Parana di Mulazzo:
storia, librai, tradizioni e natura della Lunigiana
Parana è un piccolo
borgo del Comune di Mulazzo, immerso nei boschi della Lunigiana e
situato lungo le antiche vie che collegavano la valle del Magra con
Montereggio e i passi verso la Liguria. Il paese conserva la Chiesa di
Santa Maria della Neve, una lunga tradizione rurale e soprattutto una
storia legata ai librai ambulanti. Proprio a Parana nacque nel 1850
Emanuele Maucci, destinato a diventare uno dei protagonisti
dell'editoria tra Sud America e Spagna.
Parana è uno di quei piccoli paesi che possono
sembrare marginali osservando una carta geografica, ma che raccontano
una storia molto più ampia.
La montagna, i castagneti, le mulattiere e
l'emigrazione hanno infatti contribuito a creare una comunità capace di
mantenere forti rapporti con Montereggio, con la Liguria e perfino con
città lontane migliaia di chilometri.
La storia di Parana è una storia di partenze e
ritorni, di vita contadina, di libri e di tradizioni popolari.
Dove si trova Parana
Parana è una frazione del
Comune di Mulazzo, in
provincia di Massa-Carrara.
Il paese si trova nella parte montana del territorio
comunale, a pochi chilometri da Montereggio e lungo la direttrice che
conduce verso il Passo dei Casoni
e il confine con la Liguria.
Il paesaggio è caratterizzato soprattutto da boschi,
prati e castagneti.
L'abitato conserva numerose costruzioni in pietra
arenaria e si sviluppa attorno agli spazi che per secoli hanno
rappresentato il centro della vita comunitaria.
La posizione montana ha condizionato profondamente la
storia del paese.
Un paese tra Lunigiana e Liguria
Parana appartiene amministrativamente alla Toscana, ma
come molte località della Lunigiana ha sempre avuto rapporti molto
stretti con la Liguria.
Le montagne non rappresentavano soltanto un ostacolo.
Attraverso sentieri, mulattiere e valichi era
possibile raggiungere il versante ligure.
Il vicino Passo dei Casoni costituiva uno degli
attraversamenti naturali dell'Appennino.
Per gli abitanti della zona questi percorsi erano vie
di commercio, lavoro ed emigrazione.
Prima dell'arrivo delle moderne strade, il territorio
era attraversato soprattutto a piedi o con animali da soma.
Parana e i Malaspina
La storia medievale e moderna di Parana deve essere
inserita nel più ampio contesto del
Marchesato di Mulazzo.
Per secoli questa parte della Lunigiana fu controllata
dai Malaspina dello Spino Secco.
La famiglia aveva ricevuto e successivamente suddiviso
vasti territori della Lunigiana, creando una complessa rete di piccoli
feudi.
Parana rimase strettamente collegata a Mulazzo, anche
quando le divisioni familiari portarono alla nascita di domini separati
nei paesi vicini.
Questa situazione ebbe conseguenze perfino sulla vita
religiosa della comunità.
La separazione tra Mulazzo e
Montereggio
Nel XVI secolo le divisioni all'interno della famiglia
Malaspina portarono alla formazione del
Feudo di Montereggio.
Parana rimase invece legata a Mulazzo.
Questo cambiamento politico ebbe effetti anche sulla
chiesa del paese.
Fino a quel periodo Parana aveva avuto rapporti
ecclesiastici con Sant'Apollinare di Montereggio.
Con la separazione dei feudi, la situazione cambiò.
Nel 1581 la
chiesa di Parana passò infatti dalla giurisdizione della parrocchia di
Sant'Apollinare di Montereggio a quella di San Martino di Mulazzo.
È un piccolo episodio che dimostra quanto, nella
Lunigiana feudale, politica e organizzazione religiosa fossero
strettamente collegate.
La Chiesa di Santa Maria della Neve
Il principale edificio religioso del paese è la
Chiesa di Santa Maria della Neve.
La sua esistenza è documentata almeno nel XVI secolo e
la costruzione è precedente al 1581.
Nel 1584
l'edificio venne modificato e in parte ricostruito.
Pochi anni dopo avvenne un cambiamento ancora più
importante.
Nel 1586 Parana
divenne parrocchia autonoma.
La chiesa assumeva così un ruolo centrale nella vita
della comunità.
