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Pavareto. Un antico borgo sulla via della MolaPiccolo borgo del territorio comunale di Carro, Pavareto sorge in posizione appartata sulle alture dell'alta Val di Vara, lungo la strada che conduce verso il passo della Mola e il crinale che separa il territorio di Carro dall'area del Genovesato. Oggi appare come un piccolo nucleo immerso nel verde, ma la sua posizione racconta una storia molto più importante di quanto le sue dimensioni possano far pensare. Pavareto è infatti documentato già dal XIII secolo e per lungo tempo rappresentò un punto di passaggio della viabilità storica che, superata la dorsale appenninica, permetteva di raggiungere il territorio di Sestri Levante e il versante ligure. La sua storia è quindi strettamente legata alle antiche strade, ai sentieri e alle mulattiere che attraversavano le montagne prima della costruzione della moderna rete viaria.Un piccolo borgo sulla montagnaPavareto si sviluppa su una piccola altura, in posizione favorevole rispetto alle vie che salivano da Carro verso il passo della Mola. La sua collocazione non è casuale: nei secoli passati i piccoli insediamenti dell'Appennino venivano spesso costruiti in luoghi che permettessero di abitare le terre coltivabili e, nello stesso tempo, di controllare o raggiungere facilmente le vie di comunicazione. La località si trova a circa 418 metri di altitudine, mentre il percorso verso il passo della Mola sale fino a quote maggiori. Un'antica rete di sentieri partiva proprio da Pavareto, collegando il borgo con la Mola e con il Monte San Nicolao. Questi percorsi rappresentavano un tempo vere e proprie strade di uso quotidiano: venivano utilizzati per raggiungere i campi, i boschi, i pascoli e i paesi vicini, oltre che per gli spostamenti commerciali.La via storica verso il GenovesatoUno degli elementi più interessanti della storia di Pavareto è proprio la sua posizione lungo una delle antiche vie che attraversavano la montagna. Secondo la documentazione dedicata ai piccoli borghi di Carro, Pavareto costituiva un importante punto di passaggio della viabilità storica che, oltrepassata la dorsale che separa il territorio di Carro dal Genovesato, conduceva verso Sestri Levante. Prima delle strade moderne, attraversare queste montagne significava percorrere sentieri e mulattiere spesso difficili, utilizzando animali da soma o procedendo a piedi. Pavareto assumeva quindi una funzione di collegamento tra due versanti: da una parte la Val di Vara e il territorio di Carro, dall'altra le valli che scendevano verso il mare. Questa posizione aiuta a comprendere perché un borgo così piccolo possa essere documentato già in epoca medievale.L'Oratorio di Sant'AndreaIl principale edificio religioso di Pavareto è l'Oratorio di Sant'Andrea, dedicato all'apostolo Andrea. L'edificio è riconosciuto anche nella documentazione ufficiale del patrimonio culturale della Liguria: la Chiesa di Sant'Andrea in località Pavareto risulta infatti inserita nell'elenco dei beni immobili sottoposti a tutela ai sensi della normativa sul patrimonio culturale. L'oratorio appartiene alla parrocchia di San Lorenzo di Carro, insieme ad altri luoghi di culto del territorio, tra cui la chiesa di Sant'Antonio Maria Gianelli a Cerreta e l'oratorio di Santa Margherita al Ponte. La sua presenza testimonia l'importanza che anche i piccoli nuclei rurali attribuivano ai propri luoghi di culto. L'oratorio non era soltanto uno spazio destinato alle celebrazioni religiose: in una comunità di piccole dimensioni rappresentava anche un punto di riferimento per la vita collettiva.La pietra e i marmi di PavaretoUna delle curiosità più interessanti legate alla località riguarda la pietra. Una fonte storica dedicata al territorio di Carro ricorda infatti Pavareto come località nota per i suoi marmi, caratterizzata da un borgo raccolto attorno al campanile di Sant'Andrea. La presenza di materiali lapidei e la loro lavorazione si inseriscono in una tradizione più ampia dell'alta Val di Vara, dove la pietra locale veniva utilizzata per costruire case, portali, architravi, muri e manufatti. Nel territorio di Carro sono infatti numerose le testimonianze di quella che viene definita arte paesana: decorazioni e sculture realizzate nella pietra da artigiani locali. Portali e architravi scolpiti non erano necessariamente opere destinate a edifici importanti. Spesso appartenevano alle abitazioni comuni e costituivano una forma di espressione della cultura locale.Il paesaggio della pietraLa pietra non racconta soltanto l'attività degli scalpellini. Osservando le abitazioni e il territorio di Pavareto si comprende come il materiale da costruzione fosse strettamente legato all'ambiente. Le case rurali venivano realizzate utilizzando ciò che il territorio offriva: pietra, legname e altri