Pontardeto - Pieve Fosciana

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Località Pontardeto

Casa lungo strada

L'Oratorio

Il campanile

Il campanile

Pontardeto

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In paese

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Case nel lungo strada

In paese

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Vista

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Dalla strada

Informazioni storiche, culturali della località.

Pontardeto di Pieve Fosciana: un borgo nato lungo le antiche strade della Garfagnana

Pontardeto è una piccola frazione del Comune di Pieve Fosciana, situata nel fondovalle della Garfagnana, non lontano dal Serchio e quasi alle porte di Castelnuovo di Garfagnana. A differenza dei borghi montani di Capraia, Bargecchia e Sillico, la storia di Pontardeto è legata soprattutto alla sua posizione lungo le vie di comunicazione. Il nome stesso sembra conservare il ricordo di questa funzione. Nelle immediate vicinanze sono state infatti individuate importanti testimonianze archeologiche, mentre la tradizione storica collega la nascita dell'abitato alla presenza di un antico ponte.

Il nome Pontardeto

Il toponimo Pontardeto richiama quasi certamente un ponte. Una pubblicazione della Comunità Montana della Garfagnana, parlando dell'importante area archeologica della Murella, ricorda infatti l'esistenza di una strada romana che attraversava il Serchio mediante un ponte. Di questa struttura sarebbe sopravvissuto almeno un pilone sulla sponda destra del fiume. Secondo questa interpretazione, proprio il ricordo dell'antico attraversamento sarebbe rimasto conservato nel nome Pontardeto. È un elemento particolarmente interessante perché permette di collegare la frazione alla rete viaria che attraversava la Garfagnana già in epoca antica.

Una zona frequentata fin dalla Preistoria

La storia del territorio attorno a Pontardeto comincia molto prima della nascita del paese. La vicina zona della Murella, oggi compresa nell'area industriale di Castelnuovo di Garfagnana, costituisce infatti uno dei siti archeologici più importanti della valle. Gli scavi hanno restituito tracce di frequentazione preistorica. Uno degli strati individuati ha restituito manufatti litici attribuiti all'Epigravettiano finale, quindi risalenti indicativamente a circa 10.000-11.000 anni fa. Un altro livello archeologico ha restituito ceramiche che sono state ricondotte, almeno in via preliminare, al Neolitico finale. Questo significa che l'area circostante Pontardeto era frequentata dall'uomo migliaia di anni prima della nascita degli attuali centri abitati della Garfagnana.

Gli Etruschi a Pontardeto e alla Murella

Ancora più interessante è la presenza etrusca. Gli studi archeologici dedicati agli insediamenti etruschi della Garfagnana segnalano espressamente Pontardeto come luogo nel quale sono state individuate tracce di un antico abitato, successivamente distrutto. Tra i materiali recuperati figurano frammenti ceramici. Anche nella vicina Murella è stata riconosciuta la presenza di un villaggio etrusco, dotato sul lato rivolto verso il Piano della Pieve di un terrapieno con funzione difensiva. La presenza etrusca dimostra come questa zona del fondovalle possedesse già molti secoli prima di Cristo un'importanza legata probabilmente alle comunicazioni e al controllo del territorio. La Garfagnana, infatti, non deve essere immaginata come una valle isolata: attraverso i passi appenninici costituiva una naturale zona di collegamento tra la Toscana settentrionale e la Pianura Padana.

L'insediamento romano

Dopo la fase etrusca, la zona della Murella ospitò anche un insediamento romano. Gli archeologi hanno individuato aree nelle quali venivano scaricati i rifiuti domestici dell'abitato, permettendo così di documentarne la presenza. Ma l'elemento più significativo per la storia di Pontardeto è probabilmente la viabilità. In questa zona passava infatti una strada romana, che doveva attraversare il Serchio mediante un ponte. La presenza di questo itinerario si inserisce perfettamente nel quadro storico del vicino territorio di Pieve Fosciana, collocato lungo una delle principali direttrici che dalla valle conducevano verso l'Appennino e quindi verso la Pianura Padana.

