Puglianella: storia,
Santa Maria Assunta e tradizioni dell'Alta Garfagnana
Puglianella
è una piccola frazione del Comune di
Camporgiano
, nell'Alta Garfagnana, in provincia di Lucca.
Il paese sorge a circa
642 metri di altitudine
, su un
terrazzo naturale che separa la valle del Serchio da quella attraversata
dal torrente Edron.
È un luogo appartato, circondato dai boschi e
affacciato sul grande scenario delle montagne garfagnine e delle Alpi
Apuane.
La posizione panoramica, le case in pietra, le
scalinate e gli stretti passaggi del centro storico conservano ancora
l'aspetto di una comunità montana cresciuta lentamente nel corso dei
secoli.
Ma Puglianella custodisce anche testimonianze
sorprendenti.
I resti dell'antico sistema fortificato raccontano la
necessità di controllare e difendere il territorio, mentre nella Chiesa
di Santa Maria Assunta è conservata una preziosa
Madonna con il Bambino del XIV secolo
,
attribuita a Nino Pisano.
Tra il Serchio e l'Edron
Puglianella occupa una posizione geografica
particolare.
Il paese si trova sul rilievo che divide due ambienti
differenti: da una parte la valle principale del
Serchio
, dall'altra quella del
torrente Edron
.
Questa posizione garantisce una notevole esposizione
al sole e un'ampia visuale sul territorio circostante.
Per le comunità del passato erano caratteristiche
importanti.
Un luogo elevato permetteva di controllare i percorsi
della montagna, mentre l'esposizione favorevole facilitava la
coltivazione di piccoli campi, orti e prati.
Un piccolo paese della montagna
Per secoli Puglianella rimase relativamente isolata
rispetto al fondovalle.
Il collegamento con i nuclei vicini avveniva
soprattutto attraverso
mulattiere
.
Si camminava a piedi oppure si utilizzavano animali da
soma per trasportare legna, farina, castagne, fieno e altri prodotti.
Questa condizione contribuì a conservare a lungo una
struttura economica basata principalmente sull'agricoltura e sulla
pastorizia.
Il territorio circostante rappresentava praticamente
tutto ciò di cui una famiglia aveva bisogno per vivere.
Le origini di Puglianella
Stabilire con precisione quando nacque Puglianella non
è semplice.
Alcune ricostruzioni storiche locali fanno risalire il
toponimo addirittura a un documento dell'
anno
795
, nel quale sarebbe ricordato tra beni collegati alla chiesa
di Vitoio.
Altre fonti adottano una cronologia molto più prudente
e indicano nel
1549
la prima
attestazione sicura del paese.
La differenza tra queste ricostruzioni invita alla
cautela.
Possiamo comunque affermare che il territorio possiede
una storia molto antica e che il borgo era certamente formato in età
medievale e rinascimentale.
Tracce ancora più antiche
Il territorio circostante conserva inoltre
testimonianze anteriori alla nascita del paese medievale.
Le ricerche locali ricordano il ritrovamento, nelle
vicinanze della chiesa, di manufatti attribuiti all'
Età
del Bronzo
.
Si tratta di elementi che dimostrano la frequentazione
antica di queste montagne.
Non significa naturalmente che Puglianella esistesse
già allora come paese.
Dimostra però che questo ambiente era conosciuto e
utilizzato dall'uomo molto prima della formazione dell'attuale abitato.
Il borgo fortificato
Uno degli aspetti più interessanti di Puglianella è la
sua antica funzione difensiva.
Il paese conserva infatti tracce di un piccolo
nucleo fortificato
.
Le abitazioni erano raccolte e la conformazione del
terreno facilitava il controllo degli accessi.
Nella parte elevata esisteva una torre destinata alla
sorveglianza del territorio.
Oggi ne rimangono soltanto tracce, ma la sua presenza
permette di comprendere meglio l'origine della struttura urbana del
paese.
La torre
La
torre di
Puglianella
occupava una posizione strategica.
