Monti - Licciana Nardi

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Monti

Prati nella località

Nella strada

Chiesa della Madonna di Caravaggio

Interno della Chiesa Madonna di Caravaggio

Confessionali

Altarino

Altare

Altare

Altare

Interno

La Pieve

Pieve Santa Maria Assunta

Pieve Santa Maria Assunta

Pieve Santa Maria Assunta

Torre campanaria

Pieve Santa Maria Assunta

Il portale

Sul portale

Locandina

Vista su Monti

Vista dal percorso per il Castello Malaspina

Castello di Monti

Castello

Entrata al castello

Castello

Le mura del castello

Le mura del castello

Le mura del castello

Le mura del castello

In paese

Antica porta

Vista dslla località

Antica porta

Antica porta

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

Castello

Parte del castello

Nella località

Vista dalla località

Castello

Locandina

In paese

In paese

Nel centro storico

Case

Nel centro storico

La Chiesa

La Chiesa

Il Castello Malaspina visto dal fondo valle

Castello Malaspina

Castello Malaspina

Castello Malaspina

Il parco

Informazioni storiche, culturali della località.

Monti di Licciana Nardi: storia, Pieve di Venelia e Castello Malaspina

Monti è una delle località storicamente più importanti del Comune di Licciana Nardi e della valle del Taverone. Il suo territorio conserva testimonianze che attraversano millenni di storia: dalle statue stele preistoriche di Venelia all'antica pieve di Santa Maria, documentata alla fine del X secolo, fino al castello medievale che domina ancora oggi il paese. La posizione all'incrocio di antiche vie tra la Lunigiana, l'Appennino e la valle del Serchio contribuì a fare di Monti un luogo strategico, conteso nel Medioevo e poi a lungo legato alla storia dei Malaspina.

Dove si trova Monti

Monti è una frazione del Comune di Licciana Nardi, nella media Lunigiana. Il paese si sviluppa nella valle del torrente Taverone, uno dei principali affluenti della Magra in questo settore della Lunigiana. La conformazione dell'abitato è particolare perché il territorio storico di Monti comprende realtà differenti. In basso troviamo la zona della Pieve di Santa Maria di Venelia, legata all'insediamento più antico. Più in alto, su una collina posta sulla destra del Taverone, sorge invece il Castello di Monti, attorno al quale si sviluppò il nucleo fortificato medievale. Questa distinzione è fondamentale per comprendere la storia del paese. Prima del castello c'era già Venelia. E prima della Venelia medievale, il territorio era frequentato da comunità molto più antiche.

Prima di Monti c'era Venelia

Il nome più antico associato al territorio è infatti Venelia, o Veneglia nelle diverse forme documentarie. La Pieve di Santa Maria conserva ancora oggi questo nome. Le fonti comunali lo considerano un toponimo di origine ligure e avanzano, con prudenza, la possibilità che fosse collegato al nome di un'antica divinità. L'etimologia non può essere considerata definitivamente risolta. Ciò che conta, però, è l'antichità del nome. Venelia precede di molti secoli l'organizzazione feudale dei Malaspina e continua a sopravvivere ancora oggi nella denominazione della pieve.

Le statue stele di Venelia

Monti possiede inoltre un collegamento diretto con uno dei fenomeni archeologici più importanti della Lunigiana: quello delle statue stele. Nel corso del Novecento furono rinvenute nelle vicinanze dell'abitato tre statue stele, conosciute come: Venelia I, Venelia II e Venelia III. Le prime due sono conservate presso il Museo delle Statue Stele Lunigianesi nel Castello del Piagnaro di Pontremoli. Le sculture sono attribuite al cosiddetto Gruppo B, datato tra il 3400 e il 2300 a.C. Si tratta quindi di testimonianze dell'Età del Rame, molto anteriori alla pieve, al castello e alla stessa organizzazione medievale del territorio.

Un territorio frequentato da millenni

Le statue stele non permettono naturalmente di affermare che esistesse già allora un “paese di Monti”. Sarebbe un errore. Dimostrano però che il territorio era frequentato dalle comunità preistoriche della Lunigiana e che questa zona possedeva un significato all'interno del loro paesaggio. È un dato particolarmente importante perché consente di raccontare Monti attraverso una profondità cronologica eccezionale. Preistoria. Età medievale. Feudalesimo. Età moderna. Sono tutti periodi rappresentati nel territorio.

