Il borgo collinare, la
chiesa e la torre Ardoino
A circa 280 metri sul
livello del mare, sulle colline che dominano il golfo di
Bonassola, si trova San Giorgio,
uno degli antichi nuclei abitati della valle. La sua posizione, a mezza
costa e quasi al centro della vallata, offre un punto di osservazione
privilegiato sul territorio e aiuta a comprendere l'antica
organizzazione della comunità bonassolese.
Oggi San Giorgio è una località tranquilla, immersa
nel verde e raggiungibile attraverso la strada che sale dal borgo di
Bonassola. Il suo patrimonio storico è però tutt'altro che marginale: la
chiesa di San Giorgio, la
torre Ardoino e il vicino
sistema di antichi percorsi collegano la località alla storia agricola,
religiosa e difensiva della valle.
San Giorgio nella storia di Bonassola
San Giorgio faceva parte di quella rete di piccoli
centri collinari che, prima dello sviluppo del borgo marinaro,
costituivano la struttura abitata della
Vallis Bonazolae.
Il territorio dell'attuale Bonassola iniziò infatti a
trasformarsi profondamente tra il XV e il XVI secolo. Prima di allora la
piana oggi occupata dal centro abitato era in gran parte interessata dal
mare e dai depositi alluvionali dei torrenti. Gli insediamenti erano
quindi distribuiti soprattutto lungo i versanti e sulle colline.
Nel XVI secolo San Giorgio era già uno dei nuclei
riconosciuti della comunità. Gli Annali di Agostino Giustiniani,
nel 1537, ricordano
complessivamente circa 200 famiglie distribuite tra Montaretto,
Reggimonti, San Giorgio, Costella, Scernio, Serra e il borgo di
Bonassola.
San Giorgio deve quindi essere considerato parte
integrante dell'antica comunità bonassolese, insieme agli altri borghi
di mezza costa.
La chiesa di San Giorgio
Il monumento più importante della località è la
Chiesa di San Giorgio,
costruita nella seconda metà del XVI secolo.
Secondo le fonti comunali, l'edificio fu completato
nella seconda metà del Cinquecento e non sembra sorgere sul luogo di una
precedente costruzione religiosa. In origine la chiesa non era una
parrocchia autonoma: rimase infatti
alle dipendenze della parrocchia di Santa Maria Assunta di Reggimonti
fino al 1690.
Questa dipendenza racconta molto dell'organizzazione
religiosa del territorio. Reggimonti rappresentava infatti uno dei
principali centri religiosi delle colline, mentre San Giorgio faceva
parte della sua circoscrizione ecclesiastica.
Nel 1690 San
Giorgio divenne finalmente parrocchia autonoma. Da quel momento la
chiesa assunse un ruolo ancora più importante nella vita della comunità
locale.
Il campanile e la memoria degli
edifici antichi
Uno degli elementi più caratteristici della chiesa è
il suo campanile, costruito tra il 1673
e il 1676.
La sua storia è particolarmente interessante perché
per la costruzione vennero probabilmente utilizzate pietre provenienti
da due importanti siti storici della zona: la
Chiesarotta e la
Torre Ardoino.
In questo modo una parte del patrimonio più antico del
territorio è stata letteralmente incorporata nell'edificio religioso.
Il campanile conserva inoltre un concerto di
cinque campane. Due di esse
portano la firma del fonditore emiliano Paulus Capanni de Garfagnolo
Castri Novi in Montibus e sono datate
1875; altre campane furono aggiunte o rifuse nel corso del
Novecento.
La facciata
La facciata della chiesa presenta una composizione
tipicamente ligure e barocca.
È suddivisa orizzontalmente da una fascia
architettonica e verticalmente da lesene. Nelle nicchie laterali sono
collocate le statue della Vergine Maria
e di un santo, mentre al centro si trova un bassorilievo raffigurante
San Giorgio nell'atto di uccidere il
drago.
L'immagine del santo guerriero che sconfigge il drago
rappresenta il principale elemento iconografico della facciata e
identifica immediatamente la dedicazione dell'edificio.
Gli interni e le opere d'arte
L'interno della chiesa conserva un patrimonio
artistico che documenta la devozione della comunità tra il Settecento e
l'Ottocento.
Tra le opere segnalate dalle fonti si trovano:
una tela settecentesca raffigurante la
Madonna del Carmine con San Pietro
Martire e Santa Lucia;
un Crocifisso
ligneo del Settecento, appartenente alla tradizione della
scuola scultorea genovese;
una statua della
Madonna del Carmine, anch'essa riconducibile alla scuola
genovese;
una tela con la
Madonna con il Bambino, San Lazzaro e Santa Maria Maddalena;
un dipinto settecentesco raffigurante
Sant'Antonio da Padova;
una tela ottocentesca dell'Addolorata
con Gesù deposto;
un Crocifisso ligneo settecentesco sull'altare
maggiore;
un dipinto raffigurante
San Giorgio, databile tra
XVIII e XIX secolo. Particolarmente interessante è anche l'organo
a canne, uno strumento di scuola ligure realizzato nel XVIII
secolo e caratterizzato da trasmissione meccanica.