Dall'alto era possibile osservare il territorio
circostante e controllare i percorsi che salivano verso il borgo.
Le torri di questo tipo non devono essere immaginate
necessariamente come grandi castelli.
Spesso erano strutture relativamente semplici,
sufficienti però per sorvegliare una strada, segnalare un pericolo o
offrire una prima difesa alla popolazione.
La montagna garfagnina conserva numerose testimonianze
di questo sistema.
Dal sistema difensivo al campanile
Una tradizione locale identifica nell'attuale
torre campanaria
una struttura
derivata da un precedente edificio di avvistamento.
Il campanile è separato dalla Chiesa di Santa Maria
Assunta e sorge nel nucleo storico del paese.
La sua posizione rafforza l'ipotesi di una precedente
funzione difensiva.
Nel corso dei secoli molte torri medievali persero
infatti la loro utilità militare.
Alcune furono demolite.
Altre vennero inglobate nelle abitazioni.
Altre ancora furono trasformate in campanili.
Le case di pietra
Il centro storico conserva numerose
case in pietra
.
Stradine acciottolate e lunghe scalinate seguono la
pendenza naturale del terreno.
Tra le abitazioni si aprono piccole aie e cortili.
Sui portali sono state rilevate date comprese tra il
1677 e il 1862
.
Sono particolari apparentemente secondari, ma
raccontano direttamente la storia edilizia del paese.
Ogni architrave datato ricorda una famiglia, una
costruzione o una trasformazione avvenuta nel corso dei secoli.
I palazzotti del borgo
Accanto alle abitazioni più semplici esistono edifici
di maggiore importanza.
Il piccolo nucleo fortificato comprendeva infatti
anche alcuni
palazzotti signorili
.
Questa presenza dimostra che la società rurale non era
completamente uniforme.
Accanto ai contadini e ai pastori vivevano famiglie
proprietarie che potevano esercitare funzioni amministrative,
professionali o economiche.
Una delle famiglie tradizionalmente più importanti di
Puglianella fu quella degli
Accorsini
.
Gli Accorsini
La memoria locale attribuisce agli
Accorsini
un ruolo rilevante
nella storia del borgo.
Nel corso dell'età moderna alcuni membri della
famiglia raggiunsero una posizione sociale significativa e furono
collegati anche all'amministrazione estense.
Una delle antiche abitazioni del paese conserva ancora
ambienti che la tradizione associa all'accoglienza delle autorità
ecclesiastiche durante le visite pastorali.
È un particolare interessante perché ricorda quanto
difficili fossero un tempo gli spostamenti.
Anche un vescovo, per raggiungere queste comunità
montane, doveva percorrere lunghi tratti a cavallo o a dorso di mulo.
La Garfagnana medievale
Durante il Medioevo l'Alta Garfagnana fu contesa tra
diversi poteri.
Lucca cercò progressivamente di estendere il proprio
controllo sulla valle.
Famiglie feudali conservarono però a lungo proprietà e
diritti.
Camporgiano assunse un'importanza sempre maggiore
grazie alla propria posizione strategica.
La sua Rocca controllava una delle principali
direttrici dell'Alta Valle del Serchio.
Puglianella faceva parte di questo complesso
territorio.
La Vicaria di Camporgiano
Nel corso dei secoli Puglianella rimase legata
amministrativamente a
Camporgiano
.
Quando il territorio entrò nell'orbita degli Este,
Camporgiano divenne sede di una delle principali vicarie della
Garfagnana.
La Rocca rappresentava il centro politico e militare
del distretto.
Le piccole comunità circostanti conservavano comunque
una propria vita interna.
La distanza e le difficoltà delle comunicazioni
rendevano infatti necessaria una notevole capacità di autorganizzazione.
L'arrivo degli Este
Nel Quattrocento gran parte della Garfagnana passò
progressivamente sotto la protezione degli
Este
.
Anche il territorio di Camporgiano entrò nel nuovo
sistema politico.
Puglianella diventò così una piccola comunità della
Garfagnana estense
, legata al
Ducato di Modena.
