Piandicerreto - Castiglione Garfagnana

Foto, storia e informazioni della località

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Pian di Cerreto

Chiesa di S.Antonio da Padova

Torre campanaria

Iscrizione sulla torre campanaria

Case sparse

Chiesa di S.Antonio da Padova

Interno della Chiesa

Interno

Interno

Acquasantiera

Interno

Interno

Interno

Interno

Interno

Altare

Altare

Interno

Torre campanaria

Casa

La campagna circostante

La campagna circostante

Vista dalla strada

Informazioni storiche, culturali della località.

Piandicerreto

Il borgo sull'altopiano di Castiglione di Garfagnana

Piandicerreto, chiamato anche Pian di Cerreto, è una frazione del comune di Castiglione di Garfagnana, nella provincia di Lucca. Il paese sorge a circa 421 metri di altitudine, su un piccolo altopiano situato sulla sinistra del torrente Corfino. La sua posizione è diversa da quella di molte frazioni più elevate del territorio comunale. Qui il paesaggio si apre maggiormente verso campi, prati e zone coltivate, mentre intorno rimangono ben visibili le montagne della Garfagnana. Piandicerreto è un paese di dimensioni contenute, ma conserva alcune testimonianze interessanti della propria storia: due antichi palazzi signorili, una chiesa ricostruita dopo il terremoto del 1920 e un paesaggio rurale che racconta ancora il rapporto tra la comunità e la campagna.

Pian di Cerreto o Piandicerreto?

Il nome viene utilizzato oggi in entrambe le forme. Nella documentazione storica ed ecclesiastica ricorre soprattutto Piano di Cerreto o Pian di Cerreto, mentre nell'uso moderno è molto comune la forma unita Piandicerreto. Anche il Comune di Castiglione di Garfagnana utilizza Piandicerreto nell'elenco ufficiale delle proprie frazioni. Il significato del toponimo sembra abbastanza trasparente. "Piano" o "Pian" richiama la conformazione relativamente pianeggiante del luogo, mentre "Cerreto" è un termine tradizionalmente collegato alla presenza del cerro, una specie di quercia molto diffusa nell'Appennino. Il nome descriverebbe quindi, con ogni probabilità, un terreno pianeggiante caratterizzato in passato dalla presenza di cerri.

Un paese legato alla terra

La conformazione del territorio aiuta a comprendere lo sviluppo di Piandicerreto. L'altopiano offriva spazi più facilmente utilizzabili per agricoltura e allevamento rispetto ai versanti più ripidi della montagna. Per secoli la vita delle famiglie dipese dalla possibilità di sfruttare campi, prati, boschi e piccoli appezzamenti coltivati. L'agricoltura non era separata dall'allevamento. I campi producevano alimenti, i prati fornivano fieno per gli animali e i boschi offrivano legna e castagne. Era un sistema nel quale ogni parte del territorio possedeva una funzione.

Piandicerreto nel Medioevo

La storia medievale di Piandicerreto è meno documentata nei dettagli rispetto a quella di centri fortificati come Castiglione. Il paese compare tuttavia all'interno dell'antica organizzazione territoriale della Vicaria di Castiglione. Una ricostruzione storica della vicaria ricorda infatti Piano di Cerreto tra le terre e i castelli che ne facevano parte nel Medioevo. Il dato permette di inserire il paese nel sistema politico e amministrativo che aveva come centro Castiglione di Garfagnana. Piandicerreto non era quindi un territorio isolato, ma partecipava alla complessa organizzazione delle comunità rurali distribuite intorno al principale centro fortificato.

Castiglione e la sua Vicaria

Castiglione possedeva una posizione strategica lungo le vie che dalla valle del Serchio salivano verso l'Appennino. Nel Medioevo divenne il centro di una vasta vicaria comprendente numerosi paesi e territori circostanti. Piandicerreto faceva parte di questo sistema. La vita politica e giudiziaria dipendeva quindi in larga misura dal capoluogo, mentre la vita quotidiana rimaneva organizzata nelle singole comunità rurali. Ogni paese manteneva le proprie consuetudini, i propri terreni e i propri luoghi di culto.