Il patrimonio della chiesa testimonia quindi la
continuità della devozione locale e i rapporti culturali e artistici che
legavano le comunità della Liguria orientale all'ambiente genovese.
La Torre Ardoino
Poco sotto la chiesa si trovano i resti della
Torre Ardoino, un'antica
struttura difensiva che costituisce un'altra testimonianza fondamentale
della storia di San Giorgio.
La torre fu costruita a partire dal
1544 dagli abitanti del luogo.
Il nome deriva dalla famiglia Ardoino, che in quel periodo era legata
alla signoria locale.
La costruzione deve essere inserita nel contesto della
Liguria del XVI secolo, quando le comunità costiere erano
particolarmente esposte alle incursioni provenienti dal mare.
Le torri e le strutture fortificate avevano quindi una
funzione di controllo e di difesa del territorio, consentendo di
sorvegliare la costa e gli accessi alla valle.
La distruzione della torre
Verso la metà del Seicento la Torre Ardoino venne
parzialmente distrutta, probabilmente a causa di un
cedimento del terreno.
Ciò che rimase della struttura ebbe tuttavia una
seconda vita: parte delle pietre della torre venne infatti riutilizzata
per la costruzione del campanile della chiesa di San Giorgio, insieme ai
materiali provenienti dalla Chiesarotta.
È un dettaglio apparentemente piccolo, ma molto
significativo: nel paesaggio di San Giorgio la storia non è
rappresentata soltanto dai monumenti ancora integri, ma anche dal
riutilizzo dei materiali degli edifici
scomparsi.
San Giorgio e l'agricoltura
Come gli altri nuclei collinari di Bonassola, San
Giorgio viveva in stretta relazione con l'agricoltura.
Il paesaggio della valle era caratterizzato da
vite, olivo, castagno, fichi, limoni,
orti e boschi. Nel Seicento il censimento della Repubblica di
Genova documenta inoltre la presenza del gelso in alcune zone collinari,
legato alla produzione della seta.
La vite aveva un ruolo particolarmente importante
nell'economia locale. Il vino prodotto sulle colline veniva consumato
localmente ma anche commercializzato al di fuori della valle.
L'agricoltura non era quindi un'attività marginale:
costituiva uno dei pilastri della vita economica di Bonassola e
contribuiva a modellare il paesaggio attraverso terrazzamenti, muri a
secco, sentieri e piccoli appezzamenti.
San Giorgio e la marineria
La storia della località non può essere separata da
quella della marineria bonassolese.
Tra Settecento e Ottocento il progressivo sviluppo dei
traffici marittimi contribuì alla crescita demografica dell'intera
comunità. Anche gli abitanti di San Giorgio e Montaretto parteciparono a
questa tradizione: alla fine del Settecento risultavano numerosi gli
uomini dei due nuclei assenti dal paese perché
imbarcati.
Questo dato mostra come la vita dei borghi collinari
non fosse confinata all'agricoltura. Le famiglie potevano avere
contemporaneamente un forte legame con la terra e con il mare.
È proprio questa combinazione tra
agricoltura collinare e navigazione
a caratterizzare per secoli la società di Bonassola.
San Giorgio e Matteo Vinzoni
San Giorgio è legato anche alla figura di
Matteo Vinzoni, celebre
cartografo della Repubblica di Genova, nato nel 1690 e morto nel 1773.
Vinzoni apparteneva a una famiglia originaria
di Bonassola e amava trascorrere i mesi estivi proprio a
San Giorgio, nella villa di
campagna della famiglia.
La sua attività cartografica ha lasciato una
documentazione straordinaria del territorio ligure. Le sue carte
settecentesche sono ancora oggi fondamentali per ricostruire l'aspetto
dei borghi e delle campagne dell'epoca.
Il legame con Vinzoni aggiunge quindi a San Giorgio
una particolare dimensione culturale: la località non è soltanto un
luogo della storia religiosa e rurale di Bonassola, ma è anche collegata
alla grande tradizione cartografica della Repubblica di Genova.
Un paesaggio tra storia e natura
La posizione di San Giorgio permette ancora oggi di
leggere alcuni degli elementi fondamentali del paesaggio storico di
Bonassola.
Il borgo si trova in una zona nella quale le
abitazioni, la chiesa, i resti della torre, i boschi e gli antichi
terreni agricoli si integrano in un ambiente fortemente modellato
dall'uomo.
La collina non è quindi semplicemente uno sfondo
naturale: è il risultato di secoli di lavoro, coltivazione, costruzione
e manutenzione.
Percorrere la strada che sale da Bonassola verso San
Giorgio significa attraversare idealmente diverse epoche della storia
locale: dal borgo marinaro moderno ai nuclei agricoli di mezza costa,
fino alle testimonianze delle antiche strutture difensive e religiose.
|