Un ponte sul Serchio

Il ponte rappresenta quindi uno degli elementi fondamentali per comprendere la nascita e il nome di Pontardeto. In un territorio attraversato da corsi d'acqua, possedere un punto stabile di attraversamento significava controllare una strada. Prima della costruzione della moderna rete viaria, ponti e guadi erano punti obbligati per mercanti, viaggiatori, pellegrini, soldati e abitanti della valle. Attorno a questi luoghi potevano nascere abitazioni, osterie, botteghe e altri servizi destinati a chi percorreva le strade. È probabilmente all'interno di questa logica che deve essere interpretato lo sviluppo storico di Pontardeto.

La tradizione della Via Clodia Nova

Una tradizione locale collega l'antico attraversamento di Pontardeto alla Via Clodia Nova, strada romana che interessava la valle del Serchio e la Garfagnana. Su questo punto è però opportuno mantenere una certa prudenza. La presenza di viabilità romana nell'area è documentata archeologicamente, mentre l'identificazione precisa dei singoli tratti con la Clodia Nova appartiene a una ricostruzione storica più ampia e non sempre facilmente dimostrabile sul terreno. Rimane comunque evidente l'importanza del territorio di Pontardeto nel sistema delle comunicazioni antiche della valle.

Pontardeto e le guerre del Cinquecento

La posizione strategica dell'attraversamento mantenne la propria importanza anche molti secoli dopo l'epoca romana. Una tradizione storiografica locale ricorda un episodio avvenuto nel 1554, durante le guerre che coinvolsero anche la Toscana nel grande conflitto europeo tra gli Asburgo di Carlo V e la Francia di Enrico II. Il 17 giugno un contingente di circa 500 fanti, guidato dal pisano Antonio Bocca e diretto verso Castelnuovo, avrebbe incontrato presso il ponte di Pontardeto un'avanguardia comandata dal francese Forquevaux. L'episodio, tramandato dalle ricostruzioni storiche locali, conferma ancora una volta il valore strategico della zona: chi voleva raggiungere Castelnuovo lungo il fondovalle doveva necessariamente confrontarsi con ponti, strade e passaggi obbligati.

Pontardeto nella Garfagnana estense

Nel Quattrocento gran parte della Garfagnana passò sotto il dominio degli Estensi. Nel 1429 Castelnuovo e numerose comunità vicine si affidarono al marchese Niccolò III d'Este. La documentazione archivistica relativa al Comune di Castelnuovo ricorda espressamente Pontardeto tra i comunelli compresi nel territorio della Garfagnana estense, insieme a Pieve Fosciana, Pontecosi, Sillico, Capraia, Bargecchia e altri centri. Pontardeto condivise quindi per secoli la storia politica della Garfagnana governata dagli Este. Il centro politico e amministrativo di questo territorio era Castelnuovo di Garfagnana, dove risiedevano i commissari e governatori ducali. Il più celebre fu naturalmente Ludovico Ariosto, che governò la provincia estense della Garfagnana nel XVI secolo.

L'Oratorio di San Marco

Una delle testimonianze religiose di Pontardeto è il piccolo Oratorio di San Marco Evangelista. L'edificio sorge in posizione significativa, vicino alla strada e al bivio per Pieve Fosciana. Si tratta di un oratorio privato, di dimensioni modeste. All'interno si conserva una cantoria lignea e nel presbiterio si trova un semplice altare con una pala raffigurante la Madonna con il Bambino tra angeli e santi. Ai lati sono presenti immagini di San Marco, al quale l'oratorio è dedicato, e della Madonna della Neve. Particolare è anche il piccolo campanile che emerge direttamente dall'edificio. L'oratorio costituisce una delle poche testimonianze monumentali ancora visibili della storia religiosa della borgata.

