Pozzo - Mulazzo

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Pozzo

Pozzo

Pozzo

In paese

Pozzo

In paese

Maestà

In paese

In paese

Maestà

Chiesa di San Giorgio

Piazzale della Chiesa

La fontanella

Antico portale

In paese

Passaggio voltato

Ruderi

Passaggio voltato

Stemma

In paese

In paese

In paese

In paese

Lunetta sul portale della chiesa

Campo da bocce

Campo da bocce

In paese

In paese

Passaggio

In paese

Casa

In paese

In paese

In paese

Nella strada

Muraglione

In paese

In paese

Nella località

Sagoma

Campo da bocce

Vista dalla località

In paese

Torre campanaria

Maestà

In paese

In paese

Torre campanaria

Maestà

Maestà

In paese

Sagoma bociofila

Informazioni storiche, culturali della località.

Pozzo di Mulazzo: storia, Malaspina e antiche vie della Lunigiana

Pozzo è un antico borgo del Comune di Mulazzo, nella Lunigiana toscana. Situato lungo la strada che sale verso Crocetta e il Santuario della Madonna del Monte, conserva ancora le tracce del proprio passato feudale: il palazzo marchionale dei Malaspina, l'antico borgo fortificato e la Chiesa di San Giorgio. Nel Cinquecento Pozzo fu legato al piccolo feudo comprendente anche Montereggio e divenne residenza di un ramo dei Malaspina Oggi Pozzo è un paese tranquillo, circondato dal verde e dai boschi della parte occidentale del territorio di Mulazzo La sua storia, però, racconta un'epoca nella quale anche piccoli borghi della Lunigiana potevano diventare sede di marchesi, palazzi fortificati e minuscoli domini feudali.

Dove si trova Pozzo

Pozzo è una frazione del Comune di Mulazzo, in provincia di Massa-Carrara Il borgo si trova nella parte montana del territorio comunale, lungo la strada che da Mulazzo sale verso Crocetta e quindi verso il Santuario della Madonna del Monte Proseguendo attraverso le montagne si raggiunge l'area del Passo dei Casoni, uno degli antichi collegamenti tra la Lunigiana e la Liguria Questa posizione aiuta a comprendere la storia del paese Pozzo non era un luogo completamente isolato Era inserito in una rete di strade e mulattiere che collegavano piccoli borghi, castelli, santuari e valichi appenninici.

Un borgo fortificato

La parte storica di Pozzo conserva la struttura di un antico borgo fortificato All'ingresso si trova quello che fu il palazzo marchionale dei Malaspina, mentre nel cuore dell'abitato sorge la Chiesa di San Giorgio Le antiche mura difensive contribuivano a proteggere il nucleo abitato Nel corso dei secoli molte strutture sono state modificate, inglobate nelle abitazioni oppure trasformate Nonostante questo, passeggiando tra le case è ancora possibile percepire la struttura compatta del vecchio paese.

I Malaspina

La storia di Pozzo è strettamente collegata a quella dei Malaspina, la grande famiglia feudale che dominò per secoli una parte considerevole della Lunigiana Nel Medioevo i possedimenti malaspiniani vennero ripetutamente suddivisi tra gli eredi Questo processo generò una situazione politica molto particolare Nel territorio della Lunigiana nacquero numerosi piccoli marchesati, talvolta costituiti soltanto da pochi paesi e da una manciata di castelli Pozzo partecipò pienamente a questa storia.

La divisione del 1573

Un momento fondamentale avvenne nel 1573 Alla morte del marchese Morello Malaspina, i territori vennero divisi tra i figli Da questa spartizione nacque il piccolo dominio che comprendeva Pozzo e Montereggio Giovan Paolo Malaspina divenne il primo marchese legato a questo nuovo assetto feudale Il vicino territorio di Mulazzo e Parana rimase invece a Francesco Antonio Malaspina Un altro figlio, Galeazzo, ancora minorenne, soggiornò nel palazzo di Pozzo prima di intraprendere una diversa carriera e diventare cavaliere gerosolimitano.

Il palazzo marchionale di Pozzo

La presenza dei Malaspina è ricordata soprattutto dall'antico palazzo marchionale situato all'ingresso del borgo L'edificio viene talvolta indicato anche come castello di Pozzo Non bisogna però immaginarlo come una grande fortezza paragonabile ai castelli di Castevoli o Lusuolo Era soprattutto una residenza signorile inserita nel sistema difensivo del paese Qui soggiornarono i marchesi del piccolo feudo tra Cinquecento e Seicento.

