Pozzo di Mulazzo: storia, Malaspina e antiche vie
della Lunigiana
Pozzo è un antico borgo del Comune di Mulazzo, nella
Lunigiana toscana. Situato lungo la strada che sale verso Crocetta e il
Santuario della Madonna del Monte, conserva ancora le tracce del proprio
passato feudale: il palazzo marchionale dei Malaspina, l'antico borgo
fortificato e la Chiesa di San Giorgio. Nel Cinquecento Pozzo fu legato
al piccolo feudo comprendente anche Montereggio e divenne residenza di
un ramo dei Malaspina
Oggi Pozzo è un paese tranquillo, circondato dal verde
e dai boschi della parte occidentale del territorio di Mulazzo
La sua storia, però, racconta un'epoca nella quale
anche piccoli borghi della Lunigiana potevano diventare sede di
marchesi, palazzi fortificati e minuscoli domini feudali.
Dove si trova Pozzo
Pozzo è una frazione del Comune di Mulazzo, in
provincia di Massa-Carrara
Il borgo si trova nella parte montana del territorio
comunale, lungo la strada che da Mulazzo sale verso Crocetta e quindi
verso il Santuario della Madonna del Monte
Proseguendo attraverso le montagne si raggiunge l'area
del Passo dei Casoni, uno degli antichi collegamenti tra la Lunigiana e
la Liguria
Questa posizione aiuta a comprendere la storia del
paese
Pozzo non era un luogo completamente isolato
Era inserito in una rete di strade e mulattiere che
collegavano piccoli borghi, castelli, santuari e valichi appenninici.
Un borgo fortificato
La parte storica di Pozzo conserva la struttura di un
antico borgo fortificato
All'ingresso si trova quello che fu il palazzo
marchionale dei Malaspina, mentre nel cuore dell'abitato sorge la Chiesa
di San Giorgio
Le antiche mura difensive contribuivano a proteggere
il nucleo abitato
Nel corso dei secoli molte strutture sono state
modificate, inglobate nelle abitazioni oppure trasformate
Nonostante questo, passeggiando tra le case è ancora
possibile percepire la struttura compatta del vecchio paese.
I Malaspina
La storia di Pozzo è strettamente collegata a quella
dei Malaspina, la grande famiglia feudale che dominò per secoli una
parte considerevole della Lunigiana
Nel Medioevo i possedimenti malaspiniani vennero
ripetutamente suddivisi tra gli eredi
Questo processo generò una situazione politica molto
particolare
Nel territorio della Lunigiana nacquero numerosi
piccoli marchesati, talvolta costituiti soltanto da pochi paesi e da una
manciata di castelli
Pozzo partecipò pienamente a questa storia.
La divisione del 1573
Un momento fondamentale avvenne nel 1573
Alla morte del marchese Morello Malaspina, i territori
vennero divisi tra i figli
Da questa spartizione nacque il piccolo dominio che
comprendeva Pozzo e Montereggio
Giovan Paolo Malaspina divenne il primo marchese
legato a questo nuovo assetto feudale
Il vicino territorio di Mulazzo e Parana rimase invece
a Francesco Antonio Malaspina
Un altro figlio, Galeazzo, ancora minorenne, soggiornò
nel palazzo di Pozzo prima di intraprendere una diversa carriera e
diventare cavaliere gerosolimitano.
Il palazzo marchionale di Pozzo
La presenza dei Malaspina è ricordata soprattutto
dall'antico palazzo marchionale situato all'ingresso del borgo
L'edificio viene talvolta indicato anche come castello
di Pozzo
Non bisogna però immaginarlo come una grande fortezza
paragonabile ai castelli di Castevoli o Lusuolo
Era soprattutto una residenza signorile inserita nel
sistema difensivo del paese
Qui soggiornarono i marchesi del piccolo feudo tra
Cinquecento e Seicento.
Una residenza dei marchesi
L'edificio venne modificato numerose volte nel corso
dei secoli
Per questo motivo dell'antica struttura malaspiniana
rimangono oggi soltanto alcune testimonianze
La sua posizione, però, continua a essere
significativa
Il palazzo si trova infatti presso l'accesso al nucleo
fortificato
Chi entrava nel paese incontrava quindi immediatamente
il luogo nel quale risiedeva il signore
Potere feudale e sistema difensivo erano strettamente
collegati.
