Passo del Bracco - Carrodano

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Il Passo del Bracco è molto più di una salita panoramica. Per secoli è stato uno dei principali punti di passaggio tra la Val di Vara e il Levante ligure, attraversato da viandanti, mercanti e pellegrini. I resti dell'hospitale di San Nicolao testimoniano questa lunga storia, mentre la strada ottocentesca racconta la trasformazione del valico nell'epoca delle carrozze e delle moderne comunicazioni. La Roccia dei Nani, con la sua particolare presenza nel paesaggio e nelle immagini storiche del luogo, aggiunge un elemento curioso e caratteristico a questo patrimonio. Oggi il traffico principale è passato altrove, ma il Bracco non ha perso la propria identità. Le sue curve sono percorse da ciclisti e motociclisti, i suoi sentieri conducono verso antichi luoghi di passaggio e i suoi panorami continuano ad attirare chi vuole conoscere una Liguria diversa da quella delle località costiere. È un luogo nel quale la strada, la roccia e il paesaggio conservano insieme la memoria di secoli di viaggi.

Passo del Bracco

Passo del Bracco

Passo del Bracco

Rudere

Nella strada

Nella strada

Motociclista

Mototurismo

Alla Roccia dei Nani

Dalla Roccia dei Nani

Vista

Vista dalla Riccia dei Nani

Scalinata

Biciturismo

Alla Roccia dei Nani

Alla Roccia dei Nani

Informazioni storiche, culturali della località.

Passo del Bracco e Roccia dei Nani

Il grande valico tra la Val di Vara e il Levante ligure

Il Passo del Bracco è uno dei luoghi più conosciuti dell'entroterra del Levante ligure. Situato a circa 600 metri di altitudine, il valico mette in comunicazione la Val di Vara con la Val Petronio e con la Riviera ligure, collegando il territorio di Carrodano con quello di Sestri Levante, Moneglia e Deiva Marina. La sua posizione ha fatto del Bracco, per secoli, uno dei principali passaggi terrestri tra lo Spezzino e il Genovesato. Prima delle moderne strade e dell'autostrada, attraversare il valico significava affrontare un percorso difficile, fatto di mulattiere, salite, tornanti e tratti esposti. Oggi il Passo del Bracco è conosciuto soprattutto per i suoi panorami, per la strada amata da ciclisti e motociclisti e per i numerosi sentieri che attraversano i boschi. Ma il paesaggio conserva anche la memoria dell'antica strada e delle persone che per secoli la percorsero. Tra i luoghi più caratteristici del passo vi è la Roccia dei Nani, particolare formazione rocciosa diventata nel tempo uno dei simboli del Bracco e ricordata anche nella documentazione fotografica storica della località.

Un passaggio antico

La storia del Bracco è innanzitutto una storia di strade. Il territorio era già frequentato nell'antichità dalle popolazioni liguri e il valico si inseriva in una rete di percorsi che permettevano di attraversare longitudinalmente il Levante ligure. Le fonti territoriali relative a Carrodano ricordano un antico itinerario che seguiva la direttrice del torrente Malacqua, attraversava il territorio di Carrodano e superava il Passo del Bracco per raggiungere la Val Petronio e Sestri Levante. Non è quindi corretto immaginare il Bracco semplicemente come un passo stradale nato con l'attuale Aurelia. La sua importanza è molto più antica. Per secoli il valico fu attraversato soprattutto attraverso sentieri e mulattiere. Il viaggio era lento e faticoso e poteva essere condizionato dal maltempo, dalle frane e dalle condizioni del terreno. Proprio la difficoltà del percorso contribuì a creare intorno al Bracco una particolare fama, che nei racconti dei viaggiatori si sarebbe mantenuta fino all'età moderna.

Il Bracco e i pellegrini

La strada del Bracco era importante anche per i pellegrini. Lungo questo antico sistema viario sorsero strutture destinate ad accogliere viandanti e persone in viaggio. La più importante testimonianza nei pressi del passo è rappresentata dall'antico hospitale di San Nicolao, oggi in territorio genovese. I resti dell'hospitale e della vicina chiesa romanica costituiscono una delle testimonianze più significative della viabilità medievale del Bracco. Le fonti territoriali datano la chiesa ai secoli XII-XIII e ricordano l'hospitale come luogo destinato all'accoglienza di viandanti, mercanti e pellegrini. La presenza di questa struttura permette di comprendere l'importanza della strada: non si trattava soltanto di una via commerciale o di collegamento locale, ma di un itinerario utilizzato anche da chi attraversava la Liguria per motivi religiosi. Il sistema viario collegava infatti la Riviera di Levante con l'entroterra della Val di Vara e con le successive direttrici verso la Lunigiana.