Per generazioni fu qui che gli abitanti si riunirono
per battesimi, matrimoni, funerali e principali ricorrenze religiose.
La chiesa e il paese
La Chiesa di Santa Maria della Neve occupa una
posizione caratteristica all'interno dell'abitato.
Per raggiungerla si attraversa il nucleo storico del
paese, tra case raccolte e antichi edifici.
La facciata è scandita verticalmente da lesene.
Al centro si apre il portale in pietra, mentre nella
parte superiore si trova il rosone.
L'interno presenta una grande navata unica.
Le dimensioni dell'edificio testimoniano l'importanza
che la parrocchia aveva quando la popolazione della montagna era molto
più numerosa di oggi.
I restauri e la ricostruzione
La chiesa attraversò numerose trasformazioni.
Interventi di restauro e ampliamento risultano già nei
secoli successivi alla sua istituzione come parrocchia.
Particolarmente interessante è la documentazione
conservata nell'Archivio storico del
Comune di Mulazzo.
Le carte comunali contengono infatti documenti
relativi alla riedificazione della
chiesa di Parana tra il 1849 e il 1852.
Questa testimonianza permette di comprendere come
l'aspetto attuale dell'edificio sia il risultato di una lunga storia di
modifiche e ricostruzioni.
Santa Maria della Neve
La dedicazione a
Santa Maria della Neve richiama un'antica devozione mariana.
La festa liturgica della Madonna della Neve cade
tradizionalmente il 5 agosto.
La devozione trae origine dalla tradizione legata alla
Basilica romana di Santa Maria Maggiore e al racconto della miracolosa
nevicata estiva che avrebbe indicato il luogo nel quale costruire la
chiesa.
Anche nelle comunità montane queste feste religiose
rappresentavano momenti fondamentali dell'anno.
Erano occasioni di incontro per famiglie che vivevano
spesso distribuite tra il paese e le case sparse del territorio.
Una comunità della montagna
Per comprendere Parana bisogna però uscire dalla
chiesa e osservare il paesaggio.
Per secoli la vita degli abitanti dipese quasi
completamente dalle risorse disponibili sulle montagne.
I terreni coltivabili non erano abbondanti.
Ogni spazio utilizzabile veniva quindi sfruttato con
attenzione.
Piccoli campi, orti, prati, alberi da frutto e
allevamenti garantivano una parte dell'alimentazione.
Ma la grande risorsa della montagna era soprattutto il
bosco.
Il castagno
Il castagno
ha avuto un'importanza fondamentale nella storia della Lunigiana
montana.
Parana è ancora oggi circondata da estesi castagneti.
Per le famiglie del passato la castagna non
rappresentava semplicemente un prodotto stagionale.
Era una vera riserva alimentare.
Le castagne potevano essere consumate fresche, bollite
o arrostite.
Una parte importante del raccolto veniva però
essiccata e successivamente macinata.
La farina ottenuta permetteva di preparare numerosi
alimenti durante l'inverno.
Non a caso il castagno veniva spesso definito il
“pane dei poveri”.
Metati, mulini e vita rurale
L'economia della castagna richiedeva strutture
specifiche.
I metati
venivano utilizzati per essiccare lentamente i frutti attraverso il
calore e il fumo.
Successivamente le castagne secche dovevano essere
macinate.
I corsi d'acqua della zona fornivano l'energia
necessaria ai mulini.
Tra Parana e Montereggio, lungo il sistema del
torrente Mangiola e dei corsi d'acqua minori, sono ancora ricordati
antichi mulini.
La montagna era quindi attraversata da una rete
economica molto più complessa di quanto oggi possa apparire.
Le antiche mulattiere
Prima delle strade moderne, Parana era collegata agli
altri paesi attraverso mulattiere e
sentieri.
Uno degli itinerari più interessanti unisce ancora
oggi Parana a Montereggio.
Il percorso attraversa castagneti, prati e luoghi che
conservano tracce dell'antica viabilità.
Nei pressi del collegamento si incontra anche il
Ponte di San Giuseppe sul torrente
Mangiola.
Lungo alcuni tratti dei vecchi sentieri è ancora
possibile riconoscere l'antico lastricato.
Sono le stesse vie che per secoli vennero percorse
dagli abitanti per raggiungere mercati, chiese e paesi vicini.
