Riana: storia, cultura
e tradizioni di un antico borgo della Garfagnana
Riana
è una frazione del
Comune di
Fosciandora
, in provincia di Lucca, situata sulle colline della
Garfagnana che dominano la valle del Serchio.
È un piccolo borgo di origine medievale,
caratterizzato da strette viuzze, case raccolte e antichi percorsi in
pietra. La sua storia presenta una particolarità importante: mentre
altre località dell'attuale territorio di Fosciandora entrarono nei
domini degli Este, Riana rimase per lungo tempo legata a
Lucca
.
Ma Riana è conosciuta anche per un'altra tradizione
profondamente radicata nel territorio: quella del
vino
.
I vigneti coltivati sui terrazzamenti intorno al paese
hanno infatti accompagnato per generazioni la vita della comunità, tanto
che ancora oggi Riana celebra questo legame con una caratteristica Festa
del Vino.
Le antiche origini di Riana
Le origini di Riana sono molto antiche.
Le prime testimonianze relative al paese vengono fatte
risalire a un periodo precedente al
IX
secolo
, quando nel territorio risultavano proprietà
appartenenti al Vescovo di Lucca.
La stessa origine del nome è stata collegata alla
presenza longobarda. Secondo la tradizione locale, Riana deriverebbe
infatti da un'espressione riferita a una
“terra abitata da ariani”
, in
relazione alle popolazioni longobarde presenti nella zona.
Intorno all'anno Mille Riana risulta inoltre collegata
ai
Rolandinghi
, potente
famiglia feudale lucchese che possedeva numerosi territori nella valle
del Serchio.
Il legame con Lucca sarebbe rimasto una delle
caratteristiche principali della storia del paese.
Riana e il confine tra Lucca e gli
Este
Per comprendere la storia di Riana bisogna ricordare
la particolare situazione politica della Garfagnana a partire dal
Quattrocento.
Nel
1451
il
territorio dell'attuale Fosciandora venne sostanzialmente diviso tra due
differenti domini.
Riana, Lupinaia e
Treppignana rimasero sotto il controllo di Lucca
,
mentre Ceserana, Migliano e Fosciandora passarono sotto il dominio degli
Este.
Si creò così una situazione singolare: piccoli paesi
distanti pochi chilometri appartenevano a Stati differenti.
Riana si trovò quindi sul lato lucchese di una vera e
propria
terra di confine
.
Questa divisione politica durò per secoli e contribuì
a creare identità e vicende storiche differenti tra comunità
geograficamente molto vicine.
Soltanto nell'Ottocento gli antichi confini vennero
definitivamente superati e Riana entrò a far parte dell'attuale Comune
di Fosciandora.
La chiesa di San Silvestro
Il principale edificio religioso del paese è la
chiesa dedicata a San Silvestro Papa
.
Storicamente la chiesa di Riana apparteneva alla
Pievania di Loppia
, antica
circoscrizione ecclesiastica della valle del Serchio la cui sede venne
successivamente trasferita a Barga.
Nel
1615
la
parrocchia di Riana venne unita a quelle di San Martino di Treppignana e
di San Pietro di Lupinaia.
L'edificio religioso che vediamo oggi è però in gran
parte il risultato di trasformazioni successive.
Durante la
prima metà
dell'Ottocento
la chiesa assunse sostanzialmente le forme
attuali.
L'esterno è piuttosto semplice e sobrio, mentre
l'interno presenta una decorazione più ricca, con stucchi e ornamenti
realizzati in epoche differenti.
Particolarmente caratteristico è il
campanile
, più volte
modificato nel corso del tempo e concluso da una singolare copertura a
bulbo.
Il Cristo nero di Riana
Tra le testimonianze religiose conservate nella chiesa
di Riana viene ricordato un interessante
Cristo nero ligneo del XVII secolo
.
Si tratta di una delle opere che caratterizzano il
patrimonio religioso del piccolo borgo e testimonia la lunga devozione
della comunità locale.
La chiesa continua ancora oggi a rappresentare uno dei
principali punti di riferimento del paese, non soltanto dal punto di
vista religioso ma anche per la memoria e le tradizioni della comunità.
San Silvestro e il curioso proverbio
di Riana
Il patrono di Riana è
San Silvestro Papa
, celebrato il
31 dicembre
, proprio
nell'ultimo giorno dell'anno.
Da questa particolare coincidenza è nato un antico e
divertente detto popolare garfagnino:
“Se Riana 'un era
lesta, perdea la festa.”
Il significato è ironico.
Secondo la battuta popolare, gli abitanti di Riana
sarebbero riusciti a scegliere il proprio santo patrono appena in tempo:
San Silvestro è infatti festeggiato il 31 dicembre e, se avessero
aspettato ancora un giorno, l'anno sarebbe terminato e con esso anche i
santi disponibili sul calendario.
È una piccola testimonianza di quella cultura fatta di
proverbi, scherzi e rivalità paesane che per secoli ha caratterizzato le
comunità della Garfagnana.