Questa appartenenza durò per secoli, con le
interruzioni e le trasformazioni determinate dall'età napoleonica.
La storia del paese rimase quindi differente da quella
delle vicine comunità che continuarono ad appartenere allo Stato di
Lucca.
Santa Maria Assunta
Il principale monumento di Puglianella è la
Chiesa di Santa Maria Assunta
.
L'edificio si trova all'interno del paese e presenta
una semplice facciata in pietra.
La struttura attuale è il risultato di trasformazioni
avvenute in epoche differenti.
Le testimonianze conservate nella chiesa permettono di
documentarne la storia almeno a partire dal Cinquecento.
Una nicchia porta infatti la data
1591
.
Alla stessa epoca viene ricondotto anche il fonte
battesimale.
La chiesa nel Cinquecento
La presenza dell'edificio religioso è comunque più
antica della sua sistemazione cinquecentesca.
La chiesa viene ricordata dalle fonti locali già negli
estimi del
1470
.
La struttura originaria doveva essere relativamente
semplice.
Come accadde in molti paesi della Garfagnana, la
chiesa venne poi modificata e ampliata seguendo la crescita della
popolazione e le nuove esigenze liturgiche.
Le murature che osserviamo oggi raccontano quindi
diverse fasi della sua storia.
L'ampliamento del 1681
Un'iscrizione conservata nell'edificio ricorda un
importante
ampliamento del 1681
.
Il Seicento fu un periodo di grandi trasformazioni per
numerose chiese della Garfagnana.
Gli edifici medievali venivano adattati al nuovo gusto
religioso sviluppatosi dopo il Concilio di Trento.
Comparvero nuovi altari.
Gli spazi interni vennero riorganizzati.
Pitture, statue e decorazioni contribuirono a rendere
le chiese dei piccoli paesi molto più ricche rispetto alla loro
originaria semplicità medievale.
Le trasformazioni del Settecento
Altri interventi interessarono Santa Maria Assunta
durante il
Settecento
.
Le tracce sono particolarmente evidenti all'interno.
La chiesa presenta una sola navata, ma conserva altari
laterali realizzati con materiali e tecniche decorative di notevole
qualità.
Marmo, scagliola, pittura e scultura convivono nello
stesso spazio.
Per una piccola comunità di montagna rappresentavano
investimenti considerevoli.
La loro presenza testimonia il forte legame degli
abitanti con la propria chiesa.
La Madonna con il Bambino
Il vero capolavoro conservato a Puglianella è una
Madonna con il Bambino in legno di
pioppo dipinto e dorato
.
L'opera risale alla seconda metà del XIV secolo.
Il Catalogo generale dei beni culturali la data
approssimativamente tra il
1370 e il
1379
e la attribuisce a
Nino
Pisano
.
È una presenza eccezionale per un piccolo paese
dell'Alta Garfagnana.
Nino era figlio del celebre Andrea Pisano e fu uno dei
più raffinati scultori del Trecento toscano.
Nino Pisano
Nino Pisano lavorò soprattutto tra Pisa e altri
importanti centri della Toscana.
La sua scultura conserva l'eleganza del linguaggio
gotico.
Le figure diventano più morbide e naturali.
I volti esprimono maggiore dolcezza.
I panneggi delle vesti acquistano movimento.
Tutte queste caratteristiche sono riconoscibili anche
nella Madonna di Puglianella.
L'opera dimostra come manufatti artistici di grande
qualità potessero raggiungere anche chiese apparentemente periferiche.
La dolcezza della Madonna
La scultura rappresenta la
Madonna che sostiene il Bambino
.
L'elemento più affascinante è il rapporto tra le due
figure.
Non appaiono rigide o distanti.
La Madre osserva il Figlio con delicatezza, mentre il
Bambino interagisce con il piccolo uccello tenuto dalla Madonna.
È un'immagine contemporaneamente sacra e familiare.