Una residenza dei marchesi

L'edificio venne modificato numerose volte nel corso dei secoli Per questo motivo dell'antica struttura malaspiniana rimangono oggi soltanto alcune testimonianze La sua posizione, però, continua a essere significativa Il palazzo si trova infatti presso l'accesso al nucleo fortificato Chi entrava nel paese incontrava quindi immediatamente il luogo nel quale risiedeva il signore Potere feudale e sistema difensivo erano strettamente collegati.

Giovan Paolo Malaspina

Giovan Paolo Malaspina governò il piccolo dominio dalla divisione del 1573 fino alla sua morte Alla sua scomparsa la successione passò alla generazione successiva Come spesso accadeva nei feudi malaspiniani, la situazione dinastica divenne progressivamente complessa Eredità, matrimoni e mancanza di discendenti maschi potevano determinare in pochi anni la nascita oppure la scomparsa di un marchesato Anche Pozzo non fece eccezione.

Leonardo e Giulio Cesare Malaspina

Dopo Giovan Paolo, il dominio passò ai figli Leonardo e Giulio Cesare Malaspina Le fonti ricordano una gestione familiare del piccolo feudo, all'interno di una successione che coinvolse anche Giovan Vincenzo Malaspina Pozzo continuò così a essere uno dei centri residenziali di questo ramo della famiglia Non si trattava certamente di una corte paragonabile a quelle delle grandi città italiane Ma per la piccola società rurale della Lunigiana il palazzo marchionale rappresentava un importante centro di potere.

Ottavio Malaspina

L'ultimo capitolo autonomo di questa storia è legato a Ottavio Malaspina Ottavio non ebbe figli Negli anni Quaranta del Seicento, consapevole del problema della successione, predispose il proprio testamento La sua residenza era proprio a Pozzo Il marchese morì nel 1646 Con lui terminò sostanzialmente l'esperienza autonoma del piccolo feudo.

La fine del piccolo marchesato

La morte di Ottavio aprì una disputa sulla successione Il territorio finì nuovamente nell'orbita del ramo principale dei Malaspina di Mulazzo La breve stagione durante la quale Pozzo e Montereggio avevano costituito un piccolo dominio separato si concludeva così dopo circa settant'anni Questa vicenda è particolarmente interessante perché permette di comprendere la frammentazione politica della Lunigiana Un paese che oggi appare come una piccola frazione poteva essere, nel Cinquecento, residenza di un marchese.

Pozzo e Montereggio

Il rapporto storico tra Pozzo e Montereggio è quindi molto antico I due paesi condivisero per alcuni decenni lo stesso destino feudale Ma erano collegati anche attraverso le vie della montagna e la devozione religiosa Tra i due territori sorge infatti il Santuario della Madonna del Monte Pozzo e Montereggio rappresentavano due delle comunità maggiormente legate a questo antico luogo di pellegrinaggio.

La Chiesa di San Giorgio

Nel cuore del paese sorge la Chiesa Parrocchiale dedicata a San Giorgio È il principale edificio religioso di Pozzo e uno dei punti di riferimento della comunità Le fonti locali fanno risalire l'origine della chiesa alla fine del XIII secolo L'edificio venne successivamente modificato nel Cinquecento e profondamente ricostruito nel corso dell'Ottocento La chiesa che osserviamo oggi è quindi il risultato di una storia lunga diversi secoli.

San Giorgio e il drago

La facciata presenta un semplice portale in pietra arenaria Sopra l'ingresso una lunetta ospita un bassorilievo in terracotta raffigurante San Giorgio Il santo viene tradizionalmente rappresentato nell'atto di affrontare il drago È una delle immagini più conosciute dell'iconografia cristiana San Giorgio incarna la vittoria del bene sul male e fu uno dei santi maggiormente venerati durante il Medioevo.

Il campanile

Anche il campanile della chiesa racconta una parte della storia moderna di Pozzo La documentazione ottocentesca conservata presso l'Archivio di Stato registra infatti pratiche relative a un sussidio per la costruzione del campanile e a lavori eseguiti alla canonica Sono testimonianze preziose perché permettono di seguire concretamente le trasformazioni della parrocchia Le chiese dei piccoli paesi non erano edifici immobili nel tempo Venivano continuamente restaurate, ampliate e adattate alle esigenze della popolazione.