Giovan Paolo Malaspina
Giovan Paolo Malaspina governò il piccolo dominio
dalla divisione del 1573 fino alla sua morte
Alla sua scomparsa la successione passò alla
generazione successiva
Come spesso accadeva nei feudi malaspiniani, la
situazione dinastica divenne progressivamente complessa
Eredità, matrimoni e mancanza di discendenti maschi
potevano determinare in pochi anni la nascita oppure la scomparsa di un
marchesato
Anche Pozzo non fece eccezione.
Leonardo e Giulio Cesare Malaspina
Dopo Giovan Paolo, il dominio passò ai figli Leonardo
e Giulio Cesare Malaspina
Le fonti ricordano una gestione familiare del piccolo
feudo, all'interno di una successione che coinvolse anche Giovan
Vincenzo Malaspina
Pozzo continuò così a essere uno dei centri
residenziali di questo ramo della famiglia
Non si trattava certamente di una corte paragonabile a
quelle delle grandi città italiane
Ma per la piccola società rurale della Lunigiana il
palazzo marchionale rappresentava un importante centro di potere.
Ottavio Malaspina
L'ultimo capitolo autonomo di questa storia è legato a
Ottavio Malaspina
Ottavio non ebbe figli
Negli anni Quaranta del Seicento, consapevole del
problema della successione, predispose il proprio testamento
La sua residenza era proprio a Pozzo
Il marchese morì nel 1646
Con lui terminò sostanzialmente l'esperienza autonoma
del piccolo feudo.
La fine del piccolo marchesato
La morte di Ottavio aprì una disputa sulla
successione
Il territorio finì nuovamente nell'orbita del ramo
principale dei Malaspina di Mulazzo
La breve stagione durante la quale Pozzo e Montereggio
avevano costituito un piccolo dominio separato si concludeva così dopo
circa settant'anni
Questa vicenda è particolarmente interessante perché
permette di comprendere la frammentazione politica della Lunigiana
Un paese che oggi appare come una piccola frazione
poteva essere, nel Cinquecento, residenza di un marchese.
Pozzo e Montereggio
Il rapporto storico tra Pozzo e Montereggio è quindi
molto antico
I due paesi condivisero per alcuni decenni lo stesso
destino feudale
Ma erano collegati anche attraverso le vie della
montagna e la devozione religiosa
Tra i due territori sorge infatti il Santuario della
Madonna del Monte
Pozzo e Montereggio rappresentavano due delle comunità
maggiormente legate a questo antico luogo di pellegrinaggio.
La Chiesa di San Giorgio
Nel cuore del paese sorge la Chiesa Parrocchiale
dedicata a San Giorgio
È il principale edificio religioso di Pozzo e uno dei
punti di riferimento della comunità
Le fonti locali fanno risalire l'origine della chiesa
alla fine del XIII secolo
L'edificio venne successivamente modificato nel
Cinquecento e profondamente ricostruito nel corso dell'Ottocento
La chiesa che osserviamo oggi è quindi il risultato di
una storia lunga diversi secoli.
San Giorgio e il drago
La facciata presenta un semplice portale in pietra
arenaria
Sopra l'ingresso una lunetta ospita un bassorilievo in
terracotta raffigurante San Giorgio
Il santo viene tradizionalmente rappresentato
nell'atto di affrontare il drago
È una delle immagini più conosciute dell'iconografia
cristiana
San Giorgio incarna la vittoria del bene sul male e fu
uno dei santi maggiormente venerati durante il Medioevo.
Il campanile
Anche il campanile della chiesa racconta una parte
della storia moderna di Pozzo
La documentazione ottocentesca conservata presso
l'Archivio di Stato registra infatti pratiche relative a un sussidio per
la costruzione del campanile e a lavori eseguiti alla canonica
Sono testimonianze preziose perché permettono di
seguire concretamente le trasformazioni della parrocchia
Le chiese dei piccoli paesi non erano edifici immobili
nel tempo
Venivano continuamente restaurate, ampliate e adattate
alle esigenze della popolazione.
Il Santuario della Madonna del Monte
Pozzo possiede un rapporto particolarmente stretto con
il Santuario della Madonna del Monte
Il santuario sorge a quasi mille metri di quota, sopra
Crocetta, tra i territori storicamente collegati a Pozzo e Montereggio
È uno dei luoghi religiosi più importanti del
territorio di Mulazzo
Le sue origini sono medievali e la sua storia è legata
ai Benedettini dell'Abbazia di Borzone, ai pellegrini, ai Malaspina e
alle antiche strade attraverso l'Appennino.
