Puglianella - Camporgiano

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Puglianella

Vista dalla strada

Vista dalla strada

Vista dalla strada

Vista dalla strada

Vista dalla strada

Vista dalla strada

Vista dalla strada

Edicola

Arrivo a Puglianella

Capanna

Case

La Chiesa di Santa Maria

Immagine nella nicchia

La Campanella

Casa

Facciata della Chiesa di S.Maria Assunta

S.Maria Assunta

Monumento

La Chiesa

Bacheca

In paese

In paese

La fontana

In paese

Arte su casa

Casa

In paese

Torre campanaria

Base della torre campanaria

In paese

Torre campanaria

Torre campanaria

In paese

Casa

Pozzo finto

Papera finta

Antica porta

Maestà

Vecchio palazzo

Casa

Portale

Portale

In paese

In paese

Targa del tempo del fascio

Ingresso alla torre campanaria

Torre campanaria

Case

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

Case

Il paese

Il borgo

Informazioni storiche, culturali della località.

Puglianella: storia, Santa Maria Assunta e tradizioni dell'Alta Garfagnana

Puglianella è una piccola frazione del Comune di Camporgiano , nell'Alta Garfagnana, in provincia di Lucca. Il paese sorge a circa 642 metri di altitudine , su un terrazzo naturale che separa la valle del Serchio da quella attraversata dal torrente Edron. È un luogo appartato, circondato dai boschi e affacciato sul grande scenario delle montagne garfagnine e delle Alpi Apuane. La posizione panoramica, le case in pietra, le scalinate e gli stretti passaggi del centro storico conservano ancora l'aspetto di una comunità montana cresciuta lentamente nel corso dei secoli. Ma Puglianella custodisce anche testimonianze sorprendenti. I resti dell'antico sistema fortificato raccontano la necessità di controllare e difendere il territorio, mentre nella Chiesa di Santa Maria Assunta è conservata una preziosa Madonna con il Bambino del XIV secolo , attribuita a Nino Pisano.

Tra il Serchio e l'Edron

Puglianella occupa una posizione geografica particolare. Il paese si trova sul rilievo che divide due ambienti differenti: da una parte la valle principale del Serchio , dall'altra quella del torrente Edron . Questa posizione garantisce una notevole esposizione al sole e un'ampia visuale sul territorio circostante. Per le comunità del passato erano caratteristiche importanti. Un luogo elevato permetteva di controllare i percorsi della montagna, mentre l'esposizione favorevole facilitava la coltivazione di piccoli campi, orti e prati.

Un piccolo paese della montagna

Per secoli Puglianella rimase relativamente isolata rispetto al fondovalle. Il collegamento con i nuclei vicini avveniva soprattutto attraverso mulattiere . Si camminava a piedi oppure si utilizzavano animali da soma per trasportare legna, farina, castagne, fieno e altri prodotti. Questa condizione contribuì a conservare a lungo una struttura economica basata principalmente sull'agricoltura e sulla pastorizia. Il territorio circostante rappresentava praticamente tutto ciò di cui una famiglia aveva bisogno per vivere.

Le origini di Puglianella

Stabilire con precisione quando nacque Puglianella non è semplice. Alcune ricostruzioni storiche locali fanno risalire il toponimo addirittura a un documento dell' anno 795 , nel quale sarebbe ricordato tra beni collegati alla chiesa di Vitoio. Altre fonti adottano una cronologia molto più prudente e indicano nel 1549 la prima attestazione sicura del paese. La differenza tra queste ricostruzioni invita alla cautela. Possiamo comunque affermare che il territorio possiede una storia molto antica e che il borgo era certamente formato in età medievale e rinascimentale.

Tracce ancora più antiche

Il territorio circostante conserva inoltre testimonianze anteriori alla nascita del paese medievale. Le ricerche locali ricordano il ritrovamento, nelle vicinanze della chiesa, di manufatti attribuiti all' Età del Bronzo . Si tratta di elementi che dimostrano la frequentazione antica di queste montagne. Non significa naturalmente che Puglianella esistesse già allora come paese. Dimostra però che questo ambiente era conosciuto e utilizzato dall'uomo molto prima della formazione dell'attuale abitato.

