Pegui è una delle località storiche del comune di Calice al Cornoviglio, nella provincia della Spezia. È
inserita nel paesaggio collinare e montano della Lunigiana
storica, territorio di transizione fra la Val di Vara e la Val
di Magra.Il Comune di Calice al Cornoviglio
comprende un territorio prevalentemente collinare e montuoso,
caratterizzato da boschi, vallate e numerosi piccoli nuclei abitati. Il
torrente Usurana, che nasce sulle pendici del Monte Coppigliolo e
attraversa buona parte del territorio comunale, costituisce uno degli
elementi geografici fondamentali del paesaggio.
Il nome antico
Un particolare interessante riguarda il nome stesso
della località. Nello Statuto del Comune di Calice al
Cornoviglio, che richiama la nomenclatura storica delle
località desunta dal regolamento comunale del 1774,
Pegui è indicata anche nelle forme “Pequi” e “Villa”.
Queste antiche denominazioni costituiscono una
testimonianza importante dell'evoluzione dei toponimi locali e del modo
in cui i piccoli insediamenti della Lunigiana venivano identificati
nella documentazione amministrativa storica.
Una località della Lunigiana storica
La storia di Pegui deve essere inserita nel più ampio
contesto di Calice al Cornoviglio, territorio che il
Comune riconosce ufficialmente come appartenente alla Lunigiana storica.
La posizione geografica di Calice, tra la valle del
Vara e quella del Magra, ha favorito per secoli gli scambi fra Liguria e
Toscana. I numerosi crinali e valichi permettevano infatti di
attraversare le montagne e mettere in comunicazione le diverse vallate.
Questa particolare posizione contribuì alla formazione
di una fitta rete di piccoli insediamenti rurali, fra i quali Pegui,
distribuiti lungo i versanti e collegati da mulattiere, sentieri e
antichi percorsi locali.
L'architettura e la villa Saccomani
Uno degli elementi di maggiore interesse storico e
architettonico di Pegui è la presenza di una villa storica
appartenuta alla famiglia Saccomani.
La villa è ricordata tra gli esempi di architettura
storica presenti nelle località minori del territorio comunale, insieme
ad altri edifici di pregio disseminati nei borghi della valle. La sua
presenza testimonia il ruolo avuto dalle famiglie proprietarie e dalle
élite locali nella costruzione del paesaggio storico di Calice.
In un territorio caratterizzato prevalentemente da
abitazioni rurali, piccoli oratori e strutture legate all'agricoltura,
la presenza di una dimora signorile costituisce un elemento
significativo per comprendere la stratificazione sociale e
architettonica della comunità.
Un paesaggio rurale
Come gli altri piccoli nuclei di Calice al Cornoviglio,
Pegui si è sviluppata all'interno di un territorio nel quale per secoli
l'economia è stata prevalentemente agricola e forestale.
Boschi, castagneti, terreni coltivati e piccoli
appezzamenti formavano il paesaggio quotidiano delle comunità locali.
L'agricoltura di montagna e la gestione delle risorse forestali
costituivano una parte essenziale dell'economia familiare.
Le abitazioni e le strutture rurali erano strettamente
legate a questo sistema produttivo: il borgo non era semplicemente un
luogo dove abitare, ma il centro di una piccola comunità organizzata
intorno alla coltivazione della terra, all'allevamento e allo
sfruttamento dei boschi.
Il paesaggio attuale conserva ancora parte di questa
struttura, con case e nuclei abitati inseriti nel tessuto naturale delle
colline.
Pegui e la memoria della Resistenza
Un capitolo importante della storia più recente di
Pegui è legato alla Resistenza.
La località conserva la memoria di Giulio
Spella, nato a Calice al Cornoviglio il 21 febbraio
1925, che partecipò alla lotta partigiana nell'ambito dei
gruppi bolanesi della Colonna “Giustizia e Libertà”, II
Battaglione.
Spella morì in combattimento sul Monte
Picchiara il 28 settembre 1944.
La sua memoria è stata conservata nella toponomastica
locale con la Piazza Giulio Spella, nella località
Pegui. Il suo nome compare inoltre nelle lapidi dedicate ai caduti della
Resistenza. La documentazione dell'Istituto Storico della Resistenza e
dell'Età Contemporanea della Spezia ricorda la sua vicenda e il suo
legame con Calice.
Questo elemento aggiunge alla storia più antica di
Pegui una dimensione contemporanea particolarmente significativa: il
borgo diventa anche luogo della memoria della guerra e della
Resistenza nell'alta Val di Vara.
Pegui e la storia di Calice al Cornoviglio
Le vicende di Pegui si inseriscono nella complessa
storia feudale di Calice.
Il territorio è documentato almeno dall'XI
secolo e fu interessato dalle dominazioni e dalle contese tra
Estensi, vescovi di Luni, Fieschi e Malaspina. Nel
Quattrocento il territorio passò attraverso il dominio dei Fregoso e dei
Fieschi; dopo la congiura dei Fieschi del 1547, il feudo fu confiscato e
assegnato ad Andrea Doria. Successivamente tornò
nell'orbita dei Malaspina e nel 1770 passò al
Granducato di Toscana.
Pegui, come gli altri piccoli nuclei del territorio,
partecipò quindi alla storia di questa terra di confine tra Liguria e
Toscana, dove nei secoli si incontrarono diverse tradizioni politiche,
economiche e culturali.
Un piccolo borgo da riScopri
Oggi Pegui conserva il carattere appartato dei piccoli
insediamenti della Lunigiana e dell'alta Val di Vara.
Il suo interesse storico non è legato a un unico
grande monumento, ma alla stratificazione del paesaggio:
l'antico toponimo, la villa dei Saccomani, le architetture rurali, la
memoria della Resistenza e il rapporto con il territorio montano
raccontano una storia fatta di famiglie, lavoro agricolo, percorsi
locali e vicende politiche.
Pegui rappresenta così una piccola tessera del mosaico
storico di Calice al Cornoviglio, dove la memoria delle
antiche comunità rurali si intreccia con la storia più ampia della
Lunigiana e della Val di Vara.
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