Il santuario affidato a Pozzo
Nel 1887 avvenne un cambiamento fondamentale
Dopo secoli di storia e dopo il lungo periodo durante
il quale il complesso era stato legato ai Malaspina, la Madonna del
Monte venne affidata come cappellania alla parrocchia di San Giorgio di
Pozzo
Da quel momento il rapporto tra il paese e il
santuario divenne ancora più diretto
La comunità di Pozzo contribuì così a custodire uno
dei principali luoghi della devozione mariana della zona.
Le mulattiere verso Madonna del Monte
Prima della costruzione della strada moderna, il
santuario veniva raggiunto soprattutto attraverso sentieri e mulattiere
Da Pozzo partiva uno degli antichi percorsi utilizzati
dai pellegrini
Salire verso Madonna del Monte significava
attraversare boschi e terreni montani fino a raggiungere il santuario
Il viaggio stesso assumeva un significato religioso
Lungo questi itinerari vennero realizzate nel Seicento
anche stazioni del Rosario
La preghiera accompagnava quindi fisicamente la
salita.
Un pellegrinaggio della comunità
Per gli abitanti di Pozzo la Madonna del Monte non era
semplicemente una chiesa lontana sulla montagna
Era un punto di riferimento spirituale
Generazioni di famiglie raggiunsero il santuario in
occasione delle feste religiose, per chiedere una grazia oppure per
ringraziare la Madonna
Queste salite collettive rappresentavano anche
importanti momenti sociali
Famiglie provenienti da diversi paesi potevano
incontrarsi lungo i sentieri e davanti al santuario.
La leggenda della Madonna del Monte
Anche la tradizione popolare collega direttamente
Pozzo alla nascita del santuario
Secondo una leggenda tramandata dagli abitanti della
zona, un uomo proveniente dalla Liguria e accusato ingiustamente di
omicidio si sarebbe rifugiato sulle montagne tra Pozzo e Crocetta
L'uomo avrebbe pregato la Madonna chiedendo di
dimostrare la propria innocenza
Durante la notte avrebbe ricevuto in sogno l'annuncio
che il vero colpevole era stato catturato.
Il santuario scelto miracolosamente
Riconosciuto innocente, l'uomo avrebbe deciso di
costruire una chiesa per ringraziare la Madonna
Scelse inizialmente un luogo nei pressi di Pozzo
Secondo la leggenda, però, gli attrezzi e i materiali
preparati per la costruzione scomparivano misteriosamente durante la
notte e venivano ritrovati più in alto sulla montagna
Il prodigio venne interpretato come un'indicazione
della Madonna
Il santuario doveva essere costruito nel luogo nel
quale sorge ancora oggi
È una tradizione popolare, non una ricostruzione
storica documentata, ma costituisce una parte importante della memoria
religiosa della zona.
Pozzo e le vie verso la Liguria
La posizione di Pozzo deve essere letta anche nel
contesto degli antichi collegamenti tra Lunigiana e Liguria
Dalla zona della Madonna del Monte e del Passo dei
Casoni era possibile raggiungere il versante ligure
Prima delle strade moderne questi percorsi erano
utilizzati per commercio, lavoro, pellegrinaggi e spostamenti
quotidiani
Le montagne che oggi possono sembrare una barriera
rappresentavano anche un sistema di comunicazione
Gli abitanti conoscevano sentieri, valichi e
mulattiere e li utilizzavano regolarmente.
La vita contadina
La grande storia dei Malaspina rappresenta soltanto
una parte del passato di Pozzo
La maggioranza della popolazione viveva di
agricoltura, allevamento e risorse del bosco
I terreni disponibili venivano coltivati intensamente
Orti, piccoli campi, prati e alberi da frutto
contribuivano all'economia familiare
Nelle zone più elevate assumeva grande importanza il
castagno.
Il castagno, albero della montagna
Come in molte località della Lunigiana, il castagno
rappresentava una risorsa fondamentale
Le castagne potevano essere conservate a lungo dopo
l'essiccazione e trasformate in farina
Questo permetteva alle famiglie di disporre di un
alimento energetico durante l'inverno
Attorno al castagno si sviluppò una vera cultura della
montagna
Raccolta, essiccazione nei metati, pulitura e
macinazione richiedevano settimane di lavoro e coinvolgevano tutta la
famiglia.
