Porreta di Careggine:
storia, cultura e tradizioni di un piccolo borgo della Garfagnana
Porreta
è un piccolo nucleo montano del
Comune
di Careggine
, in provincia di Lucca, nell'Alta Garfagnana.
Situata a circa
950
metri di altitudine
, Porreta si trova in un territorio dominato
dai boschi, dai castagneti e dalle montagne delle Alpi Apuane, non
lontano dal massiccio del
Monte Sumbra
.
Le sue dimensioni ridotte non devono trarre in
inganno.
Come molti piccoli insediamenti della montagna
garfagnina, Porreta conserva una storia molto più ricca di quanto possa
apparire osservando oggi le poche case immerse nel verde.
Antiche famiglie, contadini, pastori e boscaioli hanno
abitato per secoli questo territorio, collegato ai vicini nuclei di
Capricchia, Colli, Iapori e Mezzana attraverso una fitta rete di
sentieri e mulattiere.
Ma Porreta custodisce anche una straordinaria pagina
di solidarietà legata alla Seconda guerra mondiale: qui una famiglia del
paese contribuì a salvare dalla deportazione una famiglia ebrea
perseguitata.
Porreta e il territorio di Capricchia
La storia di Porreta è strettamente collegata a quella
di
Capricchia
.
Il territorio era infatti caratterizzato da numerosi
piccoli nuclei rurali distribuiti sulle pendici della montagna.
Colli, Coste, Iapori, Mezzana e Porreta costituivano
comunità distinte, ma condividevano numerosi aspetti della vita
quotidiana.
Il principale punto di riferimento religioso era
rappresentato dalla
Chiesa di
Sant'Antonio Abate di Capricchia
.
Per partecipare alle celebrazioni gli abitanti
percorrevano a piedi le antiche strade che attraversavano boschi, prati
e castagneti.
La chiesa contribuiva quindi a mantenere unite
comunità fisicamente separate dalla conformazione della montagna.
Un antico insediamento rurale
Non è semplice stabilire quando nacque esattamente
Porreta.
La perdita di una parte importante della
documentazione storica di Careggine rende difficile ricostruire con
precisione le origini dei piccoli nuclei del territorio.
I registri ecclesiastici permettono però di dimostrare
che Porreta esisteva già nel
Cinquecento
.
Nei libri della Pieve di Careggine compaiono infatti
persone esplicitamente indicate come provenienti da Porreta.
Una registrazione matrimoniale del
1568
ricorda, per esempio, un
Piero di Luca di Porreta
.
Il paese era quindi già riconosciuto come località
autonoma almeno nella seconda metà del XVI secolo.
I Conti di Porreta
Tra le famiglie storicamente legate al paese assume
particolare importanza quella dei
Conti
.
Il cognome compare ripetutamente nelle antiche
registrazioni relative al territorio.
Una tradizione storica locale collega questa presenza
a famiglie che avrebbero avuto antichi diritti e proprietà nella zona di
Careggine.
Non bisogna però interpretare automaticamente il
cognome “Conti” come prova di un titolo nobiliare posseduto da tutti i
suoi membri.
Ciò che possiamo affermare con maggiore sicurezza è
che la famiglia era radicata a Porreta già in epoca molto antica.
Nei registri del Cinquecento il cognome viene infatti
associato esplicitamente alla località.
I “Contadini di Porreta”
Un'altra curiosa testimonianza compare nei registri
parrocchiali del Seicento.
Nel
1616
viene ricordata a Porreta una famiglia indicata con il nome di
Contadini
.
Secondo la ricostruzione storica locale, questa
denominazione sarebbe derivata dal fatto che tali persone lavoravano
come contadini nei terreni appartenenti ai Conti di Porreta.
È un piccolo particolare, ma permette di intravedere
l'organizzazione sociale della montagna di quattro secoli fa.
Accanto ai proprietari esistevano famiglie che
lavoravano direttamente la terra e che potevano finire per essere
identificate proprio attraverso il mestiere esercitato.
Una comunità di contadini e pastori
Per secoli l'economia di Porreta fu principalmente
agricola e pastorale
.
Le famiglie sfruttavano ogni terreno disponibile.
Le zone più favorevoli venivano coltivate, mentre
prati e pendii erano destinati al pascolo e alla produzione del fieno.
Gli animali rappresentavano una risorsa fondamentale.
Pecore, capre e bovini fornivano latte, formaggi e
carne, mentre muli e altri animali da soma erano indispensabili per il
trasporto.
In una zona priva di strade carrozzabili, quasi tutto
doveva infatti essere trasportato lungo i sentieri.
La civiltà del castagno
Come negli altri nuclei montani di Careggine, anche a
Porreta il
castagno
ebbe per
secoli un ruolo essenziale.
I castagneti fornivano una delle principali risorse
alimentari della popolazione.
In autunno la raccolta delle castagne coinvolgeva
intere famiglie.