Il borgo fortificato

Uno degli aspetti più interessanti di Puglianella è la sua antica funzione difensiva. Il paese conserva infatti tracce di un piccolo nucleo fortificato . Le abitazioni erano raccolte e la conformazione del terreno facilitava il controllo degli accessi. Nella parte elevata esisteva una torre destinata alla sorveglianza del territorio. Oggi ne rimangono soltanto tracce, ma la sua presenza permette di comprendere meglio l'origine della struttura urbana del paese.

La torre

La torre di Puglianella occupava una posizione strategica. Dall'alto era possibile osservare il territorio circostante e controllare i percorsi che salivano verso il borgo. Le torri di questo tipo non devono essere immaginate necessariamente come grandi castelli. Spesso erano strutture relativamente semplici, sufficienti però per sorvegliare una strada, segnalare un pericolo o offrire una prima difesa alla popolazione. La montagna garfagnina conserva numerose testimonianze di questo sistema.

Dal sistema difensivo al campanile

Una tradizione locale identifica nell'attuale torre campanaria una struttura derivata da un precedente edificio di avvistamento. Il campanile è separato dalla Chiesa di Santa Maria Assunta e sorge nel nucleo storico del paese. La sua posizione rafforza l'ipotesi di una precedente funzione difensiva. Nel corso dei secoli molte torri medievali persero infatti la loro utilità militare. Alcune furono demolite. Altre vennero inglobate nelle abitazioni. Altre ancora furono trasformate in campanili.

Le case di pietra

Il centro storico conserva numerose case in pietra . Stradine acciottolate e lunghe scalinate seguono la pendenza naturale del terreno. Tra le abitazioni si aprono piccole aie e cortili. Sui portali sono state rilevate date comprese tra il 1677 e il 1862 . Sono particolari apparentemente secondari, ma raccontano direttamente la storia edilizia del paese. Ogni architrave datato ricorda una famiglia, una costruzione o una trasformazione avvenuta nel corso dei secoli.

I palazzotti del borgo

Accanto alle abitazioni più semplici esistono edifici di maggiore importanza. Il piccolo nucleo fortificato comprendeva infatti anche alcuni palazzotti signorili . Questa presenza dimostra che la società rurale non era completamente uniforme. Accanto ai contadini e ai pastori vivevano famiglie proprietarie che potevano esercitare funzioni amministrative, professionali o economiche. Una delle famiglie tradizionalmente più importanti di Puglianella fu quella degli Accorsini .

Gli Accorsini

La memoria locale attribuisce agli Accorsini un ruolo rilevante nella storia del borgo. Nel corso dell'età moderna alcuni membri della famiglia raggiunsero una posizione sociale significativa e furono collegati anche all'amministrazione estense. Una delle antiche abitazioni del paese conserva ancora ambienti che la tradizione associa all'accoglienza delle autorità ecclesiastiche durante le visite pastorali. È un particolare interessante perché ricorda quanto difficili fossero un tempo gli spostamenti. Anche un vescovo, per raggiungere queste comunità montane, doveva percorrere lunghi tratti a cavallo o a dorso di mulo.

La Garfagnana medievale

Durante il Medioevo l'Alta Garfagnana fu contesa tra diversi poteri. Lucca cercò progressivamente di estendere il proprio controllo sulla valle. Famiglie feudali conservarono però a lungo proprietà e diritti. Camporgiano assunse un'importanza sempre maggiore grazie alla propria posizione strategica. La sua Rocca controllava una delle principali direttrici dell'Alta Valle del Serchio. Puglianella faceva parte di questo complesso territorio.