Il fiume di Pontardeto e i mulini

Anche l'acqua ha avuto un ruolo fondamentale nella storia economica di questa zona. Il corso d'acqua oggi conosciuto come Fiume di Castiglione, o Esarulo, ebbe infatti nei secoli diverse denominazioni a seconda dei territori attraversati. Tra queste compare anche quella di “fiume di Pontardeto”. Le sue acque alimentavano numerosi mulini. Prima dell'introduzione dell'energia industriale, i corsi d'acqua della Garfagnana rappresentavano infatti una delle principali fonti di energia disponibili. I mulini erano indispensabili soprattutto per trasformare cereali e castagne in farine e costituivano quindi un elemento fondamentale dell'economia delle comunità rurali.

Una borgata di fondovalle

La storia economica di Pontardeto è differente da quella dei piccoli paesi posti sulle montagne circostanti. La posizione nel fondovalle e la vicinanza a Pieve Fosciana e Castelnuovo favorirono infatti un rapporto più diretto con le strade e con le attività commerciali. Il borgo si trovava in una zona nella quale convergevano gli itinerari provenienti da Pieve Fosciana, Castelnuovo, Castiglione e dalla parte settentrionale della Garfagnana. Pontardeto rappresentava quindi un piccolo nodo della viabilità locale. La stessa conformazione dell'abitato, sviluppatosi in rapporto alla strada, conserva ancora oggi questa caratteristica.

Pontardeto nel Novecento

Nel corso del Novecento Pontardeto mantenne dimensioni contenute. Un dato interessante arriva dal censimento della popolazione del 1971, nel quale Pontardeto compare espressamente come località abitata del Comune di Pieve Fosciana. All'epoca risultavano 77 residenti. Il dato permette di avere almeno un'immagine concreta delle dimensioni della comunità nella seconda metà del Novecento. Negli stessi decenni il fondovalle della Garfagnana stava però cambiando rapidamente. Le nuove strade, lo sviluppo delle attività industriali e commerciali e la crescita dell'area di Castelnuovo trasformarono profondamente un territorio che per secoli era stato prevalentemente agricolo.

Agricoltura e antiche varietà

Nonostante le trasformazioni contemporanee, nel territorio intorno a Pontardeto sopravvive ancora il legame con l'agricoltura tradizionale. La Regione Toscana segnala proprio in Via per Pontardeto la presenza di un agricoltore custode impegnato nella conservazione dell'agrobiodiversità della Garfagnana. Tra le varietà coltivate figurano il Fagiolo Mascherino, il Mais Ecotipo Orecchiella, il Melo Lucchese, il Melo Morto e il Susino Coscia di Monaca. È un esempio interessante di come una tradizione agricola secolare possa essere conservata anche in un territorio ormai profondamente trasformato.

Pontardeto oggi

Pontardeto è oggi una piccola frazione inserita nel tessuto del fondovalle tra Pieve Fosciana e Castelnuovo di Garfagnana. A prima vista può apparire molto diversa dai borghi storici arroccati sulle montagne. La sua storia, però, è forse ancora più antica. Nelle immediate vicinanze sono documentate frequentazioni preistoriche, un abitato etrusco, un successivo insediamento romano e un'antica strada con un ponte sul Serchio. Nel Medioevo e nell'età moderna la zona continuò a essere importante per le comunicazioni, fino a entrare nel sistema amministrativo della Garfagnana estense. L'Oratorio di San Marco, le memorie degli antichi mulini e soprattutto il nome stesso del paese conservano ancora frammenti di questa lunga storia.

Un paese nato sulla strada

Se Capraia racconta soprattutto la storia degli eremi e Bargecchia quella dei castelli, Pontardeto racconta la storia delle strade. La sua posizione nel fondovalle ne ha determinato per secoli la funzione. Preistorici, Etruschi e Romani frequentarono questa parte della valle; un ponte consentiva di attraversare il Serchio; eserciti e viaggiatori percorsero successivamente le stesse direttrici. È forse proprio questa continuità a rappresentare l'aspetto più affascinante di Pontardeto. Quella che oggi può sembrare una piccola borgata lungo una strada moderna sorge infatti in un territorio attraversato dall'uomo da migliaia di anni, in uno dei punti nei quali la geografia della Garfagnana ha da sempre favorito il passaggio tra una sponda e l'altra del Serchio e tra il fondovalle e i valichi dell'Appennino.
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