San Giorgio - Bonassola

Foto, storia e informazioni del borgo

Home Provincia della Spezia Comune di Bonassola Storia-Informazioni Presentazione foto Mappa

Frazioni & Località

Scegli una località dal menu.

Foto - fotografie - Immagini - Paese - Borgo - Frazione - Località (SP = La Spezia. Italy)

Oggi San Giorgio conserva il carattere di un piccolo borgo collinare e rappresenta una delle località più interessanti per conoscere la Bonassola storica, lontana dalla sola immagine balneare. La Chiesa di San Giorgio rimane il principale punto di riferimento monumentale della località, mentre i resti della Torre Ardoino ricordano la necessità di difendere il territorio in un'epoca nella quale le incursioni dal mare rappresentavano una minaccia concreta. Il rapporto con Reggimonti, la tradizione agricola, la memoria della marineria e il legame con Matteo Vinzoni completano il quadro di una comunità che per secoli ha vissuto tra collina e mare...

San Giorgio

San Giorgio

La Chiesa di San Giorgio

La Chiesa

Il campanile

Casa

Rudere Torre Ardoino

Case

Vecchio torchio

Case

Passaggio

Passaggio

In paese

La Chiesa vista da Bonassola

Campanile

Vista

Verso la Chiesa

Statua nella facciata dell Chiesa

Statua nella facciata dell Chiesa

San Giorgio nella località di S.Giorgio

San Giorgio nella località di S.Giorgio

San Giorgio nella località di S.Giorgio

San Giorgio nella località di S.Giorgio

San Giorgio nella località di S.Giorgio

Vista

S.Giorgio

Lapide scolorita

San Giorgio nella località di S.Giorgio

Abside esterno

Abside esterno

Torre ristrutturata

Torre Ardoino

Torre Ardoino

Torre Ardoino

Torre Ardoino

Vista

In paese

In paese

Casa

Cactus

Fontanella

In paese

In paese

Orto

In paese

Passaggio voltato

In paese

Frazione di San Giorgio

Aloe succulente

Cactus

In paese

Nella località

Torre con reti per raccolta olive

Percorso per la torre

Torre Ardoino in mezzo all'oliveto

Informazioni storiche, culturali della località.

Il borgo collinare, la chiesa e la torre Ardoino

A circa 280 metri sul livello del mare, sulle colline che dominano il golfo di Bonassola, si trova San Giorgio, uno degli antichi nuclei abitati della valle. La sua posizione, a mezza costa e quasi al centro della vallata, offre un punto di osservazione privilegiato sul territorio e aiuta a comprendere l'antica organizzazione della comunità bonassolese. Oggi San Giorgio è una località tranquilla, immersa nel verde e raggiungibile attraverso la strada che sale dal borgo di Bonassola. Il suo patrimonio storico è però tutt'altro che marginale: la chiesa di San Giorgio, la torre Ardoino e il vicino sistema di antichi percorsi collegano la località alla storia agricola, religiosa e difensiva della valle.

San Giorgio nella storia di Bonassola

San Giorgio faceva parte di quella rete di piccoli centri collinari che, prima dello sviluppo del borgo marinaro, costituivano la struttura abitata della Vallis Bonazolae. Il territorio dell'attuale Bonassola iniziò infatti a trasformarsi profondamente tra il XV e il XVI secolo. Prima di allora la piana oggi occupata dal centro abitato era in gran parte interessata dal mare e dai depositi alluvionali dei torrenti. Gli insediamenti erano quindi distribuiti soprattutto lungo i versanti e sulle colline. Nel XVI secolo San Giorgio era già uno dei nuclei riconosciuti della comunità. Gli Annali di Agostino Giustiniani, nel 1537, ricordano complessivamente circa 200 famiglie distribuite tra Montaretto, Reggimonti, San Giorgio, Costella, Scernio, Serra e il borgo di Bonassola. San Giorgio deve quindi essere considerato parte integrante dell'antica comunità bonassolese, insieme agli altri borghi di mezza costa.