Il Santuario della Madonna del Monte

Pozzo possiede un rapporto particolarmente stretto con il Santuario della Madonna del Monte Il santuario sorge a quasi mille metri di quota, sopra Crocetta, tra i territori storicamente collegati a Pozzo e Montereggio È uno dei luoghi religiosi più importanti del territorio di Mulazzo Le sue origini sono medievali e la sua storia è legata ai Benedettini dell'Abbazia di Borzone, ai pellegrini, ai Malaspina e alle antiche strade attraverso l'Appennino.

Il santuario affidato a Pozzo

Nel 1887 avvenne un cambiamento fondamentale Dopo secoli di storia e dopo il lungo periodo durante il quale il complesso era stato legato ai Malaspina, la Madonna del Monte venne affidata come cappellania alla parrocchia di San Giorgio di Pozzo Da quel momento il rapporto tra il paese e il santuario divenne ancora più diretto La comunità di Pozzo contribuì così a custodire uno dei principali luoghi della devozione mariana della zona.

Le mulattiere verso Madonna del Monte

Prima della costruzione della strada moderna, il santuario veniva raggiunto soprattutto attraverso sentieri e mulattiere Da Pozzo partiva uno degli antichi percorsi utilizzati dai pellegrini Salire verso Madonna del Monte significava attraversare boschi e terreni montani fino a raggiungere il santuario Il viaggio stesso assumeva un significato religioso Lungo questi itinerari vennero realizzate nel Seicento anche stazioni del Rosario La preghiera accompagnava quindi fisicamente la salita.

Un pellegrinaggio della comunità

Per gli abitanti di Pozzo la Madonna del Monte non era semplicemente una chiesa lontana sulla montagna Era un punto di riferimento spirituale Generazioni di famiglie raggiunsero il santuario in occasione delle feste religiose, per chiedere una grazia oppure per ringraziare la Madonna Queste salite collettive rappresentavano anche importanti momenti sociali Famiglie provenienti da diversi paesi potevano incontrarsi lungo i sentieri e davanti al santuario.

La leggenda della Madonna del Monte

Anche la tradizione popolare collega direttamente Pozzo alla nascita del santuario Secondo una leggenda tramandata dagli abitanti della zona, un uomo proveniente dalla Liguria e accusato ingiustamente di omicidio si sarebbe rifugiato sulle montagne tra Pozzo e Crocetta L'uomo avrebbe pregato la Madonna chiedendo di dimostrare la propria innocenza Durante la notte avrebbe ricevuto in sogno l'annuncio che il vero colpevole era stato catturato.

Il santuario scelto miracolosamente

Riconosciuto innocente, l'uomo avrebbe deciso di costruire una chiesa per ringraziare la Madonna Scelse inizialmente un luogo nei pressi di Pozzo Secondo la leggenda, però, gli attrezzi e i materiali preparati per la costruzione scomparivano misteriosamente durante la notte e venivano ritrovati più in alto sulla montagna Il prodigio venne interpretato come un'indicazione della Madonna Il santuario doveva essere costruito nel luogo nel quale sorge ancora oggi È una tradizione popolare, non una ricostruzione storica documentata, ma costituisce una parte importante della memoria religiosa della zona.

Pozzo e le vie verso la Liguria

La posizione di Pozzo deve essere letta anche nel contesto degli antichi collegamenti tra Lunigiana e Liguria Dalla zona della Madonna del Monte e del Passo dei Casoni era possibile raggiungere il versante ligure Prima delle strade moderne questi percorsi erano utilizzati per commercio, lavoro, pellegrinaggi e spostamenti quotidiani Le montagne che oggi possono sembrare una barriera rappresentavano anche un sistema di comunicazione Gli abitanti conoscevano sentieri, valichi e mulattiere e li utilizzavano regolarmente.

La vita contadina

La grande storia dei Malaspina rappresenta soltanto una parte del passato di Pozzo La maggioranza della popolazione viveva di agricoltura, allevamento e risorse del bosco I terreni disponibili venivano coltivati intensamente Orti, piccoli campi, prati e alberi da frutto contribuivano all'economia familiare Nelle zone più elevate assumeva grande importanza il castagno.