La Pieve di Santa Maria di Venelia

Il grande monumento religioso di Monti è la Pieve di Santa Maria di Venelia, conosciuta anche come Santa Maria Assunta. La prima attestazione indicata dal censimento delle chiese italiane risale al 998, quando compare l'antica pieve con il nome di Venelia. Siamo quindi davanti a una delle istituzioni ecclesiastiche più antiche di questo settore della Lunigiana. La pieve non era semplicemente la chiesa di un villaggio. Nel Medioevo una pieve rappresentava il centro religioso di un territorio molto più ampio.

Che cos'era una pieve

Le pievi medievali esercitavano funzioni che le normali cappelle rurali non possedevano. Erano soprattutto chiese battesimali. Attorno a esse si organizzava una rete di cappelle e villaggi dipendenti. Per battesimi e altre importanti funzioni religiose, gli abitanti dei nuclei circostanti dovevano quindi fare riferimento alla pieve. Nel 1298, Santa Maria di Venelia aveva ancora alle proprie dipendenze quattro chiese appartenenti a villaggi distribuiti sui due versanti della valle. Questo dato permette di comprendere la centralità religiosa raggiunta da Venelia nel Medioevo.

Una pieve lungo le antiche strade

La posizione non era casuale. Il territorio di Monti si trovava infatti in corrispondenza di un importante sistema di comunicazioni. Secondo la ricostruzione del Comune di Licciana Nardi, in questa zona si incontravano una strada proveniente dalla valle del Serchio, attraverso il Passo di Tea, e la cosiddetta strata Lizane, che collegava i territori oltre l'Appennino con la media Val di Magra. Pieve e strada erano strettamente legate. Le grandi istituzioni religiose medievali sorgevano spesso in luoghi facilmente raggiungibili e capaci di servire comunità distribuite su un territorio ampio. Venelia rispondeva perfettamente a queste caratteristiche.

La strada della valle del Taverone

La valle del Taverone rappresentava un corridoio naturale verso l'Appennino. Da qui era possibile raggiungere le montagne attraverso differenti percorsi, mentre verso sud-ovest si poteva scendere verso la Magra e il grande asse della Lunigiana. Le vie medievali non devono però essere immaginate come strade moderne dal percorso fisso. Esistevano itinerari principali, varianti, mulattiere e collegamenti locali. La cosa importante è che Monti si trovava all'interno di un nodo viario strategico. Ed è proprio questa posizione che spiega anche la nascita del castello.

La pieve romanica

Dell'antico edificio medievale rimane ancora una testimonianza particolarmente importante. Sul lato dell'attuale chiesa è conservata infatti una abside semicircolare romanica, attribuibile al XII secolo. Il paramento murario e il basamento mostrano caratteristiche confrontabili con altre pievi romaniche della Lunigiana. È probabilmente l'elemento architettonico più prezioso della pieve. Osservandolo si percepisce materialmente la differenza tra l'antico edificio medievale e la chiesa ricostruita in epoca moderna.

La crisi della vecchia pieve

Nel corso dei secoli l'edificio medievale subì trasformazioni e un progressivo deterioramento. Una visita pastorale del 1734, compiuta dal vescovo di Luni-Sarzana Giovanni della Torre, descrisse la chiesa in condizioni tanto problematiche da ordinare il trasferimento del Santissimo Sacramento nel vicino oratorio della Giarella, minacciando l'interdetto se l'edificio non fosse stato restaurato entro sei mesi. La situazione portò infine a una trasformazione radicale.

La ricostruzione settecentesca

Nel XVIII secolo la Pieve di Venelia venne sostanzialmente ricostruita. Il nuovo edificio assunse un orientamento differente rispetto alla chiesa romanica. L'antica abside non venne però completamente demolita: fu inglobata lateralmente nella nuova costruzione. ���������� proprio questa particolarità a rendere Santa Maria di Venelia così interessante. Nello stesso edificio convivono due orientamenti e due epoche. Da una parte la chiesa settecentesca. Dall'altra il frammento sopravvissuto della pieve medievale.

Dal piano alla collina

Mentre la pieve dominava la vita religiosa del territorio, la necessità di controllare militarmente le strade favorì lo sviluppo di un secondo polo. La collina sovrastante. Qui sorse il Castello Di Monti. La sua posizione permetteva di sorvegliare la valle del Taverone e soprattutto l'incrocio delle antiche direttrici che attraversavano questo settore della Lunigiana. La geografia del paese assume così una forma chiarissima. In basso la pieve. In alto il castello. Una controllava il territorio religioso. L'altro controllava il territorio militare.

Le origini del Castello di Monti

Secondo la ricostruzione storica pubblicata dal Comune di Licciana Nardi, il castello ebbe origine tra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo come struttura militare legata agli Estensi, interessati a controllare il versante lunigianese dell'Appennino. È possibile che l'attuale castello abbia sostituito o sviluppato un precedente fortilizio. La documentazione certa dell'esistenza del castello risale però al 1275. È quindi prudente distinguere l'ipotesi sulle origini dalla prima attestazione documentaria sicura.