La chiesa di San Giorgio

Il monumento più importante della località è la Chiesa di San Giorgio, costruita nella seconda metà del XVI secolo. Secondo le fonti comunali, l'edificio fu completato nella seconda metà del Cinquecento e non sembra sorgere sul luogo di una precedente costruzione religiosa. In origine la chiesa non era una parrocchia autonoma: rimase infatti alle dipendenze della parrocchia di Santa Maria Assunta di Reggimonti fino al 1690. Questa dipendenza racconta molto dell'organizzazione religiosa del territorio. Reggimonti rappresentava infatti uno dei principali centri religiosi delle colline, mentre San Giorgio faceva parte della sua circoscrizione ecclesiastica. Nel 1690 San Giorgio divenne finalmente parrocchia autonoma. Da quel momento la chiesa assunse un ruolo ancora più importante nella vita della comunità locale.

Il campanile e la memoria degli edifici antichi

Uno degli elementi più caratteristici della chiesa è il suo campanile, costruito tra il 1673 e il 1676. La sua storia è particolarmente interessante perché per la costruzione vennero probabilmente utilizzate pietre provenienti da due importanti siti storici della zona: la Chiesarotta e la Torre Ardoino. In questo modo una parte del patrimonio più antico del territorio è stata letteralmente incorporata nell'edificio religioso. Il campanile conserva inoltre un concerto di cinque campane. Due di esse portano la firma del fonditore emiliano Paulus Capanni de Garfagnolo Castri Novi in Montibus e sono datate 1875; altre campane furono aggiunte o rifuse nel corso del Novecento.

La facciata

La facciata della chiesa presenta una composizione tipicamente ligure e barocca. È suddivisa orizzontalmente da una fascia architettonica e verticalmente da lesene. Nelle nicchie laterali sono collocate le statue della Vergine Maria e di un santo, mentre al centro si trova un bassorilievo raffigurante San Giorgio nell'atto di uccidere il drago. L'immagine del santo guerriero che sconfigge il drago rappresenta il principale elemento iconografico della facciata e identifica immediatamente la dedicazione dell'edificio.

Gli interni e le opere d'arte

L'interno della chiesa conserva un patrimonio artistico che documenta la devozione della comunità tra il Settecento e l'Ottocento. Tra le opere segnalate dalle fonti si trovano: una tela settecentesca raffigurante la Madonna del Carmine con San Pietro Martire e Santa Lucia; un Crocifisso ligneo del Settecento, appartenente alla tradizione della scuola scultorea genovese; una statua della Madonna del Carmine, anch'essa riconducibile alla scuola genovese; una tela con la Madonna con il Bambino, San Lazzaro e Santa Maria Maddalena; un dipinto settecentesco raffigurante Sant'Antonio da Padova; una tela ottocentesca dell'Addolorata con Gesù deposto; un Crocifisso ligneo settecentesco sull'altare maggiore; un dipinto raffigurante San Giorgio, databile tra XVIII e XIX secolo. Particolarmente interessante è anche l'organo a canne, uno strumento di scuola ligure realizzato nel XVIII secolo e caratterizzato da trasmissione meccanica. Il patrimonio della chiesa testimonia quindi la continuità della devozione locale e i rapporti culturali e artistici che legavano le comunità della Liguria orientale all'ambiente genovese.

La Torre Ardoino

Poco sotto la chiesa si trovano i resti della Torre Ardoino, un'antica struttura difensiva che costituisce un'altra testimonianza fondamentale della storia di San Giorgio. La torre fu costruita a partire dal 1544 dagli abitanti del luogo. Il nome deriva dalla famiglia Ardoino, che in quel periodo era legata alla signoria locale. La costruzione deve essere inserita nel contesto della Liguria del XVI secolo, quando le comunità costiere erano particolarmente esposte alle incursioni provenienti dal mare. Le torri e le strutture fortificate avevano quindi una funzione di controllo e di difesa del territorio, consentendo di sorvegliare la costa e gli accessi alla valle.