materiali facilmente reperibili. I muri a secco delimitavano i terreni, sostenevano i terrazzamenti e accompagnavano i sentieri. Ancora oggi questi elementi contribuiscono a creare il caratteristico paesaggio dell'entroterra ligure, nel quale il confine fra ambiente naturale e opera dell'uomo è spesso difficile da distinguere.I sentieri della MolaPavareto è anche un punto di partenza particolarmente interessante per gli itinerari escursionistici. Un percorso proveniente da Carro raggiunge il bivio per Pavareto e da qui si dirama il sentiero che sale direttamente verso il passo della Mola, a circa 636 metri di altitudine. La rete sentieristica permette di raggiungere anche il Monte San Nicolao, seguendo percorsi che attraversano boschi e zone di particolare interesse naturalistico e paesaggistico. Questi itinerari sono preziosi non soltanto per gli escursionisti. Seguire un'antica mulattiera significa ripercorrere gli stessi tracciati utilizzati dalle popolazioni locali per secoli e comprendere meglio il rapporto tra le diverse borgate della valle.Un territorio di boschi e castagnetiCome gran parte del territorio di Carro, anche Pavareto è immerso in un ambiente caratterizzato dalla presenza di boschi e castagneti. Il castagno ebbe per secoli un ruolo fondamentale nell'economia delle popolazioni dell'alta Val di Vara. Le castagne venivano raccolte durante l'autunno, essiccate e conservate per essere consumate durante i mesi successivi oppure trasformate in farina. Il bosco offriva inoltre legna e altri prodotti necessari alla vita quotidiana. Questo antico rapporto con l'ambiente è ancora leggibile nel paesaggio di Pavareto, soprattutto lungo i sentieri che salgono verso il crinale.Pavareto nella storia di CarroLa storia di Pavareto deve essere inserita nella più ampia vicenda del territorio di Carro. Il borgo di Carro occupava infatti una posizione strategica lungo le vie che collegavano la Val di Vara con l'entroterra e con la costa. Nel Medioevo il territorio passò attraverso diverse dominazioni feudali e successivamente entrò nell'orbita della Repubblica di Genova. Nel 1229 Carro si costituì in comune, mentre nel 1299 Genova lo elevò a podesteria, riconoscendo la sua importanza strategica. Pavareto faceva parte di questo stesso territorio e la sua posizione sulla via verso la dorsale appenninica contribuiva alla rete di collegamenti che rendeva importante l'area.Un borgo piccolo, una posizione importanteÈ proprio questo il contrasto più interessante di Pavareto. Oggi il visitatore incontra un piccolo borgo tranquillo, circondato dal verde e lontano dai grandi centri abitati. Nel passato, invece, trovarsi lungo una via di attraversamento della montagna significava avere un'importanza molto maggiore. Pavareto era uno dei punti attraverso i quali uomini, animali e merci potevano superare la dorsale e raggiungere il versante del Genovesato. La sua storia dimostra quindi quanto fosse importante, nell'economia e nella società medievale e moderna, la rete delle piccole strade di montagna.Da vedere a Pavareto• L'Oratorio di Sant'AndreaIl principale edificio religioso della località, riconosciuto tra i beni culturali tutelati della Liguria. • Il borgo antico Un piccolo nucleo raccolto che conserva il carattere tipico degli insediamenti rurali dell'alta Val di Vara. • Le testimonianze della lavorazione della pietra Portali, muri e manufatti raccontano l'antica tradizione locale legata alla pietra. • Il sentiero verso il passo della Mola Uno degli antichi percorsi che partono dalla zona di Pavareto e risalgono verso il crinale. • I boschi e i castagneti Parte integrante del paesaggio e della storia economica della località. CuriositàUn borgo documentato dal XIII secoloNonostante le sue piccole dimensioni, Pavareto è documentato fin dal XIII secolo. La sua antichità è strettamente legata alla posizione lungo un'importante via di comunicazione tra la Val di Vara e il versante del Genovesato.Dal paese al crinalePavareto è uno dei punti dai quali si può risalire verso il passo della Mola. Il sentiero diretto dalla zona del borgo raggiunge il passo a circa 636 metri e permette di proseguire verso il sistema montuoso del Monte San Nicolao. La stessa direzione seguita oggi dagli escursionisti ricalca quindi, almeno in parte, quella degli antichi percorsi utilizzati dagli abitanti della valle.Il paese dei marmiUna delle caratteristiche meno conosciute di Pavareto è il suo legame con i marmi e la lavorazione della pietra. Questa tradizione si inserisce nella più generale cultura degli scalpellini della Val di Vara, visibile ancora oggi nei portali, negli architravi e nelle decorazioni in pietra presenti nei piccoli borghi del territorio.Questo articolo è stato realizzato con il supporto di ChatGPT (OpenAI)
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