La Vicaria di Camporgiano

Nel corso dei secoli Puglianella rimase legata amministrativamente a Camporgiano . Quando il territorio entrò nell'orbita degli Este, Camporgiano divenne sede di una delle principali vicarie della Garfagnana. La Rocca rappresentava il centro politico e militare del distretto. Le piccole comunità circostanti conservavano comunque una propria vita interna. La distanza e le difficoltà delle comunicazioni rendevano infatti necessaria una notevole capacità di autorganizzazione.

L'arrivo degli Este

Nel Quattrocento gran parte della Garfagnana passò progressivamente sotto la protezione degli Este . Anche il territorio di Camporgiano entrò nel nuovo sistema politico. Puglianella diventò così una piccola comunità della Garfagnana estense , legata al Ducato di Modena. Questa appartenenza durò per secoli, con le interruzioni e le trasformazioni determinate dall'età napoleonica. La storia del paese rimase quindi differente da quella delle vicine comunità che continuarono ad appartenere allo Stato di Lucca.

Santa Maria Assunta

Il principale monumento di Puglianella è la Chiesa di Santa Maria Assunta . L'edificio si trova all'interno del paese e presenta una semplice facciata in pietra. La struttura attuale è il risultato di trasformazioni avvenute in epoche differenti. Le testimonianze conservate nella chiesa permettono di documentarne la storia almeno a partire dal Cinquecento. Una nicchia porta infatti la data 1591 . Alla stessa epoca viene ricondotto anche il fonte battesimale.

La chiesa nel Cinquecento

La presenza dell'edificio religioso è comunque più antica della sua sistemazione cinquecentesca. La chiesa viene ricordata dalle fonti locali già negli estimi del 1470 . La struttura originaria doveva essere relativamente semplice. Come accadde in molti paesi della Garfagnana, la chiesa venne poi modificata e ampliata seguendo la crescita della popolazione e le nuove esigenze liturgiche. Le murature che osserviamo oggi raccontano quindi diverse fasi della sua storia.

L'ampliamento del 1681

Un'iscrizione conservata nell'edificio ricorda un importante ampliamento del 1681 . Il Seicento fu un periodo di grandi trasformazioni per numerose chiese della Garfagnana. Gli edifici medievali venivano adattati al nuovo gusto religioso sviluppatosi dopo il Concilio di Trento. Comparvero nuovi altari. Gli spazi interni vennero riorganizzati. Pitture, statue e decorazioni contribuirono a rendere le chiese dei piccoli paesi molto più ricche rispetto alla loro originaria semplicità medievale.

Le trasformazioni del Settecento

Altri interventi interessarono Santa Maria Assunta durante il Settecento . Le tracce sono particolarmente evidenti all'interno. La chiesa presenta una sola navata, ma conserva altari laterali realizzati con materiali e tecniche decorative di notevole qualità. Marmo, scagliola, pittura e scultura convivono nello stesso spazio. Per una piccola comunità di montagna rappresentavano investimenti considerevoli. La loro presenza testimonia il forte legame degli abitanti con la propria chiesa.

La Madonna con il Bambino

Il vero capolavoro conservato a Puglianella è una Madonna con il Bambino in legno di pioppo dipinto e dorato . L'opera risale alla seconda metà del XIV secolo. Il Catalogo generale dei beni culturali la data approssimativamente tra il 1370 e il 1379 e la attribuisce a Nino Pisano . È una presenza eccezionale per un piccolo paese dell'Alta Garfagnana. Nino era figlio del celebre Andrea Pisano e fu uno dei più raffinati scultori del Trecento toscano.

Nino Pisano

Nino Pisano lavorò soprattutto tra Pisa e altri importanti centri della Toscana. La sua scultura conserva l'eleganza del linguaggio gotico. Le figure diventano più morbide e naturali. I volti esprimono maggiore dolcezza. I panneggi delle vesti acquistano movimento. Tutte queste caratteristiche sono riconoscibili anche nella Madonna di Puglianella. L'opera dimostra come manufatti artistici di grande qualità potessero raggiungere anche chiese apparentemente periferiche.