Parana e Montereggio
Il rapporto tra
Parana e Montereggio è particolarmente stretto.
I due paesi condividono territorio, percorsi,
tradizioni e soprattutto una storia legata all'emigrazione.
Montereggio è conosciuto come il
Paese dei Librai, ma la
straordinaria avventura dei venditori ambulanti di libri non riguardò
esclusivamente quel borgo.
Anche diverse famiglie di Parana parteciparono a
questa storia.
Gli abitanti della montagna partirono alla ricerca di
un lavoro che i piccoli campi della Lunigiana non potevano garantire.
E alcuni di loro arrivarono molto lontano.
Parana e la storia dei
librai
Dalla montagna alle città
Tra Ottocento e Novecento numerosi abitanti del
territorio di Mulazzo lasciarono periodicamente i propri paesi.
Alcuni si dedicarono al commercio ambulante.
Tra le merci trasportate comparvero progressivamente
anche i libri.
La tradizione è particolarmente famosa a Montereggio,
ma le fonti del Comune di Mulazzo ricordano espressamente anche le
famiglie provenienti da Parana.
Questi uomini partivano spesso con pochissimo.
Percorrevano a piedi strade e valichi, raggiungevano
mercati e città e cercavano di vendere la propria merce.
Per alcuni fu l'inizio di una straordinaria
trasformazione sociale.
Dalla gerla alla libreria
Il venditore ambulante poteva iniziare portando la
merce sulle spalle.
Quando gli affari miglioravano arrivavano una
bancarella, un piccolo negozio e infine una vera libreria.
Alcune famiglie fecero un passo ancora più grande.
Diventarono editori.
Quella che era nata come una risposta alla povertà
delle montagne si trasformò così in una tradizione culturale e
imprenditoriale.
Parana diede i natali a uno dei personaggi più
significativi di questa storia.
Emanuele Maucci
Emanuele Maucci
nacque a Parana nel 1850.
La sua vicenda personale rappresenta perfettamente lo
spirito dei librai lunigianesi.
Anche la sua famiglia era legata all'emigrazione e al
commercio ambulante.
Rimasto giovane senza il padre, Maucci intraprese a
sua volta la strada dell'emigrazione.
Lasciò Parana e raggiunse il
Sud America.
La distanza tra il piccolo paese della Lunigiana e
Buenos Aires sembra enorme ancora oggi.
Nell'Ottocento rappresentava un vero salto verso un
altro mondo.
Emanuele Maucci in Argentina
In Argentina Maucci svolse inizialmente diversi
lavori.
Lavorò anche nella costruzione di strade e ferrovie e
continuò l'attività di venditore ambulante.
Ma il libro sarebbe presto diventato il centro della
sua vita professionale.
A Buenos Aires riuscì a inserirsi nel commercio
librario.
L'esperienza acquisita gli permise progressivamente di
trasformarsi da semplice venditore in vero imprenditore del libro.
Era lo stesso percorso compiuto da altri lunigianesi,
ma Maucci lo portò a una dimensione internazionale.
Da Buenos Aires a Barcellona
Dopo l'esperienza sudamericana, Maucci tornò per un
periodo in Europa.
Nel 1885 si trasferì
a Barcellona, città destinata a diventare il centro principale
della sua attività.
Qui sviluppò quella che sarebbe diventata la
Casa Editorial Maucci.
La casa editrice raggiunse una notevole diffusione nel
mondo di lingua spagnola.
Maucci comprese l'importanza di produrre libri
destinati a un pubblico molto ampio e a prezzi accessibili.
La sua impresa ebbe rapporti con il mercato spagnolo e
latinoamericano.
Da Parana al mondo dell'editoria
La storia di Emanuele Maucci è sorprendente
soprattutto se osservata dal luogo dal quale ebbe inizio.
Un ragazzo nato in un piccolo paese delle montagne di
Mulazzo riuscì a inserirsi nel mercato editoriale internazionale tra
Europa e America.
Non fu però un caso completamente isolato.
La vicenda di Maucci appartiene alla più ampia
tradizione dei librai della Lunigiana.
Intere famiglie svilupparono reti commerciali che
collegavano piccoli paesi come Parana e Montereggio con città italiane,
francesi, spagnole e sudamericane.