Una Garfagnana divisa

Dal Quattrocento la situazione politica della Garfagnana diventò particolarmente complessa. Molte comunità della valle passarono sotto il dominio degli Este, mentre Castiglione rimase legata a Lucca. Si creò così una geografia fatta di confini, territori appartenenti a stati differenti e vie sottoposte a controlli diversi. Piandicerreto seguì per lungo tempo le vicende politiche del territorio di Castiglione. Per gli abitanti, tuttavia, i confini amministrativi convivevano con una realtà molto più concreta fatta di mercati, matrimoni, lavoro agricolo e rapporti con i paesi vicini.

Il Seicento e Palazzo Poggi

Una delle testimonianze più interessanti del passato di Piandicerreto è Palazzo Poggi, risalente al XVII secolo. La presenza di una dimora di questo tipo indica che il paese non era costituito esclusivamente da semplici abitazioni contadine. Accanto alle case rurali esistevano edifici appartenenti a famiglie dotate di maggiori disponibilità economiche e di un ruolo più rilevante nella società locale. Il palazzo costituisce oggi una delle principali testimonianze architettoniche storiche del paese.

Palazzo Giovannoli

Un secondo edificio importante è Palazzo Giovannoli, risalente al XVIII secolo. La presenza di due dimore signorili appartenenti a epoche differenti permette di leggere una parte interessante della storia sociale di Piandicerreto. Mentre molte abitazioni tradizionali erano strettamente collegate alle attività agricole, questi palazzi rappresentavano un tipo di architettura più prestigiosa. Erano edifici destinati a famiglie che occupavano una posizione diversa all'interno della comunità. Oggi Palazzo Poggi e Palazzo Giovannoli costituiscono due degli elementi più caratteristici del nucleo storico.

Le case rurali

Accanto ai palazzi rimaneva naturalmente l'edilizia più semplice. Le abitazioni della popolazione erano costruite in funzione delle esigenze agricole. I livelli inferiori potevano ospitare cantine, depositi, attrezzi e talvolta animali. Gli ambienti destinati alla famiglia si trovavano generalmente ai piani superiori. Cortili, piccoli orti e terreni agricoli completavano il sistema. La casa rurale era quindi contemporaneamente abitazione, magazzino e luogo di lavoro.

La Chiesa di Sant'Antonio da Padova

Il principale edificio religioso di Piandicerreto è oggi la Chiesa di Sant'Antonio da Padova. L'edificio attuale non occupa però la posizione della chiesa più antica. Fino al 1920 la chiesa si trovava infatti all'interno del paese. Il grande terremoto del 7 settembre di quell'anno la distrusse. La comunità decise quindi di costruire un nuovo edificio religioso in una posizione differente, all'esterno del nucleo storico. Questa scelta ha lasciato una traccia evidente nell'organizzazione del paese moderno.

La vecchia chiesa

La scomparsa della vecchia chiesa rappresenta uno degli avvenimenti più importanti della storia recente di Piandicerreto. Per secoli l'edificio religioso aveva costituito uno dei punti di riferimento del nucleo abitato. Il terremoto del 1920 interruppe improvvisamente questa continuità. Oggi non possiamo quindi osservare la chiesa che apparteneva al paesaggio storico del paese prima del sisma. La sua posizione nel centro abitato rimane però fondamentale per comprendere quanto Piandicerreto sia cambiato nel Novecento.

L'organizzazione religiosa nell'Ottocento

La documentazione dell'Archivio Storico Diocesano permette di ricostruire un passaggio molto interessante. Nel 1862 il vescovo di Massa, Giacomo Bernardi, emanò un decreto con il quale l'Oratorio di Sant'Antonio di Pian di Cerreto veniva eretto in parrocchia. L'anno successivo la disposizione venne modificata e l'oratorio fu invece eretto in Cura. Il fascicolo conserva documenti prodotti tra il 1860 e il 1867 relativi alla dotazione dell'oratorio e alla nuova organizzazione religiosa della comunità.

Una pianta ottocentesca del paese

All'interno della stessa pratica archivistica viene segnalata una testimonianza particolarmente preziosa: una “Pianta descrittiva del paese di Piano di Cerreto e suo territorio”, allegata a una lettera del 27 maggio 1860. È un documento di notevole interesse per la storia locale. Una pianta ottocentesca può infatti permettere di comprendere come erano distribuite le abitazioni, le strade, i terreni e gli edifici prima delle trasformazioni del Novecento. Per una futura ricerca più approfondita su Piandicerreto, questo documento meriterebbe certamente particolare attenzione.