Proprio questa capacità di unire solennità e
sentimento rappresenta una delle caratteristiche più apprezzate della
scultura di Nino Pisano.
Un'opera arrivata da lontano?
Non conosciamo con certezza le circostanze attraverso
le quali la Madonna raggiunse Puglianella.
Gli studiosi hanno osservato che nel territorio di
Camporgiano esistono altre importanti sculture lignee medievali
riconducibili all'ambiente pisano.
È possibile che botteghe specializzate lavorassero
anche per le chiese della Garfagnana.
Un'altra possibilità è che alcune opere siano state
trasferite in epoche successive da centri maggiori.
La questione rimane aperta.
Ciò che è certo è l'eccezionale valore artistico della
scultura.
L'altare della Madonna
La statua è inserita all'interno di una composizione
d'altare.
Accanto alla nicchia compaiono figure dipinte di
santi.
La sistemazione appartiene a un'epoca successiva
rispetto alla scultura medievale.
Questo accostamento è particolarmente interessante.
Dimostra come le comunità abbiano continuato nei
secoli a venerare la stessa immagine, adattandone però la collocazione
al gusto delle epoche successive.
La Madonna trecentesca è così diventata il centro di
un apparato devozionale molto più recente.
L'altare del Crocifisso
Sul lato opposto della chiesa si trova un altro
importante altare.
Qui è conservato un rilievo con il
Crocifisso
accompagnato da
figure sacre.
La composizione marmorea reca la data
1766
.
La memoria locale collega questo altare anche alla
famiglia Accorsini, che già nel Seicento aveva promosso la realizzazione
di uno spazio dedicato al Crocifisso.
È un'ulteriore testimonianza del rapporto tra le
famiglie del paese e l'arricchimento della chiesa.
Le decorazioni del Novecento
Anche il Novecento ha lasciato tracce importanti
all'interno di Santa Maria Assunta.
Una parte delle pitture del soffitto è attribuita al
pittore
Corazzi
e risale ai
primi decenni del secolo.
Una caratteristica particolarmente curiosa è che
alcune figure sarebbero state realizzate utilizzando come modelli
persone del paese.
La pittura religiosa diventava così anche una sorta di
ritratto collettivo della comunità.
Volti quotidiani entravano simbolicamente nello spazio
sacro.
La peste del Seicento
Una pietra datata
1631
, ricordata dalle ricerche locali, conserva la memoria
della grande epidemia che colpì anche queste montagne.
Tra il 1630 e il 1631 la peste devastò ampie zone
dell'Italia settentrionale e centrale.
Le piccole comunità non erano affatto protette
dall'isolamento.
Mercanti, soldati e viaggiatori potevano trasportare
il contagio anche nelle vallate più remote.
Per paesi con poche decine o centinaia di abitanti, la
perdita di numerose persone rappresentava una tragedia capace di segnare
intere generazioni.
La vita nei boschi
Per secoli l'economia di Puglianella dipese
soprattutto dal territorio circostante.
Il
bosco
forniva legna da ardere e materiale da costruzione.
I castagneti producevano una delle principali risorse
alimentari.
I prati permettevano di mantenere gli animali.
Piccoli campi e orti garantivano cereali, legumi,
patate e verdure.
La sopravvivenza dipendeva dalla capacità di combinare
tutte queste attività.
Il castagno
Il
castagno
era uno degli alberi più importanti della Garfagnana.
La sua presenza permetteva di ottenere grandi quantità
di alimento anche su terreni montani poco adatti ad altre coltivazioni.
In autunno la raccolta coinvolgeva tutta la famiglia.
Le castagne venivano selezionate.
Una parte era consumata fresca.
Il resto veniva portato nei metati per l'essiccazione.
Era l'inizio di un processo che avrebbe prodotto la
preziosa farina di castagne.
I metati
I
metati
erano piccoli edifici costruiti nei castagneti oppure vicino al paese.
Le castagne venivano sistemate al piano superiore
sopra un graticcio.
Sotto ardeva lentamente un fuoco.
