioni e visitatori.
È quasi un ritorno simbolico alle origini.
Un tempo erano gli abitanti di Montereggio a partire
portando i libri nel mondo.
Oggi sono scrittori, lettori e appassionati a
raggiungere il paese per incontrare i libri.
Il Cantamaggio
La cultura di Montereggio non è però legata soltanto
all'editoria.
Il paese conserva anche tradizioni popolari molto
antiche.
Tra queste troviamo il
Cantamaggio, celebrato ancora
oggi insieme alla comunità di Parana.
Gruppi di cantori salutano l'arrivo della primavera
con canti popolari e momenti di festa.
È una tradizione che richiama il mondo agricolo e il
ciclo delle stagioni.
Accanto alla cultura del libro sopravvive quindi la
memoria della Montereggio contadina.
Montereggio e l'emigrazione
La storia dei librai non deve infatti far dimenticare
che alla base di tutto ci fu
l'emigrazione.
Gli abitanti non partivano inizialmente per avventura.
Partivano perché la montagna offriva poche possibilità
di sostentamento.
Il commercio ambulante rappresentava una risposta alla
povertà.
La capacità di trasformare quella necessit�� in
un'attività che avrebbe prodotto librerie, editori e iniziative
culturali costituisce probabilmente l'aspetto più affascinante della
storia di Montereggio.
Le strade dei librai
Possiamo immaginare generazioni di montereggini
lasciare il paese seguendo le stesse mulattiere percorse dai loro
antenati.
Scendevano verso la valle oppure attraversavano i
valichi in direzione della Liguria.
Da lì iniziavano viaggi sempre più lunghi.
Francia, Belgio, Svizzera e perfino Sud America
entrarono così nell'orizzonte di un piccolo paese dell'Appennino.
Le antiche strade della montagna diventarono
idealmente le prime pagine di una storia che avrebbe portato Montereggio
nel mondo.
Montereggio e Madonna del Monte
Chi visita Montereggio può inoltre proseguire verso il
Santuario della Madonna del Monte.
Il collegamento tra i due luoghi è antico.
Le mulattiere erano accompagnate dalle stazioni del
Rosario volute nel Seicento dal marchese Ottavio Malaspina.
Ancora oggi il percorso consente di unire storia,
natura e religiosità popolare.
È uno dei modi migliori per comprendere il paesaggio
nel quale è nata la comunità montereggina.
Montereggio e Crocetta
Scendendo verso il fondovalle si incontra anche
Crocetta, località nota per le
particolari sculture in legno realizzate da Gino Fogola.
Il percorso tra Montereggio, Madonna del Monte e
Crocetta permette quindi di scoprire diversi aspetti della cultura
locale.
Da una parte il paese dei librai.
Dall'altra l'antico santuario.
Più in basso, le sculture lignee immerse nel
paesaggio.
Sono luoghi differenti ma legati dalle stesse antiche
strade.
Un paese da scoprire a piedi
Montereggio è un borgo che merita di essere visitato
lentamente.
Passeggiando tra le case si possono osservare le
tracce della sua struttura medievale e raggiungere la Chiesa di
Sant'Apollinare.
Ma soprattutto si possono cercare i segni lasciati
dalla storia dei librai.
Nomi, monumenti e testimonianze trasformano il paese
in una sorta di racconto all'aperto.
Ogni angolo ricorda che da queste montagne partirono
persone capaci di trasformare il commercio ambulante in una
straordinaria avventura culturale.
Montereggio, il paese che portò i
libri nel mondo
La storia di Montereggio è una delle più originali
della Lunigiana.
Nasce come borgo
fortificato dei Malaspina, diventa per alcuni decenni sede di
un piccolo marchesato e attraversa la lunga storia rurale delle montagne
di Mulazzo.
Poi accade qualcosa di straordinario.
La povertà costringe gli abitanti a partire.
Prima vendono pietre per affilare.
Poi aggiungono stampe e libri.
Le gerle diventano cassette.
Le cassette diventano carretti.
I carretti diventano bancarelle.
E alcune bancarelle diventano librerie e case
editrici.
Da una piccola montagna della Lunigiana nasce così una
tradizione capace di raggiungere città italiane ed europee e di
contribuire alla nascita del Premio
Bancarella.
Per questo Montereggio non è semplicemente un bel
borgo da visitare.
È un luogo nel quale il libro è diventato identità.
Un paese dal quale generazioni di uomini partirono
portando la carta stampata sulle spalle e che ancora oggi continua a
raccontare con orgoglio la propria storia di
librai, emigranti e diffusori di
cultura. |