La dolcezza della Madonna

La scultura rappresenta la Madonna che sostiene il Bambino . L'elemento più affascinante è il rapporto tra le due figure. Non appaiono rigide o distanti. La Madre osserva il Figlio con delicatezza, mentre il Bambino interagisce con il piccolo uccello tenuto dalla Madonna. È un'immagine contemporaneamente sacra e familiare. Proprio questa capacità di unire solennità e sentimento rappresenta una delle caratteristiche più apprezzate della scultura di Nino Pisano.

Un'opera arrivata da lontano?

Non conosciamo con certezza le circostanze attraverso le quali la Madonna raggiunse Puglianella. Gli studiosi hanno osservato che nel territorio di Camporgiano esistono altre importanti sculture lignee medievali riconducibili all'ambiente pisano. È possibile che botteghe specializzate lavorassero anche per le chiese della Garfagnana. Un'altra possibilità è che alcune opere siano state trasferite in epoche successive da centri maggiori. La questione rimane aperta. Ciò che è certo è l'eccezionale valore artistico della scultura.

L'altare della Madonna

La statua è inserita all'interno di una composizione d'altare. Accanto alla nicchia compaiono figure dipinte di santi. La sistemazione appartiene a un'epoca successiva rispetto alla scultura medievale. Questo accostamento è particolarmente interessante. Dimostra come le comunità abbiano continuato nei secoli a venerare la stessa immagine, adattandone però la collocazione al gusto delle epoche successive. La Madonna trecentesca è così diventata il centro di un apparato devozionale molto più recente.

L'altare del Crocifisso

Sul lato opposto della chiesa si trova un altro importante altare. Qui è conservato un rilievo con il Crocifisso accompagnato da figure sacre. La composizione marmorea reca la data 1766 . La memoria locale collega questo altare anche alla famiglia Accorsini, che già nel Seicento aveva promosso la realizzazione di uno spazio dedicato al Crocifisso. È un'ulteriore testimonianza del rapporto tra le famiglie del paese e l'arricchimento della chiesa.

Le decorazioni del Novecento

Anche il Novecento ha lasciato tracce importanti all'interno di Santa Maria Assunta. Una parte delle pitture del soffitto è attribuita al pittore Corazzi e risale ai primi decenni del secolo. Una caratteristica particolarmente curiosa è che alcune figure sarebbero state realizzate utilizzando come modelli persone del paese. La pittura religiosa diventava così anche una sorta di ritratto collettivo della comunità. Volti quotidiani entravano simbolicamente nello spazio sacro.

La peste del Seicento

Una pietra datata 1631 , ricordata dalle ricerche locali, conserva la memoria della grande epidemia che colpì anche queste montagne. Tra il 1630 e il 1631 la peste devastò ampie zone dell'Italia settentrionale e centrale. Le piccole comunità non erano affatto protette dall'isolamento. Mercanti, soldati e viaggiatori potevano trasportare il contagio anche nelle vallate più remote. Per paesi con poche decine o centinaia di abitanti, la perdita di numerose persone rappresentava una tragedia capace di segnare intere generazioni.

La vita nei boschi

Per secoli l'economia di Puglianella dipese soprattutto dal territorio circostante. Il bosco forniva legna da ardere e materiale da costruzione. I castagneti producevano una delle principali risorse alimentari. I prati permettevano di mantenere gli animali. Piccoli campi e orti garantivano cereali, legumi, patate e verdure. La sopravvivenza dipendeva dalla capacità di combinare tutte queste attività.

Il castagno

Il castagno era uno degli alberi più importanti della Garfagnana. La sua presenza permetteva di ottenere grandi quantità di alimento anche su terreni montani poco adatti ad altre coltivazioni. In autunno la raccolta coinvolgeva tutta la famiglia. Le castagne venivano selezionate. Una parte era consumata fresca. Il resto veniva portato nei metati per l'essiccazione. Era l'inizio di un processo che avrebbe prodotto la preziosa farina di castagne.