I frutti venivano essiccati nei metati e
successivamente trasportati ai mulini per essere trasformati in farina.
La farina di castagne poteva essere conservata durante
l'inverno ed era utilizzata per numerose preparazioni della cucina
tradizionale.
Il castagno forniva inoltre legname da costruzione,
materiale per gli attrezzi e combustibile.
Era quindi una vera risorsa di sopravvivenza per le
comunità montane.
Le antiche mulattiere
Porreta era inserita in una fitta rete di
mulattiere e sentieri
.
Una delle antiche vie collegava la zona di
Colli di Capricchia con Porreta e il
Passo della Formica
.
Da qui era possibile proseguire verso altre località
del territorio di Careggine.
Queste strade oggi possono apparire semplici sentieri
escursionistici.
Per gli abitanti erano invece le vere vie di
comunicazione.
Venivano percorse per raggiungere la chiesa, i
mercati, i campi e i pascoli.
Lungo queste mulattiere transitavano anche merci
trasportate a dorso di mulo.
Il Passo della Formica
Il
Passo della
Formica
costituiva uno dei punti di riferimento della viabilità
locale.
Le antiche ricostruzioni dei percorsi indicano Porreta
proprio lungo il sistema di collegamenti che raggiungeva questo passo.
Attraverso la montagna era possibile entrare in
comunicazione con Colli, Capricchia e gli altri nuclei della zona.
Questa rete dimostra quanto sia sbagliato immaginare
le piccole comunità montane come completamente isolate.
Le distanze erano certamente difficili da percorrere,
ma esisteva un sistema di vie conosciuto perfettamente dagli abitanti.
Sant'Antonio Abate e Capricchia
Il principale riferimento religioso degli abitanti di
Porreta era la
Chiesa di Sant'Antonio
Abate di Capricchia
.
Sant'Antonio era particolarmente venerato dalle
popolazioni agricole perché considerato protettore degli animali
domestici.
La sua festa cade il
17 gennaio
, nel cuore dell'inverno.
Per le famiglie contadine era un momento
particolarmente significativo.
Gli animali custoditi nelle stalle costituivano
infatti una delle principali ricchezze domestiche e la loro salute era
essenziale per la sopravvivenza della famiglia.
Religione e lavoro agricolo erano quindi profondamente
collegati.
La vita comunitaria
Le testimonianze del Novecento ricordano anche una
certa rivalità tra i ragazzi dei diversi piccoli paesi.
Gli abitanti di Porreta, Colli e Mezzana appartenevano
alla stessa comunità religiosa, ma conservavano una forte identità
legata al proprio nucleo di origine.
Quando i bambini frequentavano la scuola di Capricchia
potevano nascere piccole rivalità tra i gruppi provenienti dai diversi
villaggi.
Sono ricordi semplici, ma particolarmente preziosi.
Mostrano come anche nuclei formati da poche case
possedessero un'identità molto forte.
Essere “di Porreta” o “dei Colli” aveva un significato
preciso.
Cecco di Porreta
Tra i personaggi rimasti nella memoria locale viene
ricordato anche
Francesco Giovanni
Conti
, conosciuto come
Cecco
di Porreta
.
Un vecchio parroco di Capricchia lo ricordava ancora
molti anni dopo come una persona dalla cultura sorprendente.
Cecco conosceva infatti a memoria lunghi passi della
Divina Commedia
e sapeva
recitarli spiegandone anche il significato.
Il suo ricordo offre uno spaccato affascinante della
società montana del Novecento.
La cultura popolare non era necessariamente limitata
dalla distanza dai grandi centri.
Anche in un piccolo paese delle montagne potevano
vivere persone profondamente appassionate di poesia e letteratura.
Il terremoto del 1920
Il
7 settembre 1920
la Garfagnana e la Lunigiana furono colpite da un violentissimo
terremoto.
Numerosi paesi subirono gravi danni.
Anche il territorio di Careggine fu interessato dal
sisma.
Per le piccole comunità montane, composte soprattutto
da edifici costruiti in pietra, un terremoto di quella forza rappresentò
un evento traumatico.
La ricostruzione e la riparazione delle abitazioni
richiesero tempo e risorse in un territorio già caratterizzato da
condizioni economiche difficili.
La Seconda guerra mondiale
La pagina più significativa della storia recente di
Porreta è legata alla
Seconda guerra
mondiale
.
Dopo l'8 settembre 1943 la persecuzione degli ebrei
presenti in Italia divenne ancora più pericolosa.
A Castelnuovo di Garfagnana si trovavano diverse
famiglie ebree straniere che negli anni precedenti erano state
sottoposte al cosiddetto internamento libero.
Con l'occupazione tedesca e la nascita della
Repubblica Sociale Italiana, per queste persone aumentò enormemente il
rischio di arresto e deportazione.
Una di queste famiglie era quella dei
Meier
.