La distruzione della torre

Verso la metà del Seicento la Torre Ardoino venne parzialmente distrutta, probabilmente a causa di un cedimento del terreno. Ciò che rimase della struttura ebbe tuttavia una seconda vita: parte delle pietre della torre venne infatti riutilizzata per la costruzione del campanile della chiesa di San Giorgio, insieme ai materiali provenienti dalla Chiesarotta. È un dettaglio apparentemente piccolo, ma molto significativo: nel paesaggio di San Giorgio la storia non è rappresentata soltanto dai monumenti ancora integri, ma anche dal riutilizzo dei materiali degli edifici scomparsi.

San Giorgio e l'agricoltura

Come gli altri nuclei collinari di Bonassola, San Giorgio viveva in stretta relazione con l'agricoltura. Il paesaggio della valle era caratterizzato da vite, olivo, castagno, fichi, limoni, orti e boschi. Nel Seicento il censimento della Repubblica di Genova documenta inoltre la presenza del gelso in alcune zone collinari, legato alla produzione della seta. La vite aveva un ruolo particolarmente importante nell'economia locale. Il vino prodotto sulle colline veniva consumato localmente ma anche commercializzato al di fuori della valle. L'agricoltura non era quindi un'attività marginale: costituiva uno dei pilastri della vita economica di Bonassola e contribuiva a modellare il paesaggio attraverso terrazzamenti, muri a secco, sentieri e piccoli appezzamenti.

San Giorgio e la marineria

La storia della località non può essere separata da quella della marineria bonassolese. Tra Settecento e Ottocento il progressivo sviluppo dei traffici marittimi contribuì alla crescita demografica dell'intera comunità. Anche gli abitanti di San Giorgio e Montaretto parteciparono a questa tradizione: alla fine del Settecento risultavano numerosi gli uomini dei due nuclei assenti dal paese perché imbarcati. Questo dato mostra come la vita dei borghi collinari non fosse confinata all'agricoltura. Le famiglie potevano avere contemporaneamente un forte legame con la terra e con il mare. È proprio questa combinazione tra agricoltura collinare e navigazione a caratterizzare per secoli la società di Bonassola.

San Giorgio e Matteo Vinzoni

San Giorgio è legato anche alla figura di Matteo Vinzoni, celebre cartografo della Repubblica di Genova, nato nel 1690 e morto nel 1773. Vinzoni apparteneva a una famiglia originaria di Bonassola e amava trascorrere i mesi estivi proprio a San Giorgio, nella villa di campagna della famiglia. La sua attività cartografica ha lasciato una documentazione straordinaria del territorio ligure. Le sue carte settecentesche sono ancora oggi fondamentali per ricostruire l'aspetto dei borghi e delle campagne dell'epoca. Il legame con Vinzoni aggiunge quindi a San Giorgio una particolare dimensione culturale: la località non è soltanto un luogo della storia religiosa e rurale di Bonassola, ma è anche collegata alla grande tradizione cartografica della Repubblica di Genova.

Un paesaggio tra storia e natura

La posizione di San Giorgio permette ancora oggi di leggere alcuni degli elementi fondamentali del paesaggio storico di Bonassola. Il borgo si trova in una zona nella quale le abitazioni, la chiesa, i resti della torre, i boschi e gli antichi terreni agricoli si integrano in un ambiente fortemente modellato dall'uomo. La collina non è quindi semplicemente uno sfondo naturale: è il risultato di secoli di lavoro, coltivazione, costruzione e manutenzione. Percorrere la strada che sale da Bonassola verso San Giorgio significa attraversare idealmente diverse epoche della storia locale: dal borgo marinaro moderno ai nuclei agricoli di mezza costa, fino alle testimonianze delle antiche strutture difensive e religiose.
↑