Il castagno, albero della montagna

Come in molte località della Lunigiana, il castagno rappresentava una risorsa fondamentale Le castagne potevano essere conservate a lungo dopo l'essiccazione e trasformate in farina Questo permetteva alle famiglie di disporre di un alimento energetico durante l'inverno Attorno al castagno si sviluppò una vera cultura della montagna Raccolta, essiccazione nei metati, pulitura e macinazione richiedevano settimane di lavoro e coinvolgevano tutta la famiglia.

Il bosco

Anche il bosco forniva numerose altre risorse Legna da ardere, materiale da costruzione, funghi, erbe e pascoli integravano l'economia domestica Il paesaggio che oggi circonda Pozzo era quindi intensamente vissuto Molti terreni attualmente coperti dalla vegetazione erano un tempo coltivati oppure mantenuti come castagneti Lo spopolamento del Novecento ha progressivamente modificato questo equilibrio.

Case, portali e pietra

Passeggiando nel borgo è interessante osservare anche le abitazioni In alcuni edifici le aperture più antiche vennero sostituite, soprattutto tra Seicento e Settecento, da portali e finestre in pietra più elaborati, talvolta decorati con stemmi e motivi ornamentali Sono piccoli particolari, ma raccontano l'evoluzione sociale del paese Accanto alle semplici abitazioni rurali esistevano famiglie che desideravano mostrare attraverso la propria casa una maggiore condizione economica o prestigio.

Un edificio signorile fuori dal borgo

Poco fuori dal nucleo storico viene inoltre segnalato un interessante edificio signorile impostato sopra un portico Il colonnato raggiunge in alcuni punti un'altezza considerevole, adattandosi alla pendenza del terreno Anche questa costruzione contribuisce a distinguere Pozzo da un semplice nucleo esclusivamente contadino La presenza marchionale e quella di famiglie proprietarie lasciarono nel tempo un'impronta sull'architettura locale.

Dopo i Malaspina

Terminata l'autonomia del piccolo feudo, l'antica residenza marchionale cambiò proprietari Nel corso del tempo il palazzo passò a famiglie locali di proprietari terrieri Come accadde a molti castelli e palazzi feudali della Lunigiana, la perdita della funzione politica determinò profonde trasformazioni Gli ambienti vennero adattati a nuovi usi e molte caratteristiche originarie andarono perdute Il valore storico dell'edificio rimane però legato alla sua funzione di residenza del ramo malaspiniano di Pozzo.

Il declino del sistema feudale

Nel 1797, con l'arrivo delle trasformazioni politiche legate all'età napoleonica, il sistema feudale che aveva caratterizzato per secoli la Lunigiana giunse alla fine Per le comunità locali iniziava un'epoca completamente diversa Marchesati, privilegi e antiche giurisdizioni vennero progressivamente sostituiti da nuove forme amministrative Pozzo aveva però già perso da molto tempo il ruolo di sede di un feudo autonomo Il palazzo dei Malaspina rimaneva come testimonianza di un mondo ormai scomparso.

L'Ottocento

Durante l'Ottocento il paese continuò a vivere principalmente delle proprie risorse agricole La documentazione relativa alla Chiesa di San Giorgio testimonia però anche l'impegno della comunità nel mantenere e migliorare i propri edifici pubblici e religiosi Proprio in questo periodo la chiesa venne profondamente rinnovata e vennero eseguiti interventi riguardanti il campanile e la canonica Era una comunità ancora numerosa e fortemente legata alla parrocchia.

L'emigrazione

Tra Ottocento e Novecento anche Pozzo venne coinvolto nel grande fenomeno dell'emigrazione lunigianese La scarsità di terreni e di opportunità lavorative spinse molti abitanti a cercare fortuna lontano dal paese Liguria, grandi città dell'Italia settentrionale, Francia e altri paesi europei divennero destinazioni frequenti In alcuni casi la partenza era stagionale In altri diventava definitiva.

Lo spopolamento della montagna

Nel corso del Novecento il fenomeno aumentò La crescita industriale delle città e del vicino territorio spezzino offriva possibilità economiche difficili da trovare nei piccoli paesi agricoli Molte famiglie lasciarono così la montagna Case un tempo abitate da più generazioni rimasero vuote Campi e castagneti vennero progressivamente abbandonati Il bosco riconquistò spazi che per secoli erano stati coltivati.