I metati

I metati erano piccoli edifici costruiti nei castagneti oppure vicino al paese. Le castagne venivano sistemate al piano superiore sopra un graticcio. Sotto ardeva lentamente un fuoco. Il calore e il fumo essiccavano i frutti nel corso di diverse settimane. Terminato il procedimento, le castagne potevano essere pulite e portate al mulino. La farina ottenuta si conservava a lungo e rappresentava una riserva fondamentale durante l'inverno.

Pastorizia e allevamento

Accanto all'agricoltura aveva grande importanza la pastorizia . Pecore e capre potevano utilizzare pascoli difficilmente destinabili alla coltivazione. Bovini e altri animali garantivano invece latte, carne e forza da lavoro. Durante l'estate era necessario produrre abbastanza fieno per superare l'inverno. Il calendario della vita contadina seguiva quindi le stagioni con estrema precisione. Semina, fienagione, raccolta delle castagne e cura degli animali scandivano l'intero anno.

Le mulattiere

Fino alla metà del Novecento le mulattiere continuarono a rappresentare una parte essenziale dei collegamenti. Una di queste metteva in comunicazione Puglianella con Roccalberti . Altri percorsi scendevano verso il fondovalle oppure conducevano ai boschi e ai pascoli. Queste strade erano percorse quotidianamente. I muli trasportavano praticamente ogni cosa: farina, legname, prodotti agricoli, materiali da costruzione e persino persone impossibilitate a camminare.

La strada del 1954

Una data fondamentale nella storia moderna di Puglianella è il 1954 . Secondo le ricostruzioni locali, proprio in quell'anno furono costruiti i nuovi collegamenti stradali capaci di mettere più facilmente in comunicazione i paesi collinari con la valle del Serchio. Per Puglianella fu una vera rivoluzione. Dopo secoli nei quali la mulattiera aveva rappresentato il principale collegamento, automobili e mezzi motorizzati potevano finalmente avvicinarsi al paese. L'isolamento geografico diminuì rapidamente.

Il terremoto del 1920

Prima dell'arrivo delle strade moderne, Puglianella aveva però attraversato una delle più grandi tragedie della propria storia. Il 7 settembre 1920 un violentissimo terremoto colpì Garfagnana e Lunigiana. Puglianella fu investita con un'intensità stimata tra l' VIII e il IX grado della scala Mercalli-Cancani-Sieberg . Le fonti storiche riferiscono che il paese venne danneggiato molto gravemente.

I danni al campanile

Anche il campanile subì danni durante il terremoto. Negli anni successivi fu necessario intervenire sulla struttura. La vicenda è significativa perché mostra ancora una volta la continuità tra storia civile e religiosa. Quando una chiesa o un campanile venivano danneggiati, la loro ricostruzione diventava un problema dell'intera comunità. Non si trattava soltanto di edifici. Erano punti di riferimento visibili e simbolici per tutti gli abitanti.

La Garfagnana dopo il terremoto

Il terremoto del 1920 trasformò gran parte dell'Alta Garfagnana. Molti edifici medievali e moderni vennero distrutti oppure profondamente modificati. La ricostruzione introdusse nuove tecniche edilizie. Per questo l'aspetto attuale dei paesi non corrisponde completamente a quello che avrebbero avuto nell'Ottocento. Puglianella riuscì comunque a conservare una parte significativa del proprio nucleo storico. Case, scalinate e portali continuano ancora oggi a raccontare la struttura dell'antico borgo.

La Seconda guerra mondiale

Una nuova fase difficile arrivò durante la Seconda guerra mondiale . Tra il 1944 e il 1945 la Garfagnana si trovò direttamente coinvolta nelle operazioni militari della Linea Gotica. Per le popolazioni della valle significò requisizioni, scarsità di alimenti, presenza di truppe e continui pericoli. Le montagne e i boschi assunsero nuovamente un ruolo fondamentale. Antiche mulattiere e sentieri divennero percorsi utilizzati per muoversi lontano dalle strade principali.