Sant'Antonio da Padova

La chiesa attuale è dedicata a Sant'Antonio da Padova, celebrato il 13 giugno. Sant'Antonio è uno dei santi più venerati della tradizione cattolica. La sua devozione si diffuse rapidamente anche nelle comunità rurali italiane, dove il santo veniva invocato per numerose necessità della vita quotidiana. A Piandicerreto la festa del 13 giugno continua a rappresentare la principale ricorrenza religiosa della comunità.

Il terremoto del 7 settembre 1920

Il 7 settembre 1920 la Garfagnana e la Lunigiana furono colpite da un terremoto devastante. Il sisma provocò gravissimi danni in numerosi paesi dell'alta valle del Serchio. Piandicerreto ne porta ancora oggi una conseguenza molto evidente. La vecchia chiesa, situata nel centro del paese, venne distrutta. Non si trattò quindi semplicemente di danni riparabili. La comunità perse uno dei propri principali edifici storici.

Ricostruire in un luogo diverso

Dopo il terremoto venne presa una decisione importante. La chiesa non sarebbe stata ricostruita nello stesso punto. Il nuovo edificio venne realizzato fuori dal nucleo storico, in una zona differente rispetto a quella occupata dalla chiesa precedente. Il trasferimento modificò inevitabilmente la geografia religiosa del paese. Il luogo di culto che per secoli si trovava tra le case veniva spostato verso l'esterno. È uno dei casi nei quali un terremoto non modifica soltanto gli edifici, ma anche l'organizzazione dello spazio urbano.

La nuova Chiesa di Sant'Antonio

La chiesa ricostruita presenta forme semplici e dimensioni contenute. L'interno è costituito da un'unica navata rettangolare, terminante in un'abside semicircolare. La copertura è sostenuta da una struttura lignea con capriate, travi e travicelli. All'esterno la facciata è intonacata. Al centro si apre il portale incorniciato in pietra, mentre sopra di esso si trova un rosone circolare. È un edificio che riflette soprattutto la necessità della comunità di ricostruire rapidamente il proprio luogo di culto dopo il disastro del 1920.

Il campanile separato

Una caratteristica interessante è il campanile, costruito contemporaneamente alla nuova chiesa ma in posizione indipendente. La torre si trova sulla sinistra dell'edificio. La struttura è realizzata in muratura di pietra mista e laterizio. La base possiede una forma leggermente rastremata, simile a un tronco di piramide. Salendo, i vari livelli sono evidenziati da cornici in laterizio e si aprono monofore anch'esse definite dal mattone. La torre costituisce oggi uno degli elementi più riconoscibili del paesaggio di Piandicerreto.

L'interno della chiesa

L'interno conserva una struttura molto semplice. La navata unica conduce verso il presbiterio e l'abside semicircolare. Gli arredi appartengono a epoche e stili differenti, conseguenza anche della ricostruzione novecentesca. Tra le immagini devozionali presenti nella chiesa ricorrono naturalmente Sant'Antonio, la Madonna e San Rocco, santo particolarmente diffuso nelle comunità della Garfagnana. L'ambiente mantiene comunque la dimensione raccolta tipica delle piccole chiese di paese.

San Rocco e la devozione popolare

La presenza di San Rocco è particolarmente significativa nel contesto della Garfagnana. Il santo pellegrino, tradizionalmente invocato contro la peste e le epidemie, compare in moltissime chiese e maestaine della valle. La sua diffusione ricorda quanto le epidemie abbiano segnato le comunità rurali nei secoli passati. La religiosità popolare era profondamente legata alle paure e alle necessità della vita quotidiana. Santi protettori, processioni e immagini votive costituivano strumenti attraverso i quali le comunità cercavano protezione.

Il campanile come punto di riferimento

Il campanile moderno ha assunto il ruolo che per secoli era appartenuto alla torre della vecchia chiesa. Il suono delle campane continuava a scandire il tempo della comunità anche dopo il terremoto. Messe, feste, funerali e altri momenti della vita collettiva venivano annunciati attraverso le campane. La ricostruzione della chiesa e del campanile significò quindi anche ristabilire una parte importante della normalità quotidiana dopo la catastrofe.