La famiglia Meier
La famiglia era composta da
Israel Meier, Paolina e Federica
Langnas
.
Nel novembre del
1943
,
di fronte al pericolo concreto di essere arrestati e deportati,
riuscirono a fuggire.
Trovarono aiuto proprio nel territorio di Careggine.
La loro salvezza è legata alla
famiglia Gigli di Porreta
.
In un periodo nel quale aiutare persone ricercate
poteva comportare conseguenze gravissime, gli abitanti decisero di
offrire protezione.
La famiglia Gigli di Porreta
La
famiglia Gigli
nascose i Meier per circa un anno.
Non fu un gesto privo di rischi.
Se la presenza della famiglia ebrea fosse stata
scoperta, le conseguenze avrebbero potuto coinvolgere non soltanto chi
li ospitava ma anche altre persone del paese.
La vicenda assume ancora maggiore importanza perché le
testimonianze ricordano la
complicità e
il silenzio degli abitanti di Porreta
.
In una comunità tanto piccola era difficile nascondere
la presenza di persone nuove.
La loro protezione richiese quindi discrezione e
solidarietà collettiva.
Una famiglia salvata dalla
deportazione
Grazie all'aiuto ricevuto, Israel Meier, Paolina e
Federica riuscirono a evitare la deportazione.
La loro vicenda si inserisce nella più ampia e tragica
storia degli ebrei internati a Castelnuovo di Garfagnana.
Molti di loro non riuscirono a salvarsi e furono
deportati nei campi di sterminio.
Per questo il gesto compiuto dalla famiglia Gigli e
dagli abitanti che collaborarono assume un valore particolare.
Un minuscolo paese di montagna diventò per circa un
anno un luogo di rifugio.
Il riconoscimento del 2005
La storia non venne dimenticata.
Il
30 gennaio 2005
,
in occasione delle celebrazioni legate al Giorno della Memoria, il
Comune di Careggine conferì un'onorificenza alla famiglia di
Agostino Gigli
.
Il riconoscimento venne ritirato dal figlio Carlo.
L'iniziativa servì a riportare alla luce una vicenda
che per molto tempo era rimasta conosciuta soprattutto a livello locale.
Oggi rappresenta una delle pagine più importanti della
memoria contemporanea di Porreta.
Porreta e il Monte Sumbra
Il territorio di Porreta si trova inoltre ai margini
di un ambiente naturale di grande valore.
La località rientra nell'area della
Zona Speciale di Conservazione del
Monte Sumbra
.
Il massiccio del Sumbra rappresenta uno degli ambienti
più spettacolari delle Alpi Apuane.
La zona conserva importanti testimonianze
geomorfologiche delle antiche glaciazioni e ospita specie vegetali rare
ed endemiche.
La presenza contemporanea di ambienti montani, boschi
e affioramenti rocciosi rende il territorio particolarmente interessante
anche dal punto di vista naturalistico.
Un paesaggio trasformato
Il paesaggio intorno a Porreta non è sempre stato come
lo vediamo oggi.
Molte superfici attualmente occupate dal bosco erano
un tempo prati, campi e pascoli.
Ogni spazio utilizzabile veniva sfruttato dalle
famiglie.
Con lo spopolamento del secondo dopoguerra e
l'abbandono progressivo dell'agricoltura montana, il bosco iniziò a
riconquistare molti terreni.
Antichi muri, terrazzamenti e sentieri sono rimasti
nascosti dalla vegetazione.
Il paesaggio moderno è quindi il risultato sia del
lavoro di generazioni di abitanti sia del successivo abbandono.
Porreta oggi
Oggi
Porreta
è un piccolo nucleo immerso nella natura dell'Alta Garfagnana.
La sua storia non è legata a grandi castelli o
monumenti famosi.
È una storia costruita soprattutto dalle persone.
I registri del Cinquecento raccontano le antiche
famiglie.
Le mulattiere ricordano contadini, pastori e muli che
attraversavano quotidianamente la montagna.
I castagneti testimoniano un'economia nella quale il
bosco era indispensabile per vivere.
La memoria di Cecco di Porreta racconta invece una
cultura popolare capace di arrivare perfino ai versi di Dante.
Ma soprattutto Porreta conserva la memoria della
famiglia Gigli e della famiglia Meier
.
Durante uno dei momenti più drammatici della storia
europea, una piccola comunità della Garfagnana scelse di offrire rifugio
a persone perseguitate, contribuendo a salvarle dalla deportazione.
È probabilmente questa la testimonianza più preziosa
lasciata dal paese.
Visitare e raccontare Porreta significa quindi
recuperare la memoria di una
Garfagnana
rurale e solidale
, fatta di piccoli nuclei nei quali la vita
era difficile, ma dove i rapporti tra le persone potevano diventare
decisivi.
Un minuscolo paese ai piedi delle Alpi Apuane che
conserva, tra boschi e vecchie mulattiere, una storia degna di essere
ricordata. |