Una storia condivisa con Montereggio
Il monumento al
libraio ambulante eretto a Montereggio nel 1959 ricorda proprio
questa storia collettiva.
La documentazione del Comune di Mulazzo sottolinea che
l'attività dei librai non apparteneva soltanto alle famiglie
montereggine, ma anche a quelle di
Parana e di altre frazioni del Comune di Mulazzo.
Per questo Parana merita di essere inserita pienamente
nella storia dei librai lunigianesi.
Montereggio ne è diventato il simbolo più conosciuto.
Parana rappresenta però un altro importante capitolo
della stessa avventura.
Emigrazione e ritorno
La partenza non significava necessariamente
dimenticare il paese.
Molti emigranti mantennero rapporti stretti con la
Lunigiana.
Inviare denaro alla famiglia, tornare periodicamente
oppure investire nella casa d'origine erano comportamenti comuni.
L'emigrazione trasformò quindi anche l'aspetto sociale
dei piccoli borghi.
Chi tornava portava con sé esperienze, idee e
abitudini conosciute altrove.
La montagna apparentemente isolata era in realtà
collegata con una sorprendente rete di città e paesi lontani.
Il Cantamaggio di
Parana
Una tradizione ancora viva
Un'altra importante caratteristica culturale di Parana
è il Cantamaggio.
La tradizione è condivisa soprattutto con la vicina
Montereggio e continua ancora oggi.
All'arrivo del mese di maggio gruppi di cantori
attraversano il territorio portando musica e canti augurali.
È un'antica festa legata al ritorno della primavera.
Dopo i mesi invernali la natura rinasce, i prati
tornano verdi e inizia una nuova stagione agricola.
Il canto celebra proprio questo momento.
Cantare di casa in casa
Tradizionalmente i cantori percorrevano le strade
raggiungendo case e piccoli nuclei abitati.
Il canto portava un augurio di prosperità.
In cambio le famiglie offrivano prodotti alimentari.
Pane, uova, formaggi, salumi e vino potevano diventare
parte della festa conclusiva.
Il Cantamaggio era quindi molto più di uno spettacolo.
Rafforzava i rapporti tra le famiglie e permetteva
alla comunità di ritrovarsi dopo l'inverno.
Parana e Montereggio unite dal Maggio
Ancora oggi Parana e
Montereggio sono unite da questa tradizione.
Il Cantamaggio viene celebrato nei due paesi
mantenendo vivo un patrimonio culturale che rischierebbe altrimenti di
scomparire.
Le canzoni, il percorso tra le case e il momento
conviviale finale appartengono alla memoria collettiva della montagna.
È una delle testimonianze più belle della cultura
popolare del territorio di Mulazzo.
La Cascata di Parana
Un piccolo tesoro naturale
Parana non offre soltanto storia e tradizioni.
Nei suoi dintorni si trova anche un interessante
ambiente naturale legato al Canale
della Carlina.
Qui si trova la cosiddetta
Cascata di Parana,
raggiungibile attraverso un percorso immerso nella vegetazione.
L'acqua scende tra rocce e bosco creando uno degli
angoli naturalistici più suggestivi della zona.
La cascata rappresenta oggi una meta per chi desidera
unire la visita ai borghi a una breve escursione nella natura.
Il Canale della Carlina
Il corso d'acqua attraversa un ambiente boscoso che
conserva il carattere selvatico tipico delle valli secondarie della
Lunigiana.
Il percorso verso la cascata permette di osservare da
vicino un paesaggio molto diverso da quello del fondovalle.
Acqua, rocce e vegetazione dominano l'ambiente.
Sono gli stessi elementi naturali con i quali gli
abitanti di Parana hanno convissuto per generazioni.
I torrenti fornivano acqua e forza motrice.
Il bosco offriva legna e castagne.
La montagna forniva pascoli e piccoli terreni
coltivabili.
Un ambiente da rispettare
La cascata è un luogo naturale e il percorso può
presentare terreno irregolare, rocce bagnate e tratti scivolosi.
Chi decide di raggiungerla deve quindi affrontare
l'escursione con prudenza e con calzature adatte.
Soprattutto dopo periodi di pioggia, la presenza
dell'acqua può modificare notevolmente le condizioni del sentiero.
Il modo migliore per scoprire questi luoghi è
visitarli lentamente e con rispetto.