Il dopoguerra

Dopo il conflitto la vita cambiò rapidamente. La costruzione delle strade accelerò le trasformazioni. I giovani potevano raggiungere più facilmente Camporgiano, Castelnuovo e i centri del fondovalle. Le attività agricole tradizionali iniziarono a perdere importanza. Molte famiglie cercarono nuove opportunità di lavoro. Cominciò così anche a Puglianella il processo di spopolamento che interessò gran parte della montagna garfagnina.

L'abbandono dei campi

Con la diminuzione degli abitanti cambiò il paesaggio. I campi più difficili da raggiungere furono progressivamente abbandonati. Molti prati non vennero più falciati. I castagneti furono curati meno intensamente. Il bosco iniziò a riconquistare spazi che per secoli erano stati mantenuti aperti dall'uomo. Il paesaggio attuale è quindi più verde e boscoso, ma anche molto diverso da quello della Puglianella contadina.

Una parrocchia storica

Puglianella conserva ancora oggi la propria Parrocchia di Santa Maria Assunta . La festa dell'Assunzione viene celebrata il 15 agosto . È una delle ricorrenze più importanti del calendario religioso estivo. Come accadeva in molti paesi, le feste patronali avevano anche una funzione sociale. Erano occasioni nelle quali le famiglie si riunivano e gli emigrati potevano tornare nel luogo d'origine. La festa contribuiva quindi a mantenere viva l'identità della comunità.

Il passaggio all'Arcidiocesi di Lucca

Per una parte importante della storia contemporanea le parrocchie dell'Alta Garfagnana appartennero alla diocesi di Massa. La situazione cambiò nel 1992 , quando una riorganizzazione dei confini ecclesiastici trasferì diverse parrocchie dei comuni garfagnini all' Arcidiocesi di Lucca . Tra queste figurava anche Santa Maria Assunta di Puglianella. Fu un cambiamento amministrativo importante, che riportò molte comunità della valle nell'organizzazione ecclesiastica lucchese.

Puglianella oggi

Oggi Puglianella rimane una delle piccole comunità del territorio di Camporgiano. Il paese conserva case in pietra, scalinate, portali e angoli nei quali l'impianto storico è ancora chiaramente riconoscibile. La torre campanaria domina il borgo. Santa Maria Assunta custodisce il suo straordinario patrimonio artistico. Intorno rimangono boschi, castagneti e prati. La tranquillità attuale rende difficile immaginare quanto intensa dovesse essere la vita del paese quando ogni terreno veniva coltivato.

Una Madonna nel cuore della montagna

Tra tutte le testimonianze di Puglianella, la Madonna con il Bambino attribuita a Nino Pisano rimane probabilmente la più sorprendente. Un'opera realizzata nel pieno Trecento toscano è arrivata fino a noi all'interno di una piccola chiesa della Garfagnana. È sopravvissuta alle trasformazioni dell'edificio. Alla peste. Ai terremoti. Alle guerre. Allo spopolamento. Dopo più di sei secoli continua a essere custodita nel paese.

Un borgo da riscoprire

Visitare Puglianella significa scoprire una Garfagnana appartata e profondamente legata alla montagna. La sua storia è nelle pietre delle case. Nella vecchia torre. Nei portali seicenteschi e ottocenteschi. Nei castagneti e nelle mulattiere. È nella memoria del terremoto del 1920 e nella strada che soltanto nel Novecento pose fine a secoli di relativo isolamento. Ma soprattutto è nella Chiesa di Santa Maria Assunta e nella dolcissima Madonna lignea attribuita a Nino Pisano. Puglianella racconta così la storia di una piccola comunità capace di custodire un patrimonio sorprendente , nata tra il Serchio e l'Edron e rimasta per secoli sospesa tra boschi, agricoltura, fede e montagne.
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