Il calore e il fumo essiccavano i frutti nel corso di
diverse settimane.
Terminato il procedimento, le castagne potevano essere
pulite e portate al mulino.
La farina ottenuta si conservava a lungo e
rappresentava una riserva fondamentale durante l'inverno.
Pastorizia e allevamento
Accanto all'agricoltura aveva grande importanza la
pastorizia
.
Pecore e capre potevano utilizzare pascoli
difficilmente destinabili alla coltivazione.
Bovini e altri animali garantivano invece latte, carne
e forza da lavoro.
Durante l'estate era necessario produrre abbastanza
fieno per superare l'inverno.
Il calendario della vita contadina seguiva quindi le
stagioni con estrema precisione.
Semina, fienagione, raccolta delle castagne e cura
degli animali scandivano l'intero anno.
Le mulattiere
Fino alla metà del Novecento le
mulattiere
continuarono a
rappresentare una parte essenziale dei collegamenti.
Una di queste metteva in comunicazione Puglianella con
Roccalberti
.
Altri percorsi scendevano verso il fondovalle oppure
conducevano ai boschi e ai pascoli.
Queste strade erano percorse quotidianamente.
I muli trasportavano praticamente ogni cosa: farina,
legname, prodotti agricoli, materiali da costruzione e persino persone
impossibilitate a camminare.
La strada del 1954
Una data fondamentale nella storia moderna di
Puglianella è il
1954
.
Secondo le ricostruzioni locali, proprio in quell'anno
furono costruiti i nuovi collegamenti stradali capaci di mettere più
facilmente in comunicazione i paesi collinari con la valle del Serchio.
Per Puglianella fu una vera rivoluzione.
Dopo secoli nei quali la mulattiera aveva
rappresentato il principale collegamento, automobili e mezzi motorizzati
potevano finalmente avvicinarsi al paese.
L'isolamento geografico diminuì rapidamente.
Il terremoto del 1920
Prima dell'arrivo delle strade moderne, Puglianella
aveva però attraversato una delle più grandi tragedie della propria
storia.
Il
7 settembre 1920
un violentissimo terremoto colpì Garfagnana e Lunigiana.
Puglianella fu investita con un'intensità stimata tra
l'
VIII e il IX grado della scala
Mercalli-Cancani-Sieberg
.
Le fonti storiche riferiscono che il paese venne
danneggiato molto gravemente.
I danni al campanile
Anche il
campanile
subì danni durante il terremoto.
Negli anni successivi fu necessario intervenire sulla
struttura.
La vicenda è significativa perché mostra ancora una
volta la continuità tra storia civile e religiosa.
Quando una chiesa o un campanile venivano danneggiati,
la loro ricostruzione diventava un problema dell'intera comunità.
Non si trattava soltanto di edifici.
Erano punti di riferimento visibili e simbolici per
tutti gli abitanti.
La Garfagnana dopo il terremoto
Il terremoto del 1920 trasformò gran parte dell'Alta
Garfagnana.
Molti edifici medievali e moderni vennero distrutti
oppure profondamente modificati.
La ricostruzione introdusse nuove tecniche edilizie.
Per questo l'aspetto attuale dei paesi non corrisponde
completamente a quello che avrebbero avuto nell'Ottocento.
Puglianella riuscì comunque a conservare una parte
significativa del proprio nucleo storico.
Case, scalinate e portali continuano ancora oggi a
raccontare la struttura dell'antico borgo.
La Seconda guerra mondiale
Una nuova fase difficile arrivò durante la
Seconda guerra mondiale
.
Tra il 1944 e il 1945 la Garfagnana si trovò
direttamente coinvolta nelle operazioni militari della Linea Gotica.
Per le popolazioni della valle significò requisizioni,
scarsità di alimenti, presenza di truppe e continui pericoli.
Le montagne e i boschi assunsero nuovamente un ruolo
fondamentale.
Antiche mulattiere e sentieri divennero percorsi
utilizzati per muoversi lontano dalle strade principali.