Il paese dopo il terremoto

Il sisma del 1920 rappresentò uno spartiacque per tutta la Garfagnana. Molte abitazioni tradizionali subirono danni e numerosi edifici vennero ricostruiti o consolidati. Piandicerreto conserva però una testimonianza particolarmente evidente di quella trasformazione perché il principale edificio religioso cambiò completamente posizione. Passeggiare oggi nel nucleo storico e poi raggiungere la chiesa permette quindi di leggere fisicamente il prima e il dopo del terremoto.

La campagna di Piandicerreto

Uno degli elementi più piacevoli della località è il paesaggio agricolo circostante. L'altopiano favorisce una maggiore apertura rispetto ai borghi costruiti sui versanti più ripidi. Campi, prati, alberi e case sparse creano un ambiente tipicamente rurale. Questa conformazione ha favorito per secoli l'agricoltura e l'allevamento. Ancora oggi il paesaggio conserva una forte impronta agricola.

Il torrente Corfino

Piandicerreto sorge sulla sinistra del torrente Corfino. Il corso d'acqua costituisce uno degli elementi geografici più importanti di questa parte del territorio. Per le comunità rurali i torrenti avevano molteplici funzioni. Fornivano acqua per gli animali e per l'irrigazione e potevano alimentare mulini e altre attività produttive. Il rapporto con l'acqua collegava inoltre Piandicerreto alle vicine località distribuite lungo la valle del Corfino.

Il castagno

Anche qui, come nel resto della Garfagnana, il castagno ha rappresentato per secoli una risorsa fondamentale. Le castagne potevano essere consumate fresche oppure essiccate e trasformate in farina. La farina di castagne costituiva una riserva alimentare preziosa durante i mesi invernali. La coltivazione dei castagneti richiedeva un lavoro continuo: pulizia del terreno, raccolta, essiccazione e successiva macinazione. Intere famiglie partecipavano a questo ciclo.

Prati e allevamento

La presenza di terreni relativamente aperti favoriva anche l'allevamento. I prati permettevano di ottenere il fieno necessario per mantenere gli animali durante l'inverno. Bovini e ovini fornivano latte, formaggi, carne e letame utilizzato per concimare i terreni. Agricoltura e allevamento erano quindi strettamente collegati. Questa organizzazione ha modellato il paesaggio di Piandicerreto molto più profondamente di quanto possa apparire a un visitatore moderno.

Il passaggio al Ducato di Modena

Un momento importante della storia amministrativa avvenne nel 1819. Dopo una lunga appartenenza all'area politica lucchese, Castiglione passò al Ducato di Modena. La documentazione archivistica relativa al nuovo ordinamento cita espressamente Piano di Cerreto tra le comunità che entrarono a far parte della nuova amministrazione insieme a Castiglione, Cerageto, Chiozza, Alpi e Mozzanella. Piandicerreto condivise quindi da quel momento la storia politica della Garfagnana estense.

Una comunità riconoscibile

La presenza del nome nei documenti amministrativi ottocenteschi è importante perché mostra come Piano di Cerreto fosse considerato una comunità territorialmente riconoscibile. Non era semplicemente una località geografica. Possedeva abitanti, proprietà e un'identità che l'amministrazione distingueva dalle comunità vicine. La successiva documentazione ecclesiastica relativa all'oratorio e alla Cura conferma ulteriormente questa identità.

Il Novecento

Il Novecento portò profondi cambiamenti. Il terremoto del 1920 fu certamente l'avvenimento più traumatico, ma nei decenni successivi cambiarono anche l'economia e il modo di vivere. L'agricoltura di sussistenza perse progressivamente importanza. Molti abitanti cercarono lavoro nel fondovalle, nelle città o fuori dalla Garfagnana. Le strade moderne resero più facili gli spostamenti e ridussero l'isolamento dei piccoli paesi. Piandicerreto si trasformò così gradualmente da comunità prevalentemente agricola a piccolo centro residenziale inserito nel sistema della valle.

Il patrimonio che rimane

Nonostante le trasformazioni, il paese conserva ancora elementi che permettono di leggerne la storia. Palazzo Poggi ricorda il Seicento. Palazzo Giovannoli racconta il Settecento. La documentazione ecclesiastica conserva una pianta del paese risalente al 1860. La posizione della chiesa moderna testimonia invece il terremoto del 1920. Sono elementi appartenenti a epoche molto diverse ma che, osservati insieme, permettono di ricostruire l'evoluzione della comunità.