Livio Galanti

Tra le personalità nate a Pozzo merita particolare attenzione Livio Galanti, nato nel paese il 7 dicembre 1913 Studioso e uomo di cultura, dedicò una parte importante delle proprie ricerche a Dante Alighieri e alla presenza del poeta in Lunigiana Galanti fu anche amministratore pubblico e sindaco di Mulazzo Morì nel 1995 Il suo nome è strettamente legato alla valorizzazione della memoria dantesca del territorio.

Pozzo e Dante attraverso Livio Galanti

Il legame di Pozzo con Dante deve quindi essere interpretato soprattutto attraverso la figura di Galanti La presenza storica di Dante in Lunigiana è collegata ai Malaspina e alla celebre missione diplomatica del 1306, culminata nella pace di Castelnuovo Magra Non esistono elementi sufficienti per affermare un soggiorno del poeta proprio a Pozzo Secoli dopo, però, un abitante del paese avrebbe dedicato una parte importante della propria vita allo studio di Dante e dei suoi rapporti con la Lunigiana È un collegamento culturale molto più documentabile e interessante di eventuali leggende non dimostrate.

Pozzo, Crocetta e le sculture di Gino Fogola

Proseguendo da Pozzo verso Madonna del Monte si raggiunge Crocetta Qui il paesaggio assume negli ultimi decenni anche un carattere artistico grazie alle particolari sculture in legno di Gino Fogola Vecchi tronchi e alberi sono stati trasformati in volti, animali e personaggi Alcune opere sono presenti lungo la strada e altre hanno raggiunto anche l'area del santuario L'itinerario permette quindi di unire storia, arte popolare, religiosità e natura.

Da Pozzo alla Madonna del Monte

Per chi visita il territorio, uno degli itinerari più interessanti parte proprio da Pozzo Dopo aver osservato il borgo, il palazzo marchionale e la Chiesa di San Giorgio, si può proseguire verso Crocetta e quindi salire alla Madonna del Monte Il paesaggio cambia progressivamente Le case lasciano spazio al bosco e la strada sale verso quote sempre più elevate Arrivati al santuario ci si trova quasi a mille metri, in un luogo che per secoli accolse pellegrini e viandanti.

Verso Montereggio

Dalla zona montana si entra inoltre nel sistema di percorsi che conduce verso Montereggio, il celebre Paese dei Librai Pozzo, Crocetta, Madonna del Monte e Montereggio non devono quindi essere considerati luoghi isolati Per secoli furono collegati da sentieri e mulattiere Famiglie, pellegrini, contadini e commercianti percorrevano continuamente queste vie Visitare oggi i diversi paesi permette di ricostruire una parte di quella rete storica.

Pozzo oggi

Oggi Pozzo conserva soprattutto il fascino di un piccolo borgo della Lunigiana Non possiede la monumentalità del Castello di Lusuolo o del borgo fortificato di Castevoli La sua importanza è più discreta Bisogna cercarla nel palazzo dei Malaspina, nella Chiesa di San Giorgio, nelle antiche mura, nei portali di pietra e nelle strade che salgono verso la montagna Sono testimonianze che raccontano una storia sorprendentemente ricca.

Un piccolo paese con una grande storia

Pozzo permette soprattutto di comprendere una caratteristica fondamentale della Lunigiana Qui la storia non appartiene soltanto alle grandi città Nel Cinquecento perfino un piccolo borgo poteva diventare residenza di un marchese e centro di un minuscolo dominio feudale La montagna poteva essere attraversata da importanti vie di collegamento Una chiesa di paese poteva diventare responsabile di uno dei più antichi santuari della zona E da una piccola comunità poteva nascere, secoli dopo, uno studioso capace di dedicare la propria vita a Dante e alla storia della Lunigiana.

Pozzo, tra i Malaspina e la Madonna del Monte

La storia di Pozzo può essere riassunta attraverso tre luoghi Il primo è il palazzo marchionale, memoria del periodo nel quale il paese fu residenza dei Malaspina Il secondo è la Chiesa di San Giorgio, centro spirituale della comunità per secoli Il terzo si trova più in alto, sulla montagna: è il Santuario della Madonna del Monte, affidato dal 1887 alla parrocchia di Pozzo Tra questi luoghi si sviluppa la storia del paese Una storia fatta di marchesi e contadini, pellegrini ed emigranti, castagneti e mulattiere È questa stratificazione di memorie a rendere Pozzo una delle località più interessanti da scoprire nel territorio di Mulazzo e nella Lunigiana.

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