Il bosco
Anche il bosco forniva numerose altre risorse
Legna da ardere, materiale da costruzione, funghi,
erbe e pascoli integravano l'economia domestica
Il paesaggio che oggi circonda Pozzo era quindi
intensamente vissuto
Molti terreni attualmente coperti dalla vegetazione
erano un tempo coltivati oppure mantenuti come castagneti
Lo spopolamento del Novecento ha progressivamente
modificato questo equilibrio.
Case, portali e pietra
Passeggiando nel borgo è interessante osservare anche
le abitazioni
In alcuni edifici le aperture più antiche vennero
sostituite, soprattutto tra Seicento e Settecento, da portali e finestre
in pietra più elaborati, talvolta decorati con stemmi e motivi
ornamentali
Sono piccoli particolari, ma raccontano l'evoluzione
sociale del paese
Accanto alle semplici abitazioni rurali esistevano
famiglie che desideravano mostrare attraverso la propria casa una
maggiore condizione economica o prestigio.
Un edificio signorile fuori dal borgo
Poco fuori dal nucleo storico viene inoltre segnalato
un interessante edificio signorile impostato sopra un portico
Il colonnato raggiunge in alcuni punti un'altezza
considerevole, adattandosi alla pendenza del terreno
Anche questa costruzione contribuisce a distinguere
Pozzo da un semplice nucleo esclusivamente contadino
La presenza marchionale e quella di famiglie
proprietarie lasciarono nel tempo un'impronta sull'architettura locale.
Dopo i Malaspina
Terminata l'autonomia del piccolo feudo, l'antica
residenza marchionale cambiò proprietari
Nel corso del tempo il palazzo passò a famiglie locali
di proprietari terrieri
Come accadde a molti castelli e palazzi feudali della
Lunigiana, la perdita della funzione politica determinò profonde
trasformazioni
Gli ambienti vennero adattati a nuovi usi e molte
caratteristiche originarie andarono perdute
Il valore storico dell'edificio rimane però legato
alla sua funzione di residenza del ramo malaspiniano di Pozzo.
Il declino del sistema feudale
Nel 1797, con l'arrivo delle trasformazioni politiche
legate all'età napoleonica, il sistema feudale che aveva caratterizzato
per secoli la Lunigiana giunse alla fine
Per le comunità locali iniziava un'epoca completamente
diversa
Marchesati, privilegi e antiche giurisdizioni vennero
progressivamente sostituiti da nuove forme amministrative
Pozzo aveva però già perso da molto tempo il ruolo di
sede di un feudo autonomo
Il palazzo dei Malaspina rimaneva come testimonianza
di un mondo ormai scomparso.
L'Ottocento
Durante l'Ottocento il paese continuò a vivere
principalmente delle proprie risorse agricole
La documentazione relativa alla Chiesa di San Giorgio
testimonia però anche l'impegno della comunità nel mantenere e
migliorare i propri edifici pubblici e religiosi
Proprio in questo periodo la chiesa venne
profondamente rinnovata e vennero eseguiti interventi riguardanti il
campanile e la canonica
Era una comunità ancora numerosa e fortemente legata
alla parrocchia.
L'emigrazione
Tra Ottocento e Novecento anche Pozzo venne coinvolto
nel grande fenomeno dell'emigrazione lunigianese
La scarsità di terreni e di opportunità lavorative
spinse molti abitanti a cercare fortuna lontano dal paese
Liguria, grandi città dell'Italia settentrionale,
Francia e altri paesi europei divennero destinazioni frequenti
In alcuni casi la partenza era stagionale
In altri diventava definitiva.
Lo spopolamento della montagna
Nel corso del Novecento il fenomeno aumentò
La crescita industriale delle città e del vicino
territorio spezzino offriva possibilità economiche difficili da trovare
nei piccoli paesi agricoli
Molte famiglie lasciarono così la montagna
Case un tempo abitate da più generazioni rimasero
vuote
Campi e castagneti vennero progressivamente
abbandonati
Il bosco riconquistò spazi che per secoli erano stati
coltivati.
Livio Galanti
Tra le personalità nate a Pozzo merita particolare
attenzione Livio Galanti, nato nel paese il 7 dicembre 1913
Studioso e uomo di cultura, dedicò una parte
importante delle proprie ricerche a Dante Alighieri e alla presenza del
poeta in Lunigiana
Galanti fu anche amministratore pubblico e sindaco di
Mulazzo
Morì nel 1995
Il suo nome è strettamente legato alla valorizzazione
della memoria dantesca del territorio.