Riana e la tradizione del vino
Una delle caratteristiche che maggiormente distinguono
Riana dagli altri paesi di Fosciandora è la sua
tradizione vitivinicola
.
Le colline e i terrazzamenti che circondano il borgo
sono stati utilizzati per lungo tempo per la coltivazione della vite.
La produzione vinicola di Riana godeva già in passato
di una buona reputazione nella valle del Serchio.
Alla fine dell'Ottocento lo storico Raffaello
Raffaelli ricordava infatti questa zona tra quelle apprezzate per la
produzione di vino.
La coltivazione della vite non rappresentava soltanto
un'attività economica, ma faceva parte della vita quotidiana delle
famiglie.
Vendemmia, produzione e conservazione del vino
seguivano ritmi e conoscenze tramandati di generazione in generazione.
Negli ultimi decenni alcuni abitanti hanno recuperato
vecchi vigneti e impiantato nuove vigne, contribuendo a mantenere viva
questa tradizione.
La Festa del Vino
Il rapporto tra Riana e la viticoltura viene celebrato
ogni anno con la tradizionale
Festa del
Vino
.
Durante la manifestazione il piccolo borgo si anima
con prodotti locali, gastronomia, musica e iniziative legate alle
tradizioni del territorio.
Una delle caratteristiche più curiose della festa è
rappresentata dalle
fontane del paese
,
dalle quali per l'occasione viene fatto simbolicamente sgorgare vino
locale.
Tra gli appuntamenti tradizionali trova spazio anche
la
gara delle botti
, che
richiama il mondo delle antiche cantine e della produzione vinicola.
La manifestazione è diventata nel tempo uno degli
appuntamenti caratteristici dell'autunno nella zona e richiama
visitatori anche da fuori Fosciandora.
La Festa del Vino non è quindi soltanto un evento
gastronomico: rappresenta un modo per mantenere vivo il legame tra il
paese, i suoi vigneti e la cultura contadina.
Il Ponte Orlando
Un'interessante testimonianza della storia delle
comunicazioni locali riguarda il cosiddetto
Ponte Orlando
.
Un tempo, sotto Riana, esisteva infatti un ponte che
permetteva di attraversare il fiume Serchio.
Il collegamento consentiva di raggiungere la zona di
Fiattone e Perpoli
e,
attraverso questa, il territorio di Gallicano.
Il Ponte Orlando aveva quindi un'importanza notevole
per gli spostamenti tra le due sponde della valle.
La struttura venne però definitivamente distrutta nel
1772
, in seguito a una frana
verificatasi sul versante di Riana.
Il ricordo dell'antico ponte permette di comprendere
quanto fosse diversa la rete di comunicazioni utilizzata dalle comunità
prima della costruzione delle strade moderne.
Il terremoto e la ricostruzione
Come numerosi altri paesi della Garfagnana, anche
Riana ha dovuto confrontarsi nel corso della propria storia con i
terremoti.
Il grande
terremoto
del 1920
provocò danni in tutta la valle del Serchio.
Anche il complesso della chiesa di San Silvestro venne
interessato da interventi di ristrutturazione e ampliamento successivi
al sisma.
Le ricostruzioni realizzate nel corso del Novecento
contribuirono così a modificare in parte l'aspetto del paese e dei suoi
edifici religiosi.
L'ingresso nel Comune di Fosciandora
Per secoli Riana ebbe una storia amministrativa
distinta rispetto ai paesi di Fosciandora che erano appartenuti agli
Este.
Prima della formazione dell'attuale territorio
comunale,
Riana, Lupinaia e Treppignana
erano infatti legate amministrativamente all'area lucchese.
La situazione cambiò definitivamente alla metà
dell'Ottocento.
A partire dal
1°
gennaio 1856
, Riana, Treppignana e Lupinaia vennero aggregate
al Comune di Fosciandora.
Si concludeva così una divisione territoriale durata
per secoli e nasceva sostanzialmente la configurazione moderna del
comune.
Riana oggi
Oggi Riana conserva il fascino di un piccolo borgo
della Garfagnana.
Le strette vie, le case raccolte intorno alla chiesa
di San Silvestro e i terrazzamenti che circondano l'abitato raccontano
ancora il profondo rapporto tra la comunità e il territorio.
Ma ciò che rende particolarmente interessante Riana è
la continuità delle sue tradizioni.
Il vino, i vigneti, la festa autunnale e persino il
vecchio proverbio dedicato a San Silvestro costituiscono elementi di
un'identità locale che è riuscita a conservarsi nel tempo.
Visitare Riana significa quindi scoprire non soltanto
un antico paese, ma una piccola comunità nella quale
storia, cultura contadina e tradizione
del vino
continuano a intrecciarsi.
Un borgo che per secoli guardò verso Lucca da una
terra divisa da antichi confini e che oggi continua a raccontare la
propria storia attraverso le pietre delle case, la chiesa di San
Silvestro e i vigneti distesi sulle colline della Garfagnana. |