Un castello per controllare le strade

La funzione originaria era essenzialmente strategica. Il castello doveva controllare il traffico lungo le vie che attraversavano il territorio. Non bisogna pensarlo inizialmente come una semplice residenza signorile. Era prima di tutto una fortificazione. Dalla collina era possibile osservare la valle e intervenire sul sistema stradale sottostante. È un modello che ritroviamo in numerose località della Lunigiana. Strada e castello crescono insieme.

I Conti di Moregnano

Prima della definitiva affermazione dei Malaspina, il territorio compreso tra i torrenti Taverone e Civiglia appartenne per un lungo periodo ai Conti di Moregnano. La storia politica di Monti non può quindi essere ridotta immediatamente ai Malaspina. Come spesso accade in Lunigiana, i poteri medievali si sovrappongono e cambiano nel corso dei secoli. Famiglie signorili. Marchesi. Istituzioni ecclesiastiche. Comunità locali. Tutti partecipano alla costruzione del territorio.

L'arrivo dei Malaspina

Nel 1355 Monti entrò nei domini dei Malaspina di Villafranca. Agli inizi del Quattrocento si formò quindi un feudo autonomo governato dai marchesi Simone e Nicola. Da questo momento il rapporto tra Monti e la famiglia Malaspina diventa centrale. Il castello venne adattato e rafforzato. Il paese acquistò una fisionomia sempre più legata alla presenza marchionale. Ma la sua storia rimase tutt'altro che tranquilla.

I Campofregoso e Genova

Nel 1449 il Castello di Monti venne attaccato e conquistato da una spedizione guidata da Galeotto di Campofregoso con forze genovesi. La dominazione dei Campofregoso durò circa quattordici anni. Successivamente il castello tornò ai Malaspina, che avviarono lavori di ampliamento e rafforzamento delle strutture difensive. L'episodio mostra bene quanto la Lunigiana fosse politicamente contesa. La valle della Magra e i suoi accessi appenninici interessavano potenze molto più grandi dei piccoli feudi locali.

Un territorio continuamente diviso

La storia feudale della Lunigiana è caratterizzata da continue divisioni ereditarie. Alla morte di un marchese, il patrimonio poteva essere spartito tra più figli. Nascevano così nuovi rami familiari e nuovi piccoli feudi. Monti passò attraverso giurisdizioni differenti e fu collegato, in epoche diverse, ai domini di Olivola, Villafranca, Lusuolo e ad altre articolazioni territoriali malaspiniane. Questa frammentazione spiega perché castelli relativamente vicini potessero appartenere a signori differenti.

Il castello dei Malaspina dello Spino Secco

Monti apparteneva al grande universo dei Malaspina dello Spino Secco, uno dei due principali rami nei quali la famiglia si divise nel XIII secolo. La presenza malaspiniana lasciò un segno profondo nel paesaggio. Il castello non era soltanto una struttura militare. Con il passare del tempo diventò anche una residenza signorile. Le esigenze difensive diminuirono progressivamente, mentre aumentavano quelle rappresentative e abitative.

Giovanni delle Bande Nere

Uno degli episodi più conosciuti della storia del castello riguarda Giovanni de' Medici, detto Giovanni delle Bande Nere. Nel 1524, mentre si trovava in Lunigiana, Giovanni decise di attaccare il Castello di Monti. La tradizione storica riferita dal Comune racconta che l'azione ebbe quasi il carattere di un'esercitazione militare; il castello fu espugnato e il marchese Spinetta Malaspina venne fatto prigioniero. L'episodio è particolarmente significativo perché colloca Monti nel contesto delle guerre e delle grandi compagnie militari del Rinascimento.

Dal castello militare alla residenza

Con il passare dei secoli, le fortificazioni medievali persero progressivamente la loro funzione originaria. Anche il Castello di Monti subì trasformazioni. Le strutture vennero adattate alle esigenze residenziali e il complesso assunse gradualmente l'aspetto di una dimora signorile fortificata. È una trasformazione comune a molti castelli della Lunigiana. Le torri e le mura rimangono. Ma dietro di esse cambia completamente il modo di vivere.