Piandicerreto oggi

Oggi Piandicerreto è una delle frazioni ufficiali del comune di Castiglione di Garfagnana. Il suo carattere rimane prevalentemente rurale e residenziale. La vicinanza con Castiglione e con Castelnuovo di Garfagnana rende il paese facilmente raggiungibile, mentre il paesaggio circostante conserva la tranquillità tipica delle piccole località della valle. Non è un paese da visitare alla ricerca di un grande monumento. Il suo interesse nasce piuttosto dall'insieme di architettura, memoria e paesaggio.

Cosa vedere a Piandicerreto

La visita può iniziare dal nucleo storico, dove si trovano le testimonianze architettoniche più interessanti. Tra queste spicca Palazzo Poggi, risalente al XVII secolo. Poco distante si trova Palazzo Giovannoli, datato al XVIII secolo. I due edifici rappresentano probabilmente gli elementi storici più importanti dell'architettura civile del paese. Merita naturalmente una visita anche la Chiesa di Sant'Antonio da Padova, costruita dopo la distruzione della precedente chiesa nel terremoto del 1920. Particolarmente interessante è il campanile separato, con struttura in pietra e laterizio. Infine vale la pena osservare la campagna circostante, i prati e il rapporto tra l'altopiano e la valle del torrente Corfino.

Curiosità su Piandicerreto

Il paese ha due nomi in uso
Piandicerreto e Pian di Cerreto indicano la stessa frazione; nei documenti storici compare spesso anche Piano di Cerreto. Sorge su un altopiano

La località si trova a circa 421 metri di quota sulla sinistra del torrente Corfino. Il nome probabilmente ricorda i cerri

“Cerreto” è tradizionalmente un toponimo collegato alla presenza del cerro, una specie di quercia diffusa nell'Appennino. Possiede due palazzi storici

Palazzo Poggi risale al XVII secolo, mentre Palazzo Giovannoli appartiene al XVIII. Esiste una pianta del paese del 1860

È ricordata nella documentazione conservata dall'Archivio Storico Diocesano. Nel 1862 l'oratorio venne eretto in parrocchia

Il decreto fu emanato dal vescovo di Massa Giacomo Bernardi. La decisione venne modificata l'anno successivo

Nel 1863 l'oratorio di Pian di Cerreto venne invece eretto in Cura. La vecchia chiesa era nel centro del paese

La sua posizione era differente rispetto a quella dell'edificio attuale. Il terremoto del 1920 la distrusse

Dopo il sisma la comunità decise di ricostruire la chiesa in un altro luogo. La nuova chiesa è dedicata a Sant'Antonio da Padova

La festa si celebra il 13 giugno. Il campanile è separato dalla chiesa

Venne costruito insieme al nuovo edificio religioso e presenta una struttura in pietra e laterizio. Nel 1819 Piano di Cerreto passò al Ducato di Modena

La località compare espressamente nella documentazione relativa alla nuova comunità di Castiglione.

Perché visitare Piandicerreto

Piandicerreto racconta una Garfagnana diversa da quella delle grandi fortezze e dei paesi costruiti sulle cime delle montagne. Qui il protagonista è soprattutto il paesaggio rurale. L'altopiano, i campi e i prati ricordano una comunità che per secoli ha vissuto grazie alla terra e all'allevamento. Palazzo Poggi e Palazzo Giovannoli mostrano però che all'interno di questa società agricola esistevano anche famiglie capaci di costruire dimore di una certa importanza. La Chiesa di Sant'Antonio racconta invece un'altra storia. Quella della distruzione e della ricostruzione. Il terremoto del 1920 cancellò la vecchia chiesa nel centro del paese, ma la comunità ne costruì una nuova in un luogo diverso. Per questo Piandicerreto è interessante soprattutto se lo si osserva con attenzione. Un palazzo seicentesco, una dimora settecentesca, una chiesa novecentesca e un campanile separato raccontano epoche differenti della stessa comunità. Intorno rimane la campagna. È proprio questo rapporto tra storia, architettura e paesaggio rurale a rappresentare l'identità più autentica di Piandicerreto.
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