Pozzo e Dante attraverso Livio Galanti
Il legame di Pozzo con Dante deve quindi essere
interpretato soprattutto attraverso la figura di Galanti
La presenza storica di Dante in Lunigiana è collegata
ai Malaspina e alla celebre missione diplomatica del 1306, culminata
nella pace di Castelnuovo Magra
Non esistono elementi sufficienti per affermare un
soggiorno del poeta proprio a Pozzo
Secoli dopo, però, un abitante del paese avrebbe
dedicato una parte importante della propria vita allo studio di Dante e
dei suoi rapporti con la Lunigiana
È un collegamento culturale molto più documentabile e
interessante di eventuali leggende non dimostrate.
Pozzo, Crocetta e le sculture di Gino Fogola
Proseguendo da Pozzo verso Madonna del Monte si
raggiunge Crocetta
Qui il paesaggio assume negli ultimi decenni anche un
carattere artistico grazie alle particolari sculture in legno di Gino
Fogola
Vecchi tronchi e alberi sono stati trasformati in
volti, animali e personaggi
Alcune opere sono presenti lungo la strada e altre
hanno raggiunto anche l'area del santuario
L'itinerario permette quindi di unire storia, arte
popolare, religiosità e natura.
Da Pozzo alla Madonna del Monte
Per chi visita il territorio, uno degli itinerari più
interessanti parte proprio da Pozzo
Dopo aver osservato il borgo, il palazzo marchionale e
la Chiesa di San Giorgio, si può proseguire verso Crocetta e quindi
salire alla Madonna del Monte
Il paesaggio cambia progressivamente
Le case lasciano spazio al bosco e la strada sale
verso quote sempre più elevate
Arrivati al santuario ci si trova quasi a mille metri,
in un luogo che per secoli accolse pellegrini e viandanti.
Verso Montereggio
Dalla zona montana si entra inoltre nel sistema di
percorsi che conduce verso Montereggio, il celebre Paese dei Librai
Pozzo, Crocetta, Madonna del Monte e Montereggio non
devono quindi essere considerati luoghi isolati
Per secoli furono collegati da sentieri e mulattiere
Famiglie, pellegrini, contadini e commercianti
percorrevano continuamente queste vie
Visitare oggi i diversi paesi permette di ricostruire
una parte di quella rete storica.
Pozzo oggi
Oggi Pozzo conserva soprattutto il fascino di un
piccolo borgo della Lunigiana
Non possiede la monumentalità del Castello di Lusuolo
o del borgo fortificato di Castevoli
La sua importanza è più discreta
Bisogna cercarla nel palazzo dei Malaspina, nella
Chiesa di San Giorgio, nelle antiche mura, nei portali di pietra e nelle
strade che salgono verso la montagna
Sono testimonianze che raccontano una storia
sorprendentemente ricca.
Un piccolo paese con una grande storia
Pozzo permette soprattutto di comprendere una
caratteristica fondamentale della Lunigiana
Qui la storia non appartiene soltanto alle grandi
città
Nel Cinquecento perfino un piccolo borgo poteva
diventare residenza di un marchese e centro di un minuscolo dominio
feudale
La montagna poteva essere attraversata da importanti
vie di collegamento
Una chiesa di paese poteva diventare responsabile di
uno dei più antichi santuari della zona
E da una piccola comunità poteva nascere, secoli dopo,
uno studioso capace di dedicare la propria vita a Dante e alla storia
della Lunigiana.
Pozzo, tra i Malaspina e la Madonna del Monte
La storia di Pozzo può essere riassunta attraverso tre
luoghi
Il primo è il palazzo marchionale, memoria del periodo
nel quale il paese fu residenza dei Malaspina
Il secondo è la Chiesa di San Giorgio, centro
spirituale della comunità per secoli
Il terzo si trova più in alto, sulla montagna: è il
Santuario della Madonna del Monte, affidato dal 1887 alla parrocchia di
Pozzo
Tra questi luoghi si sviluppa la storia del paese
Una storia fatta di marchesi e contadini, pellegrini
ed emigranti, castagneti e mulattiere
È questa stratificazione di memorie a rendere Pozzo
una delle località più interessanti da scoprire nel territorio di
Mulazzo e nella Lunigiana.
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