Il 1638: Monti sceglie la Toscana

Un passaggio molto particolare avvenne nel 1638. Secondo la ricostruzione ufficiale del Comune, la popolazione di Monti, esasperata dalla situazione politica e dal malgoverno, decise autonomamente di porsi sotto la protezione del Granducato di Toscana. È un episodio di grande interesse. La comunità locale non appare soltanto come oggetto delle decisioni dei marchesi. Diventa protagonista. Gli abitanti intervengono direttamente sul proprio destino politico cercando una soluzione alternativa alla frammentazione e alle tensioni feudali.

Monti tra Lunigiana e Toscana

Il passaggio sotto l'influenza granducale inserì Monti in una storia differente rispetto ad altri feudi malaspiniani. La Lunigiana rimase infatti per secoli una terra politicamente frammentata. Territori toscani. Feudi imperiali. Domini estensi. Possedimenti genovesi. Zone successivamente legate a Parma. In pochi chilometri potevano cambiare autorità, leggi e sistemi amministrativi. Monti rappresenta molto bene questa complessità.

Il terremoto del 1920

La Lunigiana fu colpita il 7 settembre 1920 da un terremoto devastante. Anche il Castello di Monti subì gravi danni. In seguito al sisma vennero realizzati importanti interventi di restauro che contribuirono ulteriormente alla trasformazione del complesso in residenza signorile. Il terremoto rappresenta uno spartiacque per moltissimi monumenti della Lunigiana. Chiese, torri, campanili e abitazioni dovettero essere restaurati, ricostruiti o consolidati. Monti non fece eccezione.

Il Castello di Monti oggi

Oggi il Castello di Monti rimane uno dei monumenti più riconoscibili della valle del Taverone. È una dimora storica privata e l'accesso non deve quindi essere dato per scontato: le visite vengono organizzate in occasioni e orari specifici. Le informazioni locali attuali indicano aperture calendarizzate e visite guidate. Dal punto di vista paesaggistico, però, il castello continua a svolgere la stessa funzione visiva di secoli fa. Domina la collina. Segna il territorio. Rende immediatamente riconoscibile Monti.

Il borgo attorno al castello

La parte storica sviluppatasi attorno alla fortificazione conserva ancora l'impronta del borgo medievale. Le strade strette seguono la morfologia della collina e conducono verso il complesso castellano. Una Antica Porta lungo Via Castello ricorda ancora l'organizzazione degli accessi al nucleo storico. Anche quando le strutture difensive non sono sopravvissute integralmente, la forma del paese permette quindi di leggere il rapporto tra abitazioni e fortificazione.

Pieve e castello: due Monti differenti

Uno degli aspetti più affascinanti del paese è proprio la distanza tra i suoi due grandi monumenti. La pieve appartiene a un paesaggio più antico. È legata alla pianura, alla strada, alle comunità rurali e all'organizzazione ecclesiastica. Il castello appartiene invece al paesaggio feudale. È sulla collina. Controlla. Difende. Rappresenta il potere signorile. In pochi minuti è possibile passare dall'uno all'altro e attraversare idealmente diversi secoli di storia.

Venelia e Monti

Anche i due nomi raccontano questa trasformazione. Venelia richiama la storia più antica del territorio e sopravvive nella denominazione della pieve. Monti diventa invece il nome prevalente del paese. Secondo la scheda storica del Comune, il termine Monti non sarebbe legato a grandi altitudini, ma a un'espressione medievale riferita ad ampie zone destinate al pascolo. È un'interpretazione interessante, anche se per l'etimologia dei toponimi antichi è sempre opportuno mantenere una certa prudenza.

Il paesaggio rurale

Per secoli la vita quotidiana degli abitanti non si svolse soltanto tra pieve e castello. La maggior parte della popolazione viveva di agricoltura e allevamento. La valle del Taverone offriva terreni più favorevoli rispetto alle zone più elevate dell'Appennino. Campi, prati, vigne, castagneti e boschi formavano un paesaggio intensamente utilizzato. Il castello dominava politicamente il territorio. La pieve lo organizzava religiosamente. Ma erano i campi a sostenere materialmente la comunità.

Il Taverone

Il torrente Taverone è l'altro grande protagonista del paesaggio. La valle creata dal corso d'acqua ha determinato vie di comunicazione, insediamenti e attività agricole. Seguendo il Taverone verso monte si entra nel territorio interno del Comune di Licciana Nardi e ci si avvicina ai rilievi dell'Appennino. Scendendo verso valle si raggiunge invece la Magra. Monti occupa quindi una posizione intermedia tra montagna e fondovalle.

Un crocevia della Lunigiana orientale

È proprio questa posizione a spiegare la lunga continuità insediativa. Le statue stele testimoniano la frequentazione preistorica. La pieve dimostra l'importanza religiosa medievale. Il castello documenta quella strategica e feudale. Le strade mostrano il rapporto con l'Appennino e con la valle del Serchio. Monti non deve quindi essere raccontato semplicemente come “il paese con un castello”. È un vero crocevia storico della Lunigiana orientale.