San Nicolao e la Pietra Colice

Nei pressi del Passo del Bracco si trova l'area di San Nicolao di Pietra Colice, importante per la storia archeologica e viaria del territorio. I ruderi dell'antico complesso sono oggi una delle principali testimonianze del passato medievale del passo. Il sito permette di immaginare quanto diverso fosse il paesaggio del Bracco quando il valico veniva attraversato prevalentemente a piedi o a dorso di animale. Il sentiero che conduce verso San Nicolao attraversa un ambiente caratterizzato da rocce affioranti e vegetazione bassa. Le guide escursionistiche descrivono proprio il versante del monte come un ambiente particolare, nel quale emergono rocce metamorfiche e tratti di vegetazione modellata dal vento e dall'esposizione. È un paesaggio molto diverso da quello delle vallate più umide della Val di Vara e costituisce uno degli aspetti più interessanti dell'area del Bracco.

La Roccia dei Nani

Tra i luoghi più caratteristici del Passo del Bracco c'è la Roccia dei Nani. Il nome, particolarmente curioso, identifica una formazione rocciosa che si distingue nel paesaggio del passo e che nel corso del Novecento divenne anche un punto riconoscibile per chi percorreva la strada. La Roccia dei Nani compare infatti nella documentazione fotografica storica del Passo del Bracco. Le immagini conservate e pubblicate in raccolte dedicate alla località mostrano il luogo come uno dei punti caratteristici del passo, insieme alla strada, ai panorami e alle strutture sorte lungo il valico. Anche alcune cartoline d'epoca degli anni Cinquanta testimoniano l'importanza turistica del luogo: una cartolina storica identifica esplicitamente la “Roccia dei Nani” insieme alle strutture ricettive presenti alla vetta del Bracco. Questo aspetto è particolarmente interessante perché mostra come il passo, oltre a essere una via di transito, fosse diventato anche una destinazione panoramica.

Un luogo panoramico

La posizione elevata rende il Passo del Bracco uno dei punti panoramici più interessanti dell'entroterra del Levante. Dalle zone più aperte è possibile osservare i rilievi dell'Appennino ligure e, in condizioni di buona visibilità, ampi tratti della costa. Alcuni itinerari escursionistici ricordano proprio la possibilità di godere, durante la salita al passo, di ampie vedute sul paesaggio costiero. La Roccia dei Nani contribuisce a questo carattere panoramico: la sua posizione e il paesaggio circostante hanno fatto sì che venisse ricordata nelle fotografie e nelle cartoline dedicate al Bracco. Per chi percorre oggi i sentieri della zona, il valore del luogo sta quindi nell'unione tra natura, geologia e storia della viabilità.

La strada moderna del Bracco

Per molti secoli il passaggio del Bracco rimase difficile. La situazione cambiò nel XIX secolo, quando venne realizzata una vera strada carrozzabile. La moderna strada del passo fu completata nel 1823, durante il regno di Carlo Felice, trasformando profondamente le comunicazioni tra la provincia spezzina e il Genovesato. La nuova strada rese possibile il passaggio delle carrozze e, successivamente, dei mezzi a motore. Il Bracco entrò così in una nuova fase della propria storia: da difficile percorso montano divenne una vera strada di collegamento tra Levante e Genova. Nel corso dell'Ottocento la rete viaria della zona venne ulteriormente ampliata, con collegamenti verso Bonassola, Deiva Marina e Levanto.

I viaggiatori del Grand Tour

La difficoltà del percorso aveva attirato l'attenzione di numerosi viaggiatori. Nei secoli XVIII e XIX il Bracco era conosciuto come un passaggio impegnativo e selvaggio. I resoconti dei viaggiatori descrivono una strada molto diversa da quella attuale, caratterizzata da forti pendenze, difficoltà del terreno e pericoli legati alle frane. Tra coloro che attraversarono il passo vi fu anche Alessandro Manzoni, che nel 1827 percorse la strada durante il viaggio verso Firenze. Anche lo scrittore inglese William Henry Giles Kingston descrisse il difficile viaggio attraverso il Bracco. Il passaggio di questi viaggiatori contribuisce a restituire l'immagine di un valico che, prima dell'età dell'automobile, rappresentava una vera esperienza di viaggio.