Il dopoguerra
Dopo il conflitto la vita cambiò rapidamente.
La costruzione delle strade accelerò le
trasformazioni.
I giovani potevano raggiungere più facilmente
Camporgiano, Castelnuovo e i centri del fondovalle.
Le attività agricole tradizionali iniziarono a perdere
importanza.
Molte famiglie cercarono nuove opportunità di lavoro.
Cominciò così anche a Puglianella il processo di
spopolamento che interessò gran parte della montagna garfagnina.
L'abbandono dei campi
Con la diminuzione degli abitanti cambiò il paesaggio.
I campi più difficili da raggiungere furono
progressivamente abbandonati.
Molti prati non vennero più falciati.
I castagneti furono curati meno intensamente.
Il bosco iniziò a riconquistare spazi che per secoli
erano stati mantenuti aperti dall'uomo.
Il paesaggio attuale è quindi più verde e boscoso, ma
anche molto diverso da quello della Puglianella contadina.
Una parrocchia storica
Puglianella conserva ancora oggi la propria
Parrocchia di Santa Maria Assunta
.
La festa dell'Assunzione viene celebrata il
15 agosto
.
È una delle ricorrenze più importanti del calendario
religioso estivo.
Come accadeva in molti paesi, le feste patronali
avevano anche una funzione sociale.
Erano occasioni nelle quali le famiglie si riunivano e
gli emigrati potevano tornare nel luogo d'origine.
La festa contribuiva quindi a mantenere viva
l'identità della comunità.
Il passaggio all'Arcidiocesi di Lucca
Per una parte importante della storia contemporanea le
parrocchie dell'Alta Garfagnana appartennero alla diocesi di Massa.
La situazione cambiò nel
1992
, quando una
riorganizzazione dei confini ecclesiastici trasferì diverse parrocchie
dei comuni garfagnini all'
Arcidiocesi
di Lucca
.
Tra queste figurava anche Santa Maria Assunta di
Puglianella.
Fu un cambiamento amministrativo importante, che
riportò molte comunità della valle nell'organizzazione ecclesiastica
lucchese.
Puglianella oggi
Oggi
Puglianella
rimane una delle piccole comunità del territorio di Camporgiano.
Il paese conserva case in pietra, scalinate, portali e
angoli nei quali l'impianto storico è ancora chiaramente riconoscibile.
La torre campanaria domina il borgo.
Santa Maria Assunta custodisce il suo straordinario
patrimonio artistico.
Intorno rimangono boschi, castagneti e prati.
La tranquillità attuale rende difficile immaginare
quanto intensa dovesse essere la vita del paese quando ogni terreno
veniva coltivato.
Una Madonna nel cuore della montagna
Tra tutte le testimonianze di Puglianella, la
Madonna con il Bambino attribuita a
Nino Pisano
rimane probabilmente la più sorprendente.
Un'opera realizzata nel pieno Trecento toscano è
arrivata fino a noi all'interno di una piccola chiesa della Garfagnana.
È sopravvissuta alle trasformazioni dell'edificio.
Alla peste.
Ai terremoti.
Alle guerre.
Allo spopolamento.
Dopo più di sei secoli continua a essere custodita nel
paese.
Un borgo da riscoprire
Visitare Puglianella significa scoprire una Garfagnana
appartata e profondamente legata alla montagna.
La sua storia è nelle pietre delle case.
Nella vecchia torre.
Nei portali seicenteschi e ottocenteschi.
Nei castagneti e nelle mulattiere.
È nella memoria del terremoto del 1920 e nella strada
che soltanto nel Novecento pose fine a secoli di relativo isolamento.
Ma soprattutto è nella Chiesa di Santa Maria Assunta e
nella dolcissima Madonna lignea attribuita a Nino Pisano.
Puglianella racconta così la storia di una
piccola comunità capace di custodire un
patrimonio sorprendente
, nata tra il Serchio e l'Edron e
rimasta per secoli sospesa tra boschi, agricoltura, fede e montagne. |