Parana e Casa di Loia
Dal territorio di Parana partono inoltre antichi
collegamenti verso Casa di Loia.
Da qui è possibile proseguire verso il Ponte di San
Giuseppe, il torrente Mangiola e Montereggio.
Questi itinerari permettono di ricostruire idealmente
la rete di comunicazioni utilizzata dagli abitanti prima dell'arrivo
delle moderne strade.
Non erano sentieri escursionistici nel senso
contemporaneo.
Erano le vere strade della montagna.
Venivano percorse per lavorare, commerciare, andare a
messa, raggiungere i mulini o visitare parenti nei paesi vicini.
Un paesaggio costruito dall'uomo
Osservando oggi i boschi che circondano Parana si
potrebbe immaginare un ambiente quasi completamente naturale.
In realtà il paesaggio del passato era molto più
intensamente utilizzato.
Castagneti, prati, campi, mulattiere e piccoli edifici
rurali occupavano spazi oggi riconquistati dalla vegetazione.
Lo spopolamento del Novecento ha modificato
profondamente questo equilibrio.
Con la diminuzione delle attività agricole, il bosco
ha progressivamente recuperato molti terreni.
Il paesaggio attuale racconta quindi anche la storia
dell'abbandono della montagna.
Lo spopolamento
Come molti paesi della Lunigiana, Parana ha conosciuto
un forte spopolamento.
Il fenomeno iniziò con l'emigrazione stagionale e
internazionale e continuò nel Novecento con il trasferimento delle
famiglie verso le città e il fondovalle.
Dopo la Seconda guerra mondiale le opportunità offerte
dall'industria e dai centri urbani resero sempre più difficile mantenere
la popolazione nei piccoli borghi montani.
Case un tempo occupate da famiglie numerose rimasero
vuote.
Campi e castagneti furono progressivamente
abbandonati.
La memoria delle famiglie
Gli archivi conservano ancora tracce preziose della
comunità.
Nell'Archivio storico comunale sono presenti, per
esempio, i fogli di famiglia della
frazione di Parana, documentazione utile per ricostruire la
popolazione e le famiglie vissute nel paese.
Esistono inoltre carte relative alla vita
amministrativa, religiosa e agricola del territorio.
Per chi possiede antenati originari di Parana, questi
documenti possono rappresentare un punto di partenza importante per una
ricerca genealogica.
Parana oggi
Oggi Parana conserva il fascino di un piccolo paese
della montagna lunigianese.
Le case in pietra, la Chiesa di Santa Maria della
Neve, i castagneti e gli antichi collegamenti con Montereggio raccontano
ancora una parte importante della sua storia.
Ma il borgo possiede anche una caratteristica meno
evidente.
Dietro la tranquillità delle sue strade si nasconde
una storia sorprendentemente internazionale.
Da qui partirono uomini che attraversarono l'Europa e
l'oceano.
Tra loro c'era Emanuele Maucci.
Un itinerario tra Parana e
Montereggio
Parana può essere visitata insieme alla vicina
Montereggio.
I due borghi condividono la storia dei librai e la
tradizione del Cantamaggio.
Tra loro si estende un territorio ricco di sentieri,
castagneti, corsi d'acqua e tracce dell'antica viabilità.
Proseguendo verso la montagna si possono inoltre
raggiungere i percorsi diretti verso il Passo dei Casoni e il territorio
della Madonna del Monte.
Si crea così un itinerario capace di unire natura,
storia e cultura.
Parana, il paese dei castagni e dei
librai
La storia di Parana può essere raccontata attraverso
due immagini.
La prima è quella del
castagno.
Rappresenta la montagna, la vita contadina, i metati,
i mulini e le famiglie che per generazioni hanno vissuto delle risorse
del territorio.
La seconda è quella del
libro.
Rappresenta la partenza, il viaggio e la capacità
degli abitanti di trasformare la necessità di emigrare in una
straordinaria opportunità.
Da una parte il radicamento alla propria terra.
Dall'altra il desiderio e la necessità di conoscere il
mondo.
In mezzo troviamo la Chiesa di Santa Maria della Neve,
il Cantamaggio, le mulattiere, i castagneti e la cascata.
È questa unione di
montagna, tradizione, emigrazione e cultura del libro a rendere
Parana uno dei piccoli borghi più interessanti da conoscere nel
territorio di Mulazzo. |