Briganti e leggende del Bracco

La fama del Passo del Bracco non fu sempre positiva. La sua posizione isolata e il fatto di costituire una delle principali vie terrestri del Levante favorirono, soprattutto in determinati periodi, la presenza di briganti e bande criminali. Le fonti storiche ricordano il problema già in età moderna, mentre la memoria del brigantaggio rimase legata al Bracco anche nel Novecento. Il tema dei banditi è diventato nel tempo una parte importante della narrazione popolare del passo. Attorno a queste vicende sono nate numerose storie e racconti, alcuni documentati dalle cronache e altri tramandati dalla memoria locale. È quindi importante distinguere gli episodi storicamente documentati dalle numerose leggende che hanno contribuito a costruire l'immaginario del Bracco.

Dal dopoguerra all'autostrada

Il Passo del Bracco continuò a essere una strada fondamentale anche nel Novecento. Ancora nel secondo dopoguerra il traffico era intenso e il valico rappresentava una delle principali vie di comunicazione tra Liguria orientale e Genova. La situazione cambiò radicalmente con la costruzione dell'autostrada A12. Il tratto tra Sestri Levante e Brugnato venne inaugurato nel 1971, riducendo progressivamente il traffico sulla vecchia strada del Bracco. Da allora il passo ha assunto un carattere diverso. La strada non è più il principale collegamento tra le due parti della Liguria, ma conserva una notevole importanza turistica e paesaggistica. È frequentata da automobilisti, motociclisti e soprattutto da ciclisti, attratti dalle curve, dalla salita e dai panorami.

Il Bracco oggi

Oggi il Passo del Bracco rappresenta un punto di incontro tra storia e turismo all'aria aperta. La vecchia strada è diventata un itinerario molto apprezzato dal cicloturismo e dal mototurismo, mentre la rete di sentieri permette di raggiungere le aree boschive, San Nicolao e i principali punti panoramici. Un percorso escursionistico collega, tra l'altro, Arsina, Carrodano Superiore, Mattarana, Colle Gruzze e San Nicolao, dimostrando come l'antica rete di collegamenti continui ancora oggi a essere utilizzata per l'escursionismo. Il valore del Bracco non è quindi soltanto storico. È anche un luogo nel quale il paesaggio permette di leggere concretamente il rapporto tra la montagna e il mare.

Da vedere al Passo del Bracco

Tra i principali punti di interesse dell'area si possono ricordare: la Roccia dei Nani, caratteristica formazione rocciosa e storico punto panoramico del passo; la strada del Passo del Bracco, con i suoi tornanti e i panorami sulla Liguria; San Nicolao di Pietra Colice, con i resti dell'antico hospitale e della chiesa medievale; i sentieri verso il Monte San Nicolao; i boschi e le formazioni rocciose dell'area; i panorami verso la Val Petronio, il Levante ligure e l'entroterra spezzino; le testimonianze fotografiche e cartoline d'epoca che documentano l'antica frequentazione turistica del passo.

Curiosità

Perché la Roccia dei Nani si chiama così?
Il nome è legato alla particolare conformazione delle rocce, ma non c'è una fonte storica sufficientemente autorevole che documenti una specifica leggenda sull'origine del toponimo. È quindi preferibile presentarlo come un antico nome locale senza attribuirgli una leggenda precisa.
La Roccia dei Nani è un luogo antico?
La formazione rocciosa è naturalmente antica, ma ciò che è documentabile storicamente è soprattutto la sua presenza nella memoria e nella rappresentazione del Passo del Bracco. È già presente nella documentazione fotografica e nelle cartoline del Novecento.
Il Passo del Bracco era già utilizzato nel Medioevo?
Sì. La presenza dell'hospitale e della chiesa di San Nicolao nei pressi del passo documenta l'importanza medievale dell'itinerario.
Quando fu costruita la strada moderna?
La strada carrozzabile del Bracco venne completata nel 1823, durante il regno di Carlo Felice.
Perché il traffico sul Bracco è diminuito?
Il principale cambiamento avvenne con l'apertura del tratto dell'A12 tra Sestri Levante e Brugnato nel 1971, che sottrasse alla vecchia strada gran parte del traffico di attraversamento.

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