Monti e la Via Francigena

Su questo punto conviene essere precisi. La grande Via Francigena attraversa la Lunigiana e il territorio di Licciana Nardi presenta numerosi rapporti con le antiche comunicazioni medievali. Tuttavia, per Monti è più corretto sottolineare soprattutto la strata Lizane, la valle del Taverone e le comunicazioni verso il Passo di Tea e la valle del Serchio, documentate dalla ricostruzione storica locale. Non è necessario trasformare ogni antica strada lunigianese in un tratto della Francigena. La storia viaria di Monti è già sufficientemente interessante senza forzature.

Monti e Dante

Anche per Dante è opportuno mantenere la stessa prudenza. La Lunigiana dei Malaspina è profondamente legata alla biografia di Dante Alighieri, documentato nel 1306 come procuratore dei marchesi nella pace di Castelnuovo Magra. Questo permette di inserire Monti nel più ampio contesto storico della Lunigiana malaspiniana. Non abbiamo però bisogno di affermare che Dante sia passato personalmente per Monti o abbia soggiornato nel castello se non disponiamo di una testimonianza specifica. Il rapporto corretto è quindi con il mondo politico dei Malaspina, non con una visita dantesca documentata.

Le statue stele e il Museo del Piagnaro

Chi vuole approfondire la storia più antica di Monti può collegare la visita al Museo delle Statue Stele Lunigianesi ospitato nel Castello del Piagnaro di Pontremoli. Qui sono conservate Venelia I e Venelia II, provenienti dal territorio di Monti. È un collegamento particolarmente utile anche dal punto di vista turistico. Visitando Monti si osserva il paesaggio nel quale le stele furono rinvenute. Visitando il museo si possono vedere direttamente i reperti.

Cosa vedere a Monti

Il primo luogo da visitare è naturalmente la Pieve di Santa Maria di Venelia. Non bisogna fermarsi soltanto alla facciata della chiesa settecentesca. Il particolare più importante è l'antica abside romanica del XII secolo, sopravvissuta alla ricostruzione e oggi inglobata lateralmente nell'edificio. Da qui si può raggiungere il nucleo storico sviluppato sulla collina e osservare il Castello Malaspina. Il passaggio dalla pieve al castello è già di per sé un piccolo itinerario storico.

Perché visitare Monti

Monti merita una visita perché permette di raccontare quasi tutta la storia della Lunigiana attraverso un solo paese. La preistoria con le statue stele. L'antico nome di Venelia. La pieve medievale. L'abside romanica. Le vie transappenniniche. Il castello. Gli Estensi. I Malaspina. I Campofregoso. Giovanni delle Bande Nere. Il passaggio al Granducato di Toscana. Il terremoto del 1920. Pochi luoghi concentrano una successione così ricca di testimonianze.

Monti, Venelia e la lunga storia della valle del Taverone

La caratteristica più affascinante di Monti è la sua profondità storica. Molto prima dei Malaspina, uomini e donne della preistoria frequentavano questo territorio e vi lasciarono le statue stele oggi conosciute con il nome di Venelia. Alla fine del X secolo compare nelle fonti la Pieve di Venelia, destinata a diventare uno dei centri religiosi della valle. Dell'edificio romanico rimane ancora l'abside del XII secolo, inglobata nella chiesa ricostruita nel Settecento. Nel Medioevo la posizione all'incrocio delle antiche strade rese necessario anche il controllo militare del territorio. Nacque così il castello sulla collina. Prima legato alla presenza estense e successivamente passato attraverso differenti signorie, il fortilizio entrò stabilmente nella complessa storia dei Malaspina. Nel 1449 fu conquistato dai Campofregoso; nel 1524 venne espugnato da Giovanni delle Bande Nere; nel 1638 la comunità decise di porsi sotto il Granducato di Toscana. Sono vicende molto diverse, ma tutte dipendono in qualche modo dalla stessa caratteristica. La posizione. Monti si trova in un luogo nel quale valle, strade e rilievi si incontrano. La pieve sorse qui perché il territorio era centrale per le comunità circostanti. Il castello sorse qui perché le strade dovevano essere controllate. Il paese crebbe tra questi due poli. Ancora oggi basta guardare il paesaggio per comprenderlo. In basso Venelia e la sua antica pieve. In alto il castello dei Malaspina. E tra i due, il paese di Monti: uno dei luoghi in cui la lunghissima storia della Lunigiana è ancora leggibile direttamente nel territorio.
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